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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘bandiera’

Al via oggi a Genova la Giornata della Bandiera

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Prenderà oggi il via a Genova la “Giornata della Bandiera”. La cerimonia istituzionale si terrà alle ore 16.30 a Palazzo Ducale, alla presenza del Sindaco Marco Bucci e del governatore della Liguria Giovanni Toti. Dopo la consegna del Grifo allo scultore americano Walter Arnold, il Sindaco nominerà undici nuovi ambasciatori di Genova nel mondo. Dallo Yacht Club Italiano partirà il Galeone con la gloriosa bandiera di Genova. Il Galeone sarà condotto dagli atleti che parteciperanno alla Regata Storica delle Antiche Repubbliche Marinare. Gli atleti consegneranno la bandiera ad una équipe dell’Ospedale Gaslini di Genova, che, a loro volta, la porteranno a Palazzo Ducale. Il vessillo sarà issato sul torrione dell’antica sede dogale. La festa proseguirà al Porto Antico dove, a partire dalle ore 18.30, si esibiranno le bande musicali genovesi. (By Christian Flammia)

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La politica di chi agita la bandiera del riformismo ma si guarda bene dal realizzarlo

Posted by fidest press agency su domenica, 20 agosto 2017

pronto soccorso tor vergataNon intendiamo, in questa sede, fare una requisitoria di natura ideologica sul significato della parola riformista ed il suo modo d’essere nella vita di tutti i giorni della gente. Ci limitiamo, invece, a qualche riflessione pratica. Incominciamo con il chiarirci bene sul significato della parola riformismo come lo intendiamo noi. A nostro avviso il significato che gli attribuiamo certamente fa storcere il naso ai puristi della politica, ma per noi riformismo e riforme sono la stessa cosa. Significa avere una visione della società più realistica, più pragmatica, più consapevole e che esiste una parte della comunità non solo nazionale ma internazionale che vive al di sotto della soglia di sopravvivenza e che va emendata. Per farlo non servono le parole, i buoni propositi. Bisogna essere conseguenti da subito. Per quanto riguarda l’Italia non ci troviamo, per nostra fortuna, in situazioni estreme dove migliaia di bambini non sopravvivono oltre i 5 anni e molti di essi sono denutriti e facile preda di malattie invalidanti. Eppure vi è una povertà che fa a pugni con il benessere di altri connazionali che sembrano vivere più con il superfluo che con il necessario. Allora pensiamo a quel “benessere” che è ricavato dallo spremere le poche risorse disponibili ancora amministrate dai poveri: pensionati sociali, famiglie numerose con adulti disoccupati o monoreddito, anziani con assistenza sanitaria carente, ecc. E se focalizziamo la nostra attenzione sulla sanità ci accorgiamo che molte risorse sono utilizzate per mettere in moto una macchina farraginosa dal punto di vista amministrativo ed organizzativo. Ci chiediamo, a questo punto, se il tutto possa essere sopperito dal supporto tecnologico: un medico di famiglia che amministra i suoi pazienti con il computer, con pazienti che dispongono di una “penna elettronica” nella quale inserire tutti i dati necessari per avere un quadro completo ed in continuo aggiornamento, del proprio stato di salute ovunque si trovino e per qualsivoglia emergenza. Pensiamo alle tante analisi ripetute che si possono ovviare, alle domande al pronto soccorso che possono essere sostituite da un accertamento più approfondito e qualificato offerto da una cartella clinica elettronica e via di questo passo. E se tutto ciò comporta un minor costo di spese amministrative e tecnico-operative potremmo utilizzare le stesse per migliorare i servizi dalle degenze all’impiego di personale specializzato. Ma i politici vogliono veramente tutto questo? E qui il dubbio si fa atroce.

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Marina militare: Il gruppo navi scuola a vela a Montecarlo con l’accademia navale

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2015

orsamaggiorePalinuroDal 10 al 14 settembre il Gruppo Navi Scuola a vela della Marina Militare, formato dalle navi Orsa Maggiore (Unità di bandiera), Palinuro, Corsaro II e Capricia, sosterà nel porto di Montecarlo (Principato di Monaco) ultima tappa, dopo Ajaccio (Francia), Cagliari, Palamos (Spagna), Palma di Maiorca (Spagna), La Maddalena, Port Mahon (Spagna) e Tolone (Francia), della Campagna d’Istruzione degli allievi della 1^ Classe dell’Accademia Navale di Livorno.La Campagna d’Istruzione è il completamento delle attività svolte nel corso dell’Anno Accademico, il cui scopo è quello di far acquisire ai 105 allievi lo spirito del Marinaio, ovvero una prima conoscenza, pratica e diretta, delle attività associate all’esercizio della professione dell’ “andar per mare”, radicando negli allievi sia i valori etici e le tradizioni peculiari sia l’adeguata padronanza e confidenza con l’ambiente di lavoro.Il programma addestrativo prevede una serie di attività marinaresche, nautiche e sportive che sviluppano negli allievi lo spirito di squadra necessario per imparare a condividere quotidianamente uno spazio ristretto come quello della barca a vela.
_corsaroii_capriciaGiovedì 10 settembre, alle 10.30, si svolgerà a bordo di nave Palinuro una conferenza stampa promossa dal WWF Italia e dalla Fondation Prince Albert II de Monaco, in collaborazione con la Marina Militare, con la presentazione del rapporto “Analisi e Valutazioni dello stato attuale del Santuario Pelagos”. Con questa tappa si conclude la campagna si sensibilizzazione “MEdiTErraneo”, partita da Venezia il 5 giugno scorso a bordo del Palinuro, con lo scopo di far conoscere meglio, amare e difendere il mare. L’obiettivo è svelare quanto il Mediterraneo faccia parte della nostra storia e della nostra identità culturale, quante bellezze ci siano da scoprire e soprattutto da difendere.Attraverso questi eventi la Marina Militare assicura, con la sua costante presenza in mare, una forte attenzione e sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali e della diffusione di una educazione marina, volta al rispetto e alla valorizzazione dell’ambiente marino e delle sue risorse.La Campagna d’Istruzione degli allievi si concluderà sabato 19 settembre a Livorno dove si svolgerà la cerimonia di chiusura. (foto: orsa maggiore, palinuro, corsaro, capricia)

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Papa Francesco: “I comunisti ci hanno rubato la bandiera”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 luglio 2014

papa francescoSi tratta della bandiera spirituale della Chiesa dei poveri, ma una affermazione che, con tutto il rispetto per Papa Francesco, non mi sento di condividere né di sforzarmi a capire.Nella bandiera comunista, quella che sventola nelle feste dell’Unità, c’è il rosso porpora della battaglia, ma non c’è Cristo, per una scelta laica che in troppi hanno interpretato in senso anticlericale.Le lotte comuniste, che proponevano maggiore uguaglianza tra le classi, furono inquinate, fin dall’inizio, da una dichiarata “lotta di classe” e non certo di concertazione tra le classi; ciò produsse solo ulteriori danni, spingendo avanti il liberismo in difesa di interessi corporativi, contro i quali le classi più deboli nulla avevano da contrastare per chiedere maggiori diritti. Ebbe il sopravvento la legge del più forte, specialmente dopo il 9 novembre del 1989 con la caduta del muro di Berlino che segnò la vittoria del capitalismo sul materialismo sociale. Il comunismo ortodosso ha fatto il suo tempo, scandito di occasioni mancate o perdute, diventando socialdemocrazia, tesa a rivalutare la presenza storica delle classi operaie nel teatro della politica nazionale e internazionale, esaltando la centralità sociale dell’uomo e di tutti gli uomini.Le parole di Papa Francesco non chiariscono nulla, anzi peggiorano la situazione proprio nelle contraddizioni che vediamo annunciarsi dall’altra parte del Tevere.La bandiera del Cristo dei poveri, Santità, è saldamente in mano a quei sacerdoti che combattono giorno dopo giorno  negli angusti anfratti del “mondo dei vinti” e garrisce alta sospinta dal vento della santità di Mons. Oscar Romero, per il quale Ella, Santo Padre, ha sbloccato il processo di beatificazione, dopo che il suo predecessore, oggi emerito, ne aveva bloccato l’iter.La Teologia della Liberazione rappresenta, oggi, ciò che in tempi passati rappresentarono il monachesimo e i giganti della santità, in quel periodo buio della Chiesa impegnata nelle lotte per le investiture, nella crociate, nel potere temporale e, infine, nell’Inquisizione, paradossalmente chiamata “santa”. Il suo predecessore confermò la condanna della Teologia della Liberazione, mentre, contestualmente, tornava ad abbracciare i negazionisti di Lefebvre, togliendo la scomunica che era stata comminata da Giovanni Paolo II; quella condanna, che ancora persiste insieme alla generica accusa di “comunismo”, rappresenta un gigantesco passo indietro nella storia, cancellando oltre un secolo del Magistero sociale della Chiesa. Anche Paolo VI venne accusato di essere un “Papa comunista” dai rappresentanti delle lobby americane dello sfruttamento, delle armi, delle guerre, mentre meriterebbe di essere il primo a ricoprire una nuova onorificenza “Dottore sociale della Chiesa”, avendo sviluppato il Magistero della Chiesa con l’enciclica Populorum Progressio.Nella bandiera issata dalla TdL, Cristo è presente, anche se si tratta di una immagine di Cristo lontana dalle icone dell’opulenza, mostrando un Cristo povero, mendico, straccione, affamato, assetato, negletto, sfruttato, umiliato nella persona e nell’anima, come sono i fedeli per i quali pregano i sacerdoti dell’America Latina, ispirati dal loro protettore Oscar Romero, ma un Cristo pronto a perdonare, ad amare, forte di quel “manifesto” dell’uguaglianza rappresentato dal Discorso della Montagna con le Beatitudini che rappresentarono la più grande rivoluzione sociale che mai il pianeta Terra abbia visto.Si tratta di valori che nessuno potrebbe mai rubare, perché messi a disposizione di tutti gli uomini di buona volontà. (Rosario Amico Roxas)

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La bandiera degli artisti abruzzesi

Posted by fidest press agency su sabato, 28 maggio 2011

Pescara 29 maggio alle ore 18,00 presso la l’Auditorium Tosti dell’Aurum in presenza delle autorità istituzionali. Il progetto di una grande bandiera itinerante per ricordare il 150° dell’Unità d’Italia, messo in atto da un un gruppo di artisti di Livorno, nel suo percorso in tutta Italia da Nord a Sud si arricchisce via via di ulteriori contributi e di nuove strisce tricolori che si aggiungono alle altre. A Pescara, grazie all’impegno della pittrice Anna Seccia che ha coordinato l’operazione “bandiera” per l’Abruzzo, trenta artisti delle quattro province abruzzesi si sono ritrovati per due domeniche consecutive , 15 e 22 maggio, presso la sede della Circoscrizione Castellammare, per cucire insieme i propri manufatti ispirati all’Unità d’Italia : Barbara Agreste, Lino Alviani, Sandro Arduini, Gino Berardi, Colleen Corradi Brannigan, Alfonso Camplone, Alfredo Celli, Rossella Circeo, Dino Colalongo, Giancarlo Costanzo, Nicola Costanzo, Rita D’Emilio, Gianfranco Di Bernardini, Mario di Donato, Sonia Di Michele, Giacomo Giovannelli, Manuelita Iannetti, Cesare Iezzi, Giuseppe Liberati, Giselda Marocchi, Marino Melarangelo, Albino Moro, Concetta Palmitesta, Augusto Pelliccione, Massimina Pesce, Gelsomina Rasetta, Anna Seccia, Stefania Silvidii, Franco Sinisi, Gianfranco Zazzeroni. Sempre il 29 maggio presso l’Aurum, sarà proiettato un video, realizzato da Renato Di Carlo in cui sarà possibile vedere le varie fasi del lavoro dei nostri artisti nel confezionamento dell’originale bandiera. L’evento verrà anche documentato dalla realizzazione di un catalogo con la editrice Palladino con testi critici di Carla D’Aurelio e Massimo Pasqualone.
Il tricolore, insieme al quaderno che raccoglie i pensieri di artisti ed intellettuali, riprenderà poi il suo viaggio toccando altre città del centro come Latina, Roma, Fermo, Perugia, Firenze, per approdare nel nord a Treviso, Parma, Genova, Ventimiglia, Torino, Varese, Milano e Novara. Alla fine di questo lungo percorso la bandiera che sarà diventata imponente e ricca di contenuti simbolici, si fermerà al Quirinale, come dono degli artisti italiani al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il messaggio simbolico che artisti ed intellettuali italiani hanno inteso esprimere attraverso il confezionamento di questa singolare bandiera, rappresenta, nel difficile momento storico che attraversiamo, un forte e prezioso richiamo ai valori di unità, solidarietà e coesione dell’intero Paese. “Il cucire il proprio pezzetto di bandiera ad un vessillo diventa un modo di sentirsi parte di un tutt’uno, affermando così la volontà di abbattere le mille barriere che dividono il nostro popolo”.

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L’orchestra Rai per il tricolore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2011

Reggio Emilia, 7 gennaio 2011 in diretta su Rai Storia e su Radio3. L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai torna a Reggio Emilia per festeggiare il Tricolore, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Venerdì 7 gennaio 2011, alle 12, il giovane direttore italiano Michele Mariotti debutta sul podio della compagine Rai, nello stesso giorno e nella stessa città in cui, nel 1797, venne sventolata per la prima volta la bandiera italiana. In programma la Sinfonia dai Vespri Siciliani di Giuseppe Verdi, quattro fogli d’album di Luciano Berio (Fanfara, Entrata, Festum, Encore) che Pierre Boulez ha raccolto sotto il titolo di Quatre dédicaces per orchestra, l’Ouverture dall’Egmont di Ludwig van Beethoven, e la Sinfonia dal Guglielmo Tell di Gioachino Rossini. Il concerto è trasmesso in diretta da Radio3 e sul canale Rai Storia, che lo riproporrà in una puntata speciale dedicata all’Orchestra Rai domenica 9 gennaio 2011 in prima serata.

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Omaggio alla bandiera

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 novembre 2010

In occasione di questo 4 novembre, “Giorno dell’Unità Nazionale” e “Giornata delle Forze Armate”, il Ministero della Difesa intende tributare “Omaggio al Tricolore”, attraverso una mostra omonima che racconta la storia e l’attualità, non solo simbolica, della nostra Bandiera. Il luogo scelto è quello più sacro della storia della Nazione, il Sacrario delle Bandiere delle Forze Armate, dove i vessilli delle unità militari fanno da corona alla Tomba del Milite Ignoto. La mostra, aperta al pubblico dal 4 novembre 2010 al 6 gennaio 2011, si sviluppa attraverso tre sezioni. La prima “Percorsi nella storia” ripercorre le origini e l’evoluzione della nostra bandiera attraverso documenti e reperti provenienti dal Museo Centrale del Risorgimento di Roma. Nella seconda sezione dedicata ai Cofani Portabandiera vengono presentate le Bandiere di Combattimento della Marina Militare – custodite in preziose teche – che appartennero alle unità navali, ormai non più in servizio, e che, dal 1861 ad oggi, sono state impiegate in pace come in guerra su tutti i mari del mondo. La terza sezione “Espressioni di stile sul tema della bandiera italiana”, realizzata con la collaborazione della Camera Nazionale della Moda Italiana offre 24 interpretazioni del tricolore, disegnate e create dai più grandi stilisti italiani. L’esposizione, realizzata grazie alla collaborazione dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Museo Centrale del Risorgimento e dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa si avvale del coordinamento scientifico di Marco Pizzo con la collaborazione di Emanuele Martinez.

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Mostra: omaggio al tricolore

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2010

Roma, 3 novembre 2010 alle ore 18.00 Sacrario delle Bandiere delle Forze Armate Vittoriano, Piazza dell’Ara Coeli. L’iniziativa congiunta è del Ministro della Difesa Ignazio La Russa e del Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana Mario Boselli.

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La bandiera di Stand up! su Palazzo Cisterna

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

Torino dal 17 al 19 settembre 2010 si svolgerà la quarta edizione di Stand Up! Take Action!, iniziativa globale delle Nazioni Unite di sensibilizzazione e mobilitazione contro la povertà a sostegno degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
Sabato 18,  dal balcone di Palazzo Cisterna, sventolerà la bandiera Stand up! take action! per simboleggiare l’adesione della Provincia all’evento.  “Augurandomi che la manifestazione abbia il successo e la visibilità che merita, rivolgo i più sentiti ringraziamenti a quanti all’interno delle istituzioni internazionali si impegnano per il raggiungimento dell’obiettivo di eliminare la povertà, che rappresenta senza dubbio uno dei massimi traguardi di civiltà che il genere umano è chiamato a raggiungere” commenta il Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta. “Rispetto a questi obiettivi, ritengo che anche gli enti locali rivestano un ruolo strategico in quanto attori chiave nella lotta alla povertà, per questo garantisco il massimo impegno affinchè la Provincia di Torino possa esercitare le proprie funzioni con una attenzione privilegiata verso coloro che sono costretti a vivere in prima persona il dramma della povertà”. (stand up)

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Lode ad Allah

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2010

Lode ad Allah che dice: «O Profeta, combatti contro gli infedeli e gli ipocriti» e pace e preghiere siano sul capo dei mujaheddin e dei leader di quelli che nel Giorno del Giudizio saranno identificati dagli emblemi scintillanti sulla fronte e sulle braccia, e pace e preghiera siano sulla stirpe del Profeta e sui suoi compagni che hanno portato la bandiera e difeso la fede islamica e il santuario musulmano. L’Onnipotente dice: «Coloro che nascondono ciò che abbiamo rivelato dei chiari segni dopo che li abbiamo resi chiari nella Scrittura, costoro avranno la maledizione di Allah e saranno maledetti da coloro che maledicono». La Ummah (la comunità islamica, ndr) che conta un miliardo (di aderenti, ndr), alla Ummah del Jihad, l’Ummah del martirio e del martirio di se stessi, alla Ummah che è divenuta la miglior comunità mai sorta per l’umanità, alla nostra Ummah islamica (diciamo): Quanto identica è stanotte a ieri, quanto numerosi sono gliinsegnamenti ma quanto poco è l’apprendimento, per quanto tempo abbiamo dovuto bere dalcalice dell’umiliazione e siamo stati costretti ad abbandonare i padri da quando i nostri affari sono stati diretti dagli inferiori. La Ummah ora ha conosciuto che quando la clemenza danneggia il perdono è un segno di incapacità, che la pazienza normalmente è buona tranne quando si porta pericolo alla religione, che la perseveranza è normalmente da lodare tranne quando viene il momento dell’azione. La Ummah si è sollevata nella forma di al-Aqsa e la pietra ha parlato nelle mani dei nobili mujaheddin, siano essi uomini o donne, giovani o vecchi. Come risultato, gli Ebrei hanno cercato di fuggire ma invano. Non hanno trovato rifugio e sono stati messi totalmente allo scoperto, anche se nascosti dietro le mura, e hanno dovuto affrontare corpi umani che esplodono e fanno loro gustare la morte, che dà loro la caccia con il terrore e infligge loro un tremito che li spaventa come se dovessero fuggire da un leone. Poi venne la spedizione militare di New York ad appiccare il fuoco dell’odierna Habul, frantumando le sue torri, umiliando la sua arroganza, sciogliendo i suoi incantesimi, strappando tutte le bandiere che marciavano al suo seguito e proclamando l’inizio della sua rovina, a Dio piacendo. È questo jihad che è in grado di incitare e dare impulso ai figli della Ummah.

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Il canone Rai di oggi

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2009

“Non è la prima volta che sul cosiddetto canone Rai c’e un’esplosione di disgusto e, sicuramente, non sara’ l’ultima”. E’ quanto afferma in un comunicato l’associazione consumatori Aduc e precisa: “A turno tutti i partiti, e non solo, hanno fatto proprio l’invito a non pagarlo, per punire la trasmissione di Michele Santoro oggi, per protestare contro l’esclusione delle proprie bandiere oggi e ieri. Financo il Vaticano, nel 2001 aveva attraverso il suo organo ufficiale, l’Osservatore romano, paventato la possibilità di invitare le masse a non pagare questa imposta. Di abolizionisti a corrente alternata è pieno il Parlamento. L’attuale capogruppo al Senato per il Pdl, Maurizio Gasparri, lanciò una feroce campagna abolizionista, diventato ministro delle Comunicazioni uno dei suoi primi atti fu l’aumento del canone-imposta. La Leganord, sempre in prima fila ad agitare il caso, tranne dimenticarsene ogni volta che va al Governo (per 6 anni negli ultimi 8), impegnata insieme agli altri partiti nella spartizione delle poltrone televisive. Fedeli al motto: partito di lotta e di governo (forse non e’ il loro, ma fa lo stesso) hanno presentato un ordine del giorno in Parlamento: aboliamo la gabella. Vedremo se ministri e deputati leghisti lo approveranno in massa, oppure… l’autore della proposta, l’on. Davide Caparini, rimarrà isolato. Poi c’e’ il paradosso dell’attuale minoranza parlamentare. Il centro-sinistra si auto-rappresenta come baluardo del canone Rai. Masochismo politico allo stato puro, si erge a difensore del carrozzone in questo momento occupato prevalentemente dal centro-destra. Forse in vista della futura contro occupazione? Abbiamo salutato con piacere la ‘scoperta’ dei quotidiani Il Giornale e Libero di quanto sia assurda questa imposta. Siamo consapevoli che -come tutto in politica- la ‘scoperta’ è strumentale non al diritto dei contribuenti e degli utenti del servizio d’informazione pubblica, ma ad una guerra tra occupanti della Rai (maggioranza e opposizione) per conquistarsi la fetta piu’ grossa di potere. E forse questa consapevolezza ci fa essere realisti, riconducendo il tutto al teatrino dello sfascismo istituzionale in atto nel nostro Paese. Passata la tempesta tutto si silenziera’. Facciamocene una ragione. Appuntamento a fra qualche settimana per la verifica”.http://tlc.aduc.it/rai/(fonte aduc)

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Alemanno: romani esponete il tricolore per i caduti di Kabul

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2009

tricolore«Roma deve accogliere nel modo più degno i nostri sei ragazzi caduti in Afghanistan. Per questo chiedo a tutti i cittadini di dare un segnale di rispetto per chi  caduto per la propria Patria e di  partecipazione al dolore dei familiari esponendo lunedì mattina, giornata di lutto nazionale e cittadino, una bandiera tricolore alla finestra della propria casa. Il Comune provvederà a esporre 2500 tricolori lungo tutto il percorso, che lunedì mattina porterà le salme dalla camera ardente del Celio a San Paolo fuori le mura, dove si svolgerà la cerimonia funebre. Ma al di là d quello che faranno le istituzioni penso che tutti i cittadini romani, al di sopra di ogni appartenenza culturale e divisione politica, debbano dimostrare la propria vicinanza a chi si è sacrificato per tutta la nostra comunità nazionale, cosi come ha detto il presidente della repubblica Giorgio Napolitano». Lo afferma Gianni Alemanno, sindaco di Roma. (n.r. anche noi lo facciamo dall’altare della Patria)(tricolore)

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Afghanistan: il tricolore e una candela alla finestra

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2009

La Consigliera Nazionale di Parita’ del Ministero del Lavoro, Alessandra Servidori, in una nota propone ai cittadini e alle Istituzioni che  “in tutto il nostro Paese sia esposto il Tricolore e accesa una candela ad ogni finestra in occasione dei funerali dei nostri sei Paracadutisti caduti in Afghanistan per la libertà “

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Il colore della libertà

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2009

Ho lasciato passare i giorni per poterne parlare con pacatezza, di Roma città aperta, di  Mario Balotelli campione del pallone e dell’età tutta ancora da giocare.  Di una giornata trascorsa a passeggiare prima della partita, per fare onore alla propria bandiera, naturalmente quella italiana. Un italiano come tanti altri, con il carattere e le passioni che non fanno male ad alcuno, con il proprio diritto a esultare  avendo raggiunto una meta importante, un ragazzo tranquillo e speciale, come la speranza che riveste il suo presente che è già diventato futuro, e che appartiene non solo al tifoso, ma a chiunque ne capisca di calcio. E’ un italiano nero, ma non per l’arrabbiatura, per la pelle fintamente imbronciata, dove il colore si tuffa nelle multiformità dell’ospitalità, che diviene valore nelle realizzazioni possibili,  radici profonde di una umanità destinata a raccontarci ancora tanto. Violenza da curva, cultura degli estremi, senza attracco, sembrano queste le scintille che hanno messo il nostro giocatore nazionale sulla graticola dei significati svuotati di forme, di qualità, di estensioni, come se mandare a gambe all’aria la dignità delle parole, dei contenuti, delle esemplarità da mettere in gioco con cuore, fosse diventata la nuova frontiera. I  ragazzotti s’avvicinano, da copione non sono mai scesi dal carro dei simboli illeggibili, dei codici impossibili, il nostro centravanti è all’angolo senza centrocampo a proteggerlo, qualche sostantivo imbevuto di brutti aggettivi, una tirata di orecchi, una mal definita frase fatta: sei un negro di m……..  Il tentativo di sfigurare deliberatamente una realtà bella come lo è questo giocatore, può configurarsi in una rappresentazione di razzismo, di intolleranza?  Può un adolescente colpire nel modo meno comprensibile, senza una ideologia d’accatto, una menzogna raccontata malamente, tanto per fare qualcosa  di diverso? E’ una manifestazione razzista, un atteggiamento che è diventato stile di vita, quel che è accaduto al nostro campione?  Ci si dannerà l’anima a sminuire, a ridimensionare, a ricercare altre puntualizzazioni, affinché risulti una semplice divagazione di qualche stupido in preda ai fumi dell’alcol o di qualche canna,  robaccia da stadio, anzi da curva, peggio da estremisti frustrati dall’impopolarità e insuccesso. Chissà se è davvero così, se non è invece un brodo inculturale che deriva dal fallimento  educativo, per cui non si ha il coraggio di risvegliare l’importanza di una alleanza educativa tra tutti coloro che hanno responsabilità non solo sportive,  per non consentire di mortificare la libertà altrui.  Perché in questa ennesima aggressione al colore della pelle, c’è un tentativo di contraffazione della libertà, che dovrebbe obbligare a mettere mano alla propria pancia, alla propria testa, al proprio cuore, per individuare le lentezze, le illegalità mai bene percepite come tali. Non è stato fatto un buon servizio al nostro campione, neppure a tanti altri giovanissimi che hanno sentito e osservato, ma anche  da questo episodio eufemisticamente licenziato come imbecille, c’è da trarre un avviso importante, ogni storia serve a questo, occorre avere il coraggio della coerenza e la generosità dell’amore perché “le persone che amano, ricordano, non dimenticano, perdonano”.  (vincenzo.andraous)

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Piccolo è bello ma è senza “numeri”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2009

Editoriale fidest. Oggi si punta essenzialmente sulle coalizioni. E’ un genere che va alla grande per realizzare il progetto di due “poli” che si preparano all’alternanza. Dobbiamo, quindi, arguire che siamo al cospetto di una crisi profonda di identità per i partiti e che non vi sia più spazio per i  “raggruppamenti che cercano di ereditare gli elettori, purtroppo non sempre le idee, dei partiti che andavano sciogliendosi” Dovremmo chiederci, innanzitutto, il perché taluni partiti storici vanno in crisi e si decide la loro messa a riposo. Due esempi classici, limitandoci ai movimenti più corposi, li abbiamo avuti con la Democrazia Cristiana e il Partito comunista. Per il senatore a vita Giulio Andreotti è un fenomeno “fisiologico”: la società si evolve, le aspettative cambiano e anche i partiti devono adeguarsi mutando “pelle”. Se questo è quanto a noi resta da chiederci se chi vuol tenere in piedi la bandiera che appartenne ai movimenti storici è un “fanatico” o è, più semplicemente, chi non accetta un “ben servito” così drastico e cerca di conservare quanto c’è di buono in una idea in nome di quei valori che hanno fatto parte della nostra storia. E percorrendo questa strada, quasi solitaria, ci siamo imbattuti con una iniziativa di Sante Pisani (http://www.partitodellalleanza.org) e dei suoi amici che ha dato vita ad una convention per una  Coalizione federativa di centro destra. C’è da chiedersi quali e quante benemerenze si possono acquistare nel tenere alta una forma di dialogo e di dialettica che noi, checché si dica, continuiamo a conservare dentro di noi e a confrontarla con la realtà di oggi. In questo senso, come cronisti, riserviamo la massima attenzione per tutti coloro che fanno della tradizione il loro “pass par tout” nel contemperare le due esperienze vissute: passato e presente. “Conseguentemente a ciò, in tutti gli ambiti partitici si sono generati i piccoli soggetti e soprattutto in occasione delle elezioni amministrative, sono andate creandosi varie liste civiche nate attorno a persone di particolare carisma o a gruppi di persone attive nel sociale, nell’imprenditoria, nelle professioni e nel volontariato che hanno raccolto consistenti consensi proprio perché, nell’esperienza civica, non viene richiesta una condivisione di schieramento, cosa che convince sempre meno gli elettori, ma si coinvolge il cittadino nella redazione e successiva condivisione di un programma amministrativo ben definito e rappresentato da persone inserite nella realtà locale a  prescindere dalle loro intime convinzioni filosofico-politiche del bipolarismo. Tutto ciò è da considerare positivamente, finchè le liste civiche operano nei propri paesi o province cercando di risolvere i problemi locali. A lungo andare però ciò si rivela insufficiente perché gli eletti nei vari Consigli Comunali e Provinciali hanno bisogno di punti di riferimento sovraccomunali e sovrapprovinciali per definirsi in un “quadro politico di riferimento unitario”. Da qui la necessità di un raccordo. E’ quanto accade alle diverse iniziative che da locali tendono ad ispessirsi assumendo una dimensione che va oltre il campanile per puntare “ad una politica chiara per perseguire obiettivi utili ai cittadini e non alle lobby;  ad una più equa distribuzione delle risorse, alla valorizzazione della meritocrazia, effettiva attenzione ai giovani e agli anziani, alle giovani coppie e alle famiglie;  ad un certo modo di fare politica semplice, al servizio del cittadino, chiunque esso sia. Senza fronzoli inutili e costosi, ma all’insegna della praticità e della concretezza che provengono dall’esperienza di chi ha operato e opera nelle rispettive realtà politiche, sociali ed economiche”. Siamo ora al cospetto di questa Coalizione di Centro Destra Federativa che: statuisce uno stretto legame con le aree territoriali periferiche; che coniuga la difesa assoluta delle autonomie decentrate e dell’ambiente come base di ogni possibilità di sviluppo sociale ed economico condiviso dai vari partecipanti al cartello politico; che attui il superamento della fase politica incentrata sulle distinzioni ideologiche con un impegno al rispetto identitario e ad una nuova politica basata sul confronto e condivisione comune dei reali problemi delle nostre popolazioni; si caratterizzi soggetto politico al di sopra della contrapposizione destra-sinistra, aperto a persone ed idee che condividano e rafforzino principi di libertà, autonomia e operosità nell’interesse di tutti; statuisca il tavolo delle riforme istituzionali aperto a tutte le componenti del sistema politico italiano; coniughi politiche sociali tese alla equa distribuzione delle risorse ed alla equiparazione reddituale delle regioni e dell’area del Mezzogiorno; attui una politica al di sopra di tutto, una politica trasparente, caratterizzata da lealtà e giustizia sociale; abbia, infine, rapporti chiari e di effettiva partnership con la componente politica, che rappresenta programmi condivisibili per una effettiva gestione comune della cosa pubblica nei suoi diversi aspetti. E’ una base di partenza, ovviamente e noi ci auguriamo che queste idee si possano realizzare con i numeri. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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