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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

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Un robot come amico: come la tecnologia ci aiuta a vivere meglio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 febbraio 2019

Milano. “Conosciamoci Meglio”, il ciclo d’incontri pubblici che si svolgono presso il Centro Comunicazione Bayer di Viale Certosa 130, nei quali autorevoli relatori dialogano con i cittadini su temi d’interesse e rilevanza sociale, ha affrontato un argomento molto più attuale e vicino a noi di quanto possiamo immaginarci: le applicazioni della robotica e i risvolti nella nostra vita quotidiana.
Nell’appuntamento “Un robot come amico”, il Professor Roberto Cingolani, Direttore Scientifico dell’IIT ISTIUTO ITALIANO di TECNOLOGIA ha approfondito questa tematica dialogando con i concittadini e ragionando sullo stato dell’arte della robotica umanoide, come essa abbia positivi risvolti nella vita di ciascuno di noi, le future applicazioni e innovazioni.Grazie alla moderazione di Francesca Cerati, giornalista UNAMSI, che ha aperto i lavori, è stato presentato un parallelo fra l’essere umano e i più avanzati robot umanoidi sviluppati dall’IIT dal quale è emerso quanto sia straordinario il corpo umano e quanto sia una macchina perfetta. Il nostro corpo, infatti, è costituito da solo sei atomi (principalmente ossigeno, idrogeno e carbonio) e richiede pochissima energia per funzionare e sostenere le performance del cervello che, in media, arrivano a 1016 operazioni al secondo. Alla medesima capacità di calcolo, infatti, arrivano solo pochi mega computer e, per questo, non è possibile immaginare robot umanoidi completamente autonomi che possano in qualche modo far concorrenza all’uomo.Una soluzione che consente ai robot umanoidi di supportarci in maniera smart e basando le risposte su raffinati algoritmi di Intelligenza Artificiale si poggia alle più recenti infrastrutture e reti wireless che con il 5G già consentono scambiare un coesistente flusso di dati fra il robot umanoide e un super computer centrale. In questo scenario il robot è autonomo, grazie a un’intelligenza collettiva che è in grado di interfacciarsi con noi, imparare dall’ambiente circostante e supportarci nella quotidianità. Si tratta di robot cognitivi sociali, con una struttura e dimensioni adatte a muoversi in ambienti caratterizzati da un’ergonomia studiata per l’uomo come la casa e l’ufficio.La robotica, come ampiamente spiegato dal Professor Cingolani, è una scienza multidisciplinare che punta a trovare soluzioni concrete a problemi pratici. L’orientamento alla ricerca e sviluppo, infatti, parte da definire quale sia la strada più efficace per supportare l’uomo e questo approccio consente di meglio comprendere le ragioni che hanno portato allo sviluppo di varie innovazioni.
A seconda delle problematiche, ci sono casistiche dove è più opportuno mettere in campo una applicazione che consente un controllo remoto del drone robotico oppure comandarlo tramite realtà aumentata consentendoci di muoverci in ambienti ostili o in miniaturizzati. Per altre problematiche è più idoneo lo sviluppo di esoscheletri per meglio maneggiare pesi e macchinari o, in altri casi, la soluzione sono robot autonomi che possano lavorare a fianco dell’uomo senza il rischio di urtarlo o metterne e a rischio l’incolumità. Quest’approccio antropocentrico ha permesso all’IIT di sviluppare una serie di innovazioni che consentono alla persona di ritrovare autonomia, indipendenza e, nell’immediato futuro, di poter ricevere in casa assistenti robotici studiati per supportare persone anziane o diversamente abili. In questo campo già esistono esoscheletri che consentono a persone con disabilità di indossarli in autonomia e poter tornare a deambulare e, per persone mutilate, mani bioniche che, comandate dal moncherino grazie a elettrodi, possono afferrare oggetti, ruotare il polso e che consentono di riappropriarsi della propria autonomia. A questo incontro seguiranno ulteriori sei appuntamenti su temi di attualità e rilevanza sociale: bullismo e cyberbullismo, la medicina delle migrazioni, l’impatto dello smart working sulla qualità della vita, vecchie e nuove dipendenze e ruolo e benefici della pet therapy.

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Bayer riceve l’approvazione europea per damoctocog alfa pegol

Posted by fidest press agency su domenica, 2 dicembre 2018

Bayer ha annunciato che damoctocog alfa pegol (BAY 94-9027) è stato approvato dalla Commissione Europea del farmaco (EMA) per il trattamento e la profilassi dei sanguinamenti in pazienti con emofilia A precedentemente trattati, a partire dai 12 anni di età. Il regime di profilassi raccomandato per damoctocog alfa pegol è di una infusione ogni cinque giorni o, sulla base delle caratteristiche cliniche del paziente, ogni sette giorni o due volte alla settimana. L’approvazione si basa sui risultati del programma di sviluppo clinico PROTECT VIII.L’approvazione di damoctocog alfa pegol in Europa segna un traguardo importante per quest’anno e segue a quella già ricevuta negli Stati Uniti ed in Giappone.L’approvazione dell’Unione Europea si basa sui risultati del programma di sviluppo clinico PROTECT VIII, che ha valutato la terapia nella profilassi, il trattamento a domanda e la gestione perioperatoria in pazienti adulti o adolescenti, precedentemente trattati, di età superiore o uguale a 12 anni con emofilia A grave.Lo studio ha dimostrato che il 74% dei partecipanti trattati una sola volta alla settimana e tutti i partecipanti trattati ogni cinque giorni (100%) con damoctocog alfa pegol hanno raggiunto una buona protezione dai sanguinamenti. I pazienti che nello studio hanno mantenuto il regime di trattamento una volta alla settimana hanno registrato un tasso di sanguinamento annuale mediano (ABR) di 0,96; la metà di loro ha avuto 0 sanguinamenti. Il trattamento con damoctocog alfa pegol è stato ben tollerato sia con il regime di trattamento in profilassi che con quello a domanda.Un buon profilo di sicurezza ed efficacia è stato mantenuto nel corso di oltre 5 anni di esperienza e osservazione del PROTECT VIII e delle succesive fasi di estensione. Nella fase di estensione dello studio, l’ABR totale dei pazienti partecipanti si è ridotto rispetto a quello dello studio principale PROTECT VIII. Nessun paziente ha sviluppato inibitori e non si è verificato alcun problema di sicurezza.
Bayer da sempre aiuta a migliorare le condizioni delle persone con emofilia. Abbiamo una profonda conoscenza dei bisogni e delle aspirazioni delle persone affette da emofilia, costruita in oltre 25 anni di relazioni con la comunità emofilica. La terapia sostitutiva con il FVIII è lo standard di cura per prevenire o bloccare ogni tipo di sanguinamento. Il portfolio di prodotti Bayer nell’emofilia offre a tutte le persone affette da emofilia A un trattamento per soddisfare ogni loro bisogno e il loro stile di vita in tutte le fasce di età. Collaboriamo con ricercatori, operatori sanitari e gruppi di pazienti per costruire una comunità forte e per aiutare le persone con emofilia a vivere una vita appagante.
La passione di Bayer nell’aiutare a migliorare il futuro delle persone con emofilia si conferma nel guidare e investire verso la prossima generazione di soluzioni terapeutiche.
L’emofilia colpisce circa 400.000 persone in tutto il mondo ed è un disordine in gran parte a carattere ereditario, in cui una delle proteine necessarie per la coagulazione del sangue o è mancante o è ridotta. L’emofilia A è la forma più comune, in cui la coagulazione del sangue è compromessa per la mancanza o l’alterazione funzionale del FVIII coagulativo. I pazienti hanno frequenti sanguinamenti a livello dei muscoli, delle articolazioni o di altri tessuti, che possono causare nel tempo un danno cronico alle articolazioni. Le lesioni possono avere conseguenze gravi se non trattate adeguatamente, poiché la velocità di formazione del coagulo è più lenta nei pazienti affetti da emofilia rispetto agli individui sani. L’emofilia A ha una frequenza stimata di 1 su 5.000 maschi nati vivi, interessando persone in tutto il mondo. In Europa, l’emofilia A colpisce 1 persona su 10.000, per un totale di oltre 30.000 persone. Ad esempio, oggi ci sono circa 6.000 persone affette da emofilia A in Francia, 3.500 in Germania e 13.000 negli Stati Uniti. http://www.bayer.it

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Bayer: Garbagnate tra i migliori siti produttivi 4.0 al mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 settembre 2018

World Economic Forum ha inserito lo stabilimento Bayer di Garbagnate Milanese tra le nove migliori realtà produttive al mondo.Il sito di Bayer è l’unico a rappresentare l’Italia nella prestigiosa classifica: le altre eccellenze si trovano in Cina, negli Stati Uniti e in Europa.
L’indagine è durata un anno e ha preso in considerazione oltre 1.000 stabilimenti produttivi, valutati sia per le innovazioni tecnologiche utilizzate che per la sostenibilità.
Il sito di Garbagnate, nato nel 1946, è collocato all’interno del Parco delle Groane alle porte di Milano ed è specializzato nella produzione ed il confezionamento di farmaci in forma solida quali compresse e microcapsule sia per il mercato italiano che per quelli esteri. A livello mondiale, questo sito rappresenta per Bayer un impianto d’eccellenza ad alta sostenibilità che – tra gli stabilimenti Bayer – produce il maggior numero di compresse all’anno. Si tratta di un primato che ha visto raddoppiare, nel giro di pochi anni, la produzione di pastiglie passando da cinque miliardi nel 2013 a undici miliardi nel 2018.“Siamo orgogliosi di essere l’unico sito produttivo italiano 4.0 inserito dal World Economic Forum tra i più tecnologicamente avanzati al mondo. I punti di forza che premiano Garbagnate sono le soluzioni digitali e l’utilizzo dei dati adottati per raggiungere significativi sviluppi produttivi. Ma anche l’approccio che mette al centro le persone e la sostenibilità” ha commentato Monica Poggio, amministratore delegato di Bayer in Italia“.

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Emofilia: Bayer assegna a Italia, Stati Uniti e Colombia i premi per i migliori progetti

Posted by fidest press agency su domenica, 27 maggio 2018

Alessio Branchini, Italia, ricercatore dell’Università di Ferrara; Clay Cohen, Stati Uniti, ricercatore del Baylor College of Medicine di Houston, Texas; Jenny Margarita Palma Romero, Colombia, caregiver del Vihonco IPS (Institución Prestadora de Salud).Questi i nominativi ai quali Bayer ha assegnato tre premi nel corso del Convegno Mondiale della World Federation of Hemophilia (WFH 2018), che si è chiuso a Glasgow, in Scozia.I riconoscimenti, selezionati da un comitato indipendente tra i 55 progetti ricevuti da tutto il mondo, fanno parte del Bayer Hemophilia Awards Program (BHAP), uno tra i più grandi programmi di finanziamento della ricerca clinica e formazione che sostiene le nuove cure e la gestione delle persone affette da emofilia.
Il Dottor Alessio Branchini ha ricevuto l’Early Career Investigator Award per il suo progetto che ha come scopo quello di sviluppare una nuova proteina di fusione tra il fattore IX e l’albumina con un migliorato profilo di emivita.Al Dottor Clay Cohen è andato il premio Fellowship Project Award per la sua proposta di ricerca per determinare l’attività del fattore VIII e del fattore IX in un nuovo modello di coagulazione basato su cellule endoteliali.Jenny Margarita Palma Romero ha ottenuto il Caregiver Award per la sua proposta che mira a fornire lo spazio formativo e lo sviluppo del modulo di formazione per 10 professionisti che si occupano di pazienti con emofilia.
“Quest’anno – ha affermato il Professor Mannucci, membro del comitato valutatore – il BHAP riveste un ruolo davvero importante, poiché una parte del Premio si è tinta dei colori del nostro Paese. E’ fondamentale che anche l’Italia concorra nella formazione di professionisti della cura dell’emofilia, supportando le opzioni di cura e trattamento di prossima generazione”.
Nei 16 anni di storia del BHAP, Bayer ha assegnato oltre 290 premi a medici e operatori sanitari di 33 Paesi, per un totale di 35 milioni e ha contribuito a più di 400 pubblicazioni, presentazioni di poster e altre comunicazioni scientifiche da parte dei premiati.

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Bayer investe su giovani studenti per progetti di comunicazione innovativi

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2018

Milano. Bayer è la prima azienda farmaceutica a credere nei giovani studenti di Talent Academy, un percorso di apprendimento che si sviluppa in forma di competizione universitaria, realizzato in collaborazione con il Professor Andrea Cioffi dell’Università Cattolica di Milano.Giunta alla sua quindicesima edizione, l’iniziativa vede oltre 40 studenti confrontarsi sul terreno di nuovi progetti di comunicazione a favore dei settori di attività in cui operano le importanti aziende che prendono parte al Talent.Otto studenti, suddivisi in due gruppi di lavoro, hanno scelto di realizzare la proposta per Bayer: un progetto semplice ma sfidante per coinvolgere il medico in ambito cardiovascolare, per migliorare la comunicazione con il paziente, accompagnandolo e sostenendolo nel suo percorso terapeutico.
‘Il nostro obiettivo è coinvolgere i cardiologi in un modo completamente diverso, quasi inaspettato per i nostri canoni. Il progetto affidato a questi giovani è una sfida, quasi una provocazione. Mi vengono in mente le parole di Georg Cantor: Le grandi innovazioni avvengono nel momento in cui la gente non ha paura di fare qualcosa di diverso dal solito”, dichiara Alberto Guarnieri, Head of Marketing Thrombosis di Bayer.La giornata di ‘apertura lavori’ è fissata per il 23 marzo, quando i ragazzi potranno conoscere la realtà di Bayer e confrontarsi con uno dei settori di punta dell’azienda, quello cardiovascolare.Il tempo per elaborare e sviluppare le idee è di tre mesi. Il 12 giugno 2018 sarà quindi premiato il miglior progetto di comunicazione tra i due gruppi partecipanti. In palio uno stage curriculare di sei mesi nella sede milanese di Bayer, in viale Certosa.I progetti saranno valutati da una giuria interfunzionale interna a Bayer sulla base di innovazione dei contenuti e fattibilità in termini tecnologici, economici, di tempo, e di risorse umane.
Il prof. Andrea Cioffi, docente di Digital Communication Management del corso di laurea magistrale in Comunicazione per l’impresa, i Media e le Organizzazioni dell’Università Cattolica di Milano, è il fondatore di Enjoy Your Learning, associazione no profit nata per sviluppare percorsi didattici e di apprendimento innovativi e sostenibili. “Talent Academy è il fiore all’occhiello di questo approccio. È un sistema di apprendimento costruito sui principi della gamification e sul learning by doing, che aiuta i giovani a entrare nel mondo del lavoro. L’adesione di Bayer a questo progetto rappresenta un’occasione unica che i ragazzi hanno colto con entusiasmo, curiosi di scoprire le idee che nasceranno da questa collaborazione”.Sulla scelta di collaborare con Talent Academy ha influito la preparazione e il background degli studenti coinvolti, non contaminati dalle peculiarità del mondo del farmaco, caratteristica importante che può dare valore aggiunto alla progettualità sia in termini di innovazione che di creatività. “Ogni aspetto di Talent Academy è per noi una novità: il format, l’idea, il progetto. E sono proprio queste novità che ci hanno spinti ad intraprendere questa, oserei chiamarla, avventura”, conclude Guarnieri.

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Ricerca nel settore della salute

Posted by fidest press agency su martedì, 16 gennaio 2018

firenzeFirenze. Un protocollo bilaterale per la realizzazione e lo sviluppo di una rete coordinata e integrata di strutture e competenze scientifiche per la ricerca nel settore della salute è stato siglato di recente tra Regione Toscana e Bayer spa: per la Regione ha firmato l’assessore al diritto alla salute, per Bayer spa il direttore divisione Pharmaceuticals Giovanni Fenu. Con la firma di questo protocollo, sono dunque ora quindici le aziende farmaceutiche partner del progetto avviato nel 2006 dalla Regione Toscana (delibera di giunta 788/2006), con l’obiettivo di costruire sinergie con il mondo dell’impresa, finalizzate a promuovere e ottimizzare la qualità delle sperimentazioni cliniche svolte nelle strutture del sistema sanitario regionale.Come sottolinea l’assessore al diritto alla salute, la ricerca rappresenta un elemento fondante del Servizio sanitario regionale, e la Regione è interessata a promuovere e sostenere tutte le attività di ricerca, con particolare riferimento alle biotecnologie e alle scienze della vita. In questo settore, fondamentale il contributo delle aziende farmaceutiche per lo sviluppo dei progetti di ricerca e di quelli di produzione e commercializzazione di farmaci.“Siamo orgogliosi di questa collaborazione”, commenta Giovanni Fenu, “perché riconosce il forte impegno di Bayer sul fronte della ricerca, innovazione e formazione. Ritengo che questo accordo sia una buona opportunità per continuare a promuovere occasioni di partnership con l’Amministrazione nella direzione di creare valore aggiunto per il sistema Italia, rendendolo maggiormente attrattivo e competitivo”, conclude Fenu.L’impegno della Regione in questo ambito è sostenuto dalla convinzione che la ricerca, opportunamente programmata, monitorata e valutata, sia valore fondante e costitutivo per il servizio sanitario, per le sue ricadute in termini di guadagno di salute per la popolazione, perché garantisce l’innovazione dell’offerta sanitaria, attraendo investimenti qualificati nel nostro territorio.Con il Programma regionale di sviluppo 2016-2020, la Regione Toscana ha inteso sviluppare la competitività del proprio sistema per la ricerca e dei sistemi produttivi, e sostenere la capacità di creare sinergie tra il Servizio sanitario, le Università, i centri di ricerca e le imprese del settore, anche attraverso l’implementazione delle attività del Distretto tecnologico Scienze della vita.

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CES di Las Vegas: con le migliori startup italiane c’è anche il portale Sapere&Salute di Bayer

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

Crazy Streets of Las VegasLas Vegas. È l’appuntamento più importante per le startup di successo di tutto il mondo e per la prima volta ci sarà anche un “Italian Village”, spazio dedicato interamente alle nuove imprese del nostro paese, che rappresentano il top dell’innovazione a marchio made in Italy.
Nei quattro giorni della kermesse americana si presenteranno molte startup del network Grants4Apps*. In particolare ci sarà la startup Indigo AI a illustrare la case history di successo intrapresa con Bayer Italia. Gianluca Maruzzella, fondatore di Indigo AI, presenterà la sua tecnologia di intelligenza artificiale e il caso di utilizzo sul portale Bayer SapereSalute.it.
Indigo si occupa di chatbot, una tipologia di app conversazionali utili per dare risposte rapide puntuali agli utenti smaltendo così le richieste che i servizi di customer care non potrebbero gestire tempestivamente. Il chatbot di SapereSalute.it è un assistente virtuale che supporta gli utenti nella ricerca di informazioni su argomenti di salute e benessere e in particolare sulla salute intima femminile.Contattando Sapere & Salute tramite Facebook Messenger o direttamente dal sito web, gli utenti sono coinvolti in una vera conversazione one-to-one in chat: possono interagire con SapereSalute.it in modo amichevole.SapereSalute potrà inoltre inviare aggiornamenti mensili sui temi prescelti con nuovi contenuti o curiosità e tenerli informati tramite notifiche push.
Ad oggi, da giugno 2017 si sono registrati 17.000 utenti con circa 38.000 messaggi e 760 iscrizioni.
La partecipazione dell’Italia al CES 2018 nasce dall’alleanza fra alcuni distretti italiani dell’innovazione, fra i quali l’Area Science Park e Tilt di Trieste, il Mise (Ministero per lo Sviluppo Economico) e l’Ice (Istituto per il Commercio Estero).
Lo spazio promosso da ItaliaStartup ospiterà quarantaquattro startup italiane, ventinove delle quali selezionate da un comitato costituito da alcuni dei più noti esperti dell’ecosistema startup in Italia, in primis questa associazione nazionale che le sostiene e le rappresenta.
L’obiettivo principale della partecipazione di startup italiane è quello di comunicare il valore aggiunto e le capacità innovative dell’imprenditoria Made in Italy.

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Bayer in Italia è l’azienda del settore chimico e farmaceutico dove si lavora meglio

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 novembre 2017

bayer_healthcareLe aziende sono state scelte sulla base di un’indagine indipendente, condotta nel mese di maggio, da Statista società tedesca specializzata nelle ricerche di mercato e nella creazione di classifiche per i più importanti giornali del mondo. La società di analisi ha preso in considerazione le aziende italiane, raggruppate in uno o più dei 21 settori di attività, con più di 250 dipendenti, una platea di oltre 1.900 imprese. Sono stati contattati complessivamente 15.000 lavoratori ai quali è stato sottoposto un approfondito sondaggio. L’indagine è stata condotta tramite un questionario anonimo online, a cui gli intervistati hanno potuto accedere in forma anonima, coprendo diversi profili socio-demografici della popolazione. La domanda chiave del sondaggio era: “su una scala da 0 a 10 con quanta probabilità raccomanderebbe la sua azienda ad un conoscente o familiare”. Ai partecipanti del sondaggio è stato anche chiesto se ci sono aziende che avrebbero addirittura sconsigliato. I risultati di tutti gli elementi sono stati combinati per calcolare un punteggio finale, attribuendo un peso maggiore alla disponibilità dei partecipanti a raccomandare la propria azienda.Il settore farmaceutico, come del resto quello della chimica, ha una lunga tradizione in Italia, continuando ad essere un luogo di innovazione e ricerca. Le aziende che popolano questo comparto investono molto in laboratori all’avanguardia e offrono opportunità di formazione a chi le sceglie. Dall’indagine emerge inoltre che dalle 400 aziende dove si lavora meglio ha la sede centrale centrale in Lombardia, per un totale di 172 aziende.
Bayer è un’azienda globale con competenze chiave nei settori di Salute e Agricoltura. I prodotti e i servizi sono concepiti per migliorare la qualità della vita di uomini, animali e piante. Allo stesso tempo, il Gruppo Bayer punta a creare valore attraverso innovazione, crescita e un’elevata redditività. Bayer fonda la propria attività su principi di sviluppo sostenibile e di responsabilità etica e sociale. Nel 2016, il Gruppo ha impiegato 99.600 collaboratori e registrato un fatturato di 34,9 miliardi di euro. Gli investimenti in conto capitale sono stati pari a 2,2 miliardi di euro mentre quelli in Ricerca & Sviluppo 4.4 miliardi di euro. Maggiori informazioni sul sito http://www.bayer.it

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Problemi Clinici e Sociali dell’Emofilia

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

bayerNapoli sabato 11 novembre, XVI Convegno Triennale sui Problemi Clinici e Sociali dell’Emofilia dell’Associazione Italiana Centri Emofilia (AICE). Il simposio, intitolato “Dall’innovazione alla protezione nella Real Life: l’impegno Bayer nel presente e nel futuro”, è l’occasione per discutere come le caratteristiche innovative di questa molecola, presentate negli studi Leopold, siano validate dalla pratica clinica in Italia.Il nuovo octocog alfa di Bayer è disponibile in circa l’80% delle regioni italiane. Il Centro emofilia di Catanzaro è stato uno dei primi ad utilizzarlo: “Nel nostro Centro – dichiara la Dottoressa Rita Santoro, direttore del Centro – abbiamo già numerosi pazienti in trattamento con il nuovo farmaco. Ad esempio, in un paziente adulto, abbiamo ottenuto risultati eccellenti, sia in termini di aderenza che di protezione. Il paziente presentava un quadro clinico complesso con gravi problemi articolari e comorbilità. Il nuovo farmaco di Bayer ha consentito di modificare lo schema terapeutico, da tre a due infusioni alla settimana e, grazie al migliorato profilo farmacocinetico, anche il controllo dei sanguinamenti”.Octocog alfa protein free da cellule BHK viene utilizzato anche nei piccoli pazienti: “Abbiamo in cura un bambino affetto da Emofilia A grave con problemi di emartri – spiega la Dottoressa Erminia Baldacci, Centro emofilia Policlinico Umberto I Roma – con una profilassi iniziata in età molto precoce. Il piccolo è passato al nuovo farmaco di Bayer e si è osservata una persistenza di livelli più alti di FVIII nel sangue, assicurando quindi al paziente una maggiore protezione dai sanguinamenti”.L’impegno di Bayer è sia nel presente che nel futuro. E’ già stata presentata in Europa la domanda per l’autorizzazione in commercio di un prodotto ‘long acting’ (Bay 94-9027) che ha una durata d’azione prolungata che potrebbe permettere una somministrazione anche ogni 7 giorni. “Bayer sta procedendo nella ricerca su una nuova categoria di farmaci che consente di trattare tutti i pazienti affetti da Emofilia A e B, anche in quelli che hanno sviluppato inibitori, e che vengono somministrati sotto cute invece che per via endovenosa con cadenza settimanale. Procedono anche gli studi sulla terapia genica dalla gene therapy al gene editing”, ha commentato il dottor Franco Pamparana, Direttore Medico di Bayer.
“Il trattamento dell’emofilia – conclude la Dottoressa Cristina Santoro, Centro emofilia Policlinico Umberto I Roma – sta cambiando rapidamente e continuerà a evolvere nei prossimi anni. Alla terapia sostitutiva con i nuovi fattori della coagulazione a lunga emivita, si affiancheranno nuove terapie non più sostitutive per i pazienti affetti da Emofilia a A o B, con e senza inibitori. Questi nuovi farmaci, ad oggi in varie fasi di sviluppo, consentiranno una terapia meno invasiva per via sottocutanea anziché endovenosa, e ridurranno ulteriormente la frequenza di somministrazione. Infine, le prospettive per la terapia genica sembrano essere molto più concrete alla luce dei recenti progressi nella sperimentazione clinica dei pazienti con deficit di fattore IX.”
L’emofilia colpisce circa 400.000 persone nel mondo ed è una patologia principalmente ereditaria in cui una delle proteine necessarie per la formazione dei coaguli di sangue è mancante o carente. L’emofilia A è il più comune tipo di emofilia; in questo caso è assente o presente in quantità ridotta il fattore VIII. L’emofilia A colpisce 1 persona su 10.000, per un totale di più di 30.000 persone in Europa. Nel tempo, l’emofilia A – a causa di sanguinamenti continui o spontanei, specialmente nei muscoli, nelle articolazioni o negli organi interni – può portare a quadri di artropatia invalidanti.

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COMPASS study presented at ESC Congress 2017 – largest rivaroxaban study to date

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 agosto 2017

bayer_healthcareBayer and its cooperation partner Janssen Research & Development, LLC, today announced results at The European Society of Cardiology (ESC) Congress that are set to change clinical practice in the UK for cardiologists treating patients with coronary artery disease (CAD) and peripheral artery disease (PAD). Highly anticipated Phase III COMPASS study data announced during two hot line presentations at ESC in Barcelona, and simultaneously published in The New England Journal of Medicine, showed Bayer’s Factor Xa inhibitor, rivaroxaban (Xarelto®) vascular dose, (2.5 mg twice daily), plus aspirin 100 mg once daily, reduced the risk of the composite endpoint of stroke, cardiovascular (CV) death and heart attack by 24% (relative risk reduction, ARR: 1.3%) in patients with CAD and PAD1. The study compared this combined approach with aspirin 100 mg once daily alone. Patients included in the study already received guideline recommended therapy for hypertension, high cholesterol and diabetes. A 5 mg twice daily dose of rivaroxaban was also investigated but did not reach statistical significance.
Coronary artery disease (CAD) is the most common cause of cardiovascular disease and is estimated to occur in up to 20-30% of patients with AF3. It is responsible for approximately 7.3 million deaths worldwide every year, with up to half of all middle-aged men and women at risk of developing CAD during their lifetime5. The number of patients with AF and CAD that will have to undergo coronary revascularisation has doubled in the last decade6. Peripheral artery disease (PAD), while often undiagnosed, affects over 27 million people in Europe and North America and is an important risk marker of cardiovascular diseas.
Bayer is a global enterprise with core competencies in the Life Science fields of health care and agriculture. Its products and services are designed to benefit people and improve their quality of life. At the same time, the Group aims to create value through innovation, growth and high earning power. Bayer is committed to the principles of sustainable development and to its social and ethical responsibilities as a corporate citizen. In fiscal 2015, the Group employed around 117,000 people and had sales of EUR 46.3 billion. Capital expenditures amounted to EUR 2.6 billion, R&D expenses to EUR 4.3 billion. These figures include those for the high-tech polymers business, which was floated on the stock market as an independent company named Covestro on October 6, 2015. For more information, go to http://www.bayer.co.uk

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Giornata mondiale della lotta al cancro

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2017

garbagnate-bayerIl 4 febbraio si celebra oggi il World Cancer Day, giornata mondiale della lotta al cancro. La campagna di sensibilizzazione è promossa dall’UICC (Unione Internazionale Contro il Cancro), organizzazione non governativa che rappresenta le associazioni impegnate contro la malattia in oltre cento Paesi.In occasione dell’evento Bayer conferma il proprio impegno in oncologia attraverso investimenti in ricerca e sviluppo e il sostegno agli sforzi per una diagnosi sempre più precoce della malattia.Nel mondo, sono 33 milioni le persone che attualmente vivono con il cancro e si prevede che entro il 2030 il numero crescerà notevolmente.In Italia, nel 2016 sono stimati circa 365.000 nuovi casi di tumore. Tuttavia, la prognosi è notevolmente migliorata: si considera che circa 2,5 milioni di persone siano guarite dal tumore e che, a distanza di 5 anni, non abbiano più segni della malattia.Accanto all’attività di ricerca in laboratorio, Bayer promuove e sostiene la collaborazione con partner d’eccellenza della comunità medico-scientifica, istituti di ricerca pubblici e privati a livello sia nazionale che internazionale. L’oncologia italiana ricopre un ruolo di primaria importanza: la collaborazione tra Bayer, la comunità scientifica e i centri che partecipano alla ricerca ha garantito l’avanzamento delle conoscenze e lo sviluppo di nuove terapie, permettendo così di migliorare la prognosi di questa patologia.Altrettanta importanza rivestono per Bayer i programmi di sensibilizzazione, essenziali per seguire uno stile di vita più sano, prevenire il rischio di sviluppare la malattia e favorire una diagnosi precoce.”Si può ottenere molto con uno stile di vita adeguato e con la prevenzione”, afferma il prof. Armando Santoro, direttore del Cancer Center Humanitas di Rozzano. tumore metastatico2“Per quanto riguarda lo stile di vita, le regole sono poche e semplici: occorre mantenere il proprio peso ottimale, alimentarsi in modo sano, non eccedere con gli alcolici e non fumare. La prevenzione – che significa soprattutto esami, controlli e screening – rappresenta un altro grande ‘guerriero’ al nostro fianco in questa battaglia. C’è ancora molto da fare , molte sono le necessità ma cominciamo a vedere molta più luce in questo percorso difficile e complesso”, conclude il prof. Santoro.
Union for International Cancer Control (UICC) è un’organizzazione internazionale che lotta contro il cancro, raggruppa circa 1.000 organizzazioni impegnate in questa battaglia in 160 paesi. Ulteriori informazioni: http://www.uicc.org
Bayer è un’azienda globale con competenze chiave nei settori delle Life Sciences, Salute e Agricoltura. I prodotti e i servizi sono pensati per il benessere delle persone e per migliorare la qualità della loro vita. Allo stesso tempo, il Gruppo Bayer aspira a creare valore attraverso l’innovazione, la crescita e un’elevata redditività. Bayer fonda la propria attività sui principi di sviluppo sostenibile e sulla responsabilità etica e sociale. Nel 2015, il Gruppo ha impiegato 117.000 persone e registrato un fatturato di 46,3 miliardi di euro. Gli investimenti in conto capitale sono stati pari a 2,6 miliardi di euro mentre quelli in Ricerca & Sviluppo sono stati pari a 3,4 miliardi di euro. Queste cifre comprendono l’area di Business dei Materiali Polimerici Innovativi, portata sul mercato azionario come Covestro, società indipendente, il 6 ottobre 2015.

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Premio Giornalistico Bayer

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 febbraio 2017

bayer_healthcareSono stati prorogati al prossimo 30 aprile i termini per partecipare al Premio Giornalistico Bayer, dal titolo “Emofilia, aspetti sociali e clinici. Obiettivo: migliorare la qualità di vita dei pazienti”. Il Premio ha l’obiettivo di sensibilizzare i professionisti dell’informazione a divulgare la conoscenza dell’emofilia e creare awareness su una malattia rara.L’iniziativa mira non solo a fare luce sull’emofilia, una patologia che solamente in Italia colpisce circa 4.000 persone, 30.000 in Europa, 400.000 nel mondo, ma anche e soprattutto a sensibilizzare l’opinione pubblica sugli aspetti clinici e sociali della patologia.“Con questa prima edizione del Premio Giornalistico Bayer – dichiara Patrizia Guarraci, Responsabile BU Specialty di Bayer – intendiamo riconoscere come il vero protagonista della sanità sia il paziente emofilico e, con lui, le sue esigenze a livello di cure. Il traguardo può sicuramente essere raggiunto prima e più facilmente grazie alla collaborazione di tutti gli attori coinvolti nel mondo della tutela della salute: dai professionisti, ai care givers, fino ai volontari che operano nel mondo di questa patologia. Attraverso questa iniziativa – conclude Guarraci – Bayer intende contribuire attivamente a richiamare l’attenzione di tutti gli attori del settore sanità sull’esigenza di rispondere in maniera concreta alle esigenze del cittadino-paziente emofilico e della sua famiglia. Ci auguriamo, dunque, che la nostra iniziativa renda l’opinione pubblica più consapevole su questa malattia rara”.Il Premio Giornalistico sottolinea l’importanza di dare informazioni corrette e complete sugli ultimi progressi raggiunti nel settore dell’emofilia: ecco che, allora, diventano fondamentali la profilassi, le diverse possibilità di cura a disposizione del paziente, la sicurezza dei trattamenti, attuali e futuri.

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Il Consiglio di Amministrazione di Bayer SpA ha nominato Monica Poggio nuovo Amministratore Delegato di Bayer in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2017

monica-poggioPoggio manterrà anche il ruolo di Head of Human Resources.Il nuovo AD, nel Gruppo dal 2012, ha sviluppato il suo percorso professionale principalmente in multinazionali del settore farmaceutico, metalmeccanico e del credito.Dal marzo 2014 è inoltre Presidente della Fondazione “Istituto Tecnico Superiore Lombardo per le Nuove tecnologie Meccaniche e Meccatroniche”, scuola di formazione tecnica superiore ispirata al modello formativo duale già sperimentato in altri paesi europei. Lo stesso Consiglio di Amministrazione ha inoltre ratificato la nomina di Mauro Chiassarini a Presidente di Bayer in Italia. (foto: Monica Poggio)

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Bayer: eccellenza produttiva italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 6 dicembre 2016

garbagnate-bayerNello stabilimento Bayer di Garbagnate Milanese si festeggia un nuovo importante traguardo: la produzione della dieci miliardesima compressa nell’anno in corso. A livello mondiale, il sito di Garbagnate rappresenta per Bayer un impianto d’eccellenza ad alta sostenibilità, che produce il maggior numero di compresse all’anno. Si tratta di un primato che ha visto raddoppiare, nel giro di soli quattro anni, la produzione di pastiglie passando da cinque miliardi nel 2013 a dieci miliardi nel corso della giornata del 28 novembre 2016.Sergio Re, direttore dello stabilimento, tiene a precisare quanti siano stati, nel corso del tempo, i continui interventi di miglioramento dell’efficienza. “Ciò ha portato a una riduzione del 47% del costo del prodotto finito, anche attraverso l’adozione di innovazioni tecnologiche, che garantiscono un minor impatto ambientale. Fondamentali sono però le persone che lavorano nello stabilimento. Le loro competenze, la grande motivazione unite al senso di responsabilità e allo spirito di iniziativa sono alla base delle continue innovazioni che hanno permesso il raggiungimento di questi importanti traguardi”.
Le potenzialità produttive di Bayer in Italia nel settore delle Life Sciences si basano su tre poli industriali, Garbagnate Milanese (MI), Segrate (MI), Filago (BG).
Il sito di Garbagnate, nato nel 1946 e collocato all’interno del Parco delle Groane alle porte di Milano, è specializzato nella produzione ed il confezionamento di farmaci in forma solida quali compresse e microcapsule sia per il mercato italiano che per quelli esteri.
Bayer è un’azienda globale con competenze chiave nei settori delle Life Sciences, Salute e Agricoltura. I prodotti e i servizi sono pensati per il benessere delle persone e per migliorare la qualità della loro vita. Allo stesso tempo, il Gruppo Bayer aspira a creare valore attraverso l’innovazione, la crescita e un’elevata redditività. Bayer fonda la propria attività sui principi di sviluppo sostenibile e sulla responsabilità etica e sociale. Nel 2015, il Gruppo ha impiegato 117.000 persone e registrato un fatturato di 46,3 miliardi di euro. Gli investimenti in conto capitale sono stati pari a 2,6 miliardi di euro mentre quelli in Ricerca & Sviluppo sono stati pari a 3,4 miliardi di euro. Queste cifre comprendono l’area di Business dei Materiali Polimerici Innovativi, portata sul mercato azionario come Covestro, società indipendente, il 6 ottobre 2015.

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Positivo profilo rischio-beneficio di rivaroxaban di Bayer nella pratica clinica quotidiana

Posted by fidest press agency su martedì, 30 agosto 2016

bayer_healthcare AG ha annunciato oggi che al Congresso ESC 2016 sono stati presentati nuovi dati real-life provenienti da molti Paesi, sull’impiego del proprio inibitore orale del Fattore Xa rivaroxaban in pazienti con Fibrillazione Atriale non-valvolare. I risultati di XaPASS – studio osservazionale prospettico post-marketing che ha arruolato oltre 11.000 pazienti in Giappone – hanno confermato basse percentuali sia di ictus sia di emorragia maggiore in pazienti con Fibrillazione Atriale non-valvolare, in terapia con rivaroxaban nella pratica clinica quotidiana1. Questi risultati sono generalmente in linea con quelli dello studio clinico randomizzato di Fase III J-ROCKET AF. Inoltre, i dati dei registi nazionali sull’impiego in contesti real-life su un totale di 57.498 pazienti in Svezia indicano percentuali analoghe di emorragia maggiore nei pazienti trattati con rivaroxaban e in quelli trattati con warfarin, ma percentuali significativamente inferiori di emorragia intracranica nei pazienti trattati con rivaroxaban 2.I dati, ad oggi, di XaPASS riconfermano il positivo profilo rischio-beneficio di rivaroxaban, già accertato negli studi clinici di Fase III ROCKET AF e J-ROCKET AF , . In J-ROCKET AF è stata osservata una riduzione non significativa del 51% del rischio di ictus ed embolia sistemica non-SNC con rivaroxaban rispetto a warfarin. Nonostante non siano state osservate differenze significative nelle percentuali di emoraggia complessiva in J-ROCKET AF, l’uso di rivaroxaban è stato associato a una percentuale inferiore non significativa di emorragia maggiore e a una percentuale di emorragia non maggiore clinicamente rilevante, lievemente superiore rispetto a warfarin4. I pazienti nello studio J-ROCKET AF avevano un profilo di rischio da moderato a elevato con punteggio CHADS2 medio di 3,25, mentre i pazienti in XaPASS avevano in media un rischio inferiore di ictus con punteggio CHADS2 medio di 2,2.1,4 In XaPASS, l’incidenza di evento emorragico di qualsiasi tipo è stata di 4,84 ogni 100 anni-paziente, di cui l’incidenza di emorragia maggiore è stata di 1,02 ogni 100 anni paziente e l’incidenza di emorragia intracranica è stata di 0,43 ogni 100 anni-paziente. L’incidenza dell’endpoint composito di ictus, embolia sistemica o infarto del miocardio è stata di 1,35 ogni 100 anni-paziente mentre l’incidenza di ictus ischemico è stata di 0,90 ogni 100 anni-paziente1. Questi risultati sono stati generalmente in linea con quelli di J-ROCKET AF4Inoltre, sulla base di dati reali da registri nazionali svedesi è stata confrontata l’incidenza di emorragia maggiore con rivaroxaban e warfarin in pazienti con Fibrillazione Atriale non-valvolare 2. I risultati indicano percentuali simili di emorragia maggiore con rivaroxaban e warfarin (rispettivamente 3,40 contro 3,32 sanguinamenti ogni 100 anni-paziente; HR 0,89; Intervallo di confidenza al 95% di 0,73-1,10). Tuttavia, le percentuali di emorragia intracranica sono state significativamente inferiori con rivaroxaban rispetto a warfarin (rispettivamente 0,62 contro 0,88 sanguinamenti ogni 100 anni-paziente; HR 0,63; Intervallo di confidenza al 95% di 0,40-0,99). All’ESC 2016 sono stati anche presentati i risultati aggiornati di REVISIT-US, analisi retrospettiva basata su dati statunitensi del database MarketScan3. REVISIT-US ha valutato efficacia e sicurezza di rivaroxaban, apixaban o dabigatran, ciascuno rispetto a warfarin, in contesti reali, in pazienti con Fibrillazione Atriale non-valvolare. I risultati di REVISIT-US erano stati inizialmente presentati all’edizione di quest’anno del Congresso della Società Europea di Aritmologia Cardiaca (ECAS), dimostrando che, in questi contesti, rivaroxaban era associato a una riduzione non-significativa del 29% di ictus ischemico, accompagnata a una riduzione significativa del 47% di emorragia intracranica rispetto a warfarin. Considerando l’endpoint combinato di emorragia intracranica o ictus ischemico, rivaroxaban ha ottenuto una riduzione significativa del 39% rispetto a warfarin in REVISIT-US .
XaPASS è uno studio osservazionale prospettico post-marketing, su dati real-life sviluppato da Bayer su richiesta dell’ente di controllo giapponese come studio di sorveglianza per valutare sicurezza ed efficacia di rivaroxaban nella pratica clinica quotidiana. Lo studio ha arruolato pazienti con Fibrillazione Atriale non-valvolare che hanno iniziato la terapia con rivaroxaban in 1.415 centri in tutto il Giappone. Il medico che ha preso in carico il paziente ha stabilito il regime di dosaggio e tutti gli eventi avversi sono stati registrati come “eventi avversi o eventi avversi seri”.
Studio post-autorizzazione sulla sicurezza, tuttora ìn corso in Svezia, su un totale di 57.498 pazienti adulti (7.273 in terapia con rivaroxaban e 50.225 con warfarin) con Fibrillazione Atriale non-valvolare di confronto sull’incidenza di emorragia maggiore con rivaroxaban e warfarin in pazienti non trattati in precedenza con anticoagulante orale. Sono stati utilizzati Registri Nazionali Svedesi (Registro dei Farmaci Prescritti, Registro dei Pazienti, Registro delle Cause di Mortalità e Registro LISA [Longitudinal Integration Database for Health Insurance and Labor Market Studies]) per individuare le caratteristiche individuali di soggetti con diagnosi di Fibrillazione Atriale e altre co-morbilità, con prescrizione di rivaroxaban o warfarin nel periodo compreso fra il 3 ottobre 2012 e il 31 dicembre 2014.

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Expert comment on Bayer making a takeover offer for Monsanto

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 maggio 2016

warwick_campus_2_largeJohn Colley, of Warwick Business School, is a Professor of Practice in the Strategy & International Business Group and researches large takeovers. He is also a former MD of a FTSE 100 company.Professor John Colley said: “Monsanto certainly do not want to be bought by a European business. However, shareholders always have their price. No doubt Monsanto will reject the bid, but it will need to convince its shareholders that it has seriously considered the offer. A higher bid is likely. “Demand is poor for agribusiness products currently due to low commodity prices. Overcapacity has led to poor performance and lower share prices, in turn providing opportunities for mergers. Industry rationalisation has been progressing already with the Du Pont Dow Chemicals deal, which will no doubt result in reduced capacity and significant cost savings.”Concentration in the chemicals agribusiness industry continues with Bayer’s $40 billion bid for Monsanto. Monsanto has put itself in play after its bid for Syngenta, which went to ChemChina for $44 billion. This was followed by an approach to buy parts of Bayer.”

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Bayer ottiene il via libera alla classe Cnn per BAY 81-8973, farmaco per il Trattamento dell’Emofilia A

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 maggio 2016

bayer_healthcareBayer ha ottenuto la classe C non negoziata, “classe C (nn)”, da AIFA per Bay 81-8973 (octocog alfa), farmaco per il trattamento dell’Emofilia A nei pazienti di tutte le fascie d’età. Bay 81-8973 è un fattore VIII ricombinante, non modificato, a catena intera, che negli studi clinici ha dimostrato di mantenere l’emostasi e di proteggere dai sanguinamenti i pazienti con Emofilia A, quando usato in regime di profilassi due o tre volte a settimana.“Questa approvazione è un ulteriore passo avanti nel nostro lungo percorso per portare terapie innovative sul mercato,” dice il Dr. Franco Pamparana, Direttore Medico di Bayer Pharmaceuticals. “Siamo entusiasti di lanciare Bay 81-8973 come nuova opzione di trattamento per i pazienti con Emofilia A. Con questo farmaco Bayer conferma l’impegno a lungo termine nei confronti della Comunità Emofilica”.“Bay 81-8973 rappresenta un passo in avanti nella cura dell’emofilia,” aggiunge la. Dr.ssa Elena Santagostino, responsabile dell’unità operativa emofilia, presso l’IRCCS Fondazione Cà Granda, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e coordinatrice del programma di studi Leopold in Italia. “Gli studi clinici registrativi del programma Leopold sono stati condotti in un’ampio ed eterogeneo gruppo di persone con Emofilia A e hanno dimostrato che Bay 81-8973 può essere utilizzato non solo tre volte alla settimana, ma anche, in alcune fasce di pazienti, due volte alla settimana”. L’approvazione si è basata sui risultati del Programma di Sviluppo Clinico LEOPOLD (Long-Term Efficacy Open-Label Program in Severe Hemophilia A Disease), che si compone di tre studi clinici multinazionali, disegnati per valutare la farmacocinetica, l’efficacia e la sicurezza di Bay 81-8973. Nel complesso queste sperimentazioni hanno valutato Bay 81-8973 in più di 200 fra bambini ed adulti con Emofilia A grave, provenienti da 60 centri per il trattamento dell’emofilia in 25 paesi nel mondo.Nei prossimi mesi l’iter regolatorio di Bay 81-8973 proseguirà fino al raggiungimento della classe A, classe per i farmaci a carico dal Servizio Sanitario Nazionale.
Bay 81-8973 si aggiunge al portafoglio di Bayer in ematologia che già include rFVIII FS, attualmente sul mercato in più di 70 paesi nel mondo, e che vede in pipeline anche il fattore VIII ricombinante long-acting. Bayer sta inoltre valutando, sia in sviluppo preclinico, sia nelle prime fasi di sviluppo clinico, approcci terapeutici alternativi, tra cui la terapia genica del fattore VIII e il blocco della via inibitoria del fattore tissutale (Tissue Factor Pathway Inhibitor –TFPI), per l’emofilia e per altri disordini ematologici.
L’emofilia colpisce circa 400.000 persone nel mondo ed è una patologia principalmente ereditaria in cui una delle proteine necessarie per la formazione dei coaguli di sangue è mancante o carente. L’emofilia A è il più comune tipo di emofilia; in questo caso è assente o presente in quantità ridotta il fattore VIII. L’emofilia A colpisce 1 persona su 10.000, per un totale di più di 30.000 persone in Europa. Nel tempo, l’emofilia A a causa di sanguinamenti continui o spontanei, specialmente nei muscoli, nelle articolazioni o negli organi interni può portare a quadri di artropatia invalidanti.

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Tumore epatico e sopravvivenza globale

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 maggio 2016

bayer_healthcareBayer ha annunciato che il suo Studio di fase III in pazienti con tumore epatico (HCC) non resecabile trattati con regorafenib raggiunge l’obiettivo primario di migliorare in modo statisticamente significativo la sopravvivenza globale.
Lo studio RESORCE ha valutato l’efficacia e la sicurezza di regorafenib in pazienti con HCC in progressione dopo precedente trattamento con sorafenib. La sicurezza e la tollerabilità di regorafenib sono stati generalmente simili al profilo atteso.
Dati dettagliati dello studio saranno presentati in una prossima riunione scientifica.
Lo studio RESORCE (REgorafenib dopo SORafenib nei pazienti con carcinoma epatoCEllulare) è uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo, multicentrico, di fase III in pazienti con HCC la cui malattia è progredita dopo trattamento con sorafenib. Lo studio ha arruolato 573 pazienti, randomizzati in un rapporto 2:1 a ricevere regorafenib associato alla migliore terapia di supporto (BSC) o placebo associato alla BSC.I pazienti sono stati trattati con regorafenib 160 mg una volta al giorno, 3 settimane / 1 settimana senza trattamento, o placebo. L’obiettivo primario di questo studio è stato la sopravvivenza globale, e gli obiettivi secondari hanno incluso il tempo alla progressione, la sopravvivenza libera da progressione di malattia, il tasso di risposta e il tasso di controllo della malattia. La sicurezza e la tollerabilità sono stati monitorati in modo continuo.
Il carcinoma epatocellulare (HCC) è la forma più comune di cancro del fegato e rappresenta circa il 70-85% di tutti i casi di tumore al fegato al mondo. Il tumore del fegato è il sesto più frequente tumore e la seconda causa di morte correlata a cancro a livello globale. Più di 780.000 casi di tumore al fegato sono diagnosticati ogni anno nel mondo (più di 395.000 in Cina, 52.000 nell’Unione Europea, e 30.000 negli Stati Uniti) e il tasso di incidenza è in aumento. Nel 2012, circa 746.000 persone sono morte per tumore al fegato di cui circa 383.000 in Cina, 48.000 nell’Unione Europea, e 24.000 negli Stati Uniti.
In Europa, regorafenib è indicato per il trattamento dei pazienti adulti affetti da carcinoma metastatico del colon retto precedentemente trattati oppure non candidabili al trattamento con le terapie disponibili che comprendono chemioterapia a base di fluoropirimidina, una terapia anti VEGF ed una terapia anti EGFR. Inoltre è indicato per il trattamento dei pazienti adulti affetti da tumori stromali gastrointestinali non resecabili o metastatici, dopo progressione di malattia o intolleranti al trattamento precedente con imatinib e sunitinib.Regorafenib è un prodotto sviluppato da Bayer. Nel 2011, Bayer ha stipulato un accordo con Onyx Pharmaceuticals, Inc., una consociata di Amgen, secondo il quale Onyx riceve una royalty sulle vendite globali nette di regorafenib in oncologia.
Bayer è impegnata a fornire scienza per una vita migliore sviluppando un portafoglio di trattamenti innovativi. Il franchise oncologico di Bayer ora include tre prodotti e diversi altri composti in varie fasi di sviluppo clinico. Insieme, questi prodotti riflettono l’approccio dell’azienda alla ricerca, focalizzata su bersagli e processi cellulari con il potenziale di influenzare il trattamento dei tumori. Bayer è un gruppo globale con competenze chiave nei settori delle Life Sciences, Salute e Agricoltura. Nel 2015, il Gruppo ha impiegato 117.000 persone e registrato un fatturato di 46,3 miliardi di euro. Gli investimenti in conto capitale sono stati pari a 2,6 miliardi di euro mentre quelli in Ricerca & Sviluppo sono stati pari a 3,4 miliardi di euro. Queste cifre comprendono l’area di Business dei Materiali Polimerici Innovativi, portata sul mercato azionario come Covestro, società indipendente, il 6 ottobre 2015. http://www.bayer.com

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Aflibercept in persone con edema maculare diabetico

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2015

bayer_healthcareNizza. Bayer Healthcare ha diffuso i risultati a tre anni dello studio VIVID-DME di fase 3 con aflibercept in soluzione iniettabile intravitreale per il trattamento della riduzione dell’acuità visiva dovuta a edema maculare diabetico (DME). I risultati, presentati oggi al 15° Congresso EURETINA, a Nizza dal 17 al 20 settembre, hanno mostrato miglioramenti sostenuti della miglior acuità visiva corretta (BCVA) fino a tre anni con aflibercept 2 mg, rispetto alla fotocoagulazione laser retinica. “Permettere alle persone con vista compromessa a causa del diabete di ristabilire e conservare la visione nel tempo è importante per mantenere le normali attività quotidiane come guidare e lavorare – ha affermato il prof. Jean-Francois Korobelnik, Principal Investigator del VIVID-DME trial e Chief of Ophthalmology, CHU Bordeaux, che ha presentato oggi i dati al congresso EURETINA. – I risultati a tre anni sono incoraggianti in quanto indicano che i pazienti che hanno ottenuto un consistente miglioramento della visione nel primo anno l’hanno mantenuta per tre anni. Questi ‘outcome’ positivi a lungo termine sono molto importanti per questa popolazione di pazienti relativamente giovani, ancora in età lavorativa, che possono quindi convivere con questa malattia cronica per decenni”. Lo studio VIVID-DME si è concluso. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere aflibercept 2 mg ogni mese (n = 136), aflibercept 2 mg ogni due mesi (dopo un’iniezione mensile per 5 dosi consecutive) (n = 135) oppure il trattamento di confronto con fotocoagulazione laser (n = 132). Dopo 24 mesi, i pazienti randomizzati alla terapia laser hanno potuto ricevere, come da criteri di ritrattamento specificati nel protocollo (PRN), aflibercept 2 mg. Dopo tre anni, i pazienti che hanno ricevuto aflibercept ogni mese hanno manifestato un miglioramento della BCVA di 10,3 lettere rispetto al basale, quelli che hanno ricevuto il farmaco ogni due mesi hanno avuto un miglioramento di BCVA di 11,7 lettere, mentre i pazienti sottoposti al trattamento di fotocoagulazione laser hanno mostrato una variazione rispetto al BCVA basale di 1,6 lettere. Inoltre, dopo tre anni, il 41,2% dei pazienti nel gruppo trattato una volta al mese e il 42,2% di quelli trattati ogni due mesi con aflibercept 2 mg hanno mantenuto miglioramenti significativi di almeno 15 lettere, o di tre righe, quando misurati con scala ETDRS (Early Treatment Diabetic Retinopathy Scale), uno strumento standardizzato utilizzato in ricerca per calcolare l’acuità visiva, rispetto al 18,9% nel gruppo sottoposto a trattamento laser. In questo studio, aflibercept è stato ben tollerato, con un’incidenza globale di eventi avversi simile in tutti i gruppi di trattamento con il farmaco e nel gruppo sottoposto a terapia laser. Gli eventi avversi erano tipici e corrispondevano a quanto osservato in altri studi su pazienti diabetici che hanno ricevuto terapia anti-VEGF intravitreale. Gli eventi avversi oculari più frequenti nei gruppi trattati con aflibercept includevano emorragia congiuntivale, cataratta e aumentata pressione intraoculare; quelli non oculari più comuni erano nasofaringite e ipertensione. Eventi tromboembolici arteriosi, come definito dall’Anti-Platelet Trialists’ Collaboration (ictus non fatale, infarto miocardico non fatale e morte vascolare) si sono manifestati in 14 dei 136 pazienti (10,3%) che hanno ricevuto aflibercept una volta al mese, in 6 dei 135 pazienti (4,4%) trattati con aflibercept ogni due mesi e in 7 dei 133 pazienti (5,3%) nel gruppo con laser.
Aflibercept è stato approvato per il trattamento dei pazienti con degenerazione maculare neovascolare legata all’età (wet AMD), compromissione della visione per edema maculare diabetico (DME) ed edema maculare secondario all’occlusione della vena centrale della retina (RVO centrale). In Europa, Giappone e Stati Uniti, aflibercept è stato approvato per il trattamento della compromissione della visione secondaria a edema maculare per RVO (RVO di branca o centrale). In Giappone, Tailandia e Corea, è stato inoltre approvato per il trattamento della compromissione della visione causata da neovascolarizzazione coroideale miopica. Più di quattro milioni di dosi di aflibercept sono state somministrate dal suo lancio in tutto il mondo.
Bayer Healthcare e Regeneron Pharmaceuticals Inc. collaborano per lo sviluppo globale di aflibercept. Regeneron mantiene i diritti esclusivi su aflibercept negli Stati Uniti; Bayer Healthcare possiede i diritti esclusivi di marketing fuori dagli Stati Uniti, mentre entrambe le compagnie condividono in modo equo i profitti delle vendite di aflibercept, eccetto in Giappone dove Regeneron riceve una percentuale sulle vendite nette.

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Protezione del rischio ictus in pazienti con fibrillazione atriale sottoposti a cardioversione

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2015

bayer_healthcareBayer Healthcare annuncia che, a seguito delle evidenze scientifiche di efficacia e sicurezza mostrate dallo studio X-VeRT, la scheda tecnica di rivaroxaban è stata aggiornata includendo il trattamento di pazienti sottoposti a cardioversione elettrica.
Si tratta ad oggi dell’unico nuovo anticoagulante orale a poter essere utilizzato in questa tipologia di pazienti (sia naive alla terapia anticoagulante sia in terapia con rivaroxaban o altro anticoagulante), per il quale sono disponibili precise indicazioni per l’impiego sia nella cardioversione immediata (guidata da Ecografia Trans-Esofacgea – TEE) sia in caso di cardioversione ritardata.“Grazie allo studio X-VeRT la comunità scientifica dispone di risultati clinici specifici, finora mancanti, che rappresentino una guida per i medici nell’impiego pratico dei nuovi anticoagulanti orali in pazienti con fibrillazione atriale per i quali è prevista una cardioversione – ha commentato il Dottor Riccardo Cappato del Centro di Aritmologia Clinica ed Elettrofisiologia dell’Università di Milano, IRCCS Policlinico San Donato, di San Donato Milanese e Co-Principal Investigator dello studio X-VeRT – I risultati dello studio X-VeRT, presentati durante lo scorso Congresso ESC e pubblicati di recente, indicano che rivaroxaban in monosomministrazione giornaliera è in grado di offrire ai pazienti con fibrillazione atriale un’efficace protezione antitrombotica prima, durante e dopo la procedura di cardioversione elettrica, riducendo il rischio di instabilità della scoagulazione e consentendo interventi elettivi di cardioversione con indubbi vantaggi sul piano organizzativo”.La cardioversione è una procedura che viene praticata comunemente, in pazienti con fibrillazione atriale, per ripristinare il ritmo sinusale (o farmacologicamente o mediante una scossa elettrica). Senza adeguata terapia anticoagulante i pazienti sottoposti all’intervento rischiano complicanze tromboemboliche, con percentuali di rischio di ictus del 5-7%. E’ evidente, pertanto, la necessità di una terapia anticoagulante costantemente efficace, per prevenire la formazione di trombi che ne mettono a rischio la vita, prima, durante e dopo l’intervento. “La prassi fino ad oggi è stata l’utilizzo di anticoagulanti orali classici, come il warfarin – precisa il Dott. Cappato – che però presentava tutti i vincoli legati a questa tipologia di trattamento in termini di flessibilità e maneggevolezza, adesso superati dalla strategia terapeutica con rivaroxaban”.L’aggiornamento di scheda tecnica ha, dunque, recepito le recenti evidenze scientifiche a supporto dell’impiego di rivaroxaban nella prevenzione dell’ictus in tutte le tipologie di pazienti con fibrillazione atriale, rispetto all’uso della terapia standard.
X-VeRT è il primo studio prospettico su un nuovo anticoagulante orale, in pazienti con fibrillazione atriale sottoposti a cardioversione, con l’intento di fornire informazioni importanti sull’utilità e i vantaggi pratici di rivaroxaban nella cardioversione immediata e ritardata, rispetto agli antagonisti della vitamina K. Lo studio X-VeRT fa parte del vasto programma di valutazione di rivaroxaban in corso su oltre 275.000 pazienti, tra studi clinici e real life.

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