Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘bavaglio’

Si vuole mettere il bavaglio al diritto di sciopero?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

lavoratoriOggi 19 luglio, le Commissioni congiunte Lavoro e Affari Costituzionali esamineranno i due disegni di legge che sembrano destinati a unificarsi: con il n. 2006 a prima firma Pietro Ichino (PD) e il n. 1286 che porta il nome di Maurizio Sacconi (AP-NCD) si vorrebbe riservare il diritto allo sciopero alle sigle sindacali con almeno la metà della rappresentatività di categoria. Inoltre, l’adesione andrebbe comunicata almeno cinque giorni prima dell’evento e non si potrebbero più indire assemblee sindacali in orario di lavoro. Le modifiche delle regole sugli scioperi riguarderebbero ‘l’area dei servizi pubblici di trasporto’, ma a sentire alcuni estensori delle proposte di legge non si esclude che si possa estendere il tutto ad altri settori. A iniziare dalla Scuola, dove da tempo i Governi di turno stanno tentando di limitare il campo degli scioperi, perché ritenuti lesivi del diritto a fruire del servizio che erogano.Il sindacato ricorda che esistono delle direttive sindacali comunitarie che non possono essere eluse: stiamo parlando, a esempio, della n. 86 del 2001, che completa lo statuto della società UE a proposito del coinvolgimento dei lavoratori, ma anche della direttiva n. 14 del 2002, che introduce il quadro generale sulla informazione e consultazione dei lavoratori della Comunità europea.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): norme di questo genere andrebbero contro la Carta dei diritti fondamentali dell’UE e il Trattato di Lisbona, e lo stesso l’articolo 40 della Costituzione che tutelano i lavoratori e la loro libertà d’espressione in ambito professionale: è assurdo pensare che solo un ristretto numero di sindacati possa avere il diritto di indire lo sciopero, perché un principio classista e discriminatorio. Come è impensabile chiedere ai dipendenti di comunicare al loro datore di lavoro se vogliono o meno aderire alla giornata di protesta. In Italia, già esistono diversi limiti e un organismo, l’Autorità di garanzia sugli scioperi, deputato a governare le richieste. Andare oltre non avrebbe senso. Se non quello di tentare di limitare in partenza gli effetti della protesta. Quando c’è uno sciopero, quasi mai sbaglia chi protesta, che già paga di tasca propria. Sarebbe bene invece interrogarsi sui motivi della mobilitazione, dunque su come si amministra l’azienda. Per certe modifiche, servirebbe poi un referendum tra i lavoratori o i loro rappresentanti. I quali difficilmente sarebbero d’accordo nel riportare l’Italia nell’era pre-Costituzione, quando lo sciopero veniva considerato un’arma illegittima da sopprimere e il datore di lavoro sceglieva a suo piacimento le regole.

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No al bavaglio dei giornalisti in Turchia

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 aprile 2017

carcereRoma. Il prossimo 2 maggio Articolo 21, da sempre in difesa della libertà di stampa in Italia e nel mondo, parteciperà insieme a Fnsi, Amnesty, Arci, NoBavaglio e tante altre associazioni ad un sit in di fronte alla Camera dei deputati per leggere tutti i nomi delle giornaliste e dei giornalisti detenuti nelle carceri turche.
Un modo per raccogliere gli appelli che arrivano dalla Turchia, ma anche per chiedere alle autorità politiche ed istituzionali, internazionali e nazionali, di non fingere, di non vedere e di non sapere cosa stia accadendo in un paese che si trova sempre più giù, attualmente al 155° secondo Reporter Sans Frontiers, per libertà di stampa nel mondo.
Tra i partecipanti in piazza ci sarà lo stesso Gabriele Del Grande, che il giorno dopo la sua liberazione ha ricevuto in regalo la T-shirt disegnata da Rampicanti Storti, diventata sui social media uno dei simboli della mobilitazione per la scarcerazione del giornalista italiano.
Sono oltre 150 i giornalisti che si trovano nelle carceri turche per aver semplicemente dato voce agli oppositori del Presidente Erdogan. Tra loro anche Gabriele Del Grande, fermato al confine con la Siria e rimasto in stato di arresto per 14 giorni, è stato liberato soltanto il 24 aprile. «Sto bene, non mi è stato torto un capello» – ha detto ai giornalisti che lo aspettavano – «La più grande difficoltà è stata la privazione della libertà. Non conosco ancora il motivo del mio fermo, sono vittima di violenza istituzionale. Oggi sono libero, ma mando un caro pensiero a tutti i giornalisti che sono ancora in carcere in Turchia»
Per sostenere questa causa e le attività di Articolo 21, Toni Bruno, Fabio Magnasciutti e Rampicanti storti hanno donato le loro illustrazioni per ribadire #NoBavaglioTurco e #NoBavaglio in tutti i Paesi in cui non viene rispettata la libertà di stampa. I loro disegni sono diventati delle T-shirt d’autore: https://worthwearing.org/store/articolo-21 per accendere i riflettori sulle storie e i volti dei giornalisti che attualmente si trovano nelle carceri turche.
Worth Wearing è la prima piattaforma online di realizzazione e distribuzione di T-shirts on demand, allo scopo di finanziare progetti e idee di cambiamento. Nata dall’idea di un team creativo giovane e specializzato nel campaigning online, Worth Wearing ha l’obiettivo di rendere immediato e accessibile a tutti il fundraising per associazioni, no profit e singoli.

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Art.21: Intercettazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 23 agosto 2014

orlando ministro“Il ministro Orlando, nell’intervista rilasciata ad Alessandro Galimberti del Sole 24 ore, ha annunciato che la nuova legge sulle intercettazioni sarà preceduta anche da una ampia consultazione con editori, direttori, giornalisti, questo per ricercare il giusto punto di equilibrio tra il diritto alla riservatezza e il diritto di cronaca. Si tratta di un annuncio positivo perché materie di questa delicatezza non possono essere affrontate e risolte con metodi sbrigativi oppure ricorrendo a quella logica del bavaglio che non può avere diritto di cittadinanza nel nostro paese”. Lo afferma in una nota il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti. “Il confronto sarà tanto più produttivo quanto più ciascuno farà la sua parte: il mondo della informazione garantendo una piena ed integrale applicazione delle carte deontologiche e del diritto alla rettifica; il governo e il parlamento assicurando l’insopprimibile dovere per il cronista, di dare, sempre e comunque, qualsiasi notizia che abbia i requisiti della rilevanza sociale e del pubblico interesse. In questo contesto dovrà finalmente essere prevista l’introduzione di una sanzione di chi fa un uso continuato e “temerario” delle querele con il dichiarato scopo di intimidire il giornalista e di molestare l’articolo 21 della Costituzione”.

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Contro il bavaglio Agcom

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2011

No al bavaglio alla rete

Image by david.orban via Flickr

Roma. Non sarà una vigilia tranquilla per l’Agcom: sarà, piuttosto, la “Notte della Rete”. Oggi, 5 luglio, a 24 ore dall’approvazione della Delibera definita “ammazza-Internet” dai blogger italiani, artisti, esponenti della rete, leader politici, cittadini e utenti del web si troveranno a Roma per una no-stop contro il provvedimento. Come noto, il 6 luglio l’Autorità per le Comunicazioni si appresta a votare una delibera con cui si arrogherà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice. Su internet oltre 130.000 cittadini hanno espresso il loro dissenso via email all’Agcom e cresce di ora in ora il passaparola su Facebook, una mobilitazione on-line e off-line che ha già dimostrato con il referendum quanto possa risultare incisiva. Intanto il clima si è ulteriormente surriscaldato a seguito delle dimissioni del relatore del provvedimento Gianluigi Magri. Ma la protesta continua anche fuori dal web: “La notte della rete”, il 5 luglio alla Domus Talenti a Roma (via delle Quattro Fontane 113), è una no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web – tra cui l’associazione radicale Agorà Digitale – politici, giornalisti, cantanti, esperti: tutti contro il bavaglio alla rete. L’evento sarà rigorosamente in diretta streaming sul Fattoquotidiano.it e su una rete di tv locali, accompagnato dai tweet e dai messaggi indirizzati all’Agcom.

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Tutela libertà internet

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2011

Roma. AreaNazionale aderisce alla manifestazione “No al bavaglio a Internet: la Notte della Rete”, in programma a Roma il prossimo 5 luglio. È probabile che il recente e repentino mutamento che ha investito il mondo della comunicazione renda necessario un intervento normativo che, tuttavia, dovrebbe mirare a incoraggiare sia i produttori che gli utenti a fronteggiare il cambiamento in modo innovativo. Tale compito è prerogativa del Parlamento, luogo in cui l’attività del legislatore si esplica attraverso il dibattito e il confronto che questa delicatissima materia richiede. Condividiamo, pertanto, la dichiarazione del presidente Fini sulla tutela della libertà della rete.

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Sit-in contro bavaglio informazione

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2010

Roma 4 settembre 2010 a partire dalle ore 17’00. Piazza Bernardino Da Feltre a (zona Trastevere, di fronte al Ministero della Pubblica Istruzione). Grazie alle intercettazioni, la magistratura è riuscita a conseguire parecchi successi importanti e decisivi sia nella lotta contro la criminalità organizzata, sia nella lotta contro la corruzione ormai sempre più diffusa nel nostro paese. E’ altresì fondamentale che i giornalisti siano assolutamente tutelati quando diffondono le informazioni ottenute attraverso questo mezzo e che questa operazione sia stata loro naturalmente consentita dalla magistratura. Questo sia per quanto riguarda la libertà di stampa garantita dalla nostra Costituzione, sia perché i cittadini hanno il diritto ad essere informati senza limiti di sorta, se non quelli imposti dalla magistratura per evitare l’inquinamento delle indagini in corso. La portata del sit-in quindi andrà oltre l’espressione di una protesta contro il DDL sulle intercettazioni, ma vorrà porre anche l’attenzione sul fatto che in questo paese, la maggior parte delle testate occulta o rivela solo parte di certe verità e ancor peggio ha un mutismo costante su altre, comportamento molto grave e lesivo del sacrosanto diritto alla informazione che viene quindi nascosta o manipolata (quindi “bendata”) e diffusa per niente o parzialmente (“imbavagliata”).Perciò, i partecipanti all’evento saranno bendati e imbavagliati e porteranno al collo la seguente scritta:”In conformita’ al nuovo ddl sulle intercettazioni, il nuovo cittadino italiano potra’ respirare, ma ne’ vedere, ne’ parlare!”Potranno partecipare all’evento liberi cittadini senza alcuna connotazione politica dimostrativa. Saranno invitati unicamente testate straniere e media italiani indipendenti, nonché organizzazioni di difesa dei diritti civili e sindacati di base. Sono tassativamente esclusi dall’evento partiti e organizzazioni politiche e testate con riferimenti specifici a tali strutture. Durante il sit-in, sarà consegnata alle entità invitate, nonché ai passanti, una dichiarazione condivisa dall’insieme dei partecipanti all’evento.

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No alla legge bavaglio sulle intercettazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 giugno 2010

Roma il 1° luglio 2010 dalle ore 17, in piazza Navona. MicroMega aderisce all’iniziativa del 1 luglio contro il ddl intercettazioni promossa dal Comitato per la libertà e il diritto all’informazione e alla conoscenza, un cartello che raggruppa Fnsi, Cgil, Arci, Popolo Viola e molte altre associazioni. Sarà una giornata di mobilitazione che avrà il suo centro nella manifestazione di Roma a Piazza Navona, ma si estenderà anche a decine di altre piazze in tutta Italia (a Milano alle 18.30 a piazza Cordusio). Sul sito di MicroMega, a partire dalle 17, diretta web in collaborazione con liberarete.tv. Martedì 29 giugno, alle ore 11, nella sede romana della Fnsi si terrà la conferenza stampa di presentazione di tutte le iniziative in programma. Il primo luglio è prevista anche una ‘notte bianca’ della Fnsi, dell’Associazione di Stampa dell’Emilia-Romagna, dell’Anpi e dell’amministrazione cittadina a Conselice, il comune del Ravennate dove c’è l’unico monumento italiano alla libertà di stampa.
“Una grande mobilitazione per dire no al disegno di legge Alfano, che ostacola il lavoro di magistrati e giornalisti e rende i cittadini meno sicuri e meno informati; per dire no ai tagli alla cultura italiana previsti dalla manovra economica. Una manifestazione per far sentire che non può essere sottratto al Paese il racconto di vicende giudiziarie di rilievo pubblico, pur nel rispetto del diritto delle persone alla riservatezza; per respingere gli interventi punitivi ai danni della produzione culturale e salvaguardare il diritto dei cittadini alla conoscenza; per contrastare il pericolo di chiusura di testate giornalistiche colpite dall’indiscriminata riduzione dei fondi pubblici; per tenere accese le luci dei media sul mondo del lavoro e sui drammatici effetti della crisi. Un’iniziativa a difesa della Costituzione, per dare voce ai tanti soggetti e temi che rischiano l’oscuramento”.

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In arrivo il regolamento bavaglio per i militari

Posted by fidest press agency su domenica, 23 maggio 2010

Pochi avranno avuto la pazienza di leggere i 2.270 articoli del Codice dell’Ordinamento Militare edizione 2010, al cui interno, vi si trovano diverse innovazioni degli articoli che componevano le Norme di principio sulla disciplina militare (legge 382/78) ed il regolamento di disciplina militare derivante (D.P.R. 545/86). Senza troppi giri di parole, il Governo di centro-destra così prodigo di complimenti nei confronti dei suoi militari, che si profonde in sperticati elogi e roboanti annunci, quel Governo che da oltre due anni non trova il tempo per rinnovare il contratto alle Forze armate e alle Forze di polizia, ha trovato il tempo, per mano dell’efficientissimo ministro La Russa, per comprimere ulteriormente quei pochi diritti civili che le leggi e le normative attribuivano a chi indossa una divisa, peraltro richiamandosi a precisi dettami costituzionali. Ma veniamo al dunque. Libertà di pensiero e di espressione Queste due fondamentali libertà costituzionali erano cristallizzate dall’art. 9 della legge 382/78 che al comma 1 così recitava: 1. I militari possono liberamente pubblicare loro scritti, tenere pubbliche conferenze e comunque manifestare pubblicamente il proprio pensiero, salvo che si tratti di argomenti a carattere riservato di interesse militare o di servizio per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione. In sostanza il militare era libero di dire o di scrivere qualunque cosa a patto che di non trattare argomenti a carattere riservato (di interesse militare o di servizio). Già la norma metteva in confusione più di qualcuno, sia chi doveva osservarla sia chi doveva farla osservare, perchè sovente veniva letta in maniera restrittiva, e cioè che non si potesse parlare in ogni caso di argomenti di servizio, a causa dell’enunciazione  cavillosa della norma. In realtà il Consiglio di Stato, dandone una lettura autentica, ha spiegato che la trattazione di argomenti per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione sono esclusivamente quelli a carattere riservato e che la norma non può ricomprendere tutti i fatti o le circostanze inerenti il servizio, specialmente quelli non riservati. Con il nuovo Codice dell’Ordinamento Militare, l’intraprendente La Russa, ma più verosimilmente i legulei con le stellette, hanno innovato l’art.9 della 392/78 che adesso, rubricato nell’articolo 1472 recita così: 1. I militari possono liberamente pubblicare loro scritti, tenere pubbliche conferenze e comunque manifestare pubblicamente il proprio pensiero, salvo che si tratti di argomenti a carattere riservato di interesse militare, di servizio o collegati al servizio per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione. Se dunque prima la norma era scritta in modo da far confondere chi la leggeva perchè vergata in un italiano contorto, adesso è chiarissima, e non solo è vietata la trattazione di argomenti a carattere riservato di interesse militare, ma adesso anche quelli “di servizio o collegati al servizio”. In pratica il militare non potrà più parlare in pubblico (ne in privato) di fatti o circostanze già note e comunque non riservati. Non c’è che dire: questo Governo vuole proprio un gran bene ai membri delle Forze Armate…… Il Codice dell’Ordinamento Militare, entrerà in vigore il 9 ottobre prossimo ed è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 106 del 8-5-2010  – Suppl. Ordinario n.84 (fonte grnet.it)

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Bavaglio all’informazione?

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2010

“La Toscana è contro il bavaglio all’informazione, perché il Governo Berlusconi vuole una legge che spunta l’arma delle intercettazioni e censura i media. Ci rimetteranno le indagini della magistratura e la formazione della coscienza dei cittadini. Ci guadagneranno i centri di potere e la criminalità. Ma non possiamo limitarci alla giusta solidarietà politica verso Sindacato, Ordine dei giornalisti ed editori. In Toscana dobbiamo riformare la legge regionale sull’informazione e la comunicazione e stimolare fortemente e rapidamente gli investimenti per la creazione di poli multimediali”. La proposta arriva dal gruppo di Italia dei Valori in Consiglio regionale. “Bisogna opporsi al centralismo ed alla perdita di credibilità della Rai – ha detto il vice presidente del Consiglio regionale Giuliano Fedeli -, perché è un’assurdità che si parli di federalismo e tutta l’informazione radiotelevisiva pubblica sia eterodiretta dai partiti romani, controllata dal proprietario di Mediaset e subappaltata in quota parte alla Lega Nord al massimo per milanesizzare una costola di Raidue”. “La legge contro l’uso delle intercettazioni nelle indagini della magistratura – ha dichiarato il consigliere regionale di IDV Marco Manneschi – è il segno che il centrodestra, oltre a mantenere aperto il conflitto di interessi del premier, punta di fatto l’immunità per la corruzione dei politici. Il malaffare non verrà più fuori, i cittadini non sapranno mai la verità e poi voteranno in Parlamento solo dei proconsoli con la legge ‘porcellum’, senza poter scegliere le persone. Si sta tornando al feudalesimo, al potere assoluto. Questo significa l’annuncio di una campagna di spot pubblicitari del Governo per convincere gli italiani ad accettare le nuove centrali nucleari. Siamo all’apoteosi dell’indottrinamento e della propaganda e alla morte delle regole democratiche”. “La Toscana – ha concluso Giluliano Fedeli – deve mettere in testa alle priorità di governo la riforma della legge sull’informazione e la comunicazione, per consolidare, innovare e concentrare l’editoria locale e soprattutto per creare le condizioni di far nascere uno o più poli multimediali che abbiano la capacità di fornire un servizio corretto, professionale e pluralista ai nostri cittadini. Dobbiamo far sentire la voce delle istituzioni su questo tema, per questo parteciperò alla giornata sulla ‘libertà di stampa’ indetta per il 17 maggio dalle organizzazioni rappresentative dei giornalisti della Toscana”.

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L’informazione è in lutto

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2010

“La decisione del consiglio di amministrazione della Rai rappresenta un fatto gravissimo e mette il bavaglio a quei giornalisti non ancora del tutto asserviti al potere “.Crudo e senza mezzi termini il commento del vicepresidente dell’Italia dei Diritti Roberto Soldà presente in via Teulada al sit – in di protesta contro il regolamento che cancella dai palinsesti della Rai i talk show di approfondimento politico per tutta la durata della campagna elettorale. Alla manifestazione davanti agli studi delle trasmissioni “Ballarò”  e “Porta a porta”, hanno partecipato, oltre all’Italia dei Diritti, il sindacato della Fnsi e quello dei giornalisti Rai, Usigrai, il Popolo Viola, l’Italia dei Valori, e alcuni esponenti dell’opposizione tra cui il segretario del Pd Pierluigi Bersani. Spiega l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “La presenza alla manifestazione di tanti comuni cittadini, e non solo di membri della stampa, è il segno tangibile dell’assurdità della scelta della Rai che inibisce la partecipazione di questi alla vita politica a pochi giorni dalle elezioni. Un provvedimento che riporta indietro di anni e che forse – conclude Soldà – non trova un precedente nemmeno nei regimi autoritari dell’ex blocco comunista”.

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Italia: Bavaglio all’informazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2010

Con la decisione del Consiglio di Amministrazione della RAI di sospendere la messa in onda di programmi di approfondimento politico ad alto indice di ascolto come Porta a Porta, Annozero, Ballarò, vengono ristretti gli spazi della libertà di pensiero e di informazione garantiti dalla Costituzione. Si è creata una situazione senza precedenti, con la quale non si arreca soltanto un danno all’azienda RAI, ma si impedisce agli italiani un piena informazione, si mettono a tacere giornalisti che forse risultano “scomodi” durante il periodo elettorale e si viola palesemente l’Art 21 della Costituzione, come è stato osservato dal Responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” (www.dossetti.it)  Il CdA della RAI ha commesso un grave errore davanti ad un’opinione pubblica scossa da scandali a ripetizione, ad una classe politica coinvolta in giri d’interesse che stanno mortificando la democrazia italiana in maniera sconosciuta nel mondo occidentale. L’Italia, con il provvedimento assurdo e ingiustificabile di ieri, sta scadendo al rango di una repubblica delle banane di stampo sudamericano, in cui ci si può permettere di imbavagliare l’informazione libera e controcorrente. Chiediamo ai membri del Parlamento e alla Commissione di Vigilanza di fare pressioni per revocare un provvedimento assunto con troppa leggerezza, ai danni dei cittadini fruitori di un servizio pubblico mantenuto anche grazie al canone pagato dagli italiani e di porre fine alla presa di decisioni discrezionali ed illegittime che offendono il lavoro dei nostri padri fondatori.

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