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Posts Tagged ‘banca italia’

Convegno: Ventennale di gestione del Fondo MEF di prevenzione usura e sovraindebitamento”

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

Roma lunedì 18 novembre 2019 dalle 10.00 alle 13.45 Centro Convegni di Banca d’Italia “Carlo Azeglio Ciampi” Via Nazionale 191 Convegno “Ventennale di gestione del Fondo MEF di prevenzione usura e sovraindebitamento” Storia, presente e futuro.
Il Fondo di Prevenzione Usura, costituito nel 1997 grazie all’art. 15 della Legge sull’usura n. 108/1996, consente l’accesso al credito legale quando tutte le porte sono chiuse e non sembra vi sia altra strada per risolvere i propri problemi che ricorrere agli usurai.
Il Fondo ha l’obiettivo di evitare che la mancanza di sufficienti garanzie impediscano la concessione di un prestito. Per questo motivo la legge ha previsto lo stanziamento di fondi da assegnare a soggetti riconosciuti dal MEF attraverso l’iscrizione ad un apposito albo ministeriale e prefettizio (Associazioni antiusura, Fondazioni e Confidi), che così possono concedere (dopo opportune verifiche) garanzie presso Istituti di credito convenzionati.
Dal 1998, Adiconsum gestisce, unica Associazione consumatori, su incarico del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Fondo di prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura rivolto alle famiglie, in situazioni di difficoltà economica, in possesso dei
requisiti stabiliti dalla legge e dalle disposizioni del MEF. A 20 anni dal Fondo di prevenzione usura gestito da Adiconsum, ne ripercorriamo la storia, il presente, ma soprattutto gli sviluppi futuri, insieme con rappresentanti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di Banca d’Italia e di altri stakeholder.

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Banca Italia e il suo governatore: Il caso Renzi

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 ottobre 2017

banca d'itaa“Trovo grottesco che Renzi si chiami fuori quando per primo non ha mai fatto convocare il Comitato di Sicurezza Finanziaria, pur emergendo crisi di rilievo, e in secondo luogo ha fatto adottare il bail in pur non capendo cosa fosse e questa è una colpa che riguarda non solo lui ma tutte le classi dirigenti, inclusa la Banca di Italia”. Con queste parole Giulio Tremonti a Focus Economia di Sebastiano Barisoni su Radio 24 critica il comportamento di Renzi in merito alla mozione contro Visco e aggiunge: “Trovo aberrante quello che ha fatto Renzi, cioè metterla in termini di regolamento dei conti sul passato. A lui non interessa che vada il migliore, gli interessa dissociarsi in campagna elettorale dalla Boschi e da Etruria e da quelle attività non particolarmente positive che hanno fatto da quelle parti”. Giulio Tremonti sottolinea ancora a Radio 24: “Renzi non ha mai fatto il suo dovere sul comitato di sicurezza, che è scomparso, e soprattutto non ha capito che il bail in è stato la causa di tutto questo, l’Italia poteva rinviarlo, io avevo scritto contro il bail in e ho votato contro. Devono essere assolti per non avere compreso il fatto”.Sulla nomina del nuovo Governatore l’ex ministro Giulio Tremonti chiarisce a Radio 24: “La nomina la deve fare il Capo dello Stato. La legge dà al Capo dello Stato un grossissimo potere, un’indicazione viene dal Governo, ma la nomina la fa il Capo dello Stato. L’interesse del paese è che il Capo dello Stato nomini una persona capace, fuori dalle polemiche della campagna elettorale. Non dobbiamo dire uno o l’altro nome, è responsabilità del Capo dello Stato, ma non dobbiamo fare l’errore di utilizzare la nomina per fare vendetta”.

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Debito pubblico, banca d’Italia e la “maschera” di Renzi

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

Banca d'Italia«I freddi numeri dell’economia smascherano ancora una volta le menzogne di Renzi e del Pd: nuovo record per il debito pubblico, 2279 miliardi di euro, più 34 miliardi in un solo anno, che si sommano ai 200 miliardi di debito prodotto dal Governo Renzi. Dove sono finiti questi soldi, visto che è aumentato il numero di poveri in Italia e le tasse non sono diminuite? Ovviamente a finanziare le marchette elettorali, i regali fatti a banchieri e lobbisti amici e l’invasione dell’Italia con la politica dell’accoglienza. Fare peggio di così era praticamente impossibile. Che dite, alle prossime elezioni ci saranno ancora degli italiani disposti a dare fiducia alla sinistra?». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Stime Pil: Governo smentito

Posted by fidest press agency su martedì, 7 giugno 2016

pilSecondo le stime di Bankitalia, il Pil aumenterà dell’1,1% nel 2016, per poi attestarsi all’1,2% nel 2017 e nel 2018. Rispetto alle proiezioni di gennaio, la stima è stata rivista al ribasso (era +1,5% sia per il 2016 che per il 2017).
“Non ci preoccupa tanto il taglio della stima rispetto a gennaio, dovuto all’andamento più debole dell’economia mondiale, quanto il fatto che si tratta dell’ennesima previsione di una crescita inferiore a quella contenuta nel Def. Una smentita che vale non solo per il 2016, 1,1% contro l’1,2% immaginato dal Governo, ma anche per il 2017, 1,2% contro 1,4%” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “Dopo l’Ocse, il Fondo Monetario Internazionale e la Commissione Ue è la volta di Bankitalia. Forse il Governo farebbe bene a tener conto di questo nuovo scenario, indirizzando tutte le poche risorse rese disponibili dai minori interessi sul debito, sulla crescita. Si tratta di decidere su cosa puntare, se sul rilancio degli investimenti o sui consumi delle famiglie. Non ci sono soldi per fare tutto. Si deve scegliere” ha proseguito Dona. A nostro avviso la crescita si ottiene rilanciando i consumi delle famiglie, ridando loro capacità di spesa. Per questo nella prossima legge di stabilità bisognerebbe rivedere il provvedimento del bonus di 80 euro, destinandolo alle famiglie meno abbienti e agli incapienti” ha concluso Dona.

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Le voci dell’economia

Posted by fidest press agency su domenica, 3 Maggio 2009

Molti studenti, dalle superiori alle università, sono alle prese con un glossario tecnico-economico non sempre comprensibile e vorremmo, a questo punto, dare un contributo informativo avvalendoci delle annotazioni che si sono pervenute a cura del Bollettino mensile della Banca d’Italia e dal sito della Bce. Ci limitiamo, per ovvie ragioni di spazio, alle notazioni più frequenti nel linguaggio economico rimandando il resto ad una ricerca più approfondita che è possibile fare visitando il succitato sito della Bce. Ringraziamo, per questa opportunità offertaci l’Ufficio studi della B.I. che con le sue pubblicazioni ha, senza dubbio, offerto, e non solo agli addetti ai lavori, utili indicazioni di merito in una materia che è diventata in questi ultimi anni sempre più complessa ed articolata e, quindi, di per sé difficile da interpretare anche a coloro che sono del mestiere. Riprendiamo in questa sede qualche voce presa a caso: Investimenti di portafoglio (portfolio investment)  Sono le transazioni e/o le posizioni nette dei residenti nell’area dell’euro in titoli emessi dai non residenti (“attività”) e le transazioni e/o posizioni nette dei non residenti nell’area dell’euro in titoli emessi dai residenti (“passività”). Sono inclusi i titoli azionari e i titoli di debito (obbligazioni e notes, e strumenti di mercato monetario). Le transazioni sono rilevate al prezzo effettivo pagato o ricevuto, al netto di commissioni e spese. Per poter essere considerata come attività di portafoglio, la quota di partecipazione in una società deve essere equivalente a meno del 10% delle azioni ordinarie o del potere di voto.   Investimenti diretti (direct investment). Sono quegli investimenti internazionali che riflettono lo scopo di ottenere un interesse durevole in una società residente in un altro paese (con ciò si intende, in pratica, una partecipazione equivalente ad almeno il 10% dei diritti di voto). Il conto degli investimenti diretti rileva le acquisizioni nette di attività estere da parte di residenti nell’area dell’euro. (investimenti diretti all’estero) e le acquisizioni nette di attività dell’area dell’euro da parte di non residenti (investimenti diretti nell’area dell’euro). Gli investimenti diretti includono quelli in capitali di rischio, gli utili reinvestiti ed altri riconducibili a operazioni di prestito intersocietario.  M1. Aggregato monetario ristretto. Esso include le banconote e le monete in circolazione e i depositi a vista detenuti presso le Ifm e le Amministrazioni centrali (ad esempio presso le Poste ed il Tesoro.   M2 aggregato monetario intermedio. Esso comprende M1, i depositi rimborsabili su preavviso non superiore a tre mesi (cioè i depositi a risparmio a breve termine) e i depositi con durata prestabilita non superiore ai due anni (cioè i depositi a termine a breve scadenza) detenuti presso le Ifm e le Amministrazioni centrali.   M3 aggregato monetario ampio. Esso si compone di M2 più gli strumenti negoziabili, vale a dire le operazioni pronti contro termine, le quote di partecipazione in fondi comuni monetari e i titoli di debito con scadenza non superiore ai due anni emessi dalle Ifm.   Nuovi accordi europei di cambio Aec II (Erm II (exchange rate mechanism II). E’ l’accordo di cambio che fornisce l’assetto per la cooperazione nelle politiche di cambio tra i paesi dell’area dell’euro e gli Stati membri della Ue non partecipanti alla Fase Tre della Uem.  Operazione di rifinanziamento a più lungo termine (longer-term rifinancing operation).  E’ l’operazione mensile di mercato aperto, condotta dall’Eurosistema, con scadenza solitamente a tre mesi. Le operazioni sono condotte come aste a tasso variabile con volumi di aggiudicazione preannunciati.   Operazione di rifinanziamento principale (main rifinancing operation). E’ l’operazione settimanale di mercato aperto, condotta dall’Eurosistema. Nel 2003 il Consiglio direttivo ha deciso che a partire da marzo del 2004 la durata di queste operazioni sarà ridotta da due settimane ad una. Le operazioni di rifinanziamento principale sono condotte come aste a tasso variabile con tasso minimo di offerta preannunciato.   Operazioni di rifinanziamento marginale (marginal lending facility). E’ la categoria di operazioni attivabili su iniziativa delle controparti messe a disposizione dell’Eurosistema, attraverso le quali le controparti possono ottenere credito dalle banche centrali nazionali a un tasso di interesse predefinito a fronte di attività idonee.

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