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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Posts Tagged ‘banche popolari’

Tutela degli azionisti delle banche popolari

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 ottobre 2018

Bari, martedì 30 ottobre alle ore 16 incontro pubblico promosso dalla Camera Arbitrale e della Mediazione della CCIAA di Bari, in collaborazione con il Comitato per la tutela degli azionisti della Banca Popolare di Bari e tutte le Associazioni di consumatori componenti, che si svolgerà presso la Camera di Commercio. Nel corso della riunione saranno descritte sia le novità succedutesi negli ultimi mesi, sia tutte le azioni che si stanno svolgendo e da intraprendere in sede di proposta legislativa, civile, penale, e dinanzi alle Autorità di Vigilanza.INTERVENTI:
SALUTI Alessandro Ambrosi – Presidente della CCIAA di Bari e Avv. Marina Del Vecchio – Vice presidente della Camera Arbitrale e della Mediazione
Avv. Antonio Pinto – responsabile Confconsumatori: La tutela degli azionisti attraverso la Consob
Avv. Vincenzo Laudadio – responsabile Adusbef: La tutela degli azionisti attraverso il contenzioso in sede civile.
Dr. Andrea Cardinale – responsabile di Unione Nazionale Consumatori: La tutela degli azionisti attraverso la Banca d’Italia.
Dr. Francesco Decanio – responsabile Assoconsum: La tutela degli azionisti attraverso lo strumento della mediazione e conciliazione.
Avv. Alessandro Amato – responsabile Codacons: La tutela degli azionisti in sede penale.
Dr. Canio Trione – Presidente del Comitato per la tutela degli azionisti: La tutela degli azionisti attraverso una legge.
Modera l’incontro il Dr. Vincenzo Riglietta – responsabile di Adiconsum.

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Banche popolari e la partita giocata da Renzi

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

BANCA

“Quanto emerge dagli atti giunti alla Commissione d’inchiesta sulle banche in merito a colloqui tra Renzi e De Benedetti sulla riforma delle popolari, conferma che su questo tema il Governo Renzi ha giocato una partita poco pulita in danno dei risparmiatori del Paese e nell’interesse di pochi intimi. Lo slogan di quella presunta riforma era ‘meno banche, più credito, più investitori’, ma ad oggi abbiamo visto solo più interessi di pochi, più trame oscure, meno trasparenza. E ora è spiegato anche perchè su quel Decreto il Governo si blindò respingendo tutti gli emendamenti di maggioranza e opposizione, in molti casi senza una giustificazione, e anche perchè fu scelto caparbiamente il tetto di 8 miliardi contravvenendo anche ai dettami europei che prevedevano invece un tetto di 30 miliardi. È l’ennesimo inganno svelato da parte di un Governo che su temi cruciali come la tutela del risparmio, ha tutelato e difeso solo i propri interessi e quelli di pochi intimi amici”. Lo afferma in una nota il Deputato di Forza Italia, Rocco Palese, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera.

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Crisi banche popolari in Veneto

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2016

da-sx-gurisatti-pozza-fedalto-barettaAlmeno 4 i miliardi di euro persi dalle famiglie venete che possedevano quote di Veneto Banca e di Popolare Vicenza, meno di un miliardo quelli persi dalle imprese: a conti fatti fanno almeno 5 miliardi di euro. La crisi finanziaria che ha colpito l’economia del Veneto ha piegato soprattutto le famiglie e comporterà un calo dei consumi almeno dello 0,27%, pari a una perdita di almeno 239 milioni di euro. Una contrazione che, rispetto alla situazione in assenza degli effetti della crisi bancaria, comporterà una caduta del Pil regionale dello 0,13%, pari a una flessione di almeno 192 milioni di euro.I numeri sono contenuti in “A conti fatti. Un primo bilancio dell’impatto della crisi del sistema bancario veneto”, ultimo lavoro del Centro Studi di Unioncamere Veneto, presentato questa mattina alla presenza di Giuseppe Fedalto, presidente Unioncamere Veneto, Pier Paolo Baretta, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Paolo Gurisatti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, e Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno. Lo studio, primo ed unico nel suo genere, è stato realizzato partendo dalle liste complete dei soci degli istituti bancari e incrociando i dati con quelli di fonte Istat ed Infocamere, al fine di stimare la dimensione e l’impatto della crisi delle due popolari.«Gli effetti della crisi delle due principali banche popolari del territorio sono consistenti sia sul fronte dei risparmiatori-investitori sia su quello delle imprese coinvolte – il commento di Giuseppe Fedalto, presidente di Unioncamere Veneto –. Gli investitori rappresentano un pezzo importante del sistema economico e sociale da sostenere attraverso un’assunzione di responsabilità collettiva che porti a rigenerare quella ricchezza che è andata perduta. Per quanto riguarda le imprese, vanno considerate non solo le perdite subìte ma anche la perdita di garanzie derivante dall’utilizzo delle azioni delle banche stesse quale copertura per l’ottenimento del credito. Ma preoccupa inoltre il generalizzato calo di fiducia, al quale come mondo imprenditoriale e in particolare come Camere di Commercio dovremmo far fronte».«Sono soprattutto le imprese più piccole e le famiglie ad aver sofferto per la crisi di queste importanti banche del territorio veneto – sottolinea Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio di Belluno-Treviso e vicepresidente Unioncamere italiana –. Purtroppo il contesto in cui si inserisce questa crisi non è un contesto di crescita, ma di lento declino che sta duramente colpendo la nostra economia da più di otto anni. Anche se gli effetti di questa crisi bancaria sembrano ridotti, in realtà accentuano l’involuzione dell’economia veneta. Se a ciò aggiungiamo infine l’accentramento costante e continuo portato avanti da questo Governo riguardo alle risorse fiscali e alle competenze, fra cui in particolare pesa la riforma del Sistema camerale, possiamo affermare che abbiamo pochissimi strumenti per rimediare a questi gravi danni. Fino a prima della riforma, le Camere di Commercio potevano infatti intervenire attraverso finanziamenti a favore dei Confidi, con bandi per favorire la ricerca e sviluppo tecnologico delle imprese, con iniziative a favore della formazione e degli investimenti. Oggi, grazie a questa pessima riforma del Sistema camerale, non possiamo più dare quel contributo che avremmo potuto dare fino a poco tempo fa».L’impatto complessivo del caso Veneto Banca ha riguardato 87.504 soci per un totale di 124,5 milioni di azioni e una stima di perdita di 3,8 miliardi di euro al valore di 30,5 euro (fissato all’assemblea dei soci del 2015) e di 4,9 miliardi di euro al valore di 39,5 euro (fissato all’assemblea dei soci del 2014). Solo per le famiglie e le imprese del Veneto la crisi della banca popolare trevigiana ha causato una perdita compresa tra i 2,1 e i 2,7 miliardi.L’impatto complessivo del caso Popolare di Vicenza ha riguardato 118.994 soci per un totale di 100,2 milioni di azioni e una stima di perdita di 4,8 miliardi di euro al valore di 48 euro (fissato all’assemblea dei soci del 2015) e di 6,3 miliardi di euro al valore di 62,5 euro (fissato all’assemblea dei soci del 2014). Solo per le famiglie e le imprese del Veneto la crisi della banca popolare vicentina ha generato una perdita fra i 2,9 e i 3,8 miliardi di euro.Il crollo delle due banche popolari venete ha portato pertanto a una perdita complessiva dello stock di attività finanziarie di almeno 5 miliardi di euro (circa il 3,4% del Pil veneto) con un effetto concentrato soprattutto nelle province di Treviso (33%) e Vicenza (44%). La perdita media per socio è stata di 47mila euro (45mila per famiglia e 57mila per impresa). I settori maggiormente colpiti sono stati le attività professionali e le attività finanziarie ed assicurative. Le imprese maggiormente coinvolte si concentrano nella classe di fatturato fino a un milione di euro. Sono 2.483 le famiglie che possiedono azioni sia in Veneto Banca che in Popolare Vicenza, pari al 2,8% delle famiglie coinvolte dagli effetti della crisi bancaria. Le imprese con azioni in entrambe le banche sono 764, pari al 4,6% delle imprese complessivamente coinvolte. (foto: da sx Gurisatti-Pozza-Fedalto-Baretta)

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“Matteo Renzi sentito in indagine su insider trading per privatizzazione banche popolari”

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2016

La_Borsa_-_Dettaglio_-_Foto_di_Giovanni_Dall'OrtoLo scrive su Twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, commentando la notizia, riportata oggi da alcuni quotidiani, che rivela come il presidente del Consiglio sia stato sentito qualche settimana fa dalla Procura di Roma come persona informata sui fatti nell’inchiesta sulle plusvalenze sospette ottenute in Borsa con le compravendite di azioni delle banche popolari, a ridosso del decreto del governo che le trasformava in società per azioni. Nello stesso cinguettio il presidente dei deputati azzurri pubblica un articolo a sua firma pubblicato da “Il Giornale” nel febbraio del 2015 e nel quale venivano raccontati le speculazioni e i sospetti relativi al caso Etruria.“Matteo Renzi sentito su insider trading privatizzazione banche popolari: adesso capiamo perché non vuole Commissione parlamentare inchiesta”, sottolinea in un successivo tweet.E ancora: “Matteo Renzi sentito come teste in indagine su insider trading per privatizzazione banche popolari: oggi capiamo fretta nel fare decreti”. “Matteo Renzi sentito come teste in indagine su insider trading per privatizzazione banche popolari: ora capiamo perché voleva colpire Vegas”. “Matteo Renzi non è possibile che con tutto quello che è successo e può succedere in sistema bancario italiano ci siano aree grigie e oscure”. “Matteo Renzi vogliamo Commissione d’inchiesta su crisi sistema bancario italiano. Ti eri impegnato a farlo, poi perché marcia indietro?”. “Che strano che notizia di Matteo Renzi sentito su insider trading sia uscita dopo ballottaggi con premier indebolito. E pare non finisca qui”, conclude Brunetta.

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