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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 17

Posts Tagged ‘banche’

Banche: dilettanti allo sbaraglio

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

monte dei paschi di siena“C’è una consapevolezza molto amara: che il nostro Paese ha affrontato tardi e male la crisi bancaria. Crisi bancaria che è arrivata, dopo il 2013, con particolare virulenza, in Italia e che ha toccato alcune banche patologicamente già provate, cioè banche mal gestite, soprattutto popolari ma non solo, pensiamo a Monte dei Paschi”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ai microfoni di “Radio Anch’io”, su Radio Uno. “L’altra consapevolezza amara è che il governo Renzi ha fatto tanta confusione, ha prodotto norme contradittorie, scritte male, in un mare di conflitti d’interessi del presidente del Consiglio e dei suoi principali ministri.Perché non è un caso che il grande interessamento del governo, di Renzi e di Boschi, era non tanto sul sistema bancario, sul mezzo milione di famiglie buttate sul lastrico dalla loro improntitudine, ma era soprattutto su una sola banca: Banca Etruria, la banca di cui era vice presidente il padre della ministra Boschi.Ecco, questo lascia un grande amaro in bocca. Potevamo fare prima, potevamo fare meglio, potevamo tutelare meglio famiglie e imprese: il governo ha fatto un caos della malora.
Il governo Renzi ha prodotto solo confusione perché fatto, questo è un mio giudizio politico, di buoni a nulla ma capaci di tutto”.

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Banche: le manovre del “giglio magico”

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

BANCA

“È incredibile che Maria Elena Boschi e il ‘giglio magico’ abbiano dissimulato per oltre un anno quello che, in casi normali, non è altro che un legittimo interessamento alla situazione di un istituto di credito del territorio”. Così Andrea Causin, deputato di Forza Italia. “È certamente gravemente inopportuno – continua – che un Ministro della Repubblica spenda questo interessamento in modo prevalente rispetto alla banca di cui il padre era vice presidente, nel momento in cui le difficoltà del credito stavano coinvolgendo molti altri istituti, e in cui sarebbe stato necessario un interessamento di carattere generale”. “Ed è ancora più grave che in questi giorni, queste verità nascoste o mezze verità, finiscano per monopolizzare il lavoro di una commissione d’inchiesta che ha l’obbligo invece di fare piena luce sulle ragioni che hanno portato il sistema bancario italiano a bruciare miliardi di ricchezza di cittadini e imprese”. “La commissione d’inchiesta, fortemente osteggiata dal PD e fortemente voluta da Forza Italia, che vede l’impegno attivo del Capogruppo Renato Brunetta, ha l’obbligo di giungere alla verità. La verità e la trasparenza sono le condizioni minime necessarie, in un libero mercato, affinché si possa ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini, imprese e il mondo del credito”. “Il rocambolesco modo di coprire, anche in questi giorni, le modalità goffe con cui si sono attivati Renzi, la Boschi rispetto a una sola delle Banche che sono entrate in crisi nel 2015, costituisce un intralcio al percorso di ricerca della verità. Hanno raccontato di essere il “nuovo”, ma hanno dimostrato di riprodurre i peggiori collateralismi tra politica ed economia”.

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Banche: né angeli né demoni

Posted by fidest press agency su domenica, 17 dicembre 2017

Banca d'Italia“Gentile dottor Consoli, faccio una constatazione agrodolce, perché lei come tanti altri suoi colleghi auditi ha dato una rappresentazione ‘rose e fiori’ della situazione della sua banca, mettendo in forte dissonanza l’atteggiamento di Banca d’Italia. Questo suo atteggiamento è comune a molti auditi, da Etruria a Ferrara alle banche marchigiane e così via, qui sembra che le banche poi collassate siano state tutte angeli con qualche piccolo peccato e che il demone di volta in volta sia la Banca d’Italia, il policy maker o il legislatore. Io direi: né angeli né demoni”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, durante l’audizione di Vincenzo Consoli, ex amministratore delegato di Veneto Banca.“Il discrimine è stato quel novembre del 2014, prima era un’era dentro cui banche come la sua, Vicenza, Etruria, e le altre, erano considerate dei gioielli. Mi chiedo: possibile che in pochissimi anni siano diventate spazzatura? Comincio ad avere dei dubbi.
Dopo quel 2014 si cambia regime, entra l’Europa, e l’esito è un disastro. Tutti perdono: perdono i territori, gli amministratori, i risparmiatori, gli investitori, i contribuenti italiani, perde l’intero sistema bancario italiano, e perdono anche Bankitalia e Consob. Mi chiedo: è possibile che sia successo tutto questo per un cambio di regime? Forse qualche mea culpa dobbiamo farlo tutti.
Soprattutto il governo Renzi che, tra il decreto di trasformazione delle banche popolari in Spa, il recepimento improvvido della direttiva sul bail-in, i decreti con cui sono state fatte fallire le quattro banche (Carife, Banca Marche, Etruria e Carichieti), quello con cui è stata “salvata” Mps fino al salvataggio delle due banche venete (Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca), tutti fatti in fretta, in maniera confusa, con conflitti di interessi evidenti e rischio di insider trading, ha distrutto la credibilità del sistema bancario italiano e ha messo sul lastrico mezzo milione di famiglie”.

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Le banche e il PD renziano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 dicembre 2017

Banca d'Italia“Dalle evidenze dei lavori della Commissione d’inchiesta sulle banche non appare quello che vorrebbe il Partito democratico. Dai lavori appaiono invece le responsabilità degli amministratori, nominati in gran parte dalla politica o dai contesti locali, che sono un misto di politica e interessi territoriali, pensiamo a Monte Paschi. Contesti locali che hanno riguardato soprattutto il Pci-Pds-Ds-Pd. Questo emerge dagli atti dei lavori della Commissione”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervistato da Massimo Giannini a “Circo Massimo”, su Radio Capital.“Che ci sia stato un problema della vigilanza della Banca d’Italia, che ha come obiettivo la stabilità, e della vigilanza della Consob, che ha come obiettivo la trasparenza, è indubbio. Però tra le responsabilità dei due organi istituzionali, che non sempre si sono coordinati, e la responsabilità degli amministratori, della politica e dei comportamenti, spesso criminali, c’è una distanza siderale. Per cui, io credo che l’atteggiamento di una parte del Pd, il Pd renziano, di scaricare tutte le responsabilità sulla vigilanza sia non solo sbagliato, ma addirittura ridicolo”.
“Abbiamo avuto numerosissime audizioni – alcune di queste di procuratori – chiare, esaustive, trasparenti; altre un po’ più complesse, e tra queste ultime quella del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo, Roberto Rossi. Oggi decideremo in Commissione se audire nuovamente il procuratore Rossi oppure considerare la sua lettera esaustiva sui dubbi che erano venuti alla Commissione”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervistato da Massimo Giannini a “Circo Massimo”, su Radio Capital.“Secondo me Rossi va riascoltato, perché molto probabilmente ci sono stati dei fraintendimenti e non ci devono essere dei fraintendimenti su Etruria, sugli amministratori e sul vicepresidente di Etruria. E questo pro veritate, per avere una tranquilla cognizione dei fatti e dell’attività istruttoria”.

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Banche: Anatocismo e massimo scoperto

Posted by fidest press agency su sabato, 2 dicembre 2017

salva bancheÈ vero che crediti e debiti nei contratti bancari di conto corrente si possono accertare solo alla fine del rapporto, ma ciò non impedisce al correntista di agire quando il conto è ancora aperto per ottenere una rettifica delle risultanze e, quindi, dell’effettivo saldo. E la prescrizione è sempre da ritenersi decennale dalla chiusura in assenza di versamenti di natura solutoria. Il cliente ha la facoltà di agire per far determinare a suo favore il saldo nel conto anche prima della chiusura eliminando gli effetti dell’anatocismo e della commissione di massimo scoperto illegittimamente applicati, insieme agli interessi addebitati in base agli usi su piazza. A stabilire questi principi che per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” costituiscono un altro significativo colpo alle prassi illegittime delle banche in materia di conti correnti, è la sentenza 28819/17 depositata il 30 novembre dalla Cassazione civile. Nella fattispecie, è stato rigettato il ricorso di un istituto di credito avverso la sentenza della Corte d’Appello di Lecce che aveva riconosciuto un saldo di circa 104 mila euro a favore del correntista. Per i giudici della prima sezione civile della Suprema Corte è corretta la decisione della corte territoriale in virtù del principio secondo cui la circostanza che la domanda di rideterminazione del saldo non sia stata proposta dopo la chiusura del conto corrente non costituisce un fattore impeditivo per tale tipo di azione anche al fine di restituire al cliente le somme indebitamente addebitategli a titolo di interessi e commissione di massimo scoperto, ma incide soltanto sulla prescrizione del diritto azionato. L’azione di ripetizione del cliente è sempre soggetta all’ordinario termine decennale che decorre dalla chiusura del conto, a meno che non risultino effettuati versamenti a carattere solutorio. In corso di rapporto, infatti, sono qualificabili come pagamenti soltanto i versamenti eseguiti in presenza di uno scoperto e per ricondurre il saldo entro i limiti del fido, laddove il saldo non sia immediatamente esigibile prima della chiusura del conto se non entro la soglia dell’affidamento concesso al correntista. Peraltro, il pagamento effettuato a estinzione di un debito in tutto o in parte inesistente, perché frutto di una clausola nulla, fa sorgere il diritto alla ripetizione con la conseguente decorrenza del termine di prescrizione. Compete allora all’istituto di credito che eccepisce la prescrizione del credito dimostrare in corso di causa l’avvenuta effettuazione di rimesse solutorie.

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Banche: PE approva nuove regole su chi deve farsi carico delle perdite

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 dicembre 2017

european parliamentIl Parlamento europeo ha approvato un piano che mira a stabilire norme chiare su come i creditori delle banche in difficoltà devono coprire le perdite.Il piano prevede di recepire nel diritto comunitario lo standard internazionale della capacità totale di assorbimento delle perdite (TLAC) delle banche con una rilevanza sistemica, che impone a tali banche di accantonare fondi sufficienti per assorbire le perdite e ricapitalizzare con un impatto minimo sui contribuenti.Il testo propone una “gerarchia” del bail-in degli azionisti e dei creditori ai quali sono attribuite le perdite, armonizzata in tutti gli Stati membri dell’UE, che contribuirebbe a proteggere le funzioni fondamentali delle banche e la stabilità finanziaria, senza dover ricorrere al denaro dei contribuenti.Inoltre, sarà aggiunta una nuova classe alla gerarchia di attori coinvolti in caso di insolvenza delle banche, al fine di proteggere il debito privilegiato e le passività delle altre banche e contribuire così a ridurre i rischi. Una nuova classe “non preferita” di strumenti di debito privilegiato dovrebbe poter soddisfare lo standard TLAC per le banche di importanza globale. Gli strumenti finanziari di questa classe non possono essere derivati né includere alcuna componente derivata.Le clausole di salvaguardia dei diritti acquisiti offriranno un’ulteriore certezza giuridica, consentendo ai sistemi nazionali esistenti e agli strumenti di debito già emessi di rimanere in vigore laddove soddisfino le condizioni.Le norme, approvate con 523 voti in favore, 113 contrari e 8 astensioni, dovranno essere recepite nelle legislazioni nazionali entro un anno dalla loro entrata in vigore.
Il relatore Gunnar Hökmark (PPE, SE), durante il dibattito ha dichiarato che “si registrano investimenti troppo bassi nell’UE, il che di per sé rappresenta un rischio, in quanto manca la crescita di cui abbiamo bisogno per garantire la stabilità. Le banche devono essere stabili per poter finanziare e garantire gli investimenti. Con questa legislazione si fa chiarezza per stabilire quando una banca si trova in gravi difficoltà. Non ci saranno discussioni, perché si saprà cosa fare. Stiamo facendo in modo che i rischi rimangano a carico di chi li assume. Questo è lo scopo principale. È lo scopo della gerarchia, che descrive i diversi livelli di rischio. I correntisti e i contribuenti correranno meno rischi”.

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Banche e la fiducia

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 novembre 2017

banca“La banca, più delle altre imprese, intermedia una cosa fondamentale: la fiducia. Se i cittadini e le imprese perdono fiducia nel sistema bancario, il sistema economico collassa. Vedendo quello che è successo nel nostro Paese negli ultimi anni sono leciti pensieri negativi”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo alla convention “#IdeeItalia. La voce del Paese”, in corso a Milano.“Da vice presidente della Commissione di inchiesta sulle banche – ha aggiunto – sto vedendo le devianze criminali che si sono susseguite in questi anni, a partire da Monte Paschi e dalle sue Venete. Il quesito che mi pongo è: sono la punta di un iceberg di un sistema malato? Dobbiamo andare in fondo con la Commissione per capire le ragioni strutturali rispetto alle quali per esempio Mps, il terzo gruppo bancario italiano, sia finito come è finito”.“Non è che queste devianze – ha sottolineato Brunetta – mi portano a dire che il sistema è marcio, mi portano a fare un’altra riflessione: se le regole europee sono quelle giuste, se la strada intrapresa dall’Italia è quella giusta. Se avessimo trovato o utilizzato fin dall’inizio il fondo interbancario di garanzia molte tragedie sarebbero state evitate”.“Quindi dico viva l’Europa se ci obbliga a comportamenti meno opportunistici e se obbliga i nostri vigilanti ad essere un po’ meno indigeni e condizionati da regole inefficienti. Basta vigilanti che vengono assunti dai vigilati. Non è un bel vedere”.“Abbiamo bisogno delle banche, di regole europee trasparenti ed efficienti, di un contesto di debito pubblico che non sia il grande condizionatore della nostra vita economica e non solo economica. Finché avremo questo cappio al collo il nostro sarà un Paese subordinato. La responsabilità sta nella capacità di questo Paese di diventare democratico e libero. E tutto il resto ne è la conseguenza”, ha concluso l’esponente azzurro.

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Banche conflitto Bankitalia/Consob: Irrisolvibile? Risparmiatori in balia del caso?

Posted by fidest press agency su sabato, 11 novembre 2017

consobScambio di accuse, in ambito di Commissione bicamerale di inchiesta sulle banche, sulla scarsa e superficiale informazione ricevuta da Consob da parte di Bankitalia relativamente ai “problemi” di Veneto Banca per l’aumento di capitale del 2013. Bankitalia dice che erano sufficienti perche’ Consob intervenisse, quest’ultima dice di no.Un rimpallo di responsabilita’ che, alla fine mette in evidenza il maggiore problema di tutto il nostro sistema di controlli incrociati, e ce lo dice proprio Bankitalia: sottolineando di effettuare circa 250 ispezioni l’anno “e gli esiti … li inviamo ma non tutti i verbali… Ogni rapporto sono 50 pagine più gli allegati e non possiamo inondare la Consob ….. Per questo inviamo l’esito dell’ispezione quando riteniamo ci siano profili rilevanti per l’altra Autorità”. Ovviamente un minimo di soggettiva discrezionalita’ di Bankitalia in questi passaggi non puo’ non esserci, ma la vicenda Veneto Banca ci dice che, nella fattispecie, e’ stata letale grazie al vaglio dell’altra soggettiva discrezionalita’ (Consob). Veneto Banca ha quindi continuato a fare quello che ha fatto a danno dei risparmiatori/investitori. Quindi c’e’ qualcosa che non funziona nel meccanismo, e cosa viene fatto/proposto per farvi fronte? Per ora c’e’ una commissione parlamentare chedovrebbe fotografare situazione ed eventuali resposabilita’ (comunque gia’ acclarate visto che, pur se in maniera disperata, sono in corso tentativi di rimborso a chi e’ rimasto incastrato nella truffa).
A noi sembra che i risparmiatori siano in balia del caso… dando sempre per scontata la buona fede di tutti gli attori di controllo. Si puo’ uscire da questo caso? Metodi e tecnologia per farlo ce ne sono a iosa, ma -al momento, commissioni parlamentari o meno e elezioni politiche imminenti- ci si permetta di dubitare che manchi l’essenzialita’ di un’azione del genere, cioe’ la volonta’ politica ed economica.(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Banche: risparmiatori truffati

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 novembre 2017

Banca d'Italia“A fronte di ben 11 banche fallite negli ultimi anni, migliaia di risparmiatori truffati, funzionari di Bankitalia che avrebbero dovuto vigilare ma che poi si sono fatti assumere dalle banche vigilate, prestiti milionari concessi agli amici degli amici con condizioni assolutamente negate ai cittadini comuni e gestioni a dir poco familistiche degli istituti di credito, oggi Bankitalia arriva in Commissione d’inchiesta sulle banche e dice, in sostanza, ‘abbiamo fatto bene il nostro lavoro’. Peccato che, dalla lettura delle stesse carte relative all’attività ispettiva di via Nazionale, ci si renda conto di quante cose non abbiano funzionato. La proposta di Fratelli d’Italia è: l’attività di vigilanza di Bankitalia sia resa pubblica e non più coperta da segreto d’ufficio. In questo modo, magari, i cittadini comuni si potranno rendere conto di quelle falle madornali di cui, a voler essere buoni, Bankitalia non si è accorta”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Banche e fumogeni: Renzi e gli elettori gnoccoloni

Posted by fidest press agency su domenica, 29 ottobre 2017

banca-ditaliaFumogeni o, se si vuole fumo di copertura. La contrapposizione tra il Governo, con eccezioni, e il segretario del maggior partito di maggioranza, Matteo Renzi, per la nomina del Governatore della Banca d’Italia, sembra un gioco di squadra in vista della scadenza elettorale. Fumo di copertura, insomma, che lascia il tempo che trova, perché la data di scadenza del mandato del Governatore Ignazio Visco, era nota da tempo, per cui si poteva intervenire anticipatamente, accompagnando la nuova scelta senza i traumi provocati da una mozione parlamentare chiaramente anti Visco, accusato di insufficiente vigilanza sulle banche. Vero è che la Vigilanza della Banca d’Italia è impotente di fronte a condotte penali delle banche, ma ci sono aree di intervento che possono essere controllate, ostacolando, ad esempio, operazioni di ricapitalizzazione attraverso la emissione di obbligazioni subordinate. Alcune riforme del sistema bancario (banche popolari, banche di credito cooperativo, limite agli investimenti delle fondazioni), realizzate dai precedenti governi, sono certamente da apprezzare, ma rimangono problemi di fondo, oltre a quelli della carenza di vigilanza della Banca d’Italia. E’ il nostro sistema bancario che è insufficiente per i crediti deteriorati, per scarsa efficienza e redditività e per gli elevati costi operativi che sono scaricati sul consumatore. E’ questo il nodo centrale attorno al quale si fa fumo, cioè non si individua con chiarezza il tema, cioè l’organizzazione del nostro sistema bancario, e rimanere fermi, in un mondo globalizzato, significa essere travolti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Il pasticcio delle banche in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 21 ottobre 2017

BANCA

“La commissione dovrà studiare le scelte fatte dai manager delle banche e capire perché i problemi non siano emersi subito. In quegli anni c`è stato il passaggio della vigilanza da Bankitalia alla Banca centrale europea: probabilmente questo ha portato a una fase caotica dentro la quale si sono forse comportamenti devianti, illegali, o criminali”.Così Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, intervistato dal “Corriere del Veneto”.”Dei banchieri, innanzitutto. In Italia – prosegue – abbiamo troppe banche, di dimensioni e natura molto diverse, ma hanno sempre una cosa in comune: i loro amministratori sono strapagati, a volte incompetenti e spesso in pieno conflitto di interessi. Poi c`è la questione dei rapporti opachi, e a volte perversi, tra gli istituti e le Fondazioni bancarie che ne detengono i pacchetti azionari”.”Queste ultime – evidenzia l’esponente azzurro – spesso guardano solo ai dividenti, perché più sono i soldi a disposizione per distribuirli sul territorio, maggiore è il consenso che possono comprare. Insomma, ce n`è in abbondanza per spiegare la fragilità con la quale il nostro sistema bancario ha affrontato la crisi. Infine, ci possiamo aggiungere gli errori compiuti dai governi Letta-Renzi-Gentiloni nell`affrontare l`emergenza”.”Sulle responsabilità di chi doveva vigilare, la Commissione farà piena luce. Visco ci ha messo a disposizione tutta la banca dati della Vigilanza, avremo modo di esercitarci su questo: non faremo sconti a nessuno. Alla fine avremo la verità su quanto accaduto. E la speranza è che da lì si parta per avere un sistema bancario più trasparente, che non ripeta gli errori del passato, conclude Brunetta.

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Banche: rischi insolvenza e norme europee

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

banca europeaDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Dopo l’emanazione della direttiva BRRD, meglio nota come ‘direttiva bail-in’, che è quasi riuscita a far fallire l’intero sistema bancario italiano, l’Europa intende ora emanare nuove regole draconiane in grado di provocare effetti devastanti sui già disastrati istituti di credito italiani. Questa volta, il pericolo arriva direttamente dall’organismo di Vigilanza della Banca Centrale Europea, il quale ha annunciato di essere intenzionato ad introdurre regole molto restrittive sulla gestione dei crediti deteriorati detenuti dalle banche, i famosi NPL (Non performing loans). Se queste regole dovessero davvero passare, dal prossimo gennaio le svalutazioni diventerebbero automatiche e, dopo sette anni, il valore di un credito deteriorato di tipo ‘secured’ dovrà essere automaticamente azzerato, nonostante la presenza di garanzie.Per le banche italiane, nei cui bilanci si trovano attualmente il 25% di tutti gli NPL europei, sarebbe una vera ecatombe. La prudenzialità richiesta per far fronte al rischio insolvenza diventerebbe, infatti, talmente elevata da bloccare completamente il mercato dei prestiti a famiglie e imprese.
Il canale del credito italiano si bloccherebbe del tutto, con effetti devastanti per l’economia italiana. Siamo d’accordo, quindi, con quanto affermato dal collega Enrico Zanetti, quando afferma che l’effetto delle nuove norme imposte dalla BCE sarebbe quello di azzerare del tutto i prestiti alle Pmi. E ci uniamo alle preoccupazioni giustamente espresse a riguardo anche da Confidustria e ABI.Per questi motivi, riteniamo che queste nuove regole assurde non debbano essere introdotte nel tessuto normativo comunitario ed invitiamo quindi il Governo italiano ad effettuare le dovute pressioni politiche nelle opportune sedi europee, affinché si eviti la ripetizione di quanto già accaduto con il disastroso recepimento della direttiva bail-in”.

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Inchiesta parlamentare banche: Il Pd “ciurla nel manico”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 settembre 2017

matteo renzi“In merito all’insediamento della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario dobbiamo constatare, con rammarico, come i nostri appelli ai presidenti delle Camere, Boldrini e Grasso – affinché adottassero ogni opportuna iniziativa per sollecitare i gruppi inadempienti, e accelerare così le procedure necessarie per l’avvio dei lavori della Commissione – non abbiano avuto alcun riscontro, così come nessuna reazione c’è stata alla nostra ultima missiva inviata alla presidente di Montecitorio lo scorso 7 settembre. Ad oggi risulta, infatti, che diversi gruppi parlamentari, a partire dal Partito democratico di Renzi, nonostante le dichiarazioni del capogruppo Rosato, non abbiano ancora comunicato i propri nomi, rallentando di fatto l’insediamento della Commissione.Mancherebbero le comunicazioni dei gruppi Camera Partito democratico, Articolo 1-Movimento democratico e progressista, Alternativa popolare, Fratelli d’Italia e Misto, e dei gruppi Senato Partito democratico, Alternativa popolare, Grandi autonomie e Libertà e Maie. Non è accettabile che alcuni gruppi, per la stragrande parte di maggioranza, impediscano l’avvio dei lavori di una Commissione d’inchiesta così importante. È un insulto alle istituzioni e a tutti i cittadini italiani”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. (n.r. Non dovremmo meravigliarcene. Gli scandali sulle banche hanno fatto il loro tempo. Si è gridato alla disonestà dei politici e dei loro amici e si è invocata una commissione parlamentare. Il Pd ha abbozzato e lo ha permesso salvo poi in fase di costituzione sabotarla. Quando sarà il momento che gli italiani apriranno gli occhi? Intanto il governo piange miseria e regala miliardi agli istituti di credito)

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Commissione inchiesta sulle banche

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

banca d'itaa“La legge che ha istituito la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario è entrata in vigore lo scorso 28 luglio; nello stesso giorno, i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, hanno trasmesso ai gruppi la richiesta di indicare i nomi di deputati e senatori per procedere alle designazioni dei membri della Commissione stessa.Ad oggi risulta che diversi gruppi parlamentari, a partire dal Partito democratico di Renzi, non abbiano ancora comunicato i propri nomi, rallentando di fatto l’insediamento della Commissione. Non sarebbe il caso, quindi, che le Presidenze di Camera e Senato si attivino per sollecitare i gruppi e accelerare così le procedure necessarie per l’avvio dei lavori, che tra l’altro non potranno prorogarsi oltre la fine della legislatura? Da troppo tempo i cittadini chiedono trasparenza, verità e giustizia in merito ai disastri che hanno coinvolto il nostro sistema bancario negli ultimi anni. È nostro dovere far partire subito la Commissione parlamentare d’inchiesta, senza ulteriori ritardi”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

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Banche: un provvedimento che mette a rischio il risparmio italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

banking“Il provvedimento sul salvataggio delle banche, oltre ad essere in deroga al testo unico bancario e totalmente appiattito sulle richieste di Banca Intesa, presenta gravi elementi di illegittimità e di spregio del dettato costituzionale sulla tutela del risparmio”. Lo dichiara l’On. di Forza Italia Sandra Savino. “Infatti, tutti i rapporti – aggiunge la parlamentare e componente della Commissione Finanze – che sono sfociati in contenzioso pendente o che ancora possono trasformarsi in contenzioso tra azionisti e obbligazionisti nei confronti delle banche liquidate, non passano a Banca Intesa, che potrà scegliere gli asset migliori, ma continueranno a gravare sulle gestioni liquidatorie”. “Forza Italia dice no a questo modus operandi, al diverso trattamento dei risparmiatori, al rischio che gli italiani, perdendo definitivamente fiducia nel sistema bancario, tengano i soldi sotto il materasso, compromettendo così qualunque possibilità di ripartenza per un Paese già devastato dalla sinistra al Governo”, conclude l’esponente azzurra.

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E’ finita la crisi delle banche?

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

banca-ditaliaIl ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, dichiara che “il peggio è alle spalle”, il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, afferma che l’allarme è passato, ma la ristrutturazione è incompleta e che occorre ridurre i costi (prepensionamenti? E a carico di chi?), governare efficientemente e attivare operazioni di aggregazione (il riferimento è alle banche di credito operativo che operano sul “territorio” e che saranno il prossimo problema). Il presidente dell’Associazione bancaria italiana (ABI), Antonio Patuelli dichiara che gli interventi del Governo “hanno eliminato i rischi sistemici dal mondo bancario”; ci verrebbe da chiedere perché quei rischi sistemici non sono stati evitati o limitati, in primis, dall’ABI stesso. Patuelli si lamenta dei requisiti minimi di fondi propri e altre passività soggette a bail-in (MREL), cioè della capacità delle banche di disporre di risorse per assorbire le perdite. A noi sembra più che ragionevole per evitare quel che già è accaduto. D’altronde basterebbe ricordare l’art.47 della Costituzione che recita: La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Era sufficiente applicare questa norma della nostra Carta. E’ stato fatto? Ci sovviene qualche dubbio. (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

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Si salvano le banche e aumenta la povertà degli italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

banca“Noi la nostra parte l’abbiamo fatta, con senso di responsabilità e passando anche sopra quelle che erano e sono le nostre convinzioni in merito all’ennesimo salvataggio delle banche pur di giungere ad una soluzione condivisa. In cambio da pare di questo Esecutivo abbiamo ottenuto un trattamento offensivo non solo del ruolo del Parlamento ma anche e soprattutto dei cittadini, sulla cui pelle si gioca questa partita”. Lo dichiara Sandra Savino, parlamentare di Forza Italia e componente della Commissione Finanze. “I decreti attuativi – aggiunge l’On. Savino – sono infatti stati condivisi esclusivamente con Intesa, l’unico interlocutore ritenuto degno di attenzione e con il quale si è giunti ad un accordo immodificabile, al punto da non prendere nemmeno in considerazione gli emendamenti presentati dall’opposizione e dallo stesso relatore”.“E nel frattempo, con il debito pubblico che continua ad aumentare e gli italiani sempre più poveri, sono stati spesi finora 31 miliardi per il salvataggio di sette banche italiane”, conclude l’esponente di Forza Italia.

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Debito pubblico, banca d’Italia e la “maschera” di Renzi

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

Banca d'Italia«I freddi numeri dell’economia smascherano ancora una volta le menzogne di Renzi e del Pd: nuovo record per il debito pubblico, 2279 miliardi di euro, più 34 miliardi in un solo anno, che si sommano ai 200 miliardi di debito prodotto dal Governo Renzi. Dove sono finiti questi soldi, visto che è aumentato il numero di poveri in Italia e le tasse non sono diminuite? Ovviamente a finanziare le marchette elettorali, i regali fatti a banchieri e lobbisti amici e l’invasione dell’Italia con la politica dell’accoglienza. Fare peggio di così era praticamente impossibile. Che dite, alle prossime elezioni ci saranno ancora degli italiani disposti a dare fiducia alla sinistra?». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Banche e il “pasticcio” istituzionalizzato

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

montecitorio

“Ovviamente voteremo ‘no’ alla centesima fiducia del governo Renzi-Gentiloni, questa volta sul decreto di salvataggio delle due banche venete. Certamente si doveva intervenire, ma non in questo modo. Lo si è fatto tardi, male, e a pagare saranno i contribuenti, senza nessuno a giustificarsi davanti alla magistratura per quello che è successo”.Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, parlando con i giornalisti in Sala stampa a Montecitorio.“Chi ha rubato? Chi ha portato via i soldi? Chi dei banchieri – ha proseguito – si è comportato in maniera scorretta? Chi doveva vigilare, perché non lo ha fatto? È possibile tutto questo?Opacità. Nessuna trasparenza, improntitudine. Padoan incapace e indecente rispetto ai rapporti con il Parlamento e all’opinione pubblica. Quindi, un pessimo decreto, una pessima prova da parte del governo.Noi abbiamo detto che saremmo stati responsabili, ma non conniventi, lo ribadiamo. Dietro questo decreto del salvataggio delle banche venete c’è molta oscurità, la Commissione parlamentare d’inchiesta avrà molto da lavorare anche su questo capitolo”, ha concluso l’esponente azzurro.

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Banche: Si chiede trasparenza, verità e giustizia. I ritardi inspiegabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 luglio 2017

quirinaleRoma. Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Con tutto il rispetto che si deve all’ufficio stampa del Quirinale, ricordiamo a noi stessi che, da Costituzione, la decorrenza dei trenta giorni per la promulgazione di una legge ha inizio dall’approvazione della stessa da parte del Parlamento e non dalla data nella quale il provvedimento arriva agli uffici del Colle. La legge sull’istituzione della Commissione parlamentare bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario italiano è stata approvata definitivamente il 21 giugno, trasmessa lo stesso giorno dalla Camera dei deputati alla Presidenza del Consiglio, e francamente non compete al sottoscritto occuparsi di quando la stessa sia arrivata al Quirinale, cosa tra l’altro irrilevante per la nostra Carta.L’ufficio stampa del Quirinale ci informa che la legge in questione non è stata esaminata nei giorni tra il 26 giugno e il 3 luglio ‘quando il presidente della Repubblica si trovava in visita di Stato in Canada’. Forse che gli uffici del Quirinale non lavorano ai numerosi dossier in esame quando il presidente Mattarella non si trova a Roma? Vengono per caso sospese tutte le attività del Colle? Conosciamo la rettitudine e la lodevole scrupolosità del presidente Sergio Mattarella e infatti non ci ha sorpreso la solerzia e l’immediatezza con la quale lo scorso 25 giugno, poche ore dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto sul salvataggio delle banche venete, ha firmato, nonostante la notevole complessità tecnico-giuridica, il provvedimento del governo, pubblicato in Gazzetta il giorno stesso. Ma la stessa solerzia e la stessa lodevole e scrupolosa immediatezza ce la saremmo aspettata anche in relazione alla legge che istituisce la Commissione d’inchiesta sul sistema bancario italiano, che seppur delicata dal punto di vista politico, si presenta tecnicamente assai meno complessa.Al di là delle legittime prerogative del Quirinale e di questi burocratici fraintendimenti, nel Paese c’è un grande allarme sociale in relazione alle banche e alla crisi del nostro sistema creditizio. I cittadini chiedono trasparenza, verità e giustizia. Il Parlamento, con ritardo, ha dimostrato di voler dare risposte. Siamo intimamente certi che lo stesso obiettivo sia condiviso dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.Ad ogni modo auspichiamo che la legge in questione venga promulgata ad horas, che la Commissione parlamentare d’inchiesta venga istituita nel più breve tempo possibile, e che si lavori sin dal mese di agosto per far sì che il suo operato non sia vanificato dalla scadenza naturale della legislatura”.

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