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Posts Tagged ‘batterica’

Congiuntivite: virale, batterica o allergica?

Posted by fidest press agency su domenica, 19 luglio 2020

“Ho l’occhio rosso e gonfio!”, “Mi prudono gli occhi!”, “Nel mio occhio c’è pus!”. Queste le frasi che spesso denunciano la presenza di una congiuntivite. Sì, ma di che tipo? Virale, batterica o allergica questa infiammazione oculare si manifesta con sintomi differenti che possono prediligere adulti o bambini a seconda della tipologia, richiedendo il consulto dello specialista nel 70% dei casi. L’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) sottolinea come solo una corretta diagnosi permetta di ricevere il trattamento idoneo, evitando complicazioni gravi che possono portare anche a danni strutturali all’occhio.
Con un rischio di trasmissione del 50%, la congiuntivite infettiva più comune è la congiuntivite virale. Questa colpisce generalmente la popolazione adulta e si presenta prevalentemente in estate. Primo responsabile è l’Adenovirus (90% dei casi), un virus che spesso colpisce altre parti dell’organismo, in particolar modo le vie respiratorie, dando vita a ulteriori sintomi come mal di gola, rinite, tosse e ingrossamento linfonodale. A provocare la congiuntivite virale può, inoltre, essere l’Herpes Simplex (1,3%-4,8% dei casi) che attacca un solo occhio e si associa ad herpes labiale. A seguire Herpes Zoster e Molluscum Contagiosum: il primo coinvolge il nervo trigemino, mentre il secondo è spesso associato a congiuntivite follicolare con lesioni alla palpebra. In entrambi i casi, le complicanze possono essere gravi come danni alla cornea e uveite. Sebbene non esista nessun trattamento ad hoc, l’uso di antivirali topici o sistemici può rivelarsi utile per impedire complicanze. Impacchi freddi, lacrime artificiali e antistaminici topici alleviano la sintomatologia. Bisogna inoltre ricordare di utilizzare asciugamani e salviette personali per non favorire la trasmissione dell’infezione.
A prediligere i bambini, invece, è la congiuntivite batterica: si stima, infatti, che nel 50%-75% dei casi siano i piccoli pazienti ad esser vittima di questa fastidiosa infezione. Se la congiuntivite virale ama il clima estivo, quella batterica tende a presentarsi prevalentemente nel periodo tra dicembre e aprile. Una secrezione purulenta appiccicosa e sensazione di corpo estraneo nell’occhio sono i sintomi che la caratterizzano. Nei bambini, i principali batteri responsabili sono Haemophilus influentiae (29% dei casi) e Streptococcus pneumoniae (20%). Anche gli adulti possono essere colpiti da questa forma di congiuntivite infettiva che, in questi soggetti, è causata prevalentemente da Staphylococcus aureus, a cui seguono Streptococcus pneumoniae e Haemophilus influentiae. Inoltre, una scarsa produzione lacrimale, traumi, condizioni di immunodepressione sono tutti veri e propri fattori di rischio per l’insorgenza della congiuntivite batterica. A rappresentare il veicolo principale di trasmissione dell’infezione sono le mani che, se non lavate accuratamente e frequentemente, spalancano le porte a germi e batteri. Una volta diagnosticata, la congiuntivite batterica va trattata tempestivamente con un collirio antibiotico.Inoltre, a presentare condizioni importanti è la congiuntivite batterica iperacuta, un’infezione a esordio improvviso che progredisce fino alla perforazione della cornea. Causata spesso da Chlamydia o Neisseria Gonorrhoeae, malattie sessualmente trasmesse che possono diffondersi anche all’occhio, la congiuntivite batterica iperacuta è caratterizzata da un’abbondante secrezione purulenta, visione diminuita, dolore e linfoadenopatia.
“Particolare attenzione viene richiesta ai portatori di lente a contatto – aggiunge il Professor Stefano Gandolfi, Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Visivo all’Università di Parma – nonché ai pazienti che, di recente, sono stati sottoposti ad intervento di estrazione di cataratta. In entrambe le condizioni, una congiuntivite può portare a complicanze gravissime, quali ulcere corneali o endoftalmiti, tali da causare una perdita irreversibile della vista. Al minimo accenno di arrossamento congiuntivale, con o senza secrezione, il portatore di lente a contatto deve immediatamente sospenderne l’applicazione. Analogamente, davanti a un arrossamento intenso e dolore, durante i primi 7-10 giorni da un intervento per cataratta, il paziente deve immediatamente rivolgersi all’oculista per una urgente valutazione della situazione” .Il problema, in genere, scompare evitando il contatto con la sostanza scatenante e utilizzando lacrime artificiali. Nelle manifestazioni più importanti, è opportuno somministrare un collirio antistaminico e farmaci corticosteroidei.

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Impronta digitale batterica: il fingerprint che ci rende unici

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 dicembre 2019

Ognuno di noi è differente e YOVIS – linea di fermenti lattici di Alfasigma – lo sa. Come sa, tra l’altro, che questa unicità esiste anche a livello di flora intestinale. Ognuno di noi, infatti, oltre ad avere delle impronte digitali uniche, una propria biometria vocale e un’iride differente da quella di chiunque altro, ha una flora intestinale – microbiota – composta da un nucleo di specie batteriche comuni a tutti e da un nucleo di batteri unici e per ciascun individuo: il “fingerprint batterico”, ossia l’impronta digitale batterica.Questa si forma a partire dalla nascita e si costituisce fino più o meno all’età di 4 anni, dopodiché cambia poco nel corso della vita.I microrganismi che colonizzano il nostro intestino intervengono in numerosi processi fondamentali per il nostro benessere: “La loro coesistenza pacifica” – spiega Paola Benatti, Responsabile Sviluppo Nutraceutici R&D – è detta Eubiosi. Quando invece questo equilibrio viene meno, si parla di Disbiosi.”“La disbiosi” – continua la dottoressa Benatti – “è dovuta ad esempio ad eccessi alimentari, stili di vita scorretti o all’utilizzo di antibiotici; dà luogo a disturbi come gonfiore addominale, mal di pancia e può alterare la regolarità intestinale causando diarrea o stitichezza. In caso di disbiosi, per ripristinare il corretto equilibrio della flora intestinale, occorre assumere probiotici, prodotti a base di batteri “buoni”. I probiotici aiutano a ripristinare l’equilibrio della flora batterica intestinale contrastando la proliferazione dei batteri patogeni.”Chiara Francini, Brand Manager Yovis commenta: “Abbiamo voluto diffondere questo concetto così importante e poco noto come l’unicità del microbioma umano anche nel nostro spot. La linea di integratori alimentari YOVIS offre una varietà di referenze che possono essere scelte in base alle proprie preferenze, alle abitudini e allo stile di vita: chi preferisce le caps, chi invece trova più pratico assumere ad esempio gli stick o chi ancora l’ultima novità in flaconcini.”

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Resistenza batterica, le strategie migliori per contrastarla

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2016

Bacterial colonies on agar plate isolated on black

Bacterial colonies on agar plate isolated on black

La resistenza antimicrobica (Amr) pone sfide significative, ma esistono strategie per ridurre gli effetti dei germi multiresistenti, secondo uno studio pubblicato su Jama. Gli antibiotici hanno rivoluzionato la pratica della medicina, ma la resistenza antimicrobica rischia di ostacolare e addirittura invertire alcuni di questi progressi. «Negli Stati Uniti, gli organismi resistenti causano più di due milioni di infezioni e circa 23.000 morti l’anno. In Europa, la resistenza antimicrobica è responsabile di circa 25.000 decessi all’anno» dice Anthony Fauci del National Institutes of Health a Bethesda in Maryland, che assieme ai colleghi ha svolto uno studio di revisione per identificare i fattori associati alla resistenza antimicrobica e l’attuale epidemiologia degli organismi multiresistenti più importanti, nonché le possibili soluzioni.«Di 217 articoli selezionati, 103 sono stati inseriti nella revisione» scrivono gli autori, sottolineando che l’aumento di resistenza antimicrobica dipende da un insieme eterogeneo di fattori, tra cui l’uso inappropriato di antibiotici nella pratica clinica e al di fuori del settore sanitario, oltre a caratteristiche genetiche intrinseche ai batteri. «Il problema è stato aggravato da incentivi economici inadeguati allo sviluppo farmaceutico di nuovi agenti antimicrobici» riprende Fauci. Secondo gli autori, dal momento che la resistenza batterica agli antibiotici è inevitabile, la risposta alla minaccia viene da strategie innovative per identificare e sviluppare nuovi farmaci, vaccini e altri interventi immunitari profilattici, mettendo a punto metodi di trattamento che prevedono un minore ricorso agli antibiotici noti per indurre resistenza antimicrobica. Per fare qualche esempio, i ricercatori ricordano i metodi di sintesi chimica di nuovi antibiotici, ma anche le tecnologie di diagnosi rapida da utilizzare negli ospedali per individuare tempestivamente la causa delle infezioni riducendo la prescrizione non necessaria di antibiotici, uno dei principali catalizzatori della resistenza. «Sforzi internazionali in questa direzione, supervisionati dall’Organizzazione mondiale della sanità, sono già in corso» afferma Fauci. E conclude: «Senza una risposta coordinata, l’era post-antibiotica presagita da tanti diventerebbe una possibilità concreta e alquanto minacciosa».
(fonte: doctor33) (foto: batteri)

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Infezioni respiratorie trattate anche senza antibiotici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2009

Nei pazienti con infezione del tratto respiratorio inferiore (Lrtis), una strategia prescrittiva basata sulla misurazione della procalcitonina (Pct) serica, consentendo di discriminare l’origine batterica o virale, ridurrebbe l’esposizione ad antibiotici, senza accrescere il rischio di gravi eventi avversi. Lo dimostra un trial multicentrico di non inferiorità, randomizzato e controllato effettuato in sei ospedali svizzeri su 1.359 pazienti con grave Lrtis, tra l’ottobre del 2006 e il marzo del 2008. “L’uso non necessario di antibiotici contribuisce al crescente fenomeno della resistenza batterica e aumenta i costi medici” ricordano gli autori. “La più frequente indicazione per la loro prescrizione è costituita dalle Lrtis, i cui sintomi non permettono di distinguere se l’origine sia virale o batterica. Un test per valutare la probabilità circa tale origine è data dalla misurazione dei livelli serici di Pct”. I pazienti sono stati allora randomizzati all’impiego di antibiotici secondo un algoritmo Pct o in accordo alle linee guida standard. Il tasso complessivo di eventi avversi è risultato simile nei due gruppi (15,4% vs 18,9%), mentre la durata media di esposizione agli antibiotici e gli eventi avversi legati a questi ultimi sono risultati minori nel gruppo Pct. (A.Z.) Jama, 2009; 302(10):1059-1066

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