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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 299

Posts Tagged ‘banche’

Ridare dignità al risparmio tradito delle banche venete e non solo”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

“Come tutti sanno – ha ricordato Giorgio GRANELLO – le principali banche venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca) rappresentano uno dei casi più grandi e dolorosi di risparmio tradito nel nostro Paese, a prescindere dal successivo regalo al Gruppo Intesa San Paolo. Un buco di più di 15 miliardi di Euro solo per le banche venete a cui vanno aggiunti tutti i miliardi persi con le procedure di risoluzione della Banca Etruria, CariFerrara, Banca Marche e Carichieti. Circa 20 miliardi di Euro a carico del debito pubblico e di tutti i contribuenti senza aver trovato i colpevoli di tutti questi misfatti a cui chiedere conto. Almeno fin qui”. “E invece proprio in queste ultime settimane – ha continuato il Presidente di CONFASSOCIAZIONI Nord – sono maturate importanti novità perché le Procure, in particolare quella di Verbania, hanno iniziato a chiamare in causa insieme ai vertici (di Veneto Banca in questo caso) anche molti altri soggetti, quelli che seguivano i piccoli risparmiatori. L’indagine della Procura di Verbania sembra anticipare l’azione delle Procure di molte altre città, che sembra stiano già procedendo per fatti analoghi. L’accusa è quella importante di truffa aggravata in concorso per la vendita di azioni. Si tratta di accuse, importanti e dirimenti, che tendono a dimostrare che i risparmiatori siano stati convinti ad investire i propri risparmi in azioni o obbligazioni convertibili in azioni emesse da Veneto Banca senza essere stati informati dell’effettivo rischio che correvano”.“Possiamo aspettare l’attività delle Procure oppure – ha affermato il Presidente GRANELLO – possiamo chiedere un intervento della politica che si adoperi per il risarcimento delle parti lese (oltre 205mila tra imprenditori, dipendenti e risparmiatori solo nelle banche venete). Per poi accollarsi la denuncia e la conseguente giustizia nei confronti delle Banche. Stiamo facendo rete, com’è nelle nostre corde di CONFASSOCIAZIONI, con il Coordinamento Associazioni Soci Banche Popolari Venete Don Enrico Torta. E’ per questo che condividiamo le parole di Andrea ARMAN, Presidente del Coordinamento, che ha chiesto misure di risarcimento per tutti i risparmiatori al fine di risarcire coloro che sono stati imbrogliati in fase di vendita”.
“In questo momento – ha aggiunto il Presidente di CONFASSOCIAZIONI, Angelo DEIANA – si parla in tanti contesti di dignità come elemento per ridare giustizia ed equità ai cittadini. E certamente il mondo del lavoro è importante, ma altrettanto importante è il mondo del risparmio degli italiani. CONFASSOCIAZIONI con la propria struttura organizzativa e professionale sarà sempre a fianco dei cittadini ed in particolare non lascerà nulla di intentato nel farsi promotore di tutte le iniziative necessarie affinché sia resa giustizia e dignità ai risparmiatori”. “Noi ci siamo sempre perché fare rete è il DNA di CONFASSOCIAZIONI – ha concluso DEIANA -. E’ per questo che ci siamo fatti promotori di numerosi incontri sul tema delle banche venete e non solo. Incontri che, grazie alla capacità aggregativa di Giorgio GRANELLO, Presidente di CONFASSOCIAZIONI Nord, hanno visto riuniti attorno al tavolo tutte le parti coinvolte, dalle maggiori Associazioni dei consumatori e dei risparmiatori, i Sindacati, il Presidente del Consiglio Regionale Veneto, i Presidenti delle banche coinvolte nella crisi e il precedente Governo. Adesso è ora che il nuovo batta un colpo.”

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Sta tornando! Ma era mai finita? (La crisi)

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve Usa da un lato e la guerra commerciale che vede contrapposta Washington e Pechino dall’altra. Un effetto a tenaglia che potrebbe preannunciare la tempesta perfetta che, fra qualche settimana, sarà scoperta dai media generalisti di tutto il mondo e colpirà gli Stati emergenti. E, con un effetto a catena, può scaraventare il mondo in una nuova morsa di recessione. Il rialzo dei tassi infatti danneggerà le monete locali di quegli Stati che fanno ricorso ai titoli in dollari per finanziarsi e le spingerà a svalutarsi. E la guerra dei dazi colpirà Paesi come Brasile, Turchia e India, principali fornitori di acciaio degli Stati Uniti riducendo i loro spazi per l’export.
L’analisi, basata su documenti ufficiali della Banca dei Regolamenti internazionali e da analisi di alcune delle più importanti società finanziarie internazionali, inaugura il nuovo portale di VALORI, la storica testata specializzata in inchieste sulla finanza e l’economia solidale promossa dalla Fondazione Finanza Etica. Nata ormai 15 anni fa, sotto forma di pubblicazione mensile, da oggi, sempre sotto la guida del direttore responsabile Andrea Di Stefano, si trasforma in un vero e proprio hub editoriale al servizio della finanza etica e di chi ha interesse a denunciare le storture, ancora ben visibili, dell’architettura finanziaria mondiale. Ma al tempo stesso, sarà l’opportunità per raccontare i vantaggi (e i successi) di chi ha intrapreso forme responsabili di investimento o approcci non speculativi all’economia.
“Malgrado il fatto che quasi tutti usino i servizi finanziari, e malgrado gli impatti che ha sulle nostre vite, la maggior parte delle persone continua a essere totalmente digiuna di finanza” spiega Andrea Baranes, presidente della Fondazione Finanza Etica. “Le notizie che ‘bucano’ si riferiscono quasi sempre al singolo scandalo, ma non riescono poi a provocare una riflessione più ampia sui meccanismi a monte. Il rilancio digitale di Valori e la creazione di un hub editoriale sono essenziali per unire protesta e proposta. Bisogna essere in grado di fornire nuove chiavi di lettura per permettere ai cittadini non solo di informarsi, ma di intraprendere un percorso di educazione critica alla finanza. Se servono nuove regole e nuovi modelli, il più importante passo per cambiare le cose parte da ognuno di noi”.
Il nuovo portale ospiterà inchieste sul meglio e il peggio dell’economia e della finanza, in Italia e nel mondo, sui cambiamenti climatici e il loro impatto sul sistema economico finanziario. Racconterà, attraverso articoli, videoservizi, podcast, mappe, infografiche, editoriali, aspetti che impattano direttamente nella vita quotidiana dei cittadini e vengono però messi ai margini dalla stampa non specializzata.

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Banche: “Governo ingannò i risparmiatori, ristabilire giustizia”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

“L’accoglimento da parte dell’arbitrato Anac della stragrande maggioranza dei ricorsi presentati ristabilisce la giustizia nei confronti delle vittime del decreto salva-banche. Fratelli d’Italia fin dal primo momento si è schierato a fianco dei risparmiatori truffati dal governo Renzi: ora si pensi anche a tutti i risparmiatori rimasti esclusi da ogni forma di ristoro dal decreto firmato da Renzi”. E’ quanto affermano il deputato Giovanni Donzelli e la presidente delle vittime del Salva-banche Letizia Giorgianni, commentando l’accoglimento dei ricorsi avvenuto oggi davanti all’arbitrato dell’Anac.”La decisione di oggi è una tappa importante verso la legittima restituzione dei soldi a coloro i quali sono stati ingiustamente azzerati – sottolineano Donzelli e Giorgianni – metteremo subito la questione all’ordine del giorno sul tavolo del prossimo governo. Noi lo abbiamo sempre sostenuto ed oggi è arrivata la conferma dell’organismo preposto: a pagare il salvataggio delle banche non avrebbero dovuto essere i risparmiatori. A questo punto i nuovi acquirenti delle banche salvate, che hanno acquistato gli attivi delle banche andate in risoluzione per un solo euro – concludono – garantiscano titoli infruttiferi agli esclusi da rimborso forfettario e arbitrato”.

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100mila euro investiti a sua insaputa?

Posted by fidest press agency su sabato, 17 marzo 2018

Artigiano di Specchia (Le) sporge denuncia ai carabinieri nei confronti di un istituto di credito primario. E non sarebbe un caso isolato. Lo “Sportello dei Diritti”: controllare quotidianamente il proprio saldo di conto corrente può ridurre o addirittura evitare conseguenze pregiudizievoli. Una sorpresa un po’ amara quando è andato a verificare il saldo del conto corrente. Ben 100mila euro in meno investiti senza che ne sapesse nulla, tanto che aveva pensato ad un errore contabile da parte della filiale del suo paese di un istituto di credito primario. Così era corso presso l’agenzia rivolgendosi al direttore e si era sentito dire che l’ingente somma era stata “regolarmente” investita “in azioni di sicav ed in quote fondi comuni TR FLEX” e che comunque «tutto si sarebbe aggiustato». «“Regolamente” un corno» ha ben pensato il risparmiatore di Specchia (Le) che ha negato prontamente di aver sottoscritto alcun contratto d’investimento relativo all’importo che sarebbe stato indebitamente prelevato dal suo conto e che, in tutta probabilità, per l’eventuale disinvestimento avrebbe comportato spese ed oneri a suo carico. Date le circostanze, l’utente di poco più di quarant’anni d’età, che di professione fa l’artigiano, non se l’è sentita scendere e assistito dall’avvocato Ivan Mangiullo ha sporto denuncia presso la stazione dei carabinieri del suo paese noto, fra l’altro, per essere incluso nella lista dei “Borghi più belli d’Italia”. Il fatto ha destato immediatamente un rapido passaparola tanto che si sarebbe diffusa la notizia, non si sa ancora se giusta o sbagliata, che l’evento non fosse isolato e che altri utenti avrebbero subìto analogo trattamento. Ovviamente, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” ci auguriamo che la vicenda sia riconducibile ad un mero errore, ma purtroppo non è la prima volta che si sentono storie analoghe che continuano inevitabilmente a sorprendere perché accadono con una frequenza impressionante e possono riguardare, purtroppo, tutta l’utenza bancaria indipendentemente dall’età, status e condizione sociale. Ecco perché invitiamo e inviteremo sempre a prestare la massima attenzione, se possibile quotidianamente, al proprio saldo contabile ed alle uscite che si verificano sui nostri conti correnti come ha fatto l’accorto artigiano salentino.

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Dibattito con Draghi su investimenti, sostegno post-crisi alle banche e minacce informatiche

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

mario-draghi2Strasburgo 5-8 febbraio 2018, sessione plenaria parlamento europeo. Il sostegno della BCE alle banche ancora non si riflette pienamente nella concessione di prestiti all’economia reale. Lo affermeranno i deputati in un dibattito con il Presidente della BCE, Mario Draghi, che si terrà lunedì sera. Nel corso del dibattito, dovrebbero inoltre essere discusse le minacce informatiche e le conseguenze della Brexit. I deputati esprimeranno preoccupazione riguardo al prolungamento del programma di acquisto di attività finanziarie della BCE dopo la crisi, che potrebbe incidere sui singoli risparmiatori e sull’equilibrio finanziario dei regimi pensionistici e assicurativi. Chiederanno poi alla BCE di valutare i benefici e gli effetti collaterali di tale politica e di comunicarla chiaramente ai mercati finanziari.Esorteranno inoltre la BCE a continuare a segnalare le minacce informatiche al settore finanziario e ad adottare una politica chiara e pubblica in materia di denuncia delle irregolarità.I deputati dovrebbero chiedere una politica più organica in materia di crediti in sofferenza e il completamento dell’Unione bancaria dell’UE, al fine di garantire la sicurezza dei depositi dei risparmiatori. Dovrebbero infine invitare la BCE a condurre una valutazione di tutte le conseguenze del ritiro del Regno Unito dall’UE e a preparare in tempo utile l’architettura finanziaria europea post-Brexit.

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I costi dei conti correnti continueranno ad aumentare anche nel 2018

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 febbraio 2018

salva bancheIn Italia la stragrande maggioranza dei risparmiatori continua ad ignorare un’offerta di servizi di home banking che è tra le migliori in Europa. A tal proposito, i dati riportati da una recente inchiesta de Il Corriere della Sera sono semplicemente incontrovertibili: soltanto 31 italiani su 100 ricorrono a banche online. Una percentuale che ci getta in coda alle classifiche UE.
Un dato paradossale, soprattutto se consideriamo che siamo un paese che offre tantissimi conti online a zero spese (spesso con carta di debito/credito inclusa) e, soprattutto, se consideriamo che i costi dei conti correnti continuano a crescere a dismisura.
A tal proposito sono particolarmente interessanti altri dati raccolti da La Stampa, secondo cui i costi dei servizi bancari sono cresciuti in media del 20% nell’ultimo anno (con picchi preoccupanti di oltre il 40%). Una tendenza legata all’incapacità delle banche di continuare a sfruttare il divario tra tassi di interesse attivo e passivo, soprattutto a causa dei bassi tassi di mercato.
Un trend che sembra destinato a proseguire anche nel corso del 2018: da questo punto di vista le famiglie che restano ancorate ai conti tradizionali potrebbero pagare quasi 175 euro in più ogni anno. Aumenti che andranno a discapito di migliaia di risparmiatori la cui unica colpa è quella di non conoscere al meglio le numerose alternative che hanno a disposizione.
Noi di CODICI, nel portare avanti i nostri numerosi impegni a tutela del consumatore, non possiamo fare altro che invitare tutti coloro che sono obiettivamente in grado di farlo di informarsi al meglio sulle tante possibilità offerte dai cosiddetti servizi di home banking. Oggi aprire un conto corrente online è davvero semplicissimo, ha costi infinitamente più bassi (lo ripetiamo: esistono tantissime opzioni a costo zero) e a volte permette addirittura di guadagnare qualcosa: sono infatti tantissime le realtà che “premiano” il consumatore che apre un nuovo conto con un buono regalo o con bonus vari. Senza dimenticare che aprire un “conto online” non significa necessariamente abolire in toto le operazioni in filiale. Sono infatti tantissimi gli operatori che mettono a disposizione dei propri clienti diversi sportelli fisici, a cui rivolgersi in caso di situazioni più difficili da gestire.Ancora una volta, la cosa più importante è mantenersi informati. Perché un consumatore consapevole dei propri diritti è un consumatore più forte e più sicuro.

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Banche: dilettanti allo sbaraglio

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

monte dei paschi di siena“C’è una consapevolezza molto amara: che il nostro Paese ha affrontato tardi e male la crisi bancaria. Crisi bancaria che è arrivata, dopo il 2013, con particolare virulenza, in Italia e che ha toccato alcune banche patologicamente già provate, cioè banche mal gestite, soprattutto popolari ma non solo, pensiamo a Monte dei Paschi”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ai microfoni di “Radio Anch’io”, su Radio Uno. “L’altra consapevolezza amara è che il governo Renzi ha fatto tanta confusione, ha prodotto norme contradittorie, scritte male, in un mare di conflitti d’interessi del presidente del Consiglio e dei suoi principali ministri.Perché non è un caso che il grande interessamento del governo, di Renzi e di Boschi, era non tanto sul sistema bancario, sul mezzo milione di famiglie buttate sul lastrico dalla loro improntitudine, ma era soprattutto su una sola banca: Banca Etruria, la banca di cui era vice presidente il padre della ministra Boschi.Ecco, questo lascia un grande amaro in bocca. Potevamo fare prima, potevamo fare meglio, potevamo tutelare meglio famiglie e imprese: il governo ha fatto un caos della malora.
Il governo Renzi ha prodotto solo confusione perché fatto, questo è un mio giudizio politico, di buoni a nulla ma capaci di tutto”.

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Banche: le manovre del “giglio magico”

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

BANCA

“È incredibile che Maria Elena Boschi e il ‘giglio magico’ abbiano dissimulato per oltre un anno quello che, in casi normali, non è altro che un legittimo interessamento alla situazione di un istituto di credito del territorio”. Così Andrea Causin, deputato di Forza Italia. “È certamente gravemente inopportuno – continua – che un Ministro della Repubblica spenda questo interessamento in modo prevalente rispetto alla banca di cui il padre era vice presidente, nel momento in cui le difficoltà del credito stavano coinvolgendo molti altri istituti, e in cui sarebbe stato necessario un interessamento di carattere generale”. “Ed è ancora più grave che in questi giorni, queste verità nascoste o mezze verità, finiscano per monopolizzare il lavoro di una commissione d’inchiesta che ha l’obbligo invece di fare piena luce sulle ragioni che hanno portato il sistema bancario italiano a bruciare miliardi di ricchezza di cittadini e imprese”. “La commissione d’inchiesta, fortemente osteggiata dal PD e fortemente voluta da Forza Italia, che vede l’impegno attivo del Capogruppo Renato Brunetta, ha l’obbligo di giungere alla verità. La verità e la trasparenza sono le condizioni minime necessarie, in un libero mercato, affinché si possa ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini, imprese e il mondo del credito”. “Il rocambolesco modo di coprire, anche in questi giorni, le modalità goffe con cui si sono attivati Renzi, la Boschi rispetto a una sola delle Banche che sono entrate in crisi nel 2015, costituisce un intralcio al percorso di ricerca della verità. Hanno raccontato di essere il “nuovo”, ma hanno dimostrato di riprodurre i peggiori collateralismi tra politica ed economia”.

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Banche: né angeli né demoni

Posted by fidest press agency su domenica, 17 dicembre 2017

Banca d'Italia“Gentile dottor Consoli, faccio una constatazione agrodolce, perché lei come tanti altri suoi colleghi auditi ha dato una rappresentazione ‘rose e fiori’ della situazione della sua banca, mettendo in forte dissonanza l’atteggiamento di Banca d’Italia. Questo suo atteggiamento è comune a molti auditi, da Etruria a Ferrara alle banche marchigiane e così via, qui sembra che le banche poi collassate siano state tutte angeli con qualche piccolo peccato e che il demone di volta in volta sia la Banca d’Italia, il policy maker o il legislatore. Io direi: né angeli né demoni”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, durante l’audizione di Vincenzo Consoli, ex amministratore delegato di Veneto Banca.“Il discrimine è stato quel novembre del 2014, prima era un’era dentro cui banche come la sua, Vicenza, Etruria, e le altre, erano considerate dei gioielli. Mi chiedo: possibile che in pochissimi anni siano diventate spazzatura? Comincio ad avere dei dubbi.
Dopo quel 2014 si cambia regime, entra l’Europa, e l’esito è un disastro. Tutti perdono: perdono i territori, gli amministratori, i risparmiatori, gli investitori, i contribuenti italiani, perde l’intero sistema bancario italiano, e perdono anche Bankitalia e Consob. Mi chiedo: è possibile che sia successo tutto questo per un cambio di regime? Forse qualche mea culpa dobbiamo farlo tutti.
Soprattutto il governo Renzi che, tra il decreto di trasformazione delle banche popolari in Spa, il recepimento improvvido della direttiva sul bail-in, i decreti con cui sono state fatte fallire le quattro banche (Carife, Banca Marche, Etruria e Carichieti), quello con cui è stata “salvata” Mps fino al salvataggio delle due banche venete (Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca), tutti fatti in fretta, in maniera confusa, con conflitti di interessi evidenti e rischio di insider trading, ha distrutto la credibilità del sistema bancario italiano e ha messo sul lastrico mezzo milione di famiglie”.

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Le banche e il PD renziano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 dicembre 2017

Banca d'Italia“Dalle evidenze dei lavori della Commissione d’inchiesta sulle banche non appare quello che vorrebbe il Partito democratico. Dai lavori appaiono invece le responsabilità degli amministratori, nominati in gran parte dalla politica o dai contesti locali, che sono un misto di politica e interessi territoriali, pensiamo a Monte Paschi. Contesti locali che hanno riguardato soprattutto il Pci-Pds-Ds-Pd. Questo emerge dagli atti dei lavori della Commissione”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervistato da Massimo Giannini a “Circo Massimo”, su Radio Capital.“Che ci sia stato un problema della vigilanza della Banca d’Italia, che ha come obiettivo la stabilità, e della vigilanza della Consob, che ha come obiettivo la trasparenza, è indubbio. Però tra le responsabilità dei due organi istituzionali, che non sempre si sono coordinati, e la responsabilità degli amministratori, della politica e dei comportamenti, spesso criminali, c’è una distanza siderale. Per cui, io credo che l’atteggiamento di una parte del Pd, il Pd renziano, di scaricare tutte le responsabilità sulla vigilanza sia non solo sbagliato, ma addirittura ridicolo”.
“Abbiamo avuto numerosissime audizioni – alcune di queste di procuratori – chiare, esaustive, trasparenti; altre un po’ più complesse, e tra queste ultime quella del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo, Roberto Rossi. Oggi decideremo in Commissione se audire nuovamente il procuratore Rossi oppure considerare la sua lettera esaustiva sui dubbi che erano venuti alla Commissione”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervistato da Massimo Giannini a “Circo Massimo”, su Radio Capital.“Secondo me Rossi va riascoltato, perché molto probabilmente ci sono stati dei fraintendimenti e non ci devono essere dei fraintendimenti su Etruria, sugli amministratori e sul vicepresidente di Etruria. E questo pro veritate, per avere una tranquilla cognizione dei fatti e dell’attività istruttoria”.

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Banche: Anatocismo e massimo scoperto

Posted by fidest press agency su sabato, 2 dicembre 2017

salva bancheÈ vero che crediti e debiti nei contratti bancari di conto corrente si possono accertare solo alla fine del rapporto, ma ciò non impedisce al correntista di agire quando il conto è ancora aperto per ottenere una rettifica delle risultanze e, quindi, dell’effettivo saldo. E la prescrizione è sempre da ritenersi decennale dalla chiusura in assenza di versamenti di natura solutoria. Il cliente ha la facoltà di agire per far determinare a suo favore il saldo nel conto anche prima della chiusura eliminando gli effetti dell’anatocismo e della commissione di massimo scoperto illegittimamente applicati, insieme agli interessi addebitati in base agli usi su piazza. A stabilire questi principi che per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” costituiscono un altro significativo colpo alle prassi illegittime delle banche in materia di conti correnti, è la sentenza 28819/17 depositata il 30 novembre dalla Cassazione civile. Nella fattispecie, è stato rigettato il ricorso di un istituto di credito avverso la sentenza della Corte d’Appello di Lecce che aveva riconosciuto un saldo di circa 104 mila euro a favore del correntista. Per i giudici della prima sezione civile della Suprema Corte è corretta la decisione della corte territoriale in virtù del principio secondo cui la circostanza che la domanda di rideterminazione del saldo non sia stata proposta dopo la chiusura del conto corrente non costituisce un fattore impeditivo per tale tipo di azione anche al fine di restituire al cliente le somme indebitamente addebitategli a titolo di interessi e commissione di massimo scoperto, ma incide soltanto sulla prescrizione del diritto azionato. L’azione di ripetizione del cliente è sempre soggetta all’ordinario termine decennale che decorre dalla chiusura del conto, a meno che non risultino effettuati versamenti a carattere solutorio. In corso di rapporto, infatti, sono qualificabili come pagamenti soltanto i versamenti eseguiti in presenza di uno scoperto e per ricondurre il saldo entro i limiti del fido, laddove il saldo non sia immediatamente esigibile prima della chiusura del conto se non entro la soglia dell’affidamento concesso al correntista. Peraltro, il pagamento effettuato a estinzione di un debito in tutto o in parte inesistente, perché frutto di una clausola nulla, fa sorgere il diritto alla ripetizione con la conseguente decorrenza del termine di prescrizione. Compete allora all’istituto di credito che eccepisce la prescrizione del credito dimostrare in corso di causa l’avvenuta effettuazione di rimesse solutorie.

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Banche: PE approva nuove regole su chi deve farsi carico delle perdite

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 dicembre 2017

european parliamentIl Parlamento europeo ha approvato un piano che mira a stabilire norme chiare su come i creditori delle banche in difficoltà devono coprire le perdite.Il piano prevede di recepire nel diritto comunitario lo standard internazionale della capacità totale di assorbimento delle perdite (TLAC) delle banche con una rilevanza sistemica, che impone a tali banche di accantonare fondi sufficienti per assorbire le perdite e ricapitalizzare con un impatto minimo sui contribuenti.Il testo propone una “gerarchia” del bail-in degli azionisti e dei creditori ai quali sono attribuite le perdite, armonizzata in tutti gli Stati membri dell’UE, che contribuirebbe a proteggere le funzioni fondamentali delle banche e la stabilità finanziaria, senza dover ricorrere al denaro dei contribuenti.Inoltre, sarà aggiunta una nuova classe alla gerarchia di attori coinvolti in caso di insolvenza delle banche, al fine di proteggere il debito privilegiato e le passività delle altre banche e contribuire così a ridurre i rischi. Una nuova classe “non preferita” di strumenti di debito privilegiato dovrebbe poter soddisfare lo standard TLAC per le banche di importanza globale. Gli strumenti finanziari di questa classe non possono essere derivati né includere alcuna componente derivata.Le clausole di salvaguardia dei diritti acquisiti offriranno un’ulteriore certezza giuridica, consentendo ai sistemi nazionali esistenti e agli strumenti di debito già emessi di rimanere in vigore laddove soddisfino le condizioni.Le norme, approvate con 523 voti in favore, 113 contrari e 8 astensioni, dovranno essere recepite nelle legislazioni nazionali entro un anno dalla loro entrata in vigore.
Il relatore Gunnar Hökmark (PPE, SE), durante il dibattito ha dichiarato che “si registrano investimenti troppo bassi nell’UE, il che di per sé rappresenta un rischio, in quanto manca la crescita di cui abbiamo bisogno per garantire la stabilità. Le banche devono essere stabili per poter finanziare e garantire gli investimenti. Con questa legislazione si fa chiarezza per stabilire quando una banca si trova in gravi difficoltà. Non ci saranno discussioni, perché si saprà cosa fare. Stiamo facendo in modo che i rischi rimangano a carico di chi li assume. Questo è lo scopo principale. È lo scopo della gerarchia, che descrive i diversi livelli di rischio. I correntisti e i contribuenti correranno meno rischi”.

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Banche e la fiducia

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 novembre 2017

banca“La banca, più delle altre imprese, intermedia una cosa fondamentale: la fiducia. Se i cittadini e le imprese perdono fiducia nel sistema bancario, il sistema economico collassa. Vedendo quello che è successo nel nostro Paese negli ultimi anni sono leciti pensieri negativi”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo alla convention “#IdeeItalia. La voce del Paese”, in corso a Milano.“Da vice presidente della Commissione di inchiesta sulle banche – ha aggiunto – sto vedendo le devianze criminali che si sono susseguite in questi anni, a partire da Monte Paschi e dalle sue Venete. Il quesito che mi pongo è: sono la punta di un iceberg di un sistema malato? Dobbiamo andare in fondo con la Commissione per capire le ragioni strutturali rispetto alle quali per esempio Mps, il terzo gruppo bancario italiano, sia finito come è finito”.“Non è che queste devianze – ha sottolineato Brunetta – mi portano a dire che il sistema è marcio, mi portano a fare un’altra riflessione: se le regole europee sono quelle giuste, se la strada intrapresa dall’Italia è quella giusta. Se avessimo trovato o utilizzato fin dall’inizio il fondo interbancario di garanzia molte tragedie sarebbero state evitate”.“Quindi dico viva l’Europa se ci obbliga a comportamenti meno opportunistici e se obbliga i nostri vigilanti ad essere un po’ meno indigeni e condizionati da regole inefficienti. Basta vigilanti che vengono assunti dai vigilati. Non è un bel vedere”.“Abbiamo bisogno delle banche, di regole europee trasparenti ed efficienti, di un contesto di debito pubblico che non sia il grande condizionatore della nostra vita economica e non solo economica. Finché avremo questo cappio al collo il nostro sarà un Paese subordinato. La responsabilità sta nella capacità di questo Paese di diventare democratico e libero. E tutto il resto ne è la conseguenza”, ha concluso l’esponente azzurro.

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Banche conflitto Bankitalia/Consob: Irrisolvibile? Risparmiatori in balia del caso?

Posted by fidest press agency su sabato, 11 novembre 2017

consobScambio di accuse, in ambito di Commissione bicamerale di inchiesta sulle banche, sulla scarsa e superficiale informazione ricevuta da Consob da parte di Bankitalia relativamente ai “problemi” di Veneto Banca per l’aumento di capitale del 2013. Bankitalia dice che erano sufficienti perche’ Consob intervenisse, quest’ultima dice di no.Un rimpallo di responsabilita’ che, alla fine mette in evidenza il maggiore problema di tutto il nostro sistema di controlli incrociati, e ce lo dice proprio Bankitalia: sottolineando di effettuare circa 250 ispezioni l’anno “e gli esiti … li inviamo ma non tutti i verbali… Ogni rapporto sono 50 pagine più gli allegati e non possiamo inondare la Consob ….. Per questo inviamo l’esito dell’ispezione quando riteniamo ci siano profili rilevanti per l’altra Autorità”. Ovviamente un minimo di soggettiva discrezionalita’ di Bankitalia in questi passaggi non puo’ non esserci, ma la vicenda Veneto Banca ci dice che, nella fattispecie, e’ stata letale grazie al vaglio dell’altra soggettiva discrezionalita’ (Consob). Veneto Banca ha quindi continuato a fare quello che ha fatto a danno dei risparmiatori/investitori. Quindi c’e’ qualcosa che non funziona nel meccanismo, e cosa viene fatto/proposto per farvi fronte? Per ora c’e’ una commissione parlamentare chedovrebbe fotografare situazione ed eventuali resposabilita’ (comunque gia’ acclarate visto che, pur se in maniera disperata, sono in corso tentativi di rimborso a chi e’ rimasto incastrato nella truffa).
A noi sembra che i risparmiatori siano in balia del caso… dando sempre per scontata la buona fede di tutti gli attori di controllo. Si puo’ uscire da questo caso? Metodi e tecnologia per farlo ce ne sono a iosa, ma -al momento, commissioni parlamentari o meno e elezioni politiche imminenti- ci si permetta di dubitare che manchi l’essenzialita’ di un’azione del genere, cioe’ la volonta’ politica ed economica.(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Banche: risparmiatori truffati

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 novembre 2017

Banca d'Italia“A fronte di ben 11 banche fallite negli ultimi anni, migliaia di risparmiatori truffati, funzionari di Bankitalia che avrebbero dovuto vigilare ma che poi si sono fatti assumere dalle banche vigilate, prestiti milionari concessi agli amici degli amici con condizioni assolutamente negate ai cittadini comuni e gestioni a dir poco familistiche degli istituti di credito, oggi Bankitalia arriva in Commissione d’inchiesta sulle banche e dice, in sostanza, ‘abbiamo fatto bene il nostro lavoro’. Peccato che, dalla lettura delle stesse carte relative all’attività ispettiva di via Nazionale, ci si renda conto di quante cose non abbiano funzionato. La proposta di Fratelli d’Italia è: l’attività di vigilanza di Bankitalia sia resa pubblica e non più coperta da segreto d’ufficio. In questo modo, magari, i cittadini comuni si potranno rendere conto di quelle falle madornali di cui, a voler essere buoni, Bankitalia non si è accorta”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Banche e fumogeni: Renzi e gli elettori gnoccoloni

Posted by fidest press agency su domenica, 29 ottobre 2017

banca-ditaliaFumogeni o, se si vuole fumo di copertura. La contrapposizione tra il Governo, con eccezioni, e il segretario del maggior partito di maggioranza, Matteo Renzi, per la nomina del Governatore della Banca d’Italia, sembra un gioco di squadra in vista della scadenza elettorale. Fumo di copertura, insomma, che lascia il tempo che trova, perché la data di scadenza del mandato del Governatore Ignazio Visco, era nota da tempo, per cui si poteva intervenire anticipatamente, accompagnando la nuova scelta senza i traumi provocati da una mozione parlamentare chiaramente anti Visco, accusato di insufficiente vigilanza sulle banche. Vero è che la Vigilanza della Banca d’Italia è impotente di fronte a condotte penali delle banche, ma ci sono aree di intervento che possono essere controllate, ostacolando, ad esempio, operazioni di ricapitalizzazione attraverso la emissione di obbligazioni subordinate. Alcune riforme del sistema bancario (banche popolari, banche di credito cooperativo, limite agli investimenti delle fondazioni), realizzate dai precedenti governi, sono certamente da apprezzare, ma rimangono problemi di fondo, oltre a quelli della carenza di vigilanza della Banca d’Italia. E’ il nostro sistema bancario che è insufficiente per i crediti deteriorati, per scarsa efficienza e redditività e per gli elevati costi operativi che sono scaricati sul consumatore. E’ questo il nodo centrale attorno al quale si fa fumo, cioè non si individua con chiarezza il tema, cioè l’organizzazione del nostro sistema bancario, e rimanere fermi, in un mondo globalizzato, significa essere travolti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Il pasticcio delle banche in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 21 ottobre 2017

BANCA

“La commissione dovrà studiare le scelte fatte dai manager delle banche e capire perché i problemi non siano emersi subito. In quegli anni c`è stato il passaggio della vigilanza da Bankitalia alla Banca centrale europea: probabilmente questo ha portato a una fase caotica dentro la quale si sono forse comportamenti devianti, illegali, o criminali”.Così Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, intervistato dal “Corriere del Veneto”.”Dei banchieri, innanzitutto. In Italia – prosegue – abbiamo troppe banche, di dimensioni e natura molto diverse, ma hanno sempre una cosa in comune: i loro amministratori sono strapagati, a volte incompetenti e spesso in pieno conflitto di interessi. Poi c`è la questione dei rapporti opachi, e a volte perversi, tra gli istituti e le Fondazioni bancarie che ne detengono i pacchetti azionari”.”Queste ultime – evidenzia l’esponente azzurro – spesso guardano solo ai dividenti, perché più sono i soldi a disposizione per distribuirli sul territorio, maggiore è il consenso che possono comprare. Insomma, ce n`è in abbondanza per spiegare la fragilità con la quale il nostro sistema bancario ha affrontato la crisi. Infine, ci possiamo aggiungere gli errori compiuti dai governi Letta-Renzi-Gentiloni nell`affrontare l`emergenza”.”Sulle responsabilità di chi doveva vigilare, la Commissione farà piena luce. Visco ci ha messo a disposizione tutta la banca dati della Vigilanza, avremo modo di esercitarci su questo: non faremo sconti a nessuno. Alla fine avremo la verità su quanto accaduto. E la speranza è che da lì si parta per avere un sistema bancario più trasparente, che non ripeta gli errori del passato, conclude Brunetta.

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Banche: rischi insolvenza e norme europee

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

banca europeaDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Dopo l’emanazione della direttiva BRRD, meglio nota come ‘direttiva bail-in’, che è quasi riuscita a far fallire l’intero sistema bancario italiano, l’Europa intende ora emanare nuove regole draconiane in grado di provocare effetti devastanti sui già disastrati istituti di credito italiani. Questa volta, il pericolo arriva direttamente dall’organismo di Vigilanza della Banca Centrale Europea, il quale ha annunciato di essere intenzionato ad introdurre regole molto restrittive sulla gestione dei crediti deteriorati detenuti dalle banche, i famosi NPL (Non performing loans). Se queste regole dovessero davvero passare, dal prossimo gennaio le svalutazioni diventerebbero automatiche e, dopo sette anni, il valore di un credito deteriorato di tipo ‘secured’ dovrà essere automaticamente azzerato, nonostante la presenza di garanzie.Per le banche italiane, nei cui bilanci si trovano attualmente il 25% di tutti gli NPL europei, sarebbe una vera ecatombe. La prudenzialità richiesta per far fronte al rischio insolvenza diventerebbe, infatti, talmente elevata da bloccare completamente il mercato dei prestiti a famiglie e imprese.
Il canale del credito italiano si bloccherebbe del tutto, con effetti devastanti per l’economia italiana. Siamo d’accordo, quindi, con quanto affermato dal collega Enrico Zanetti, quando afferma che l’effetto delle nuove norme imposte dalla BCE sarebbe quello di azzerare del tutto i prestiti alle Pmi. E ci uniamo alle preoccupazioni giustamente espresse a riguardo anche da Confidustria e ABI.Per questi motivi, riteniamo che queste nuove regole assurde non debbano essere introdotte nel tessuto normativo comunitario ed invitiamo quindi il Governo italiano ad effettuare le dovute pressioni politiche nelle opportune sedi europee, affinché si eviti la ripetizione di quanto già accaduto con il disastroso recepimento della direttiva bail-in”.

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Inchiesta parlamentare banche: Il Pd “ciurla nel manico”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 settembre 2017

matteo renzi“In merito all’insediamento della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario dobbiamo constatare, con rammarico, come i nostri appelli ai presidenti delle Camere, Boldrini e Grasso – affinché adottassero ogni opportuna iniziativa per sollecitare i gruppi inadempienti, e accelerare così le procedure necessarie per l’avvio dei lavori della Commissione – non abbiano avuto alcun riscontro, così come nessuna reazione c’è stata alla nostra ultima missiva inviata alla presidente di Montecitorio lo scorso 7 settembre. Ad oggi risulta, infatti, che diversi gruppi parlamentari, a partire dal Partito democratico di Renzi, nonostante le dichiarazioni del capogruppo Rosato, non abbiano ancora comunicato i propri nomi, rallentando di fatto l’insediamento della Commissione.Mancherebbero le comunicazioni dei gruppi Camera Partito democratico, Articolo 1-Movimento democratico e progressista, Alternativa popolare, Fratelli d’Italia e Misto, e dei gruppi Senato Partito democratico, Alternativa popolare, Grandi autonomie e Libertà e Maie. Non è accettabile che alcuni gruppi, per la stragrande parte di maggioranza, impediscano l’avvio dei lavori di una Commissione d’inchiesta così importante. È un insulto alle istituzioni e a tutti i cittadini italiani”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. (n.r. Non dovremmo meravigliarcene. Gli scandali sulle banche hanno fatto il loro tempo. Si è gridato alla disonestà dei politici e dei loro amici e si è invocata una commissione parlamentare. Il Pd ha abbozzato e lo ha permesso salvo poi in fase di costituzione sabotarla. Quando sarà il momento che gli italiani apriranno gli occhi? Intanto il governo piange miseria e regala miliardi agli istituti di credito)

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Commissione inchiesta sulle banche

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

banca d'itaa“La legge che ha istituito la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario è entrata in vigore lo scorso 28 luglio; nello stesso giorno, i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, hanno trasmesso ai gruppi la richiesta di indicare i nomi di deputati e senatori per procedere alle designazioni dei membri della Commissione stessa.Ad oggi risulta che diversi gruppi parlamentari, a partire dal Partito democratico di Renzi, non abbiano ancora comunicato i propri nomi, rallentando di fatto l’insediamento della Commissione. Non sarebbe il caso, quindi, che le Presidenze di Camera e Senato si attivino per sollecitare i gruppi e accelerare così le procedure necessarie per l’avvio dei lavori, che tra l’altro non potranno prorogarsi oltre la fine della legislatura? Da troppo tempo i cittadini chiedono trasparenza, verità e giustizia in merito ai disastri che hanno coinvolto il nostro sistema bancario negli ultimi anni. È nostro dovere far partire subito la Commissione parlamentare d’inchiesta, senza ulteriori ritardi”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

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