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Dall’inno di Mameli a quello di Beethoven. L’Europa conviene

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Il 31 maggio scorso i morti per Coronavirus erano 33 mila; oggi sono 80 mila. Il 2020 è stato caratterizzato da una crisi economica e sociale senza precedenti. L’inno di Mameli, ovvero, l’Inno nazionale, ripete “stringiamoci a coorte”, che è un invito a unirsi in momenti di difficoltà. Come hanno reagito le forze politiche alla tragedia che stiamo vivendo? Vediamo.
Giorgia Meloni (FdI), nelle scorse settimane, aveva annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia al Governo, che non è mai stata presentata. Il motivo della iniziativa è evidente: i sondaggi accreditano a FdI una percentuale di voti tripla rispetto a quelli ottenuti nel 2018.
Matteo Salvini (Lega), dichiara di pensare alla salute degli italiani, ma alla Festa della Lega, ad agosto scorso, invitava un adolescente a togliersi la mascherina.
Del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, abbiamo già abbondantemente scritto: è che se prendi uno che passa di lì per caso (politicamente, s’intende), e lo metti a fare il capo del Governo, qualche difficoltà sorgerà.
Matteo Renzi (Italia viva) pone drasticamente il problema della inadeguatezza del premier Conte, poi si dichiara disponibile per un governo con Conte. “Non abbiamo nessuna pregiudiziale, nè sui nomi nè sulle formule”, dichiara.
Così è rimasto l’Inno alla Gioia di Beethoven, ovvero, l’Inno europeo che celebra l’unità nella diversità. “Abbracciatevi moltitudini”, è l’invito. Così nasce l’imponente Piano di ripresa, del quale l’Italia è il maggior beneficiario, così il progetto europeo Sure, che garantirà 27 miliardi per la cassa integrazione, così la disponibilità di 36 miliardi del Mes, così è stato avviato il massiccio piano europeo per la vaccinazione, così, proprio ieri, l’Ue ha previsto una riserva monetaria per attutire le conseguenze negative della Brexit. E’ l’Europa! Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Cercando Beethoven di Saverio Simonelli

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

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Collana Le strade (Fazi Editore) In occasione del 250° anniversario della nascita, il primo romanzo con protagonista Ludwig van Beethoven. Il ritratto intimo e commovente di un uomo che ha cambiato per sempre la storia della musica. Il fermento culturale della Vienna dei primi dell’Ottocento è ricostruito alla perfezione nel racconto di aneddoti su intellettuali dell’epoca – da Novalis a Hoffmann, da Goethe a Grillparzer – in una magistrale celebrazione della cultura e della musica del tempo. Un romanzo sul potere salvifico della musica e sulla sua capacità di avvicinare e unire le persone. In libreria dal 12 novembre. In libreria dal 5 novembre.

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Beethoven col pianista Herbert Schuch alla IUC

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Roma martedì 9 aprile alle 20.30 nell’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” Beethoven col pianista Herbert Schuch alla IUC. Nato in Romania da famiglia tedesca e trasferitosi giovanissimo in Germania, Herbert Schuch è molto legato all’Italia, perché è stata la vittoria del Concorso “Casagrande” di Terni – noto per aver scoperto alcuni dei migliori pianisti di oggi – ad averlo lanciato in campo internazionale. Poco dopo è stata la IUC la prima a farlo conoscere al pubblico romano. Da allora è apparso sulle principali scene musicali, tra cui Festival di Salisburgo, Ruhr Piano Festival, Philharmonie di Berlino, Elbphilharmonie di Amburgo e Kennedy Center di Washington, con importanti orchestre come le Filarmoniche di Londra, Monaco di Baviera e Dresda, la NHK di Tokyo, le orchestre radiofoniche di Copenhagen, Torino, Berlino, Colonia e Lipsia e l’Orchestra del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, con grandi direttori quali Pierre Boulez, Valery Gergiev e Yannick Nézet-Seguin, per non citarne che alcuni. Nel 2013 ha vinto l’Echo Klassik, il più importante premio discografico tedesco di quegli anni, con un cd che comprendeva il Concerto n. 3 di Beethoven, il suo autore preferito: ha infatti studiato con Alfred Brendel, uno dei più grandi interpreti di Beethoven della nostra epoca, e si è aggiudicato il Concorso Beethoven a Vienna.
A Beethoven è dedicato anche questo suo concerto, che ha una particolarità: non per caso Schuch si è imposto fra i musicisti più interessanti della sua generazione anche per i suoi programmi concepiti in maniera sorprendente. Nella prima parte infatti suonerà le undici Bagatelle op. 119 di Beethoven, alternandole agli undici brani di Musica ricercata di Ligeti. Il titolo di Beethoven si riferisce alle piccolissime dimensioni di quei suoi pezzi, non certamente al loro valore, perché la brevità è la conseguenza dell’estrema concentrazione, per cui in uno o due minuti è condensata una grande ricchezza di idee: sono tra le opere più straordinarie dell’estrema maturità di Beethoven e tra le ultime sue composizioni per il pianoforte. Ligeti compose Musica ricercata nel 1952-1953 ma la tenne segreta fino al 1969, quando la fece eseguire per la prima volta in pubblico.
La seconda parte è più “normale”, con due tra le più grandi opere pianistiche di Beethoven, la Sonata n. 6 in fa maggiore op. 10 n. 2 e la Sonata n. 21 in do maggiore op. 53 nota come “Waldstein” o anche come “Aurora”. La prima è limpida, elegante e anche umoristica, mentre la seconda è un punto culminante del secondo periodo di Beethoven ed è caratterizzato dall’energia, dalla tensione e dalla drammaticità, tanto che fu definita “una Eroica per pianoforte”, paragonandola così alla Terza Sinfonia dello stesso Beethoven.

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Lonquich: 18 affinità elettive e le monumentali Variazioni Diabelli di Beethoven

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 marzo 2019

Roma sabato 9 marzo alle 17.30 nell’Aula Magna dell’Università Sapienza (Città Universitaria, Piazzale Aldo Moro 5). Il pianista tedesco, che da anni si è stabilito in Italia e vive tra Firenze e Roma, ha ideato un concerto a due facce, con una prima e una seconda parte diversissime tra loro, ma complementari. È un programma pensato attraverso considerazioni che trascendono il significato puramente pianistico e si rifanno a una profonda visione dei lati più intimi e segreti della musica.La prima parte, intitolata “Le affinità elettive”, accosta diciotto brevissimi brani di compositori molto lontani tra loro, che rivelano però somiglianze e parentele segrete: si va dal settecentesco Carl Philip Emanuel Bach al grande filosofo del ventesimo secolo Thedor Wisengrund Adorno, dal seriosissimo Anton Bruckner ad un innamorato della musica brasiliana come Darius Milhaud, dal romantico Robert Schumann all’ironico e graffiante Stravinskij di Circus Polka.
La seconda parte è invece interamente dedicata ad una delle più monumentali composizioni di tutta la letteratura pianistica, le trentatré Variazioni in do maggiore su un valzer di Diabelli op. 120, uno dei massimi capolavori di Ludwig van Beethoven, che negli anni della sua piena maturità artistica riuscì a ricavare sviluppi inimmaginabili da un banalissimo valzerino: un lavoro che lo impegnò per ben quattro anni, dal 1819 al 1823. Fu il compositore ed editore viennese Diabelli a chiedergli di comporre una singola variazione su questo valzer, da inserire in un’antologia comprendente brani di ben cinquantuno compositori, alcuni dei quali erano dilettanti. Beethoven rifiutò sdegnato, però quel tema gli rimase impresso nella mente e finì per comporre non una singola variazione ma un’intera serie. Da quando ha vinto il Concorso “Casagrande” nel 1977 Alexander Lonquich ha dato in tutto il mondo concerti con grandi orchestre e illustri direttori, tra cui Claudio Abbado Ton Koopman, e Marc Minkowski. Una parte importante della sua attività è dedicata alla musica da camera. Alexander Lonquich, nel cui campo ha collaborato con artisti del calibro di Christian Tetzlaff, Joshua Bell, Steven Isserlis, Isabelle Faust, Carolin Widmann e molti altri. Ha suonato in festival prestigiosi come le Settimana Mozartiana di Salisburgo, il Festival Beethoven di Bonn e la Schubertiade di Hohenems. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti dalla critica internazionale quali, il “Premio Abbiati” della critica musicale italiana come miglior solista del 2016, il “Diapason d’Or” in Francia e il “Premio Edison” in Olanda. Da qualche anno si dedica con successo anche alla direzione d’orchestra. Questa ampiezza dei suoi orizzonti si riflette nella scelta dei programmi dei suoi concerti, che non sono mai assemblati a caso e offrono sempre stimoli molto interessanti all’ascoltatore.

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Beethoven, Chopin, Liszt e Brahms col pianista Pierini a Note in Biblioteca della IUC

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 Maggio 2018

Roma Sabato 26 maggio alle 11.30 presso la Biblioteca “Vaccheria Nardi” (via Grotta di Gregna 37, un nuovo incontro musicale ad INGRESSO GRATUITO del ciclo “Note in Biblioteca”, organizzato dalla IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti. Il pianista Simone El Oufir Pierini suonerà alcuni capolavori dei maggiori compositori di musica per pianoforte dell’Ottocento da Beethoven a Brahms, passando per Chopin e Liszt. Nato a Roma nel 1996, Pierini si diploma in pianoforte a diciotto anni presso il Conservatorio di Musica “S. Cecilia” con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore. Il 2012 segna l’avvio della sua carriera concertistica con un concerto al secondo pianoforte accanto al pianista cinese Lang Lang al “Parco della Musica” di Roma. Ha poi suonato al Festival Internazionale di Portogruaro, alla IUC, all’Accademia Filarmonica Romana, al Teatro La Fenice di Venezia e presso altre importanti organizzazioni musicali. Il concerto inizia con la Sonata in do maggiore op. 2 n. 3 di Ludwig van Beethoven, a cui seguono la Ballata n. 3 in la bemolle maggiore op. 47 di Frédéric Chopin, le Variazioni su un tema di Paganini op. 35, libro I di Johannes Brahms, tre degli Studi op. 10 ancora di Chopin e infine la Parafrasi da concerto sul Rigoletto di Verdi di Franz Liszt. Introduce all’ascolto Costanza Tuzzi, specializzanda in musicologia all’Università “Sapienza” di Roma.Questi incontri musicali nelle biblioteche di Roma Capitale sono organizzati dalla IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti in collaborazione con Sapienza Università di Roma e Biblioteche di Roma.

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Nona sinfonia di Beethoven

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Legnano (Mi), 17 aprile, nella basilica di San Magno l’orchestra e il coro Amadeus, diretti dal maestro Marco Raimondi, eseguiranno la Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven; una delle pagine più belle della musica classica in un concerto che è stato offerto dalla Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate. «La Bcc è impegnata da anni a promuovere e diffondere la cultura musicale sul territorio -osserva il presidente della Bcc, Lidio Clementi-. Questo concerto acquista un ulteriore significato: la chiusura dell’anno sacerdotale è un evento che investe il Decanato, quindi quella grande comunità cui, come banca, siamo vicini ogni giorno». Istituito in occasione del 150esimo anniversario della morte di san Giovanni Maria Vianney, il santo curato d’Ars, l’Anno Sacerdotale è stato aperto da papa Benedetto XVI il 19 giugno dell’anno scorso e si chiuderà ufficialmente l’11 giugno prossimo. Si tratta di un anno particolare dedicato ai sacerdoti e alla loro missione cui sono legati dal sacramento dell’Ordine.  Il concerto è stato organizzato «per esprimere la riconoscenza del Decanato di Legnano e delle diciassette comunità parrocchiali al clero che opera sul territorio, in occasione dell’Anno Sacerdotale», spiega monsignor Carlo Galli, prevosto di Legnano e parroco di San Magno. Il concerto infatti «vuole essere un grazie, nella forma del concerto musicale, della comunità ai suoi sacerdoti -prosegue- . Alla serata saranno invitati tutti i consacrati delle comunità religiose. Esprimo il mio grazie allo sponsor, la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, e all’orchestra e coro Amadeus nella persona del suo maestro Marco Raimondi». Nell’esecuzione della Nona di Beethoven, l’Orchestra e il Coro Amadeus saranno affiancati dalle voci soliste: Kaoru Saito soprano, Raffaella Ravecca contralto, Andrea Semeraro tenore e Davide Rocca basso.

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