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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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L’Unione Sindacale di Base torna in piazza

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Roma martedì 11 dicembre alle 14,30 con un presidio in piazzetta Vidoni, al ministero della Funzione Pubblica, in concomitanza con il passaggio della Legge di Stabilità 2019 al Senato, per chiedere la proroga di tutte le graduatorie dei concorsi pubblici e adeguate risorse per il rinnovo dei contratti in scadenza al 31 dicembre di quest’anno. Il ministro Giulia Bongiorno ha annunciato che saranno prorogate solo alcune graduatorie scelte in base alle professionalità necessarie, promettendo 450.000 nuove assunzioni nei prossimi tre anni. La USB ritiene necessaria la proroga di tutte le graduatorie, per soddisfare l’impellente necessità di assunzioni di molte amministrazioni pubbliche e per rispondere alle aspettative dei 150.000 vincitori ed idonei che, in diversi casi, aspettano da molti anni di essere assunti. Mettersi a fare i distinguo nel momento in cui le graduatorie sono in scadenza appare davvero cinico ed intollerabile. Nella Legge di Stabilità 2019 ci sono appena le risorse per la solita vacanza contrattuale, quindi il Governo del cambiamento sembra muoversi nel solco dei precedenti esecutivi: pochi spiccioli per i contratti e vessazione dei lavoratori, con l’uso della biometria per rilevare le presenze in ufficio. Impronte digitali o rilevazione dell’iride, schedati e trattati come criminali, in nome di una campagna diffamatoria che sembra non avere fine e colore politico. Serve cambiare rotta, per questo serve una protesta forte e decisa. Al momento sono 24 i Comitati di vincitori ed idonei di concorsi pubblici che hanno aderito al presidio della USB.

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Nuova base permanente di prove in mare

Posted by fidest press agency su domenica, 11 novembre 2018

Barcellona. Dopo aver a lungo studiato la migliore opzione logistica, la scelta di Beneteau per la sua nuova base permanente di prove in mare è ricaduta sul Porto di Barcellona. Inaugurata a fine ottobre alla presenza di Annette Beneteau Roux, del direttore generale di Beneteau Luca Brancaleon, del direttore generale del Porto e dell’Aeroporto della Catalogna Pere Padrosa, del concessionario catalano Rodolf Guasch e di 35 giornalisti europei delle più importanti testate nautiche, la base di Port Ginesta è operativa e a disposizione di clienti, giornalisti e partner che avranno la possibilità di provare durante tutto l’anno le novità a vela e a motore, oltre a tutte le proposte del Cantiere della Vandea.
Tra i quattro siti presi in considerazione (Barcellona, Cannes, Palma e Nizza) Port Ginesta si è imposta per contesto, richiamo e funzionalità. Responsabile del progetto e direttore del Servizio Premium, Yves Mandin ricorda come oltre alla vicinanza dell’Aeroporto Internazionale, il dinamismo della città e la sua vivace attività culturale, “Barcellona coniughi la dolcezza del clima alle perfette condizioni di navigazione. Ben protetto, Port Ginesta offre inoltre un accesso rapido al mare senza canale d’entrata. In più, Beneteau ha firmato un accordo della durata di tre anni, ottenuto una struttura dedicata e otto ormeggi da 15 metri. Oltre alla possibilità di poter aumentare il numero di ormeggi in base alle imbarcazioni da accogliere”.

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PlaqueTec Establishes New Science Base at the Babraham Research Campus

Posted by fidest press agency su domenica, 29 luglio 2018

PlaqueTec Ltd. has relocated its existing coronary plasma bank from Royal Papworth Hospital to the communal laboratory facility within the Babraham Research Campus in Cambridge. The company has also expanded its headquarters and device development facilities, which are now located in Cambourne Business Park, also in Cambridge.PlaqueTec is leading biomarker-based cardiovascular disease (CVD) research and is building a large database of CVD biology to transform care of people with coronary artery disease. The company was originally established 10 years ago within the Royal Papworth Hospital’s Cardiothoracic Bioincubator facility, which will soon relocate to the Cambridge Biomedical Campus.“We are so grateful for the past decade at Papworth, where we were able to develop our unique catheter device in close cooperation with world leading interventional cardiologists,” said Annalisa Jenkins, MBBS, FRCP, PlaqueTec CEO. “These moves all come at the perfect time as the communal facility at the Babraham Research Campus will help us expedite development of our CVD biomarker database and drive a new era of personalised medicine for people at high risk of heart attack.”

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Sell-off del debito emergente: che cosa c’è alla base?

Posted by fidest press agency su sabato, 28 luglio 2018

Commento a cura di Peter Eerdmans, Co-Head, Emerging Market Fixed Income di Investec Asset Management. Come durante il taper tantrum del 2013, una causa del sell-off registrato nel debito dei mercati emergenti può essere individuata in un diverso indirizzo delle politiche degli Stati Uniti che ha alterato l’attrattività relativa degli asset del debito emergente. Nel 2013 si trattava del tapering del quantitative easing. Nel 2018, lo scenario di debolezza si è presentato in corrispondenza di un ritmo più accentuato nella normalizzazione dei tassi e nel quantitative tightening degli Stati Uniti.
Non si tratta di un fenomeno nuovo. Nel corso degli episodi precedenti (2004, 2005, 2006) forti riprezzamenti nei tassi americani hanno comportato una correzione nell’asset class. Ad ogni modo, durante l’intero ciclo di rialzi tra il 2004 e il 2006 negli Stati Uniti, la Fed ha effettuato un rialzo complessivo del 4,25%, mentre il debito emergente sia in valuta locale, sia in valuta forte ha registrato rendimenti annualizzati di oltre il 10% nel periodo.Il ritmo della stretta dei tassi negli Stati Uniti si è attenuato nelle ultime settimane e le prospettive future sembrano essere molto più modeste. Diversamente dal 2013, quando la Fed stava appena iniziando a fare un passo indietro dal QE, adesso siamo potenzialmente più che a metà strada nel ciclo dei rialzi, quindi riteniamo che lo scenario attuale sia molto più simile al 2004-2006.
Come nel 2013, i mercati emergenti con le maggiori vulnerabilità sono stati i più colpiti. Però, diversamente da quanto avvenuto nel 2013, la lista dei paesi con vere e proprie vulnerabilità è più ristretta. Eccezion fatta per l’Argentina e la Turchia, che hanno vulnerabilità esterne significative, la maggior parte degli altri mercati emergenti si trova in uno stato migliore. Ad esempio, durante la grande correzione degli ultimi anni le bilance delle partite correnti dei mercati emergenti sono generalmente passate dal deficit al surplus.Nel 2013, i flussi in uscita e la debolezza di mercato hanno causato un significativo restringimento delle condizioni finanziarie attraverso la debolezza delle valute e la contrazione delle politiche monetarie delle banche centrali dei mercati emergenti, che hanno rinforzato il sell-off. Invece, questa volta, l’impatto è stato abbastanza marginale eccetto che in Argentina e Turchia.
A nostro avviso la stretta nelle condizioni finanziarie non farà deragliare il percorso relativamente positivo dei mercati emergenti. Questo è un altro fattore chiave di differenziazione dal 2013, quando i mercati emergenti stavano rallentando dopo un lungo boom che aveva portato al surriscaldamento delle economie e a un eccessivo accumulo di credito in alcuni mercati.La situazione è piuttosto diversa adesso. Le economie emergenti sono generalmente nelle fasi iniziali del ciclo, con una crescita in recupero dopo un pesante rallentamento tra il 2013 e il 2016. Di conseguenza, c’è un ritardo considerevole in molti mercati. Questo consente alla crescita di accelerare senza alimentare l’inflazione o danneggiare i deficit delle partite correnti. In più, il contesto di crescita globale rimane relativamente forte e le materie prime ricevono ampio sostegno.Le valutazioni non dovrebbero mai essere considerate isolatamente, ma nel contesto fondamentale relativamente positivo di questo periodo riteniamo che il sell-off abbia apportato valore considerevole nell’asset class, specialmente nelle obbligazioni in valuta locale, dove già ritenevamo che le valutazioni fossero abbastanza convincenti. All’apice del taper tantrum le valutazioni delle valute emergenti si mantenevano vicine ai massimi del 2011, mentre attualmente vi è un margine tra il 15-17% nel tasso di cambio effettivo reale. Gli spread del credito sono probabilmente meno interessanti su una base meramente retrospettiva. Tuttavia, a differenza del 2013, i fondamentali del credito sono su una traiettoria positiva.
Ci sono, ovviamente, alcuni rischi da considerare. La retorica della guerra commerciale è un rischio chiave, al punto che pensiamo sia il motivo per cui questo sell-off è diventato più ampio delle precedenti correzioni del mercato rialzista. Riteniamo che gli effetti concreti della guerra commerciale saranno marginali. Tuttavia, ci aspettiamo che il rischio perduri nel corso dell’estate, durante la quale Trump cercherà di convincere i partner commerciali.
Un altro fattore che teniamo in considerazione è la composizione della crescita globale. L’impulso fiscale degli Stati Uniti ha aiutato l’economia americana a sovraperformare gli altri Paesi del mondo nel secondo trimestre.Le economie emergenti tipicamente danno il meglio quando l’economia globale cresce più forte, ma i mercati emergenti stanno andando più velocemente degli Stati Uniti. La nostra considerazione di partenza è che il ritmo di crescita degli Stati Uniti andrà incontro a una moderazione nella seconda metà dell’anno. In correlazione a ciò, un nuovo pesante sell-off nei Treasuries potrebbe far deragliare l’asset class. Tutto ciò sembra però improbabile, visto che l’inflazione degli Stati Uniti sembra restare ben ancorata e che i rialzi dei tassi per il resto dell’anno sono già largamente prezzati.Nel complesso, riteniamo che l’asset class sia in una condizione molto migliore rispetto al 2013. I fondamentali e le valutazioni sono entrambi positivi e il sell-off non ha prodotto effetti secondari che possano minacciare un ulteriore ribasso dell’asset class. Non ci sembra vi siano i presupposti per un esteso mercato ribassista, anche se stiamo monitorando da vicino i rischi che potrebbero cambiare il quadro. Siamo costruttivi sull’asset class e disponiamo di un modesto sovrappeso beta nei nostri portafogli.

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Sono 122 i giorni lavorativi all’anno dedicati dal commercialista agli adempimenti fiscali di base

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

Il dato emerge da una ricerca della Fondazione Nazionale dei Commercialisti pubblicata in questi giorni. Il sondaggio è stato condotto su 3.500 questionari con l’obiettivo di misurare in particolare il costo del software, delle banche dati e del tempo dedicato alla formazione e agli adempimenti di base da parte del personale dello studio. Dall’indagine si evidenzia come oltre il 70% degli studi professionali si dedichi a tali attività che, per quanto riguarda il costo medio dei software specifici vede negli studi associati un esborso di 9.868 euro pari a quasi il doppio di quelli individuali (4.985 euro) con differenze rilevanti da un punto di vista dimensionale, passando da una media di 4.724 euro per gli studi fino a cinque addetti a 9.406 euro per gli studi tra 6 e 10 addetti e arrivare infine ai 15.433 euro per quelli con oltre 10 addetti. Per quanto riguarda la formazione specifica in materia , in media gli studi riservano 12 giorni che salgono a 20 per quelli individuali e scendono a 5 per gli associati.
Un altro indicatore rilevato è il costo delle banche dati che passa da una media di circa 2.500 euro per gli studi individuali e condivisi ai circa 4.300 euro degli associati. Inoltre risulta come gli studi maggiormente esposti agli adempimenti fiscali (1.953) presentano una media più bassa e ciò in controtendenza generale. Evidentemente le banche dati e gli altri strumenti di aggiornamento sono maggiormente utilizzati dagli specializzati rispetto ai generici.
La ricerca ha indagato anche i costi sostenuti per l’invio del nuovo spesometro 2017. Il sondaggio, svolto nel mese di dicembre , è stato effettuato mediante un questionario online ad un campione di 7000 commercialisti. Per quanto riguarda la distribuzione geografica dell’effettiva fatturazione dello spesometro, emergono delle differenze fra il Nord dove l’81,1% dichiara di averlo fatturato rispetto al 67,5% del Centro e al 41,4% del Sud, con una media nazionale del 66,3%. La regione che ha fatturato il più alto numero di spesometri è il Trentino Alto Adige con l’88,4%, mentre quella con il numero minore è la Campania con il 32,8%.La ricerca completa disponibile online sul sito (www.fondazionenazionalecommercialisti.it)

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L’assistenza sanitaria di base e specialistica per i cittadini rischia di non essere assicurata

Posted by fidest press agency su domenica, 11 giugno 2017

medicoPerché il progressivo ed elevato pensionamento dei medici non è compensato da un numero adeguato di medici specialisti in formazione. I provvedimenti del governo sul blocco del turnover per esigenze di contenimento della spesa pubblica hanno peggiorato ulteriormente la situazione. Anche il numero di medici laureati che non hanno la possibilità di accedere alla formazione post-laurea e, conseguentemente, al mondo del lavoro è in costante aumento. Discutiamo come ridurre il problema della carenza dei medici attraverso le misure proposte.La situazione europea per i medici è questa: noi abbiamo la libera circolazione di persone e merci ma l’autonomia nell’organizzazione dei servizi sanitari nazionali è totale, per cui abbiamo delle grosse disparità, lavorative e di funzionamento dei servizi sanitari e, se la mettiamo assieme alla carenza del 13% di medici e infermieri prevista per il 2020 (però non è che comincerà nel 2020, stiamo arrivando a quel punto lì), questo porta di fatto a una consistente migrazione di medici e di personale infermieristico da Paesi dove le condizioni di lavoro sono peggiori verso Paesi dove le condizioni di lavoro sono migliori.In Italia noi abbiamo questa situazione: il 70% dei medici ospedalieri attualmente in servizio è nato tra il 1950 e il 1960.
Sono 70000 medici che in dieci anni usciranno. Per entrare a lavorare in un ospedale è necessario essere già specialisti in Italia, non solo in Italia, ma in Italia è molto stretta questa regola, ma la specializzazione si prende esclusivamente nelle scuole universitarie cioè, a differenza di quel che succedeva in passato, il laureato in medicina deve fare un concorso per entrare in una scuola di specializzazione universitaria con un problema: che il numero previsto di laureati necessari per l’Italia è attualmente attorno ai 10000, anche se si sta discutendo di ridurne il numero, a fronte comunque del 13% di carenza europea non so quanto sia centrato il problema, è un problema da studiare, però c’è un collo di bottiglia che ammette non più di 6000 medici laureati alle scuole di specializzazione.Quindi si crea un duplice problema: ogni anno 4000 laureati in medicina non possono specializzarsi, quindi non hanno prospettive di lavoro in Italia perché se non sei specialista non puoi, neanche nel privato. E questo in più comporta che questo numero di medici che avanza ogni anno va crescendo di 4000 ogni anno e il numero di specialisti che noi avremo a disposizione per gli ospedali è, nei prossimi 10 anni, marcatamente inferiore al numero di specialisti che, per motivi di età, andrà fuori dal sistema. Quindi è un problema che è da risolvere.Potremmo arrivare al paradosso che per poter riempire le piante organiche italiane dovremo ricorrere a specialisti stranieri, mentre un grosso numero di medici italiani, laureati, non sono specialisti e, se vogliono fare il medico, dovranno andarsi a specializzare all’estero e magari, in molti casi, come già succede ora, rimanerci. Quindi noi perdiamo i nostri studenti che sono costati all’Italia per la formazione e vanno a lavorare in Paesi esteri che non hanno speso nulla per la loro formazione, si trovano dei laureati belli e fatti e anche di buona qualità, devo dire. Questo per quanto riguarda il numero. Il problema riguarda anche la qualità perché quando hanno deciso di portare il numero degli specializzati, circa negli ultimi due o tre anni, da 5000 a 6000 l’anno, non è che hanno potenziato la ricettività delle scuole, hanno semplicemente aumentato il numero di medici che stanno lì in queste piccole scuole. Ora, l’Università grossomodo copre il 5% dei letti nazionali. I medici specializzandi, anno per anno, sono complessivamente 25000, che sono pari a un quarto di tutta la rete medici in tutta la rete ospedaliera, quindi è un grossissimo numero. Pensare che chiusi nelle Università questi medici possano avere la possibilità di imparare veramente il mestiere è un’illusione.
Del resto, mentre in tutti i Paesi europei per lo specialista che esce garantiscono un’autonomia professionale, i nostri specialisti, questa autonomia professionale non ce l’hanno, specialmente nelle specialità dove c’è da usare le mani, quindi le chirurgie, l’anestesia, la cardiologia interventista, la radiologia interventista. Quindi abbiamo un problema, non solo di numero ma anche di qualità di specialisti che vengono immessi nel sistema.
In sintesi i problemi sono tre: il dove, il come e la verifica e il controllo. Il dove, l’ho detto, tutti quanti gli ospedali italiani devono far parte di una rete di ospedali di insegnamento. L’ospedale più piccolo con meno casistica farà la sua parte per la casistica che ha. Va organizzato in modo che lo specializzando possa ruotare per alcuni periodi in diverse strutture ospedaliere, la qual cosa peraltro è di forte utilità anche per chi li riceve questi specializzandi, perché non sono degli incapaci, è gente con la laurea in Medicina che nel giro di pochi mesi è già in grado di essere produttiva quindi, con la carenza di personale, sarebbe anche incentivata a lavorare.
Il come farlo: tutti quanti dovrebbero essere considerati in una rete di ospedali di insegnamento, poi se l’Università vuol prendersi carico della messa in rete organica di tutte le strutture che ci sono sul territorio regionale, perché noi abbiamo la sanità divisa per regioni, e quindi facciano questi programmi per assegnare gli specializzandi nelle strutture e, la cosa che alla fine diventa la più importante perché, quando noi abbiamo davanti un sistema complesso, uno dei punti, e quello della Sanità è sicuramente un sistema molto complesso, uno dei punti è l’analisi dei bisogni, quindi noi dobbiamo essere in grado realmente di capire quale sarà il bisogno prospettico a sette, otto, dieci anni di specialisti di determinate specialità e, più in generale, di quanti laureati ci sarà bisogno, quindi bisogna prima prevedere e studiare il numero dei laureati che usciranno dalle Università.Tutti questi laureati devono essere messi in condizione di entrare in una specialità, possibilmente di loro scelta, perché non si può pensare di prendere uno che ha passione per fare il chirurgo e gli si dice “vabbè è rimasto solo un posto da dermatologo” o viceversa uno che vuol fare il pediatra, gli si dice “no, c’è solo il posto da neurochirurgo” perché ci sono anche delle tendenze personali. Quindi la previsione delle necessità è un altro degli aspetti che vanno considerati.
di Enrico Reginato, Presidente della Federazione Europea dei Medici Dipendenti (FEMS) fonte blog 5 stelle di Grillo) (foto: reginato)

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Restauro ex base Nato: firmato il contratto lavori

Posted by fidest press agency su sabato, 3 settembre 2016

La ditta Eurocostruzioni di Padova consegnerà il “museo” entro il 2017. “Camper service pian del Cansiglio” a buon punto. Veneto Agricoltura ristrutturerà a Perarolo di Cadore (BL) anche la Casera Valmontina.È stato stipulato stamattina, nella sede di Veneto Agricoltura in Pian Cansiglio (BL), il contratto tra l’Agenzia regionale e la ditta EUROCOSTRUZIONI srl di Padova per i lavori di restauro conservativo, del valore di 637.000€; si tratta dei fabbricati dell’ex base Nato in Cansiglio rimasti dopo la bonifica avviata da Veneto Agricoltura alcuni anni fa: quindi l’hangar e il relativo bunker (dimensioni interne m 18,35 per m 21,70, altezza m 5,39). Il tutto diverrà un “open space”, da allestire con tabellonistica e con sistemi multimediali per costituire sia una struttura museale a testimonianza della “guerra fredda”, sia uno spazio da adibire ad attività di educazione naturalistica e, più in generale, di fruizione sostenibile del territorio. Non dobbiamo dimenticare infatti che la Foresta demaniale regionale del Cansiglio è area SIC (sito di importanza Comunitaria) e ZPS (zona di protezione speciale), inserita nella Rete europea Natura 2000. L’hangar sarà raggiungibile utilizzando una strada carrabile esterna, ma anche da una strada “per tutti” interna alla ex Base, chiusa al transito veicolare e recentemente riasfaltata. Il Direttore di Veneto Agricoltura Alberto Negro sottolinea che il Bosco dei Dogi avrà perciò, “alla fine dei lavori cioè entro il 2017, una importante struttura in più, in grado di ospitare al coperto, quindi con ogni tempo, un elevato numero di persone; molto utile per le vivaci attività di educazione in atto e per ospitare iniziative legate alla fruizione turistica, manifestazioni, eventi, etc.”.
Va anche ricordato che sono in piena attività i lavori di realizzazione del “Camper Service”, progetto che risponde all’esigenza di regolamentare la sosta dei camperisti in Cansiglio; siamo a buon punto e stanno nascendo, come previsto, le piazzole per la sosta di 30 veicoli, le colonnine per la fornitura di energia elettrica, l’illuminazione automatizzata, la vasca di scarico per le acque nere ed un punto di rifornimento acqua, nonché le sbarre e le postazioni per il pagamento automatizzato.
Un’ultima notazione che riguarda la montagna bellunese: sempre in Pian Cansiglio, oggi, Veneto Agricoltura ha stipulato anche il contratto con S.I.L.S. di Sauris (UD), per la ristrutturazione della Casera Valmontina, che diverrà Rifugio escursionistico e struttura di accoglienza per attività di educazione naturalistica. Il fabbricato è ubicato all’interno della Foresta regionale demaniale della Valmontina, che dal Comune di Perarolo di Cadore sale fino alle pendici del Monte Duranno; parte della Foresta è stata classificata 20 anni fa come “Area Wilderness”, tra le prime sulle Alpi, a testimonianza dell’eccezionale cifra naturalistica ed ambientale della zona. Valore dell’intervento 500.000,00 € su finanziamento regionale a valere sul Programma PAR FSC.

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Conti bancari di base per tutti

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 aprile 2014

Con la nuova legge approvata martedì dal Parlamento, chiunque risieda legalmente nell’UE avrà il diritto di aprire un conto bancario di base e a nessuno potrà essere negato tale diritto sulla base della nazionalità o del luogo di residenza. Questa normativa dovrebbe inoltre garantire che le spese e le regole per tutti i conti bancari siano trasparenti e comparabili e rendere più facile passare da un conto corrente a un altro che offre condizioni migliori.”Questa direttiva ha l’obiettivo permettere agli utenti di utilizzare servizi di pagamento comuni. Garantire l’accesso ai conti di base per tutti i consumatori, compresi i migranti e i cittadini in mobilità, stimolerà la modernizzazione economica, faciliterà la libera circolazione e aiuterà i più svantaggiati “, ha dichiarato il relatore Jürgen Klute (GUE/NGL, DE). Il testo è stato approvato con 603 voti favorevoli, 21  voti contrari e 51 astensioni. Il Parlamento ha chiesto che i conti bancari di base siano offerti da tutti, o almeno da un numero di istituti di credito in tutti gli Stati UE tale da garantire sia un facile accesso per tutti, sia la competitività delle offerte. Tali offerte non dovranno essere limitate alle banche che forniscono esclusivamente servizi online.Chiunque risieda legalmente nell’UE, anche senza fissa dimora, potrà aprire un conto di base. Tuttavia, gli Stati membri potrebbero richiedere ai futuri clienti di indicare il loro interesse e la finalità dell’apertura del conto, a condizione che rispettino pienamente i diritti fondamentali del cliente e che l’esercizio di tale diritto non risulti eccessivamente complicato o gravoso per il consumatore.La legge garantisce che chiunque apra un conto bancario sia in grado di capirne le commissioni e tassi d’interessi e di confrontare le offerte: questa informazione deve essere chiara e standardizzata in tutta l’UE. In ogni Stato membro dell’UE, dovrà essere creato almeno un sito web indipendente che permetta di confrontare i tassi d’interesse e le tariffe applicate dalle banche, che dovranno inoltre informare i propri clienti sulla possibilità di aprire conti bancari di base.

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Imposta sulle società: il Parlamento propone una base imponibile comune

Posted by fidest press agency su domenica, 22 aprile 2012

Bruxelles.

Former European Parliament in Luxembourg Itali...

Former European Parliament in Luxembourg Italiano: Ex-Parlamento europeo di Lussemburgo (Photo credit: Wikipedia)

L’uso di una base imponibile comune dovrebbe essere obbligatorio, è stato dichiarato in Parlamento giovedì durante un voto per esprimere la sua posizione sulla legislazione proposta dalla Commissione europea. La proposta originaria della Commissione prevede uno schema volontario.”Questo sistema di armonizzazione per calcolare la base imponibile dà alle società la possibilità di consolidare i risultati delle loro filiali, permettendo loro di compensare per qualsiasi perdita di un membro del gruppo. Ciò rende più facile per le società avere e mantenere filiali in diversi Stati membri e riduce gli oneri burocratici. Inoltre, il sistema garantisce che le società, al momento di scegliere le loro sedi, diano più importanza ad aspetti economici e sociali piuttosto che a motivi puramente fiscali”, ha dichiarato la relatrice Marianne Thyssen (PPE, BE).
La base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società (common consolidated corporate tax base – CCCTB) dovrebbe diventare obbligatoria dopo un periodo di transizione, secondo la risoluzione che è stata approvata con 452 voti a favore, 172 contrari e 36 astensioni.Inizialmente, la CCCTB si applicherebbe soltanto alle società cooperative europee, che hanno una natura transfrontaliera. Dopo cinque anni, verrebbe applicata a tutte le imprese europee, eccetto le piccole e medie imprese (PMI), che potrebbero optare per un regime della CCCTB su base volontaria. Per le PMI, la Commissione dovrebbe adoperarsi per ridurre i costi amministrativi e creare quindi le condizioni necessarie affinché le imprese attive su scala transfrontaliera possano trarre beneficio dall’adesione al regime della CCCTB.La posizione del Parlamento propone che qualora non tutti gli Stati membri desiderino utilizzare lo schema, coloro che intendono parteciparvi potrebbero introdurlo attraverso la procedura di cooperazione rafforzata prevista dai trattati UE.
Il regime della CCCTB darebbe alle società la possibilità di calcolare i loro redditi imponibili secondo un unico insieme di regole, invece di dover rispettare norme fiscali diverse in ogni Stato membro nel quale operano.La CCCTB, in quanto sistema per calcolare la base tassabile, non introdurrebbe alcun tasso comune d’imposizione.

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Regione Lazio: movimenti e sindacato di base

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2010

Roma 6 dicembre ore 14,30 assemblea pubblica teatro Mongiovino, via Giovanni Genocchi 15. La crisi profonda che ha spinto tante vertenze ad unirsi per produrre una maggiore pressione nei confronti della Polverini e dei suoi assessori fino ad ora ha ricevuto la peggiore delle risposte. Lo scorso 25 novembre l’edificio regionale blindato da centinaia di agenti in tenuta antisommossa e l’intervento degli stessi per sgomberare la delegazione di manifestanti rimasta dentro la Sala Liri dopo un incontro deludente con una controparte tecnicamente autorevole ma impossibilitata a prendere decisioni politiche, rappresentano un messaggio che non distende animi già duramente provati da licenziamenti, cassaintegrazione, precarietà e disoccupazione. Ora non intendiamo mollare la presa: per seguire da vicino la manovra di bilancio e per rispondere con forza agli accadimenti del 25 novembre, per dare continuità alla scommessa risultata vincente di unire le lotte e provare a rappresentare i tanti punti di vista e le tante sofferenze esistenti nella Regione e nel Paese.
Il 3 dicembre è iniziato l’iter della manovra di bilancio della Regione Lazio. Molti capitoli dello stesso bilancio riguardano la mobilitazione che ha visto i movimenti e i sindacati di base assediare la sede della Giunta.

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I° Congresso del Sud: 5 simboli una sintesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 maggio 2010

Gaeta (Lt) 19 giugno 2010 dalle ore 11:00 alle 20:30 presso Hotel Mirasole Via Firenze, 5 Antonio Ciano, Francesco Strafalaci, Antonino Calì,  Girolamo Foti, Bruno Mabilia, si presentano uniti per un progetto che ha come comune denominatore la nascita della Confederazione SUD Euromediterranea. Per la circostanza sono stati chiamati a raccolta gli associati, i simpatizzanti, il pubblico delle grandi occasioni poiché l’iniziativa vuole essere tra quelle che lasciano il segno e intendono diffondere un messaggio agli italiani da una forza associativa che parte dalla base, che si nutre delle energie e delle risorse di chi, da tempo, è stato costretto a subire la volontà altrui, ad essere guidato senza un autentico progetto riformatore. Per anni, infatti, siamo stati nutriti dalla retorica dei messaggi mediatici ed ora si presenta l’occasione per riportare la palla al centro dello schieramento politico e per ridare credibilità, rispetto e identità alle istituzioni, per restituire agli italiani la fiducia avvalendosi di una piattaforma innovatrice che si nutre della linfa vitale che percorre le strade, delle nostre città ed è fatta di gente comune, operosa, paziente e generosa. Ma il tempo dell’attesa è oramai scaduto. Non è più possibile restare sull’orlo di un baratro senza ancorarsi a qualcosa di certo, senza avvalersi di un supporto valido per dare stabilità al sistema e, al tempo stesso, offrire al popolo degli elettori l’opportunità di riscattarsi dalla politica degli opportunisti e degli opportunismi, dei clientelismi, dei comitati d’affari e trasformare l’essenza della democrazia, che si avvale della politica, il contenuto che tutti noi attendiamo. Ecco perché le luci della ribalta si accendono su questo congresso animato e suscitato dagli spiriti liberi del Sud ma che si rivolge a tutti gli italiani per cercare di alimentare una certezza di un riscatto nazionale che suona emblematico proprio alla vigilia del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia. Aprirà i lavori il Presidente pro tempore della Confederazione Antonio Ciano dopo i saluti del Sindaco di Gaeta. Seguiranno gli interventi di Francesco Strafalaci (Sicilia Federale) Bruno Mabilia (Alleanza per il Sud) Linda Cottone (Partito del Sud – Alleanza meridionale) Antonino Calì (Movimento per il Sud) Girolamo Foti (MovimentoSUD dei diritti). Nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo sarà data la parola ai presenti per poi dare inizio alle operazioni di voto per l’elezioni dell’organigramma della Confederazione. Il giorno successivo gli eletti parteciperanno alla prima assemblea straordinaria.

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Giornata Internazionale delle Donne

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2010

Roma 8 marzo 11.30 alle 13.00 nella sede del WFP (Auditorium) Via Cesare Giulio Viola 68/70 (zona Parco de’ Medici) si celebrano le conquiste passate, presenti e future delle donne in campo sociale, politico ed economico. Quest’anno il tema scelto dalle Nazioni Unite per la giornata è “Pari diritti, pari opportunità: progresso per tutti.”  A quasi due mesi dal devastante terremoto che ha colpito Haiti, le tra agenzie delle Nazioni Unite con base a Roma (FAO, IFAD e WFP) organizzano un evento per celebrare la Giornata Internazionale delle Donne e commemorare tre figure di spicco del neonato movimento femminista haitiano – Anne Marie Coriolan, Myriam Merlet e Magalie Marcelin – che hanno perso la vita durante il terremoto del 12 gennaio.  Le tre agenzie parleranno del ruolo globale che le donne ricoprono nei periodi immediatamente successivi a un disastro e della loro importanza nel processo di ricostruzione dei loro paesi. Marie Flore Monval Bourgoin, impegnata ad Haiti nel progetto di sviluppo “Productive Initiative Support Programme in Rural Areas”, sarà a Roma per offrire una testimonianza diretta del modo in cui le donne haitiane stanno affrontando la fase post-terremoto. Interverranno fra gli altri: Josette Sheeran, Direttore Esecutivo del WFP; Jessie Rose Mabutas, Capo delle Finanze e Responsabile amministrativo dell’IFAD; Annika Söder, Assistente del Direttore Generale della FAO; Nancy Exilas, Capo dell’ufficio WFP a Port-au-Prince; Richard Trenchard, Coordinatore FAO per le Valutazioni ad Haiti; Marie Flore Monval Bourgoin, Responsabile per Gender e Capacity Building del Productive Initiative Support Programme in Rural Areas di Haiti (IFAD/PAIP) e Geri Benoit, Ambasciatrice di Haiti in Italia.

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Metro Roma fra le Infrastrutture Strategiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2009

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha inviato al ministro per le Infrastrutture, senatore Altero Matteoli, e al presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, la richiesta di inserire la Linea D della metropolitana di Roma all’interno del Programma delle Infrastrutture strategiche. L’inserimento della Metro D fra le Infrastrutture strategiche consentirebbe, in maniera analoga a quanto avvenuto già per la Linea C, di poter seguire iter e procedure semplificate e più veloci per la costruzione di questa importante opera. Il progetto preliminare è stato già approvato dal sindaco Alemanno a maggio di quest’anno ed è la base della seconda fase di gara avviata con la pubblicazione del bando di concessione della Linea D pubblicato l’8 agosto scorso dalla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana per un investimento totale di 3 miliardi e 200 milioni di euro. Le caratteristiche strutturali e funzionali di tale Linea rendono la stessa un progetto unico al mondo: il progetto prevede uno sviluppo per 20 km circa, per 22 stazioni, attraverso i quali sarà possibile collegare la città storica con i quartieri Talenti, Montesacro e Salario a nord, e con i quartieri di  Trastevere, San Paolo, Marconi, Magliana ed EUR a sud, chiudendo finalmente la maglia dei collegamenti metropolitani e permettendo di servire il centro storico e di consentire l’interscambio con i servizi ferroviari.  Per avere un’idea dell’importanza dell’opera per la risoluzione del traffico cittadino basti solo pensare che la capacità di trasporto della Linea D nell’ora di punta sarà di oltre 20.000 passeggeri/ora con una frequenza di passaggio di circa 90 secondi.

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Abitudini alimentari scorrette nei diabetici

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2009

Molto spesso le abitudini alimentari degli individui diabetici appaiono poco corrette. È quanto sottolineano i risultati di uno studio americano, pubblicato su The Journal of the American Dietetic Association, che ha coinvolto circa 2.800 soggetti adulti e anziani affetti da diabete di tipo 2. In particolare, il trial Look Ahead ((Action for Health in Diabetes) ha consentito di stabilire che il 93% dei pazienti introduce nella propria dieta quantità eccessive di grassi e il 92% di sodio, aumentando in tal modo il rischio di patologie cardiovascolari e renali. Di contro, non risulterebbe soddisfacente l’assunzione di frutta, verdura, cereali e alimenti a base di latte. «Per chi soffre di diabete urge una maggiore informazione relativa all’importanza dell’alimentazione per una corretta gestione della propria condizione» ha dichiarato Mara C. Vitolins, della Wake-Forest University School of Medicine del North Carolina. “I pazienti diabetici  devono saper scegliere cosa mangiare per bilanciare nel modo migliore le calorie assunte e quelle consumate. La scelta degli alimenti deve, inoltre, essere rivolta alle categorie alimentari con le migliori  proprietà nutrizionali, quali per esempio quelle antiossidanti” (L.A.). The Journal of the American Dietetic Association 2009, 109, 1367-1375

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Polo integrato per la sicurezza ad Alatri e Priverno

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2009

Roma. “Dopo la delibera di giugno sul finanziamento di 1 milione di euro per la realizzazione di un polo per la sicurezza nel comune di Poggio Mirteto, ci aspettiamo che la Regione  non trascuri la sicurezza nella altre province finanziando progetti analoghi a Priverno e Alatri per avere un accesso immediato ai diversi servizi di soccorso” -.  Lo auspica il capogruppo alla Regione Lazio della Lista Storace, Vladimiro Rinaldi in base a quanto riferito dal suo collaboratore dottor Daniele Belli a seguito di alcuni sopralluoghi – “Si tratta di due aree strategiche per costituire altrettanti poli integrati per la sicurezza a favore delle Province di Frosinone e di Latina – afferma Belli -. Attualmente in quelle aree esistono due distaccamenti dei Vigili del fuoco che però non hanno risorse sufficienti per lavorare a pieno regime. Senza contare che il distaccamento di Alatri al 30 ottobre cesserà addirittura la sua attività”. “La Regione dovrà comunque investire nella sicurezza per rispondere alle esigenze di tutela del territorio e dei cittadini – sottolinea Rinaldi – dunque il modo migliore per ottimizzare le risorse è proprio quello di fare rete tra protezione civile, ARES 118 e Vigili del Fuoco e rispondere così ai diversi problemi legati alla carenza di personale ma anche di attrezzature e mezzi di soccorso.”

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Concorso nazionale degli accampamenti storici

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2009

Sparone Sabato 11 e domenica 12 luglio a, nel Canavese, è in programma la prima edizione del Concorso Nazionale degli Accampamenti storici, organizzato dall’amministrazione comunale e dal gruppo storico “La Motta” (iscritto all’Albo del Gruppi Storici della Provincia di Torino e noto in tutta Italia in quanto promotore della rievocazione ”Alla corte di Re Arduino”), con il patrocinio ed il sostegno della Provincia. Il concorso riguarda ricostruzioni di accampamenti che vanno dall’epoca della civiltà pre-romana dei Taurini al 1.300 dopo Cristo. Il programma prevede per sabato 11 luglio alle 16 l’apertura degli accampamenti al pubblico presso l’area dell’ex campo sportivo lungo la ex Statale 460. Alle 22 si terrà un concerto di musica eseguita con strumenti storici, per iniziativa del gruppo “Le Masche Parpaje”. Il gruppo storico “Nocturna” proporrà invece uno spettacolo con il fuoco. Domenica 12 luglio saranno aperti al pubblico a partire dalle 10 gli accampamenti ed un mercatino di oggetti che rievocano il passato. Sarà possibile visitare, su prenotazione, i luoghi di interesse storico di Sparone: La Rocca Arduinica, la chiesa di Santa Croce, la chiesa di San Giovanni ai Peretti, il borgo di Onsino. Nel pomeriggio, dalle 14,30 in avanti, sono in programma dimostrazioni di combattimenti, giochi per il pubblico, stage di spada e tiro con l’arco per i bambini, gare di abilità (lancio del tronco, getto della pietra, ecc.). Alle 16 i gruppi storici partecipanti al concorso effettueranno dimostrazioni al pubblico. La manifestazione si concluderà alle 18,30 con la premiazione del concorso. La graduatoria sarà definita in base al voto di una giuria di esperti (ne fanno parte anche un funzionario della Provincia, un membro della Commissione tecnica che presiede all’Albo dei Gruppi Storici uno storico, uno sceneggiatore, un archeologo, un saggista ed un giornalista) e di una giuria popolare.

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