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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘bancari’

Rinnovo contratto bancari: Iniziano le trattative

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 febbraio 2019

di Carlo Brustia. Ripartono, ma non ancora pienamente in discesa, le trattative per il rinnovo del contratto dei bancari. II dialogo fra Abi e sindacati, ieri, è tomato sui binari di un clima costruttivo, come riportano gli interessati, dopo lo strappo della scorsa settimana, quando i banchieri avevano stigmatizzato le fughe in avanti di alcuni sindacati e criticato prese di posizione rese note tramite i media. La riunione dell’ 11 febbraio si era aperta e chiusa nell’arco di pochi minuti, ma lo strappo è stato ricucito, nei giorni successivi, soprattutto grazie all’opera di mediazione del segretario generale della Fabi (prima organizzazione sindacale nel settore bancario), Lando Maria Sileoni.
Tuttavia, il negoziato non risulta ufficialmente partito, con le banche e le organizzazioni sindacali alle prese con la questione della proroga del contratto scaduto lo scorso 31 dicembre e prorogato al 28 febbraio. Così come resta da sciogliere il nodo del trattamento di fine rapporto: le sigle puntano i piedi e pretendono che, con decorrenza 1° gennaio 2019, il tfr sia pagato al 100%; l’Associazione bancaria, dal canto suo, vuole mantenere in vita lo sconto sulla base di calcolo che assicura un risparmio complessivo, per gli istituti di credito, di circa 210 milioni di euro almeno fino a quando gli oneri sul nuovo contratto saranno calcolati e pesati dall’Abi. C’è in ogni caso la volontà reciproca di chiudere entro il 28 febbraio un primo patto volto a definire «un percorso per il rinnovo del contratto nazionale del settore», come spiegato in una nota dell’Associazione bancaria. Il prossimo appuntamento è stato ficcato in agenda per lunedì 25 febbraio, mentre per domani è in programma una riunione ristretta fra i capi dei sindacati e il presidente del Casl (Comitato affari sindacali e del lavoro) dell’Abi, Salvatore Poloni, accompagnato dal direttore dell’area sindacale della stessa Abi, Stefano Bottino.
Poloni ieri ha offerto ai sindacati un’ulteriore proroga dei termini del contratto, che scadono il 28 febbraio. Proroga che prevede anche una sospensione che, secondo le intenzioni delle banche, dovrebbe contestualmente mantenere in piedi anche la riduzione della base di calcolo delle liquidazioni dei 300 mila lavoratori bancari. Ipotesi che venti valutata in queste ore dalle organizzazioni sindacali, che assolutamente non vogliono togliere un euro dalle tasche dei lavoratori. Questo è il punto centrale dell’attuale vertenza. Per l’Abi il tfr al 100% è insostenibile, ma i sindacati non si spiegano come ciò sia possibile, considerando che le banche sono tornate in ottima salute e i 10 miliardi di utili messi insieme dai primi otto gruppi, nel 2018, sono la prova che i soldi, in cassa, non mancano. Un compromesso si troverà. È possibile che, mantenendo inalterata la decorrenza piena del tfr al 1° gennaio 2019, si porterà la scadenza dell’attuale contratto a maggio o giugno di quest’anno. Quanto al nuovo contratto, i segretari generali dei sindacati hanno iniziato a mettere sul tavolo prime idee: Sileoni ha parlato di un contratto che sia capace di tutelare gli interessi di tutti i lavoratori, ma anche di mantenere equilibri fra grandi grup​pi, banche medie e istituti più piccoli, puntando tutto sulla piattaforma rivendicativa dei lavoratori che dovrà essere approvata nei prossimi mesi. Riccardo Colombani della First Cisl si è dimostrato disponibile a trovare una soluzione che non penalizzi minimamente i lavoratori. Giuliano Calcagni della Fisac Cgil ha, tra le altre cose, puntato sull’abbattimento dei numeri che autorizzino le Rsa (le nuove rappresentanze sindacali aziendali) a svolgere attività sindacale.
È molto probabile che dopo l’incontro del 25 febbraio, la Fisac svolga il proprio direttivo nazionale che dovrà deliberare l’eventuale intesa raggiunta in sede Abi dalla sua segreteria nazionale. Massimo Masi della Uilca ha fatto intendere che bisogna trovare una soluzione entro il 28 febbraio ed Emilio Contrasto di Unisin ha ribadito che la sua organizzazione punterà tutto sul valore politico della piattaforma dei lavoratori. Dopo le considerazioni iniziali di Sileoni, tutti i segretari generali si sono mostrati d’accordo fra loro in un clima che sembra tornato di serenità e unità sindacale. Nel corso della riunione è stato affrontato anche il tema della trasparenza degli stessi tavoli sindacali. Sileoni ha proposto di registrare o verbalizzare le sedute, idea immediatamente accolta dai colleghi segretari. Abi si è riservata di rispondere, ma non dovrebbero esserci problemi, anche perché in caso di risposta negativa la Fabi ha ventilato la possibilità di avere mano libera per garantire la massima trasparenza dei contenuti degli incontri in Abi. Non dovrebbero esserci ostacoli, comunque, perché le riunioni sindacali si svolgono nella sala di Palazzo Altieri (sede dell’Abi a Roma) accanto a quella che ospitai comitati esecutivi della stessa associazione dei banchieri, tutti sistematicamente registrati e verbalizzati.
Nei corridoi di palazzo Altieri trapela anche che, parallelamente alla nuova piattaforma che i sindacati si sono impegnati a presentare entro maggio 2019, le banche stiano confezionando la loro. Le posizioni, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, saranno probabilmente opposte e i sindacati devono mettere in preventivo un confronto anche rispetto alle richieste delle banche. ​

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Fine ingloriosa per la Commissione sugli scandali bancari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 gennaio 2018

monte dei paschi di sienaE’ stata presieduta, per volere del Partito democratico, dal presidente Casini. Ingloriosa perché la relazione approvata per una manciata di voti è omissiva, finalizzata solo a nascondere le vergogne del Partito democratico, del Pci-Pd-Ds-Pd in tema di banche, nascondere le vergogne del Monte dei Paschi, nascondere le vergogne dei conflitti di interessi, nascondere le vergogne di Banca Etruria”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.“Una relazione omissiva per nascondere le vergogne del Partito democratico. Ancora per poco, perché tra un paio di mesi riprenderemo in mano la Commissione, ne rifaremo un’altra per andare fino in fondo, per trovare le verità e le responsabilità, e soprattutto investiremo il Parlamento per un solo obiettivo concreto: risarcire tutti i truffati, i truffati di Monte Paschi, i truffati di Banca Etruria, delle banche venete, tutti i truffati.
Questo sarà compito del prossimo governo di centrodestra e questo è l’impegno che io prendo nei confronti negli italiani”.

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Risparmio tradito: Investimenti finanziari e bancari

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 agosto 2017

cassazioneLa banca non si sottrae dalla propria responsabilità ed è obbligata assieme alla società di intermediazione finanziaria a risarcire gli investitori nonostante il rapporto fiduciario intrattenuto con i clienti dal promotore finanziario che ha creato il danno: la consuetudine fra il professionista e i risparmiatori, che ad esempio non hanno mai contestato gli estratti conto, non costituisce una di quelle «anomalie» in grado di far ritenere l’operato del promotore del tutto estraneo alle mansioni affidategli dal preponente e dunque di escludere la condanna a carico dell’istituto. Sono questi i principi evidenziati dalla sentenza 18928/17, pubblicata il 31 luglio Cassazione che con un importante excursus anche giurisprudenziale sui livelli di responsabilità in capo ai soggetti coinvolti nelle operazioni d’investimento e intermediazione finanziaria, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rafforza la convinzione circa le tutele vigenti in materia in capo ad utenti bancari e investitori. Nella fattispecie, i giudici della terza sezione civile hanno rigettato i ricorsi di banca e dell’intermediaria finanziaria che devono pagare il danno subìto dagli investitori in solido con il promotore. Nel caso in questione istituto bancario e intermediaria devono rispondere anche per fatto proprio, la prima a titolo contrattuale in quanto con questa gli investitori intrattenevano il rapporto di conto corrente e deposito titoli e la s.im. a titolo extracontrattuale perché non risulta essere stata legata agli investitori da alcun rapporto contrattuale, essendo il promotore un agente senza rappresentanza. Tuttavia, il fatto che non vi fosse un vincolo contrattuale non vale, di per sé solo, ad escludere qualsivoglia responsabilità della s.i.m. per fatto proprio, in mancanza di apposita censura dell’accertamento fattuale. D’altronde, banca e società intermediatrice rispondono anche per il fatto altrui (del promotore finanziario), in concorso con la responsabilità per fatto proprio. Nel caso in questione, infatti, il promotore opera senza farsi rilasciare dai clienti né mandato con atto scritto né singoli ordini di acquisto e di vendita titoli per iscritto. Peraltro, evita di stabilire con gli investitori il profilo di rischio da rispettare nell’acquisto dei titoli e non consegna alcun prospetto informativo, effettuando operazioni allo scoperto senza autorizzazione. Ciò mentre gli investitori non contestano anche le posizioni dei conti deposito titoli. Non è emerso, però, che i clienti siano mossi dallo scopo di eludere la disciplina legale o di agire per finalità estranee ai contratti in essere con la banca. Né a loro l’operato del promotore appare estraneo alle mansioni affidate al professionista dalla banca. In tale ottica ed in definitiva, il danno risulta riconducibile anche alla preponente.

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Il governo e la politica dei licenziamenti

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2016

cernobbio“A Cernobbio Matteo Renzi ha detto: dimezzamento bancari entro 10 anni. Oggi Palazzo Chigi smentisce. Bugie del governo in vista del referendum. Ridicoli”. Così su Twitter Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. “Dimezzare bancari. Il primo maggio – prosegue Brunetta in un altro cinguettio – diceva la stessa cosa anche Padoan. Licenziare in massa i bancari è la linea del governo! Altro che smentite”. “Anche lo scorso marzo Matteo Renzi diceva che dovevano esserci meno bancari. Il Governo non può proprio smentire nulla!”, conclude Brunetta.

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Conti bancari di base per tutti

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 aprile 2014

Con la nuova legge approvata martedì dal Parlamento, chiunque risieda legalmente nell’UE avrà il diritto di aprire un conto bancario di base e a nessuno potrà essere negato tale diritto sulla base della nazionalità o del luogo di residenza. Questa normativa dovrebbe inoltre garantire che le spese e le regole per tutti i conti bancari siano trasparenti e comparabili e rendere più facile passare da un conto corrente a un altro che offre condizioni migliori.”Questa direttiva ha l’obiettivo permettere agli utenti di utilizzare servizi di pagamento comuni. Garantire l’accesso ai conti di base per tutti i consumatori, compresi i migranti e i cittadini in mobilità, stimolerà la modernizzazione economica, faciliterà la libera circolazione e aiuterà i più svantaggiati “, ha dichiarato il relatore Jürgen Klute (GUE/NGL, DE). Il testo è stato approvato con 603 voti favorevoli, 21  voti contrari e 51 astensioni. Il Parlamento ha chiesto che i conti bancari di base siano offerti da tutti, o almeno da un numero di istituti di credito in tutti gli Stati UE tale da garantire sia un facile accesso per tutti, sia la competitività delle offerte. Tali offerte non dovranno essere limitate alle banche che forniscono esclusivamente servizi online.Chiunque risieda legalmente nell’UE, anche senza fissa dimora, potrà aprire un conto di base. Tuttavia, gli Stati membri potrebbero richiedere ai futuri clienti di indicare il loro interesse e la finalità dell’apertura del conto, a condizione che rispettino pienamente i diritti fondamentali del cliente e che l’esercizio di tale diritto non risulti eccessivamente complicato o gravoso per il consumatore.La legge garantisce che chiunque apra un conto bancario sia in grado di capirne le commissioni e tassi d’interessi e di confrontare le offerte: questa informazione deve essere chiara e standardizzata in tutta l’UE. In ogni Stato membro dell’UE, dovrà essere creato almeno un sito web indipendente che permetta di confrontare i tassi d’interesse e le tariffe applicate dalle banche, che dovranno inoltre informare i propri clienti sulla possibilità di aprire conti bancari di base.

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Sospensione dei dati bancari UE-USA

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2013

Nella risoluzione non vincolante approvata mercoledì, il Parlamento invita l’UE a sospendere il suo accordo con gli Stati Uniti sul programma di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi (TFTP), in risposta alle presunte intercettazioni della NSA di dati internazionali sui bonifici bancari dei cittadini europei raccolti dalla società belga SWIFT.La risoluzione, presentata dai gruppi S&D, ALDE e Verdi/ALE è stata adottata con 280 voti favorevoli, 254 contrari e 30 astensioni.Il testo approvato ritiene che, sebbene il Parlamento non abbia poteri formali per avviare la sospensione o la risoluzione di un accordo internazionale, “la Commissione debba agire qualora il Parlamento ritiri il proprio sostegno a un particolare accordo”. Inoltre, il Parlamento terrà conto delle risposte della Commissione a tale richiesta al momento di valutare se dare o meno la propria approvazione a futuri accordi internazionali.I deputati deplorano che nessuno Stato membro dell’UE abbia avviato delle indagini sulle presunte intercettazioni ed esortano i paesi dell’UE ad autorizzare il Centro per la lotta alla criminalità informatica di Europol a condurre un’indagine La risoluzione chiede anche un'”indagine tecnica completa da effettuarsi in loco” sul presunto accesso non autorizzato delle autorità statunitensi o sui possibili “backdoor” che esse avrebbero creato nei server SWIFT.
Il testo chiede anche che l’inchiesta speciale della commissione per le libertà pubbliche sulla sorveglianza di massa dei cittadini dell’Unione europea indaghi ulteriormente sulle presunte accuse.Il Parlamento sottolinea che qualsiasi accordo di condivisione dei dati con gli Stati Uniti deve essere basato su un quadro giuridico coerente in materia di protezione dei dati, che offra norme di protezione dei dati personali giuridicamente vincolanti anche per quanto riguarda la limitazione delle finalità, la riduzione al minimo dei dati, l’informazione, l’accesso, la rettifica, la cancellazione e il ricorso.

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Bancari: piattaforma sindacale

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2011

La piattaforma approvata dai lavoratori, nel corso delle assemblee condotte in tutta Italia, affronta il tema del rinnovo contrattuale ponendo particolare attenzione al complessivo peggioramento della qualità delle condizioni lavorative nelle Banche e alle possibili soluzioni, ed è stata elaborata compiendo, inoltre, una attenta analisi del quadro complessivo in cui operano le aziende creditizie nel nostro paese.
L’ Associazione Datoriale, però, prima ancora dell’avvio delle trattative ha lanciato, inquietanti, segnali di chiusura che non possono essere trascurati. Innanzitutto la disdetta unilaterale dell’accordo sull’accesso volontario al fondo di solidarietà, intervenuta, guarda caso, alla vigilia dei piani industriali dei grandi gruppi Bancari, tra i quali Intesa San Paolo, Montepaschi, UBI Banca e Banco Popolare, dove gli esuberi, dichiarati dalle aziende, già si contano a migliaia. Come se non bastasse la stessa ABI, tramite le dichiarazioni dei suoi rappresentanti, ha già manifestato la propria contrarietà nel riconoscere alle lavoratrici ed ai lavoratori il recupero dell’inflazione con la pretesa di ancorarla alla produttività e stravolgendo in questo modo gli accordi intercorsi sulla materia, tra Governo e parti Sociali. Al riguardo si ricorda che la piattaforma presentata da Unità Sindacale recepisce i meccanismi di computo per il recupero dell’inflazione dell’accordo del 2009 di cui la Confsal, alla quale aderisce Unità Sindacale Falcri – Silcea, è firmataria come la stessa ABI. L’atteggiamento di chiusura da parte dell’ABI è ancora più incomprensibile se si considera che il settore bancario in Italia vanta una solidità notevole che lo ha posto al riparo dalla crisi, tanto che nel nostro paese sono pochi gli Istituti di credito che hanno fatto ricorso alle misure di sostegno varate dal Governo. Inoltre una simile presa di posizione diventa ancora più inaccettabile perché avanzata dalla Rappresentanza di un settore in cui manager e azionisti continuano a percepire compensi e utili spropositati, oggetto anche in questi giorni di grande attenzione da parte degli Organi di stampa. Se l’ABI intenderà continuare con la sua posizione di rigida chiusura, Unità Sindacale Falcri – Silcea – Confsal, darà luogo a tutte le più idonee iniziative sul territorio nazionale, con il coinvolgimento anche dell’opinione pubblica, per dare all’ABI una risposta ferma e risoluta.

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Bancari e unità sindacale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

Il Segretario Generale di Unità Sindacale Falcri Silcea Confsal Aleardo Pelacchi, all’avvio della procedura relativa all’applicazione del Piano di Impresa 2011- 2013 del Gruppo Intesa Sanpaolo, che prevede “eccedenze di Personale di oltre 10.000 unità e la riduzione strutturale del costo del lavoro di almeno 300 milioni di euro”, dichiara inaccettabili soluzioni che scarichino unicamente sulle Lavoratrici e sui Lavoratori gli oneri della ristrutturazione e giudica una strategia che avesse queste finalità, oltre che iniqua, miope ed inadeguata alla vera crescita del Gruppo e delle banche del Paese. Unità Sindacale, come sempre, non si sottrae, con senso di responsabilità, ad affrontare i processi di trasformazione del sistema bancario, ma non è disponibile a condividere strumenti e soluzioni che peggiorino ulteriormente le condizioni di vita, i carichi di lavoro, le retribuzioni, la mobilità e la tutela della professionalità e che possano anche avere eventuali ricadute sui trattamenti pensionistici delle Lavoratrici e dei Lavoratori. Nel corso delle presentazione del Piano si è sentito parlare di “Solida creazione di valore per tutti gli stakeholders”, prosegue Pelacchi . Le aziende bancarie del nostro Paese hanno voluto mettere in risalto il maggiore apporto dato all’economia reale rispetto a molti competitori continentali.Unità Sindacale ritiene che questa sia la strada giusta da perseguire e da incentivare per permettere un vero e duraturo rilancio del nostro Paese, ma è altrettanto convinta che questo percorso debba essere seguito valorizzando il primo Stakeholder, che è il Personale, ed investendo ancora più risorse in questa direzione. E’ con questo spirito – aggiunge Pelacchi – che Unità Sindacale Confsal si approccia alla comunicazione di avvio della procedura in Intesa Sanpaolo, che non può trascurare l’esito positivo della trimestrale ed i segnali di ripresa.E’ invece necessario confrontarsi su come aumentare i ricavi e come valorizzare le risorse, piuttosto che proseguire con la fin troppo facile politica dei tagli di costi del Personale. Eventuali provvedimenti, se del caso, devono coinvolgere tutti, nessuno escluso

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Lavoratori bancari: relazioni sindacali

Posted by fidest press agency su domenica, 17 aprile 2011

La disdetta unilaterale da parte dell’Abi dell’Accordo del 2001, nel quale era espressamente prevista, per i lavoratori bancari, la possibilità dell’accesso volontario al Fondo di Solidarietà – lo strumento fin qui utilizzato come ammortizzatore sociale nel mondo del credito – rischia di compromettere seriamente le relazioni sindacali del settore. Questa iniziativa risulta ancor più incomprensibile se inserita nel contesto della presentazione della piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro e nell’attuale fase di ristrutturazione del settore con gli annunciati aumenti di capitale di importanti gruppi bancari, come UBI ed Intesa Sanpaolo. La presentazione di piani industriali nei quali emerge nuovamente la volontà datoriale di effettuare ulteriori riduzioni di personale, non potrà essere gestita senza il contributo determinante del sindacato e senza un percorso condiviso sul Fondo di Solidarietà che ha consentito l’uscita di più di 30.000 persone in maniera non traumatica e senza gravare sui costi della collettività. L’analisi del quadro di riferimento economico e normativo prodotta da Unità Sindacale Falcri- Silcea Confsal evidenzia che un modo di fare banca troppo lontano dall’economia reale ha mostrato tutti i suoi limiti. E’ assolutamente necessario costruire un nuovo modello di banca che risponda meglio alle esigenze del Paese, principalmente delle famiglie e delle piccole e medie imprese che ne costituiscono il tessuto sociale e non arroccarsi nel tentativo di difendere le proprie tesi. Questa è l’unica strada per costruire il futuro del settore bancario, una strada dove le lavoratrici ed i lavoratori dovranno avere un ruolo da protagonisti quale vero riferimento qualificato della clientela.

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Limitare i bonus dei manager bancari

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 luglio 2010

Bruxelles Parlamento europeo. Dibattito: martedì 6 luglio Votazione: mercoledì 7 luglio Procedura: legislativa ordinaria, prima lettura Relatrice: Arlene Mc Carthy (S&D, UK) I deputati discuteranno e voteranno il testo dell’accordo raggiunto fra i negoziatori del Parlamento e del Consiglio sui requisiti patrimoniali e ibonus manageriali. Durante tutta la discussione fra le due istituzioni, il relatore del PE ha insistito per l’inclusione nel testo di un tetto ai bonus dei banchieri: é il primo caso che un tale limite é fissato per legge. La nuova legislazione mira anche ad assicurare che le banche si dotino di maggiori riserve di capitali per affrontare, in maniera più efficace, possibili future crisi finanziarie. Il testo stabilisce che i bonus non devono essere sproporzionati rispetto ai salari fissi e che devono rispettare le linee guida europee. I bonus in contanti sarebbero limitati al 30% del totale del bonus stesso, e al 20% per i bonus particolarmente generosi. Il pagamento di una grossa parte del bonus dovrà essere posticipato per almeno 3 anni e potrebbe essere anche recuperato nel caso gli investimenti non abbiano i risultati previsti. Inoltre, almeno il 50% del bonus sarebbe pagato come “capitale contingente” (ossia capitale che può essere utilizzato dalla banca in caso di difficoltà finanziarie). Queste misure dovrebbero impedire che i contribuenti siano i primi a subire le conseguenze di una banca che si trovi in difficoltà. L’accordo introduce inoltre misure più severe per le banche che sono state aiutate con denaro pubblico, come il divieto di pagare bonus ai manager di tali banche, se non chiaramente giustificato. Le norme previste, se approvate, indicherebbero anche che la priorità è la restituzione del denaro ai contribuenti.

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I Segreti bancari

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2010

Un’opera di Giacomo Saver Edito da Csa Editrice (Codice ISBN: 978-88-96703-09-0 Sottotitolo: La Guida semplice e indispensabile ‘per non farti ingannare’ da banche e consulenti finanziari Numero di pagine: 104 Prezzo: 15,00) L’autore, che cela la propria identità assumendo lo pseudonimo di Giacomo Saver, vanta una decennale esperienza nel campo bancario.  Laureatosi con il massimo dei voti in Economia degli intermediari e dei mercati finanziari, ha vissuto direttamente, attraverso le testimonianze dei clienti e la conoscenza approfondita delle ‘regole del gioco’, le storture del sistema finanziario. In quest’opera mette la propria competenza al servizio del risparmiatore, riferendogli cosa le banche veramente fanno con i suoi soldi e come agire per evitare le trappole.  Si spiega in modo chiaro, semplice e dettagliato come investire i soldi al meglio,e per  avere la certezza di perdere parte dei suoi guadagni.

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I sindacati dei bancari si confrontano con l’Abi

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2009

Si è svolto  il previsto incontro con l’ABI per affrontare il tema della crisi.  La delegazione dei banchieri ha anticipato i temi che intende affrontare manifestando disponibilità  per un ampio confronto con le OO.SS..  Il primo tema sul tappeto, che sarà affrontato già in occasione del prossimo incontro dell’8/10 è l’occupazione.  La Falcri ribadisce che in alcun modo gli effetti della crisi dovranno ricadere sui lavoratori del settore che già in passato, con i propri sacrifici, hanno contribuito al suo risanamento. E’ invece il momento di pensare ad uno sviluppo occupazionale all’interno del settore delle banche partendo innanzitutto dalla conferma dei lavoratori assunti con contratti di lavoro precari.

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