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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘benito mussolini’

Quando le immagini e gli scritti ricordano il passato

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 settembre 2017

Dux-1“Sono contrario all’abbattimento di monumenti, ma l’abrasione della scritta è una cosa che è stata fatta in Italia in tanti posti. L’abrasione della sola scritta è giusta”. Così Emanuele Fiano, onorevole del Pd e promotore della legge sull’apologia del fascismo, ha risposto alla domanda di Luca Telese a 24Mattino su Radio 24 sulla proposta di abradere la scritta ‘Mussolini dux’ sull’obelisco del Foro Italico a Roma.
Su Predappio Fiano ha poi spiegato: “Accoglierei la proposta del sindaco di Predappio che, al posto di quei negozi, ha proposto l’istituzione di un museo storico anche in quella città che ovviamente ha un legame con la figura di Mussolini, un museo di spiegazione di cosa è stato il fascismo, di tutto il percorso della sua storia, di ciò che ha prodotto, causato, di ciò di cui è colpevole. In Germania ci sono esempi di musei legati alla storia del nazismo che insegnano alle nuove generazioni o anche a quelle vecchie esattamente tutto quello che è successo. Raccontare, spiegare anche introdursi nelle contraddizioni di un pezzo di storia è giusto senza infingimenti”. Telese ha poi chiesto se il vino Dux è un gadget che fa propaganda al fascismo e Fiano ha risposto: “Ci sono casi in cui questo è oggetto di propaganda, ci sono vetrine in Italia in cui viene propagandata l’ideologia fascista e in più c’è la bottiglia con l’effige di Benito Mussolini o di Hitler e altri casi in cui è un esercizio di collezione privata. Rifacendo l’esempio della Germania, in Germania è reato vendere oggetti con quelle effigi e nessuno se ne scandalizza. Il problema della legge è la propaganda non l’opinione, bisogna esercitare l’atto di propaganda”. (foto: dux)

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Marco Innocenti: Lui e loro

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 aprile 2012

Il Duce standing on top of a tank.

Il Duce standing on top of a tank. (Photo credit: Wikipedia)

Mussolini e i suoi gerarchi Una carrellata di ritratti dei gerarchi di Mussolini: da Grandi a Balbo, da Bottai a Ciano e Starace, da De Bono a Farinacci e De Vecchi, da Pavolini a Muti e Alfieri messi in fila da Marco Innocenti, giornalista, scrittore e studioso di storia contemporanea, che con Mursia ha pubblicato numerosi fortunati titoli sull’Italia del Ventennio. Di certo a Palazzo Venezia, come in Casa Savoia, comandava uno solo, ma gli uomini del Duce non vissero solo di luce riflessa, non furono dei «potenti impotenti». Rappresentarono una classe politica provinciale ma solida, non cattiva, professionale, con alcuni talenti, non del tutto immacolata ma non eccessivamente ladra. Pagine 328 Euro 17,00 Codice 14288K EAN 978-88-425-4892-8 Mursia editore

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Mussolini, la storia non è un supermercato

Posted by fidest press agency su domenica, 22 gennaio 2012

Adolf Hitler and Benito Mussolini in Munich, G...

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La consigliera del Pdl Vanda Burnacci, nel porre una questione che il dibattito e i fatti hanno superato da tempo, sembra confondere la storia con un supermercato: perché se è vero che non ci si può sottrarre ad una analisi di quanto avvenuto, è altrettanto vero che non si può svolgere questa operazione a pezzi, come se fosse una porzione di un salume o di qualche pietanza. L’azione di Benito Mussolini va giudicata nell’insieme, non la si può prendere a fette. Perché se così facessimo, allora anche gli Hitler e Stalin, che lei cita, probabilmente qualcosa di non brutale hanno compiuto; e forse se andassimo a scandagliare nel dettaglio le loro esistenze, anche uomini come Saddam Hussein in fondo hanno eretto palazzi e compiuto qualche opera buona. Ma ci verrebbe mai in mente di voler anche solo immaginare l’idea di ripensare ad un volto “buono” e umano di questi dittatori? Io credo di no e non certo per una posizione ideologica, poiché la stagione delle ideologie è passata da tempo, e personalmente non l’ho vissuta. Da tempo si sta affrontando quel Ventennio e la figura di Mussolini senza timidezze e senza timori, lo stanno facendo in modo coraggioso il sindaco di Predappio e la sua comunità, Giorgio Frassineti, lo farà in maniera ampia e approfondita la mostra che nel 2013 si svolgerà al San Domenico a Forlì, dedicata proprio a quella stagione della storia. Il percorso culturale che ci ha portati fin qui, dal dopoguerra ad oggi, ha espresso un giudizio ormai consolidato su Mussolini e su quella stagione.Ci sono atteggiamenti e punti di vista che vanno rispettati, aspetti che non vanno trascurati, passaggi storici che vanno approfonditi; ma il giudizio storico deve essere totale e non parziale. Perché il rischio che si corre non è solo quello di un revisionismo fuori dal tempo, ma anche di rendere vano il percorso, fatti prima di tutto di immani sacrifici umani (ricordiamolo bene) e non solo, che oggi ci fa dire senza tentennamenti che occorre continuare l’impegno affinché quei fatti, quelle tragedie, quelle vite spezzate e quei tempi bui non tornino mai più. Mai più. (Marco Di Maio)

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Villa Ada: che sconforto

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 dicembre 2011

Roma, Villa Ada

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Dopo le libagioni natalizie una bella passeggiata in uno dei parchi piu’ estesi di Roma (180 ettari), fa proprio bene. Villa Ada, ovvero villa Savoia, residenza di Vittorio Emanuele III, che vi fece arrestare Mussolini, e’ il luogo ideale per una bella camminata, ma piu’ la percorri, piu’ aumenta lo sconforto. Non si puo’ dire che la cura del verde, degli immobili e degli impianti sia una priorita’ per i nostri amministratori. Le foto possono testimoniare che la manutenzione lascia a desiderare: non abbiamo visto un lampione con la sua lampadina, per non dire che alcuni sono “scapicozzati” o abbattuti; il tempio di Flora devastato; la fontana dell’ottocento in disarmo; alberi crollati; edifici degradati. Roma Capitale, e’ il nuovo nome della Citta’ Eterna, proclama il Sindaco, Gianni Alemanno. Di Capitale, Roma ha proprio poco.(fonte Aduc)

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“Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso”

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2011

Mussolini rescued by German troops from his pr...

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In data odierna, 12 settembre 2011, esattamente sessantotto anni dopo dalla liberazione di Mussolini al Gran Sasso in quel 12 settembre 1943 ad opera dei tedeschi, Vincenzo Di Michele annuncia inaspettati risvolti storici e nuove testimonianze sulla permanenza del Duce a Campo Imperatore con la sua ultima novità editoriale Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso, Curiosando Editore. Nell’ambito di tale rivisitazione storica, l’autore, rivela nuovi percorsi storici cui prestar attenzione grazie anche alle testimonianze inedite dei pastori abruzzesi e di chi era
presente nel settembre 1943 all’albergo di Campo Imperatore. Infatti, sono stati accertati e riscontrati avvenimenti storici sinora sconosciuti, come ad esempio, la presenza di tre personaggi nell’albergo di Campo Imperatore, i quali sono stati invitati proprio dal tenente Alberto Faiola, Comandante del nucleo Carabinieri addetto alla sorveglianza di Mussolini al Gran Sasso. Addirittura uno di questi personaggi, Alfonso Nisi originario di Fano Adriano piccolo paese alle pendici del Gran Sasso, rilasciò un’intervista dove dichiarò la sua presenza in quei giorni come ospite – grazie ad un invito del tenente Faiola – nell’albergo di Campo Imperatore. Sempre il Nisi, affermò che Mussolini a Campo Imperatore: poteva fare quel che gli pareva e piaceva, vedere gente, ricevere e inoltrare lettere clandestine, e che, insomma, la sorveglianza non era né stretta né efficace. Sta di fatto che tale personaggio Alfonso Nisi, si trovò presente al momento della liberazione del Duce al Gran Sasso, e che la sua presenza lassù era certamente indebita. La notizia or citata, in realtà, era già stata pubblicata ai primi degli anni 60, dalla rivista Storia Illustrata, anche se, passò del tutto inosservata. Eppure, il tenente Alberto Faiola, Comandante dei Carabinieri al Gran Sasso, fu encomiato per la sua piena aderenza alle disposizioni impartite. Ed inoltre, nella nuova opera del Di Michele – con prove documentali- è stata attentamente analizzata la concreta possibilità di intraprendere la via di fuga verso il versante teramano portando così il Duce in luoghi più sicuri. Ad esempio, a soli 30 minuti di marcia, c’era il rifugio Duca Degli Abruzzi tra l’altro proprio in uso all’Aereonautica Militare e non molto distante, c’era anche il
Rifugio Garibaldi. Nonostante siano trascorsi quasi 70 anni, la liberazione del Duce a Campo Imperatore continua ad essere un argomento dove ci sono molti episodi ancora da chiarire, ed in particolare, riguardo alla reale portata storica correlata all’incursione delle forze germaniche. A tal conto, viene quindi analizzata da Alvise Valsecchi, circa un effettivo dimensionamento storico dell’intervento di liberazione ad opera dei paracadutisti tedeschi – evidenziando peraltro in maniera comprovata la mancata proverbiale efficienza dell’ esercito tedesco – in riferimento all’azione di liberazione di Mussolini al Gran Sasso.

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Lorenzo Pavolini: Accanto alla tigre

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2010

Roma 10 marzo alle ore 21 in via della lungaretta 90/e (piazza santa Maria in Tastevere) per festeggiare l’uscita  del suo nuovo romanzo (Fandango Libri) Interviene Mario Desiati. È un normale giorno di scuola per il dodicenne Lorenzo, il tema dell’ora di storia è la fine della II Guerra Mondiale. Sul manuale ci sono le immagini che scandiscono i momenti salienti, tra cui la riproduzione di un giornale dell’epoca che annuncia la fine di Benito Mussolini. Accanto a questa immagine c’è una foto con una didascalia, sono i cadaveri di Mussolini, Claretta Petacci e alcuni gerarchi in Piazzale Loreto appesi a testa in giù. Tra loro c’è un uomo a torso nudo su la cui pensilina è scritto Alessandro Pavolini. In quel preciso istante Lorenzo conosce e vede per la prima volta in vita sua il nonno Alessandro. Per tutta la sua infanzia i genitori gli avevano raccontato che il nonno era stato un aviere ed era morto in guerra. Lorenzo in un qualunque giorno di scuola scopre la verità: è il nipote del più spietato e crudele ministro del Fascismo, colui che costituì le sanguinose Brigate Nere e si rese autore di alcune delle più efferate azioni contro partigiani e semplici civili, il Goebbels italiano che ancora oggi viene celebrato da nostalgici come l’unico fascista vero.
Lorenzo Pavolini più di trent’anni dopo quell’evento traumatico ricostruisce una storia fatta di reticenze, conflitti, e timori riguardo il rapporto tra lui, la famiglia e l’eredità pesante di quel cognome. Un romanzo di memorie e passione che attraversa l’Italia di questi anni dove ancora la notte giovani mani scrivono sui muri la scritta “Pavolini Eroe” e le frasi celebri del Ministro nero sono gli slogan di nuovi inquietanti estremismi. Un libro spietato sulla memoria. Un romanzo che scava nel dolore e nella Storia e ci restituisce il ritratto di un nero protagonista del nostro passato.

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