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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘beni’

“Giornata virtuale dei beni in pericolo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2020

La Torre di Palidoro entra nella Lista Rossa in occasione della “Giornata virtuale dei beni in pericolo” La Torre di Palidoro, teatro del sacrificio di Salvo D’Acquisto, fucilato da un plotone d’esecuzione tedesco il 23 settembre 1943 che si è immolato per salvare numerosi civili destinati alla fucilazione per rappresaglia, entra a pieno titolo nei beni segnalati dalla Lista Rossa di Italia Nostra. Il monumento è stato segnalato come bene meritevole di tutela e di valorizzazione dalla sezione di Italia Nostra del Litorale Romano per essere non solo salvaguardata ma recuperata ad una pubblica fruizione. La Torre è di proprietà della Regione Lazio e il 14 ottobre 2019 è stato sottoscritto un Protocollo d’intesa che ne assegna per dieci anni la gestione all’Arma dei Carabinieri.
Detta anche Torre Perla, la Torre di Palidoro, si trova in prossimità della spiaggia, accanto alla foce del Rio Palidoro, all’interno del
sistema dunale di Passoscuro/Palidoro, nella Riserva Naturale Statale del Litorale Romano. Come tante altre torri costruite a partire dal Medioevo sulla costa tirrenica, nacque come presidio di avvistamento a difesa dalle incursioni dal mare. Al di sotto della struttura, sono stati rinvenuti i resti di un villa marittima di epoca romana facente parte di un vasto complesso esteso fino alla Villa cosiddetta di Pompeo a Marina di San Nicola. L’iniziativa mirata al recupero e alla tutela della Torre di Palidoro rientra nella campagna “Giornata Virtuale dei Beni in pericolo: La Lista Rossa”, che si sta svolgendo in queste ore sui social, ideata per stimolare processi virtuosi che coinvolgano le comunità a partire dal recupero e dalla valorizzazione del patrimonio, anche con la possibilità di ricadute economiche e sull’occupazione.
In questi giorni in cui si stanno programmando investimenti ed interventi per la ripresa dopo la crisi da Covid19, Italia Nostra propone, sull’intero territorio nazionale, di mettere il patrimonio culturale al centro di ogni ipotesi di sviluppo per la crescita del benessere etico e civile dei cittadini italiani, favorendo nelle comunità locali quel senso di appartenenza ai luoghi e ai valori espressi dai siti identitari.
Già dal 2017 Italia Nostra Litorale Romano ha elaborato un progetto – a cura dell’architetto paesaggista Nicola Canessa – messo a disposizione dell’Arma dei Carabinieri, che aveva manifestato l’interesse a realizzarvi un’area espositiva dedicata a Salvo d’Acquisto.
La proposta di Italia Nostra prevede che, accanto alla documentazione relativa alla figura di Salvo d’Acquisto, la Torre ospiti materiali
espositivi dedicati alle ricchezze naturalistiche e archeologiche dell’area, secondo quanto prevede lo stesso Piano di Gestione della
Riserva nella Relazione Generale.

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“FdI chiede al governo di permettere distribuzione elettronica di consumo come bene di prima necessità”

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

“Con il DPCM 11 marzo, il Governo ha condivisibilmente giudicato l’elettronica di consumo come un bene di prima necessità e ne ha permesso la vendita al dettaglio. Paradossalmente, invece, con il DPCM 22 marzo ne ha vietato la produzione e la distribuzione all’ingrosso. Se non si interviene, i negozi di elettronica non potranno essere riforniti e rimarranno sprovvisti di merce. Condividiamo pienamente la scelta di considerare beni di prima necessità i prodotti di elettronica di consumo, necessari per il mantenimento della normale quotidianità, ma chiediamo con un’interrogazione al Governo di assicurarne la distribuzione all’ingrosso e la produzione nella completa garanzia dell’adozione delle misure previste per i lavoratori dal protocollo di sicurezza.”
Così i deputati di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, responsabile Innovazione, e Walter Rizzetto, capogruppo in commissione Lavoro.

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“Prospettive per il 2020: Reddito fisso. Alla ricerca di beni rifugio”

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

A cura di Gene Tannuzzo, Vice responsabile reddito fisso globale di Columbia Threadneedle Investments. Ci accostiamo al 2020 partendo da una posizione precaria. Nel 2019, nonostante l’aumento generalizzato dei prezzi degli attivi (e non solo delle obbligazioni), la crescita ha segnato il passo. Abbiamo assistito al calo della fiducia delle imprese, e di conseguenza delle spese in conto capitale.Gli attriti commerciali (siano essi tra Stati Uniti ed Europa, Stati Uniti e Cina o Regno Unito ed Europa) sono destinati a proseguire. Vi sono elevate probabilità che nel 2020 i mercati sviluppati entrino in recessione, e la minaccia è particolarmente alta in Germania, negli Stati Uniti e nel Regno Unito (a seconda dell’esito della Brexit). Il rischio politico è ulteriormente aggravato dalle imminenti elezioni presidenziali statunitensi e dai continui disordini in Cina e a Hong Kong.In questo contesto, le banche centrali non dovrebbero inasprire le proprie politiche monetarie nel 2020. Piuttosto, i governi potrebbero adottare nuovi programmi di stimolo fiscale volti a stimolare la crescita.Alla luce di queste incertezze, nel 2020 gli obbligazionisti farebbero bene a cercare riparo in beni rifugio, il che non è affatto semplice vista l’ampia diffusione dei rendimenti negativi. Si pensi ad esempio che, pur rappresentando circa il 30% del valore del mercato obbligazionario globale, all’Europa è ascrivibile solo il 7% dei rendimenti obbligazionari globali.All’interno del segmento delle obbligazioni societarie investment grade, il settore dei servizi ai consumatori è una valida opzione. Nonostante i maggiori rischi di debolezza industriale, commerciale e manifatturiera per il 2020, non necessariamente assisteremo a una recessione dei consumi. In realtà, solitamente una recessione sfocia anche in una debolezza nel settore dei consumi solo la metà delle volte.Grazie a redditi robusti e a modesti livelli di indebitamento, i settori dei consumi godono di un ottimo posizionamento. Nel 2020 cercheremo opportunità tra mortgage-backed securities, asset-backed securities e società delle telecomunicazioni, dei servizi di pubblica utilità e di alimentari e bevande concentrate sul mercato interno, molte delle quali stanno rimborsando i debiti e offrono obbligazioni con rendimenti positivi.

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Beni sequestrati alla mafia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 novembre 2019

Roma. “Tra il 2015 ed il 2018 sono stati sequestrati alle mafie beni per 10 miliardi di euro. 4,5 sono quelli già entrati nelle casse dello Stato.
Uno studio prezioso dello Scico (Servizio centrale investigazioni criminalità organizzata) della Guardia di Finanza dimostra come le organizzazioni criminali di tipo mafioso stiano puntando ad accaparrarsi il monopolio nella gestione del business innovativo, come finanza on-line e traffico e contrabbando di prodotti energetici. È con l’impegno quotidiano di tutti gli apparati dello Stato, della Guardia di Finanza e delle altre forze di polizia, dei cittadini, che si sconfigge la criminalità organizzata. Siamo sulla buona strada, noi ce la stiamo mettendo tutta”.Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, su Facebook.

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Evasione fiscale, USB: per batterla abolire l’Iva sui beni di prima necessità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 ottobre 2019

In mancanza di proposte concrete e strutturate non possiamo non rilevare una certa schizofrenia che da sempre accompagna il tema della lotta all’evasione fiscale: dalle “manette agli evasori” al “Fisco amico”, dall’innalzamento del tetto per l’uso del contante alla lotta contro il contante. E proprio mentre il governo rivolge tutta la sua attenzione (giustamente) verso chi non emette scontrini o ricevute, uno studio della CGIA di Mestre registra, invece, che l’entità dell’evasione delle grandi aziende è superiore di ben 16 volte a quella delle piccole aziende! E qui entrano in campo tutti quei provvedimenti normativi che, nel corso degli anni, hanno tanto allargato le maglie della legge da consentire al mondo delle grandi imprese e alle banche di conseguire indebiti vantaggi di imposta, pur tenendo formalmente un comportamento “legale”.Quello che manca, oramai da decenni a questa parte, è una seria riflessione sul nostro sistema fiscale e sulla sua funzione sociale: perché dovrebbe essere esattamente questa riflessione a orientare le politiche fiscali.L’USB è convinta da sempre che l’attività sindacale debba coniugare le sacrosante rivendicazioni salariali con la difesa della funzione sociale che, anche all’interno del settore fiscale, i lavoratori sono chiamati a svolgere.
In altre parole non si può fare una seria lotta all’evasione in presenza di una contrazione degli organici e di politiche retributive che, lungi dal riconoscere le professionalità, hanno sistematicamente mortificato i lavoratori.Allo stesso tempo occorre mettere al centro del dibattito il tema della lotta alle diseguaglianze perché è sotto gli occhi di tutti la trasformazione del Fisco da strumento di giustizia sociale attraverso il principio di progressività dell’imposta, a strumento che ha acuito ed approfondito le diseguaglianze sociali.E allora è a livello sistemico che bisogna intervenire non limitandosi ad interventi spot che magari recuperano qualche risorsa qua e là ma riproducono l’insopportabile iniquità fiscale che caratterizza il nostro sistema.La bussola deve essere l’articolo 53 della Costituzione poiché è all’interno di questo ragionamento che si deve collocare la politica fiscale.Occorre tornare ad un sistema fiscale allineato con la nostra Costituzione, a partire da una vera riforma dell’Irpef, e relegando le imposte indirette, in particolare l’IVA il cui peso negli anni si è notevolmente accresciuto, a una funzione marginale: è nota a tutti, infatti, la natura regressiva di tale imposta che grava nella stessa maniera sui redditi più bassi così come su quegli più alti.L’USB ha, quindi, da tempo individuato proposte concrete volte proprio a riallineare il nostro sistema fiscale al dettato costituzionale.

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Sono cresciute nel Lazio le esportazioni di beni e servizi

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 agosto 2018

Dal Rapporto annuale “L’Italia nell’economia internazionale 2017-2018” dell’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, giunto quest’anno alla 32° edizione, emerge che le esportazioni italiane di merci sono cresciute nel 2017 ad un ritmo molto sostenuto (7,4%). La crescita è stata più forte nei paesi extra UE (8,2%), trainati dalle Americhe e dall’Asia centrale e orientale, che nel mercato comunitario europeo (6,7%). La quota delle esportazioni italiane sul totale mondiale si è mantenuta costante al 2,9%. Parallelamente, è stata vivace anche la crescita delle importazioni (+9,0%). Nei primi tre mesi del 2018, inoltre, si è registrato un aumento (3,3%) delle esportazioni, rispetto allo stesso periodo del 2017, trainato dai flussi verso i paesi UE (5,5%) e dalle variazioni positive in America centro-meridionale (5,1%) e Oceania (12,4%). L’andamento sul mercato europeo extra-UE e in America settentrionale è rimasto stabile (+0,5%). Nello stesso periodo anche le importazioni sono aumentate, ma ad un tasso lievemente minore (2,6%).
Nel 2017 i conti con l’estero dell’Italia sono migliorati per il settimo anno consecutivo. Il surplus corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato un nuovo ampliamento, raggiungendo il 2,8% del PIL. Il numero degli esportatori italiani ha continuato a crescere, raggiungendo un nuovo massimo pari a quasi 221mila operatori. È salito anche il valore medio delle esportazioni per impresa.
In questo contesto, le esportazioni del Lazio nel 2017 hanno registrato una crescita elevata (17,2%) e più del doppio della media nazionale (7,4%). La quota sul totale delle esportazioni nazionali ha continuato a crescere per il quarto anno consecutivo, passando dal 4,8% del 2016 al 5,2%. Anche dal lato delle importazioni si è registrato un aumento rispetto al 2016 (8,6%) in linea con la media nazionale.
Con riferimento ai principali mercati di sbocco, le esportazioni del Lazio nel 2017 hanno registrato andamenti eterogenei. I flussi verso l’UE – dove è diretto il 60% delle vendite della regione – sono diminuiti dell’1,4% sia pure con andamenti diversificati nei principali mercati quali Belgio (-6,5%), Germania (+21,4%), Francia (+1,0%) e Spagna (+16,1%). Si segnala invece un aumento delle esportazioni verso gli Stati Uniti, terzo mercato di sbocco del Lazio, del 120,9%. Si sono rafforzate anche le vendite in Asia Orientale che hanno segnato un incremento del 54,7%, soprattutto per effetto della crescita del 170% in Cina (ottavo mercato di destinazione per la regione). Si sono registrati invece cali del -21,9% verso il Medio Oriente e del -18% verso Altri paesi africani.
A livello settoriale, nel 2017 le esportazioni del Lazio di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici – che sono il primo settore di esportazione della regione con una quota del 38,8% – hanno registrato una crescita del 16,6%. Tra gli altri principali comparti hanno segnato aumenti i prodotti chimici (16,6%) e i mezzi di trasporto (64,4%), con un trend più che positivo degli autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (+140,6%).
Il Lazio si conferma al secondo posto, dopo la Lombardia, come regione esportatrice di servizi: la quota del 24,9% sul totale nazionale, pari a 20.038 milioni di euro di vendite all’estero nel 2017, con una crescita del 17,7% rispetto all’anno precedente.
La brillante performance all’esportazione della regione si deve sia ad un aumento del numero di esportatori (+2,4%) arrivati a una cifra di 10.872 operatori nel 2017, sia all’aumento del rispettivo valore medio esportato per operatore che ha raggiunto il valore di 2 milioni di euro nel 2017, con un aumento del 12% rispetto all’anno precedente.
A livello provinciale, Roma si conferma il territorio che esporta di più, anche se la sua quota sulle esportazioni regionali nel 2017 si è ridotta di 3 punti percentuali rispetto al 2016. Contemporaneamente il valore delle esportazioni di Frosinone e Rieti ha registrato un consistente aumento (rispettivamente del 42,7% e 18,9%).
Nel primo trimestre del 2018, la regione Lazio ha registrato una variazione lievemente negativa dal lato delle esportazioni dello 0,7% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In particolare, sono in aumento le esportazioni dei prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e dei farmaceutici di base (rispettivamente 69,7% e 55,5%) rispetto allo stesso periodo del 2017, mentre la meccanica di impiego generale, la metallurgia e gli autoveicoli hanno segnato una contrazione (rispettivamente 33,6%, 25,9% e 22,4%).

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Beni e servizi circolanti nel mercato unico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

european parliamentÈ stata approvata dall’Europarlamento la proposta di Direttiva europea che stabilisce nuovi requisiti di accessibilità per beni e servizi circolanti nel mercato unico, il cosiddetto Atto Europeo di Accessibilità. I nuovi requisiti garantiranno alle persone con disabilità o con temporanee limitazioni funzionali (anziani, donne in gravidanza ecc) una maggiore fruibilità di beni e servizi come sportelli bancomat, servizi bancari, personal computer, telefoni, apparecchi televisivi, servizi telefonici, trasporti, e-book, commercio elettronico, puntando così su un mercato unico meno frammentato e più inclusivo. Soddisfatto Brando Benifei, Eurodeputato ligure del PD e vicepresidente dell’Intergruppo parlamentare sulle Disabilità, che commenta così il voto: “È una giornata importante per quanti si spendono in favore dell’applicazione della Carta delle Nazioni Unite per i Diritti delle Persone con Disabilità e per i diritti dei cittadini europei, oltre che per lo sviluppo di un mercato interno davvero a misura di d’uomo. Un ambiente e un mercato in cui i prodotti e i servizi sono più accessibili consentirà a un numero molto più ampio di cittadini di vivere in maniera indipendente, salvaguardare la propria autonomia e partecipare attivamente alla vita economica e sociale, sfruttando il potenziale dell’innovazione tecnologica”.
In dicembre una delegazione di ospiti di Benifei, fra cui Membri della Consulta Regionale, Autorità locali spezzine, Associazioni (ENS La Spezia, Ass. HAREA, Ass. ASDO), Istituti e Aziende che in Liguria lavorano con persone disabili avevano incontrato la Commissione Europea e alcune importanti realtà organizzare del settore. “Quel viaggio, dal punto di vista organizzativo, fu davvero complicato, perché le barriere che incontra una persona con una limitazione funzionale sono ancora troppe. Purtroppo ai miei ospiti non è mancato qualche disagio, nonostante un ottimo lavoro sviluppato durante l’iniziativa politica vera e propria. Per esempio, molte delle stazioni della metropolitana a Bruxelles non sono accessibili, ed anche fare un prelievo al bancomat per una persona ipovedente o in carrozzina può essere difficile. Ecco, mi auguro davvero che prima della fine della legislatura possa tornare a trovarci a Bruxelles un’altra delegazione, e che grazie all’Accessibility Act il soggiorno sia più semplice e piacevole.” conclude Benifei, che per il 2018 Anno Europeo del Patrimonio Culturale sta già pensando ad una nuova iniziativa sulla cultura dell’accessibilità. Dopo il provvedimento del governo italiano a guida PD “Dopo di noi”, è ora dall’Europa che arriva una spinta per allargare la tutele e soprattutto l’indipendenza e la partecipazione attiva delle persone con disabilità e gli anziani. Beneficeranno infatti dell’Atto Europeo di Accessibilità oltre 80 milioni di cittadini in Europa, con un impatto positivo diretto fino a 120 milioni di persone contando gli anziani over 60.

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Roma: Beni sequestrati alla criminalità

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 febbraio 2017

Roma “Abbiamo appreso in Commissione Patrimonio che l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha da tempo segnalato a Roma Capitale una serie di strutture frutto di confisca, che però non sono ancora nelle disponibilità del Comune per l’assenza di un Regolamento”. E’ quanto dichiara la capogruppo della Lista Civica #RomaTornaRoma, Svetlana Celli. “La Lista Civica #RomaTornaRoma ha presentato alla Commissione una sua proposta di Regolamento, che mi auguro venga presa quanto prima in esame dall’Amministrazione, per restituire alla legalità decine e decine di beni confiscati alla mafia. Si tratta di beni che possono garantire una risposta celere ai bisogni dei territori. Per questo non c’è altro tempo da perdere. Il Campidoglio dovrebbe passare in fretta all’azione e dare così un segnale di autorevolezza dell’Amministrazione, ancora commissariata in uno dei sui Municipi più estesi, proprio per la presenza inquinante della criminalità organizzata”.

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Preoccupa rialzo beni energetici

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2017

istatSecondo i dati provvisori resi noti oggi dall’Istat, nel 2016 l’inflazione, in media d’anno, si porta a -0,1%. “Il fatto che l’Italia è in deflazione e che questo non accadeva da oltre mezzo secolo, ossia dal 1959, dimostra che, nonostante la recessione sia tecnicamente finita, il Paese è ancora in piena crisi e la domanda stenta a ripartire” sostiene Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Ci preoccupa, in prospettiva, il rialzo mensile dei beni energetici non regolamentati (+1,1%), dovuto non certo ad una ripresa della domanda interna. In un solo mese si sono avuti aumenti dei prezzi di tutti i carburanti, dal gasolio per mezzi di trasporto (+1,5%) alla Benzina (+1,0%). Anche il Gasolio per riscaldamento è salito dell’1,8%. Se a questo si aggiunge che l’Istat non ha ancora incorporato la stangata di gennaio, +0,9% per la bolletta della luce e +4,7% per quella del gas, con un aggravio di spesa annua, per la famiglia tipo, di 52,50 euro, 4,5 euro per la luce e 48 euro per il gas, ecco che il quadro diventa allarmante” prosegue Dona.
“Per questo, il Governo Gentiloni dovrebbe intervenire almeno sulle imposte sul gas, pari al 38,18% e mettere mano agli oneri di sistema sull’elettricità, pari al 20,36%” conclude Dona.

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Congo: nuovi massacri nei pressi della città di Beni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 novembre 2014

congoIn seguito a un nuovo massacro avvenuto nei pressi della città congolese di Beni, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha chiesto ai Caschi Blu delle Nazioni Unite maggiore impegno per la protezione della popolazione civile della regione del Kivu. Nella notte di sabato 1 novembre otto persone sono state uccise in un agguato compiuto presumibilmente da ribelli dell’ADF (Allied Democratic Forces – Forze Democratiche Alleate).Dagli inizi di ottobre ad oggi nella città di Beni e nei suoi dintorni sono state uccise almeno 101 persone in attacchi di presunti miliziani dell’ADF. Vittime della crescente violenza dell’ADF non è più solo la popolazione civile delle città ma sempre più anche i gruppi di Pigmei che vivono nelle foreste attorno a Beni. Durante l’aggressione del 1 novembre, i miliziani dell’ADF hanno ucciso sei civili e due soldati nel quartiere di Bel Air. Questa attacco segue di pochi giorni quello del 30 ottobre compiuto contro diversi villaggi e in cui sono morti una contadina nel fuoco appiccato alla sua abitazione e diversi altri contadini e cercatori d’oro uccisi a colpi di machete. Altre 84 persone erano state uccise nelle settimane precedenti.Una delle più importanti basi del gruppo ribelle ugandese di stampo islamico ADF si trova proprio vicino a Beni nella Repubblica Democratica del Congo. Da aprile 2013 l’ADF ha intensificato la propria attività militare e tramite il reclutamento forzato ha considerevolmente aumentato il numero dei suoi combattenti. Il gruppo ribelle si procura alimenti e altri beni uccidendo e terrorizzando i contadini e attacca con machete la popolazione civile. L’APM si appella direttamente alla missione Monusco dell’ONU, i cui effettivi sono stazionati nella regione del Kivu settentrionale. E’ fondamentale che la popolazione civile sia effettivamente e efficacemente protetta dalla crescente violenza dei miliziani.

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Nuove norme UE per agevolare la confisca dei proventi di reati

Posted by fidest press agency su martedì, 25 febbraio 2014

Martedì, il Parlamento ha approvato nuove norme europee per aiutare le autorità nazionali a confiscare i proventi derivati da reati. Oggi, meno dell’1% dei proventi di reati come il traffico di droga, quello di esseri umani, la contraffazione, il traffico e il contrabbando di armi di piccolo calibro sono confiscati. Il disegno di legge, già informalmente concordato con i governi nazionali, è parte di una più ampia strategia dell’UE per combattere la frode e la corruzione.
“La nostra priorità deve essere quella di poter “seguire” il flusso di denaro attraverso le frontiere e assicurare la confisca dei profitti criminali. Solo allora potremo sperare di ridurre la grande criminalità. Mandare alcuni criminali in galera lasciando il loro denaro sporco in circolazione è intollerabile” ha affermato la relatrice Monica Luisa Macovei (PPE, RO).

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Il trasporto intermodale in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2011

English: A19 Motorway, Catania-Palermo, Enna e...

Image via Wikipedia

Mi interessai per la prima volta del trasporto intermodale in Italia ben 30 anni fa allorchè fu avviata una indagine conoscitiva su iniziativa di alcuni parlamentari della commissione trasporti della Camera. Da allora il dibattito è aperto ma con scarsi risultati pratici.
Come si sa il trasporto intermodale è costituito da una combinazione di mezzi diversi che in Italia, per la sua conformazione geografica, risultano particolarmente idonei in specie per il trasporto veloce di beni deperibili. Un esempio pratico si fece con gli agrumi siciliani trasportati da Catania a Palermo con camion porta container per poi essere imbarcati su nave con destinazione Genova e da lì su treno destinazione nord Europa. Il tempo complessivo richiesto non superava i 4 giorni riducendo lo scarto del prodotto del 10% contro il 30-35% delle altre soluzioni che prevedevano il viaggio su treno lungo tutta la Penisola.
Lo stesso discorso vale per il trasporto dei passeggeri nei percorsi che implicano il viaggio Aereo –treno – nave o autobus. Ma il criterio vale anche per il trasporto urbano (auto –metro – bus) per non parlare di altre soluzioni come il car-sharing (auto condivisa, ovvero un servizio che permette di utilizzare un’automobile prelevandola ad un punto convenuto su prenotazione) o il car pooling (che consente a più persone di viaggiare insieme nella stessa auto per poi dividersi le spese di viaggio e di manutenzione). E’ ovvio che per la mobilità urbano possono entrare nel trasporto anche le biciclette e i ciclomotori elettrici.
Questo tema per il caro carburanti e per i costi afferenti la tenuta di un’auto (assicurazione, tasse di circolazione, manutenzioni ordinarie e straordinarie) è oggi di grande attualità anche perché le amministrazioni comunali, in specie dei grandi comuni italiani, hanno fatto sulle politiche della mobilità un loro cavallo di battaglia.
Il problema sta ora nel rendere fattibile e interagibile l’intero sistema che tuttora resta “congelato” in determinate aree per svariate ragioni (mancato sviluppo della rete viaria, ferroviaria, marittima, fluviale e lacuale. Ecco perché nel contesto di una politica del trasporto nazionale occorre rimettere in moto la progettualità già da tempo avviata e inspiegabilmente interrotta e non tanto e non solo per motivi economici. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Valorizzazione dei beni invenduti

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

Torino 28 giugno, alle ore 13.00, presso la Sala dei Presidenti di Palazzo Lascaris (Via Alfieri, 15), aTorino, i consiglieri regionali Angela MOTTA (PD) e Rosa Anna COSTA (PdL) illustreranno agli organi di informazione la proposta di legge regionale “Promozione di interventi di recupero e valorizzazione dei beni invenduti”, insieme ai Capigruppo firmatari della proposta di legge.
La proposta, che ha natura bipartisan ed è stata sottoscritta da quasi tutti i gruppi consiliari, ha come obiettivo quello dipromuovere il recupero, per fini economici, sociali ed ambientali, dei beni invenduti sul territorio regionale, sostenendo canali alternativi alla loro distruzione. Le più recenti ricerche dimostrano che in Italia il 40% della produzione finisce per essere oggetto di spreco. “La nostra proposta di legge ha finalità sociali – spiegano Angela MOTTA e Rosa Anna COSTA – non intacca il libero mercato e non entra in competizione con i normali canali commerciali e distributivi, infatti l’utilizzo dei beni invenduti ha come destinatarie persone indigenti che necessitano di aiuto”. Si tratta, infatti, di utilizzare tali beni per sostenere le fasce della popolazione a rischio impoverimento, per favorire la riduzione della quantità dei rifiuti destinati alla discarica e i relativi costi di smaltimento, per sviluppare la cultura del consumo critico e per creare nuovi posti di lavoro. Per ‘beni invenduti’ si intendono i prodotti agro-alimentari di prossima scadenza, i prodotti agricoli non raccolti e rimasti in campo, i pasti non serviti dalla ristorazione e dalla somministrazione collettiva, i prodotti farmaceutici e parafarmaceutici di prossima scadenza, nonché i beni non di lusso. Potranno venire finanziati con contributi regionali i progetti promossi da enti locali, cooperative sociali, organizzazioni di volontariato e di promozione sociale e dalle onlus, anche in collaborazione con le associazioni di categoria, i produttori e i distributori e le associazioni dei consumatori.

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Garantire la qualità di beni e servizi

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 gennaio 2011

E’ la qualità dei prodotti a determinare, in larga misura, il grado di soddisfazione degli utenti e degli altri soggetti interessati, l’impatto sociale ed economico complessivo e la capacità competitiva di una Ots. L’azione pilota ha dimostrato come le organizzazioni del terzo sistema presentino, sul fronte della qualità, punti di forza ma anche punti deboli. Fra i punti di forza vi è la capacità di proporre un’offerta innovativa e personalizzata di beni e servizi. Le Ots sono vicine alla loro utenza e risultano meno soggiogate a vincoli regolamentari e burocratici, oltre a non perseguire la ricerca del massimo profitto. Esse possono pertanto dedicare tempo ed energie allo sviluppo e fornitura di beni e servizi su misura. Ciò è particolarmente importante nell’ambito dei servizi alla persona, in cui tempo e attenzione sono indispensabili per instaurare il necessario rapporto di fiducia fra prestatori e utenti. Ma questo vantaggio comporta anche qualche rischio, per esempio nel caso in cui i rapporti interpersonali inducano a mantenere l’utente in una situazione di eccessiva dipendenza nei confronti di chi fornisce il servizio.  Le dimensioni ridotte delle Ots rappresentano un punto di forza e un punto debole. Essendo piccole, queste organizzazioni hanno una migliore capacità di reagire e adattarsi rapidamente, Per contro, possono trovarsi in difficoltà nello sviluppo di competenze e capacità interne in materia di ricerca e gestione.

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Nuovi cittadini: luoghi e beni comuni

Posted by fidest press agency su domenica, 23 gennaio 2011

Roma 25 gennaio, dalle ore 9.00 Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” Sala degli Atti parlamentari Piazza della Minerva, 38  avrà inizio il convegno “I nuovi cittadini, dai luoghi comuni ai beni comuni. L’immigrazione tra diritti, responsabilità e partecipazione”, promosso dalla Commissione Diritti Umani del Senato con Cittadinanzattiva e l’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia. Tra i relatori: Pietro Marcenaro, Presidente della Commissione straordinaria per i diritti umani, Senato della Repubblica Douglas C. Hengel, Vice Capo Missione Ambasciata degli Stati Uniti d’America Teresa Petrangolini, Segretario Generale di Cittadinanzattiva Emma Bonino, Vice Presidente del Senato Giovanni Maria Flick, Presidente emerito della Corte Costituzionale
Enrico Giovannini, Presidente Istat Margherita Boniver, Presidente del Comitato Schengen–Europol-Immigrazione, Camera dei Deputati Roberto Zaccaria, VicePresidente Commissione Affari costituzionali, Camera dei Deputati Giuliano Amato, Presidente Centro Studi americani Rosy Bindi, Vice Presidente della Camera dei Deputati

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Beni intangibili, un patrimonio dell’umanità

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Venezia 22 e 23 ottobre 2010 si terrà alla Stazione Crociere Terminal 103, il convegno internazionale: “The intangible cultural heritage: a world stage for the venetian traditions”. Organizzato dalla VTP Events, società interamente partecipata dalla Venezia Terminal Passeggeri S.p.A. gestore del Porto Passeggeri di  Venezia, l’appuntamento, unico nel suo genere nel panorama degli eventi a livello locale, presenterà il patrimonio culturale intangibile nazionale e le relative politiche italiane di tutela e salvaguardia, anche al fine  di promuovere una migliore conoscenza, comprensione, catalogazione e riconoscimento della ricchezza e  varietà del patrimonio culturale intangibile veneziano.  In seno all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco), è stata adottata nel 2003 la convenzione internazionale per la salvaguardia del patrimonio culturale intangibile (o immateriale, secondo il testo francese della convenzione) che ha per scopo il salvaguardare il patrimonio  intangibile delle comunità, dei gruppi e degli individui interessati, un capitale particolarmente vulnerabile del processo identitario culturale. Per il momento sono iscritti in questa lista come beni “italiani” l’Opera dei Pupi Siciliani, un’arte teatrale  unica nel panorama europeo, ed il Canto a Tenore dei Pastori del Centro della Sardegna in Barbagia, tra i più  straordinari esempi di polifonia del Mediterraneo, per complessità, ricchezza timbrica e forza espressiva. Per  l’anno in corso il nostro Paese in collaborazione con Marocco, Spagna e Grecia sostiene l’iscrizione nella lista della dieta mediterranea, modello nutrizionale ispirato alle abitudini alimentari dei Paesi di questo  bacino.  Tre le sessioni del convegno: la prima affronterà gli aspetti più strettamente giuridici della Convenzione  Internazionale UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Intangibile, e vedrà l’intervento tra gli altri, di Francesco Francioni, Istituto Universitario Europeo, Firenze, Toshiyuki Kono, Università di  Kyushu, Fukuoka, Cécile Duvelle, Capo della Sezione del Patrimonio Immateriale dell’Unesco e del Segretariato della Convenzione del 2003 sul patrimonio immateriale, Parigi.
La seconda verterà sulla ricchezza del patrimonio culturale intangibile nazionale ed in particolare veneziano (dalla Gondola al Carnevale di Venezia, dalla lavorazione del Vetro di Murano ai Merletti di Burano,  concludendo con la tradizione dei pregiati tessuti veneziani). Tra i relatori, Giovanni Puglisi, Presidente  della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, Rettore della Libera Università di Lingue e  Comunicazione IULM, Milano; Pier Luigi Petrillo, Coordinatore del Gruppo di Lavoro UNESCO,  Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
L’ultima sarà infine riservata alla dimensione interdisciplinare del patrimonio culturale immateriale con le  relazioni di Francesco Bandarin, Direttore Generale dell’UNESCO per la Cultura, Parigi; Annette Kur,  Istituto Max Planck per la Proprietà Intellettuale, la Concorrenza e il Diritto Tributario, Monaco di Baviera, Università di Stoccolma; e Tullio Scovazzi, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Milano

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Beni intangibili

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2010

Venezia 11 ottobre, alle ore 12, in Saletta Ovale a Ca’ Farsetti, si terrà la conferenza stampa di presentazione del convegno internazionale “Beni intangibili, un patrimonio dell’umanità da salvare”, organizzato dalla Vtp Events, con il patrocinio, tra gli altri, del Comune di Venezia. Una delle sessioni del convegno, che si terrà alla Stazione Crociere di Venezia il 22 e il 23 ottobre e vedrà la partecipazione dei massimi esperti nazionali e internazionali del settore, verterà sulla ricchezza del patrimonio culturale intangibile (la cui salvaguardia è stata decisa nel 2003 in seno all’Unesco grazie a una convenzione internazionale) nazionale e in particolare veneziano (dalla gondola alla lavorazione del vetro di Murano, dai merletti al Carnevale). Alla conferenza interverranno l’assessore alle Attività culturali, Tiziana Agostini e l’amministratore delegato di Vtp Events, Roberto Perocchio.

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Dalla giustizia alla vendetta

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2010

“Noi abbiamo reso durissimo il carcere duro. E nel carcere duro ci stanno tutti i boss che le fiction e i tg hanno reso famosi, tutti stanno al carcere duro e quegli ergastoli noi non li intiepidiremo mai e moriranno là, poveri perchè gli abbiamo anche sequestrato i beni”. E’ un passaggio dell’intervento del ministro della Giustizia Angelino Alfano, dal palco della kermesse del Pdl Veneto a Cortina. (Ansa)
Le parole del ministro guardasigilli documentano la fragilità di uno Stato, retto da un governicchio, che vuole dimostrarsi sempre più autoritario, fino ai limiti della vendetta. Con gli accenti savanaroleschi  vorrebbe farci dimenticare la strategia di questo governo che si sta adoperando in tutti i modi per sostituire i capi della vecchia mafia con i nuovi capi dei colletti bianchi, quelli della P2 e della nuovissima  P3, i truccatori di appalti, gli speculatori che ridono sulle disgrazie altrui, i componenti della vasta beccati con le mani nel sacco, ma oggetto di una strenua difesa corporativa e mantenuti nel loro posto e nel loro rango, malgrado meritevoli delle patrie galere.  La guerra alle varie mafie è stata trasformata da questo governo in una lotta interna, in uno scontro fra cosche, dove le vittime più numerose sono rappresentate dalle fasce più deboli della popolazione che assiste attonita allo scontro e vede trascurati i legittimi interessi della nazione.  Il rigore di Angelino non impressiona nessuno, si tratta solo del medesimo ministro che si batte per produrre leggi in difesa del suo signore e padrone, una difesa dai processi stante il fatto che la medesima difesa esercitata nella sede legittimata sarebbe fallimentare.
La frase che maggiormente sconcerta è:  “e moriranno là, poveri perchè gli abbiamo anche sequestrato i beni”, vorrebbe farci dimenticare il tentativo governativo di vendere all’asta i beni sequestrati, per rientrare dalla finestra ciò che era uscito dal portone; vorrebbe farci dimenticare che mentre i mafiosi al carcere duro  “moriranno poveri”, le espressioni della nuova mafia dai colletti bianchi, si arricchisce sulla pelle dell’intero popolo. (Rosario Amico Roxas)

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Federalismo municipale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 agosto 2010

È iniziato l’iter del quarto decreto attuativo del federalismo fiscale. Il decreto prevede due fasi: una prima fase di avvio (di durata triennale: 2011-2014) durante la quale i Comuni riceveranno il gettito dei tributi immobiliari, nell’assetto attuale; una seconda fase a partire dal 2014, quando saranno introdotte nell’ordinamento fiscale due nuove forme di tributi propri: un’imposta municipale propria ed un’imposta municipale secondaria facoltativa. La prima sostituirà l’imposta sul reddito delle persone fisiche e le relative addizionali per i redditi fondiari relativi ai beni non locati; l’imposta di registro; l’imposta ipotecaria, l’imposta catastale; l’imposta di bollo; l’imposta sulle successioni e donazioni; le tasse ipotecarie; i tributi speciali catastali e l’imposta comunale sugli immobili: essa non si applicherà al possesso dell’abitazione principale. La seconda potrà essere introdotta dall’anno 2014 e con esclusione degli immobili ad uso abitativo, per sostituire una o più delle seguenti forme di prelievo: la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche; l’imposta comunale sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni; il canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari; l’addizionale per l’integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza. Dossier “Federalismo municipale ai nastri di partenza”

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Beni comuni e partecipazione politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2010

Roma 14 Aprile, 17.00 Aula 6 (piano terra) della Facoltà di Giurisprudenza – Università degli Studi Roma Tre,via Ostiense 161 Conferenza organizzata da European Alternatives con il sostegno del Parlamento Europeo, e in collaborazione con il dipartimento di Storia e Teoria Generale del Diritto, Università Roma Tre. La crisi della democrazia  rappresentativa, e i limiti della  rappresentanza “nazionale” di fronte alle  inedite sfide di natura globale, obbligano  a ripensare i metodi e gli strumenti per  assicurare il coinvolgimento di cittadini,  movimenti sociali e gruppi della società  civile nelle politiche governative. L’incontro mira a discutere questi temi secondo una triplice prospettiva, che parta dai recenti dibattiti sui rischi legati  alla privatizzazione della gestione  dell’acqua in Italia, allargandosi alla  cornice europea e alle direttive sulla  gestione dei servizi pubblici, per finire  con una valutazione dell’importanza  assunta dai movimenti sociali  dell’America Latina (in particolare  Ecuador e Bolivia) nella formalizzazione  costituzionale dell’acqua come bene  comune indisponibile. L’incontro sarà anche l’occasione per ragionare sul nesso tra giustizia ambientale (intesa come diritto  all’accesso ai beni comuni fondamentali)  e giustizia sociale, anticipando in questo modo le discussioni che si svolgeranno nel corso della prima Conferenza Mondiale dei Popoli sul Cambiamento Climatico e i Diritti della Madre Terra in Bolivia. Partecipano: Lorenzo Marsili, European Alternatives Ugo Mattei Università di California e di Torino Luigi Ferrajoli, Università di RomaTre Emilio Molinari, presidente sezione italiana Contratto mondiale sull’acqua Roberto Savio, tra i fondatori del World  Social Forum Giulio Marcon, Sbilanciamoci!, Lunaria Roberto Musacchio, ex europarlamentare Francesca Caprini, associazione Yaku (in collegamento skype da Cochabamba) Adriana Marquisio, Comisiòn Nacional en Defensa del Agua y de la Vida, Uruguay (in collegamento skype da Cochabamba) Moderano: Giuliano Battiston, giornalista  freelance, e Chiara Giorgi, ricercatrice. http://www.euroalter.it

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