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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘barbara appiano’

In uscita l’ultimo libro di Barbara Appiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

Vuole celebrare l’inno alla Primavera, alla rinascita e alla libertà in questo particolare momento storico “Fuga in monopattino di un pellicano in stato d’ebbrezza“, l’ultimo libro di Barbara Appiano. Nella settimana della Santa Pasqua si unisce poi a tutto questo la paterna Benedizione del Papa Emerito Benedetto XVI Joseph Ratzinger alla volontà di superare con la creatività questo periodo di incertezza economica ed emotiva. Dalla prefazione della Prof.ssa Francisetti Brolin Sonia. “Il desiderio della nostalgia è più forte del destino che ci dice che ad un certo punto dobbiamo mollare”: con queste parole si conclude l’introduzione della nuova fatica letteraria di Barbara Appiano, una visione onirica dedicata al nonno Ernesto. Si tratta di un personaggio centrale in tutta la produzione della scrittrice, poiché rappresenta la capacità di resistere, la vittoria nei momenti difficili e soprattutto la caparbietà contadina, capace di attingere forza dalla bellezza della natura. Nonno Ernesto, combattente a Vittorio Veneto, diventa in questa narrazione il biografo particolare di una storia di libertà, nella quale reale e fantastico si fondono sulle note di una scrittura leggera e fluida, dotata di pennellate leggere per dipingere situazioni e personaggi. Nell’ermetismo dei ricordi, Barbara Appiano rammenta la sua fanciullezza in campagna, quando il falco del nonno portò a casa un pellicano ferito, fino a quando il volatile, guarito dalle amorevoli cure del contadino, spiccò di nuovo il volo, aggrappandosi all’aquilone dell’autrice, come se avesse sia paura sia desiderio di librarsi nell’aria. In effetti, in un gioco etimologico di tipo semantico, il pellicano in spagnolo è chiamato alcatraz, come il famoso carcere.A una prima lettura, talora Barbara Appiano può sembrare dura nei confronti del mondo scientifico, ma in realtà esalta la vera scienza, insita nello spirito libero di scoprire di Galileo Galilei, mentre si condannano le tautologie pseudo-scientifiche dei programmi televisivi, ove il dibattito degenera spesso in frasi roboanti. Così si corre il rischio di dimenticare il reale ruolo della scienza, trasformandola in una scientocrazia. Di fronte al film della storia, in cui volenti o nolenti stiamo vivendo un momento epocale anche per le generazioni future, il pellicano ferito rappresenta ciascuno di noi, in un monito sia a resistere rispetto alle imminenti ondate pandemiche, sia soprattutto a porre le basi per un nuovo inizio.La copertina del libro è stata realizzata su progetto dell’autrice dall’artista amico Arch.Andrea Guasti, con inserimento del titolo di cavaliere di Vittorio Veneto diventato un aquilone con la foto del nonno Ernesto e il quadro “La liberté en guidant le peuple” sulla groppa del pellicano di Eugène De La Croix. Barbara Appiano è una autrice prolifica nella produzione di libri intrisi di poesia, prosa poesia e saggistica, mantenendo sempre alta la qualità della sua scrittura, che spazia nel sociale, ambiente, etica e filosofia della scienza. L’autrice ha rappresentato l’Italia alla London book fair, alla fiera del Libro di New York così come alla fiera di Guadalajara (Messico), Mosca, Torino, Modena ,Bordighera , al salone della cultura di Milano , alla fiera del libro di Roma.I suoi libri mantengono una ricerca senza sosta della bellezza e della verità, spaziando nell’ambito sociale e contemporaneo, nella conservazione dei beni artistici e monumentali italiani, in difesa della natura e delle specie a rischio di estinzione e in difesa dei disabili psichiatrici e della malattia mentale. Molti suoi libri hanno il patrocinio di diverse grandi istituzioni, il cui ricavato delle relative vendite viene donato in beneficienza alle associazioni interessate.

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Circuiti inceppati: Donne, procreazione e vita nel nuovo libro di Barbara Appiano

Posted by fidest press agency su martedì, 19 Maggio 2020

Torino. Barbara Appiano, instancabile fenomeno letterario, ci sorprende ancora una volta con un nuovo incandescente libro, che vede questa volta l’amore parlare in prima persona all’umanità. Il titolo del libro è “Circuiti inceppati, quando l’amore versa in cattivo stato di manutenzione”, ed ha ottenuto il patrocinio del “Corriere dello Spettacolo”, quotidiano online fondato dallo scrittore giornalista Stefano Duranti Poccetti. Si tratta di un’opera rivoluzionaria sia per l’argomentazione, visto che l’amore dialoga con ormoni, embrioni e neonati, e sia per la struttura dell’impianto narrativo surreale, che riporta sempre il lettore al reale in una circumnavigazione discorsiva, in cui le metafore esplodono per atterrare sul significato latente e rivelato delle parole.L’autrice punta con equilibrio alla riflessione sulla stirpe umana, che secondo la scienza è riproducibile tramite fecondazioni e uteri in affitto.
Il libro è per questo dedicato alle donne, e alla loro capacità di donare la vita, alla loro capacità di esprimersi e di affermarsi nel mondo della politica, della scienza, della cultura ma anche alle mamme casalinghe. L’opera richiama le donne all’ordine per porre rimedio ad una situazione, secondo l’autrice, in cui il senso della vita come meccanismo biologico e non enigmatico, e quindi divino, assume il significato di meccanicistica dell’amore e non di procreazione, come momento spirituale dove l’uomo creato a somiglianza di Dio stesso si congiunge con il mondo.E poi l’amore, che in veste di elettricista interroga ormoni, embrioni, gameti per risvegliare la meraviglia di una nascita, la sua venuta non come una programmazione ma come un “concepimento” che è progetto e quindi futuro.L’autrice infine non dimentica di affrontare anche il delicato tema delle adozioni.

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Esce “Il vetraio che vendeva i cocci senza averli rotti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

E’ l’ultima opera letteraria della scrittrice vercellese Barbara Appiano. “Il vetraio narrato nel libro è la storia di mio zio Pinotto, in arte ’86 cilindri’, classe 1933, scomparso l’anno scorso ad 86 anni, che nato con la pelle scura ha rischiato di essere buttato nel Canale Cavour all’altezza del Ponte di Crova, in provincia di Vercelli, dalle comari che credevano che nascere con la pelle scura portasse disgrazie” racconta l’autrice Barbara Appiano. Si legge dalla prefazione della Prof.ssa Francisetti Brolin Sonia: “Con toni alla Hemingway, il libro si apre con la storia di una fotografia, poi scelta come copertina. Si tratta di un ritratto infantile del defunto, la cui accidentale caduta ha indotto Barbara Appiano a iniziare un percorso di scrittura, funzionale sia a ricordare la grandezza dello zio, chiamato affettuosamente “86 cilindri”, sia soprattutto a guarire le ferite del cuore, provate da ciascuno di noi di fronte a una perdita, e, più genericamente, di fronte alle grandi sofferenze della vita”.Tutto nasce da un chiodo che, stufo di fare il braccio di ferro, fa precipitare una fotografia “vintage” di oltre 70 anni, in bianco e nero, con relativa cornice e vetro, sul pavimento di una stanza. Da quel momento accade di tutto e il contrario di tutto, mentre l’autrice, mancata fotografa per colpa di uno scatto di confusione e malinconia, si ritrova ad essere una guida turistica dei ricordi altrui e inciampa nel mondo da ricordare.In copertina del libro l’opera “L’enfant poisson”(trad. Il bambino pesce), che ritrae il protagonista Zio Pinotto in arte “86” cilindri ritratto a Crova nel 1941 dal pittore Vanier, ospite per circa un anno, durante la guerra, del nonno dell’autrice. Vanier dipingeva per contraccambiare l’ospitalità che il medesimo nonno Ernesto mise a disposizione dell’artista e il nonno dell’autrice non si preoccupò mai di sapere chi fosse veramente l’artista: gli bastava che “86 cilindri” fosse felice con questo amico speciale arrivato da Marsiglia
Barbara Appiano è un instancabile fenomeno letterario con all’attivo 16 libri, e ne ha in pubblicazione ben altri 13.I suoi libri sono il frutto di una fervida creatività e una ricerca senza sosta della bellezza e della verità, spaziando nell’ambito sociale e contemporaneo, nella conservazione dei beni artistici e monumentali italiani, nella difesa della natura e delle specie a rischio di estinzione e in difesa dei disabili psichiatrici e della malattia mentale. Il libro sarà in vendita su Amazon alla pagina https://amzn.to/3acyxEd

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Abuso della chirurgia plastica: esce “L’istmo di Panama non è una banana“

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

È un romanzo satirico in cui a parlare sono le rughe delle donne, un bisturi, e il botulino. È “L’istmo di Panama non è una banana” dell’autrice Barbara Appiano, un libro esilarante sull’abuso della chirurgia plastica e sulle donne che non vogliono invecchiare condito di una sana invidia: “senza non avrei potuto scrivere questo libro” dice la stessa autrice. Un libro nato da una visione quando in televisione “vidi una showgirl che al posto della bocca aveva due pneumatici da neve che le impedivano di sorridere”.Il libro è un dialogo tra le rughe condannate al fine vita di un chirurgo plastico, del botulino e di un bisturi. La satira condensata di sagace e acuta ironia è il ritratto che la scrittrice “disegna” per le donne di oggi che hanno l’ansia della ruga e che si sottopongono ad accanimento terapeutico pure di perpetrare l’eutanasia alla ruga di troppo. A ciò si aggiunge che Barbara Appiano dedica il libro agli invidiosi che sono la linfa dell’esibizionismo contemporaneo, che fomenta il disturbo della personalità narcisistico-compulsivo attraverso l’abuso dei social, che creano la competizione estrema tra simili. Perché non bisogna invecchiare, non bisogna ingrassare, bisogna essere ricchi e avere successo, sempre e comunque. Barbara Appiano è un genuino, prolifico e autentico talento fuori dagli schemi, capace di dare vita ad una scrittura surreale con metafore e allegorie .Un talento che ha dato vita ad un nuovo titolo irriverente, con la partnership del Corriere dello Spettacolo, il giornale quotidiano on line diretto dal giornalista e scrittore Stefano Duranti Poccetti, e una copertina particolare, un assemblaggio del quadro di Mario, fratello dell’autrice, dal titolo “La matassa” e l’opera “Ritratto parapsicologico di donna adulta” del pittore Andrea Guasti.
Appiano ha il merito di essere una scrittrice anticonformista, geniale per il suo linguaggio satirico, onirico e surreale, tanto che potrebbe essere paragonata ai pittori dadaisti e surrealisti. La stessa copertina è travolgente per l’insieme pittorico di bozzetto che pare davvero l’isteria di una ruga in fuga come indicato nel sottotitolo.

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