Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘batterio’

Analisi genetica del batterio che causa il tumore allo stomaco

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2021

È uno dei batteri più studiati in gastroenterologia, responsabile di alcuni casi di ulcera gastrica e di rari tumori allo stomaco. Ma adesso l’Helicobacter pylori, un parassita presente nello stomaco di due terzi della popolazione mondiale, potrebbe diventare anche insolito testimone della storia evolutiva dell’umanità. In un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, un gruppo internazionale di scienziate/i, tra cui la professoressa Silvia Ghirotto e il dottor Andrea Brunelli del Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie di Unife, è riuscito a studiare i processi evolutivi e demografici umani analizzando il DNA batterico di H.pylori. “Il legame tra questo batterio e la nostra specie è molto antico; la prima infezione documentata infatti è avvenuta in Africa circa centomila anni fa, prima che i nostri antenati lasciassero il continente per colonizzare il resto del mondo. Il batterio è stato quindi presente nei nostri stomaci durante tutta la nostra storia evolutiva, e durante tutte le migrazioni e interazioni tra popolazioni che hanno visto protagonista la nostra specie. Come conseguenza di questa straordinaria e antica relazione fra ospite e parassita, abbiamo che la variabilità genetica del batterio riflette quella del suo ospite. La struttura e la diversità genetica di H. pylori, infatti, mima quella umana che si evidenzia studiando il nostro DNA”, racconta la professoressa Ghirotto.Nello studio sono stati raccolti più di 500 campioni di Helicobacter pylori provenienti da biopsie gastriche di individui da 16 diverse popolazioni asiatiche e americane. Unite alle informazioni presenti in letteratura, il team ha ottenuto un dataset di più di 1000 sequenze batteriche rappresentative della variabilità mondiale di Helicobacter pylori. L’insieme di dati è stato poi analizzato con un approccio statistico innovativo che non era mai stato applicato a questo fine.“Sfruttare Il DNA batterico come marcatore genetico della storia evolutiva umana, oltre a essere affascinante, può rivelarsi fondamentale per la ricostruzione del nostro passato in tutte le quelle situazioni in cui il DNA umano non abbia un sufficiente potere risolutivo. Come nel caso dell’America, in cui la storia recente di conquista e migrazione dall’Europa e dall’Africa rende difficoltoso lo studio genetico dei processi evolutivi che hanno riguardato le popolazioni native”, spiega Andrea Brunelli.Seguendo le orme di H.pylori, in questo studio le scienziate e gli scienziati hanno dunque aggiunto importanti tasselli a due grandi migrazioni del passato, quelle che hanno portato i nostri antenati a popolare rispettivamente l’Asia e l’America circa 13000 anni fa. Informazioni preziose che sono in accordo con i dati raccolti fino a oggi con gli studi di archeologia.“Studiando le sequenze di H. pylori provenienti da popolazioni siberiane abbiamo notato come fossero diverse da qualsiasi altra popolazione batterica conosciuta fino a questo momento; ci siamo resi conto di aver identificato una popolazione nuova, che abbiamo chiamato hpSiberia. Tale popolazione ha un’origine recente, dovuta a fenomeni di mescolamento genetico tra due popolazioni batteriche differenti, una tipica dell’Asia Centrale, e l’altra del Sudest Asiatico. I nostri modelli statistici hanno evidenziato che tale fenomeno può essere accaduto durante l’ultima glaciazione, quando le popolazioni umane si sono ritirate in quelli che vengono chiamati “rifugi glaciali”, ristrette aree geografiche rimaste accessibili durante la glaciazione. Durante questo contatto tra diverse popolazioni è plausibilmente avvenuta la formazione di questa nuova popolazione batterica, che oggi è diffusa in tutta l’Asia Centrale e la Siberia” spiega la professoressa. Gli stessi modelli statistici sono poi stati applicati allo studio del processo di colonizzazione dell’America, evidenziando che le attuali popolazioni del Nord e Sud America derivano da un singolo processo di colonizzazione, avvenuto circa 13.000 anni fa, quando lo stretto di Bering era libero dai ghiacci e quindi poteva essere attraversato dall’uomo.“Per la prima volta in questo studio sono stati applicati dei modelli statistici di inferenza demografica all’analisi del DNA di un parassita per studiare la storia evolutiva del suo ospite. Questo approccio potrà essere esteso ad altri sistemi biologici che coevolvono con la nostra specie, permettendo di fare chiarezza su aspetti cruciali che riguardano il nostro passato” conclude la professoressa Ghirotto.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La battaglia contro il batterio la Xylella

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2021

Richiede un’azione più decisa e un programma di aiuti garantito da un ammontare adeguato di risorse – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Durante l’ultimo Question Time al Senato, il ministro per le Politiche agricole Patuanelli si è impegnato a fare della lotta contro il batterio una priorità. Per contrastare questa grave piaga che ha colpito un importante comparto produttivo, il Governo sta inoltre valutando l’opportunità di individuare ulteriori risorse o misure.Per dare respiro all’olivicoltura pugliese sono necessarie maggiori risorse. Come segnalato da diverse organizzazioni attive sul territorio, la dotazione finanziaria di 40 milioni di euro per gli espianti e i reimpianti è risultata assolutamente insufficiente, anche considerando che la Xylella è ormai diffusa sul 40% del territorio regionale – spiega Tiso. Un’altra nota dolente riguarda le domande di espianto e reimpianto presentate dagli agricoltori, che hanno atteso sette anni per ricominciare a lavorare: solo il 6% di queste ultime risulta ammesso. A questo ritmo, il piano per la rigenerazione olivicola da 300 milioni di euro non può contribuire alla ripartenza del settore in tempi ragionevoli.Ben venga quindi il rinnovato impegno del Governo, a condizione che i fondi per l’emergenza Xylella gestiti dalla Regione Puglia e da Agea siano erogati in tempi brevi, evitando di inciampare per l’ennesima volta in complicate procedure burocratiche che finirebbero per rendere spuntata anche la migliore delle misure.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La diffusione del batterio della Xylella sta mettendo in ginocchio

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 settembre 2019

L’olivicoltura pugliese Rischia di fare lo stesso con il comparto di altre Regioni. Questo fenomeno – dichiara in una nota il Presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – iniziato nel 2013, non è mai stato affrontato con la necessaria determinazione ed è ormai divenuto un fattore di estremo imbarazzo anche rispetto alla credibilità dell’Italia in Europa.Come Confeuro – prosegue Tiso – accogliamo con soddisfazione le parole del ministro Bellanova sulla necessità di rilanciare il settore olivicolo pugliese e sulla volontà di coinvolgere Bruxelles nei processi di sostegno ai florovivaisti e agli agricoltori della Regione; è infatti giunto il momento di dare un forte segnale di discontinuità rispetto al passato e di abbandonare l’uso della retorica per sostituirlo ad azioni concrete e tangibili.Perché il primario possa effettivamente divenire il volano del riscatto italiano – continua Tiso – serve considerazione e convinzione; ma soprattutto l’elaborazione di una strategia ad ampio raggio che punti con forza sull’agroecologia e sulla sostenibilità. Il rilancio del comparto agroalimentare e la tutela dell’ambiente – conclude Tiso – non sono in contrasto tra loro, anzi, rappresentano due elementi che possono e devono migliorarsi vicendevolmente per condurre l’Italia verso un futuro diverso, radioso e finalmente in linea con la sua vocazione agricola e paesaggistica.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Da un batterio una possibilità di cura per una malattia genetica rara

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2015

parma universitàParma. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Parma ha identificato un enzima di origine batterica in grado di eliminare l’acido urico, sostanza che se si accumula in eccesso nell’organismo può risultare gravemente tossica per l’uomo. In particolare, in una rara malattia genetica chiamata sindrome di Lesch-Nyhan (detta anche “gotta giovanile”) l’acido urico tende ad accumularsi fin dalla nascita a causa di un difetto genetico, provocando nelle forme più gravi della malattia menomazioni motorie e disturbi del comportamento.Il lavoro, a firma di Nicola Doniselli, è stato coordinato da Riccardo Percudani, professore di bioinformatica presso il Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Parma e pubblicato sulla rivista scientifica del gruppo Nature “Scientific Reports”, una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali “open access”L’idea alla base del progetto era individuare enzimi somministrabili all’uomo per ridurre i livelli di acido urico nei pazienti iperuricemici, cioè che presentano un accumulo di questa sostanza nel sangue. A questo scopo viene già utilizzato un enzima, chiamato “uricasi”, in grado rendere l’acido urico eliminabile dall’organismo nelle forme più gravi di iperuricemia, anche di origine non genetica. Questo enzima però presenta alcune controindicazioni che ne limitano l’impiego terapeutico.
 Attraverso un innovativo metodo di analisi bioinformatica i ricercatori hanno identificato nel genoma di un batterio chiamato Agrobacterium fabrum (responsabile di un tumore molto diffuso nelle piante e noto come “galla del colletto”) un enzima che, se rimosso, rende il microrganismo incapace di metabolizzare l’acido urico.“Il vantaggio del nuovo enzima di origine batterica consiste nel fatto che elimina l’acido urico senza produrre acqua ossigenata, sostanza altamente tossica per le cellule. Quest’ultimo aspetto – spiega Riccardo Percudani, docente di Bioinformatica presso il Dipartimento di Bioscienze e coordinatore dello studio – è particolarmente interessante, dal momento che l’obiettivo finale è di mettere a punto una terapia farmacologica efficace e quanto più possibile priva di effetti collaterali”.L’importanza di questo studio risiede da un lato nella scoperta di un enzima potenzialmente utile nella terapia di patologie da accumulo di acido urico, dall’altro nella messa a punto di un nuovo metodo per caratterizzare la funzione di proteine non ancora studiate attraverso l’utilizzo di sistemi informatici.
Il team di ricerca si è avvalso della collaborazione del professor Alessandro Dal Palù del Dipartimento di Matematica e Informatica e del professor Angelo Merli del Dipartimento di Bioscienze.
La sindrome di Lesch-Nyhan è un difetto congenito del metabolismo delle purine, costituenti fondamentali del DNA e dell’RNA. È causata dall’insufficienza di un enzima chiamato ipoxantina-guanina fosforibosiltransferasi (HPRT). Caratteristica della malattia è la sovrapproduzione di acido urico che si manifesta subito dopo la nascita e che può causare gotta e calcoli renali. I bambini che presentano le forme più gravi del difetto enzimatico sono colpiti da menomazioni motorie e da disturbi del comportamento che si manifestano con morsi alle mani, dita, labbra e lingua. La malattia è trasmessa a figli di sesso maschile da madri portatrici sane. La diagnosi avviene attraverso la misura della concentrazione di acido urico nel sangue (uricemia) e dell’attività dell’enzima HPRT. I primi segnali della malattia sono in genere “sabbia” nel pannolino dei neonati e dopo alcuni mesi le manifestazioni motorie e comportamentali. In presenza di soggetti affetti dalla malattia nella stessa famiglia, è consigliato un test genetico di mutazioni HPRT1 prima della nascita. A oggi non esistono terapie risolutive.Questo lavoro è stato possibile grazie ai finanziamenti della Fondazione Telethon.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science, Università/University | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

Salute: consigli sul batterio Escherichia Coli

Posted by fidest press agency su martedì, 7 giugno 2011

Situazione sotto controllo, non ci sono rischi in Italia di infezioni causate dal batterio – al momento circoscritto nella zona di Amburgo nella Germania del nord. Il ministro Fazio ha ricordato come l’Italia abbia un efficiente sistema di sorveglianza sindromica in grado di segnalare e curare tempestivamente eventuali casi. Ad oggi non è giunta nessuna segnalazione di infezione da parte di questo ceppo di batterio E.coli, né nella popolazione italiana residente, né in turisti provenienti dalla Germania. Tuttavia, il ministero della Salute a titolo precauzionale ha allertato le Regioni, le strutture sanitarie e gli uffici sanitari alle frontiere, responsabili dei controlli sulle importazioni alimentari e suggerisce alla popolazione italiana, di mantenere le normali norme igieniche: lavarsi frequentemente le mani dopo aver maneggiato alimenti; lavare a fondo le verdure; evitare il consumo di carne cruda; lavare bene coltelli, taglieri e altri utensili usati per la preparazione dei cibi; evitare di utilizzare senza lavare lo stesso tagliere e/o utensile per più alimenti; lavare bene le mani prima di manipolare i cibi e dopo aver usato la toilette. (Dossier Batterio Escherichia Coli: le norme di prevenzione)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Batterio e.coli in Germania

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2011

La psicosi collettiva causata dalla paura del contagio del batterio E. Coli proveniente dalla Germania sembra riguardare soprattutto cetrioli, insalata, germogli o altre verdure crude, ma è basilare far sapere al pubblico che invece la contaminazione da E. Coli avviene sempre a partire da una fonte animale. Il batterio E. Coli vive nell’intestino degli animali d’allevamento, e la carne che viene poi commercializzata può essere infettata durante il processo di macellazione. Un’altra possibile fonte è il latte non pastorizzato, e, ancora più preoccupante, la diffusione sul terreno e nelle acque degli escrementi degli animali d’allevamento, che possono contaminare i vegetali coltivati (che vanno quindi sempre ben lavati). E’ di pochi mesi fa la pubblicazione di due nuovi studi, uno europeo e uno statunitense, che rilanciano l’allarme sull’utilizzo di antibiotici negli allevamenti a scopo non curativo ma “preventivo” o per la promozione della crescita degli animali.
In precedenza erano già state svolte indagini negli USA da parte del sistema di monitoraggio nazionale sulla resistenza antimicrobica, che aveva indicato come la carne fosse spesso contaminata da ceppi resistenti a diversi farmaci dei batteri Campylobacter, Salmonella, Enterococcus ed Escherichia coli.
Con la nuova emergenza di questi ultimi giorni, dovrebbe essere chiara l’urgenza di cambiare modello alimentare, e diminuire in modo drastico il consumo di carne e altri alimenti di origine animale: l’uso massiccio di antibiotici è infatti sempre più necessario negli allevamenti, perché gli animali sono tenuti in condizioni di tale affollamento e di sofferenza fisica e psicologica che non sarebbero in grado di sopravvivere senza farmaci e sostanze chimiche di vario genere. Per questo, la soluzione del problema spetta a ciascuno di noi, alle istituzioni come ai singoli cittadini: per contrastare questa situazione ed evitare disastri futuri, le scelte alimentari di ogni singolo individuo sono importanti, e lo spostamento verso il consumo di alimenti vegetali anziché animali è il primo e più efficace cambiamento da mettere in atto. (fonte http://www.scienzavegetariana.it)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Sanità pubblica e i 150 anni di storia

Posted by fidest press agency su martedì, 31 Maggio 2011

Il batterio responsabile dell’epidemia che sta colpendo vari paesi europei, l’Escherichia coli entero-emorragica chiamato anche STEC (Shiga Toxin-producing E. coli) o Escherichia coli O157 era stato identificato nel 1982. A partire da allora negli Stati Uniti il batterio viene sorvegliato dai Centri di Controllo delle Malattie (CDC) di Atlanta in quanto responsabile di numerose epidemie negli USA. Il batterio appartiene al gruppo delle malattie infettive emergenti, così chiamate perché comparse recentemente sulla scena mondiale. A tale gruppo appartengono malattie come l’HIV/AIDS, la SARS, l’influenza aviaria da A/H5N1, l’influenza suina da A/H1N1, le sindromi emorragiche come le infezioni da virus Ebola e Marburg. Con la globalizzazione economica ogni malattia infettiva si diffonde rapidamente da un paese all’altro e da un continente all’altro, ad esempio attraverso la contaminazione degli alimenti e la loro commercializzazione sui mercati stranieri come nel caso dell’infezione da Escherichia coli O157. In Europa il controllo delle malattie infettive emergenti è affidato al Centro Europeo di Controllo delle malattie (ECDC) istituto creato dall’Unione Europea nel 2002 e che ha sede a Stoccolma. Nello stesso anno su istituita l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) che ha sede a Parma e che ha autorità per ogni problema relativo alla sicurezza alimentare quale è ad esempio quello creato dal batterio killer in questione. Entrambe devono acquistare ancora autorevolezza e reputazione.
L’Escherichia coli O157 (STEC) si trova nell’intestino del bestiame (bovini, ovini). La contaminazione fecale di verdure, di latte e di altri alimenti può comportare il rischio di malattia nell’uomo che consumi materiale contaminato da feci infette. La malattia si presenta con diarrea spesso sanguinolenta, crampi allo stomaco e vomito. Nel 5/10% dei casi può assumere forme cliniche severe. Il tema della sicurezza alimentare ed in particolare dell’infezione da Escherichia coli O157 verrà trattato domani 31 maggio dalle 9 alle 13 presso il CNR di Roma Piazzale Aldo Moro nell’ambito del convegno dedicato ai 150 anni di sanità italiana, in occasione della ricorrenza del 2 giugno festa della Repubblica. Al convegno saranno presenti tra gli altri Gaetano Maria Fara dell’Università La Sapienza, Antonio Gasbarrini e Roberto Cauda dell’Università Cattolica di Roma. (Dr Walter Pasini Direttore del Centro di Travel Medicine and Global Health)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Carne cruda a rischio E. coli

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 agosto 2010

Anche la carne cruda rappresenta un potenziale veicolo di Escherichia coli, e quindi causa della sindrome emolitico-uremica (SEU). Lo sostiene Aldo Grasselli, segretario della Sivemp (Società italiana di medicina veterinaria preventiva) e presidente del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare. “Si è tanto parlato dei rischi portati dal consumo di latte crudo – ha spiegato Grasselli – ma questo alimento è solo il veicolo del batterio che può nascondersi anche nella carne cruda e negli stessi hamburger, come dimostrano i casi di SEU che si sono registrati negli Stati Uniti, dove nessuno consuma latte crudo”. Secondo l’esperto, i rischi maggiori li corrono i bambini e gli immunodepressi.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Vita artificiale

Posted by fidest press agency su sabato, 22 Maggio 2010

“Questo straordinario risultato fa intravedere nuovi scenari nella storia della biologia e delle sue potenziali applicazioni. Il percorso sarà ancora lungo e la possibilità di creare organismi più complessi rimane una difficile sfida per i prossimi decenni, ma certamente i risultati sono assai incoraggianti, e, ancora una volta, le biotecnologie si dimostrano uno dei settori più innovativi e in grado di migliorare la qualità della vita sul pianeta” così Alessandro Sidoli, Presidente di Assobiotec – l’Associazione per lo Sviluppo delle Biotecnologie (oltre 100 associati tra aziende e parchi scientifici e tecnologici), che fa parte di Federchimica – commenta i risultati del lavoro scientifico coordinato da Craig Venter sull’ingegnerizzazione, per la prima volta, di un batterio ( Mycoplasma mycoides ) con un cromosoma completamente artificiale, derivato per sintesi chimica da quello di un altro batterio ( Mycoplasma capricolum ), attraverso avanzate tecniche di ingegneria genetica. “Le prospettive aperte dal lavoro di Venter sono decisamente affascinanti: da un lato ciò potrà consentire di comprendere meglio i meccanismi di funzionamento e di regolazione fine delle cellule, e, dall’altro, si prospettano nuove potenziali applicazioni che vanno dalla produzione di farmaci biologici e vaccini, fino alla creazione di organismi che possano produrre carburanti o intervenire in processi industriali e di bonifiche ambientali” prosegue Sidoli. “E’ necessario in ogni caso che, all’interno del dibattito che si è acceso su questo tema e sulle sue implicazioni etiche o filosofiche, si mantenga un approccio aperto, basato su parametri di prudenza e di rigore scientifico, senza ideologismi o prese di posizione aprioristiche” sostiene il Presidente di Assobiotec. “La ricerca scientifica – conclude Sidoli – ha il dovere, nel rispetto di principi etici e regole chiare, di approfondire continuamente la conoscenza e creare nuove opportunità per rispondere ai bisogni irrisolti dell’umanità”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »