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Alfredo De Girolamo Giorgio Nissim Una vita al servizio del bene

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

Milano Mercoledì 22 maggio 2019, ore 18 via Pier Lombardo 14 Teatro Franco Parenti sala tre Alfredo De Girolamo e Giorgio Nissim: Una vita al servizio del bene. Giuntina, 2016 ne discutono PIERO NISSIM, VERA PAGGI e LEONARDO COEN. Questo libro vuole essere un piccolo omaggio all’opera di Giorgio Nissim, un ebreo impavido e generoso che negli anni della Seconda guerra mondiale e delle leggi antisemite ha salvato dalla deportazione e da morte centinaia di ebrei. Al tempo stesso, è un omaggio alla memoria delle numerose persone senza le quali Nissim non avrebbe mai potuto portare a termine la sua missione. Queste persone sono un segnale di speranza, la testimonianza che anche quando l’umanità sprofonda nell’abisso più nero vi è ancora qualcuno capace di tenere viva la luce della solidarietà e dei buoni sentimenti. Non tutte saranno ricordate, non tutte riceveranno il titolo di “Giusto tra le Nazioni”, ma a ognuna di queste persone, che abbia compiuto un gesto piccolo o grande in soccorso dei perseguitati, deve andare la nostra riconoscenza.
Piero Nissim, figlio di Giorgio, è cantante, compositore, poeta, uomo di teatro, interprete di musica Yiddish, operatore della Memoria. Vera Paggi è giornalista e conduttrice RAI, autrice di molti servizi sulla Memoria.Leonardo Coen è scrittore e giornalista di Repubblica, (ne è tra i fondatori) e del Fatto Quotidiano.
Alfredo De Girolamo è manager e pubblicista. Ha pubblicato, tra gli altri, Gino Bartali e i Giusti toscani, ETS 2014.Nel corso dell’incontro:Proiezione di Giorgio Nissim, un eroe semplice, prod. RAI, a cura di Vera Paggi. 20’Breve concerto di Piero Nissim (canti Yiddish e di Memoria) Biglietto TFP cortesia € 3,50

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Lavoro e bene della nazione

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2012

Italiano: Giorgia Meloni

Italiano: Giorgia Meloni (Photo credit: Wikipedia)

«Non dobbiamo cadere nel tranello di chi tenterà di dipingerci come la forza politica che vuole ridurre i diritti dei lavoratori e favorire le imprese. Perché un forza politica come il Pdl non si schiera con una parte sociale o con l’altra ma persegue il bene della Nazione, non facendo sconti, né favori a nessuno. Il Governo e la maggioranza di centrodestra non hanno fatto un passo indietro e affidato la guida dell’Italia a un Esecutivo di tecnici per rimanere impantanati nelle paludi degli interessi di parte. Non siamo disposti a renderci complici di una operazione che, come accaduto in passato con il protocollo welfare, dovesse mettere mano al sistema del lavoro e delle tutele escludendo, ancora una volta, i nostri giovani e tutti i lavoratori atipici».
È quanto ha detto il deputato del Pdl, Giorgia Meloni, nel corso della Conferenza nazionale del Pdl sul lavoro.
«Il tempo e gli eventi hanno dato ragione al centrodestra che per primo ha introdotto nel dibattito politico e culturale temi cardini come combattere il lavoro ineguale, il diritto all’occupabilità, il riallineamento tra domanda e offerta e la flessibilità. Oggi l’Italia deve concludere il processo di adeguamento del mercato del lavoro e il centrodestra deve voler ridiscutere lo ‘Statuto dei Lavoratori’, per dar vita a un nuovo ‘Statuto dei Lavori’ che affermi un nocciolo di diritti universali e inderogabili per tutte le tipologie di lavoro, un livello minimo, ma garantito e uguale per tutti. La riforma Fornero, anche se per diversi aspetti non mi convince, sembrava un accettabile compromesso, punto di arrivo di una trattativa serrata e sofferta tra le parti, nella quale ognuno aveva ceduto qualcosa. Se con il scivoloso strumento del ddl il testo diventerà il punto di partenza della discussione, allora cambierà tutto», ha proseguito Giorgia Meloni.

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L’intelligenza del cuore

Posted by fidest press agency su sabato, 24 marzo 2012

L’obiettivo di diventare sensibili, che può apparire inattuale per i giovani, si esprime nel cercare un difficile equilibrio tra la morbosa avidità di sensazioni forti e la chiusura che estromette la vita emotiva in nome di una razionalità onnicomprensiva.
Come scrive Roberta De Monticelli, il sentire è onnipresente e non è “opaco” e “irrazionale”, ma è apertura alla verità, ai valori, alle risposte etiche, al volere. Per questo nella complessità della vita affettiva riveste un ruolo prioritario l’educazione del sentire. L’esercizio del sentire è “il cuore stesso della formazione”. Se ci si attiene al valore del sentire sarà possibile gettare un nuovo sguardo sul mondo emotivo che spalanca inesplorati percorsi pedagogici.
È opportuno segnalare che lo sviluppo delle neuroscienze ripropone oggi l’importanza di una presenza delle emozioni nelle dimensioni normali della vita psichica, mostrando che separare mente e sentimenti, coscienza ed emozioni, è impossibile.
Antonio Damasio in L’errore di Cartesio, 2002, afferma che “la capacità di esprimere e di sentire delle emozioni è indispensabile per attuare dei comportamenti razionali”.
Come aiutare i ragazzi disorientati e bersagliati da messaggi contradditori a perseguire un’educazione del cuore? a cogliere il caleidoscopio dei sentimenti autentici che colorano l’esistenza e danno sapore alla vita? Il rischio è quello di una generazione sovrastimolata da un eccesso di provocazioni emotive, generatrice di confusione interiore.
Cogliere le sfumature delle emozioni significa predisporsi ad ascoltare e ad apprendere anche quei sentimenti più pacati quali la tenerezza, la nostalgia, la compassione, l’empatia.
Per ridare dignità ai sentimenti occorre prendersi cura delle parole: non solo delle parole che spiegano, ma anche delle parole che parlano il linguaggio della condivisione e della solidarietà. Le parole sussurrate sono forse in grado di colmare quel vuoto interiore che i giovani cercano invece di riempire tramite la ricerca di sensazioni forti contro la noia (i sassi gettati dal cavalcavia), di parole gridate contro l’indifferenza.
Il tema dell’ascolto e dell’ascolto del silenzio è oggi difficile per gli adolescenti che sono educati piuttosto al non-ascolto, nel tempo della sordità affettiva, della diffidenza, della paura. Ascoltare con il cuore, il cuore dell’altro, è quanto mai difficile poiché il dialogo si trasforma in monologo e, in questo isolamento, si fa strada la ricerca delle emozioni del branco: ribellioni condivise di cui le mode dettano i linguaggi, gli atteggiamenti, le “posture” emotive (V. Iori, Il disagio dei genitori, 2002).
La costruzione di una società che si prenda cura dell’educazione come bene comune, ha bisogno, anche nelle situazioni apparentemente più rischiose e degradate, di educatori che sappiano essere, secondo l’espressione di Etty Hillesum “cuori pensanti”. (Vanna Iori Ordinario di Pedagogia Università Cattolica Milano – Piacenza)

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Riforme per il bene del paese

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

“Appare sempre più evidente che all’indomani delle regionali, malgrado i presupposti costruttivi e riformatori pronunciati da tutte le forze attive all’interno del partito, si sia ritornati irrimediabilmente alle accuse di tutti contro tutti e le parole dette e non dette tra cosiddetti Finiani e Berluscones a colpi di editoriali”. Lo ha dichiarato in una nota Aldo Di Biagio, Responsabile Italiani nel Mondo del PdL. “Scovare nemici anche all’interno del proprio recinto sembra essere diventata un’ossessione infruttuosa e subdola, quasi a voler essere una sorta di scusa ad una interna fragilità operativa – continua – che rischia seriamente di minare la stabilità e la produttività dei singoli referenti parlamentari chiamati a districarsi all’interno di questa bolgia di parole e di accuse. Con il rischio – sotto gli occhi di tutti – di perdere di vista gli obiettivi veri e di perdere tenore e stabilità dinanzi a provvedimenti in discussione, come successo con il dl salva liste nelle scorse ore a Montecitorio”. “Abbiamo l’esigenza di recuperare lucidità, pragmatismo ed entusiasmo – conclude – senza cadere nell’errore di accusare questo o quell’altro a scopi meramente strumentali e senza trovare colpevoli che non esistono. Recuperare il rispetto verso chi ricopre incarichi istituzionali come anche il Presidente della Camera deve essere un ulteriore giusto quanto auspicabile corollario di questa presa di coscienza del clima politico attuale. Questo non soltanto per il bene ed il futuro del partito ma per quello dell’intero Paese.

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La ricchezza tra il bene nostro e l’altrui

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 gennaio 2010

Secondo quanto è scritto nella Bibbia tutti i beni vengono da Dio e appartengono a Dio. Noi li abbiamo soltanto in usufrutto. A questo punto i proprietari non sono altro che degli amministratori e dovrebbero comportarsi come tali. La ricchezza, quindi, può diventare ingiusta sia per il modo disonesto per il quale, talvolta, è acquisita, ma anche per la tendenza dell’essere umano a riferirla esclusivamente a sé stesso. Ne consegue che i beni terreni sono per tutti gli uomini, e quando uno li usa solo per sé, calpesta i diritti di Dio e quelli dei fratelli. La ricchezza non può diventare un mezzo per rendersi indifferenti di fronte agli altri, per barricarsi in un mondo isolato, per ignorare le sofferenze e i diritti del prossimo. Il ricco non si accorge della presenza del povero Lazzaro, non si rende conto di una contiguità che Dio non tollera (oggi c’è la contiguità tra supersviluppo e sottosviluppo, tra crescita degli armamenti e fame dei popoli, tra Nord e Sud del Mondo, tra residenti ed immigrati esteri, tra preoccupazione sociale e disonestà politica). Nel Vangelo di Luca Gesù usa tre termini per dire quanto sia relativo il valore di ricchezza e quanto essa possa costituire un pericolo se usata male: essa è il poco, non è il dono massimo che Dio ci affida, anzi è il più piccolo. La ricchezza è “mammona di iniquità”. E’, secondo Luca, il falso Dio. La ricchezza è bene altrui, non ci appartiene realmente. Siamo i suoi amministratori e tutti gli esseri umani devono goderne i benefici in pari misura. Per Gesù la ricchezza è pericolosa perché può spegnere la capacità di vedere i veri valori. Purtroppo la storia c’insegna che la stessa Chiesa, a volte, ha fatto un cattivo uso degli insegnamenti divini e che pure i suoi maestri hanno con tanta sapienza e saggezza profuso alla conoscenza umana. Se non ci riscattiamo tutti insieme da questo fardello che ci opprime noi saremmo condannati a vivere in continuazione schiacciati da esso per l’eternità

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L’opposizione lavora per il bene del paese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2009

“Respingiamo decisamente le accuse di anti-italianità rivolte dal capo del Governo” lo dichiara in una nota l’on. Americo Porfidia che aggiunge “Crisi economica, allarme ambientale, derive xenofobe, attacchi alla stampa e alla magistratura, sono solo alcuni dei punti sui quali l’opposizione esercita il suo legittimo ruolo politico e istituzionale, cercando di porre l’accento dove risulta lacunosa l’attività del governo in carica. Accusare l’opposizione di anti-italianità significa non riconoscere le norme che regolano il sistema stesso e che prevedono una sana e propositiva dialettica tra maggioranza e opposizione. Trovo assurda e gravissima – conclude l’on. Porfidia – l’accusa rivolta all’opposizione dal Presidente del Consiglio, il quale dovrebbe scusarsi in nome e nel rispetto della Costituzione e di quella parte del popolo italiano che non condivide la politica dell’attuale governo”

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