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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘banchi’

Scuola: I ragazzi vogliono tornare tra i banchi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 gennaio 2021

A quasi un anno dall’inizio dell’emergenza da Covid-19, che ha portato all’introduzione nelle scuole della didattica a distanza, gli studenti italiani sono pronti a fare rientro a scuola accettando ben volentieri tutte le misure restrittive (mascherine in classe, distanziamento, misurazione della temperatura) pur di tornare a fare lezione in classe, rivedere compagni e professori dal vivo piuttosto che attraverso lo schermo di un pc.Se gli studenti più piccoli, al termine delle vacanze di Natale, sono tornati in aula, l’aumento dei contagi da Covid -19 può portare a un ulteriore prolungamento della didattica per i ragazzi più grandi. Secondo l’indagine “Nutrire l’infanzia” condotta da IPSOS per SOS Villaggi dei Bambini e presentata a fine novembre, 9 studenti su 10 erano contenti del ritorno in presenza.
“Con la didattica digitale integrata (DDI), sperimentata a partire da questo anno scolastico, gli studenti perdono progressivamente gli stimoli, diventano passivi, con il conseguente rischio di dispersione scolastica. La didattica a distanza, per quanto resti un ottimo supporto tecnico di emergenza, non può assolutamente sostituire la didattica in presenza; – spiega Samantha Tedesco, Responsabile Programmi e Advocacy di SOS Villaggi dei Bambini – inoltre prolungare ulteriormente la DDI non fa che aggravare le diseguaglianze sociali. Si pensi ad esempio alle difficoltà a livello tecnico, uno fra tutti con la connessione internet. Chi aveva difficoltà di apprendimento in precedenza si è trovato ad affrontarne di nuove, senza l’aiuto di un adulto con le competenze specifiche a supportarlo”.

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Scuola, SIMA: vero nodo non banchi ma qualità aria in aula

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2020

“La discussione sui banchi e la responsabilità giuridica dei presidi sta facendo passare in secondo piano il vero nodo alla base di una riapertura in sicurezza delle scuole. Il vero punto da affrontare è come garantire una qualità dell’aria ottimale in aula sia dal punto di vista chimico-fisico che microbiologico (assenza di virus). E questo obiettivo – spiega il prof. Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) – può essere raggiunto già con completi ricambi d’aria ad ogni cambio d’ora ma anche investendo in tecnologie per la ventilazione meccanica controllata (VMC) con filtrazione aria in entrata e con la purificazione dell’aria indoor, grazie a dispositivi in grado di eliminare virus e particelle fino a 0,1 micron”. “È quindi strategicamente sbagliato”, spiega Miani, “investire le limitate risorse disponibili solo per l’acquisto di banchi monoposto al fine garantire una distanza di un metro che è molto inferiore ai due metri raccomandati dall’OMS o ai 4 metri indicati come plausibili in studi pubblicati da SIMA e da altri ricercatori di tutto il mondo”.Dal canto suo, l’epidemiologo Prisco Piscitelli, vicepresidente SIMA, chiarisce che “nessun distanziamento tra banchi può impedire la potenziale concentrazione all’interno dell’aula di sostanze emesse direttamente dalla respirazione. Come recentemente evidenziato in una pubblicazione SIMA – UNESCO per fornire raccomandazioni sulla qualità dell’aria indoor a scuola in tempi di Covid, se consideriamo la CO2 come indicatore delle esalazioni respiratorie, ogni bambino fino a 10 anni emette da seduto circa 14 litri di CO2 all’ora contro i 27 litri dei teenager (fino a raggiungere gli 85 litri di CO2 in palestra durante attività sportiva). Va da sé che l’aria viziata in classe rappresenta un problema ben noto che acquisisce nuova criticità nel caso ci fossero uno o più alunni portatori del virus in una classe senza ricambi d’aria adeguati, con buona pace del metro di distanza tra i banchi monoposto”.La SIMA lancia il suo appello al Comitato Tecnico Scientifico governativo chiamato a prendere le decisioni finali sulla scuola entro fine agosto, perché il problema della qualità dell’aria (IAQ) in aula sia al centro dei documenti di valutazione dei rischi in corso di predisposizione da parte dei singoli istituti scolastici con l’individuazione di un referente scolastico per la IAQ come avviene in altri Paesi. “Oltre all’utilità dei sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC) e purificazione d’aria, va organizzato un percorso di assistenza a quelle famiglie con anziani in casa che non possono garantire un isolamento domiciliare di eventuali alunni risultati positivi al tampone senza gravi rischi per la salute degli adulti. Non si può ancora una volta scaricare le criticità sui nuclei familiari lasciandoli senza assistenza. A tal fine il modello delle cosiddette Maison Relais del mondo francofono potrebbe essere utile a definire strutture di accoglienza temporanea di taglio professionale e al tempo stesso familiare”, conclude il prof. Miani.

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Scuola. de Bertoldi (FdI): interrogazione parlamentare Azzolina su appalto banchi

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

“Centinaia di migliaia di banchi monouso sono in arrivo nelle scuole italiane nelle prossime settimane per fronteggiare l’emergenza covid’. Chi si è aggiudicato l’appalto, ove verranno prodotti i banchi, e soprattutto cosa si è fatto per favorire il prodotto made in Italy? È Il contenuto di un’interrogazione urgente che ho presentato al ministro Azzolina, e dalla quale mi aspetto sollecitamente risposte precise e puntuali. Mi auguro che non sia l’ennesimo favore ad imprese di paesi stranieri, come avvenuto in tanti acquisti Covid sul tema 5g o a seguito di provvedimenti pseudo ambientalisti (macchine ibride e monopattino), da parte di un governo che, oltre ad aver dato manifestazione di incapacità, sta purtroppo lasciando troppi dubbi ed ombre di correttezza e legalità sui propri rapporti con alcuni Paesi stranieri. Peraltro non alleati”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

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Ritorno a scuola: Dove andranno a finire i vecchi banchi?

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Due milioni e mezzo di nuovi banchi monoposto dovranno essere collocati nelle scuole prima dell’avvio delle lezioni e almeno la metà (1 milione e 250 mila) saranno i vecchi banchi biposto che dovranno di conseguenza essere rimossi.E’ un lavoro titanico quello che dovrà essere fatto entro il prossimo 14 settembre, giorno di ripresa delle lezioni. Secondo le stime di Tuttoscuola i banchi che dovranno essere portati dalle fabbriche alle scuole occuperanno complessivamente mezzo milione di metri cubi di spazio. Un volume analogo dovrà essere movimentato per stoccare o distruggere i vecchi banchi dismessi.
Serviranno centinaia, forse migliaia di mezzi di trasporto e diverse ore di lavoro per ogni consegna. Ma non è solo un problema di disponibilità di dotazioni e mezzi, ma anche di personale da coinvolgere. Non basteranno centinaia o migliaia di autisti, ma servirà anche altro personale preposto al carico e allo scarico di tonnellate e tonnellate di materiale presso le oltre 11 mila sedi scolastiche coinvolte. Il personale delle scuole dovrà poi occuparsi della sistemazione dei nuovi banchi nelle singole aule. Ci saranno collaboratori scolastici (una volta chiamati bidelli) sufficienti, tenuto conto degli organici ad oggi incompleti e del numeroso personale con mansioni ridotte per motivi di salute, per svolgere queste operazioni nei pochi giorni che certamente intercorreranno tra la consegna (termine ultimo fissato per sabato 12 settembre, per il quale si dovrà provvedere al pagamento di straordinari) e l’inizio delle lezioni? E ci sarà chi eccepirà che si tratta di un’attività non inclusa tra quelle ordinarie?Il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri (e con lui anche la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina) conta comunque di farcela, anche se l’impresa si presenta improba non solo per l’immensa area territoriale da servire, ma anche per i tempi drammaticamente ristretti. E c’è dell’altro.Secondo i calcoli di Tuttoscuola, poiché quei 2,5 milioni di banchi corrispondono ad altrettanti alunni (poco più del 38% della popolazione scolastica del primo e del secondo ciclo), si può stimare che le scuole in cui dovranno essere collocati i banchi monoposto siano circa il 40% delle 28.489 scuole presenti (escluse le scuole dell’infanzia, non interessate dall’operazione) cioè circa 11.400, distribuite sull’intero territorio nazionale, in città, nei piccoli e grandi centri, nei posti più disparati e non sempre di facile accesso, come, ad esempio, nei centri storici, in montagna, in pianura, nelle isole: ovunque.Normalmente ad occuparsi degli arredi scolastici e dei banchi sono gli Enti locali che agiscono direttamente sui territori di competenza, ma questa volta la responsabilità è in capo allo Stato che agisce tramite la ditta o le ditte aggiudicatrici (italiane o straniere), che il bando individua come responsabili della consegna e che, non disponendo di una presenza capillare sul territorio come quella degli Enti locali, saranno costrette a movimentare una distribuzione imponente per raggiungere tutte le migliaia di sedi da servire, attraverso automezzi pesanti (non è sufficiente certo un furgoncino per trasportare i banchi per intere classi).C’è anche un altro aspetto da considerare: la rimozione di 1 milione e 250 mila banchi biposto che dovranno essere sostituiti dai nuovi monoposto. I mezzi di trasporto dovranno scaricare i nuovi banchi e caricare i biposto da portare altrove: ore di lavoro che allungheranno i tempi di predisposizione per l’inizio delle lezioni.Mentre i singoli Enti Locali dispongono di magazzini per il ricovero di arredi, le ditte appaltatrici dovranno trovare soluzioni in proprio. Sistemare 1,250 milioni di banchi che occupano complessivamente mezzo milione di metri cubi di spazio non sarà facile.Non è ancora chiaro se le seggiole dei banchi biposto saranno utilizzate per i nuovi monoposto, ma, se non fosse, ci sarebbero anche da ritirare e collocare 2,5 milioni di sedie che, a loro volta, occupano complessivamente circa 150 mila metri cubi di spazio.Per non parlare poi del peso dei banchi da rimuovere e delle sedute: tonnellate e tonnellate di materiale da distruggere o riciclare e, comunque, da trasportare altrove.Insomma, affinché circa un terzo degli studenti italiani possano occupare i nuovi banchi a partire dalla prima campanella non si tratta solo di risolvere il problema della massiccia produzione ma anche della consegna e poi dello smaltimento dei vecchi banchi. Altre variabili che rendono ancora più alto il coefficiente di difficoltà per l’avvio del nuovo anno scolastico.

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Scuola: Ritorno sui banchi, servono 40 mila nuovi amministrativi, tecnici e ausiliari

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Per ripartire in presenza e in sicurezza il prossimo 14 settembre non serviranno solo molti insegnanti in più, ma anche tanti lavoratori Ata, a partire dai collaboratori scolastici. In attesa dell’ordinanza ministeriale che ne disciplina l’assunzione, Orizzonte Scuola ricorda come si realizzeranno le loro individuazioni. Dopo avere ricordato che per la ripresa delle lezioni in presenza è stata la stessa ministra dell’Istruzione a dire che “abbiamo bisogno di docenti e personale Ata per poter operare”, e per questo a breve saranno stanziate le risorse previste dal decreto rilancio agli Uffici scolastici regionali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze. “Nel decreto rilancio – ha spiegato Lucia Azzolina – 1 miliardo di euro andrà ai supplenti, sia personale docente che personale Ata. Potremmo chiamarlo personale Covid poiché serve per questa emergenza”.
È alla resa dei conti l’assegnazione delle risorse umane per gestire le scuole in emergenza Covid19. Nei giorni scorsi, il Ministero dell’Istruzione ha presentato alle organizzazioni sindacali l’Ordinanza relativa al riparto del fondo per le dotazioni organiche aggiuntive. L’assegnazione delle risorse umane in sovrannumero, rispetto agli organici già assegnati, sarà legata al numero degli alunni presenti sul territorio e alle richieste avanzate dagli Uffici scolastici regionali che stanno vagliando le esigenze delle scuole. Saranno, quindi, i dirigenti scolastici a richiedere il personale di cui hanno bisogno per il corretto avvio dell’anno scolastico in sicurezza. Poi, a settembre, una volta definito il numero dei posti per ogni scuola, i precari Ata verranno assunti direttamente dalle graduatorie di istituto.Sulle figure e le mansioni lavorative richieste, scrive ancora la rivista specializzata, si può fare riferimento alla nota n. 7910 del 31 luglio 2020 dell’Usr per il Piemonte, con la quale si chiede l’invio della scheda con il rilevamento del fabbisogno entro il 4 agosto. Particolare attenzione si dà al profilo del collaboratore scolastico. Non a caso, visto che le esigenze richieste appartengono soprattutto a tale figura tra cui vigilanza e pulizia: regolare funzionamento dei servizi scolastici; servizio di vigilanza degli studenti e di pulizia, ordinaria e straordinaria dei nuovi spazi destinati alla didattica (cortili, refettori, palestre, aule magne, ecc.), ricavati all’interno o all’esterno dell’edificio scolastico; vigilanza in caso di attivazione di piani orari differenziati di ingresso e uscita degli studenti dalle sedi scolastiche, per limitare gli assembramenti e controllare il rispetto delle misure di sicurezza in tutti i contesti dinamici interni; implementazione del servizio di pulizia di aule, arredi, strumenti didattici, laboratori e di tutti gli altri locali comuni; vigilanza sull’applicazione delle misure di contenimento del contagio da Covid-19 e il supporto al personale docente per le esigenze degli alunni in condizione di disabilità; sostituzione di personale già dichiarato parzialmente inidoneo o con mansioni ridotte ovvero versante nelle condizioni previste dalla legge n. 104 del 1992, oppure considerato dal medico competente lavoratore fragile.

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Censimento sui banchi di scuola, cinquemila studenti coinvolti

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2020

Con la cerimonia di premiazione dei migliori lavori delle scuole italiane primarie e secondarie di primo grado si chiude ufficialmente la prima edizione de “Il Censimento sui Banchi di scuola”. Svolta grazie alla collaborazione con il Ministero dell’Istruzione l’iniziativa è stata promossa dall’Istat nell’ambito della Campagna integrata di comunicazione dei Censimenti permanenti e in particolare del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni.Quasi cinquemila studenti, 250 classi, 150 istituti scolastici, 300 docenti impegnati e 95 progetti finali in gara: questi i principali numeri del Contest nato per avvicinare le giovani generazioni alle innovazioni introdotte dai Censimenti permanenti e far conoscere l’importanza dei dati come “nuovo alfabeto” per il racconto del nostro Paese.Gli studenti sono stati coinvolti in un percorso formativo per migliorare la capacità di comprensione delle evoluzioni sociali, economiche e ambientali della realtà in cui vivono, attraverso la corretta lettura dei dati statistici. Al tempo stesso, al termine del percorso hanno acquisito una maggiore consapevolezza dell’appuntamento censuario e delle sue novità.Due le categorie di progetti. Agli alunni della scuola primaria è stato richiesto un elaborato di tipo statico, vale a dire un’infografica, un racconto, una ricerca, agli allievi della scuola secondaria di primo grado un elaborato di tipo dinamico, ovvero un contributo video, realizzato anche con un cellulare, o una presentazione dinamica.
L’emergenza Covid-19 non ha fermato i ragazzi che hanno completato i loro progetti, anche attraverso momenti di confronto e incontro svolti attraverso dei webinar. Tanti gli argomenti trattati negli elaborati, poi valutati dalla Commissione giudicatrice.
https://scuola.censimentigiornodopogiorno.it

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Roma: a settembre licei e istituti tecnici senza banchi e sedie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

“Leggiamo con sgomento le dichiarazioni del presidente dell’associazione presidi del Lazio, il quale sottolinea che per mancanza nel bilancio provinciale di Roma di una voce specifica relativa agli arredi scolastici, molti lice, istituti tecnici e professionali a settembre riapriranno senza sedie, banchi e attaccapanni. Riteniamo che questa mancanza leda fortemente la dignità dei giovani studenti e della scuola intesa come vera e propria istituzione del nostro paese, siamo stufi di dover assistere alla costante rinuncia di ammodernamento dei nostri istituti scolastici per provvedere all’acquisto di elementi di arredo che dovrebbero rappresentare la base della base. La Raggi, anche nei panni di presidente dell’Area Metropolitana di Roma Capitale, dimostra la propria inadeguatezza anche su questo fronte, pertanto insieme al gruppo consiliare della Lega nell’Area Metropolitana di Roma Capitale avvieremo da settembre un dossier per la raccolta di segnalazioni e di criticità presenti nelle nostre scuole, al fine di ottenere il prima possibile nuove risorse per l’acquisto degli arredi richiesti dai vari istituti di Roma e Provincia” Così in una nota Marco Pietrandrea Coordinatore Lega Giovani Regione Lazio, Daniele Catalano Coordinatore Lega Giovani Roma e Giorgia Gonnelli Delegata Scuola Lega Giovani Regione Lazio

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Troppi studenti abbandonano i banchi prima del tempo

Posted by fidest press agency su sabato, 3 febbraio 2018

scuolaUno studio nazionale della rivista Tuttoscuola ha risollevato l’annoso problema della dispersione scolastica, con quasi 1 milione e 800mila allievi che non arrivano al diploma: per la rivista specializzata, è un fenomeno complesso che riunisce in sé: ripetenze, bocciature, interruzioni di frequenza, ritardo nel corso degli studi, evasione dell’obbligo scolastico, completamento dell’obbligo scolastico e formativo senza il raggiungimento del diploma o di qualifica. Da anni il giovane sindacato propone delle strade da intraprendere, ma purtroppo Miur e Governo non vi danno seguito.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È giunta l’ora di introdurre l’obbligo fino a 18 anni come previsto dall’ex Ministro Luigi Berlinguer. Contemporaneamente, occorre anche potenziare i percorsi di alternanza scuola–lavoro. Così come appare necessario adeguare gli organici del personale, a partire da quelli dei docenti, ai bisogni del territorio, tener conto del tasso di disoccupazione e quindi di abbandono scolastico. Allo stesso modo, vanno maggiormente tutelate le zone più a rischio, ad alto flusso migratorio o geograficamente isolate nonché potenziare i CPIA, attraverso i quali si sviluppa lo studio per gli adulti e per l’educazione permanente.

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“Rinasce Azione Studentesca, la rivolta comincia dai banchi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 settembre 2016

logoGli studenti di Roma, così come quelli di altre città d’Italia, riporteranno tra i banchi e nelle scuole il simbolo di Azione Studentesca, contro la “Buona Scuola” di Matteo Renzi, contro quella visione di scuola statica, anonima, volta a creare degli automi che rispondano al sistema, e non uomini e donne pensanti, con tanta voglia di costruirsi il proprio futuro.«Abbiamo deciso di riprendere la sigla di Azione Studentesca, non per nostalgia, ma perché gli ideali di Rivoluzione e cambiamento, la voglia di creare veramente una scuola nuova, non sono mai cambiati. Gli Studenti sono stufi di vedere le proprie scuole cadere a pezzi, di vedere la loro cultura privata di un’identità, sono stanchi di essere considerati solo come dei sudditi senza dignità.
Ecco perché sin dal primo giorno di questo nuovo anno scolastico, i ragazzi di Azione Studentesca porteranno nelle scuole le idee del cambiamento, anche se le scuole crollano gli Studenti no». È quanto dichiarano in una nota Francesco Todde e Edoardo Stacchiotti, rispettivamente dirigente romano di Gioventù Nazionale (movimento giovanile di Fratelli d’Italia) e responsabile romano di Azione Studentesca. (foto: logo)

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Scuola e sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2011

Tra pochi giorni migliaia di ragazzi italiani rientreranno nelle aule per l’inizio dell’anno scolastico2011-2012. Il ritorno sui banchi di scuola, che segna la fine delle vacanze, sarà più facile e piacevole con aule confortevoli e sicure. Per questo motivo le norme tecniche UNI specificano i requisiti che lavagne, banchi e sedie devono possedere. Ma anche l’illuminazione è un fattore determinante: le condizioni ambientali delle aule e dei locali scolastici sono infatti altrettanto importanti degli arredi. Le caratteristiche di banchi e sedie sono descritte dalle norme della serie UNI EN 1729 che stabiliscono ad esempio che:
• gli spigoli devono essere arrotondati con un raggio minimo di 2mm. Le superfici devono essere lisce, le estremità rivestite per evitare di generare schegge taglienti;
• ogni sedia o banco “a norma” deve superare una serie di prove di laboratorio tra le quali quelle di stabilità, di resistenza, didurata e d’urto.
• in relazione all’altezza dello studente (da 80 cm per i bambini fino ai due metri per i ragazzi), le norme assegnano agli arredi scolastici delle vere e proprie “taglie”. In questo modo le norme intendono favorire l’adozione di una corretta postura contribuendo allo sviluppo psicofisico di bambini e ragazzi che ormai trascorrono gran parte della loro giornata a scuola.
Per una corretta postura, la norma prescrive che lo schienale debba avere un’inclinazione compresa tra i 95° e i 110°, questo indipendentemente dalla statura dello studente.
Le norme fissano le dimensioni delle sedie e dei banchi scolastici anche in relazione alla crescente diffusione dell’utilizzo di PC nella didattica. Gli arredi scolastici a norma sono progettati in modo che gli studenti possano appoggiare le braccia mantenendo le spalle rilassate sia che si trovino dinanzi ad un monitor sia che siano alle prese con i più tradizionali quaderni a righe o quadretti.

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Scuole romane prive di banchi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 settembre 2010

Nella Capitale scarseggiano banchi e sedie per le scuole elementari e materne. Il mini- sindaco del Municipio I Orlando Corsetti, ricorre in appello  all’imprenditoria romana affinché “adotti” l’arredo per ben otto istituti. Tutto questo per contrastare i tagli imposti dal Comune capitolino, il quale ha ridotto pesantemente i finanziamenti preposti al mobilio scolastico. In merito alla precaria situazione, ha espresso un parere Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Ogni giorno assistiamo a eventi del genere e mi chiedo come sia possibile una situazione così penosa a danno di tanti bambini che si vedono mancare addirittura le sedie”. Nonostante le difficoltà di bilancio del Campidoglio, il mini – sindaco Corsetti aveva  ridotto la richiesta di finanziamento per il mobilio scolastico chiedendo la somma di 150 mila euro. Ma visto le circostanze, a nulla è valso poiché nelle casse del Municipio sono arrivati soltanto 20 mila euro. “Siamo tornati a un Paese di accattonaggio, dove le esigenze primarie vengono meno – tuona l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – , e quindi vorrei che il diritto allo studio in questo caso non venga negato. Vorrei ricordare al sindaco Alemanno che la scuola è il luogo deputato all’educazione e alla forma mentis dell’individuo e per far si che ciò avvenga, bisogna anche curare il luogo in cui il processo educativo avviene”.

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