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Banconote da 500 euro destinate a sparire, ma la guerra al contante presenta rischi poco percepiti

Posted by fidest press agency su martedì, 15 gennaio 2019

Dal prossimo 27 gennaio, la BCE non emetterà più banconote da 500 euro, motivandola col fatto che potrebbero facilitare attività illecite.
Anche tenuto conto del ruolo internazionale dell’euro e della diffusa fiducia nelle sue banconote, quella di maggior nominale resterà una valuta legale e potrà essere scambiata presso le Banche Centrali dell’Eurosistema a tempo illimitato, così come a tempo illimitato potrà essere usata come moneta di pagamento e riserva di valore.
Pur nel voler combattere le illegalità, la BCE dimostra di aver ben presenti i rischi che l’abbandono del taglio da 500 presenta. La guerra al contante, che poggia sul contrasto all’evasione fiscale e al riciclaggio, non può infatti non tenere conto dei vari pericoli in cui si incorre affidandosi in toto alla tecnologia e che sono sovente molto poco percepiti perché legati ad ipotesi “estreme” o perché “nascosti” in server appartenenti a soggetti privati. La Banca Centrale svedese, nazione in cui oramai si usa quasi esclusivamente danaro virtuale, ha di recente constatato la scarsità di monete e banconote specie nel nord del Paese, e ha evidenziato che ciò comporta rischi in caso di catastrofi naturali o tecnologiche. Se, come avvenuto lo scorso 1 giugno, sono sufficienti poche ore di blocco ad un singolo circuito di pagamento (Visa) per provocare forti disagi in mezza Europa, figurarsi cosa potrebbe accadere in scenari peggiori. Inoltre, i mezzi pubblici di pagamento sono controllati da soggetti privati, e ciò può diventare un problema specie in situazioni di crisi, dove il tempo costituisce un elemento fondamentale e non si può rischiare alcun genere di intralcio. Non solo: forte è anche il pericolo riguardo la gestione e l’archiviazione dei dati personali di tutti i soggetti che utilizzano tali mezzi di pagamento.
La Banca d’Italia, dopo atteggiamenti non sempre univoci, appare ora d’accordo e l’opuscolo “La Banca d’Italia. Funzioni e obiettivi” distribuito all’ultima assemblea annuale, riporta che “alla base della centralità del contante fra i mezzi di pagamento è che esso è l’unico mezzo di pagamento ad aver corso legale. Il suo impiego è gratuito e anonimo e la riservatezza viene garantita. Il contante può essere usato in casi di emergenza, ad esempio se le apparecchiature per i pagamenti con le carte non funzionano o se ne sono stati superati i limiti di utilizzo”. Inoltre “può essere utilizzato come riserva di valore”.
Insomma, è meglio osservare il denaro contante sotto più aspetti prima di chiedere di sancirne l’abolizione. (Giuseppe D’Orta Responsabile Aduc per la tutela del risparmio)

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Eliminazione banconote di grosso taglio

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2016

“E’ molto importante continuare a chiedere l’eliminazione delle banconote di grosso taglio, come ha fatto oggi il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, a margine del convegno sulla lotta al riciclaggio. I grossi tagli sono poco utili per le necessità lecite mentre estremamente utili per le attività criminali. Si tratta di un problema che va risolto a livello globale. Nel 2011 UNOCD (United Office on Drugs and Crime) ha stimato in 2,1 trilioni di dollari il volume dei crimini finanziari nel mondo legati all’utilizzo del contante, voce che non comprende l’evasione fiscale e la corruzione. Nel 2014 Forbes ha pubblicato una classifica sulle 10 principali organizzazioni terroristiche: al 10 posto si trova l’IRA con un giro d’affari di 50 milioni di dollari l’anno ma al primo posto è ormai l’ISIS che fa girare oltre 2 miliardi di dollari l’anno attraverso vendita di petrolio, rapimenti, estorsione, rapine in banca e altre attività tutte legate solo al contante. Possiamo discutere se sia meglio eliminare del tutto oppure solo in parte le banconote, ma è un fatto incontrastabile che ogni attività criminosa non è realizzabile senza enormi quantitativi di contante”. (Geronimo Emili, presidente CashlessWay) (Copyright © 2016 CashlessWay, Global Hub for ePayment Culture, All rights reserved.)

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Maxi-sequestro Euro falsi a Caserta

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2009

La notizia del sequestro di banconote per il valore di 7,3 milioni riprodotte in una stamperia di Caserta getta un’ombra inquietante sulla condizione del mercato europeo. In tutto il Vecchio Continente, infatti, i ritrovamenti di soldi contraffatti sono sempre più frequenti e disegnano una situazione a tratti allarmante. Secondo un recente rapporto della Bce, infatti, da gennaio a giugno di quest’anno il numero di banconote false rimosse dal mercato è stato di 413 mila unità. Ben il 17% in più rispetto alle 354 mila dell’ultima parte del 2008. Il taglio attualmente più diffuso è quello da 20 euro (48,5%), seguito dai 50 (34%) e dai 100 (13,5%). Insomma, tra piccoli e grandi tagli, lo scorso anno i falsari hanno dato un gran lavoro alla Banca d’Italia che ha esaminato più di 9 mila banconote danneggiate e ne ha rimborsate 8.823. “Non posso che fare un plauso alle forze dell’ordine per aver sgominato questa banda di falsari”, ha commentato Antonio D’Auria, responsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti. “Spero che non si abbassi la guardia nei confronti della lotta alla criminalità – conclude il rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro – perché quello della circolazione di denaro falso è un problema che riguarda tutta la Penisola e sta assumendo tratti emergenziali”.

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