Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

Posts Tagged ‘bce’

Robeco: Cosa aspettarsi dal meeting della BCE

Posted by fidest press agency su martedì, 31 gennaio 2023

A cura di Martin van Vliet, Strategist Global Macro Team di Robeco.Come la Fed, anche la BCE ha deciso di rallentare il ritmo di inasprimento dei tassi di riferimento nella riunione di dicembre, aumentando il tasso di interesse sui depositi di 50 punti base (pb) (invece di 75 pb), portandolo al 2,0. Questo valore si colloca all’estremo superiore delle aspettative della BCE sul tasso nominale “neutrale” a lungo termine, in cui la politica dei tassi d’interesse non è né restrittiva né accomodante. Tuttavia, la banca centrale ha riservato una sorpresa di carattere tutt’altro che accomodante ai mercati finanziari. Dopo la precedente riunione di ottobre, il Presidente Lagarde aveva sottolineato che “sono stati compiuti progressi sostanziali nel ritiro di una politica monetaria accomodante” e aveva lasciato intendere che la BCE si sarebbe semplicemente limitata a definire i principi del quantitative tightening (QT) a dicembre. Lagarde ha invece annunciato l’inizio vero e proprio del QT: a partire dall’inizio di marzo 2023, il portafoglio relativo ai programmi di acquisto di titoli pubblici e privati (APP) si ridurrà in media di 15 miliardi di euro al mese fino alla fine del secondo trimestre.Inoltre, Lagarde ha dichiarato che “sulla base di una sostanziale revisione al rialzo delle prospettive inflazionistiche” – lo Staff prevede che l’inflazione core dell’Eurozona rimanga al di sopra del 2% fino al 2025 – un’ampia maggioranza del Consiglio Direttivo si attende che i tassi di riferimento vengano aumentati “significativamente” e questo comporterebbe probabilmente altri rialzi da 50 pb.In prospettiva, il nostro scenario principale prevede che la BCE aumenti il tasso sui depositi di almeno altri 100 pb con le prossime tre riunioni. Temiamo, tuttavia, che un contesto economico e di mercato peggiore del previsto impedisca alla BCE di andare molto oltre il 3%. Inoltre, siamo scettici sulle aspettative dei mercati secondo cui il tasso di interesse sui depositi si manterrà (ben) al di sopra del 2,5% nei prossimi anni, poiché non riteniamo che tutte le economie dell’Eurozona siano in grado di gestire strutturalmente condizioni di finanziamento più rigide associate a questo scenario di tassi.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“BCE: un rialzo più contenuto ma nessun pivot. Tassi oltre il 3% nel 2023?”

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2022

A cura di Pasquale Diana, Head of Macro Research di AcomeA SGR. La BCE rallenta il passo ma inasprisce il tono. In linea con le attese, la BCE ha alzato di 50bp i tre tassi di riferimento, portando il tasso sui depositi al 2%. Questo è un rialzo più contenuto dei due precedenti (+75bp), ma ciò non deve far pensare a una svolta della BCE verso posizioni più dovish. Al contrario, il comunicato menziona che i tassi devono ancora “aumentare in misura significativa a un ritmo costante”. Inoltre, dovranno rimanere su livelli restrittivi per far diminuire nel corso del tempo i rischi di un aumento delle aspettative d’inflazione. Questo tono appare senz’altro più aggressivo rispetto a quello di ottobre.QT “passivo” inizia a marzo 2023. A partire da marzo 2023, la BCE ridurrà il portafoglio dell’APP di 15 mld al mese reinvestendo solo parte del capitale rimborsato sui titoli in scadenza. Questo ritmo di 15 mld al mese durerà fino a giugno 2023 e verrà poi rivisto nel tempo. 15 mld rappresenta circa il 50% delle scadenze mensili. Tutto sommato, questo era nelle attese. Le nuove previsioni macro rappresentano la parte più hawkish del messaggio della BCE di oggi. In particolare (vd. tabella) le previsioni sull’inflazione sono state riviste al rialzo in maniera significativa, anche a fronte di una revisione al ribasso della crescita. Colpisce in maniera particolare il fatto che la BCE veda l’inflazione ancora ben oltre il 3% nel 2024, e che non vi sia nessuna convergenza al 2% nel 2025. Addirittura, l’inflazione core rimane al 2,4% in media nel 2025, ovvero nel medio periodo. Inoltre, i rischi rimangono nella direzione di un’inflazione ancora più elevata, secondo la Lagarde. Questo spiega come mai la BCE veda la necessità di un inasprimento delle condizioni monetarie.La Lagarde non è d’accordo con il market pricing. Nel corso della conferenza stampa, la Lagarde ha chiarito e – ove necessario – rafforzato il messaggio del comunicato. In particolare, ha chiaramente detto che ci attende un periodo di rialzi di 50bp e che il mercato al momento non sta prezzando un ciclo di rialzi coerente con quello che la BCE deve fare per portare l’inflazione al 2%. Addirittura, la Lagarde ha aggiunto che la BCE ha più strada da fare rispetto alla Fed sul fronte dei rialzi dei tassi. Infine, ha posto molta enfasi sul fatto che i tassi rimarranno elevati a un livello restrittivo per favorire la discesa dell’inflazione. In altre parole, la BCE pensa che anche dopo aver alzato i tassi più di quanto si attenda il mercato eventuali tagli dovranno attendere.Che sta succedendo all’interno della BCE? Appare ragionevole pensare che la BCE sia meno unita al suo interno che nei mesi scorsi, adesso che il tasso sui depositi è salito dal -0,50% al 2%, un livello già restrittivo e destinato a salire ancora di più. Infatti, la Lagarde ha indicato che la decisione di oggi ha ricevuto ampio supporto ma non è stata unanime. Un rialzo di 50bp (invece che 75bp) ma con un tono chiaramente hawkish è stato probabilmente un compromesso accettabile per il Consiglio.Oltre il 3%? Appare quanto mai probabile che alla luce del messaggio di oggi molti osservatori dovranno rivedere al rialzo le proprie attese sui tassi, in gran parte a causa di una funzione di reazione della BCE chiaramente più hawkish delle attese. Un paio di rialzi di 50bp nei prossimi due meeting ad esempio – totalmente verosimile visto il tono di oggi – porterebbe il tasso sui depositi al 3% già a metà marzo. Non è escluso che la BCE vada anche oltre, a meno che l’inflazione di tipo core non inizi a rallentare chiaramente come sta facendo negli USA.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Commento post-BCE: Francoforte ha molta più strada da fare della Fed

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2022

A cura di Roberto Rossignoli, Portfolio Manager di Moneyfarm. Dopo la Federal Reserve, oggi tocca alla BCE. Il governatore Jerome Powell non ha dato segno di voler mollare la presa sull’inflazione, diminuendo sì l’entità del rialzo dei tassi d’interesse (50 punti base, contro i 75 dei precedenti 3 meeting), ma comunque senza lasciare aperta la porta a una politica monetaria più accomodante nel 2023, alla luce di aspettative sull’inflazione riviste al rialzo. Di nuovo, quindi, la governatrice Christine Lagarde si è trovata a inseguire le politiche d’oltreoceano, senza poter prendere fiato dopo gli ultimi rialzi.Ricordiamo il percorso finora. Da luglio a oggi la BCE ha alzato i tassi in 3 occasioni diverse, portandoli da -0.50% a 1.50%, a causa di un’inflazione a doppia cifra, che si attesta sopra il 10% in molti paesi europei, e della politica monetaria restrittiva adottata pressoché in ogni parte del mondo. Come per gli Stati Uniti, anche per la BCE le aspettative di ulteriori rialzi sembrano essersi ridimensionate negli ultimi mesi, ed è lecito pensare di essere vicini alla fine della stretta monetaria. Tuttavia, agli investitori non è sfuggito che l’inflazione in Europa rimane molto più alta che altrove e, infatti, da qualche settimana a questa parte, lo scenario base è che l’istituto di Francoforte abbia molta più strada da fare della FED. È in questo contesto che va letto il rialzo di 50 punti base annunciato oggi. Nonostante fosse ampiamente atteso dagli operatori finanziari, la retorica non poteva che essere restrittiva: il governatore della BCE ha annunciato che ci saranno ulteriori “significativi” rialzi nei prossimi mesi e che la stretta quantitativa (riduzione del portafoglio titoli accumulati in anni di quantitative easing) comincerà a marzo 2023, pur procedendo per gradi. Combattere l’inflazione rimane il focus principale e ai governi spetterà il compito di alleggerirne l’impatto sull’economia reale con le loro politiche fiscali. I mercati hanno reagito in maniera molto nervosa. Se nelle prime ore dopo la conferenza di Powell avevano retto a una retorica meno accomodante del previsto, dalle dichiarazioni della Lagarde hanno ricevuto una conferma definitiva dell’indebolimento della narrativa dominante degli ultimi mesi, ossia che la stretta monetaria avesse finalmente raggiunto il picco. Per questo, sostanzialmente, stiamo assistendo all’impennata dei tassi governativi europei e alla perdita di terreno dell’azionario con quello europeo, in particolare, che ha già perso più del 2%.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

PIMCO: BCE verso la neutralità

Posted by fidest press agency su domenica, 30 ottobre 2022

A cura di Konstantin Veit, Portfolio Manager di PIMCO. Le pressioni inflazionistiche rimangono elevate e il Consiglio direttivo mira a portare rapidamente i tassi di riferimento in territorio neutrale. Riteniamo che la BCE aumenterà i tassi di riferimento di altri 75 punti base nella riunione di ottobre. Ci aspettiamo un ulteriore rialzo di 50 punti base a dicembre, che porterebbe il tasso di riferimento al 2% e verso la fascia alta della maggior parte delle stime di una configurazione neutrale dei tassi di riferimento per l’area euro. Riteniamo che il Consiglio direttivo chiarirà che un’impostazione neutrale della politica potrebbe non essere appropriata in tutte le condizioni e ci aspettiamo una transizione verso incrementi di 25 punti base l’anno prossimo, quando il ciclo di rialzo passerà dalla normalizzazione all’inasprimento della politica. La BCE antepone la lotta all’inflazione alle preoccupazioni per la crescita, la conformazione macroeconomica rimane complessa e i rischi politici elevati.Ulteriori riflessioni: – Tassi di interesse: Il mercato prevede un rialzo dei tassi di 140 punti base entro la fine di quest’anno e di altri 100 punti base nel primo semestre del prossimo anno. Rimane una notevole incertezza su quale possa essere il tasso neutrale per l’area euro, ma qualsiasi punto nell’intervallo tra l’1,25% e il 2,0% in termini nominali sembra plausibile. Attualmente le valutazioni di mercato suggeriscono quindi un territorio piuttosto restrittivo per la BCE, con un picco del tasso di riferimento del 3,15% intorno alla metà del prossimo anno. Il tasso terminale previsto dal mercato appare ragionevole alla luce delle informazioni attuali, della grande incertezza sulle dinamiche dell’inflazione e rispetto ad altre importanti aree dei mercati sviluppati, come il Regno Unito o gli Stati Uniti. Per quanto riguarda il programma di acquisto di emergenza per la pandemia (PEPP), il Consiglio direttivo intende attualmente reinvestire le scadenze almeno fino alla fine del 2024. Per quanto riguarda il programma standard di acquisto di asset (APP), il Consiglio intende attualmente reinvestire le scadenze per un prolungato periodo di tempo oltre la data in cui inizierà ad aumentare i tassi di interesse di riferimento. La cessazione passiva dei reinvestimenti drenerebbe liquidità senza aggiungere collaterale al sistema, mentre la vendita attiva di obbligazioni scambierebbe le riserve con il collaterale, una mossa che renderebbe disponibili obbligazioni di alta qualità e contribuirebbe a ridurre la scarsità di collaterale. Sebbene non ci aspettiamo che la BCE ceda attivamente i titoli di Stato in portafoglio in tempi brevi, ci aspettiamo una maggiore discussione e comunicazione sulle dimensioni del bilancio della BCE nelle prossime riunioni di politica, dato che l’istituto di Francoforte si sta avvicinando ad un’impostazione ampiamente neutrale dei tassi di riferimento. Nella riunione di luglio, la BCE ha dichiarato che “nel contesto della normalizzazione della politica, il Consiglio direttivo valuterà le opzioni per remunerare le riserve di liquidità in eccesso”. La Presidente Lagarde ha fatto riferimento alla parte della dichiarazione relativa alla remunerazione delle riserve quando ha risposto a una domanda su possibili modifiche dei tassi TLTRO durante il Q&A, il che suggerisce che la BCE prevede di compensare il beneficio per le banche derivante da condizioni TLTRO favorevoli attraverso una riduzione della remunerazione media delle riserve. Dato che il tasso applicato ai prestiti TLTRO dopo il giugno 2022 corrisponde al tasso medio dei depositi fissato dalla banca centrale durante l’intera durata dell’operazione, le banche sono ancora incentivate a mantenere la loro liquidità in TLTRO, poiché il tasso di prestito sarebbe inferiore al tasso applicato ai depositi presso le banche centrali durante i rialzi dei tassi. Da allora sono mancati i dettagli e a settembre la BCE ha lasciato invariate le condizioni del TLTRO e ha deciso di remunerare tutte le riserve in eccesso al tasso sui depositi. Sebbene riteniamo che l’approccio più semplice sia quello di modificare le condizioni TLTRO, la BCE potrebbe invece decidere di remunerare la maggior parte delle riserve bancarie al tasso sui depositi, ad eccezione di una parte delle riserve relative ai prestiti TLTRO. Pur non ritenendo imminente un annuncio, le opzioni a medio termine includono un nuovo strumento garantito o non garantito a disposizione degli operatori di mercato che non hanno accesso ai depositi overnight presso la BCE, oppure l’emissione su larga scala di certificati di debito della BCE a breve termine. Pur essendo emessi a favore delle banche, i certificati di debito della BCE possono essere negoziati sul mercato secondario, dove potrebbero essere acquistati da soggetti non bancari. Un’emissione consistente di certificati di debito della BCE aumenterebbe la quantità di garanzie di alta qualità nel sistema e dovrebbe essere accettata da tutti i prestatori di obbligazioni, compresa la Bundesbank nelle sue operazioni di prestito titoli. (abstract by http://www.verinieassociati.com

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“FLASH BCE: gran parte delle manovre implementate, ora focus anche su financial stability e recessione più probabile”

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2022

A cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte. Leggendo congiuntamente comunicato e risposte della Lagarde, l’impressione è che la Bce si sta avvicinando al punto di approdo in termini di rialzo tassi, avvicinandosi il momento in cui verrà discusso (a dicembre) il QT ma sul solo programma APP, ossia quello più rigido con riferimento alle capital keys rispetto al PEPP Le modifiche sulla TLTRO introdotte cercano di fatto di partire già con la riduzione del bilancio ed inoltre sono indirizzate anche a contenere alcuni sintomi di instabilità finanziaria, come il tema della carenza di collaterale esplicitamente richiamata dalla Lagarde Le attese di mercato si stanno spostando verso l’ipotesi di rialzo tasso depositi fino al massimo del 2,5% entro il 2023, verso attese di qualche giorno fa che si spingevano fino al 3% L’aver dato prova, inoltre, dell’attenzione alla stabilità finanziaria è ulteriore elemento di possibile conforto per il mercato, che evidenzia come le banche centrali stiano progressivamente tenendo in considerazione anche gli effetti collaterali prodotti dalle manovre restrittive corpose e rapide, al fine di decidere le manovre future In sintesi, indicazioni che la fase di top dei tassi è vicina, ovviamente inflazione permettendo e/o comunque già scontata dal mercato La decisione della Bank of Canada di ieri di un rialzo più contenuto insieme alle dichiarazioni di membri Fed orientati a rallentare il ritmo dei rialzi oltre che le dichiarazioni della Yellen preoccupata sul tema illiquidità crescente dei Treasury al punto da lasciar intendere la possibilità di buyback corposi sui Treasury (semmai finanziati con operation twist alias più emissioni di bills per acquistare treasury), lasciano intravvedere la possibilità di un fine d’anno all’insegna di tassi in calo rispetto ai picchi massimi fin qui raggiunti In altri termini, riassumendo il messaggio di oggi: rimane ancora da fare ma il grosso è fatto ed ora il focus si sposta sempre più su tematiche di stabilità finanziaria, a partire dalla carenza di collaterale Il tutto in vista anche di potenziali aperture sul fronte geopolitico che potrebbero arrivare dopo le elezioni di mid term US dell’8 novembre, seguite dall’importante G20 del 15/16 novembre Il rischio principale è ovviamente l’andamento dell’inflazione con la consapevolezza però che tale rischio ora dovrà essere gestito dalle banche centrali, contemperando anche il rischio di instabilità finanziaria derivante da manovre restrittive troppo corpose e rapide oltre una certa soglia.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

BCE meno austera delle attese

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2022

A cura di Michele Morra, Portfolio Manager di Moneyfarm. Il meeting della BCE è stato caratterizzato da un livello di austerità piú basso delle attese. Se da un lato vediamo un secondo “jumbo rate hike” di 75 punti base e la ricalibrazione dei piani di TLTRO, dall’altro una retorica più accomodante e la flessibilità sui reinvestimenti di APP e PEPP ha rappresentato una sorpresa espansiva. Nonostante gran parte dell’inflazione sia attribuibile all’aumento dei prezzi energetici, con questa scelta la BCE continua a prediligere la prevenzione della spirale inflattiva a discapito della crescita economica, ma si lascia un certo grado di flessibilità per contenere il rischio di frammentazione. In tal senso l’ultimo Bank Lending Survey della BCE mostra già segnali di trasmissione all’economia reale del ciclo restrittivo, con un calo significativo della propensione al rischio degli istituti creditizi. Considerando anche i fattori geopolitici e i costi per le imprese, la crescita reale del PIL dell’Eurozona è stata rivista fortemente al ribasso dal Fondo Monetario Internazionale, con Italia e Germania in recessione già nel 2023. Nonostante questi segnali, ad oggi i mercati si aspettano un rialzo costante del tasso di interesse per tutto il 2023, ma il recente crollo dei prezzi del gas e gli effetti deleteri sull’economia potrebbero frenare il ciclo restrittivo, sorprendendo positivamente l’obbligazionario governativo, ma affossando ulteriormente la moneta unica.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Al via le iscrizioni al salone.SRI 2022: Tra i relatori anche BCE e Bankitalia

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 ottobre 2022

Milano. Il 14 e 15 novembre prossimi Palazzo delle Stelline di Milano. L’edizione 2022 del primo evento in Italia dedicato esclusivamente alla finanza sostenibile – che ha fatto registrare anche lo sbarco a Roma dell’appuntamento – vedrà la partecipazione di oltre 30 Asset Manager e di esponenti delle maggiori istituzioni finanziarie, tra cui BCE e Banca d’Italia.ET.Group – The ESG knowledge company, la compagine che controlla le testate ETicaNews ed ESG Business Review e che ha ideato il salone.SRI, ha messo insieme un parterre di relatori e partner istituzionali di elevatissimo standing. Tra i primi vi sono anche Fabio Tamburrini, Economist, Directorate General International & European Relations EU Institutions & Fora Division della BCE e Marco Fanari, Head of Equity and Corporate Risk Division, Financial Risk Management Directorate di Banca d’Italia. Il gruppo dei partner istituzionali del progetto salone.SRI comprende invece AIFI, AIPB, ANASF, Assofondipensione, Assoprevidenza, CFA SOCIETY ITALY, EFPA, Forum per la Finanza Sostenibile.La giornata del 14 novembre, appuntamento riservato accessibile unicamente su invito, sarà dedicata a due conferenze di altissimo profilo e si chiuderà con la cerimonia di consegna degli SRI Awards. L’appuntamento del 15 novembre si svolgerà invece nel format abituale e si caratterizzerà anche per la presentazione dei risultati di alcune ricerche innovative, tra cui quelli di una survey unica nel suo genere per profondità di analisi e numero di attori coinvolti, l’ESG Identity Asset Manager Assessment (ESG.IAMA). Quest’ultima si è rivolta a tutte le principali case di gestione internazionali impegnate sul fronte degli investimenti responsabili (circa 110 Asset Manager), a cui sono state sottoposte un centinaio di domande, tutte a risposta chiusa, per indagare l’identità ESG dei gestori sui diversi livelli: corporate; gestione; processo di investimento; offerta; compliance.Gli Asset Manager che prenderanno parte all’edizione 2022 del salone.SRI sono: AllianceBernstein, Allianz Global Investors, Amundi ETF, Amundi SGR, Banca Generali Private, BlackRock, BNP Paribas Asset Management, Candriam, Capital Group, DPAM, DWS, Etica SGR, Eurizon, Fidelity International, Fideuram Asset Management Ireland, Fideuram Asset Management SGR, Goldman Sachs Asset Management, Gruppo Cassa Centrale Credito Cooperativo Italiano, Illimity, iShares by BlackRock, Kairos Partners SGR, La Financière de L’Echiquier, NN Investment Partners, Nordea Asset Management, Nuveen, Pictet Asset Management, Raiffeisen Capital Management, RBC BlueBay, Swisscanto, UBS Asset Management, VolksbankI Fonte: http://www.verinieassociati.com/

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Inflazione e BCE: perché un nuovo rialzo dei tassi è sbagliato

Posted by fidest press agency su domenica, 11 settembre 2022

Il prof. Mele della Unicusano spiega perché il rialzo dei tassi per combattere l’inflazione è uno strumento sbagliato L’inflazione ad agosto ha fatto registrare in Italia un livello medio preoccupante dell’ordine del 9.1%. A tale situazione, si aggiunge una forte preoccupazione per nuovi rialzi inflazionistici a doppia cifra a causa dell’annuncio di un possibile stop alle forniture di gas da parte della Russia che farebbe aumentare ancor più il prezzo del bene energetico.Per contrastare l’inflazione, già dal mese di luglio, è intervenuta con grande ritardo la Banca Centrale Europea attraverso il rialzo dei saggi di interesse nel tentativo di porre un freno all’inflazione.Tuttavia, tale strumento si è rivelato ad oggi inefficace. Pertanto, nei prossimi giorni ci potrebbe essere un nuovo e più sostanziale aumento dei tassi fino a 75 punti base al fine di dare una ulteriore correzione al costo del denaro.La scelta di utilizzare nuovamente la leva monetaria restrittiva non trova tutti d’accordo e gli economisti dell’area euro si stanno dividendo tra falchi e colombe.Tra questi, il Prof. Mele, Associato di Politica Economica all’Unicusano e autore di numerosi studi ad alto impatto scientifico, afferma che tale scelta rappresenti un errore nella situazione in cui ci troviamo oggi.”La politica economica monetaria non accomodante è, per teoria economica, corretta: nel momento in cui l’inflazione sale si tende ad aumentare il costo del denaro per frenare la moneta in circolazione e quindi, i consumi.Aumentare di 75 punti base i saggi di interesse avrà un impatto sicuramente negativo sull’economia italiana già in sofferenza. Da una parte, si rischia di contrarre eccessivamente gli investimenti interni e dall’altra, non è assolutamente detto che tale manovra possa coadiuvare il nostro tasso di cambio da giorni in flessione. Una politica monetaria restrittiva funziona correttamente nel frenare l’inflazione quando essa dipende da un eccesso di domanda aggregata.Nel caso nostro l’aumento dei prezzi dipende dal lato dell’offerta ed in particolar modo, dall’aumento dei costi energetici. Si rischia, quindi, che al calo della produzione dovuto ad un maggior costo dei fattori produttivi si aggiunga una stretta nella capacità di finanziamento per le imprese a causa dell’aumento dei tassi.Tale situazione amplificherebbe il ciclo economico negativo che stiamo vivendo. In altre parole si rischia seriamente di trovarci di fronte ad una tempesta perfetta dovuta al connubio tra inflazione e recessione economica”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

PIMCO: La BCE aumenta i tassi, altri rialzi in arrivo

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 settembre 2022

A cura di Konstantin Veit, Portfolio Manager European Rates di PIMCO. Riteniamo che la Banca Centrale Europea (BCE) punterà a portare i tassi di interesse in territorio neutrale in tempi ragionevolmente brevi, dopo la decisione di aumentare il tasso di riferimento di 75 punti base nella riunione di settembre. L’aumento del tasso di riferimento significa che il tasso sui depositi presso la banca centrale si attesta ora allo 0,75%, a metà strada rispetto alla maggior parte delle stime sulla posizione neutrale della politica monetaria nel lungo periodo (1,5%).Nel corso della conferenza stampa, il Presidente della BCE Christine Lagarde ha dichiarato che ci saranno altri rialzi dei tassi e che la BCE non ha ancora una visione precisa sul punto finale del percorso dei tassi. Lagarde ha anche chiarito che l’inasprimento quantitativo sarà all’ordine del giorno solo in un secondo momento del ciclo di normalizzazione. Ha aggiunto che la BCE è assolutamente determinata a riportare l’inflazione al target e che il Consiglio direttivo non vuole un disancoraggio delle aspettative inflazionistiche, con il rischio che si verifichino effetti secondari. Il mercato ne ha preso atto: i tassi di interesse sono saliti durante la conferenza stampa e la valutazione di mercato sul tasso terminale è passata dal 2,15% al 2,25%.Più che il percorso preciso dei rialzi dei tassi sarà importante la destinazione. Il capo economista della BCE Philip Lane ha recentemente ribadito che i fattori ciclici possono richiedere che i tassi di riferimento si spostino al di sopra o al di sotto della soglia di neutralità affinché l’inflazione si stabilizzi al target.Rimane una notevole incertezza su quale possa essere il tasso neutrale per l’area dell’euro, ma circa l’1,5% in termini nominali sembra ragionevole, soprattutto se confrontato con altre giurisdizioni dei mercati sviluppati come il Regno Unito o gli Stati Uniti. Le valutazioni attuali del mercato suggeriscono quindi un territorio piuttosto restrittivo per la BCE, con un picco del tasso ufficiale pari al 2,25% intorno alla metà del prossimo anno.Prevediamo che la BCE continuerà a valutare opzioni per controllare meglio i tassi del mercato monetario, potenzialmente sulla falsariga della reverse repo facility della Fed. Le opzioni a medio termine includono un nuovo strumento garantito o non garantito a disposizione degli operatori di mercato che non hanno accesso alle operazioni di deposito della BCE, oppure l’emissione su larga scala di certificati di debito della BCE a brevissimo termine.Riteniamo che la BCE sarà riluttante a rallentare significativamente il ritmo dei rialzi dei tassi fino a quando il picco di inflazione non sarà alle spalle. Avendo iniziato i rialzi a un livello superiore al tradizionale incremento di 25 punti base, non sembrano esserci motivi per cambiare significativamente l’andamento finché l’orientamento della politica monetaria rimarrà accomodante.Riteniamo che la BCE punterà a portare i tassi ufficiali in territorio neutrale in tempi ragionevolmente brevi e ci aspettiamo di conseguenza ulteriori rialzi di 50 punti base in ottobre e dicembre. Dopodiché, ci aspettiamo rialzi di 25 punti base l’anno prossimo, quando il ciclo passerà in modo più deciso dalla normalizzazione alla stretta monetaria. (abstract)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

T. Rowe Price: riunione BCE, il non-detto che emerge dalla conferenza stampa

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 settembre 2022

A cura di Tomasz Wieladek, International Economist, T. Rowe Price- In seguito all’ultima riunione della BCE, la conferenza stampa ha offerto ulteriori elementi degni di nota. La Presidente Lagarde ha continuato a riferirsi all’aumento di 75 punti base come frontloaded, affermando che non si tratta della norma. Inoltre, la BCE sta evidentemente reagendo all’inflazione dei prezzi dell’energia, poiché la Presidente Lagarde ha affermato che le pressioni salariali rimangono contenute e che il tasso di disoccupazione probabilmente aumenterà. Ha dichiarato poi che ci saranno altre riunioni (da una a quattro) in cui verranno alzati i tassi. Quindi, ha fatto riferimento a uno scenario negativo con prezzi delle materie prime e del gas molto elevati: esso ipotizza un prezzo medio del petrolio di 138 dollari nel 2023 contro 119,7 nel 2022 e un aumento dei prezzi del gas da 202,3 euro/Mwh nel 2022 a 360,6 nel 2023. In modo del tutto inusuale, ha affermato le previsioni sui tassi impliciti del mercato obbligazionario. Infine, è emerso che l’inflazione HICP prevista per il 2024 è pari al 2,3, un valore vicino al loro obiettivo.A mio parere, la BCE ha chiaramente voluto inviare un segnale forte ai mercati sulla sua determinazione in merito a centrare l’obiettivo di un’inflazione al 2%. Vista la reazione del mercato obbligazionario, sospetto che ritengano che la missione sia stata almeno parzialmente completata. La loro attenzione all’inflazione complessiva è molto insolita, dal momento che non sono preoccupati per l’inflazione a causa delle dinamiche salariali e che si aspettano un aumento della disoccupazione. Questo approccio rappresenta un’inversione di 180 gradi rispetto agli anni di Draghi, quando la BCE diceva che avremmo dovuto guardare all’inflazione CPI core. Continuo a pensare che stiano sottovalutando in modo significativo i rischi per l’economia reale. Tuttavia, credo che continueranno ad aumentare i tassi fino a quando non sarà del tutto evidente che ci troviamo in una recessione. Penso che nel corso della prossima riunione la BCE aumenterà i tassi di 50 punti base, pur sapendo che questo dipenderà dai dati. In sostanza, se i prossimi dati raffigureranno un crollo, sarà di 50 punti base, altrimenti potremmo assistere a un nuovo aumento di 75 punti base.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

PIMCO: Post meeting BCE

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

A cura di Konstantin Veit, Portfolio Manager European Rates di PIMCO. La BCE ha aumentato i tassi di riferimento di 75 punti base e ha lasciato intendere che ci saranno ulteriori sviluppi. L’istituto di Francoforte non ha fornito molte indicazioni sulla potenziale destinazione dei tassi d’interesse e ha definito il rialzo odierno, ancora una volta, come front loading. Riteniamo che la BCE intenda portare i tassi di interesse in territorio neutrale in tempi ragionevolmente brevi e, di conseguenza, ci aspettiamo ulteriori rialzi di 50 punti base in ottobre e dicembre.Prevediamo una transizione verso incrementi di 25 punti base l’anno prossimo, quando il ciclo di rialzo passerà dalla normalizzazione della politica all’inasprimento.La BCE ha deciso di remunerare le riserve in eccesso delle banche al tasso di deposito e i depositi governativi al tasso di deposito o allo euro short-term rate (€STR) (se inferiore) fino al 30 aprile 2023. Queste importanti decisioni dovrebbero attenuare le preoccupazioni sulla scarsità di garanzie e aiutare la BCE a mantenere il controllo sui tassi del mercato monetario.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

La BCE combatte l’inflazione: “tassi oltre il livello neutrale nel 2023?”

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

A cura di Pasquale Diana, Head of Macro Research di AcomeA SGR.Un rialzo storico… La BCE ha annunciato un rialzo dei tassi di 75bp, il più corposo della sua storia. Il tasso sui depositi (0,75%) è quindi tornato in territorio positivo per la prima volta dal 2014. Il mercato era diviso tra un rialzo di 50bp e uno di 75bp, anche se dopo le parole di Schnabel a Jackson Hole la seconda opzione sembrava francamente più probabile. Le nuove previsioni macroeconomiche mostrano un profilo di inflazione molto elevato (vd tabella). In particolare, la revisione dell’HICP nel 2023 e 2024 indica uno scostamento rispetto all’obiettivo di inflazione che va ben oltre il momento presente e che la BCE non può ignorare. …con ogni probabilità seguito da altri rialzi. Il comunicato parla del forte rialzo di oggi come di un anticipo (frontloading) di rialzi futuri, ma anche di ulteriori rialzi nei mesi a venire. L’interpretazione più plausibile è che la BCE non considera rialzi di 75bp come “standard”, ma di certo si aspetta di continuare su questo percorso, magari con rialzi più moderati (25bp o 50bp). Detto questo la Lagarde ha chiaramente lasciato intendere che altri rialzi significativi sono possibili nei mesi a venire, se necessari. La BCE deciderà di volta in volta in base ai dati.Decisione unanime, tono della press conference chiaramente hawkish. In uno dei passaggi più interessanti della conferenza stampa, la Lagarde ha detto che dopo un dibattito sostenuto, la BCE ha preso questa decisione in forma unanime. La Lagarde ha fatto spesso riferimento al fatto che ai tassi attuali la BCE è ancora lontana da un livello che porterebbe l’inflazione al target in tempi ragionevoli. Tra le linee, la mia lettura è che la BCE porterà i tassi non solo a un livello “neutrale” (tra 1 e 2%) ma anche oltre.Una “finestra temporale”: 2-4 meetings? Nel Q+A, la Lagarde ha menzionato che la BCE avrebbe alzato i tassi probabilmente in più di 2 meetings e in meno di 5. Questo appare abbastanza inusuale, specialmente alla luce del fatto che la BCE non vuol dare forward guidance. Presa alla lettera, vuol dire che la BCE vuole portare a termine il suo lavoro di normalizzazione entro marzo 2023. Una possibile spiegazione sta nel fatto che entro quella data il quadro macro vedrà l’eurozona chiaramente in recessione quindi la BCE sa che ulteriori rialzi saranno difficili.Liquidità e banche. La BCE ha inoltre sospeso il sistema a due livelli per la remunerazione delle riserve in eccesso. Questo implica ad esempio che le banche che depositano riserve in eccesso pari a poco meno di 4 trilioni di EUR presso la BCE possono ora beneficiare di un tasso di 0,75%, essendosi finanziate a tassi vantaggiosi nelle TLTROs. Questo chiaramente rappresenta risk-free income aggiuntivo per le banche, anche se la Lagarde ha aggiunto che la BCE intende rivedere il meccanismo del TLTRO nel tempo, senza dare per ora dettagli.Il tutto lascia pensare che la BCE alzerà i tassi in ognuno dei prossimi meetings. La banca non parla esplicitamente di un livello neutrale dei tassi, ma sa di non esserci ancora vicina. Sa inoltre che potrebbe dover portare i tassi oltre questo livello neutrale. E, infine, lascia intendere di voler concludere il tutto entro marzo 2023. In un ipotetico scenario di rialzi di 75bp a ottobre, 50bp a dicembre e 25bp a febbraio e marzo, il tasso sui depositi passerebbe a 2,50%, probabilmente in area restrittiva stando alle stime non ufficiali della BCE. Almeno per i prossimi mesi, e fino a che l’inflazione non comincia a dare concreti segnali di rallentamento, la BCE continuerà con ogni probabilità a restringere le condizioni monetarie, senza troppo riguardo per la crescita. (abstract)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

BCE: linea dura contro l’inflazione. Rialzo di 75 pb

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

A cura di Giorgio Broggi, Quantitative Analyst di Moneyfarm. Come da attese, la Banca Centrale Europea ha optato per un aumento dei tassi di 75 punti base, spinta dalle sempre crescenti paure inflattive e supportata da un’economia che sembra sufficientemente resiliente, per il momento. L’inflazione nell’Eurozona, infatti, continua a rimanere preoccupante (sopra le attese al 9.1% ad agosto), soprattutto dopo la decisione russa di tagliare la fornitura di gas, mentre gli ultimi dati sul PIL di settembre evidenziano una crescita aggregata annuale sorprendentemente positiva al 4.1%. Tutto sommato, nonostante le paure di recessione continuino ad aumentare, con la probabilità di recessione nei prossimi 12 mesi ora al 50% (fonte: Bloomberg), la BCE ha ribadito con forza la volontà di combattere l’inflazione ad ogni costo, per evitare danni maggiori nel medio-lungo termine.I mercati hanno reagito moderatamente alla pubblicazione delle decisioni, mostrando quanto le attese fossero già sostanzialmente prezzate sia dai mercati degli asset rischiosi, sia sul lato monetario e valutario. Anche gli spreads tra Paesi centrali e periferici non hanno mostrato nervosismo, segnalando che il rischio “frammentazione” rimane gestibile per il momento.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Bce alza tassi di 0,75 punti

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

La Banca centrale europea ha alzato i tassi d’interesse di 75 punti base.”Pessima notizia per chi ha un mutuo a tasso variabile. Considerando l’importo e la durata media di un mutuo, si tratta di un aumento della rata pari a 52 euro al mese. Una stangata annua pari a 624 euro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ ovvio che la Bce con un’inflazione galoppante come questa non aveva molte alternative, ma il rischio, essendo le cause principali di questa fase inflattiva dipendenti dall’offerta e dai prezzi impazziti del gas, un’inflazione quindi importata, è che alla fine gli effetti negativi sul piano della crescita, degli investimenti e dei maggiori oneri sul debito pubblico superino quelli positivi” prosegue Dona.”Insomma, il carovita va affrontato soprattutto con le politiche fiscali e un accordo europeo per cambiare le regole del mercato energetico, più che con la politica monetaria della Bce. Ma fino a che l’Ue non ottiene risultati…” conclude Dona.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Commento flash sulla decisione odierna della BCE da parte di Global X

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

By Morgane Delledonne, Head of Investment Strategy Europa di Global X “La decisione della Banca Centrale Europea di aumentare di 75 punti base e tassi d’interessa era stata ampiamente prevista, come dimostrano le deboli reazioni dei mercati e l’euro che ha mantenuto la parità col dollaro. Più interessante il fatto che la Bce ha deciso di segnalare già da adesso ulteriori variazioni al rialzo nella restante parte dell’anno, in vista di una significativa revisione al rialzo della sua proiezione sul Pil reale. Tuttavia, la reazione dei mercati a questa affermazione è piuttosto debole, forse anche a causa dei dubbi generati dall’annuncio che chiariva come l’approccio della Bce per l’immediato futuro sarà basato sui dati e stabilito di volta in volta. Nel complesso, queste due affermazioni in contrasto tra loro sembrano aver portato a una posizione di neutralità, che non ha dato ulteriore spinta al rafforzamento dell’euro. L’atteggiamento più aggressivo assunto da Francoforte è dovuto principalmente al costante aumento dei prezzi di energia e commodity e al rischio che questi vadano a ripercuotersi sul costo della vita quotidiana e sulle aspettative legate all’inflazione, come dimostrato dalle significative revisioni fatte su quest’ultima per il prossimo anno. Il lato positivo è che queste proiezioni non segnalano una recessione nella regione, ma piuttosto una combinazione di crescita bassa con uno scenario di inflazione elevata.Noi di Global X rileviamo movimenti interessanti lungo la curva dei rendimenti dei bond tedeschi. Non solo il front-end è salito di 13 punti base con il rialzo dei tassi, ma anche il long-end ha fatto lo stesso, suggerendo che le aspettative dei mercati sull’inflazione e sulla crescita a lungo termine si sono fatte più rosee. A seguito del meeting, la Bce ha inviato segnali contrastanti, ma in generale sembra sia stata la posizione dei falchi a prevalere. Probabilmente, il punto più importante che è emerso è stato quello più volte sottolineato dalla presidente Lagarde, secondo il quale l’inflazione prevista alla fine del periodo di proiezione del 2024 non dovrebbe essere all’obiettivo del 2% ma piuttosto del 2,3%, il che potrebbe potenzialmente giustificare più aumenti dei tassi, anche di ampia portata.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

PGIM Fixed Income: Appuntamento a settembre con il nuovo annuncio della BCE

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

A cura di Katharine Neiss, Chief European Economist di PGIM Fixed Income.Il mercato è sempre più convinto che la Banca centrale europea (BCE) aumenterà i tassi di interesse di 75 punti percentuali nel corso della prossima riunione. Ciò è dovuto alle ulteriori sorprese al rialzo dei dati sull’inflazione headline e all’aumento dei prezzi dell’energia in Europa.Tuttavia, non è chiaro se una mossa così incisiva sia giustificata. La crescita delle retribuzioni contrattuali è diminuita nel secondo trimestre del 2022 e rimane al di sotto dei livelli compatibili con un obiettivo di inflazione del 2%. Inoltre, la tendenza a breve termine dell’inflazione dei beni, che può offrire una visione più chiara della pressione inflazionistica interna, è diminuita ed è ora in linea con l’obiettivo di inflazione del 2% della BCE.Tuttavia, un’inflazione più elevata e prolungata rischia di radicarsi nell’economia, rendendo più difficile il doloroso riassorbimento dello shock energetico. La BCE sarà molto ansiosa di evitare di aggravare una situazione già difficile per l’eurozona.Vale la pena sottolineare l’inutilità di utilizzare la politica monetaria per portare l’inflazione al 2% quando i prezzi dell’energia sono spinti al rialzo dalla guerra. A titolo di esempio, se i prezzi dell’energia per i consumatori aumentano del 50%, tutti gli altri prezzi dovrebbero diminuire di circa il 5% per mantenere l’inflazione media al 2%. Storicamente, una riduzione così ampia dei prezzi potrebbe essere ottenuta solo attraverso una forte contrazione dell’attività economica e un aumento della disoccupazione. Non è chiaro se un tale risultato consentirebbe di raggiungere la “stabilità dei prezzi”. Per gli shock che l’area dell’euro deve affrontare, non sembrano esserci risposte semplici.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

FLASH – BCE: “Do ut des”: 50 pb vs piano anti-frammentazione… con 4 condizioni

Posted by fidest press agency su martedì, 26 luglio 2022

A cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist, Intermonte. Nel corso della conferenza stampa la Lagarde ha evidenziato i seguenti punti: azione unanime sui tassi e sul piano anti-frammentazione TPI (Transmission Protection Instrument) Nel caso del rialzo di 50 pb ha giocato un ruolo anche il forte deprezzamento dell’euro rischi al ribasso sulla crescita ed al rialzo sull’inflazione, con attenzione crescente sul rialzo delle aspettative di inflazione in corso. Il momento più importante è stato comunque quando la Lagarde ha fatto riferimento alle 4 condizioni che il consiglio della BCE terrà in considerazione per poter attivare il nuovo piano anti-frammentazione, che provo ad elencare in estrema sintesi: rispetto del patto di stabilità assenza di procedure di infrazione in corso sostenibilità del debito secondo il giudizio di diversi istituti tra cui il MES rispetto dei criteri per l’accesso al recovery fund I punti più in dettaglio sono contenuti in questo documento: https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2022/html/ecb.pr220721~973e6e7273.en.html. Ad un’apposita domanda sulla potenziale eccessiva lunghezza della tempistica di attivazione del piano (verifica di condizioni disordinate di mercato e poi decisione del consiglio della BCE dopo aver verificato i 4 criteri citati), la Lagarde ha dichiarato che il consiglio terrà in considerazione anche altri criteri non scritti nel documento, lasciando intendere che la BCE manterrà comunque margini di discrezionalità ulteriore oltre i 4 criteri specificamente elencati La liquidità derivante dal piano anti-frammentazione sarà di fatto sterilizzata al fine di non alterare la “stance” di politica monetaria. Le modalità non sono state rese note. In sintesi la Lagarde è riuscita ad ottenere un “do ut des” tra un rialzo più corposo in cambio del via libera al piano anti-frammentazione (TPI) che reca però 4 condizioni Le 4 condizioni di fatto (soprattutto quella inerente al rispetto dei criteri del recovery fund) fanno riferimento a condizioni di stabilità politica tali da poter garantire il percorso previsto per il rispetto dei vari milestones e target necessari per ottenere i fondi dei recovery plan nazionali (il nostro PNRR) La BCE appare intenzionata a proseguire a ritmo accelerato il rialzo dei tassi senza cambiare l’obiettivo finale come dichiarato dalla Lagarde. Di fatto, quindi, è possibile un ulteriore rialzo di almeno 50 pb a settembre Per quanto concerne i 4 criteri allegati al piano anti-frammentazione, rappresentano un fattore importante che lega ulteriormente l’evoluzione dello spread a quella della crisi politica in atto.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

La BCE rialza i tassi di 50 pb ma reagisce al rischio frammentazione

Posted by fidest press agency su martedì, 26 luglio 2022

A cura di Giorgio Broggi, Quantitative Analyst di Moneyfarm. Situazione difficile per Lagarde e colleghi della BCE dopo la crisi politica italiana. Come se inflazione, crisi energetica e rallentamento della crescita non fossero abbastanza, le dimissioni di Mario Draghi nella giornata di ieri hanno infatti riportato il focus sul rischio frammentazione dell’Area Euro, con i tassi dei BTP e lo spread contro il Bund in forte rialzo.In tale contesto, la BCE ha sorpreso i mercati con un rialzo di 50 punti base contro i 25 punti base attesi, decidendo al contempo di affrontare il rischio di frammentazione direttamente con il lancio del già annunciato tool, il TPI (Transmission Protection Instrument). In altre parole, la Banca Centrale ha ricercato un complesso equilibrismo: volendo ribadire da un lato la volontà di combattere l’aumento dei prezzi, anche a scapito delle preoccupazioni sulla crescita economica, ma riaffermando il supporto al progetto Euro in una giornata complessa, partita con le dimissioni di Mario Draghi.La mossa ha funzionato? I primi segnali sembrano suggerire che i mercati stiano reagendo con nervosismo alla narrativa dettata da Francoforte, con vari effetti contrastanti almeno in questa prima fase, anche se gli spread dei Paesi periferici rimangono volatili a fronte dei dubbi sul nuovo tool, esplicitamente finalizzato ad assicurare che la politica monetaria europea sia trasmessa senza attriti in tutta l’Area Monetaria, senza limiti di portata, anche se soggetto a criteri di eligibilità stringenti (soprattutto sul lato della finanza pubblica). Uno strumento che i mercati non sembrano ancora ritenere abbastanza forte, in un contesto di inflazione elevata, crescita in rallentamento ed alto rischio geopolitico, come mostrato dalla mancanza di un apprezzamento deciso dell’Euro contro il Dollaro. Certamente, il focus rimane sull’evoluzione delle vicende politiche nei paesi periferici, Italia sopra tutti, e sul rischio di una ritorsione russa nella fornitura del gas. In tale contesto, l’obiettivo di abbassare l’inflazione senza causare una crisi economica rimane ancora forse realizzabile, ma certamente più arduo. Allo stesso tempo, la Banca Centrale Europea oggi ha reagito all’aumento del rischio frammentazione lanciando un nuovo strumento di politica monetaria (TPI) che, per adesso, non sembra aver convinto completamente, soprattutto per via delle numerose clausole fiscali per l’accesso ai finanziamenti, che lasciano dubbi sulla sua efficacia. Anche per quanto riguarda le pressioni sulla valuta, la crisi politica italiana pesa sull’Euro, incerto nonostante l’aumento dei tassi di Francoforte, un altro segnale che i mercati considerano oggi la situazione politica italiana come elemento di instabilità sistemica. Il differenziale tra il rendimento dei BTP decennali e quello dei Bund tedeschi è tornato ad alzarsi in tempi recenti e probabilmente continuerà su questa strada parallelamente al percorso dei tassi dettato dall’Eurotower. Questo significa che, in termini assoluti, il debito in Italia diventa più costoso (oggi oltre il 3%, livelli simili al 2013), anche se l’effetto negativo sui conti pubblici è in parte compensato dall’inflazione. Infine, un terzo livello di rischio è quello politico, anche se l’arco politico sembra oggi più saldamente legato a un’ottica europeista e atlantista di quanto lo fosse 5 anni fa. Detto questo, non sempre i mercati internazionali hanno gli strumenti per leggere queste sfumature e i toni della campagna elettorale potrebbero portare ulteriore volatilità sui listini italiani (ed europei).

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

PIMCO: Pre-meeting BCE

Posted by fidest press agency su sabato, 23 luglio 2022

A cura di Konstantin Veit, Portfolio Manager European Rates di PIMCO Nel corso della riunione di politica monetaria di giugno, la BCE si è espressa a favore di un rialzo iniziale dei tassi di 25 punti base a luglio, seguito da un rialzo potenzialmente più consistente a settembre, che porrebbe fine a otto anni di tassi negativi nell’eurozona. L’attuale valutazione di mercato di un ciclo dei tassi di interesse di 175 punti base suggerisce quindi un territorio ampiamente neutrale per la BCE, con un picco del tasso di riferimento dell’1,25% all’inizio del 2023. La maggioranza del Consiglio direttivo è probabilmente ancora favorevole al concetto di normalizzazione graduale della politica monetaria; tuttavia, eventuali ulteriori sorprese al rialzo dell’inflazione potrebbero far oscillare il pendolo verso manovre più aggressive sui tassi e stimolare discussioni sulla normalizzazione dei bilanci. Riteniamo che la BCE aumenterà tutti i tassi di interesse dello stesso livello, mantenendo invariato il corridoio tra il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale e il tasso sulle operazioni di rifinanziamento, poiché un inasprimento di tale corridoio limiterebbe l’insieme di incentivi incorporato nelle operazioni mirate di rifinanziamento a lungo termine (TLTRO) e scoraggerebbe l’attività del mercato monetario in senso più ampio. Ciononostante, in un contesto di abbondanti riserve in eccesso, il tasso sui depositi rimane l’unico tasso di riferimento per i mercati monetari, una situazione destinata a perdurare data l’enorme quantità di liquidità in eccesso nel sistema e la mancanza di piani in essere di liquidazione dei bilanci. Una liquidazione passiva delle TLTRO vedrebbe il bilancio della BCE ridursi di circa il 25% nei prossimi 2 anni e mezzo, senza spingere la liquidità in eccesso al di sotto della soglia richiesta per mantenere i tassi del mercato monetario ancorati al tasso sui depositi.La questione importante sarà quale quadro di riferimento la BCE deciderà di utilizzare per esprimere tale giudizio e quali saranno i requisiti di condizionalità. Un rapido ampliamento degli spread non può essere spiegato in modo adeguato dai fondamentali macroeconomici, che tendono a muoversi lentamente. E mentre la velocità delle oscillazioni degli spread potrebbe talvolta fornire una giustificazione meno discutibile per un intervento, un ampliamento più graduale degli spread o movimenti sfavorevoli dovuti a eventi politici interni sono meno semplici da affrontare. Non crediamo che la BCE divulgherà molti dettagli sul proprio processo decisionale e non ci aspettiamo di certo che comunichi i massimali degli spread o le stime del fair value degli spread dei vari Paesi. La BCE ha annunciato che le disposizioni speciali dovute alla pandemia applicabili nell’ambito di TLTRO III termineranno a giugno. Mentre all’inizio dell’anno la scadenza anticipata del finanziamento di 50 punti base aveva fatto prevedere rimborsi anticipati di TLTRO potenzialmente consistenti, l’aggressivo riprezzamento dei tassi di riferimento della BCE ha successivamente cambiato le carte in tavola per le banche. Dato che il tasso applicato ai prestiti TLTRO dopo il mese giugno 2022 è pari al tasso medio dei depositi presso la banca centrale durante l’intera durata dell’operazione, le banche sono ancora incentivate a mantenere la propria liquidità TLTRO, poiché il tasso di prestito sarebbe inferiore al tasso applicato ai depositi della banca centrale in caso di rialzo dei tassi. Dei 2,1 mila miliardi di euro di TLTRO in circolazione, pensiamo che i prestiti per l’arbitraggio ammontino a circa la metà di tale importo, mentre il resto è stato preso in prestito per i finanziamenti. Per quanto ingenti possano essere i rimborsi anticipati, riteniamo che non provocheranno un sostanziale inasprimento delle condizioni di liquidità, purché siano in gran parte limitati all’ammontare dei prestiti contratti per l’arbitraggio del tasso sui depositi, dato che tali fondi sono rimasti inattivi presso le varie banche centrali nazionali e non sono mai circolati sui mercati monetari. Non ci aspettiamo quindi che i rimborsi TLTRO abbiano un impatto sostanziale sullo Euro short-term rate (€STR), in quanto i depositi overnight non garantiti delle istituzioni finanziarie che non hanno accesso alla deposit facility della BCE non dovrebbero essere influenzati ampiamente da un simile calo delle riserve bancarie. Analogamente, la pressione sul fixing dell’Euribor deriverebbe principalmente dalla sostituzione da parte delle banche dei finanziamenti della banca centrale con finanziamenti non garantiti sul mercato. Tuttavia, i rimborsi TLTRO probabilmente libereranno un po’ di collaterale, compresi i titoli di Stato prelevati dal pool di garanzie delle banche centrali nazionali e messi a disposizione del mercato dei pronti contro termine. Potremmo quindi assistere a una modesta pressione al ribasso sui tassi repo in caso di significativi rimborsi TLTRO, ma nulla di rilevante, poiché prevediamo anche che la domanda di garanzie di alta qualità rimanga solida. Con uno scenario di tassi non negativi sempre più prossimo a concretizzarsi, una configurazione invariata dei tiering sembra un’ipotesi di base ragionevole, piuttosto che una modifica tardiva del coefficiente. Una volta lasciati alle spalle i tassi di riferimento negativi, riteniamo improbabile che la BCE riveda tale politica in futuro e che piuttosto si adoperi per l’accomodamento attraverso acquisti netti di attività, disposizioni di liquidità favorevoli alle banche e varie tipologie di forward guidance. (Abstract) http://www.verinieassociati.com

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Commento post meeting BCE

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2022

A cura di Antonella Manganelli, AD e Responsabile Investimenti di Payden&Rygel Italia. La BCE oggi ha annunciato un rialzo di 50 punti base, al di sopra dei 25 punti base attesi. Anche il tono della banca centrale è risultato più rialzista del previsto: Christine Lagarde ha reiterato come il mandato della BCE sia uno solo, ovvero il contenimento dell’inflazione, facendo intendere l’accettazione da parte dell’Istituzione del fatto che l’abbassamento dei prezzi possa avvenire anche a costo di un impatto negativo sulla crescita. Poco consolante poi l’annuncio sullo strumento anti-frammentazione, che purtroppo non è risultato né dettagliato né convincente quanto sperato. In aggiunta, quanto comunicato è suonato abbastanza complesso nell’ipotesi di un’eventuale implementazione. E l’immediata reazione del mercato non ha mancato di mostrare proprio questo scetticismo: l’Euro non si è apprezzato, gli spread si sono allargati. Guardando al prossimo futuro, anche alla luce degli eventi politici del nostro Paese di questa settimana, è diventato molto probabile che al mercato venga voglia di testare le intenzioni della BCE, e quel livello di spread di 250 punti base che finora sembrava un tetto. Pertanto, crediamo che per adesso il rischio per spread e rendimenti a scadenza dei governativi italiani sia purtroppo al rialzo; allo stesso tempo, l’inversione di tendenza potrebbe essere molto veloce se la BCE dovesse decidere di agire più velocemente di quanto adesso non sembri. In altre parole, l’unica certezza per ora sembra restare la volatilità.Con oltre 146 miliardi di dollari in gestione, Payden & Rygel è leader nella gestione del risparmio gestito e annovera tra i suoi clienti banche centrali, fondi pensione, imprese di assicurazione, università, banche private e fondazioni di varia natura. Società di gestione indipendente e non quotata, Payden & Rygel ha sede a Los Angeles con uffici a Boston e hub di gestione a Londra e a Milano.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »