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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘benzina’

Benzina: Up, su prezzi pesa fisco

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2020

Secondo il presidente dell’Unione Petrolifera, il maggior costo alla pompa per gli automobilisti italiani rispetto all’Eurozona è interamente dovuto alla componente fiscale, con un maggior onere fiscale è ora pari a 11 centesimi euro/litro per la benzina e 14,6 centesimi per il gasolio.”Al di là del confronto europeo, che ora lascia il tempo che trova, visto il crollo record della domanda registrato in Italia per via del lockdown, è assolutamente vero che in Italia si pagano troppe imposte sui carburanti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo i dati settimanali del ministero dello Sviluppo Economico pubblicati pochi minuti fa, a fronte di un prezzo medio pari 1,388 euro al litro per la benzina, 0,979 euro, pari al 70,5%, se vanno tra accise e Iva, mentre a fronte di un prezzo al litro di 1,263 euro per il gasolio, 0,845 euro, il 66,9%, se ne vanno in imposte. Una percentuale bulgara decisamente inaccettabile” conclude Dona.

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Benzina e ambiente. Tutto come e peggio di prima?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

A noi preme segnalare cosa sta accadendo per stimolare un cambio di politica:
– per la revisione della definizione dei prezzi dei carburanti, verso una loro maggiore e razionale defiscalizzazione; una politica del genere avrebbe una ricaduta su tutti i prezzi delle merci e i servizi delle collettività;
– la messa in atto di politiche meno impattanti con l’ambiente (il portafoglio dei 209 miliardi europei è una miniera… che potrebbe anche ritorcersi contro questa esigenza ambientale);
– sul punto precedente:
* è determinante la creazione di reti di trasporti pubblici alla bisogna della nuova realtà covid-19; prendendo in buona considerazione alcuni esperimenti di alcune città europee dove i trasporti sono stati resi gratuiti.
* è la tanto agognata occasione per la creazione di infrastrutture tipo l’alta velocità da Napoli in giù. By Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Coronavirus e prezzi benzina

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2020

Secondo i dati del ministero dello Sviluppo economico, il prezzo medio nazionale della benzina al self-service è salito nell’ultima settimana a 1,366 euro al litro da 1,356 euro della settimana chiusa il 18 aprile. Ci dicono che questo sia dovuto alla ripresa delle quotazioni del petrolio che, da qualche giorno, è andato oltre i 30 dollari al barile e, di conseguenza, all’aumento dei prodotti della raffinazione.Come sempre in questi casi, i consumatori vengono presi per i fondelli, facendo loro credere che la percezione sia la stessa cosa della realtà.E’ innegabile, infatti, che se il petrolio aumenta in questi giorni le proprie quotazioni, siccome dentro le nostre auto non mettiamo petrolio ma benzina, e che quest’ultima è frutto di una raffinazione che non si fa in pochi giorni… è innegabile che il prezzo aumentato della benzina è solo una speculazione di mercato.Tutto in regola, quindi. In regola con gli aumenti che vengono applicati quando il mercato ha una maggiore domanda.Certo, in periodo pandemico ci si sarebbe aspettati un comportamento più collaborativo, invece no. A noi consumatori ci si chiede, per il bene nostro e di chiunque altro, di limitarci nelle libertà personali, a rinunciare a molte delle nostre abitudini… tutto nel nome del bene collettivo. E sembra che tutti abbiano rispettato queste limitazioni visto che i risultati ci sono nel calo della diffusione del virus. Ci si sarebbe aspettato che agire in nome del bene collettivo riguardasse non solo l’ultimo anello della catena produttiva, il consumatore… invece no.
Pazienza, vorrà dire che sarà per la prossima volta.Intanto, però, sarà bene che ognuno faccia tesoro che questi sistemi di mercato esistevano, esistono ed esisteranno. E come si lottava prima contro l’essere considerati degli imbecilli da parte dei “padroni della benzina”, occorre continuare a farlo. Oggi con il vantaggio del green deal europeo, quello italiano e le politiche e gli incentivi che vengono riconosciuti per una mobilità sempre meno legata al consumo della benzina… vantaggio che per ora è nelle parole e che auspichiamo passi presto ai fatti. E, di conseguenza, che tutti questi mercanti della percezione che credono di avere a che fare con consumatori imbecilli, guadagnino sempre meno … potendo, ovviamente, prima di fallire, convertire i loro tipi di produzione in direzione ecologica… ma, al momento, sembra che su questo siano abbastanza tonti e continuino ad accontentarsi, per il momento, a pagare le cosiddette tasse per inquinare. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Benzina: ritocchi al rialzo

Posted by fidest press agency su sabato, 4 gennaio 2020

Secondo Quotidiano Energia ci sono movimenti al rialzo sulla rete carburanti italiana dopo la pausa delle festività.”No a speculazioni sul rientro degli italiani o a rialzi dei carburanti legati al raid Usa a Baghdad” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non c’è alcun motivo per il balzo del petrolio già registrato in alcune Borse. Per ora, infatti, non c’è stato alcun annuncio da parte degli iraniani sul lato dell’offerta di petrolio. E’ prematuro anche parlare di venti di guerra o di escalation militari o, comunque, operare ed intervenire sui mercati come se la guerra fosse già alle porte” conclude Dona.Di seguito i suggerimenti dell’Unione Nazionale Consumatori per risparmiare sul rientro dalle vacanze:
· Non entrate nel primo distributore che vi capita appena si accende la spia della benzina, ma cercate il prezzo più basso.
· Prediligete le pompe bianche, senza insegne famose (no logo), o quelle della grande distribuzione.
· Preferite il self service al servito
· Verificate la corrispondenza tra i prezzi esposti nei cartelli e quelli effettivamente praticati
· I distributori in autostrada hanno prezzi mediamente più alti, quindi, prima di partire per il viaggio di rientro, fate il pieno.
· Guardate i benzacartelloni
· Confrontate i prezzi attraverso il sito carburanti.mise.gov.it

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Benzina in Italia: prezzi tra più cari d’Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 22 dicembre 2019

Per l’Unione Petrolifera la rete di punti vendita dei carburanti in Italia resta un caso unico in Europa, con 21.700 distributori e sono stati inutili i tentativi di ridurla e renderla più efficiente.”Il vero problema è che abbiamo i prezzi tra i più cari d’Europa, anche per colpa delle accise troppo alte. Per questo serve più concorrenza e ridurre il carico fiscale. Non si può diminuire il numero dei distributori a tavolino. Se ci fosse, ad esempio, più trasparenza nel prezzo, i distributori meno efficienti e più cari sarebbero più penalizzati dagli automobilisti e finirebbero per essere costretti ad uscire dal mercato, in modo naturale, in base alla legge della domanda e dell’offerta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Dando, ad esempio, un’occhiata ai prezzi pubblicati oggi per la città di Roma sul sito del ministero, per la benzina abbiamo trovato un distributore che la vende a 1,354 euro al litro ed un altro a 2,010 euro, una differenza abissale pari a 65,6 centesimi al litro, che per un pieno di 50 litri corrisponde a ben 32 euro e 80 cent. Anche considerando differenze di prezzo meno eclatanti, ad es pari a 20 centesimi al litro, considerando due pieni da 50 litri all’anno, si possono risparmiare ben 240 euro all’anno” conclude Dona.Di seguito i suggerimenti dell’Unione Nazionale Consumatori per risparmiare:
· Non entrate nel primo distributore che vi capita appena si accende la spia della benzina, ma cercate il prezzo più basso.
· Prediligete le pompe bianche, senza insegne famose (no logo), o quelle della grande distribuzione.
· Preferite il self service al servito
· Verificate la corrispondenza tra i prezzi esposti nei cartelli e quelli effettivamente praticati
· I distributori in autostrada hanno prezzi mediamente più alti, quindi, prima di partire per un viaggio lungo, fate il pieno.
· Guardate i benzacartelloni
· Confrontate i prezzi attraverso il sito carburanti.mise.gov.it

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Prezzi benzina: L’aumento al dettaglio è un allarmismo senza giustificazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 21 settembre 2019

Sembra scontato che dopo quanto accaduto in Arabia Saudita con gli attacchi di sabato scorso ai pozzi di petrolio, e relativo calo di produzione, ci debba essere un riflesso sulla vendita al dettaglio dei prodotti raffinati. Numerosi i commentatori in merito, più o meno catastrofisti, anche perché così si addice ad un’informazione che se non è “sull’allarme” non si sente tale. Ma scontato non è. Anzi. Infatti già oggi le autorità saudite fanno sapere che sono tornate alla normalità con forniture di petrolio ai livelli antecedenti gli attacchi alle installazioni petrolifere del regno. Al momento, quindi, le varie industrie che poi portano il petrolio sotto forma di carburanti nei nostri dispositivi di consumo, non se ne sono neanche accorti. E se dovessero accorgersene sarà tra diversi mesi e in modo molto limitato.
I carburanti, e la benzina soprattutto, sono però l’arma di tutte le politiche di prezzi e di bilanci. Per cui… perché rinunciare a farsi una ragione “dei mali oscuri che vengono dall’esterno del nostro sano sistema economico e produttivo” e cogliere l’occasione per prendersela – a scelta – coi cattivi arabi, i cattivi russi, i cattivi iraniani, i cattivi algerini, etc… insomma molti poco politicamente apprezzabili Paesi produttori di energie di nostro acquisto quotidiano con cui, però, i rapporti economici e politici sono molto stretti. Per quanto ci riguarda, questa è spazzatura! Al momento non ci interessa difendere, o accusare, nessuno di questi Paesi e mettere in discussione i rapporti del nostro Paese con loro, ma ci preme porre l’accento su quello che tutto questo significa per le nostre tasche:
QUALCUNO FA IL FURBO PER AUMENTARE I COSTI DELLE VENDITE ENERGETICHE AL DETTAGLIO; oppure: CAVALCARE LA TEMPESTA DEI FATTI ARABI PER MOSTRARE SAGGEZZA CON “SOLO” PICCOLI AUMENTI. Il meccanismo è quello classico: il sentito dire, l’opinione diffusa che diventano leve dei cambiamenti economici. E, sempre e ancora in modo spudorato, visto che i responsabili sono altrove, stranieri, far dimenticare i veri motivi dei nostri assurdi prezzi al dettaglio: le componenti fiscali. Che nessuno, ma proprio nessuno, prende mai in considerazione per modificarle.
Il costo medio della benzina al dettaglio è di circa 1,600 euro al litro. Determinato da un coacervo di balzelli fiscali che rappresentano quasi i due terzi del costo, e che solo a ricordarli ci si dovrebbe vergognare… se questo sentimento fosse utilizzato da chi governa e fa le economie di questo Paese. Ma invece si va avanti come se niente fosse. Per capire se un Paese è civile, a nostro avviso ci sono due metodi di verifica: le condizioni delle carceri e il costo della benzina. Qualcuno ci prenderà sul serio? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Per benzina imposte pari al 63,78%: tradita promessa di ridurre accise

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 agosto 2019

Secondo Figisc Confcommercio, i prezzi medi della benzina sono inferiori a quello dello scorso anno e nella prossima settimana i prezzi si abbasseranno di 2 cent al litro.”Previsioni a parte, confermiamo che il pieno è meno caro dello scorso anno. Purtroppo, però, è più caro di due anni fa, ossia del 5 agosto 2017″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se, infatti, oggi un pieno di benzina di 50 litri, come dice Confcommercio, costa 79,62 euro, contro gli 81,44 di un anno fa, è anche vero che nel 2017 lo pagavamo 74,86 euro, risparmiando 4,76 euro a pieno, ossia 114,24 euro all’anno, considerando due pieni al mese” prosegue Dona.”Il punto vero, comunque, polemiche a parte, è che gli italiani pagano ancora troppe imposte sui carburanti. Tra accise ed Iva, raggiungono il 63,78% per la benzina ed il 59,78% per il gasolio per auto, decisamente troppo” aggiunge Dona.”Tra le promesse tradite di questo Governo, la mancata riduzione delle accise” conclude Dona.Nel contratto di Governo, infatti, era scritto: “Intendiamo inoltre eliminare le componenti anacronistiche delle accise sulla benzina”.

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Inchiesta Altroconsumo su prezzi benzina

Posted by fidest press agency su domenica, 11 agosto 2019

Prosegue l’esodo estivo, con giornate di intenso traffico verso le principali località di villeggiatura italiane. Anche il prossimo weekend si preannuncia da “bollino nero” per le autostrade italiane. Quando si parla di viaggi in auto, tra gli aspetti cruciali c’è il prezzo della benzina, uno dei tasselli che contribuisce alle spese per le vacanze estive e che grava, in generale, sulle tasche dei consumatori. Ecco perché Altroconsumo – utilizzando i dati dell’Osservatorio Prezzi Carburanti del Mise, Ministero dello Sviluppo Economico – ha condotto un’inchiesta (che sarà pubblicata su Inchieste di settembre) analizzando i prezzi della benzina praticati da 1.100 distributori in 6 città italiane per capire quali siano le scelte più convenienti quando parliamo di carburante, scelte che possono arrivare a far risparmiare 672 euro l’anno (considerando 2 pieni al mese, da 50 litri ciascuno). Altroconsumo ha preso in esame i prezzi medi dichiarati nelle seguenti città: Milano e Roma, le due più grandi città italiane; Trieste in quanto città transfrontaliera prossima a due Paesi – Croazia e Slovenia – con prezzi sensibilmente più bassi dell’Italia; Palermo e Cagliari, due città vicine ad importanti raffinerie e che quindi dovrebbero beneficiare di un accesso ai rifornimenti più rapido e, almeno in teoria, avere prezzi più bassi; Perugia, perché – al contrario – è una città interna e fuori mano. Risultati a sorpresa: Perugia la città con prezzi medi più bassi, più convenienti i self service e i centri commerciali mentre a Palermo e Cagliari ci sono i prezzi più alti. Le differenze tra città però non sono particolarmente ampie: la variazione di prezzo non arriva infatti al 6% (per il gasolio al 7%).
Utilizzando il self service rispetto al servito si può risparmiare tra il 5 e il 10%, ma questo non significa che il prezzo self di un distributore non possa essere più alto al prezzo servito di un altro. L’analisi di Altroconsumo denota l’inefficienza della rete distributiva italiana
Analizzando i dati forniti dalla Commissione Europea si riscontra che in Italia il prezzo della benzina e gasolio è tra i più alti con 13-15 centesimi in più a litro rispetto alla media comunitaria. Oltre ai limiti della rete distributiva, sul prezzo italiano influiscono soprattutto le accise: su 10 euro spesi, 6,30 sono di tasse (nel caso del diesel 5,90 euro).Nel nostro Paese il fisco trattiene (sempre su 10 euro) 1,60 euro in più rispetto alla media europea, in percentuale il 17% in più sulla benzina e il 21% in più sul diesel. Oltre alle accise, però, c’è anche l’Iva che viene applicata non solo sul prezzo del carburante, ma anche sulle accise stesse.

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Benzina: Il triste primato del costo italiano… implacabile ed eterno?

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 agosto 2019

I dati del Bollettino petrolifero dell’Unione europea (aggiornati al 29 luglio) sono precisi: il costo medio del litro di benzina in Italia (imposte incluse) ammonta a 1,592 mentre il diesel è a 1,478. Non siamo tra i più cari in Europa, ma chi ci batte (per la senza piombo e non per il diesel) sono Olanda (s.p. 1,671 – diesel 1,343), Danimarca (1,647 – 1,392) e Grecia (1,625 – 1,384). Mentre per il diesel siamo secondi solo alla Svezia (1,489).
Dovremmo confortarci per il fatto che la Grecia è più cara di noi… cioè che sono messi peggio di noi… ma sinceramente ci preoccupa di più il fatto di essere avanti a tanti altri Paesi dove il costo della vita, paragonato a quello italiano, è decisamente più sostenuto; quindi il peso del costo della benzina si fa sentire molto di più in tutta la filiera domestica ed economica. E’ pleonastico, ma utile ricordarlo: il costo della benzina condiziona tutte le nostre attività, sia come produttori che come consumatori.
Ormai è stranoto che la maggiore componente del costo finale della benzina è quella fiscale. Con un coacervo di balzelli (2) che solo a ricordarli, visto che non si riesce più a sorriderci vista la pluriennale denuncia della loro presenza e la permanenza nel loro determinare il costo finale, ci viene la voglia di …. non usare più mezzi a propulsione fossile…. magari fosse possibile…. Per una quantità di motivi oggettivi (politici ed economici) nonché soggettivi, farne a meno è impossibile.
Non pretendiamo che in Italia la benzina debba costare come in Venezuela (0,0000000002 euro al litro), ma che si faccia pulizia di componenti fiscali anacronistiche e la cui utilità è più che dubbia… questo sì che lo chiediamo.
Per capire se un Paese è civile, a nostro avviso ci sono due metodi di verifica: le condizioni delle carceri e il costo della benzina. Qualcuno ci prenderà sul serio? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Caro-benzina: Le soluzioni possibili

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 aprile 2019

La notizia e i commenti sulla benzina che al prezzo alla pompa ha sforato il tetto dei 2 euro al litro ha fatto il giro di tutti i media. Altrettanto per quanto riguarda i mancati impegni del vice-premier Matteo Salvini che sulla questione “ci aveva messo la faccia” e che ora non si è capito cosa abbia intenzione di fare: il caro benzina, ha detto ieri 24 aprile, “è uno dei prossimi interventi che abbiamo in dovere di prendere in considerazione. Sicuramente gli interventi in Libia e Iran non aiutano. … Non c’é nessun problema”.
Le rassicurazioni del nostro ministro (“non c’é nessun problema”) ci fanno solo comprendere che Matteo Salvini, confrontandosi con una realtà che dal dire al fare implica conoscenza e impegno, sia un po’ spiazzato. Speriamo che, ammesso che dalle parole passi ai fatti, verifichi le possibili soluzioni coi suoi colleghi di governo che dovrebbero essere più quotati sulla materia, i vari ministri economici. Perché la soluzione non può che essere trovata in ambito di politica economica. Deve essere stabilito:
* – da dove – in sostituzione – l’Erario dovrebbe prendere le imposte che oggi massicciamente gli arrivano dalla benzina;
* – se una politica di calo fiscale sulla benzina possa essere funzionale – e come – allo sviluppo economico di tutti i settori (tantissimi) che ne beneficierebbero;
* – quali devono essere i provvedimenti da adottare per far sì che il calo del costo della benzina con il conseguente aumento del traffico su strada, non sia un ulteriore disastro infrastrutturale ed ambientale (grazie al traffico sia industriale che privato). (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Veicoli elettrici ibridi plug-in

Posted by fidest press agency su sabato, 10 giugno 2017

auto futuroDal lancio imminente di 100 nuovi modelli, gli incentivi favorevoli e la conformità agli obiettivi fissati per le emissioni, fino alla capacità della batteria sufficiente a coprire distanze di guida quotidiana e alla disponibilità dei consumatori ad acquistare, i veicoli elettrici ibridi plug-in (PHEV) sono pronti per la crescita trasformazionale. Tuttavia, la dismissione degli incentivi per i veicoli elettrici, l’avvento dei veicoli elettrici con batteria di lunga durata, l’affermarsi dei veicoli ibridi leggeri a 48V e la complessità di avere due diverse tipologie di motore in un unico veicolo potrebbero ostacolare l’adozione dei veicoli PHEV.Lo studio “Global Plug-in Hybrid Electric Vehicle Market, Forecast to 2025” fa parte del programma Mobility: Automotive & Transportation Growth Partnership Service di Frost & Sullivan. La ricerca ha rilevato che, secondo le stime, il mercato globale dei veicoli elettrici ibridi plug-in raggiungerà quota 3,7 milioni di unità entro il 2025, con 4,8 milioni di veicoli leggeri in uno scenario ottimistico e 2,9 milioni di veicoli leggeri in uno scenario conservativo.Per saperne di più sul mercato globale dei veicoli elettrici ibridi plug-in, e per parlare con i nostri analisti, si prega di contattare Anna Zanchi, Corporate Communications: anna.zanchi@frost.com“Le norme stringenti per le emissioni, che prevedono 95g CO2/km possono essere soddisfatte soltanto dalla tecnologia PHEV, mentre la tecnologia dei veicoli puramente elettrici a batteria si evolve per superare le attuali limitazioni. I veicoli elettrici ibridi plug-in hanno un mercato migliore di quello dei veicoli elettrici a batteria, a causa dell’incertezza relativa all’infrastruttura di carica”, afferma Pooja Bethi, analista di Frost & Sullivan. “A causa della loro capacità di fornire motori a combustione interna e dei vantaggi dei veicoli elettrici, il mercato dei veicoli PHEV è destinato a una domanda e una crescita elevata.”
“I miglioramenti nella chimica e nella densità di energia delle batterie darà slancio alla gamma puramente elettrica dei veicoli PHEV, mentre le stazioni a carica rapida (“fast charge”) aiuteranno a ridurre drasticamente i tempi di ricarica”, osserva Bethi.

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Prezzi record per la benzina

Posted by fidest press agency su sabato, 31 dicembre 2011

Italiano: rifornimento con benzina verde Engli...

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Ancora aumenti per la benzina il cui costo ha raggiunto livelli record ed altri aumenti sono possibili dal primo gennaio, quando , con ogni probabilità, vi saranno gli aumenti delle accise regionali. L’ulteriore aumento della benzina, farà infiammare ancora di più l’inflazione e questo darà un ulteriore colpo alla nostra economia e danneggerà milioni di italiani, già in grosse difficoltà – ha dichiarato il segretario nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo. Aumentare ,come sempre, la benzina, è facile e di immediata resa – ha sottolineato Fatuzzo – ma ha effetti devastanti, dal momento che il trasporto merci, in Italia, viene effettuato prevalentemente su gomma, l’aumento del prezzo dei carburanti in genere, si ripercuote sui costi dei trasporti e quindi sulle merci, facendo lievitare i prezzi. E’ una spirale perversa che bisogna stroncare e non alimentare. Siamo sulla strada sbagliata – ha concluso Fatuzzo – ed il Governo farebbe bene ad attivarsi per evitare aumenti del prezzo “ alla pompa “ , per i carburanti, rivedendo al ribasso, le accise, aumentate in maniera assurda, le scorse settimane.Prezzo record benzina

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Prezzo della Benzina ad Agosto

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2011

Agip

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Verificando l’andamento giornaliero del Brent Dated– Dollaro/Barile nel mese di Agosto, notiamo come nonostante il ribasso delle quotazioni del barile di greggio nei primissimi giorni di Agosto (risalito invece negli ultimi giorni del mese stesso), i prezzi del carburante presso i principali distributori Italiani abbiano seguito un andamento inverso. Lo dice in un comunicato il Segretario Nazionale dell’Associazione a tutela del Cittadino Assotutela.net Pietro Bardoscia.
Entrando nel dettaglio, ad esempio dal 4 al 9 Agosto 2011 il Brent Dated ha registrato un calo del costo del greggio per Barile da 107 a 104 dollari circa, mentre nei distributori Italiani il costo della Benzina è aumentato. Cosi come riportato dal Quotidiano Energia, risulta che in data 4 Agosto 2011, presso l’Eni la Benzina era di 1,631; alla Esso 1,634; all’IP 1,639; alla Q8 1,638; alla Shell 1,639 ; alla Tamoil 1,640; alla Total Erg 1,637; mentre la Diesel all’Eni era di 1,512; alla Esso 1,514; all’IP 1,519; alla Q8 1,518, alla Shell 1,515, alla Tamoil 1,518, alla Total Erg 1,516 Invece analizzando il Brent Dated a fine mese, il costo del greggio al barile è risalito a 117 euro circa, mentre presso i vari distributori Italiani inspiegabilmente i prezzi sono scesi, come dimostrano i dati riportati dal Quotidiano Energia, con la Benzina all’ 1,606 presso l’Agip; all’1,610 per la Total Erg; all’1,612 per la Esso; 1,608 per l’IP; 1,609 per la Q8; 1,614 per la Shell; 1,615 per la Tamoil. Mentre per la Diesel risulta: 1,484 per l’Eni, 1,489 per la Total Erg, 1,487 per la Esso, 1,486 per l’IP, l’1,483 per la Q8, 1,491 per la Shell e la 1,492 per la Tamoil. Alla luce di questa analisi che, se dovesse corrispondere al vero non lascia spazio a dubbi e ad interpretazioni, ci domandiamo come possa essersi generata una cosa del genere, a nostro avviso del tutto anomala? E’ possibile che questo fenomeno sia legato alle vacanze estive? Per questo Assotutela.net – conclude Bardoscia – alla luce di questi dati, nei prossimi giorni valuterà attentamente l’ipotesi di procedere tramite i propri legali ad una denuncia contro ignoti con la speranza di verificare se nel Mese di Agosto si sia verificato un caso di Aggiotaggio. Nel frattempo chiediamo un incontro urgente con il Governo per discutere di tutto questo al fine di trovare le misure idonee a tutelare, una volta per tutte, i cittadini italiani.

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Benzina: Prezzi fuori controllo

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

Ormai i prezzi dei carburanti – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – sono praticamente fuori controllo producendo effetti pesanti sia sui redditi delle famiglie che sui costi di produzione delle aziende manufatturiere e di servizi. Tali aumenti – continua Giordano – producono a loro volta aumenti dei tassi di inflazione e quindi aumenti dei tassi di interesse da parte della BCE con effetti devastanti per molte famiglie che hanno in corso un mutuo a tasso variabile.
Una spirale perversa che in una situazione di crisi economica e di attacchi speculativi rischia di portare il Paese in default. Adiconsum chiede al Governo di agire urgentemente con il taglio delle accise come primo segno di una volontà di inversione di tendenza che elimini il rischio di un aumento ulteriore dei carburanti da trazione.

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Benzina: stangata estiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

Le associazioni dei consumatori riunite nella sigla Casper (Adoc, Codacons Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) annunciano oggi la preparazione di un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia relativamente ai listini dei carburanti. “I rincari di benzina e gasolio registrati negli ultimi giorni sono eccessivi e hanno portato i listini a livelli preoccupanti, raggiungendo al sud Italia quota 1,665 euro al litro – spiega Casper – Aumenti che, temiamo, rappresentano solo l’inizio della speculazione sulle vacanze estive degli italiani, e che non trovano alcuna giustificazione dal momento che le quotazioni del petrolio appaiono in calo”. “A causa di tali abnormi incrementi alla pompa, rispetto allo stesso periodo del 2010 ogni automobilista spende oggi 10,6 euro in più per un pieno di benzina, e addirittura 12,2 euro in più per un pieno di diesel. Una stangata che si abbatterà come un macigno sulle vacanze degli italiane” – proseguono Adoc, Codacons Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori. Per le associazioni di Casper è indispensabile quindi un intervento della magistratura per accertare eventuali anomalie a danno dei consumatori nella formazione dei prezzi di benzina e gasolio, anomalie che potrebbero configurare l’ipotesi di aggiotaggio.

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Benzina. Quando l’aumento è incomprensibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2011

Incomprensibile. Non possiamo che definire così l’aumento del costo della benzina che è arrivata a 1,64 euro al litro, mentre diminuisce il costo del barile di petrolio. Vediamo.
Nel luglio 2008 il prezzo del petrolio era di 93 euro al barile e il prezzo della benzina era di 1,56 euro al litro.
Nel luglio 2011, oggi, il prezzo del petrolio e’ di 65 euro al barile e quello della benzina è arrivato a 1,64 euro al litro.
Insomma, mentre il prezzo del petrolio diminuisce, addirittura del 30%, quello della benzina aumenta in modo sproporzionato, anche considerando l’aumento di 4,19 centesimi di accisa più Iva. Sono i misteri dolorosi per gli automobilisti e di tutto il sistema dei trasporti che viaggia, in prevalenza su gomma. La domanda la giriamo al ministro per lo Sviluppo Economico, Paolo Romani. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Prezzo del petrolio per fine anno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

I prezzi della benzina salgono (con punte di 1,641 euro rilevate al sud per la verde), ma i bookmaker esteri lasciano “respirare” i consumatori con le previsioni sull’andamento del prezzo del petrolio a fine anno. Per la fine di dicembre, dicono i quotisti dell’irlandese Paddy Power, il prezzo rilevato al barile sull’indice Brent, sarà inferiore ai 111,56 dollari odierni e oscillerà fra i 90 e i 100 dollari. È questa la loro previsione più probabile, bancata a 3,50. Sempre al ribasso la seconda offerta del tabellone,riferisce Agipronews, con la forbice fra i 100 e i 110 dollari che pagherebbe 3,75. Valori simili alla situazione odierna (un prezzo fra i 110 e i 120 dollari) sono bancati a 4,00, così come la possibilità che si sfori il tetto dei 130 dollari al barile. Fra le variazioni “pazze”, purtroppo, trova più credito quella che vede il barile schizzare a oltre 200 dollari a fine anno (vale 5,00), mentre un calo drastico del prezzo (sotto i 60 dollari) pagherebbe 41,00.

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Ulteriore aumento della benzina

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

La data del 28 giugno 2011 rimarrà nell’annale degli automobilisti italiani. Dopo l’aumento di 2 centesimi operato ad aprile, l’Agenzia delle Dogane ha deciso, infatti, un ulteriore aumento delle accise sui carburanti di 4,2 centesimi. La giustificazione resa nota è stata quella di dover finanziare gli oneri derivanti “dall’eccezionale afflusso di cittadini appartenenti a Paesi del Nord Africa” e il Fondo unico per lo spettacolo. La realtà – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – è che in pochi giorni gli automobilisti italiani perderanno quel piccolo risparmio che avevano accumulato con l’abbassamento del prezzo del petrolio e vedranno la benzina schizzare nuovamente oltre l’euro e sessanta centesimi, con un aumento medio del pieno di benzina intorno ai tre euro e un costo annuo maggiore di circa 2,1 miliardi di euro con una fiscalità sulla benzina che supera il 50% del prezzo alla pompa. Se nella manovra del Governo dovesse essere confermato l’aumento dell’Iva, il costo della benzina aumenterebbe ancora di 1-2 centesimi, raggiungendo il massimo livello, almeno degli ultimi venti anni. Adiconsum – conclude Giordano – ha attivato un Osservatorio sui carburanti (“Prezzi Benzina.it” accessibile gratuitamente dal sito http://www.adiconsum.it) che offre agli automobilisti la possibilità di conoscere i prezzi dei carburanti, e ha avanzato almeno due proposte al Governo che potrebbero rendere meno pesanti i prezzi della benzina, come gli aumenti periodici e non giornalieri e l’eliminazione dei costi impropri, come solo per fare un esempio, la tassa per la guerra di Abissinia, che gravano sulla fiscalità.

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Aumenti benzina

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2011

Puntuali, in vista della festività del 2 giugno, arrivano i rincari dei carburanti. Per il terzo giorno consecutivo, infatti, sulla rete italiana si registrano aumenti dei prezzi alla pompa. “Si tratta della solita speculazione legata alle partenze degli italiani – afferma Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, di cui fanno parte Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori – In Italia pochi giorni prima di esodi, ponti e festività varie, i listini di benzina e gasolio subiscono variazioni al rialzo, producendo un aggravio di spesa a danno dei cittadini. In base alle nostre stime, quest’anno gli automobilisti che si sposteranno per il ponte del 2 giugno, dovranno fare i conti con una stangata sui carburanti pari a 55 milioni di euro”. “Rispetto allo stesso periodo del 2010 infatti – spiegano Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori – la benzina costa oggi il 12,7% in più, mentre per il gasolio l’aumento sfiora il 15%. Tradotto in soldoni, si tratta di 8,8 euro in più per un pieno di verde, e 9,3 euro in più per un pieno di diesel. Rincari che produrranno una stangata di circa 55 milioni di euro a carico di chi si sposterà per la festa del 2 giugno”.

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La Domanda di Biocarburanti in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 maggio 2011

La domanda di biodiesel e bioetanolo in Italia sara’pari a 6 milioni di tonnellate nel 2020, il 12% del fabbisogno totale stimato per i 27 Paesi dell’UE. Si prevede inoltre che il grado di attrattività del mercato domestico aumentera’ ulteriormente se si osserva la riduzione dei consumi di benzina e di diesel, rispettivamente -5.9% e -0.6% nel 2010. Frost & Sullivan ha analizzato nel recente studio Next Generation Biofuels: Strategic Portfolio Management il mercato dei biocarburanti in Europa. E si scopre che a livello europeo si assistera’ a una crescita della domanda pari al 250% rispetto al 2010 attestandosi a 40.8 milioni di tonnellate. Accanto alle sfide su tecnologia ed innovazione per le aziende, per la ricerca e per i Governi, bisogna anche considerare il ventaglio di opportunità multisettore che sara’alimentato dall’evoluzione nei biocarburanti: tutto il settore trasporti (si pensi al mercato dei veicoli ibridi), energia ed ambiente, infrastrutture ed edilizia.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, lavora in stretta collaborazione con i propri clienti per aiutarli ad accelerare la loro crescita e a raggiungere risultati di rilievo in termini di crescita, innovazione e leadership di mercato. Il Growth Partnership Service di Frost & Sullivan offre ai manager e ai loro team una serie di strumenti quali ricerche e modelli di best practice che permettono l’identificazione, la valutazione e l’implementazione di significative strategie di crescita. Frost & Sullivan ha oltre 50 anni di esperienza maturata lavorando per conto e in collaborazione con importanti societa’ a livello globale fra cui le prime 1000, aziende emergenti e investitori e vanta una rete di piu’ di 40 uffici in cinque continenti. Per far parte della nostra Growth Partnership, si prega di visitare il sito http://www.frost.com

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