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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘banche venete’

Banche venete: ispettori che non vedono, non sentono, non parlano

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

salva banchePer l’on. del PD Francesco Bonifazi, membro della commissione di inchiesta sulle banche, nel settore bancario c’è stato un “sistema di vigilanza che nella migliore delle ipotesi non è stato all’altezza del ruolo che doveva compiere”. “Vero, ma il problema è che anche la politica deve fare la sua parte, cambiando le regole. Se sulle Banche Venete per evitare il tracollo non sono bastate le 16 ispezioni della Banca d’Italia svolte dal 2007 al 2017, è anche perché la loro missione resta quella di salvare in primo luogo le banche, non i risparmiatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per questo, come nel caso di Banca Marche, nel 2012 hanno preferito autorizzare aumenti di capitale pur di tentare il salvataggio dell’istituto, facendo correre così più rischi ai risparmiatori” aggiunge Dona. “Se il 66% degli italiani ritiene che gli strumenti di tutela del risparmiatori siano inefficaci, come rilevato dalla recente indagine Acri, è perché nessuno li ha finora cambiati. Perché, ad esempio, non si è ancora vietata la vendita allo sportello di obbligazioni subordinate, come chiesto da Ignazio Visco anni fa, in tempi non sospetti? Perché non si è ancora compiuto alcun passo rispetto alla proposta del presidente della Consob, Giuseppe Vegas, di correggere la normativa sul bail-in, introducendo una soglia di salvaguardia di 100 mila euro per gli obbligazionisti?” prosegue Dona. “Lungi da noi assolvere gli organismi di vigilanza, ma dalla politica ci attendiamo meno polemiche e più fatti” conclude Dona.

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Banche venete: Senato, ok a decreto

Posted by fidest press agency su domenica, 30 luglio 2017

aula senatoVia libera del Senato al disegno di legge di conversione del decreto sulle banche venete. Il provvedimento, già approvato dalla Camera, diventa così legge
“Occasione perduta. Aver posto la fiducia non ha consentito di apporre al testo modifiche che avevano registrato un ampio consenso e che avrebbero permesso di ampliare la platea di chi poteva accedere al ristoro forfettario” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Quanto agli azionisti, ci si continua a dimenticare che non sono speculatori che hanno consapevolmente acquistato prodotti rischiosi, illudendosi di poter far soldi facili, ma risparmiatori innocenti, ingannati, vittime di illeciti” conclude Dona.

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Banche venete: Camera vota fiducia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 luglio 2017

camera deputatiLa Camera ha votato la fiducia sul decreto relativo alle banche venete. “Ennesima occasione perduta. E’ incredibile, in particolare, che, nonostante l’ampio consenso registrato in commissione Finanze della Camera, non si siano nemmeno votati gli emendamenti, peraltro della maggioranza, che miravano ad ampliare la platea di chi poteva accedere al ristoro forfettario e prevedevano l’interdizione dai pubblici uffici e dagli uffici direttivi delle persone giuridiche per i manager riconosciuti responsabili dei dissesti finanziari” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Quanto agli azionisti, ci si continua a dimenticare che non sono furbetti del quartierino, persone che hanno consapevolmente acquistato prodotti rischiosi credendo di poter far soldi, ma risparmiatori innocenti, ingannati, vittime di illeciti” conclude Dona.

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Banche venete: Padoan riferisca in Parlamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

pier-carlo-padoanDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Esprimiamo vicinanza a tutti i clienti di Veneto Banca e Popolare di Vicenza che in queste drammatiche ore stanno vivendo l’incubo di vedersi azzerati tutti i risparmi di una vita.Apprendiamo anche che si sono verificati momenti di forte tensione nel quartier generale di Veneto Banca a Montebelluna, dove questa mattina un correntista ha tentato un gesto estremo.Invitando i clienti a mantenere comunque la calma, promettiamo di batterci per mettere il Governo di fronte alle sue responsabilità a proposito di questa situazione che non ha precedenti nella storia bancaria italiana.In particolare, chiederemo al ministro Padoan di riferire in Parlamento e spiegare il motivo per cui il meraviglioso Fondo Atlante, in cui gli istituti di credito italiani hanno versato tanti soldi e attuale azionista di maggioranza delle due banche venete, ha visto evaporare tutta la sua dotazione di capitale in poche settimane, creando perdite miliardarie a tutto il sistema.Attendiamo le scuse dei politici e della stampa di centrosinistra che osannavano Atlante, come la macchina per salvare il sistema bancario italiano. Infatti, è finito senza più un soldo in cassa e con le banche partecipate dichiarate fallite. Un vero capolavoro. Occorre poi riflettere sul disastro strategico compiuto dal Tesoro, che, in barba alle regole europee appena approvate sulle crisi bancarie, è riuscito anche questa volta ad inventarsene di nuove nel tentativo di risolvere, in ritardo e a modo suo, l’ennesima emergenza.È mai possibile che questo Governo non abbia una strategia lungimirante per risolvere il problema e sia costretto ogni volta a recarsi a Bruxelles col cappello in mano, presentando soluzioni artigianali che mostrano all’Europa tutta la sua debolezza?”.

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Banche venete: gli azionisti lasciati senza alcuna tutela!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

bancaIn sede di conversione del decreto legge “salvabanche” devono essere assunte misure a tutela degli azionisti.“Incredibilmente l’operazione di salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca non comprende gli azionisti e cioè centinaia di migliaia di persone alle quali sono state vendute fraudolentemente le azioni, poi rivelatesi carta straccia”. E’ quanto dichiara l’Avv. Valentina Greco, legale dell’Unione Nazionale Consumatori, che prosegue: “si stigmatizza con forza la decisione del Governo che non può lontanamente pensare di lasciare sul lastrico tutti coloro che alle due banche hanno affidato i risparmi di una vita”. “Sarebbe opportuno – incalza Valentina Greco – che il Governo si comportasse responsabilmente modificando il decreto legge appena approvato, restituendo così tutela a soggetti del tutto incolpevoli, vittime di gravissimi illeciti recentemente accertati dalla Consob, che ha pubblicato numerosi provvedimenti sanzionatori a carico delle due banche”.

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Banche venete: Aduc lancia contro-offerta a due euro!

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 giugno 2017

troisi2Nel film di Massimo Troisi “Scusate il ritardo” è famosa la scena del regalo dei figli alla mamma in cui Vincenzo (Troisi) cerca di coinvolgere il più facoltoso fratello Alfredo mettendo assieme “Cinquemila lire io, cinquemila lire Patrizia e un milione e due tu!”
E’ quello che sta accadendo con le banche venete, che vengono regalate ad Intesa Sanpaolo ad un euro ed “il milione e due”, anzi almeno una dozzina di miliardi di euro, ce lo mettono i contribuenti italiani.Per evitare questo scandalo, Aduc ha deciso pertanto di rilanciare, offrendo per le due banche venete l’importo di due euro! Come Intesa Sanpaolo, Aduc non si farà carico delle pendenze passate, non rileverà i crediti difficili, farà pagare ai contribuenti le migliaia di esuberi tra i dipendenti e non si impegnerà nemmeno al rifornimento di carta igienica alle agenzie.E se ad Intesa Sanpaolo credono di poterci intimidire rilanciando a tre euro, sappiano sin da ora che possiamo arrivare fino a cinque!

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Banche Venete e azionisti. Siamo messi molto male… e non ci sono uscite?

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 giugno 2017

BANCA

Ora che il Fondo Atlante ha detto no al salvataggio di Banca popolare Vicenza e Veneto Banca, che cosa succede per gli azionisti? Male, molto male. E’ bene ricordare che gli azionisti, nella maggior pare dei casi sono diventati tali per motivi diversi da quelli che dovrebbero spingere un risparmiatore all’investimento dei propri risparmi. Il cliché non e’ una novita’. Ogni volta che una banca sta per tirare le cuoia, come anche in questa occasione, ecco la pletora di risparmiatori/azionisti che: “ci fidavamo del direttore con cui spesso andavamo a prendere il caffe’ nella piazza del nostro paese”, “per noi era come il parroco”, e via cosi’. Tutte persone che magari avevano investito ingenti somme (per loro) e tutte in una sola banca, che e’ il massimo del cattivo investimento che, invece, andrebbe sempre diversificato… ma, per l’appunto, sono rimasti vittime dei promotori di quella banca (che promuovo il prodotto/denaro del loro datore di lavoro come un venditore promuove un aspirapolvere), e non si sono rivolti, magari, ad un consulente indipendente; vittime spesso anche di ricatti tipo “ti faccio
il mutuo se compri un po’ di azioni”, etc, piu’ o meno spacciati come passi “obbligatori” per l’avvio del rapporto; e tutto, ovviamente, non prendendo spesso in considerazione le norme che prevedono la profilazione dell’investitore per saggiare tipologia e consapevolezza al tipo di investimento .
In questo contesto, la vittima, oltre a chiedere l’intervento delle Autorita’ (Bankitalia e Consob) che avrebbero dovuto vigilare e che pare lo abbiano fatto poco e male, se non aderisce alle varie proposte che vengono fatte per dargli “quattro centesimi” al posto delle migliaia di euro che aveva a suo tempo devoluto alla specifica banca, gli rimane solo la possibilita’ della causa individuale, valutando gli eventuali risvolti anche penali di cui e’ stato vittima nella fase di convincimento e induzione dell’investimento.
Per capire in quale contesto ci stiamo muovendo, visto il rifiuto del Fondo Atlante di intervenire in attesa che un qualche privato si faccia avanti, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, per il salvataggio di queste banche ha escluso il ricorso al bail-in (il prelievo forzato di somme per chi ha un deposito superiore a 100.000 euro)… ma fino a quando? Non sarebbe la prima volta che un ministro cambia idea o viene smentito da altri che decidono per lui. E, se cio’ avvenisse, capiremmo tutti meglio come questa norma comunitaria sia massacrante del concetto e della pratica del risparmio, nonostante l’art. 47 della Costituzione ci dica che: la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Un massacro che al momento, nonostante tutto, vede sempre i risparmiatori nella veste di pagatori obbligati, e i responsabili delle gestioni di queste banche sempre premiati (stipendi alti, buonuscite,trasferimenti ad altri istituti, e approdi di vario tipo alla politica, economica e non solo). (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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