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Presentazione al Senato dell’accordo Italia-Cina sulla Via della Seta senza dimenticare il bombardamento di Belgrado e le sanzioni all’Iran

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 maggio 2019

Riceviamo e pubblichiamo da Vincenzo Brandi (fonte: jure LT) Mittente: brandienzo via ComitatoNoNato. Venerdì 10 maggio presso un’aula del Senato è stato presentato l’accordo Italia-Cina che dovrebbe portare al potenziamento di alcuni porti italiani quali terminali europei del grande asse commerciale ed economico tra Cina-Asia Meridionale- Medio Oriente- Africa Settentrionale ed Europa. Il progetto, cui hanno già aderito numerosi paesi delle aree interessate, dovrebbe apportare grandi vantaggi economici e favorire il commercio tra i paesi aderenti.L’ambasciatore cinese ed un professore della più famosa università cinese hanno sottolineato gli aspetti anche culturali dell’accordo che crea legami più stretti tra paesi di antichissima civiltà in relazione tra loro già ai tempi dell’Impero Romano, per non parlare di Marco Polo e del gesuita Ricci, italiani alla corte di Pechino. Hanno detto che l’accordo è un esempio di un sistema internazionale di relazioni multilaterali su un piano di parità in assenza di tentazioni egemoniche, e che segnerà un nuovo “Rinascimento” per i paesi aderenti, sull’esempio del Rinascimento italiano di 500 anni fa.La Ministra per il Mezzogiorno Barbara Lezzi (5Stelle) ha dichiarato che l’accordo porterà al rilancio non solo dei porti di Trieste, Genova e Vado Ligure, ma anche dei porti dell’Italia Meridionale (Taranto, Gioia Tauro, Palermo ….), ricordando la visita a Palermo del Presidente cinese Xi Jin Ping. Ha ricordato che alcuni tipici prodotti italiani, come le arance siciliane, sono molto richiesti in Cina e che l’accordo favorirà l’esportazione di questi prodotti.La moderatrice Maria Novella Rossi (giornalista RAI che si è dimostrata ben informata su argomenti di storia e politica internazionale) ha ricordato che la Cina non è mai stata un paese con pulsioni colonialiste e che sta solo riprendendo il ruolo che le compete sul piano internazionale in collaborazione paritaria con i paesi che accettano di sfruttare un’enorme occasione di rilancio dell’economia internazionale dopo la grande stagnazione degli ultimi 10 anni, la più grave dalla fina della Seconda Guerra Mondiale.L’economista Vladimiro Giacchè ha mostrato con una puntuale analisi economica come i miglioramenti infrastrutturali previsti assicureranno vantaggi economici consistenti a tutti i paesi che aderiranno all’accordo.Il dirigente italiano Donati della terza compagnia di trasporti marittimi del mondo, la cinese COSCO, ha ricordato che i porti italiani non sono attrezzati per ricevere le grandi navi di trasporto di ultima generazione e che i miglioramenti che saranno apportati nel settore favoriranno il commercio nei due sensi ( cioè non solo per l’importazione di prodotti cinesi, ma anche per l’esportazione verso la Cina e paesi terzi).
Il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano (5Stelle) ha sottolineato – con un intervento moderato nella forma, ma incisivo nella sostanza – come questo accordo, criticato ed osteggiato dagli USA, da vari paesi europei e dall’opposizione interna italiana, è una manifestazione di indipendenza e spirito di iniziativa da parte del Governo italiano. Ha ironizzato sul fatto che vari paesi hanno criticato l’Italia per aver preso questa iniziativa, mentre in realtà stavano studiando in segreto il modo per aderire all’accordo, rimanendo indispettiti per essere stati preceduti dall’Itala.
Particolarmente incisivo, fino ad assumere toni polemici difficili da registrare in una sede così paludata, è stato l’intervento del giornalista Alberto Negri. Ha affermato che per capire ciò che succede, e l’importanza dello scontro in atto, è necessario partire da 20 anni fa quando l’aviazione americana bombardò l’ambasciata cinese di Belgrado. A questo sanguinoso “avvertimento” nei confronti della Cina (rea di sostenere il Governo di Belgrado diretto da Milosevic) seguì la beffa delle spudorate dichiarazioni del capo della CIA Tenet secondo cui i morti cinesi sotto le bombe erano dovuti al fatto che i servizi di informazione USA “non avevano mappe aggiornate”. Negri ha ricordato anche il servilismo dimostrato da vari Governi italiani, non solo nel caso del bombardamento della Jugoslavia, cui l’Italia ha attivamente partecipato, ma anche in molti altri casi successivi. Secondo Negri il caso più grave è stata la partecipazione dell’Italia nel 2011 all’attacco della NATO contro la Libia, che ha comportato il tradimento aperto verso il Governo alleato di Gheddafi ed alla fine è risultato il più grave scacco di politica internazionale subita dall’Italia dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, viste le attuali condizioni della Libia. Il giornalista ha anche denunciato il servilismo dimostrato dall’Italia aderendo, contro i suoi interessi, alle sanzioni contro l’Iran. Ha ricordato che l’ENI non ha nemmeno sfruttato la moratoria di 6 mesi concessa dagli USA per per permettere all’Italia l’acquisto di petrolio iraniano, tagliando subito le relazioni economiche con l’Iran. Ha concluso affermando che le sanzioni all’Iran, che potrebbero a breve trasformarsi in un’aggressione militare condotta di comune accordo dagli alleati Stati Uniti – Israele – Arabia Saudita, sono anche e soprattutto un attacco alla Cina mediante il blocco della Belt&Road di cui l’iran è un nodo essenziale (insieme alla Siria).
Infine il Senatore Vito Petrocelli (5Stelle), concludendo i lavori, ha ribadito, con toni moderati, ma con chiarezza, concetti già espressi dal sotto-segretario Di Stefano. In definitiva una manifestazione dai contenuti più positivi di quanto ci si potesse aspettare.
(a cura di Vincenzo Brandi)

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Belgrado rinasce sull’acqua

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2015

belgradoNegli ultimi decenni, le più grandi città del mondo hanno gradualmente scoperto il potenziale dei loro sbocchi sull’acqua, trasformando vecchie zone industriali in luoghi di qualità con funzioni varie, combinando residenziale, commerciale, culturale e sportivo. Questo genere di riqualificazione ha avuto un ruolo chiave nelle strategie di sviluppo di tali città, stabilendo la loro competitività rispetto ad investimenti e visitatori.L’obiettivo è costruire un moderno centro urbano che permetta di valorizzare l’aspetto e l’importanza dell’intera Belgrado. Sulla base dell’analisi della vita pubblica e dell’uso dello spazio pubblico sono state formulate delle strategie per lo sviluppo di un’area lungo la riva del fiume capace di migliorare l’interazione sociale in un nuovo contesto urbano capace di diventare parte integrante della città.
Il 26 aprile a Belgrado è stato stipulato il Contratto del progetto “Belgrado sull’acqua”, firmato dal vicepresidente del Governo e ministro delle Infrastrutture, del Trasporto e dell’Edilizia, Zorana Mihajlovic, dal presidente del consiglio di amministrazione della società immobiliare Eagle Hills che realizzerà il progetto, Mohamed Alabbar, e dal direttore di “Belgrado sull’acqua”, Aleksandar Trifunovic. L’investitore emiratino, tra i più influenti del mondo, ha dichiarato che l’investimento di 3,1 miliardi di dollari prevede l’utilizzo delle più moderne tecnologie e che verrà salvaguardato lo spirito della città di Belgrado. Tra i suoi progetti più conosciuti la torre Burj Khalifa a Dubai. Lo scorso giugno, in occasione della riapertura al pubblico del restaurato palazzo “Geozavod”, già sede delle “Cooperative di Belgrado” e prossima sede della Eagle Hills, il primo ministro Aleksandar Vucic e l’investitore emiratino hanno presentato per la prima volta nella capitale serba il progetto immobiliare “Belgrado sull’acqua”. All’interno dell’edificio costruito nel 1907, un grande plastico mostra tutti i dettagli dell’operazione immobiliare che nascerà lungo il fiume Sava, tra il ponte Gazela e l’edificio ristrutturato. “L’intera via Karadjeordjeva ha cambiato aspetto grazie al restauro di questo edificio e il nostro progetto è di cambiare questa parte della città e l’intera Serbia che deve presentarsi bella e pulita com’è ora questo palazzo”, ha det to il primo ministro Aleksandar Vucic. Il progetto “Belgrado sull’acqua” prevede una superficie di 90 ettari per la costruzione di strutture alberghiere, di zone sportive e culturali, di un centro commerciale che sarà il più grande nei Balcani e di una torre che diventerà il nuovo simbolo di Belgrado. È prevista la costruzione di oltre un milione di metri quadrati di palazzi residenziali, oltre a 62.000 metri quadrati di scuole, nidi, istituzioni culturali, di protezione sociale e sanitaria, e circa 242.000 metri quadrati destinati a parchi. “E’ chiaro che Belgrado sull’acqua sia una grande opportunità per la capitale e per l’intero paese”, ha affermato il ministro dei Trasporti Aleksandar Antic. In linea con i principi urbanistici contemporanei, il progetto avrà un ruolo fondamentale nella trasformazione di Belgrado in una capitale europea con un’identità unica e riconoscibile.Il Primo Ministro Vucic conclude: “I belgradesi per la fine del 2016 potranno ammirare la torre e gli spazi attorno, i ponti, i café e i ristoranti: Belgrado diventerà una delle destinazioni turistiche maggiori. È positivo poter contare anche su Air Serbia. Lavoreremo per migliorare la capacità di traffico aereo e faremo di tutto per aumentare i posti di lavoro e per migliorare la qualità della vita dei serbi”. (foto: belgrado)

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Capolavori del museo nazionale di Belgrado

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2010

Roma, 11 dicembre 2010 – 6 febbraio 2011 Palazzo del Quirinale Mostra Presso l’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica Italiana a  cura di Louis Godart Le relazioni attive da tempo in ambito culturale tra l’Italia e la Serbia hanno permesso un importantissimo restauro: quello dell’ormai celebre “Magnifico Cratere”, grande vaso bronzeo databile alla fine del VI secolo a.C., emblema della collezione greca del Museo Nazionale di Belgrado.
Pervenuto in Italia nel 2007 per la mostra “Balkani. Antiche civiltà tra il Danubio e l’Adriatico”, allestita presso il Museo Archeologico Nazionale di Adria, il cratere è stato successivamente oggetto di studio e di restauro grazie all’impegno scientifico e tecnico della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma in accordo con la direzione del Museo Nazionale di Belgrado e al supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Dopo circa tre anni di lavori condotti dalla Soprintendenza romana unitamente ai tecnici del Centro Nazionale Ricerche di Roma e di Pisa, dell’Università “La Sapienza”, Dipartimento di Scienze della  Terra e Dipartimento di Chimica, dell’istituto Superiore Conservazione e Restauro del MIBAC e la collaborazione dello staff scientifico serbo, il cratere è oggi finalmente restaurato, visibile in tutto il suo splendore, superbo manufatto di un’officina greca attiva tra la fine del VI e l’inizio del V secolo a.C. Ritrovato a Trebenište, nei pressi di Ocrida, da una missione archeologica jugoslava nel 1931, il “Magnifico Cratere” è documento altissimo della toreutica greca arcaica, insieme ad un analogo recipiente proveniente dalla medesima necropoli, ora presso le collezioni del Museo Archeologico di Sofia, in Bulgaria. Insieme al più noto e gigantesco “Cratere di Vix”, ritrovato e conservato in Francia, quello di Belgrado appartiene ad un ristrettissimo gruppo di vasellame bronzeo da mensa giunto fino a noi. La sua eccezionalità artistica è inoltre incrementata dalla presenza del treppiede, unicum non riscontrabile altrove. Questo, l’alto collo e le due grandi anse a volute e il piede del cratere, presentano una raffinata decorazione ottenuta per fusione ed incisione, composta da elementi figurati – gorgoni, cavalieri e cavalli in corsa e cani-, geometrici e vegetali, propria della migliore produzione artistica della Grecia ancora arcaica.

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