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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

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“Il battito del cuore”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

E’ il titolo della campagna di Bayer di sensibilizzazione alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, lanciata lo scorso autunno in occasione della Giornata Internazionale del Cuore. Una versione ancor più densa di significato, interpretata dall’artista bolognese insieme ad un coro d’eccezione, composto da alcuni membri dell’associazione A.L.I.Ce. Italia onlus, persone che hanno vissuto una grave malattia cardio-cerebrovascolare.
La campagna – supportata dal sito web http://www.ilbattitodelcuore.it e dalla pagina Facebook dedicata – è stata oggetto di grande visibilità ricevendo una menzione speciale nella categoria “Patient support program” del premio “Le Eccellenze dell’Informazione Scientifica e la Centralità del Paziente”. A nove mesi dal suo lancio, la campagna ha avuto grande successo e i video hanno superato il milione di visualizzazioni. Bayer rinnova anche quest’anno la volontà di sensibilizzare la popolazione sulla necessità di fare prevenzione per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari; invita a rivolgersi al proprio medico di fiducia e sottolinea l’importanza della aderenza terapeutica.
C’è, infatti, ancora molto da fare, considerata la poca informazione sulla diffusione delle malattie cardiovascolari in Italia e nel mondo.
Secondo i dati del Global Health Observatory (GHO) pubblicati dall’OMS sulle stime dei decessi, le cardiopatie e gli ictus ischemici sono stati causa di 15,2 milioni di decessi nel 2016. Queste patologie sono rimaste le principali cause di morte a livello globale negli ultimi 15 anni.
In Italia circa 6 milioni di persone sono a rischio di malattie cardiovascolari e – dato ancora più allarmante – non tutti sono consapevoli di esserlo. Secondo l’ultimo dato di mortalità disponibile ISTAT, nel 2014 si sono verificati nel nostro Paese complessivamente oltre 220.000 decessi per malattie cardio-cerebrovascolari, come ad esempio infarto e ictus (circa 96.000 negli uomini e circa 124.000 nelle donne). Senza considerare che chi soffre di malattie cardiovascolari può avere conseguenze fisiche importanti, con un’aspettativa di vita ridotta di oltre 7 anni.
Partner di questa iniziativa di successo anche la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA) guidata dal Presidente Claudio Ferri che osserva: “Oltre a sensibilizzare la popolazione a ben controllare il rischio cardiovascolare, promuoviamo da sempre l’importanza di adottare uno stile di vita sano e la corretta aderenza alle terapie prescritte. La prevenzione, tuttavia, ha senso se ogni intervento è fatto in collaborazione, tempestivo ed attento alle terapie innovative e di avanguardia. Per questo, è molto importante che al primo coinvolgimento, quello dei pazienti, si aggiunga ora in questa campagna quello dei medici.”

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Battito del cuore e scompenso

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Stoccolma. La lotta allo scompenso cardiaco acquista oggi una nuova, potentissima, arma. È l’ivabradina, una molecola innovativa, frutto della ricerca italiana, che agisce in maniera specifica per ridurre i battiti del cuore e cambierà radicalmente la storia di questa malattia. I risultati dello studio SHIFT, sono stati presentati al Congresso Europeo di Cardiologia (ESC) di Stoccolma, suscitando lo straordinario interesse dei circa 30.000 esperti presenti. “Dopo 20 anni dall’avvento degli ACE-inibitori e 10 dai beta-bloccanti, abbiamo oggi un nuovo farmaco salvavita – conferma il prof. Michel Komajda, coordinatore dello SHIFT. Questa patologia è estremamente diffusa, impedisce al muscolo cardiaco di lavorare correttamente e quindi la circolazione del sangue è insufficiente. Fra le principali cause, l’infarto, ma anche un’ipertensione trascurata. Sempre più frequenti i malati in età lavorativa, nel 30% dei casi colpisce ultra 65enni. In Italia la spesa totale per lo scompenso assorbe l’1,4% della spesa sanitaria nazionale. Dal 2003 rappresenta la prima causa di ospedalizzazione nel nostro Paese (dopo il parto naturale), con 200.000 ricoveri all’anno, in costante aumento (per il 2010 ne sono stimati oltre 230.000). “Ma purtroppo l’8% muore durante la prima degenza, il 15% a un semestre dalla dimissione e il 16% dopo 12 mesi – spiega Ferrari –, con ivabradina possiamo invece salvare centinaia di migliaia di pazienti, farli vivere meglio e ottenere un significativo risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale. Ecco perché questa ricerca ha un’importanza determinante, riconosciuta dall’intera comunità scientifica”. Lo SHIFT (Systolic Heart Failure Treatment with If inhibitor Ivabradine Trial), pubblicato oggi sulla prestigiosa rivista Lancet, è il più ampio studio al mondo mai condotto sullo scompenso, ha coinvolto 6.500 persone in 37 paesi, Italia compresa. Tutte soffrivano di questa patologia in grado moderato o severo e presentavano una frequenza cardiaca superiore a 70 battiti al minuto, considerata il valore soglia.
L’ESC, per la prima volta presieduta da un italiano è la più grande società scientifica al mondo, rappresenta 56 nazioni e collabora direttamente con le Istituzioni europee per diminuire l’incidenza e il prezzo delle malattie cardiovascolari nel continente. Le cifre sono impressionanti: nel 2006 circa 192 miliardi di euro, dovuti per il 57% (circa 110) ai costi sanitari, per il 21% alla produttività persa e per il 22% all’assistenza (82 miliardi). Le spese dirette ammontano a circa 223 euro all’anno pro capite: sono le patologie che hanno oneri economici, oltre che umani, più elevati d’Europa. Anche il nostro Paese non fa eccezione: per il solo scompenso, il costo di ricovero medio è di 3.236 €, e un paziente può richiedere fino a 3 ospedalizzazioni l’anno, per una media di 9 giorni per volta. Altra malattia estremamente dispendiosa è l’ictus, terza causa di morte nel nostro Paese, responsabile del 10%-12% del totale dei decessi e principale motivo d’invalidità. Qui lo sforzo dei cardiologi è concentrato sulla lotta alla fibrillazione atriale, che porta allo stroke in gran parte dei casi. Vanno scelti con cura gli ingredienti (olio d’oliva, cereali, pesce azzurro, frutta e verdura, ecc.) ma vanno controllate attentamente anche le quantità e le modalità di cottura, limitando al massimo ad esempio i fritti. Per evitare il paradosso tutto italiano per cui sono proprio le regioni bagnate dal “mare nostrum” a mostrare i più alti tassi di obesità infantile: il record va alla Campania con un tasso pari al 21%, seguono Sicilia e Calabria, con una media del 12%. Per fornire un aiuto concreto l’ESC presenta a Stoccolma il primo libro di cucina realizzato dalla società scientifica”.

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