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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘beato’

La chiesa del beato don Gnocchi è santuario

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Milano. Con la firma dell’Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, la diocesi ambrosiana ha ufficialmente eretto a “Santuario diocesano del beato don Carlo Gnocchi” la nuova chiesa realizzata al Centro IRCCS “S. Maria Nascente” (via Capecelatro, 66) e dedicata a don Gnocchi il 24 ottobre 2010, in occasione del primo anniversario della sua beatificazione, con il solenne rito presieduto dall’allora Arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi. «Questo luogo di culto – si legge nel decreto di riconoscimento del Santuario -, che conserva anche le venerate spoglie del beato, ha assunto in questi anni un certo rilievo per lo svolgimento di pellegrinaggi e momenti di preghiera, rappresentando un punto di riferimento per il culto di don Carlo Gnocchi, la cui memoria riveste un significato particolare per la Chiesa ambrosiana, in cui il carisma del beato è sorto e si è sviluppato». In base al regolamento allegato al decreto, il Santuario del beato don Gnocchi diviene così il principale luogo di preghiera e pietà popolare con riferimento alla sua figura e la sua guida è affidata a un Rettore nominato dall’Arcivescovo, chiamato anche a svolgere il compito di cappellano della struttura sanitaria della Fondazione Don Gnocchi in cui è inserito il Santuario stesso, incarico ora ricoperto da don Maurizio Rivolta. «Accogliamo questa decisione del cardinale Scola e della diocesi di Milano con grande gioia e soddisfazione – commenta monsignor Angelo Bazzari, presidente della Fondazione Don Gnocchi -. Il riconoscimento come Santuario del luogo che ospita l’urna con le spoglie mortali del beato don Gnocchi è un dono per la Fondazione, ma lo è ancor di più per l’intera comunità ecclesiale e civile, che trova in don Carlo un costante modello di riferimento. Vorremmo che questo luogo, oltre che tempio liturgico e meta di pellegrinaggi e preghiere, potesse diventare anche sede di appuntamenti culturali e di riflessione spirituale del mondo sanitario, assistenziale, socio educativo ambrosiano e italiano sulle tematiche del dolore, della sofferenza, della speranza, della misericordia, della compassione e della solidarietà, così cari all’indimenticato “padre dei mutilatini”». La Fondazione sta inoltre lavorando per allestire, nell’area dell’ex cappella per le funzioni religiose del Centro, un “museo della memoria” dedicato alla vita, all’Opera e al pensiero del beato don Gnocchi, dove raccogliere e conservare gli oggetti cari a don Carlo, le sue lettere le testimonianze più preziose del suo impegno a favore dei più fragili. Sarà così possibile per ricercatori, studiosi, scuole e semplici cittadini la consultazione della documentazione traboccante di messaggi educativi e di grande valore pedagogico, ancora oggi di straordinaria attualità.
Come molti ricordano, la prima pietra del Santuario del beato don Gnocchi fu posata dal cardinale Tettamanzi il 2 marzo 2009, pochi giorni dopo l’annuncio della beatificazione di don Carlo. La solenne cerimonia di consacrazione e dedicazione avvenne la vigilia del primo anniversario della beatificazione, il 24 ottobre 2010. L’urna con le spoglie del beato don Gnocchi venne invece traslata nella nuova chiesa il 27 novembre successivo, alla presenza del cardinale Giovanni Battista Re, prefetto emerito della Congregazione per i vescovi. Il Santuario si trova in via Capecelatro 66 ed è visitabile tutti i giorni, dalle ore 9 alle 18.

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Nuova chiesa del beato don Gnocchi

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Milano 24 ottobre, ore 10, si terrà al Centro IRCCS “S. Maria Nascente” (via Capecelatro, 66) la cerimonia di dedicazione, presieduta dall’Arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi,.della nuova chiesa dedicata a don Carlo Gnocchi
La cerimonia sarà preceduta da un altro momento particolarmente importante per la Fondazione: giovedì 21 ottobre, alle ore 20.45, sempre al Centro “S. Maria Nascente” di Milano (via Capecelatro, 66) è in programma la serata “Parole, immagini, canti, preghiere in memoria del beato don Gnocchi”. L’evento sarà presieduto da monsignor Erminio De Scalzi, vescovo ausiliare della Diocesi di Milano, con testimonianza di monsignor Giovanni Barbareschi, amico fedele ed esecutore testamentario di don Carlo Gnocchi. Nel corso delle giornate a cavallo del 24 ottobre, sarà possibile effettuare visite guidate alla mostra “Con avida, insistente speranza. L’avventura del beato Carlo Gnocchi”, allestita presso il Centro “S. Maria Nascente”.
Don Carlo Gnocchi, l’indimenticato “padre dei mutilatini” (1902-1956), è stato proclamato Beato il 25 ottobre 2009, nel corso di una solenne liturgia che si è tenuta in piazza Duomo a Milano alla presenza di 50 mila fedeli. L’urna con il suo corpo è esposta nella cripta della cappella del Centro “S. Maria Nascente” di Milano (tomba di don Gnocchi dal 1960 a oggi, per sua espressa volontà testamentaria), a disposizione della devozione di migliaia di fedeli, e sarà in futuro traslata all’interno della nuova chiesa. La chiesa rappresenta uno dei più importanti segni concreti con i quali la grande famiglia della Fondazione (28 Centri in nove regioni d’Italia, con quasi 4mila posti letto e oltre 5500 operatori al servizio di disabili, anziani non autosufficienti, malati terminali e persone in stato vegetativo) ha voluto accompagnare la beatificazione di don Carlo e in un prossimo futuro sarà affiancata da un museo dedicato al beato don Gnocchi.

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Urna Don Gnocchi in esposizione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 Maggio 2010

Bergamo dal 6 al 10 maggio, in città alta. La traslazione dell’urna avverrà nel pomeriggio di giovedì 6 maggio 2010, quando le spoglie del Beato don Gnocchi lasceranno l’attuale sede – la cappella dell’IRCCS “S. Maria Nascente” di Milano della Fondazione Don Gnocchi – e saranno portate nella Cattedrale di Bergamo (piazza Duomo). Qui l’urna verrà accolta ed esposta alla venerazione della comunità cristiana di Bergamo e della grande famiglia degli Alpini in occasione dell’83esima Adunata Nazionale degli Alpini, che si terrà a Bergamo l’8 e 9 maggio prossimi. Oltre al programma della celebrazione di accoglienza dell’urna di don Gnocchi il 6 maggio e dell’omaggio del Consiglio nazionale dell’Associazione nazionale alpini il 7 maggio (disponibile in forma completa all’indirizzo internet http://www.dongnocchi.it), segnaliamo i seguenti appuntamenti:
Sabato 8 maggio, alle 12.30, al “Mursia Passpartù” (Bergamo – largo di Porta Nuova) ci sarà la presentazione del libro di don Gnocchi “Cristo con gli alpini” e di “E d’ora in poi sia chiamato Beato”, il nuovissimo volume fotografico edito da Mursia con le più belle immagini della cerimonia di beatificazione di don Gnocchi. Interverranno il presidente della Fondazione, monsignor Angelo Bazzari, e il responsabile del Servizio Comunicazione, Emanuele Brambilla.
Oltre alla grande sfilata di domenica 9 maggio, l’Adunata vivrà un momento particolare anche in occasione della Messa a suffragio di tutti i caduti che è in programma al Lazzaretto di Bergamo, nel pomeriggio di sabato 8 maggio, alle ore 17: con l’ordinario militare, monsignor Vincenzo Pelvi, il vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, i cappellani militari alpini e il presidente della Fondazione Don Gnocchi, monsignor Angelo Bazzari, verrà ricordata la straordinaria figura del beato cappellano alpino don Gnocchi.

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Figura del beato Don Gnocchi

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2010

Milano 20 gennaio alle ore 17.30 l’Ucid e la Fondazione Smbrosianeum si terrà nella sede della Fondazione Ambrosianeum di Milano (via delle Ore, 3), un incontro in memoriam dedicato al beato don Carlo Gnocchi, promosso dal gruppo regionale lombardo dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti) e dall’Ambrosianeum, in collaborazione con la Fondazione Don Gnocchi.  «Come UCID di Milano e Fondazione Ambrosianeum – sottolineano i promotori dell’incontro – abbiamo pensato di dare un seguito alla cerimonia di beatificazione di don Gnocchi dello scorso 25 ottobre, presieduta dall’arcivescovo di Milano Cardinale Dionigi Tettamanzi, a cui abbiamo partecipato con profonda commozione e della quale vorremo prolungare ricordi e risonanze in un convegno che possa riportare tra noi per qualche momento la cara figura del beato don Carlo Gnocchi. Si trovavano e si trovano in don Gnocchi, nel grado sommo dalla santità, le virtù della gente lombarda: bontà e generosità, nelle parole e nei fatti; spirito di iniziativa, unito al coraggio nelle difficoltà; sacrificio personale e solidarietà umana». Il programma dell’incontro è il seguente: Marco Garzonio (presidente Fondazione Ambrosianeum) Franco Nava (presidente UCID Sezione di Milano) Saluti e ringraziamenti Monsignor Sergio Lanza (Assistente Spirituale Università Cattolica di Milano) Introduzione spirituale Prof. Angelo Ferro (presidente UCID nazionale) L’imprenditore della carità Monsignor Angelo Bazzari (presidente Fondazione Don Gnocchi) La Fondazione Don Gnocchi Giuseppe Camuto (membro del Coro Associazione nazionale alpini di Milano) Lettura di tre lettere di don Carlo dalla ritirata di Russia Massimo Marchesotti (direttore del coro Associazione nazionale alpini di Milano) Esecuzione del canto “Stelutis Alpinis” che accompagnò don Gnocchi alla sepoltura Monsignor Franco Buzzi (prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana) La coerenza tra il credere e l’agire nella verità

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Per il beato Igino Giordani

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2009

Rocca di Papa 27 settembre 2009 – ore 16,30 Centro Internazionale Movimento dei Focolari  in collegamento internet (www.iginogiordani.info) Chiusura ufficiale della fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Igino Giordani (Tivoli 1894 – Rocca di Papa 1980) È l’interrogativo che si pone Igino Giordani quando, nel 1946, De Gasperi lo convince – a seguito della sua lunga collaborazione con Sturzo nel Partito popolare – a partecipare alle elezioni politiche. L’anelito alla santità si era acceso in lui già a 22 anni, sul letto di un ospedale militare, durante la Grande Guerra.  Politico casto, lontano da ogni privilegio, negli anni difficili del dopoguerra ha esercitato il ruolo di costituente e parlamentare come servizio sociale, carità in atto. Strenuo difensore della pace, considera la guerra un’operazione contro il popolo, in spregio alla libertà, alla democrazia. In precedenza, per i suoi duri interventi contro il fascismo, visse in confino civile e politicomfu radiato dall’albo dei giornalisti e privato dell’insegnamento. O L’Europa si unisce, o l’Europa perisce, lo scrive negli anni 0, quando è membro del primo Consiglio dei popoli d’Europa.  Sin dalla metà degli anni Venti aveva prospettato la nascita degli Stati Uniti d’Europa. È direttore di autorevoli testate giornalistiche. Si dimette da Il popolo, pur di non essere un direttore diretto. Già qualche anno prima aveva diretto Il Quotidiano. La sua minaccia di dimissioni aveva prodotto la fine dei tentativi esterni di condizionamento.  Giornalista e scrittore, lascia un patrimonio culturale di un centinaio di libri e di oltre 4.000 articoli a sfondo politico, culturale e religioso.   Intellettuale di punta del cattolicesimo italiano, studioso dei Padri della Chiesa, si fa voce di un cristianesimo eroico e in qualche modo precorre il Concilio Vaticano II, specie sui temi del laicato e dell’ecumenismo.  Nel ’48 una svolta: l’incontro con Chiara Lubich, che nel 43 aveva dato vita ad un nuovo movimento nella Chiesa, i Focolari, accende in lui una rivoluzione dell’anima.  In molte sue pagine e nella stessa sua vita si può trovare una testimonianza di quella gcaritas in veritate tracciata da Papa Benedetto XVI nella sua ultima enciclica.

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Ricordi di fede

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2009

Di Riccardo Alfonso edizioni Fidest. E’ una storia che si richiama ad un episodio della vita dell’autore e al suo primo incontro con Padre Pio, alla sua indifferenza  prima e alle sue emozioni poi. Alla religiosità del padre e del suo essere “figlio spirituale” del frate beato. L’amicizia del padre con il cappuccino risaliva agli anni che precedettero la grande guerra. Li univa, forse, l’essere stati coetanei, profondamente religiosi ed amanti della verità e della giustizia. Morirono ad un anno di distanza. Sono questi i ricordi che generano forza e costanza. Sono impressi dal ricordo dei propri cari e delle persone dal grande carisma e che si riverberano in noi, per non cadere nella disperazione.

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