Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘bancarotta’

Orlando: “Conte non reggerà alla bancarotta degli enti locali”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

“Non c’è Governo che possa reggere alla bancarotta dei Comuni e all’interruzione dei servizi ai cittadini, alle famiglie e alle imprese che ne deriverebbero.Se il Governo nazionale proseguirà nella strada intrapresa, si assumerà le conseguenze politiche e sociali delle proprie scelte e sancirà il proprio suicidio, con una “auto-spallata”.Da settimane i sindaci, tutti i sindaci di tutte le parti politiche continuano a ripetere che il rischio di bancarotta collettiva è sempre più alto ed imminente, ma la risposta è stata una lunga lista di provvedimenti parziali, dilatori ed insufficienti.C’è di fondo il problema di quello che appare un tentativo di delegittimazione istituzionale della figura dei sindaci che si vorrebbe ridotti al ruolo di passacarte di provvedimenti adottati altrove, non concordati, spesso contraddittori.Occorre un urgentissimo cambio di rotta, con provvedimenti immediati del Governo nazionale di cui solo il Presidente del Consiglio può e deve farsi garante e al quale, proprio per questo, abbiamo chiesto un incontro urgente con i Sindaci delle città metropolitane.Chiediamo innanzitutto una serie di provvedimenti a costo zero per lo Stato, ma che da subito darebbero possibilità di manovra alle amministrazioni comunali: sia ripristinato il potere di ordinanza, che corrisponde alla possibilità che i sindaci esercitino le proprie prerogative; siano aboliti i vincoli del patto di stabilità che rallentano o bloccano del tutto la spesa delle somme già disponibili; siano modificati i parametri dei fondi di accantonamento e per l’utilizzo degli avanzi di amministrazione.
A questi provvedimenti, che, lo ripeto, sono del tutto a costo zero, andranno necessariamente aggiunti quelli per il sostegno economico, soprattutto per compensare le fortissime perdite erariali che tutti i Comuni stanno subendo per il taglio di Tosap, Tari, Imposta di soggiorno e certamente anche per le addizionali IRAP e Irpef.Torno infine a chiedere un rifinanziamento pur modesto degli interventi per l’assistenza alimentare e di prima necessità. Le somme stanziate si sono esaurite in poche settimane, segno della violenta crisi sociale in atto, e non c’è più tempo da perdere, in attesa che si superino lungaggini e perplessità sull’effettivo avvio del Reddito di emergenza.La situazione è drammatica ma ancora non irreversibile. Spetta al Governo nazionale e al Presidente del Consiglio fare le scelte necessarie per garantire la tenuta istituzionale e quella democratica del paese, di cui i Comuni sono il terminale nelle comunità locali.”Lo ha dichiarato il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

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Scuole paritarie: rischio bancarotta

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

“Senza un intervento statale chiuderà entro settembre il 30% delle scuole pubbliche paritarie, con rischi per l’erogazione di un servizio fondamentale, la libertà di scelta del modello educativo da parte delle famiglie e la perdita di tanti posti di lavoro. Lanciamo un appello alla maggioranza affinchè sostenga la proposta avanzata da Fratelli d’Italia, con Giorgia Meloni e Fabio Rampelli, al dl “Cura Italia” in un pacchetto di emendamenti: vanno sospese le rette alle famiglie, sostenute economicamente le scuole e istituito un credito d’imposta del 60% sugli affitti che devono pagare. Ci auguriamo che la sinistra non ricada nel proprio storico pregiudizio e ascolti queste proposte di buon senso.” Così i parlamentari di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, capogruppo in commissione Istruzione, Paola Frassinetti, vicepresidente della commissione Istruzione, e Carmela Bucalo, responsabile Scuola del partito.

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Bancarotta fraudolenta per Alitalia, liquidazione per Airitaly

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Le prove alle origini del disastro del trasporto aereo italiano sono una volta di più sotto gli occhi di tutti: il Tribunale di Civitavecchia ha chiuso le indagini per 21 ex dirigenti di Alitalia Sai e presto ci saranno le richieste di rinvio a giudizio per bancarotta fraudolenta aggravata, false comunicazioni sociali e ostacolo alla vigilanza.La compagnia fu affidata incautamente alle cure di un socio privato, Etihad, il cui ingresso nell’assetto societario fu accolto come benefico e necessario dal governo Renzi. Finisce sotto inchiesta anche Enrico Laghi giusto ieri nominato liquidatore di Airitaly, mentre si drammatizza la vertenza per l’azienda sarda.I lavoratori di Airitaly stanno lottando per il posto di lavoro dopo l’improvviso grounding cioè la messa a terra degli aeromobili, decisa dai soci, il fondo Akfed che rappresenta gli interessi del principe Aga Khan e dal Qatar. La decisione di liquidare Airitaly è di una gravità assoluta e lascia intravedere pessimi sviluppi.Appare evidente che i sogni di gloria di un trasporto aereo affidato a protagonisti stranieri cioè imprenditori privati, sono totalmente falliti. Ne prenda atto la politica che finora non ha mai fatto gli interessi dei vettori italiani mentre l’unica cosa che ancora lo potrebbe salvare è la gestione diretta con l’intervento dello Stato.Progetti faraonici rappresentati prima da Etihad con Alitalia e poi da Qatar con Airitaly si mostrano per ciò che in realtà erano: vuote finzioni.Nel caso di Alitalia il Tribunale di Civitavecchia ipotizza addirittura lo spogliamento di un’azienda, l’acquisto di biglietti aerei senza alcuna profittabilità, l’enorme sperpero di denaro in cene eleganti o colazioni a caro prezzo presso ristoranti famosi, l’appropriazione di slot di Mistral rimpiazzata da Etihad Regional in molti collegamenti, il che presumibilmente ha portato anche alla cessazione dell’attività di linea della compagnia di Poste Italiane.
I lavoratori di queste due aziende sono stati umiliati, hanno pagato con i licenziamenti mentre negli anni come in un carosello senza senso “brillanti” manager passavano da una parte all’altra.La distruzione delle aerolinee italiane e della loro storia è sotto gli occhi di tutti e solo oggi si possono valutare le scelte dei governi di tutti i tempi, incapaci di costruire una politica industriale nazionale del trasporto aereo seria nella tutela degli interessi del Paese.E giunto il momento di chiedere scusa e di rimediare a enormi errori strategici fatti dai governi degli ultimi decenni. Il risultato per queste aziende è il seguente: Alitalia è commissariata da 3 anni senza che nessuno abbia detto cosa bisogna fare di questa compagnia, mentre per Airitaly cè il fermo delle attività.I lavoratori di Alitalia e Airitaly si ritroveranno in ogni azione di lotta a partire dallo sciopero del trasporto aereo nazionale del 25 febbraio.

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I radicali sul referendum

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2011

Dichiarazione di Mario Staderini e di Michele De Lucia, Segretario e Tesoriere di Radicali Italiani “La priorità del voto referendario di domenica e lunedì è il raggiungimento del quorum su tutti i quesiti, ovvero la riconquista da parte dei cittadini della seconda scheda assegnata loro dalla Costituzione. Nel merito, voteremo sì al referendum sul legittimo impedimento, in omaggio all’elementare principio fondativo dello Stato di Diritto dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. La bancarotta giudiziaria – con milioni di processi pendenti e i tempi infiniti della giustizia civile che allontanano gli investitori – e i nuclei di shoah in atto nella realtà carceraria sono le vere priorità e urgenze della giustizia italiana. Si al referendum contro il nucleare, che “non conviene e non risolve”, per avviare finalmente una nuova e seria politica energetica basata su sicurezza, efficienza, risparmio ed energie rinnovabili. Per quanto riguarda i quesiti sui servizi pubblici locali e sulle tariffe del servizio idrico, ribadiamo che tanto le norme sottoposte a referendum quanto gli esiti di una loro abrogazione non rispondono all’urgenza di trasformare l’affidamento dei servizi pubblici da luogo di spartizione partitocratica, inefficiente e consociativa, in una gestione liberale orientata alla concorrenza e alla tutela del consumatore. E tantomeno rispondono all’esigenza di arrivare a uno sfruttamento sostenibile di un bene comune, essenziale ed esauribile come l’acqua. Raggiungere il quorum significa non far sparire dall’agenda politica questioni che avranno rilevanza per i prossimi decenni.”

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Venezia: edilizia in caduta

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 marzo 2011

Edilizia in caduta libera a Venezia: quasi un terzo delle aziende fallite in provincia l’anno scorso appartiene al settore delle costruzioni. Il dato emerge da uno studio del Cesdoc (Centro Studi dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia) sui fallimenti nella circoscrizione di competenza del Tribunale di Venezia nell’anno 2010. Nel dettaglio sono 227 le aziende che hanno dichiarato bancarotta +33,53% rispetto al 2009 (170 fallimenti), un dato che diventa allarmante se paragonato al 2008, con una crescita del +77,34% (128 fallimenti).  Tra i comparti produttivi ad avvertire maggiormente la crisi, oltre alle costruzioni che con 64 fallimenti coprono il 28,19% del totale, le attività manifatturiere (25,55%) ed il commercio all’ingrosso e al dettaglio (22,91%). Da soli questi tre settori equivalgono ad oltre tre quarti delle aziende fallite. Analizzando il segmento dell’edilizia, (che rispetto al 2009 ha registrato un incremento dei fallimenti del +25%) tra le imprese fallite la maggioranza è in forma di società a responsabilità limitata, con 29 imprese fallite su 64 (pari al 45,31%), seguite dalle ditte individuali (29,69%), dalle società in accomandita semplice (15,63%), dalle società in nome collettivo (4,69%) ed infine dalle srl uni personali (4,69%). Un trend che si ripercuote anche a livello globale con le società a responsabilità limitata a detenere la quota più alta (61,23%) del totale fallimenti, con 139 imprese su 227. Per quanto riguarda gli altri due settori, nel confronto con il 2009, i fallimenti nel commercio crescono addirittura del +126%, mentre quelli nel manifatturiero del +57%. Dallo studio del Cesdoc, che ha rilevato i dati direttamente presso la Cancelleria Fallimentare del Tribunale Ordinario di Venezia, emerge che quest’ultimo, nel 2010, ha dichiarato inoltre 25 concordati preventivi, di cui la maggioranza (44%) sono imprese in forma di società a responsabilità limitata. Rispetto al 2009 tale procedura concorsuale è aumentata del +31,58% (19 concordati preventivi), mentre rispetto a due anni prima si registra un vero e proprio boom: +212,50% (8 concordati preventivi nel 2008).

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Madoff: caso “sistemico” più che individuale

Posted by fidest press agency su domenica, 19 luglio 2009

La condanna sensazionale a 150 anni di carcere per truffa nei confronti del finanziere e speculatore americano Bernie Madoff  fa un certo effetto. Una condanna di simili dimensioni negli USA è possibile in quanto la sentenza per più e differenti reati è cumulabile.   Ma il caso Madoff è emblematico della crisi finanziaria e bancaria sistemica. Prima di tutto perchè la sua bancarotta lascia un buco fino ad oggi accertato di 65 miliardi di dollari, l’equivalente del PIL di intere nazioni come la Croazia, l’Ecuador o il Kenya!   La truffa è emersa soltanto lo scorso dicembre dopo che la crisi finanziaria e bancaria americana aveva mandato in bancarotta la Lehman Brothers. Altrimenti Bernie sarebbe ancora al suo posto.   E’ da sottolineare che tra i principali clienti di Madoff vi erano grandi istituti finanziari internazionali, ivi comprese alcune banche italiane   L’unica spiegazione è che gli affari di Madoff erano “sistemici”, cioè parte integrante del modus operandi della grande finanza internazionale. E al momento del crac il sistema per salvare se stesso sacrifica il singolo operatore  D’altra parte questa teoria dello “assassino solitario” nella finanza era già stata più volte sperimentata con successo.  Quando il fondo speculativo LTCM crollò per la crisi asiatica nel 1998 con un buco di oltre 4 miliardi di dollari si parlò di un giovane speculatore che aveva operato all’insaputa degli alti dirigenti. Lo stesso si disse per lo sconquasso speculativo della banca inglese Barings e più recentemente per la voragine dei derivati finanziari della francese Société Générale. E’ sempre colpa di un individuo, di un singolo avido e malvagio speculatore, mai del sistema!    Madoff merita i 150 anni di carcere, ma saremmo tutti più tranquilli se anche gli altri operatori e complici venissero indagati e perseguiti. Comunque sarebbe più importante se si eliminassero le cause che hanno determinato le distorsioni del sistema.   Maggior trasparenza, più controlli e sanzioni più severe sono indispensabili anche nel nostro paese. (Mario Lettieri, sottosegretario all’Economia nel governo Prodi Paolo Raimondi, economista)

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