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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘benzina’

Benzina: i prezzi dei carburanti dovrebbero attestarsi almeno a 32 centesimi in meno

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2022

Non accennano a frenare gli aumenti sui carburanti, che oggi si attestano a 2,069 Euro al litro la benzina e a 2,006 Euro al litro il gasolio.Solo un mese fa il prezzo medio nazionale praticato della benzina in modalità self era di 1,83 Euro al litro, il prezzo del diesel di 1,835 Euro al litro. Si tratta di livelli allarmanti, ancora molto al di sopra di quelli a cui si dovrebbero attestare i costi dei carburanti, a maggior ragione alla luce del taglio delle accise operato dal Governo per calmierare i costi dei carburanti.L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, tenendo conto delle variazioni del costo del petrolio, del livello di cambio e del taglio delle accise, ha calcolato che oggi sui carburanti vi è un sovrapprezzo di circa 32 centesimi. Questo si traduce, per una famiglia che effettua 2 pieni al mese di circa 50 litri, in un aggravio di 384 euro annui.I rincari, uniti alle spinte speculative, fanno lievitare a dismisura i prezzi dei beni di largo consumo, trasportati per oltre l’86% su gomma, tanto da spingere le famiglie a un numero sempre maggiore di rinunce e tagli alla propria spesa, persino nel settore alimentare.Ecco perché si rende indispensabile un intervento più incisivo: per contrastare le speculazioni in atto, sia sul mercato interno che sui mercati internazionali, per rendere strutturale la riduzione delle accise, per adottare nuove misure utili a porre freno ai rincari, definendo un tetto massimo ai prezzi presso i distributori, per definire il carico dell’iva al costo netto dei carburanti, non più sull’importo comprensivo di accise, come avviene invece oggi con l’applicazione di una tassa sulla tassa.“Il serio, determinato, ma soprattutto tempestivo controllo sui “furbetti della pompa”, unito alla definizione di precise regole sulla determinazione dei prezzi e sull’applicazione della tassazione sono necessarie e fondamentali in una fase delicata come quella che il Paese sta attraversando e non possono essere più rimandate.” – afferma Michele Carrus, Presidente Federconsumatori.

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Stop auto benzina e diesel dal 2035

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2022

La riduzione delle emissioni del 55% entro il 2035 e il raggiungimento della neutralità climatica per metà secolo votati dal Parlamento Europeo con il pacchetto “Fit for 55” destano forte apprensione nei rappresentanti di CNA Lombardia, l’associazione di categoria che rappresenta le micro e piccole imprese del settore autoriparazione e della componentistica ad alto valore aggiunto per l’Automotive. In Lombardia sono 30 mila le imprese che operano nella filiera auto, di cui 13 mila unità sono artigiane. La quasi totalità delle imprese artigiane della filiera (93%) appartengono inoltre al settore Manutenzione e riparazione di autoveicoli. Nella Regione la filiera dell’auto conta circa 100.000 mila addetti, di questi, circa 70.000 addetti lavorano in micro-piccole imprese. Bloccare l’evoluzione tecnologica di ogni propulsore, consentendo la vendita delle sole auto elettriche significherebbe mettere a rischio oltre 20 mila posti di lavoro nella sola Lombardia. Ritenendolo un dovere sociale, oltre che di rispetto nei confronti dell’innovazione tecnologica, la sede regionale della Confederazione Nazionale dell’Artigianato chiede il rispetto di regole chiare e certe sull’efficientamento e sull’inquinamento, al di là della tipologia di soluzione tecnologica adottata.

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Tetto al prezzo della benzina per l’estate

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 giugno 2022

“Bene il tetto al prezzo dei carburanti, ma non basta!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la proposta del Pd presentata con un emendamento al Dl Aiuti.”Intanto non vorremmo che fosse un alibi per il Governo per non alzare dall’8 luglio il taglio delle accise di almeno altri 10 cent o fosse l’alternativa alla riduzione dell’Iva dal 22 al 10%. Inoltre, non ha senso fissare già un termine di scadenza al provvedimento a due mesi” prosegue Dona. “Il rischio, infine, è che diventi un prezzo di riferimento per accordi collusivi tra le imprese. Allora sarebbe meglio che si tornasse direttamente ai prezzi amministrati fino a che non finiranno queste speculazione intollerabili, con prezzi fissati settimanalmente dal Mise. Serve, infine, una definizione di prezzo anomalo che possa consentire all’Antitrust di intervenire anche in assenza di abusi di posizioni dominanti o di intese restrittive della concorrenza” conclude Dona.

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Benzina: taglio accise fino a 8 luglio

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 Maggio 2022

“Non basta! Taglio insufficiente e prolungamento ridicolo!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Intanto non si capisce perché il decreto sulla proroga non lo abbiano pubblicato nei giorni scorsi ma abbiano aspettato all’ultimo secondo utile, quando si sa che i benzinai di solito giocano d’anticipo e in previsione di aumenti cominciano a ritoccare all’insù i prezzi già uno o due giorni prima, in questo caso addirittura a partire a venerdì, sfruttando così il week-end di spostamenti. Ma al di là di questo, la riduzione di 25 cent non è nemmeno bastata, per il gasolio, a farlo tornare ai prezzi precedenti alle speculazioni scattate dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Oggi un litro costa, nonostante il taglio del Governo, quasi 4,5 cent in più rispetto all’ultima rilevazione che ha preceduto l’invasione, con un rialzo del 2,6%, pari a 2 euro e 25 cent a rifornimento” prosegue Dona. “Ecco perché avevamo chiesto di ridurre le accise di almeno altri 10 cent, superando i vincoli europei che scatterebbero per il gasolio e di non indicare più una scadenza per la fine del provvedimento, per dare stabilità all’abbassamento. Il taglio, infatti, deve proseguire fino a quando, pur ripristinando le vecchie accise, si potrà tornare ai livelli di ottobre 2021, con il gasolio sotto 1,6 euro e la benzina sotto 1,7 euro” conclude Dona.

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Benzina: Unc, una vergogna! Prezzi sopra pre-guerra

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2022

“Una vergogna! Dopo aver, forse, tagliato di 30,5 cent i prezzi dei carburanti, 25 cent di accise e 5,5 cent di Iva, riduzione che doveva scattare il 22 marzo, data di entrata in vigore del decreto Ucraina, hanno pensato bene di fare già retromarcia e di riprendersi subito parte di quei soldi e così i prezzi non sono nemmeno tornati ai valori precedenti lo scoppio della guerra nemmeno per la benzina. Insomma, dopo che settimana scorsa, grazie all’intervento della Procura di Roma e dell’Antitrust, da noi attivata, vi era stata una pausa nei rincari, le speculazioni sono già allegramente riprese” denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “La benzina in modalità self service è a 1,870 euro al litro, appena 26,7 cent in meno rispetto a una settimana fa, ben sotto i 30,5 cent previsti, un prezzo superiore a quello della rilevazione del 28 febbraio, pari a 1,869 euro al litro, mentre il gasolio è 1,858 a euro al litro, solo 26,7 cent inferiore alla rilevazione del 21 marzo, maggiore al dato registrato il 7 marzo, quando era 1,829 euro. In entrambi i casi, quindi, si tratta di valori superiori a quelli pre-conflitto” prosegue Dona, sulla base dello studio condotto sui dati settimanali resi noti ora dal ministero della Transizione Ecologica.”In particolare, da quando è scoppiata la guerra il 24 febbraio, come dimostra il confronto rispetto alla rilevazione del 21 febbraio, un litro di benzina, nonostante l’intervento del Governo, è rincarato di oltre 2 cent, +1,1%, pari a 1 euro e 3 cent per un pieno da 50 litri, 25 euro su base annua, un litro di gasolio è aumentato di quasi 14 cent, +7,9%, 6 euro e 78 cent a rifornimento, equivalenti a 163 euro annui” prosegue Dona. “Il Governo deve intervenire nuovamente, intanto per prolungare la riduzione delle accise fino a che le speculazioni non si saranno interrotte e poi, come da noi chiesto fin dall’inizio, per raddoppiare la riduzione delle accise da 25 a 50 cent” conclude.

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Benzina: bozza accise, giù di 8,5 cent per 1 mese

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

Secondo una bozza di decreto ministeriale analizzata dall’Ansa, il taglio delle accise contro il caro-carburanti sarebbe di 8,5 cent per un mese.”Una vergogna! Se la riduzione fosse confermata si tratterebbe di una presa in giro degli italiani. Una beffa e un insulto per chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese. Ma soprattutto un calo che non servirà a bloccare le speculazioni in corso” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”In pratica, conteggiando anche l’Iva al 22%, i prezzi si ridurrebbero di poco più di 10 cent, 10,37 cent, ossia, prendendo gli ultimi dati ufficiali del Mite, secondo i quali la benzina in modalità self service viene venduta in media a 2,185 euro al litro e il gasolio 2,155 euro al litro, i carburanti non scenderebbero nemmeno sotto i 2 euro, né la benzina che arriverebbe a 2,081 euro né il gasolio che si attesterebbe a 2,051 euro. Per il servito, ovviamente, sarebbe ancora peggio. Insomma, si tratta di un’elemosina” conclude Dona.

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Benzina e guerra. Occasione per rivoluzionare il rapporto col Fisco

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

Secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) il prezzo della benzina al consumo è a 1,953,14 al litro, collocandoci nella fascia alta a livello europeo, e comunque i prezzi dei singoli distributori per tutta Italia, mediamente sono superiori ai 2 euro. Sono prezzi che, rispetto al costo della vita, non è la prima volta che sono a questi livelli: nel 1980 erano a 2,24, anche se negli ultimi 30 anni siamo sempre stati sotto i 2 euro. Il contesto economico e politico 2022 (prezzi gas e guerra), ci induce a maggiore preoccupazione: rispetto al 1980 i nostri livelli di vita sono aumentati, e ci abbiamo fatto un’abitudine non “supeflua” ma “qualitativa”, che ci ha consentito di vivere meglio e più a lungo… che continua ad essere obiettivo di qualunque amministrazione. Certo, con la guerra in corso c’è qualcuno che, cercando di imporci i suoi modelli, ci vuole far credere che la nostra qualità sia effimera, consumistica, depravata, penalizzante i più poveri, etc… ma sta di fatto che viviamo meglio, più a lungo e, in un certo senso, anche più felici. Ovviamente – guerra o non guerra – vorremmo essere più felici, ed è da tempo che rileviamo che i prezzi della benzina sono assurdi in considerazione della sua componente fiscale che, tra accise e Iva, va oltre il 55%. Un problema “complesso” da sempre che forse oggi – contesto drammatico e futuro bigio – ha occasione per essere affrontato come non mai: Siamo sicuri che una componente fiscale così alta, che rappresenta una buona entrata sicura per il Fisco, se fosse radicalmente ridimensionata, non potrebbe essere incentivo per altri consumi che, alla fine, porterebbero entrate fiscali anche maggiori? Con l’aggiunta che una simile rivoluzione fiscale avrebbe un potere di “moral suasion” che renderebbe i contribuenti più disponibili verso un Fisco amico e non predatore, così come oggi la quasi totalità dei contribuenti lo considera? Forse è il caso di prendere in considerazione che “non tutti i mali vengono per nuocere”. La guerra fa schifo ma potrebbe essere occasione per ricostruire un Fisco che potrebbe non continuare ad avere uno dei più alti livelli di evasione in Europa.

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Rincari benzina e speculazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2022

L’Unione Nazionale Consumatori ha deciso di presentare un esposto all’Antitrust contro i rincari di benzina e gasolio, chiedendo che la Guardia di Finanza accerti le speculazioni lungo la filiera.”E’ evidente che ci sono speculazioni vergognose in corso sui prezzi dei carburanti. I rialzi, infatti, non sono certo giustificati dalla guerra in Ucraina, non tanto e non solo perché al momento non c’è un blocco dell’import dalla Russia di gas e petrolio, ma soprattutto perché l’impennata delle quotazioni sui mercati internazionali non possono già essere arrivata alla pompa, visto che il petrolio greggio prima di diventare benzina va distillato e raffinato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Chiediamo, quindi, che l’Antitrust accerti, tramite la Guardia di Finanza, quando e con che tempistica sono iniziati gli aumenti e se qualcuno si è approfittato di questa emergenza e dei timori per gli effetti della guerra per condizionare indebitamente il comportamento economico dei consumatori, attuando così una pratica commerciale scorretta, e, nel caso siano accertati reati, quali il rialzo fraudolento di prezzi sul pubblico mercato, di segnalare alla Procure territorialmente competenti gli eventuali profili penalmente rilevanti” conclude Dona.In una sola settimana, dal 28 febbraio al 7 marzo, secondo i dati ufficiali del Mite elaborati dall’Unc, la benzina è rincarata del 4,5%, 8,43 cent al litro, pari a 4,21 euro per un pieno di 50 litri, equivalenti a 101 euro su base annua, mentre il gasolio ha fatto un balzo ancora maggiore, +5,1%, 8,89 cent al litro, che corrispondono a 4 euro e 44 cent a rifornimento, 107 euro annui. (Mauro Antonelli)

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Caro benzina: spenderemo 1.750 euro per fare il pieno

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 marzo 2022

“Nei soli primi due mesi del 2022 gli italiani hanno speso, per fare rifornimento, quasi 50 euro in più rispetto allo scorso anno (+22%). È quanto risulta dalle simulazioni di Facile.it su dati mUp Research. Le famiglie già da mesi stanno facendo i conti con il caro-benzina ma nelle ultime settimane, a causa del conflitto tra Russia e Ucraina, il prezzo del carburante è salito alle stelle tanto che, nello specifico, chi guida una vettura alimentata a benzina dal primo gennaio al 28 febbraio ha speso, in media, circa 275 euro (erano 228 euro lo scorso anno), chi ha un diesel, sempre in media, 245 euro (erano 199 euro nel 2021).Visto il complicato scenario internazionale il conto potrebbe essere addirittura più salato nei prossimi mesi; considerando i prezzi attuali, un automobilista italiano potrebbe arrivare a spendere, in un anno, oltre 1.750 euro per fare il pieno ad un’auto a benzina e più di 1.560 euro per una a diesel, vale a dire circa il 20% in più rispetto al 2021.

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Consumatori su benzina

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

“La benzina in modalità self service raggiunge 1,869 euro al litro, un record dal 17 settembre 2012, ossia 9 anni e 5 mesi fa, quando era 1,878 euro, mentre per il gasolio, a quota 1,740 euro al litro, si tratta di un primato dal 22 ottobre 2012, quando era pari a 1,747 euro al litro” denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, sulla base dello studio condotto sui dati settimanali del ministero della Transizione Ecologica.”Dall’inizio dell’anno, in due mesi, un litro di benzina è rincarato di quasi 15 cent, +8,7%, pari a 7 euro e 46 cent per un pieno di 50 litri, 179 euro su base annua, un litro di gasolio è aumentato di oltre 15 cent, +9,8%, 7 euro e 76 cent a rifornimento, equivalenti a 186 euro annui” prosegue Dona.”In un anno esatto, dalla rilevazione del 1° marzo 2021, quando la benzina era pari a 1.537 euro al litro e il gasolio a 1.408 euro al litro, un pieno da 50 litri costa 16 euro e 61 cent in più per la benzina e 16 e 60 per il gasolio, con un’impennata, rispettivamente, del 21,6% e del 23,6%. Una stangata, su base annua, pari a 399 euro per la benzina e 398 per il gasolio” aggiunge Dona. “Il Governo si comporta come Ponzio Pilato, ma non può continuare a lavarsene le mani. La benzina sta facendo impennare l’inflazione e sta svuotando i portafogli degli automobilisti. Se riducesse le accise di 20 cent, considerando anche l’Iva i prezzi scenderebbero di 24,4 cent e si tornerebbe a valori normali” conclude Dona.

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Benzina. Paghiamo ancora la guerra di Abissinia

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 febbraio 2022

Mentre il prezzo della benzina vola sopra 1,8 euro al litro, e’ utile richiamare alla memoria come si e’ andato formando il prezzo nel corso dei decenni, per quel che attiene alle accise (imposte). Nel prezzo della benzina e’ compreso anche il costo per la guerra in Abissinia. Incredibile? No, e’ proprio così e non solo. Riportiamo qui sotto tutti gli eventi che hanno determinato un aumento delle accise sulla benzina. * 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935; * 14 lire per la crisi di Suez del 1956; * 10 lire per il disastro del Vajont del 1963; * 10 lire per l’alluvione di Firenze del 1966; * 10 lire per il terremoto del Belice del 1968; * 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976; * 75 lire per il terremoto dell’Irpinia del 1980; * 205 lire per la missione in Libano del 1983; * 22 lire per la missione in Bosnia del 1996; * 39 lire (0,020 euro) per il rinnovo del contratto degli autoferrotranviari del 2004. Il tutto per 486 lire, cioe’ 0,25 euro. Naturalmente, la motivazione si e’ persa, perchè l’aumento e’ stato assorbito come entrata ordinaria. In un Paese civile al cessare della causa che determina una tassa cessa la tassa stessa. In Italia non e’ così. Alla accisa, che in sostanza e’ una tassa, si applica l’IVA, cioe’ una tassa sulla tassa. Da non credere! Si parla di riforma fiscale. Questo sarebbe un tema che interessa tutti gli italiani. Primo Mastrantoni, Aduc

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Benzina: record dall’11 marzo 2013

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 febbraio 2022

“Prosegue la corsa dei prezzi dei carburanti, con la benzina che in modalità self service raggiunge i 1,797 euro al litro e il gasolio che arriva 1,667 euro al litro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, sulla base dei dati settimanali del ministero della Transizione Ecologica.”Anche se la benzina secondo i dati ufficiali del ministero non ha ancora superato la soglia di 1,8 euro al litro, smentendo le anticipazioni diffuse ieri, si tratta di un nuovo record che, secondo la nostra analisi, non si registrava dall’11 marzo 2013, quasi 9 anni fa, quando appunto era arrivata a 1,804 euro al litro. Anche per il gasolio si tocca il primato dal 23 settembre 2013, quando era pari a 1,678 euro al litro” denuncia Dona.”In una sola settimana il rincaro, per un pieno da 50 litri, è di circa 1 euro, 90 cent per la benzina e 1 euro e 1 cent per il gasolio. In un mese esatto, dall’inizio dell’anno, un litro di benzina è aumentato di 7,71 cent, pari a 3 euro e 86 cent a pieno, il gasolio di 8,2 cent, equivalenti a 4 euro e 10 cent per un rifornimento, pari a, rispettivamente, 93 e 98 euro su base annua” prosegue Dona.”In un anno esatto, dalla rilevazione del 1° febbraio 2021, quando la benzina era pari a 1.480 euro al litro e il gasolio a 1.351 euro al litro, un pieno da 50 litri costa 15 euro e 84 cent in più sia per la benzina che per il gasolio, con un’impennata, rispettivamente, del 21,4% e del 23,5%. Un balzo che equivale, su base annua, a una stangata pari a 380 euro all’anno sia per la benzina che per il gasolio” aggiunge Dona.”Il Governo non può più lavarsene le mani. La benzina, al pari di luce e gas, sta innescando una spirale inflazionistica molto pericolosa, con effetti nefasti per il potere d’acquisto e i consumi delle famiglie, e quindi per la ripresa in corso. Per questo nel prossimo Consiglio dei ministri si deve intervenire riducendo le accise di almeno 20 centesimi, sterilizzando gli aumenti che stanno dissanguando gli automobilisti” conclude Dona.

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Benzina: rincari vertiginosi fanno schizzare il prezzo oltre i 2 Euro al litro

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 ottobre 2021

Prezzi che, come denunciamo da tempo, sono ben al di sopra del livello a cui dovrebbero attestarsi: dalle analisi dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, il prezzo della benzina dovrebbe essere inferiore di almeno 14 centesimi rispetto a quello attuale. Il sovrapprezzo applicato, in termini annui, porta ad un aggravio di circa +168 Euro ad automobilista per i pieni di carburante. Gli aumenti in termini indiretti, dovuti ai rincari dei beni di consumo trasportati in larga parte su gomma, saranno di +118,80 Euro annui a famiglia.A conti fatti, questi aumenti, se non arginati presto, potranno costare ai cittadini ben +286,80 Euro l’anno.Aumenti che si aggiungono, tra l’altro, a quelli sulle bollette di luce e gas, nonché per il gasolio riscaldamento.“È evidente la necessità di prendere provvedimenti urgenti per contrastare tali rincari e, soprattutto, per combattere i gravi fenomeni speculativi in atto.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.Per calmierare i prezzi è necessario intervenire sul sistema di tassazione che pesa in maniera eccessiva sui carburanti. Su 1,66 Euro al litro di benzina, oltre 73 centesimi sono di accisa, 29 di IVA. Imposta che viene applicata anche sull’accisa: tassando quella che è già una tassa. Un primo passo fondamentale è evitare di applicare imposte su importi già comprensivi di altre tasse, inoltre sarebbe opportuno adottare, come rivendichiamo da tempo, un meccanismo capace di far abbassare automaticamente l’accisa ogni volta che il costo della materia prima cresce oltre la soglia di guardia.

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Benzina: record dal 15 settembre 2014, +414 euro all’anno

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2021

Secondo i dati settimanali del ministero della Transizione Ecologica, salgono ancora i prezzi dei carburanti, che si attestano, in modalità self service, a 1,734 euro al litro per la benzina, a 1,593 euro per il gasolio e a 0,818 euro per il Gpl.”Dopo che settimana scorsa la benzina aveva sfondato la soglia di 1,7 euro al litro, non si arresta la corsa dei carburanti, con il Gpl che varca il primato degli 80 cent al litro e il gasolio che sfiora 1,6 euro. In particolare, la benzina raggiungendo i 1,734 euro al litro, segna un nuovo record dal 15 settembre 2014, ossia oltre 7 anni fa, quando svettò a 1735 euro al litro, il gasolio arrivando a 1,593 euro al litro tocca il valore massimo dal 13 ottobre 2014, 7 anni fa, quando si attestò a 1.599 euro al litro, mentre per il Gpl, ora a 818 euro al litro, bisogna tornare addirittura al 10 febbraio 2014 per trovare un valore più alto, 821 euro al litro. In un anno il Gpl è più caro del 38%. Un intervento del Governo per sterilizzare gli aumenti, riducendo le accise, non è più rinviabile” denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Dall’inizio dell’anno, dalla rilevazione del 4 gennaio, ossia 9 mesi e mezzo, un pieno da 50 litri è aumentato di 14 euro e 62 cent per la benzina e di 13 euro e 71 cent per il gasolio, con un rialzo, rispettivamente, del 20,3 e 20,8%. Su base annua è pari a un rincaro ad autovettura pari a 351 euro all’anno per la benzina e 329 euro per il gasolio” prosegue Dona.”In un anno, dalla rilevazione del 19 ottobre 2020, quando la benzina era pari a 1.389 euro al litro e il gasolio a 1.260 euro al litro, un pieno da 50 litri costa 17 euro e 24 cent in più per la benzina e 16 euro e 64 cent in più per il gasolio, con un’impennata, rispettivamente, del 24,8% e del 26,4%. Un balzo che equivale, su base annua, a una stangata pari a 414 euro all’anno per la benzina e a 399 euro per il gasolio” conclude Dona.

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Carburanti: Unc, benzina sempre più su

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2021

Secondo i dati settimanali del ministero della Transizione Ecologica, salgono ancora i prezzi dei carburanti, che si attestano, in modalità self service, a 1,687 euro al litro per la benzina e a 1,537 euro per il gasolio.”Prosegue inarrestabile la corsa dei prezzi dei carburanti. Un balzo settimanale davvero preoccupante, che da solo incide su un pieno da 50 litri per più di 50 centesimi: +0,53 euro per la benzina e +0,66 euro per il gasolio. Urge un intervento che riduca le imposte, che tra accise e Iva pesano per circa il 60%: 61,2% sulla benzina e 58,2% sul gasolio stando ai dati di oggi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “La benzina, arrivando a 1,687 euro al litro, raggiunge un nuovo record dal 20 ottobre 2014, ossia quasi 7 anni fa, quando svettò a 1698 euro al litro, mentre il gasolio, toccando i 1,537 euro al litro, straccia il precedente primato e arriva al valore massimo dal 19 novembre 2018, quando si attestò a 1.544 euro al litro” aggiunge Dona. “Dall’inizio dell’anno, dalla rilevazione del 4 gennaio, ossia in 9 mesi esatti, un pieno da 50 litri è aumentato di 12 euro e 27 cent per la benzina e di 10 euro e 88 cent per il gasolio, con un rincaro, rispettivamente, del 17% e del 16,5%. Su base annua è pari a una batosta ad autovettura pari a 294 euro all’anno per la benzina e 261 euro per il gasolio” prosegue Dona. “In un anno, dalla rilevazione del 5 ottobre 2020, quando la benzina era pari a 1.388 euro al litro e il gasolio a 1.263 euro al litro, un pieno da 50 litri costa 14 euro e 93 cent in più per la benzina e 13 euro e 70 cent in più per il gasolio, con un incremento, rispettivamente, del 21,5% e del 21,7%. Un rialzo che equivale, su base annua, a una stangata pari a 358 euro all’anno per la benzina e a 329 euro per il gasolio” conclude Dona.

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Benzina alle stelle. Dopo luce e gas… Rivedere le politiche di incentivi e fiscalità

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2021

Il prezzo della benzina sale ancora e si porta ai massimi degli ultimi sette anni. Secondo le rilevazioni settimanali del Ministero della Transizione ecologica, il prezzo medio della verde in modalita’ self si e’ attestato nella settimana appena trascorsa a 1,670 euro al litro (in rialzo di 8,58 centesimi), ovvero al livello piu’ alto dalla fine dell’ottobre 2014, quando viaggiava in media a 1,681 euro. Sale anche il prezzo del diesel, in rialzo di 6,58 centesimi, a 1,516 euro al litro.Una “mazzata” che arriva dopo gli annunciati rincari di luce (+40%) e gas (+31%) su cui il Governo intende prendere qualche provvedimento tampone, che però non crediamo farà altrettanto per la benzina. Ufficialmente perché, mentre per luce e gas esistono ancora i mercati vincolati e lo Stato ha un certo potere, non è altrettanto per la benzina, il cui mercato è libero… sulla carta… visto che la componente fiscale della benzina si avvicina al 70%… “avoglia” ad intervenire… Al di là delle politiche specifiche, i rincari dei prodotti energetici dovrebbero far riflettere sui metodi statali di aiuto, e valutare un cambio. Non più interventi/sussidi a pioggia, ma una POLITICA che tratti i prodotti energetici (luce, gas, benzina) come necessariamente poco costosi, perché è su di essi che gira tutta l’attività economica domestica ed industriale. Far pagare questi prodotti depurandoli di quasi tutte le componenti fiscali, se da un lato potrebbe creare problemi agli introiti fiscali, dall’altro incentiverebbe vita e produzione. Noi crediamo che un bilanciamento che consideri quanto si toglie da una parte e quanto si stimoli dall’altra, potrebbe portare a sorprese inedite per l’economia individuale e collettiva. Il governo ha voglia di valutare questa rivoluzione con uno studio di fattibilità? Non ci sembra che al momento ci sia niente. E intanto si continuerà a sollevare allarmi, dove non è chiaro quanto siano endemici di una economia di mercato o voracità eccessiva (e sbagliata) dello Stato. Vincenzo Donvito, Aduc

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Benzina: Unc, schizzano i prezzi carburanti

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2021

Secondo i dati settimanali del ministero della Transizione Ecologica, salgono i prezzi dei carburanti, che si attestano, in modalità self service, a 1,662 euro al litro per la benzina e a 1,510 euro per il gasolio.”Schizzano verso l’alto i prezzi dei carburanti. La benzina svetta a 1,662 euro al litro, un record dal 15 ottobre 2018, mentre il gasolio arrivando a 1,510 euro al litro tocca il valore massimo dal 3 giugno 2019, quando si attestò a 1.514 euro al litro” denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Dall’inizio dell’anno, dalla rilevazione del 4 gennaio, un pieno da 50 litri è aumentato di 11 euro e 3 cent per la benzina e di 9 euro e 55 cent per il gasolio, con un rincaro, rispettivamente, del 15,3% e del 14,5%. Su base annua è pari a una stangata ad autovettura pari a 265 euro all’anno per la benzina e 229 euro per il gasolio” prosegue Dona. “In un anno, dalla rilevazione del 14 settembre 2020, quando la benzina era pari a 1.392 euro al litro e il gasolio a 1.274 euro al litro, un pieno da 50 litri costa 13 euro e 50 cent in più per la benzina e 11 euro e 79 cent in più per il gasolio, con un rialzo, rispettivamente, del 19,4% e del 18,5%. Un rincaro che equivale, su base annua, a una mazzata pari a 324 euro all’anno per la benzina e a 283 euro per il gasolio” conclude Dona.

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Benzina: dati Mise, prezzi risalgono ancora

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 marzo 2021

Secondo i dati settimanali del ministero dello Sviluppo Economico appena pubblicati salgono ancora i prezzi dei carburanti, che si attestano 1,566 euro al litro per la benzina e a 1,436 euro per il gasolio.”Un’impennata inarrestabile che dura ininterrottamente da 4 mesi. In soli sette giorni un pieno da 50 litri costa 82 cent in più per la benzina e 74 cent per il gasolio. Dall’inizio dell’anno, un pieno da 50 litri è aumentato di 6 euro e 23 cent per la benzina e di 5 euro e 85 cent per il gasolio, con un rincaro, rispettivamente, dell’8,6% e dell’8,9%. Su base annua è pari ad una mazzata ad autovettura pari a 150 euro all’anno per la benzina e 140 euro per il gasolio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Dal 9 novembre, ultima settimana senza rialzi, in poco più di 4 mesi c’è stato un volo del 13,6% per la benzina e del 15% per il gasolio. Su un pieno di 50 litri l’aggravio è di oltre 9 euro: 9 euro e 39 cent per la benzina e 9 euro e 37 cent per il gasolio. Su base annua è pari a una stangata ad autovettura pari a 225 euro all’anno sia per la benzina che per il gasolio” conclude Dona.

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Benzina: sale prezzo medio, sfiora 1,5 euro al self service

Posted by fidest press agency su martedì, 9 febbraio 2021

In base all’elaborazione di Quotidiano Energia, salgono al distributore i prezzi praticati di benzina e diesel, sfiorando per la benzina 1,5 euro al litro.”Una vergogna! Gli aumenti dei carburanti, secondo i dati settimanali del ministero dello Sviluppo Economico, durano ininterrottamente dal 16 novembre 2020, con un rialzo di 9,5 cent al litro sia per la benzina (9,453) che per il gasolio (9,426) rispetto agli ultimi dati settimanali disponibili, relativi al 1° febbraio. Insomma, su un pieno di 50 litri di carburanti c’è stato un aggravio di 4,73 euro per la benzina e 4,76 euro per il gasolio. Su base annua è pari ad un incremento di spesa per autovettura, considerando i consumi pre-lockdown di due pieni di carburanti al mese, pari a 113 euro all’anno per la benzina e 114 euro per il gasolio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Benzina: Up, su prezzi pesa fisco

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2020

Secondo il presidente dell’Unione Petrolifera, il maggior costo alla pompa per gli automobilisti italiani rispetto all’Eurozona è interamente dovuto alla componente fiscale, con un maggior onere fiscale è ora pari a 11 centesimi euro/litro per la benzina e 14,6 centesimi per il gasolio.”Al di là del confronto europeo, che ora lascia il tempo che trova, visto il crollo record della domanda registrato in Italia per via del lockdown, è assolutamente vero che in Italia si pagano troppe imposte sui carburanti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo i dati settimanali del ministero dello Sviluppo Economico pubblicati pochi minuti fa, a fronte di un prezzo medio pari 1,388 euro al litro per la benzina, 0,979 euro, pari al 70,5%, se vanno tra accise e Iva, mentre a fronte di un prezzo al litro di 1,263 euro per il gasolio, 0,845 euro, il 66,9%, se ne vanno in imposte. Una percentuale bulgara decisamente inaccettabile” conclude Dona.

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