Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘banche’

Banche: approvate le norme per ridurre i rischi e proteggere i contribuenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

Le norme approvate dal Parlamento e già concordate in via informale con gli Stati membri, riguardano i requisiti prudenziali di capitale e la procedura da seguire dalle banche che devono affrontare perdite. Ciò dovrebbe contribuire a rilanciare l’economia dell’UE, aumentando la capacità di prestito e creando mercati dei capitali più liquidi, e rappresentare.Le banche di importanza sistemica dovranno disporre di un numero significativamente maggiore di fondi propri per coprire le loro perdite, al fine di rafforzare il principio del bail-in, ovvero le perdite imposte agli investitori bancari, ad esempio i detentori di obbligazioni, per evitare il fallimento e di ricorrere alla ricapitalizzazione finanziata con denaro pubblico.Per garantire che le banche siano trattate in modo proporzionale, in funzione del loro profilo di rischio e dell’importanza sistemica, i deputati hanno assicurato che gli “istituti piccoli e non complessi” saranno soggetti a requisiti semplificati, in particolare per quanto riguarda la segnalazione e l’accantonamento di fondi per coprire eventuali perdite.Poiché le piccole e medie imprese (PMI) presentano un rischio sistemico inferiore rispetto alle grandi imprese, i requisiti patrimoniali per le banche saranno inferiori quando erogano prestiti alle PMI. Ciò dovrebbe tradursi in un aumento dei prestiti alle piccole e medie imprese.Peter Simon (S&D, DE) relatore per i requisiti prudenziali (CRD-V/CRR-II), ha dichiarato: “In futuro, le banche saranno soggette a regole più severe sull’indebitamento e sulla liquidità a lungo termine. Anche la sostenibilità è importante, poiché le banche devono adattare la loro gestione del rischio a quelli relativi ai cambiamenti climatici e alla transizione energetica”.Il Parlamento ha approvato la direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD) e il regolamento sul meccanismo unico di risoluzione (SRMR). Ciò significa che le norme internazionali sull’assorbimento delle perdite e sulla ricapitalizzazione saranno incorporate nel diritto comunitario.Per far fronte alle perdite, le banche dovranno istituire una tabella di marcia che consenta loro di detenere capitale e cauzioni sufficienti così da non ricorrere al salvataggio a spese dei contribuenti.Infine, il Parlamento ha fissato delle disposizioni per tutelare i piccoli investitori dal detenere debiti bancari ammessi al bail-in, come le obbligazioni emesse da una banca, quando non rappresentano uno strumento finanziario adatto per loro.Le nuove regole per l’applicazione di un “potere di moratoria” sospenderanno i pagamenti delle banche in difficoltà. Questo potere può essere attivato se viene accertato che la banca rischia il dissesto e se non sono immediatamente disponibili misure preventive. Consentirà inoltre all’autorità preposta alla risoluzione delle crisi di stabilire se sia nell’interesse pubblico mettere la banca in liquidazione o in insolvenza.Il campo di applicazione della moratoria sarebbe proporzionato e adattato a un caso concreto: se la risoluzione di una banca in dissesto, o che potrebbe fallire, non è nell’interesse pubblico, quest’ultima dovrebbe essere liquidata in modo ordinato e in conformità alle norme nazionali.

Posted in Diritti/Human rights, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le banche del futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

Nella quarta sessione del Workshop “Lo scenario dell’economia e della finanza” è stato approfondito il tema delle banche del futuro. I 200 imprenditori si sono espressi sul Fintech e di come questo possa influenzare non solo il settore finanziario ma anche i modelli bancari.Emerge che solo lo 0,8% lo ritiene un fastidio; la maggioranza degli interpellati (50,8%) lo percepisce come un “game changer”, mentre il 25,8% prevede alcune modifiche al modello di business.Venendo ai fattori di rischio per i modelli bancari di tutto il mondo nei prossimi 5 anni, un terzo degli imprenditori coinvolti (32,5%) teme un eccesso di regolamentazione, il 28,3% indica il rapporto fra digitalizzazione, “disruptors” ed entrata in scena di nuove FinTech. Il tema recessione globale è indicato infine dal 21,7% degli addetti ai lavori, mentre la geopolitica preoccupa solo il 5,8% degli imprenditori.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Banche. Balboni (FdI): dopo sentenza Corte giustizia Ue governo avvii rimborsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 marzo 2019

“L’intervento del Fondo Interbancario a sostegno delle banche in difficoltà non è aiuto di Stato. Lo stabilisce una volte per tutte la Corte di Giustizia dell’Unione Europea con l’importante sentenza di oggi che ha accolto il ricorso dell’Italia e della Banca Popolare di Bari. Adesso nessuno può mettere ancora in discussione quello che abbiamo sempre sostenuto e cioè che l’UE non aveva alcun diritto di opporsi all’intervento programmato dal FITD per contribuire a superare la crisi di Carife e che la decisione del governo Renzi di procedere alla risoluzione delle 4 banche era fondata su presupposti erronei e illegittimi. Entro oggi depositerò un’interrogazione parlamentare per chiedere al ministro Tria di prendere atto di questa importantissima sentenza e di procedere quindi senza ulteriori indugi ad emanare i decreti attuativi necessari a rimborsare i risparmiatori danneggiati da quelle decisioni tanto improvvide. Chiederò inoltre quali iniziative intenda assumere per ottenere dall’UE il rimborso dei gravissimi danni provocati ai risparmiatori, ai dipendenti e all’economia di intere comunità locali, tra le più colpite delle quali va senz’altro annoverata Ferrara”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, eletto a Ferrara, Alberto Balboni.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Crediti deteriorati: le banche devono mitigare il rischio di potenziali perdite

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Bruxelles. Il Parlamento ha approvato con 426 voti favorevoli, 151 contrari e 22 astensioni delle nuove misure legislative per mitigare il rischio di possibili e futuri “non performing loans” (NPL), accumulati in seguito alla recessione provocata dalla crisi finanziaria del 2008. Tali misure contribuiranno a rafforzare l’Unione bancaria, a preservare la stabilità finanziaria e la redditività delle banche e a incoraggiare i prestiti, che creano posti di lavoro e crescita in tutta Europa.Gli NPL, o crediti deteriorati, sono prestiti con oltre 90 giorni di ritardo o che difficilmente potranno essere interamente rimborsati. Per integrare le norme esistenti sui fondi propri, il Parlamento ha votato l’introduzione di livelli minimi comuni per le coperture delle perdite.Ogni banca dovrà riservare una somma di denaro per coprire le perdite causate da prestiti futuri che potrebbero andare in sofferenza. I requisiti di copertura per le banche varieranno a seconda della garanzia di protezione del credito degli NPL (credito assistito da garanzie reali o scoperto). Si terrà conto anche del tipo di garanzie utilizzate, ad esempio nel settore immobiliare.Le nuove norme, che sono già state concordate in via informale con i Ministri UE, si applicheranno solo ai crediti deteriorati ritirati dopo l’entrata in vigore del regolamento.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ue. de Bertoldi (FdI): per FdI rimborsi truffati banche è tema centrale. Basta dilazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 9 marzo 2019

“Fratelli d’Italia ho ribadito alla commissaria Ue alla Concorrenza Margrethe Vestager la centralità del tema dei rimborsi dei risparmiatori truffati. A fronte di una certa disponibilità sul tema dobbiamo, purtroppo, continuare a registrare un atteggiamento di attesa che preoccupa. Per FdI è necessario intervenire in maniera tempestiva, evitando di abbandonare a se stessi i risparmiatori”. Così il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro. “Dall’altro sempre sul tema bancario e in particolare su quello delle crisi l’Ue deve evitare discriminazioni, laddove alla Germania permettono aiuti di Stato ed a noi no, ovvero gli Npl sono oggetto di particolare attenzione mentre i derivati delle banche tedesche di alcuna verifica. Infine, sul piano delle politiche fiscali, anche alla luce della realizzazione di un mercato unico, ho chiesto che si proceda verso un’armonizzazione effettiva, che faccia da argine all’aggressività fiscale di alcuni Paesi che di fatto rappresenta l’ostacolo principale ad un vero mercato unico”, conclude il senatore di FdI.

Posted in Diritti/Human rights, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Lezioni da un decennio di piani di salvataggio per le banche”

Posted by fidest press agency su sabato, 9 febbraio 2019

A cura di Mark Burgess, Vice CIO Globale e CIO EMEA. A un decennio di distanza, in alcune delle maggiori economie le banche si sono ampiamente riprese dalla crisi finanziaria globale. In altre, tuttavia, l’eredità lasciata dagli attivi deteriorati continua a soffocare il sistema bancario, intralciando il motore della crescita economica. Questo divario è dovuto in ampia misura agli approcci divergenti adottati dai vari governi per ricapitalizzare le rispettive banche dopo la crisi ed è dipeso, in particolare, dalla volontà degli stessi di affrontare i problemi in maniera approfondita e tempestiva.
Gli Stati Uniti riconobbero velocemente la portata della crisi e reagirono con il piano di aiuti TARP (Troubled Asset Relief Program) a ottobre del 2008. L’intero settore bancario fu costretto ad accettare iniezioni di capitale dalla Federal Reserve. In breve tempo, tale intervento permise di sostenere la fiducia del mercato, consentendo alle banche di assorbire rapidamente le ingenti svalutazioni nei rispettivi portafogli di mutui subprime e le perdite registrate dai portafogli prestiti sulla scia del deterioramento dell’economia statunitense.
Il Regno Unito adottò un approccio simile. Il governo iniettò capitale negli istituti più in difficoltà, in particolare RBS e Lloyds, istituendo un piano di protezione dai titoli tossici garantito dallo Stato. Due istituti di credito ipotecario in dissesto, Northern Rock e Bradford & Bingley, furono inseriti in un sistema di classificazione di tipo “good bank/bad bank”, con il trasferimento dei titoli deteriorati a UK Asset Resolution, controllata dallo Stato. Contestualmente, la Bank of England mise a disposizione liquidità illimitate per far fronte ai timori legati alla solvibilità.Inizialmente, l’Irlanda garantì i debiti di tutte le sue banche, sottoponendo a forte pressione il bilancio dello Stato. Successivamente, verso la fine del 2009, il governo decise di spostare i titoli problematici in una struttura di dismissione garantita dallo Stato, la National Asset Management Agency. Le cosiddette “good bank” (banche solide) ricevettero iniezioni di capitale, mentre gli attivi tossici furono acquistati dalla NAMA al valore di mercato o quasi, lasciando un po’ di respiro per consentire la ripresa delle banche ristrutturate. Tuttavia, la ricapitalizzazione delle banche irlandesi provocò enormi buchi di bilancio.Nel resto d’Europa non vi fu un approccio uniforme alla ricapitalizzazione. Istituti come UBS, ING e KBC vennero ristrutturati con piani ad hoc, ma in linea generale si può affermare che i governi, le banche centrali e le autorità di regolamentazione del Vecchio Continente siano stati più lenti nell’affrontare la debolezza sistemica dei rispettivi apparati bancari. Di conseguenza, molti istituti restarono paralizzati dalla mole di crediti incerti e deteriorati, innescando una flessione dei prestiti all’economia reale.Nel 2012, iniziando a riconoscere la gravità del problema, la Spagna istituì una “bad bank”, Sareb, votata a ricevere oltre 50 miliardi di euro di attivi immobiliari tossici che gravavano sui suoi prestatori commerciali. Questa mossa permise al settore bancario spagnolo di rafforzarsi, nonché di ricapitalizzare i bilanci degli istituti, sancendo l’inizio della ripresa per il paese.
In Italia il quadro è alquanto diverso, poiché i problemi delle sue banche non sono mai stati affrontati in maniera esaustiva. Sono state promosse unicamente soluzioni ad hoc per istituti come Monte dei Paschi e le banche venete, senza nessun intervento di ricapitalizzazione approfondito.La Germania ha avuto grossi problemi con la sua rete di banche locali all’ingrosso controllate da enti locali (Landesbanken), che avevano investito somme cospicue in attivi immobiliari tossici statunitensi. Quando i problemi hanno iniziato a emergere, diverse Landesbanken sono andate in fallimento e hanno richiesto l’intervento del governo in vista della ricapitalizzazione. Nel settore bancario privato tedesco, la situazione più grave ha riguardato Commerzbank, anch’essa salvata dallo Stato.
A un decennio di distanza, lo stato di salute delle banche di questi paesi riflette ampiamente i diversi approcci adottati dai governi per la ricapitalizzazione dopo la crisi finanziaria globale. Le banche statunitensi si sono rimesse rapidamente, sostenute dalle brillanti performance economiche a livello nazionale. Oggi vantano solide situazioni patrimoniali, come dimostrato dagli stress test periodici della Fed, ed esibiscono quote di utile distribuito superiori al 100%, in altre parole restituiscono l’eccedenza di capitale agli azionisti.
I bilanci delle banche inglesi appaiono in salute e capaci di sopravvivere a un’uscita disordinata dall’Unione europea, stando ai recenti stress test della BoE. Le banche esibiscono un eccesso di capitale che potrebbe essere restituito agli azionisti, ma la ripresa degli utili dopo la recessione ha risentito pesantemente dei conduct costs, essenzialmente legati alla vendita impropria di assicurazioni sulla protezione dei pagamenti (PPI). Ciononostante, questo fattore è destinato a venire meno a breve, considerando che la scadenza per la presentazione di reclami connessi a prodotti PPI è agosto 2019.
In Europa continentale il quadro è molto più variegato. I grandi istituti che hanno beneficiato di piani di salvataggio su misura, tra cui ING, UBS e KBC, si sono ripresi relativamente in fretta. Analogamente, al momento le banche spagnole appaiono in buona salute, dopo la decisione del governo di trasferire i titoli problematici a Sareb e ristrutturare il settore.Per contro, il sistema bancario tedesco deve ancora riprendersi del tutto e l’Italia non ha affrontato il problema degli attivi tossici delle banche. Di conseguenza, questi paesi non sono in grado di sostenere la crescita: l’economia dell’eurozona è finanziata per due terzi dalle banche e le PMI rappresentano una porzione analoga dell’economia italiana, eppure il volume di prestiti bancari a tali soggetti è in calo da 10 anni a questa parte.È evidente che l’approccio adottato dagli Stati Uniti per ricapitalizzare il sistema bancario dopo la crisi finanziaria globale ha permesso di assorbire le perdite e di continuare a erogare prestiti nell’economia reale, stimolando la crescita delle società e il PIL negli anni successivi la crisi. La situazione è invece ben diversa in Europa, dove gli effetti a catena del mancato supporto delle banche alle PMI hanno fatto sì che, nel complesso, la crescita del PIL abbia segnato il passo rispetto a quella di USA e Regno Unito per gran parte del periodo successivo alla crisi finanziaria globale.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | 1 Comment »

Pd al fianco delle banche e contro la povera gente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 gennaio 2019

“Il Pd si è schierato a favore degli istituti bancari e contro la povera gente che non riesce ad arrivare a fine mese e pagare i debiti. Infatti, il Partito democratico in sede di votazione degli emendamenti al dl semplificazione ha votato contro l’emendamento che modifica l’articolo 560 del Codice di procedura civile che consente al giudice di sfrattare il proprietario di casa dalla sua abitazione pignorata prima che sia avvenuta la vendita del bene. Grazie anche al voto di Fratelli d’Italia, invece, da oggi questo non sarà più possibile. E’ stato così sancito un principio di giustizia e di equità, che eviterà al proprietario di essere cacciato dalla propria abitazione prima che si sia conclusa la vendita”. Lo dichiara il capogruppo in Commissione Giustizia al Senato di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cresce ancora l’area Banche e Finanza di La Scala Società tra Avvocati

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 gennaio 2019

L’Assemblea dello Studio ha ammesso alla partnership Marco Contini e Laura Pelucchi, della sede di Milano, e Federico Valeri della sede di Roma.
Marco Contini, 36 anni, laureato all’Università degli Studi di Pavia, è entrato a far parte di La Scala Società tra Avvocati nel 2009 dove si è occupato in particolare di recupero crediti e diritto civile. Coordina il team Utilities di La Scala dal 2015. Fornisce assistenza a primari operatori delle utilities e delle telecomunicazioni nella risoluzione delle loro criticità tipiche e nel recupero dei crediti correlati.
Laura Pelucchi, 37 anni, laureata all’Università Statale di Milano, ha fatto il suo ingresso in La Scala nel 2012. Si occupa di contenzioso bancario con specializzazione nelle attività di gestione e recupero dei crediti assistendo primari istituti di credito. Pelucchi è autrice di pubblicazioni e approfondimenti, oltre che relatrice a seminari e convegni, in materia di procedure esecutive. E’ membro del comitato scientifico e docente di “La Scala Youth Programme”.
Federico Valeri, 42 anni, laureato all’Università La Sapienza di Roma, è entrato a far parte di La Scala Società tra Avvocati nel 2010. Specializzato in diritto bancario e finanziario con focus nella gestione dei non performing loans, ha maturato esperienze nel coordinamento in outsourcing delle attività di recupero crediti di natura bancaria, in special modo nel settore dei “large ticket”. E’ docente di “La Scala Youth Programme”.
Lo Studio, nelle sue 10 sedi italiane, conta su 290 risorse, comprendendo 190 professionisti e uno staff di 100 persone.Fondato nel 1991, La Scala offre ai propri clienti, da oltre venticinque anni, una gamma completa e integrata di servizi legali. Tra i primi studi legali nel contenzioso bancario e fallimentare, è oggi leader riconosciuto nei servizi di recupero crediti giudiziale. E’ inoltre attivo nei servizi professionali dedicati alle imprese, nonché nel diritto civile e di famiglia.Dopo la sede principale di Milano, nel corso degli anni sono state aperte le altre sedi di Roma, Torino, Bologna, Firenze, Venezia, Vicenza, Padova, Ancona e una seconda sede a Milano.Oggi La Scala comprende circa 190 professionisti e uno staff di oltre 100 persone, e assiste stabilmente tutti i principali gruppi bancari italiani, numerose imprese industriali e commerciali, importanti istituzioni finanziarie.
All’inizio del 2018 La Scala si è trasformato in Società tra Avvocati per azioni.Dal 2000 pubblica IUSLETTER che, nata come rivista bimestrale, nel 2012 è diventata un vero e proprio portale web di informazione giuridica, quotidianamente aggiornato.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Governo. Banche: Il caso Carige

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 gennaio 2019

“Se i migranti fossero banche li avreste già salvati”, tuonava Alessandro Di Battista; gli faceva eco Matteo Salvini con “Mai aiuteremo le banche con i soldi pubblici.”.Che dire?
Oggi la situazione è ribaltata: il Governo del popolo e del cambiamento salva la banca Carige e lascia i migranti in mare.Con quali soldi si intende salvare la Carige? Con quelli del decreto “salva banche” del governo Gentiloni, che stanziava 20 miliardi da usare in queste occasioni. Il decreto Gentiloni, che seguiva le procedure europee, fu aspramente combattuto dal M5S e dalla Lega che, oggi, invece, lo utilizzano per il salvataggio della Carige.Vediamola questa storia della banca Carige.La Banca Carige (acronimo di Cassa di Risparmio di Genova e Imperia) ha sede a Genova. Ha origine a fine del 1400, con una storia secolare alle spalle come il Monte de’ Paschi di Siena (MPS). E’ presente soprattutto in Liguria.La crisi della banca è stata tale che è dovuta intervenire la Banca Centrale Europea commissariandola, cioè sollevando dall’incarico i dirigenti. E’ un caso di intervento della BCE unico in Italia.I commissari hanno annunciato che emetteranno obbligazioni, utilizzando la garanzia dello Stato ed è prevista una ricapitalizzazione, cioè un intervento diretto dello Stato, analogamente a quanto avvenuto con il MPS. Lo scopo è quello di garantire investitori e risparmiatori.Costo delle operazioni 4 miliardi di soldi pubblici, cioè nostri. Per inciso, la vicenda Carige, come quella del MPS, nulla ha a che vedere con il caso della banca Etruria.Insomma, questo Governo del cambiamento sta facendo le stesse cose dei governi precedenti.Con buona pace di coloro che ci hanno creduto. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I rischi del settore finanziario non bancario

Posted by fidest press agency su martedì, 25 dicembre 2018

In un recente workshop organizzato a New York dalla Federal Reserve e dalla Banca d’Italia su “Post crisis financial regulation: Experiences from the two sides of the Atlantic”, si è cercato di analizzare la situazione del sistema finanziario globale per capire se esso sia effettivamente sotto controllo o se vi siano ancora seri rischi e minacce di instabilità. Potrebbe sembrare strano, ma i documenti e gli interventi dei rappresentanti della nostra banca centrale sono stati i più precisi e concreti. Vi è una lunga lista di nuovi e pericolosi rischi che, dieci anni dopo la Grande Crisi, dovremo ancora affrontare. Prima di tutto vi è la vulnerabilità del “settore finanziario non bancario” che comprende una marea di istituzioni, quali le SIM, i gestori del risparmio, i fondi di investimento, gli hedge fund e altri organismi variamente propensi alla speculazione. Questi, di fatto, operano nell’intermediazione finanziaria come se fossero vere e proprie banche, senza, però, essere sottoposti alle regole e ai controlli bancari. Come sappiamo, dove le regole sono poche o mancanti, purtroppo, si fa strada il “sistema ombra”. Secondo il Financial Stability Board, l’organismo di controllo istituito dai governi e dalle banche centrali per cercare i rimedi agli sfaceli del 2008, gli intermediari finanziari non bancari alla fine del 2016 avevano asset, gli attivi, pari a 160.000 miliardi di dollari! Rispetto al livello del 2008 sono cresciuti una volta e mezzo, mentre gli attivi del sistema bancario sono rimasti più o meno gli stessi. Alcuni dei rischi succitati sono simili a quelli che devono affrontare anche le banche: quelli legati alla liquidità necessaria per far fronte alla scadenza dei titoli e al rapporto di indebitamento, cioè alla leva finanziaria, il cosiddetto leverage. Vi sono poi dei rischi derivanti dalla natura stessa del sistema finanziario non bancario, come l’utilizzo esagerato del sistema automatico di compravendita di titoli attraverso dei supercomputer che operano con logaritmi matematici sofisticatissimi. Il cosiddetto high frequency trading (hft). Sono meccanismi che possono far “detonare” l’intero sistema finanziario. Al riguardo è stato ricordato ciò che accadde lo scorso febbraio quando un’innocua notizia circa l’aumento dei salari negli Usa portò al tracollo di Wall Street. Simili situazioni possono creare vendite a raffica fino a provocare un vero e proprio contagio e a mettere in discussione la stessa solidità degli intermediari finanziari. Un’altra ragione di grande preoccupazione, secondo la Banca d’Italia, è data dalla forte crescita negli Stati Uniti del mercato dei cosiddetti collateralized loan obligation, cioè strumenti di debito emessi su un portafoglio di obbligazioni e altre forme di debito. Dal 2008 a oggi sono cresciuti del 130% per un totale di 600 miliardi di dollari. Da qualche tempo, inoltre, sulla scena degli operatori finanziari è apparso un nuovo e più grave rischio legato alla digitalizzazione e ai profondi cambiamenti nella tecnologia che mette nuovi organismi, che operano fuori del sistema bancario, e grandi imprese tecnologiche digitali, la cosiddetta FinTec, in condizioni di offrire servizi di natura bancaria. Sulla questione si è completamente in alto mare. Senza parametri e regole. Il sistema bancario, purtroppo, sta vivendo una crescente e pericolosa dipendenza dai gestori, i provider, di servizi para bancari e para finanziari. In questi campi la proposta condivisibile della Banca d’Italia è applicare il corretto principio di “stesso business, stesso rischio, stesse regole”. Non indifferenti sono le eccessive differenze nazionali nella realizzazione delle cosiddette riforme, creando così un’ulteriore frammentazione dei sistemi finanziari. Si ha la sensazione che finora sia stata persa l’occasione per una regolamentazione unitaria della finanza a livello globale, lasciando così mano libera a chi, invece, vorrebbe cancellare regole e controlli. Non si può, quindi, che concordare con la Banca d’Italia quando afferma che” ogni volta che le regole e i controlli sono stati deboli, si sono visti rischi eccessivi ed è aumentata la leva finanziaria, portando spesso a repentine svolte recessive nel ciclo finanziario”. Speriamo che tale appello non venga lasciato cadere perché, altrimenti, presto o tardi la storia ci presenterà un conto molto salato. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuova commissione d’inchiesta sulle banche

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

“Piena soddisfazione per il lavoro redigente fatto in Commissione sul testo di legge che istituisce la nuova Commissione di inchiesta sulle banche, di cui per primi abbiamo proposto la istituzione in questa legislatura con il ddl 494, che nella formulazione finale rispecchia gli aspetti fondamentali della nostra proposta di legge, con la approvazione di nostri emendamenti significativi su agenzie di rating, debito sovrano, derivati, fondazioni bancarie, tutela del risparmio”. È quanto dichiarano i senatori di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, primo firmatario della proposta del disegno di legge, e Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze, i quali rivendicano la “attività propulsiva fatta da Fratelli d’Italia nel porre la questione già all’inizio di questa nuova legislatura. Noi abbiamo espresso subito e con chiarezza che non volevamo realizzare un ‘Tribunale del popolo’ ma uno strumento davvero efficace e tempestivo per fare luce sui fatti gravissimi che si sono verificati, la individuazione dei responsabili ma soprattutto degli strumenti legislativi per evitare che ciò si ripeta, a tutela di risparmiatori, azionisti e dello Stato, quindi di tutti i cittadini”.”Siamo particolarmente soddisfatti – continuano i senatori di FdI – che siano state accolte le nostre richieste sul fatto che la nuova Commissione svolga anche una funzione propositiva e che essa indaghi anche sul ruolo e la affidabilità delle agenzie di rating, questione centrale per la sostenibilità del nostro debito pubblico, tanto più attuale in questo momento; l’impatto della crisi bancaria sul debito sovrano; il ruolo e le attività delle Fondazioni bancarie e la congruità della normativa vigente in proposito; il fenomeno dei crediti deteriorati (NPL) sui quali abbiamo proposto anche un disegno di legge apposito; lo scandalo dei derivati e il loro effetto su chi ne abbia fatto ricorso”.A tal proposito i senatori Urso e De Bertoldi evidenziano come la maggioranza abbia, invece, “fatto muro contro la nostra proposta che la Commissione potesse indagare anche sui fondi speculativi (credit default swap) che scommettono sul deprezzamento dei titoli governativi. Ci stupisce che ciò sia accaduto proprio a fronte delle notizie che emergono quotidianamente sulla gravità del fenomeno che colpisce proprio il nostro Paese. Non dobbiamo lasciare ‘santuari’ intoccabili su questa materia”.

Posted in Diritti/Human rights, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Banche: Riforma penalizza soci

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 ottobre 2018

“Con la riforma delle banche di credito cooperativo, pronta a partire dall’inizio del nuovo anno, sembrerebbe che i soci cooperatori non potranno né cedere le loro quote, né esercitare il diritto di recesso diventando di fatto ostaggi delle nuove banche”. Così il senatore di Fratelli d’Italia Andrea de Bertoldi commentando la nuova norma “ritenuta da giuristi autorevoli incostituzionale”.
“Un’assurdità è diventata possibile – continua il senatore de Bertoldi – e i cittadini italiani, soci delle banche di credito cooperativo, stanno perdendo il loro diritto di vendere le quote rappresentative in qualità di proprietari delle banche. Sono circa 1,3 milioni di italiani che stanno per essere espropriati, per legge e senza indennizzo, della quota capitale che hanno deciso di affidare alla propria banca”.”Il governo sta sottovalutando le conseguenze di questa riforma ed è per questo che ho presentato apposita interrogazione parlamentare chiedendo al ministro dell’economia e delle finanze di esaminare attentamente le criticità e gli effetti derivanti dall’articolo 2 comma 1 della legge 49/2016 che genera questo problema arrecando gravi danni ai soci delle bcc. È necessario trovare una soluzione alternativa e rivedere l’intero impianto normativo della riforma delle bcc altrimenti da fine anno, quando la norma sarà in vigore, si rischia di stravolgere le finalità storiche del sistema del credito cooperativo” conclude il senatore FdI.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ridare dignità al risparmio tradito delle banche venete e non solo”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

“Come tutti sanno – ha ricordato Giorgio GRANELLO – le principali banche venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca) rappresentano uno dei casi più grandi e dolorosi di risparmio tradito nel nostro Paese, a prescindere dal successivo regalo al Gruppo Intesa San Paolo. Un buco di più di 15 miliardi di Euro solo per le banche venete a cui vanno aggiunti tutti i miliardi persi con le procedure di risoluzione della Banca Etruria, CariFerrara, Banca Marche e Carichieti. Circa 20 miliardi di Euro a carico del debito pubblico e di tutti i contribuenti senza aver trovato i colpevoli di tutti questi misfatti a cui chiedere conto. Almeno fin qui”. “E invece proprio in queste ultime settimane – ha continuato il Presidente di CONFASSOCIAZIONI Nord – sono maturate importanti novità perché le Procure, in particolare quella di Verbania, hanno iniziato a chiamare in causa insieme ai vertici (di Veneto Banca in questo caso) anche molti altri soggetti, quelli che seguivano i piccoli risparmiatori. L’indagine della Procura di Verbania sembra anticipare l’azione delle Procure di molte altre città, che sembra stiano già procedendo per fatti analoghi. L’accusa è quella importante di truffa aggravata in concorso per la vendita di azioni. Si tratta di accuse, importanti e dirimenti, che tendono a dimostrare che i risparmiatori siano stati convinti ad investire i propri risparmi in azioni o obbligazioni convertibili in azioni emesse da Veneto Banca senza essere stati informati dell’effettivo rischio che correvano”.“Possiamo aspettare l’attività delle Procure oppure – ha affermato il Presidente GRANELLO – possiamo chiedere un intervento della politica che si adoperi per il risarcimento delle parti lese (oltre 205mila tra imprenditori, dipendenti e risparmiatori solo nelle banche venete). Per poi accollarsi la denuncia e la conseguente giustizia nei confronti delle Banche. Stiamo facendo rete, com’è nelle nostre corde di CONFASSOCIAZIONI, con il Coordinamento Associazioni Soci Banche Popolari Venete Don Enrico Torta. E’ per questo che condividiamo le parole di Andrea ARMAN, Presidente del Coordinamento, che ha chiesto misure di risarcimento per tutti i risparmiatori al fine di risarcire coloro che sono stati imbrogliati in fase di vendita”.
“In questo momento – ha aggiunto il Presidente di CONFASSOCIAZIONI, Angelo DEIANA – si parla in tanti contesti di dignità come elemento per ridare giustizia ed equità ai cittadini. E certamente il mondo del lavoro è importante, ma altrettanto importante è il mondo del risparmio degli italiani. CONFASSOCIAZIONI con la propria struttura organizzativa e professionale sarà sempre a fianco dei cittadini ed in particolare non lascerà nulla di intentato nel farsi promotore di tutte le iniziative necessarie affinché sia resa giustizia e dignità ai risparmiatori”. “Noi ci siamo sempre perché fare rete è il DNA di CONFASSOCIAZIONI – ha concluso DEIANA -. E’ per questo che ci siamo fatti promotori di numerosi incontri sul tema delle banche venete e non solo. Incontri che, grazie alla capacità aggregativa di Giorgio GRANELLO, Presidente di CONFASSOCIAZIONI Nord, hanno visto riuniti attorno al tavolo tutte le parti coinvolte, dalle maggiori Associazioni dei consumatori e dei risparmiatori, i Sindacati, il Presidente del Consiglio Regionale Veneto, i Presidenti delle banche coinvolte nella crisi e il precedente Governo. Adesso è ora che il nuovo batta un colpo.”

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Sta tornando! Ma era mai finita? (La crisi)

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve Usa da un lato e la guerra commerciale che vede contrapposta Washington e Pechino dall’altra. Un effetto a tenaglia che potrebbe preannunciare la tempesta perfetta che, fra qualche settimana, sarà scoperta dai media generalisti di tutto il mondo e colpirà gli Stati emergenti. E, con un effetto a catena, può scaraventare il mondo in una nuova morsa di recessione. Il rialzo dei tassi infatti danneggerà le monete locali di quegli Stati che fanno ricorso ai titoli in dollari per finanziarsi e le spingerà a svalutarsi. E la guerra dei dazi colpirà Paesi come Brasile, Turchia e India, principali fornitori di acciaio degli Stati Uniti riducendo i loro spazi per l’export.
L’analisi, basata su documenti ufficiali della Banca dei Regolamenti internazionali e da analisi di alcune delle più importanti società finanziarie internazionali, inaugura il nuovo portale di VALORI, la storica testata specializzata in inchieste sulla finanza e l’economia solidale promossa dalla Fondazione Finanza Etica. Nata ormai 15 anni fa, sotto forma di pubblicazione mensile, da oggi, sempre sotto la guida del direttore responsabile Andrea Di Stefano, si trasforma in un vero e proprio hub editoriale al servizio della finanza etica e di chi ha interesse a denunciare le storture, ancora ben visibili, dell’architettura finanziaria mondiale. Ma al tempo stesso, sarà l’opportunità per raccontare i vantaggi (e i successi) di chi ha intrapreso forme responsabili di investimento o approcci non speculativi all’economia.
“Malgrado il fatto che quasi tutti usino i servizi finanziari, e malgrado gli impatti che ha sulle nostre vite, la maggior parte delle persone continua a essere totalmente digiuna di finanza” spiega Andrea Baranes, presidente della Fondazione Finanza Etica. “Le notizie che ‘bucano’ si riferiscono quasi sempre al singolo scandalo, ma non riescono poi a provocare una riflessione più ampia sui meccanismi a monte. Il rilancio digitale di Valori e la creazione di un hub editoriale sono essenziali per unire protesta e proposta. Bisogna essere in grado di fornire nuove chiavi di lettura per permettere ai cittadini non solo di informarsi, ma di intraprendere un percorso di educazione critica alla finanza. Se servono nuove regole e nuovi modelli, il più importante passo per cambiare le cose parte da ognuno di noi”.
Il nuovo portale ospiterà inchieste sul meglio e il peggio dell’economia e della finanza, in Italia e nel mondo, sui cambiamenti climatici e il loro impatto sul sistema economico finanziario. Racconterà, attraverso articoli, videoservizi, podcast, mappe, infografiche, editoriali, aspetti che impattano direttamente nella vita quotidiana dei cittadini e vengono però messi ai margini dalla stampa non specializzata.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Banche: “Governo ingannò i risparmiatori, ristabilire giustizia”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

“L’accoglimento da parte dell’arbitrato Anac della stragrande maggioranza dei ricorsi presentati ristabilisce la giustizia nei confronti delle vittime del decreto salva-banche. Fratelli d’Italia fin dal primo momento si è schierato a fianco dei risparmiatori truffati dal governo Renzi: ora si pensi anche a tutti i risparmiatori rimasti esclusi da ogni forma di ristoro dal decreto firmato da Renzi”. E’ quanto affermano il deputato Giovanni Donzelli e la presidente delle vittime del Salva-banche Letizia Giorgianni, commentando l’accoglimento dei ricorsi avvenuto oggi davanti all’arbitrato dell’Anac.”La decisione di oggi è una tappa importante verso la legittima restituzione dei soldi a coloro i quali sono stati ingiustamente azzerati – sottolineano Donzelli e Giorgianni – metteremo subito la questione all’ordine del giorno sul tavolo del prossimo governo. Noi lo abbiamo sempre sostenuto ed oggi è arrivata la conferma dell’organismo preposto: a pagare il salvataggio delle banche non avrebbero dovuto essere i risparmiatori. A questo punto i nuovi acquirenti delle banche salvate, che hanno acquistato gli attivi delle banche andate in risoluzione per un solo euro – concludono – garantiscano titoli infruttiferi agli esclusi da rimborso forfettario e arbitrato”.

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

100mila euro investiti a sua insaputa?

Posted by fidest press agency su sabato, 17 marzo 2018

Artigiano di Specchia (Le) sporge denuncia ai carabinieri nei confronti di un istituto di credito primario. E non sarebbe un caso isolato. Lo “Sportello dei Diritti”: controllare quotidianamente il proprio saldo di conto corrente può ridurre o addirittura evitare conseguenze pregiudizievoli. Una sorpresa un po’ amara quando è andato a verificare il saldo del conto corrente. Ben 100mila euro in meno investiti senza che ne sapesse nulla, tanto che aveva pensato ad un errore contabile da parte della filiale del suo paese di un istituto di credito primario. Così era corso presso l’agenzia rivolgendosi al direttore e si era sentito dire che l’ingente somma era stata “regolarmente” investita “in azioni di sicav ed in quote fondi comuni TR FLEX” e che comunque «tutto si sarebbe aggiustato». «“Regolamente” un corno» ha ben pensato il risparmiatore di Specchia (Le) che ha negato prontamente di aver sottoscritto alcun contratto d’investimento relativo all’importo che sarebbe stato indebitamente prelevato dal suo conto e che, in tutta probabilità, per l’eventuale disinvestimento avrebbe comportato spese ed oneri a suo carico. Date le circostanze, l’utente di poco più di quarant’anni d’età, che di professione fa l’artigiano, non se l’è sentita scendere e assistito dall’avvocato Ivan Mangiullo ha sporto denuncia presso la stazione dei carabinieri del suo paese noto, fra l’altro, per essere incluso nella lista dei “Borghi più belli d’Italia”. Il fatto ha destato immediatamente un rapido passaparola tanto che si sarebbe diffusa la notizia, non si sa ancora se giusta o sbagliata, che l’evento non fosse isolato e che altri utenti avrebbero subìto analogo trattamento. Ovviamente, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” ci auguriamo che la vicenda sia riconducibile ad un mero errore, ma purtroppo non è la prima volta che si sentono storie analoghe che continuano inevitabilmente a sorprendere perché accadono con una frequenza impressionante e possono riguardare, purtroppo, tutta l’utenza bancaria indipendentemente dall’età, status e condizione sociale. Ecco perché invitiamo e inviteremo sempre a prestare la massima attenzione, se possibile quotidianamente, al proprio saldo contabile ed alle uscite che si verificano sui nostri conti correnti come ha fatto l’accorto artigiano salentino.

Posted in Diritti/Human rights, Economia/Economy/finance/business/technology, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Dibattito con Draghi su investimenti, sostegno post-crisi alle banche e minacce informatiche

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

mario-draghi2Strasburgo 5-8 febbraio 2018, sessione plenaria parlamento europeo. Il sostegno della BCE alle banche ancora non si riflette pienamente nella concessione di prestiti all’economia reale. Lo affermeranno i deputati in un dibattito con il Presidente della BCE, Mario Draghi, che si terrà lunedì sera. Nel corso del dibattito, dovrebbero inoltre essere discusse le minacce informatiche e le conseguenze della Brexit. I deputati esprimeranno preoccupazione riguardo al prolungamento del programma di acquisto di attività finanziarie della BCE dopo la crisi, che potrebbe incidere sui singoli risparmiatori e sull’equilibrio finanziario dei regimi pensionistici e assicurativi. Chiederanno poi alla BCE di valutare i benefici e gli effetti collaterali di tale politica e di comunicarla chiaramente ai mercati finanziari.Esorteranno inoltre la BCE a continuare a segnalare le minacce informatiche al settore finanziario e ad adottare una politica chiara e pubblica in materia di denuncia delle irregolarità.I deputati dovrebbero chiedere una politica più organica in materia di crediti in sofferenza e il completamento dell’Unione bancaria dell’UE, al fine di garantire la sicurezza dei depositi dei risparmiatori. Dovrebbero infine invitare la BCE a condurre una valutazione di tutte le conseguenze del ritiro del Regno Unito dall’UE e a preparare in tempo utile l’architettura finanziaria europea post-Brexit.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I costi dei conti correnti continueranno ad aumentare anche nel 2018

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 febbraio 2018

salva bancheIn Italia la stragrande maggioranza dei risparmiatori continua ad ignorare un’offerta di servizi di home banking che è tra le migliori in Europa. A tal proposito, i dati riportati da una recente inchiesta de Il Corriere della Sera sono semplicemente incontrovertibili: soltanto 31 italiani su 100 ricorrono a banche online. Una percentuale che ci getta in coda alle classifiche UE.
Un dato paradossale, soprattutto se consideriamo che siamo un paese che offre tantissimi conti online a zero spese (spesso con carta di debito/credito inclusa) e, soprattutto, se consideriamo che i costi dei conti correnti continuano a crescere a dismisura.
A tal proposito sono particolarmente interessanti altri dati raccolti da La Stampa, secondo cui i costi dei servizi bancari sono cresciuti in media del 20% nell’ultimo anno (con picchi preoccupanti di oltre il 40%). Una tendenza legata all’incapacità delle banche di continuare a sfruttare il divario tra tassi di interesse attivo e passivo, soprattutto a causa dei bassi tassi di mercato.
Un trend che sembra destinato a proseguire anche nel corso del 2018: da questo punto di vista le famiglie che restano ancorate ai conti tradizionali potrebbero pagare quasi 175 euro in più ogni anno. Aumenti che andranno a discapito di migliaia di risparmiatori la cui unica colpa è quella di non conoscere al meglio le numerose alternative che hanno a disposizione.
Noi di CODICI, nel portare avanti i nostri numerosi impegni a tutela del consumatore, non possiamo fare altro che invitare tutti coloro che sono obiettivamente in grado di farlo di informarsi al meglio sulle tante possibilità offerte dai cosiddetti servizi di home banking. Oggi aprire un conto corrente online è davvero semplicissimo, ha costi infinitamente più bassi (lo ripetiamo: esistono tantissime opzioni a costo zero) e a volte permette addirittura di guadagnare qualcosa: sono infatti tantissime le realtà che “premiano” il consumatore che apre un nuovo conto con un buono regalo o con bonus vari. Senza dimenticare che aprire un “conto online” non significa necessariamente abolire in toto le operazioni in filiale. Sono infatti tantissimi gli operatori che mettono a disposizione dei propri clienti diversi sportelli fisici, a cui rivolgersi in caso di situazioni più difficili da gestire.Ancora una volta, la cosa più importante è mantenersi informati. Perché un consumatore consapevole dei propri diritti è un consumatore più forte e più sicuro.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Banche: dilettanti allo sbaraglio

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

monte dei paschi di siena“C’è una consapevolezza molto amara: che il nostro Paese ha affrontato tardi e male la crisi bancaria. Crisi bancaria che è arrivata, dopo il 2013, con particolare virulenza, in Italia e che ha toccato alcune banche patologicamente già provate, cioè banche mal gestite, soprattutto popolari ma non solo, pensiamo a Monte dei Paschi”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ai microfoni di “Radio Anch’io”, su Radio Uno. “L’altra consapevolezza amara è che il governo Renzi ha fatto tanta confusione, ha prodotto norme contradittorie, scritte male, in un mare di conflitti d’interessi del presidente del Consiglio e dei suoi principali ministri.Perché non è un caso che il grande interessamento del governo, di Renzi e di Boschi, era non tanto sul sistema bancario, sul mezzo milione di famiglie buttate sul lastrico dalla loro improntitudine, ma era soprattutto su una sola banca: Banca Etruria, la banca di cui era vice presidente il padre della ministra Boschi.Ecco, questo lascia un grande amaro in bocca. Potevamo fare prima, potevamo fare meglio, potevamo tutelare meglio famiglie e imprese: il governo ha fatto un caos della malora.
Il governo Renzi ha prodotto solo confusione perché fatto, questo è un mio giudizio politico, di buoni a nulla ma capaci di tutto”.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Banche: le manovre del “giglio magico”

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

BANCA

“È incredibile che Maria Elena Boschi e il ‘giglio magico’ abbiano dissimulato per oltre un anno quello che, in casi normali, non è altro che un legittimo interessamento alla situazione di un istituto di credito del territorio”. Così Andrea Causin, deputato di Forza Italia. “È certamente gravemente inopportuno – continua – che un Ministro della Repubblica spenda questo interessamento in modo prevalente rispetto alla banca di cui il padre era vice presidente, nel momento in cui le difficoltà del credito stavano coinvolgendo molti altri istituti, e in cui sarebbe stato necessario un interessamento di carattere generale”. “Ed è ancora più grave che in questi giorni, queste verità nascoste o mezze verità, finiscano per monopolizzare il lavoro di una commissione d’inchiesta che ha l’obbligo invece di fare piena luce sulle ragioni che hanno portato il sistema bancario italiano a bruciare miliardi di ricchezza di cittadini e imprese”. “La commissione d’inchiesta, fortemente osteggiata dal PD e fortemente voluta da Forza Italia, che vede l’impegno attivo del Capogruppo Renato Brunetta, ha l’obbligo di giungere alla verità. La verità e la trasparenza sono le condizioni minime necessarie, in un libero mercato, affinché si possa ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini, imprese e il mondo del credito”. “Il rocambolesco modo di coprire, anche in questi giorni, le modalità goffe con cui si sono attivati Renzi, la Boschi rispetto a una sola delle Banche che sono entrate in crisi nel 2015, costituisce un intralcio al percorso di ricerca della verità. Hanno raccontato di essere il “nuovo”, ma hanno dimostrato di riprodurre i peggiori collateralismi tra politica ed economia”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »