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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘banca d’italia’

Banca d’Italia: La tecnologia al centro delle considerazioni finali del governatore

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 maggio 2019

Roma 31 maggio 2019. Vincenzo Visco “l’Italia ha risposto con ritardo – ha commentato Alessandro Carretta, economista, docente di Economia degli intermediari finanziari all’Università di Roma Tor Vergata – alla rivoluzione tecnologica in tutti i campi in cui le imprese possono adottare tecnologie innovative. Meno di un quinto delle piccole imprese ha adottato almeno una tecnologia avanzata. E anche nei servizi pubblici digitali l’Italia è al 19° posto nell’Union Europea”. “Anche nel settore finanziario – ha osservato ancora Carretta – l’uso dei canali digitali in Europa è in costante aumento mentre in Italia resta limitato. Le banche italiane stanno ampliando l’offerta online di servizi tradizionali, ma la metà delle aziende di credito non ha ancora avviato una sperimentazione”. “La crescita della nostra economia e della nostra finanza – ha concluso Carretta – passa da uno sforzo di sostegno alla tecnologia senza il quale siamo destinati a un ruolo marginale nello scenario mondiale”.
Alessandro Carretta. Professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari – Università Tor Vergata di Roma. Accademico onorario dell’Accademia Italiana di Economia Aziendale (AIDEA), di cui è stato Presidente dal 2011 al 2014. Membro dello Steering Committee di FINEST, Financial Intermediation Network of European Studies, e del Consiglio di amministrazione dell’Università di Roma Tor Vergata. Membro della European Association of University Teachers of Banking and Finance, con sede a Bangor, Università del Galles (UK). Collabora con la Banca d’Italia e il MEF nelle procedure di gestione delle crisi bancarie. Ricopre inoltre numerosi incarichi presso istituti di credito tra cui: componente del Comitato di sorveglianza della Banca Padovana e Membro del Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Sondrio. Segretario Generale dell’Associazione Italiana per il Factoring. Membro del Consiglio Direttivo di NED Community, Associazione degli amministratori non esecutivi e indipendenti, e Presidente del Collegio dei Probiviri dell’Associazione Italiana Leasing (Assilea).

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Adiconsum su Assemblea Banca d’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 maggio 2019

Roma. Le considerazioni finali della Banca d’Italia non sono state come sempre considerazioni politiche, ma, più del passato, hanno avuto un risvolto politico – dichiara Danilo Galvagni, Vicepresidente di Adiconsum nazionale.Il Governatore Visco, ha parlato nel segno della continuità con il passato, ma con una puntigliosa lista delle “cose” da fare, con un richiamo ad alcune priorità del Paese ed esprimendo un forte allarme sul futuro dell’Italia, dove saremmo più poveri senza l’Europa. Non vi è stato alcun cenno autocritico e la sostanziale assoluzione del sistema bancario e finanziario nazionale – denuncia Carlo Piarulli, Responsabile del Dipartimento Credito di Adiconsum nazionale.Non vi è stato alcun riferimento – prosegue Piarulli – alle forti penalizzazioni della clientela a seguito delle pressioni commerciali messe in campo da talune banche, alle crisi che hanno coinvolto centinaia di migliaia di risparmiatori, al mancato rispetto delle iniziative a tutela della clientela e alle prospettive derivanti dalle future applicazioni delle normative europee e nazionali.

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L’oro italiano: Chi è il proprietario?

Posted by fidest press agency su martedì, 2 aprile 2019

“Domani finalmente è prevista in discussione al Senato la mozione di Fratelli d’Italia, depositata mesi addietro, per ribadire che le riserve auree detenute da Banca d’Italia sono di proprietà dello Stato e del popolo italiano e non di Palazzo Koch. Probabilmente per non riconoscere a Fratelli d’Italia la parternitá di questa storica battaglia, la maggioranza grillo-leghista si è sbrigata a presentare una identica mozione collegata alla nostra. Siamo felicissimi di aver svegliato la maggioranza dal suo torpore, dopo che il premier Conte in Senato a un question time di Fratelli d’Italia su questo tema aveva clamorosamente dichiarato che le riserve auree appartengono a Bankitalia. È tempo di mettere fine a questa pericolosa situazione e certificare una volta per tutte che l’oro della Patria è degli italiani e non dei banchieri”. E’ quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
“Fratelli d’Italia rivendica con forza due meriti: di essere stato il primo partito ad avere denunciato la questione della proprietà delle riserve auree detenute dalla Banca d’Italia, e di aver costretto su questo tema la maggioranza ad uscire allo scoperto e assumere una posizione che, tra l’altro, riprende la nostra. Infatti, mercoledì in Aula al Senato sarà votata la nostra mozione, presentata lo scorso 6 febbraio, alla quale quella della maggioranza sarò soltanto abbinata, in quanto depositata appena due giorni fa, il 28 marzo. E’ evidente che la nostra battaglia ha imposto al M5S e alla Lega di battere un colpo e di prendere, finalmente, coscienza che su un tema così delicato e importante non potevano continuare a rimanere silenti e assenti. Questo soprattutto dopo che il premier Conte in risposta a un nostro question time in Senato del 21 febbraio aveva affermato che la proprietà delle riserve auree non è degli italiani ma dei banchieri. Stigmatizziamo l’atteggiamento di questa maggioranza che, come in altre occasioni, va a rimorchio delle nostre iniziative, riprendendole nel contenuto, come nel caso della mozione sulle riserve auree, e addirittura intestandosele. Un comportamento che, senza dubbio, è ai limiti della correttezza istituzionale”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani.

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Dipendenti Bankitalia devono poter denunciare alle Procure

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

Banca d'ItaliaSecondo quanto afferma al Quotidiano nazionale Pierferdinando Casini, presidente della Commissione di inchiesta sulle banche, la Vigilanza ha avuto falle e deve essere migliorata, ma ci sarà bisogno di una Procura nazionale contro i reati finanziari.”Bene, ma non basta! Bisogna cominciare ad eliminare dal Testo Unico Bancario l’art. 7 comma 2 secondo il quale i dipendenti della Banca d’Italia, nell’esercizio delle loro funzioni di vigilanza hanno l’obbligo di riferire esclusivamente al Direttorio tutte le irregolarità constatate, anche quando assumano la veste di reati. Altrimenti gli esposti alle Procure di Bankitalia saranno sempre troppo tardive per poter tutelare i risparmiatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Fino a che il compito di Bankitalia resta quello di salvare in primo luogo le banche e non i risparmiatori, nascondendo i reati ed i problemi sotto il tappeto, ci saranno autorizzazioni di aumenti di capitale a danno dei risparmiatori” conclude Dona.

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Ri-abbiamo Visco: Viva Visco

Posted by fidest press agency su domenica, 29 ottobre 2017

Banca d'ItaliaE’ stato nuovamente nominato a governare la Banca D’Italia. Ignazio Visco. Dopo il sestennio in cui pochi si sono accorti della sua presenza se non per la scarsa sua opera di vigilanza, ora ce lo teniamo per altri sei anni. Suo compito, continuerà ad essere quello della politica monetaria unica delle operazioni in cambi, gestione delle riserve, produzione delle banconote in euro, il funzionamento del sistema dei pagamenti, la supervisione sui mercati, compiti di tesoreria, attività di analisi e ricerca, Autorità di Vigilanza sulle banche, Autorità nazionale di risoluzione delle crisi, Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia.Noi lo abbiamo notato per la sua assenza nel prevenire le crisi di diverse banche, soprattutto per le conseguenze che hanno portato a diversi dissesti, dove le vittime sono sempre state i risparmiatori.La domanda principale che ci siamo fatti e che continuiamo a farci e’: ma a che serve la Banca d’Italia in regime di Banca Centrale Europea (BCE). Certo, sappiamo le differenze di intervento e competenze, ma perche’ non viene tutto delegato a Francoforte? La nostra impressione e delusione non e’ tanto sul personaggio Ignazio Visco, ma sul fatto che la nostra politica in materia debba continuare ad essere delegata ad un passacarte di decisioni che vengono prese altrove. Noi preferiremmo un’Autorità a tutti gli effetti, e per questo guardiamo a Francoforte… ma per ora ci dobbiamo accontentare. Viva Visco! (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Giochi, allarme di Banca d’Italia su on-line e VLT

Posted by fidest press agency su sabato, 8 luglio 2017

Banca d'ItaliaRoma. Rischio di riciclaggio e di pratiche collusive utilizzate per giocare in modo concertato a danno di terzi, oppure per dissimulare trasferimenti di denaro. Sono questi i principali rischi connessi alle attività di gioco tramite Videolottery e gaming on-line sottolineati dal rapporto annuale dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF), istituita presso la Banca d’Italia. In merito alle ispezioni nei comparti del traporto valori e dei giochi, infatti, il rapporto evidenzia che «gli accertamenti svolti sugli operatori di gioco hanno confermato la necessità di interventi normativi a fini antiriciclaggio, volti a responsabilizzare la rete distributiva degli esercenti e gestori e a mitigare i rischi insiti in alcune tipologie di gioco, quali le Video Lottery Terminal, in ragione dell’elevato utilizzo di contante sotto soglia e della scarsa tracciabilità delle operazioni». «La potenziale connessione con flussi di denaro contante di dubbia origine – aggiunge l’UIF nel rapporto – stata riscontrata anche alla base di alcune segnalazioni inoltrate da operatori di gioco e riferite ad anomale concentrazioni di incassi di ticket emessi da Video Lottery Terminal (VLT)». «Le peculiari modalità di funzionamenti di tali apparecchiature – aggiunge l’UIF – le rendono particolarmente vulnerabili al rischio di utilizzi impropri: l’utente può infatti attivare il gioco mediante diretto caricamento di banconote nella macchina e successivamente interrompere la sessione in qualsiasi momento, ottenendo la restituzione del credito residuo dietro presentazione di un ticket stampato direttamente dalla VLT. Ne consegue che, in linea teorica, tali apparecchiature offrono la possibilità di conferire apparente legittimazione a somme di denaro contante di origine ignota, garantendo la trasformazione in ticket al portatore, a loro volta liquidabili mediante bonifici o assegni circolari”.Per quanto riguarda, invece, le attività di gioco on line, il rapporto UIF segnala che «pratiche collusive poste in essere da clienti dediti ai cosiddetti skill games, giochi caratterizzati dalla prevalenza dell’abilità del giocatore rispetto alla componente aleatoria. Dette pratiche sarebbero utilizzate per giocare in modo concentrato a danno di terzi partecipanti al torneo, oppure per dissimulare trasferimenti di denaro».Le segnalazioni dell’UIF sono state commentate da Raffaele Curcio, presidente di SAPAR, l’associazione nazionale Servizi Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative, la principale sigla associativa delle aziende di gestione di apparecchi da intrattenimento, con più di 1.700 associati e un indotto di circa 200.000 lavoratori. “Ringraziamo l’UIF e la Banca d’Italia – ha detto Curcio – per il lavoro svolto a tutela della legalità e contro ogni forma di abusivismo. Da parte nostra, non possiamo non sottolineare come nonostante studi e rapporti autorevoli continuino ad indicare tutte le criticità di alcune tipologie di gioco come le VLT e il gaming on line, si continua ad affrontare i temi del settore con un unico obiettivo: l’eliminazione della AWP, le piccole slot da 1 euro a giocata. Eppure, sono molti i segnali d’allarme che riguardano altre offerte di gioco, non solo più aggressive dal punto di vista del giocatore, ma anche più a rischio in termini di condotte illecite da contrastare con ogni mezzo. Ecco perché è necessario affrontare i temi del settore con serietà, lontani da ogni pregiudizio e, soprattutto, con l’obiettivo di raggiungere un punto di incontro tra tutela sociale, garanzie delle entrate erariali, lotta all’illegalità, difesa dell’attività aziendali e dei regimi occupazionali. La sola riduzione delle Awp, a cosa serve realmente?”

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Banca d’Italia: Come le scimmiette?

Posted by fidest press agency su sabato, 3 giugno 2017

tre scimmietteLa relazione del governatore della Banca d’Italia fa venire alla mente la scena delle tre scimmiette, alla quale applichiamo alcune varianti: non vedo (prima), non sento (in tempo) e non parlo (o parlo tardi).
Ci perdonerà il governatore Visco ma non siamo per niente d’accordo con la sua relazione. Ricordiamo male o abbiamo sentito ripetutamente affermazioni sulla solidità delle nostre banche? Com’è finita? Visco parla di educazione finanziaria a noi piace l’informazione finanziaria, perché i compiti educativi li lasciamo alle famiglie. Qualcuno l’ha fatta? Abbiamo seri dubbi. E, soprattutto, la Banca d’Italia si era informata delle condizioni del nostro sistema bancario e, a sua volta, informato i cittadini dei rischi che correvano? A proposito del Monte de’ Paschi di Siena, la responsabile della vigilanza della BCE, Daniele Nouy, ha dichiarato: “chi doveva sapere degli sviluppi al riguardo della banca aveva tutte le informazioni a disposizione”. Il caso è stato molto discusso nel nostro Consiglio di vigilanza. E la Banca d’Italia vi è rappresentata.” Più chiaro di così!Intanto, il famoso cerino acceso è rimasto tra le dita del risparmiatore. (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

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“C’è poco da essere allegri con il quadro del mercato del lavoro descritto da Istat e Banca d’Italia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 giugno 2017

banca-ditaliaDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “C’è poco da essere allegri con il quadro del mercato del lavoro descritto oggi da Istat e Banca d’Italia.Il balzo dell’occupazione registrato dai dati odierni è quasi interamente da attribuire al posticipo dell’età pensionabile, visto che la crescita degli occupati avviene nella fascia di età ultra cinquantenne mentre le classi centrali, quelle con più carichi familiari, perdono occupati, in un anno oltre 120mila, e i giovani sono sostanzialmente in una situazione invariata. Anzi, mentre diminuisce il tasso di disoccupazione complessivo, il loro tasso di disoccupazione rimane fermo al 34 per cento, un valore assolutamente insopportabile.Peraltro, è bene ricordare che mentre noi festeggiamo un tasso di disoccupazione all’11 per cento, in Germania è stato raggiunto il livello record del 5,7 per cento. D’altra parte il Governatore della Banca d’Italia ci ricorda che ‘alla fine del 2016 meno del 60 per cento delle persone tra i 20 e i 67 anni aveva un impiego; era occupata appena una donna su due. Tra i giovani con meno di 30 anni, circa un quarto, un terzo nel Mezzogiorno, non aveva un lavoro né era impegnato in un percorso formativo. Sono valori lontani da quelli di gran parte degli altri paesi europei’.Considerazioni che suonano una bocciatura del Jobs Act. Serve, dunque, una nuova ricetta di politica economica, fondata sui principi di crescita, produttività, attacco al debito pubblico, semplificazione, liberalizzazioni”.

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Banca d’Italia: due tirocini formativi e di orientamento per neolaureati

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

bolognaBologna Anche per il 2017 la Banca d’Italia ha avviato un programma di tirocini formativi e di orientamento in favore di neolaureati in possesso di laurea magistrale/specialistica, da svolgere presso la Divisione di Analisi e ricerca economica territoriale della Banca d’Italia di Bologna. I tirocini offrono la possibilità di collaborare allo svolgimento di un progetto di ricerca di natura empirica su un tema di economia regionale. È previsto l’avvio di 2 tirocini formativi e di orientamento presso l’Unità di Analisi e Ricerca economica territoriale della Sede di Bologna della Banca d’Italia, Piazza Cavour, 6 – 40124 Bologna.
Ciascun tirocinio avrà la durata di 3 mesi e sarà avviato orientativamente entro il mese di ottobre 2017. Potrà essere prorogato per un massimo di 3 mesi. Le attività di tirocinio saranno svolte tutti i giorni feriali, da lunedì a venerdì, secondo un’articolazione oraria che sarà concordata con i tutor aziendale e che comporterà un impegno giornaliero non inferiore alle sei ore.
Ai tirocinanti sarà riconosciuta un’indennità di partecipazione pari a 1.000 (mille) euro lordi mensili, previa verifica del rispetto degli obblighi di assiduità e riservatezza; nei giorni di frequenza i tirocinanti potranno fruire gratuitamente del servizio di ristorazione previsto per il personale dell’Istituto.
L’indennità di partecipazione è incompatibile con altri compensi eventualmente percepiti dai tirocinanti, anche sotto forma di borse di studio o assegni di dottorato. I candidati assegnatari dei tirocini, pertanto, saranno invitati a rinunciare a tali compensi per il periodo coperto dall’indennità corrisposta dalla Banca.Sono richiesti i seguenti requisiti:
1. laurea specialistica/magistrale, conseguita in data successiva al 30 settembre 2016 con punteggio pari ad almeno 105/110 (o votazione equivalente), o altro diploma equiparato al suddetto titolo ai sensi del decreto interministeriale 9 luglio 2009;
2. età non superiore a 27 anni alla scadenza del termine per la presentazione delle candidature;
3. aver sostenuto con esito positivo un esame di Statistica e uno di Econometria. Saranno comunque ammessi alla selezione i candidati che abbiano superato – nel corso dell’intero ciclo di studi universitari – esami diversamente denominati, ma il cui programma abbia riguardato in misura significativa discipline statistiche ed econometriche; la valutazione di ammissione alla selezione sarà condotta dall’Ateneo di appartenenza del candidato.
Le candidature dovranno essere presentate presso l’Università di Parma alla UO Placement e Rapporti con le Imprese – Vicolo Grossardi, 4 – 0521 034022- cvplacement@unipr.it entro il 29 aprile 2017, provviste di:
1) domanda di ammissione alla selezione e dichiarazione sottoscritta ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000;
2) curriculum vitae;
3) documento di riconoscimento (in formato.pdf) in corso di validità.
La Banca d’Italia si riserva di verificare l’effettivo possesso da parte dei candidati dei requisiti e dei titoli dichiarati e di disporre l’esclusione dalla selezione e l’interruzione dello stage nei confronti di soggetti che risultino sprovvisti di uno o più requisiti o titoli.

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Garnell, Banca d’Italia autorizza la SGR

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2016

filippo-la-scalaGarnell – gruppo milanese attivo nella finanza d’impresa e nella consulenza a grandi investitori – ha ottenuto da Banca d’Italia il via libera a operare come Società di Gestione del Risparmio (SGR). La nuova società gestirà fondi di private equity focalizzati su investimenti nell’economia reale italiana, selezionati integrando l’analisi finanziaria e quella ambientale, sociale e di buon governo, con un accurato controllo del rischio. Tali strumenti, rivolti a investitori professionali, istituzionali e family office, si concentreranno sulle piccole e medie imprese attive nei settori di eccellenza del Made in Italy, al fine di supportarle nel processo di consolidamento, di crescita e di internazionalizzazione. Particolare attenzione sarà prestata ai settori dell’agroalimentare e delle energie rinnovabili, nei quali Garnell ha già sviluppato un significativo track record: nel primo, in qualità di advisor per importanti operatori dell’agroindustria, nel secondo, gestendo, dal 2009, tra gli altri, gli impianti fotovoltaici del fondo di investimento Clean Energy One, per il quale svolge il ruolo di advisor, project manager e conduttore delle centrali elettriche.
L’individuazione delle opportunità di investimento sarà realizzata anche attraverso accordi di collaborazione con imprese, organizzazioni e istituzioni del mondo scientifico e accademico – Università, Istituti di Ricerca, Think Tank, Associazioni di settore – con cui Garnell condivide valori e ideali. Obiettivo comune sarà quello di promuovere una concezione dell’impresa che tiene al centro l’uomo: il profitto dell’azienda deve integrare il bene della sua comunità di stakeholder – azionisti, lavoratori, clienti, fornitori – e i principi di sostenibilità economica, sociale, ambientale, in un’unione virtuosa che garantisca il successo nel medio-lungo periodo.
“Nell’attuale contesto di stagnazione e turbolenza dei mercati finanziari, gli investimenti nell’economia reale rappresentano la soluzione concreta alla necessità di sostenere lo sviluppo del Paese, remunerando al contempo i capitali dei risparmiatori e degli investitori istituzionali”, ha detto Filippo La Scala, AD di Garnell. “Assistiamo a una crisi di sistema che va avanti da anni e che ha messo in discussione i paradigmi dell’economia tradizionale. Operatori indipendenti come Garnell possono diventare interlocutori privilegiati di investitori industriali e finanziari per l’individuazione di opportunità strategiche in grado di creare un adeguato valore, di rilanciare il business e di portare benefici all’economia reale” ha concluso Filippo La Scala.
La filosofia di investimento del gruppo Garnell – fondato da Filippo La Scala – supera il classico approccio rischio-rendimento e persegue l’obiettivo di ottenere benefici anche non monetari dagli investimenti in termini di collateralità sul territorio e di impatto sociale e ambientale.Il Gruppo Garnell è nato nel 2004 dall’incontro di professionisti dal background multidisciplinare uniti da una visione comune e dall’obiettivo di individuare opportunità e soluzioni non convenzionali, allenando la capacità di uscire dagli schemi, di cambiare la rotta e di guidare le scelte, per sé e per gli altri, in contesti mutevoli e turbolenti, grazie allo sviluppo sistematico e costante di competenze.
Garnell E’ un gruppo indipendente nato nel 2004 che opera come consulente e investment manager al fianco di imprese, imprenditori e investitori istituzionali in operazioni di finanza straordinaria e nella gestione di investimenti in imprese non quotate. Dal 2007 è attivo nel settore dell’energy management e dal 2009 gestisce, tra gli altri, gli impianti fotovoltaici del fondo di investimento Clean Energy One, per il quale svolge il ruolo di advisor, project manager e conduttore delle centrali elettriche. (foto: filippo la scala)

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Banca d’Italia inserisce Unione Fiduciaria nella sezione speciale degli Intermediari Finanziari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 ottobre 2016

Banca d'ItaliaUnione Fiduciaria grazie ai propri presidi organizzativi e all’applicazione della normativa antiriciclaggio ha ottenuto dalla Banca d’Italia, tra le poche della categoria nel nostro Paese, l’iscrizione nella sezione speciale dell’albo 106 TUB. Da questo momento Unione Fiduciaria è sottoposta alla vigilanza diretta della nostra Banca Centrale per quanto concerne l’applicazione delle norme antiriciclaggio e di conseguenza viene equiparata ad una banca ai fini dei relativi adempimenti. Con questa iscrizione Unione Fiduciaria diviene un interlocutore ancora più affidabile e sicuro per tutti i propri clienti, gli altri intermediari ed i professionisti. In conseguenza dell’intervenuta iscrizione al citato Albo, decade, anche l’obbligo per la fiduciaria di fornire informazioni sul titolare effettivo.

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Visco: su 4 banche evitati rischi stabilità finanziaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

salva bancheIl governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha dichiarato oggi che le misure adottate a novembre scorso per il salvataggio delle quattro banche in crisi erano divenute l’ultima alternativa possibile alla liquidazione.
“Quello che dovrebbe spiegare Visco non è quello che è accaduto da novembre in poi, ma prima di novembre, in particolare quando ci sono stati, ad es. per Banca Marche, gli aumenti di capitale del 2012. Perché, insomma, non sono stati tutelati a tempo debito i risparmiatori?” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Non si capisce perché in Italia né la Consob né Bankitalia siano mai riusciti a prevenire le perdite per i risparmiatori, da Parmalat a Banca Veneto. E’ evidente c’è qualcosa che non funziona nel modo in cui svolgono ed intendono il loro ruolo, anche se c’è un problema rispetto ai loro compiti e poteri di cui dovrebbe occuparsi la politica” conclude Dona.

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Conti pubblici: aumento debito sovrano

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2016

Banca d'Italia“Mercoledì sono stati resi noti da Banca d’Italia i dati sul debito pubblico: ad aprile 2016 (ultimo dato disponibile) ammonta a 2.230,8 miliardi di euro, un record (purtroppo negativo) per il nostro paese; a febbraio 2014, quando ha cominciato a governare Renzi, ammontava a 2.107,6 miliardi di euro. Significa che con Renzi il debito pubblico italiano è aumentato di 123,20 miliardi in poco più di due anni, pari a una media di 4,7 miliardi al mese”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, durante la conferenza stampa di qualche giorno fa. Altro che ‘No Imu day’, è ‘Imbroglio day’. Con Renzi pressione fiscale aumentata”, organizzata dagli azzurri oggi a Montecitorio.

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Banca d’Italia: La relazione Visco non convince le opposizioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2016

Banca d'Italia“L’apertura di gran parte dei quotidiani, meccanicamente e con palese obbedienza ad un occulto Minculpop, si sposta dalla immigrazione e dalle sue tragedie a Visco, e alla sua moderata speranza di ripresina. La nostra impressione? Sulle banche e su tante altre cose Visco assolve il governo per assolvere la Banca d’Italia e far dimenticare il disastro degli istituti di credito nel nostro Paese. Atteggiamento da autoconservazione a prescindere da ciò che accade. Non un bel vedere!”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Il governatore di Bankitalia è trattato (figuriamoci!) come salvatore della patria renziana dal ‘Corriere’ che gli dedica questo titolo: ‘Spinta di Visco sulla ripresa’. Con un occhiello segnato dalla parola in azzurro ‘Crescita’. I contenuti specifici contano meno, pesa il ‘sentiment’ che viene trasmesso. ‘Repubblica’ invece sceglie la strada di dar voce alla Cei, a monsignor Galantino, il quale si posiziona contro il governo e in particolare contro Alfano: ‘Migranti, accogliere tutti’. L’evidente irrealismo di Galantino sottolineato dal titolo (anche il Papa ne ha accolti solo 16 tra le migliaia di profughi incontrati a Lesbo), ‘Repubblica’ lo sa bene, gioca a favore di Renzi ed Alfano, che si vedono così promossi dalle opposte bocciature della Cei e di Salvini”, sottolinea Brunetta.

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Caso Banca Spoleto

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2015

Banca d'Italia“Senza entrare nel merito della vicenda giudiziaria che vede protagonista la Banca di Spoleto, segnaliamo che già tempo addietro abbiamo fatto un’interrogazione parlamentare al ministro della dell’Economia Padoan. Siamo ancora in attesa di una risposta. E ora ne stiamo predisponendo un’altra al ministro della Giustizia Orlando. Troviamo davvero singolare che oggi una procura, con nuovi magistrati, ribalti completamente le indagini fatte dalla stessa procura arrivando a indagare i controllori, la Banca d’Italia con il governatore Ignazio Visco. Delle due l’una: o è valida l’indagine di tre anni fa, o è valida quella di oggi. Una cosa è certa: esisteva una banca florida con 100 sportelli e 700 dipendenti, fiore all’occhiello del territorio spoletino e umbro. Oggi quella banca non esiste più. Di chi è la colpa? Ci auguriamo che il ministro Padoan e il ministro Orlando facciano chiarezza per quanto di loro competenza: rispondendo cioè alle nostre interrogazioni e -ci auguriamo – inviando ispettori dei rispettivi ministeri ”. È quanto dichiara il capogruppo Fabio Rampelli.

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Dov’è l’oro della Banca d’Italia?

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 agosto 2015

lingotti oroNutro la motivata preoccupazione che c’è nell’aria uno scandalo che farà impallidire il Mose, Expo, mafia capitale, nonché tutte le altre forme di latrocinio che hanno “rallegrato” la cronaca nazionale. Uno scandalo che farà impallidire anche quello che travolse la Banca Romana nel 1893, quando la Banca Romana venne scoperta avere stampato moneta in quantità doppia di quanto ordinato dal governo, con lauti guadagni dei ladroni di allora. Adesso il fumus di uno scandalo emerge non tanto da fatti ben precisi, bensì da inadempienze senza alcuna giustificazione; ben sapendo quale risma di pubblici ladroni ha governato l’Italia in questi ultimi venti anni, sorge pesantemente il dubbio che ci sia l’aria di una scandalosa possibile appropriazione indebita, a meno che non vengano effettuati controlli, che, fin ora, sono stati latitanti. Si tratta di verificare l’esatto ammontare delle riserve auree che dovrebbero giacere nel caveau della Banca d’Italia. Un documento ufficiale della Banca d’Italia (http://www.bancaditalia.it/media/ approfondimenti/documenti/riserve-auree.pdf ) certifica che la riserva è costituita da 2.452 tonnellate. Alla fine del 2013 il valore complessivo delle riserve auree era di quasi 69 miliardi di euro a prezzi correnti (871,22 euro per oncia di oro fino). Nella sua dettagliata relazione la Banca d’Italia rivela che 1.194,40 tonnellate (pari a quasi la metà) sono stivate nei caveaux della sede di Palazzo Koch, in Via Nazionale a Roma.
La restante parte è immagazzinata presso i depositi della Federal Reserve di New York. La relazione aggiunge che, in parti più modeste, l’oro italiano è conservato presso la Banca d’Inghilterra a Londra e presso la Banca Nazionale Svizzera a Berna. Tornando al documento della Banca d’Italia: NON SONO SPECIFICATE le quantità esatte di oro depositato a New York, Londra e Berna. E arriva il paradosso, affermato sempre nel documento ufficiale della Banca d’Italia: infatti sostiene che revisori esterni controllano le riserve auree di Palazzo Koch, sede della Banca d’Italia (ma chi controlla i controllori?), annualmente, in concomitanza con altre tipologie di carattere monetari e finanziario. Questi revisori esterni, però, non hanno la facoltà di esaminare le riserve auree fisiche italiane detenute presso paesi stranieri. Queste riserve sono “controllate” tramite reports (attestazioni) rilasciati in forma di documenti ufficiali, ogni anno, dalle Banche Centrali che detengono il nostro oro. In buona sostanza le nostre riserve auree all’estero non sarebbero oggetto di revisione contabile “fisica” da parte di propri rappresentanti designati, con ampio margine discrezionale di chi occupa il palazzo Chigi.
Nessuno si è mai preoccupato di controllare questi depositi, specialmente quelle estere, per i quali il potere del governo italiano diventa unico e assoluto; da qui la mia convinzione che all’orizzonte c’è la nera nube dello scandalo, madre di tutti gli scandali.
Cosa mi aspetto? Che venga effettuato un rigoroso controllo con riscontri e verifiche accertate. Cosa temo che accada? Un silenzio tombale coprirà ogni ipotesi scandalistica, mentre un silenzio omertoso soffocherà ogni legittimo diritto di sapere. (Rosario Amico Roxas)

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Aprile: Prestiti in calo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2015

Banca d'ItaliaRestano in calo i prestiti delle banche italiane ad aprile. Secondo la Banca d’Italia i prestiti al settore privato hanno registrato una contrazione su base annua dell’1,4%, come a marzo. I prestiti alle famiglie sono calati dello 0,2% (-0,3 nel mese precedente), quelli alle società non finanziarie sono scesi del 2,2%. “Dati scandalosi!” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “E’ incredibile che le banche continuino a tenersi i soldi, invece di farli circolare, specie se si considera che dal 9 marzo la BCE sta immettendo liquidità nel sistema grazie al Quantitative Easing” ha proseguito Dona. “Unico dato positivo è la discesa dei tassi, ragione per la quale stanno aumentando le surroghe. Quello che serve, però, per rilanciare gli investimenti, è l’aumento dei prestiti a famiglie ed imprese” ha concluso l’avv. Dona.

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Pagamenti elettronici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 dicembre 2013

Banca d'Italia

Banca d’Italia (Photo credit: Smeerch)

secondo i dati divulgati oggi da Bankitalia e in particolare nel rapporto “La Sepa e i suoi riflessi sul sistema dei pagamenti italiano”, in Italia l’uso del contante è nettamente preferito ai più moderni strumenti di pagamento. Nel 2012, infatti, ben l’83% delle transazioni complessive è stato eseguito in contante (la media europea è del 65%) e il numero delle operazioni pro capite annue effettuate con strumenti di pagamento diversi dal contante sono solo 71 (187 è la media europea e 194 quella dell’area euro).Per favorire la diffusione dell’utilizzo dei pagamenti elettronici nel nostro Paese, Maurizio Santacroce, Direttore della Business Unit Digital Games & Services di Sisal, commenta:“Secondo i dati evidenziati da Bankitalia, il nostro Paese è agli ultimi posti in merito all’uso dei pagamenti elettronici, ma ha grandi potenzialità di crescita, soprattutto se si guarda al futuro della moneta elettronica – dichiara Maurizio Santacroce Direttore, Divisione Digital Games & Services Sisal -. Nel 2013, secondo una nostra recente indagine, ben l’87% degli italiani si dichiara favorevole all’utilizzo di strumenti più moderni, con un trend di crescita. Bisogna quindi investire nell’infrastruttura tecnologica e oltre a quanto già previsto per la digitalizzazione delle Pubbliche amministrazioni, che entro il 31 dicembre 2015 dovranno essere in regola, è necessario affiancare anche quelli provenienti da soggetti privati. Solo in questo modo si possono ottenere risultati soddisfacenti e in questo ambito SisalPay ha previsto un forte investimento sulla propria rete per consentire ai cittadini di effettuare pagamenti utilizzando le carte di credito, debito e bancomat. Un passo che porterà la moneta elettronica nella vita quotidiana degli italiani”.

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Banche: sofferenze

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2013

Boom di sofferenze nelle banche: negli ultimi 12 mesi sono cresciute del 22% arrivando a quota 141 miliardi di euro. La fetta maggiore di prestiti che non vengono rimborsati regolarmente agli istituti di credito è quella delle imprese (97 miliardi). Le “rate non pagate” dalle famiglie valgono oltre 30 miliardi mentre quelle delle imprese familiari più di 12 miliardi. A 1,8 miliardi ammontano invece le sofferenze della pubblica amministrazione, delle assicurazioni e di altre istituzioni finanziarie. Complessivamente le sofferenze ora corrispondono al 9,9% dei prestiti bancari (1.433,7 miliardi), in aumento rispetto al 7,8% di un anno fa. Questi i dati principali di un rapporto del Centro studi Unimpresa.Secondo lo studio dell’associazione, basato su dati della Banca d’Italia, in totale le sofferenze sono passate dai 115,8 miliardi di agosto 2012 ai 141,8 miliardi di agosto 2013 (+22,4%) in aumento di 25,9 miliardi. Nel dettaglio, la quota delle imprese è salita da 77,1 miliardi a 97 (+25,7%) in aumento di 19,8 miliardi. La fetta relativa alle famiglie è cresciuta da 26,5 miliardi a 30,4 miliardi (+14,8%) in salita di 3,9 miliardi. Per le imprese familiari c’è stato un aumento di 1,7 miliardi da 10,7 miliardi a 12,5 miliardi (+16,4%). Le “altre” sofferenze sono passate invece da 1,4 a 1,8 miliardi (+27,4%) con 397 milioni in più.Credit crunch senza fine: -52 mld a privati in un anno
Parallelamente c’è la serrata dei rubinetti del credito. Negli ultimi dodici mesi le banche hanno tagliato oltre 50 miliardi di euro a imprese e famiglie. I finanziamenti al settore privato sono crollati del 3,5% da 1.485 miliardi a 1.433 miliardi. Nel dettaglio, tra agosto 2012 e agosto 2013 il totale dei prestizi ai privati sono calati di 52,1 miliardi passando dai 1.485,8 miliardi a 1.433,7 miliardi (-3,51%). Nel dettaglio sono calati di 45,5 miliardi (-5,20%) i finanziamenti alle imprese, scesi da 875,5 miliardi a 830 miliardi. Quelli alle famiglie sono diminuiti di 3,3 miliardi ( -0,66%) da 501,3 miliardi a 498 miliardi. Giù anche i prestiti alle imprese familiari, calati di 3 miliardi (-3,09%) da 98,7 miliardi a 95,6 miliardi. Il credit crunch colpisce anche le organizzazioni non lucrative sena fine di lucro: per le onlus la riduzione dei finanziamenti è stata pari a 249 milioni (-2,44%) da 10,1 miliardi a 9,9 miliardi. Agosto ha fatto registrare una battuta d’arresto assai rilevante per le erogazioni. Complessivamente quelle del settore privato sono scese in un solo mese di 14,7 miliardi (-1,02%) e a farne le spese sono state soprattutto le imprese, che hanno visto ridursi i finanziamenti di 12,4 miliardi (-1,48%); per le famiglie -1,6 miliardi (-0,34%), per le imprese familiari -552 milioni (-0,57%), per le onlus – 7 milioni (-0,07%). Longobardi: “Soluzione con legge stabilità””Mese dopo mese siamo costretti a fotografare una situazione che si aggrava sempre di più. E’ evidente che la recessione acuisce l’ingessamento del mercato del credito: le imprese non incassano, non fanno investimenti, non chiedono prestiti e fanno fatica a rimborsare quelli già concessi” osserva il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi. “Auspicavamo una soluzione con la legge di stabilità, con importanti risorse destinate da un lato alla creazione di meccanismi di garanzia statali rilevanti dall’altro ad abbattere la pressione fiscale, unico modo per far ripartire i consumi. Speriamo che con le correzioni in Parlamento al disegno di legge licenziato dal consiglio di ministri si imbocchi la strada giusta” aggiunge Longobardi.

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La Tav per i francesi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2013

La decisione della Francia di dichiarare i lavori della linea Torino-Lione “di pubblica utilità e urgenti” pone fine a tutti i dubbi circa la reale volontà del Governo francese rispetto alla realizzazione della Tav. Secondo la propaganda dei No Tav e dei ‘tecnici’ vicini al Movimento, al di là delle Alpi sarebbe in corso un ripensamento sull’opera tanto da ipotizzare un rinvio dei lavori al 2030. Anche esperti seri come quelli dell’istituto Leoni sono recentemente caduti in questa trappola. La Francia, invece, ha confermato di voler procedere e ha adottato strumenti normativi rapidi ed efficaci. Dimostrando che quando si è in presenza di un’infrastruttura di rilevanza europea non si può cedere di fronte a qualche Comune dissenziente né tanto meno di fronte a qualche centinaia di teppisti, provenienti da tutta Europa, che hanno fatto della Valle di Susa la loro palestra di lotta antagonista.
La decisione francese conferma anche la bontà della scelta del Governo italiano di dichiarare l’area del cantiere di Chiomonte ‘sito strategico di interesse nazionale’, senza che ciò abbia comportato alcun tipo di militarizzazione del territorio come continuano a ripetere i No Tav. C’è da augurarsi che di fronte ai provvedimenti adottati oltralpe cessino le strumentali disquisizioni sulle reali intenzioni della Francia.

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