Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘beneficiari’

Esatto numero beneficiari bonus P.Iva. Valutare class action

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 agosto 2020

“L’indecoroso accaduto che vedrebbe protagonisti alcuni parlamentari nel legittimo ma immorale percepimento del sussidio statale Covid-19, rappresenta un’ulteriore conferma dell’incapacità politica di questa maggioranza Pd-M5S, che intrisa di mero populismo demagogico, guarda alla indegna punta dell’iceberg, cioè agli approfittatori del momento, piuttosto che a se stessa, vera responsabile di una legge come il decreto Cura Italia. Il problema, infatti, come ho più volte sottolineato nei miei interventi in Senato, sta nell’aver previsto dei limiti di reddito per il percepimento del bonus -600 euro- solamente per i soliti discriminati dal governo, i liberi professionisti ordinistici, e non per tutte le Partite Iva beneficiarie, come sarebbe stato corretto. Presenterò ora un’interrogazione ai ministri Catalfo e Patuanelli, ambedue grillini, per conoscere quindi il numero esatto di coloro che hanno beneficiato di tale bonus, avendo un reddito superiore ai limiti già imposti ai citati professionisti ordinistici. Temo che i percettori saranno centinaia di migliaia, altro che i cinque politici oggi sulle cronache, e che permettono magari al Movimento 5 stelle di fare populismo quando ne è il primo responsabile. Insomma, mi interesserò per valutare se, tra situazioni che potrebbero giustificare una -class action- di risarcimento per la gestione del lockdown da parte dell’attuale maggioranza, si possa inserire pure la mancata previsione di un limite di reddito nell’assegnazione del bonus -600 euro-, che ha depauperato le casse statali magari a beneficio di cittadini milionari”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

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In partenza il nuovo ‘conto di base’: caratteristiche e beneficiari

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 agosto 2018

Dal 19/8/2018 sono applicabili le norme che hanno istituito il nuovo “conto di base”, un conto corrente destinato a consumatori e pensionati con caratteristiche uniformi in termini di numero di operazioni annuali massime eseguibili a fronte del pagamento di un canone annuale omnicomprensivo o -per alcune categorie di clienti- fruendo della totale gratuità anche rispetto all’imposta di bollo.Le banche, le Poste e gli istituti di moneta elettronica e di pagamento sono obbligati ad offrire, tra gli altri, questo tipo di conto alle condizioni fissate dalle normative. La nuova versione va a sostituire, ampliando la categoria dei beneficiari, quella vecchia istituita nel 2012 grazie al Dl 201/2011 e alla successiva Convenzione Abi/Poste/Banca d’Italia/Min. Economia firmata nel 2012 e poi rinnovata nel 2014. I vecchi “conti base” possono essere convertiti dalle banche nei nuovi, avvisando il clienteLa versione standard che prevede il pagamento di un canone annuo omnicomprensivo è accessibile a tutti mentre le versioni gratuite sono riservate a consumatori a basso reddito (con ISEE inferiore a 11.600 euro) e a pensionati (con trattamenti di importo lordo annuo fino a 18.000 euro). In futuro saranno disponibili siti web per il confronto delle offerte esistenti sul mercato.

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80 euro ai pensionati: basta annunci

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2016

pensionatiIl premier Matteo Renzi, a Radio 105, ha dichiarato, sugli 80 euro ai pensionati: “è una misura che stiamo studiando. Occorre vedere quali fasce andare a prendere”. “Basta studiare e, soprattutto, basta parlarne! E’ dal maggio 2014 che il presidente del Consiglio ne parla. E’ ora di passare dalle parole ai fatti” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“I soldi ci sono. Si trovano dagli attuali beneficiari, che sono anche troppi. Secondo le dichiarazioni 2015, relative ai redditi 2014, sono 11,3 milioni i soggetti che prendono gli 80 euro mensili. La soglia di 24.000 euro, insomma, è fin troppo abbondante, considerato che ci sono più di 2 milioni di pensionati con un reddito pensionistico inferiore a 500 euro mensili. Per non parlare degli incapienti. Ecco perchè si deve restringere l’attuale platea di riferimento, ad esempio considerando il reddito complessivo familiare o, meglio ancora, l’Isee. Altrimenti, come accade ora, si danno 80 euro al mese a marito, moglie e figlio. E’ evidente che in questo caso i soldi non saranno destinati ai consumi, ma solo accantonati. E’ ingiusto, oltre che inutile per far ripartire la domanda. Infine si potrebbero trovare nuove risorse applicando le proposte di Boeri sulle pensioni d’oro” ha concluso Dona.
L’associazione di consumatori ricorda che, secondo gli ultimi dati Istat disponibili, considerando non il numero dei trattamenti, ma il reddito pensionistico, i pensionati con un importo mensile inferiore a 500 euro mensile, considerando anche la tredicesima, erano, nel 2014, 2.037.701, pari al 12,5% dei pensionati complessivi, con un costo di 6.865 mln di euro, pari al 2,5% della spesa pensionistica complessiva. I pensionati che, invece, percepiscono un importo superiore ai 5.000 euro, pur essendo solo 229.929, l’1,4% dei pensionati, costano 18 mld e 575 mln, il 6,7% della spesa pensionistica, quasi 3 volte tanto rispetto agli altri.
Ecco perché, per finanziare il bonus di 80 euro ai pensionati, si possono trovare altre risorse ricalcolando le pensioni d’oro con il metodo contributivo.

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Integrazione fondi enti cultura

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

Una doppia integrazione alla bozza di Dgr della Giunta esaminata stamattina dalla commissione Cultura è stata presentata dal Vicepresidente della stessa commissione, Mauro LAUS, e approvata sotto forma di raccomandazione. La Dgr firmata dall’assessore Michele Coppola, che ha ottenuto il via libera della Commissione, intende razionalizzare e semplificare le modalità di assegnazione, rendicontazione e liquidazione dei contributi dati dalla Regione agli enti, associazioni e fondazioni culturali negli anni 2010-2011. In quel contesto LAUS ha ritenuto non più rinviabile un’assunzione di responsabilità da parte della Regione nel garantire il rispetto dei tempi di erogazione dei fondi e la certezza degli importi dovuti, oltre alla vigilanza sulla correttezza dei contratti applicati ai lavoratori degli enti beneficiari.

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Tagli alla stampa italiana all’estero

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

“Nel Decreto Milleproroghe approvato al Senato sono stati confermati i tagli alla stampa italiana all’estero, ai giornali delle associazioni consumatori e soprattutto alle radio e alle TV locali. Tale Decreto ha così tagliato i fondi destinati  ai quotidiani che si pubblicano all’estero, strumenti di informazione che sono diffusi e radicati nelle nostre comunità che hanno il semplice scopo di incoraggiare i beneficiari a conservare i legami con l’Italia. Questo atteggiamento è preoccupante perché ci si preclude la possibilità di dialogare con le nuove generazioni e di proiettare in avanti gli interessi dell’Italia, tra i protagonisti della vita sociale e culturale di oggi e di domani. Una riduzione del 50% dei fondi per i quotidiani italiani editi e diffusi all’estero, i tagli per le emittenti radio locali che si vedono ridimensionati i fondi per le tariffe elettriche e telefoniche e per gli abbonamenti alle agenzie, potrebbe  rivelarsi  un danno importante in termini di occupazione e di pluralismo dell’informazione. Senza dubbio un’adeguata politica di risparmio potrebbe essere attuata tagliando i finanziamenti a quei giornali fasulli che nessuno legge, ma allo stesso tempo è indispensabile intervenire riequilibrando e razionalizzando gli interventi a favore dell’editoria vera e meritevole. Non potendo più contare su stanziamenti annuali certi, i piccoli giornali, al contrario dei grossi network, non avranno più la certezza di usufruire di prestiti da parte delle banche e saranno obbligati a chiudere, così facendo, s’introduce un’altra evidente disparità di trattamento tra piccoli e grandi soggetti editoriali. Io non dico che ci debba essere uno sperpero di denaro pubblico ma vorrei solamente che si facesse un uso corretto dei fondi destinati a tali settori”. (On.Antonio Razzi)

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Fondi Sociali Europei per l’Abruzzo

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2010

“Il problema è che se soldi così indispensabili all’Abruzzo non sono stati spesi ciò è sinonimo del fatto che con molta probabilità i beneficiari di questi interventi, che presumibilmente vengono scelti a tavolino, questa volta non sono stati individuati con prontezza da quelle cariche istituzionali e politiche che ormai usano questi strumenti subdoli e deficitari per professione”. Questo il primo amaro commento della viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti Barbara Del Fallo alla notizia che, dei 317 milioni di euro di Fondi Sociali Europei a disposizione della regione per il periodo 2007-2013, ne sono stati spesi solo una cifra pari al 5 per cento e ciò che è peggio è che il tempo per poterne usufruire sta per scadere. Prosegue indignata l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Il fatto che il restante 95 per cento della somma non sia stato usato danneggia fortemente in modo irreversibile, data la situazione politico-sociale e lavorativa della regione, la condizione economica già in forte deficit in conseguenza agli scandali finanziari legati al settore sanitario, al disastro economico causato dal terremoto e in seguito soprattutto alla crisi occupazionale che di giorno in giorno mette in ginocchio la forza-lavoro regionale. I nostri politicanti – conclude stizzita la Del Fallo – farebbero bene a ricordarsi almeno ogni tanto non di rinsaldare le proprie tasche ma di utilizzare questi fondi che per loro sono superflui, vista la posizione economica raggiunta, per creare nuovi posti di lavoro che sono – e qualcuno glielo dovrebbe ricordare se loro sono così ‘smemorati’ – il motore economico essenziale per garantire la sopravvivenza e la crescita di ogni società civile”.

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Meridione, offese e difese

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

La storia solitamente chiama politici pure quelli che in concreto sono esecutori di politica, ma non ideatori, produttori, programmatori e realizzatori di politica: il Sud è sicuro mercato di merci prodotte altrove, fornito serbatoio di mano d’opera e vantata  industrializzazione, che invece è normale colonizzazione, consistente nel dare lavoro in casa a disoccupati col finanziare attività d’ogni dove e di durata conforme alla erogazione dei contributi.  Che non si fa  e non si perdona per dare lavoro e, meglio, per dare mantenimento: si accetta e si avalla assistenzialismo, considerato saggezza politica, che nessuno contesta!  Quando però qualcuno lo grida in faccia e lo addita a vergogna, tanti usano penna e parola a difesa dell’offeso onore dei beneficiari e degli assertori di assistenzialismo, di raccomandazione, che è madre di concussione, di corruzione e di degrado, di posto fisso ed intoccabile, di non lavoro a pagamento,  di mediocrità generalizzata, che però spesso vanta titoli ed appannaggi, e specialmente di emigrazione di preparati, dotati di scienza, professionalità e dignità. Il Sud si faccia valere, si imponga ed avrà rispetto e dignità. Potrebbe essere valido “ non tutti i mali vengono per nuocere” se i fortunati Meridionali  avvisati potessero prepararsi a modo ed a tempo per contrastare  e vanificare pensieri ed azioni dei tanti che credono il Sud res nullius: i Meridionali potrebbero fare la sorpresa,  inventando, producendo ed esportando idee, cose e servizi, indirizzati da scuola motivata, dalle elementari all’alta specializzazione, sorretti da istituzioni sensibili, dall’usciere al dirigente,  e guidati da politica, tutta nuova nelle persone e nelle idee; non sfigurando, come già fanno all’estero;   rinominando, ad evidenziare la nuova era, Piazza del Rimorso Piazza Mercato di Napoli e  recandovisi spesso a chiedere perdono ed ispirazione a quelli che dimostrarono  possibile abbattere qualsiasi potere e necessario  il mestiere per conservarlo. (Nunziante Minichiello in sintesi)

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Aumenta l’uso del cellulare

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2009

Prezzi più bassi per gli utenti: secondo un rapporto della Commissione, il settore europeo delle telecomunicazioni resiste alla crisi economica L’Europa è il leader mondiale dei servizi di telefonia mobile, con un numero di abbonamenti pari al 119% della popolazione dell’UE nel 2008 (7 punti percentuali in più rispetto al 2007), ben al di sopra degli Stati Uniti (87%) e del Giappone (84%). È questo il dato che emerge dall’odierna relazione della Commissione sui progressi del mercato unico delle telecomunicazioni. Nonostante la crisi economica, il settore Telecom dell’UE (che rappresenta il 3% circa del PIL dell’UE) ha continuato a crescere nel 2008, registrando introiti stimati a più di 300 miliardi di EUR (1,3% in più rispetto al 2007) e superando in vitalità il resto dell’economia (la cui crescita è stata di appena l’1%). I principali beneficiari della competitività del settore sono gli utenti, che pagano meno per un servizio di migliore qualità. Nel 2008 la bolletta di telefonia mobile è scesa in media da 21,48 EUR a 19,49 EUR e oggigiorno, grazie all’azione dell’UE, il 75% degli utenti europei dispone di un collegamento Internet da 2 megabit o più al secondo (velocità che consente, ad esempio, di ricevere la TV su Internet). La relazione della Commissione mette tuttavia in guardia contro il rischio che, senza un migliore coordinamento a livello europeo, i vantaggi del mercato unico delle telecomunicazioni vengano compromessi da regolamentazioni nazionali incoerenti.

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