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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

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Presentazione libro di Benedetta Tobagi

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2010

Mestre 26 aprile alle ore 18.00 all’auditorium del Centro Culturale Candiani sarà presentato illibro di Benedetta Tobagi, Come mi batte forte il tuo cuore. Storia di mio padre alla presenza dell’autrice. Interverranno Massimo Cacciari, Tiziana Agostini. Conduce Nicola Pellicani.  Walter Tobagi è morto il 28 maggio 1980, gli hanno sparato alcuni membri di una semisconosciuta formazione terroristica di sinistra, la «Brigata 28 marzo». Tobagi era un giornalista del «Corriere della Sera», era uno storico e il presidente del sindacato dei giornalisti lombardi. Quando è morto aveva trentatré anni, il figlio Luca sette, Benedetta tre. Si può dire che Benedetta non ha conosciuto il padre, di lui conserva solo alcuni fotogrammi di ricordo. Una volta cresciuta ha deciso di andare alla scoperta di questo padre, e ha provato a raccogliere ogni sua traccia. La presentazione sarà quindi l’occasione per dibattere, assieme a Massimo Cacciari alla sua prima uscita pubblica in città dopo la fine del mandato da Sindaco, degli Anni di Piombo, anni che hanno lasciato un’eredità pesante per le persone direttamente colpite negli affetti più cari e interrogativi importanti per tutto il Paese.  In particolare gli anni settanta furono un decennio marcato da una violenza quotidiana di stampo terroristico molto virulenta. Basti pensare che nel 1979 in Italia si contarono 2.365 atti di violenza e 37 morti. Nel 1980 l’anno dell’assassinio di Tobagi i morti furono in media 3 al mese. Solo a Mestre furono uccisi nel 1980 Sergio Gori, il 29 gennaio, e Alfredo Albanese, il 12 maggio.  L’autrice, attraverso il profilo intellettuale e professionale della figura paterna, analizza anche le strategie terroristiche che spesso colpivano non gli elementi più reazionari della società, ma quelli più impegnati in senso riformistico. I giornalisti, i sindacalisti, i politici, i magistrati quelli che quindi si confrontavano con i cambiamenti sociali e culturali dell’Italia, ma allo stesso tempo difendevano strenuamente lo stato democratico. Un’interpretazione estendibile agli ultimi due omicidi di natura terroristica ossia quelli di Massimo D’Antona e Marco Biagi.

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