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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

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Settima edizione della Maratona Fotografica della città di Bergamo

Posted by fidest press agency su domenica, 28 agosto 2022

Bergamo. la Maratona si svolge il 4 settembre. La partenza è prevista alle ore 9, presso la sede di I’Mm Spazio Cam e si concluderà alle ore 18. Nove ore durante le quali i partecipanti dovranno raggiungere alcuni dei punti della città di Bergamo, dove poter vidimare il foglietto di partecipazione e scattare fotografie. Dopo il successo delle edizioni precedenti, l’Associazione Culturale I’Mm Spazio Cam organizza la settima edizione della Maratona Fotografica della città di Bergamo, evento culturale che unisce fotografia e territorio, cammino e immagini, passeggiate e osservazione.Aperta a chiunque, cittadini e turisti, amanti e appassionati di fotografia, amici e curiosi che abbiano in dotazione un qualsiasi strumento fotografico. Bergamo è un soggetto perfetto da scoprire camminando e da fissare in uno scatto fotografico. Immergersi nei paesaggi collinari, nelle vie medievali, nell’armonia dei monumenti, nella quotidianità dei borghi, nella ruralità delle scalette e renderli immagini uniche, farne racconto, cogliendo tutte le anime della città.Quattro i temi su cui lavorare ed esprimersi, che verranno assegnati nell’arco della giornata: due temi verranno dati alla partenza e due alle 12,30 in Piazza Vecchia. I partecipanti potranno inviare un unico scatto per ogni tema, per un totale di quattro scatti.Gli scatti verranno messi on-line sul sito maratonafotograficabergamo.com e andranno a costituire una narrazione per immagini della città. Saranno poi valutati da una giuria di esperti ed entro 60 giorni verranno proclamati i vincitori. Le foto vincitrici di ogni tema saranno esposte, per un mese, presso lo Spazio Cam di Bergamo.http://maratonafotograficabergamo.it/

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Cresce “al femminile” il colosso della logistica di Bergamo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

La logistica attrae sempre più i giovani. Almeno quelli che, oggi, hanno più intraprendenza e voglia di fare. Bracchi ha infatti appena terminato una campagna di un centinaio di assunzioni nei primi mesi del 2022: 78 dipendenti faranno riferimento alle sedi italiane (tra di loro, 30 sono donne), 23 nuovi dipendenti per le sedi estere (di cui ben 16 presenze femminili), distribuiti tra Germania, Polonia e Slovacchia. L’età media aziendale è intorno ai 40 anni.Il 90% dei nuovi arrivi in Bracchi sono contratti di tipo indeterminato e determinato, con un significativo numero di stabilizzazioni, il restante sono tirocini formativi che per Bracchi rappresentano una valida via per scoprire nuovi talenti. Il dato della presenza femminile in azienda a questo punto è significativo: il 45,5% delle nuove assunzioni sono donne, in un settore percepito storicamente come maschile, segno dell’impegno aziendale verso la gender equality, ma anche di un nuovo modo, dal punto di vista delle donne, di percepire la logistica. In Bracchi, infatti, ci sono donne alla guida di camion e muletti, ma sono presenti anche in ruoli manageriali e in ogni ambito della vita lavorativa, dall’ingegneria logistica alla pianificazione dei trasporti, dalla direzione delle succursali estere, fino agli uffici amministrativi. “Abbiamo un forte bisogno di giovani capaci di affrontare le sfide che la logistica ci pone ogni giorno”, dice l’amministratore delegato Umberto Ferretti. “Siamo alla ricerca costante soprattutto di autisti, magazzinieri, ingegneri logistici e professionisti nella gestione di trasporti, spedizioni, gestione documenti doganali e fiscali, amministrazione. Per aiutarli ad integrarsi in azienda, diamo la possibilità ai giovani di mettersi alla prova con percorsi di formazione e tirocini aziendali, grazie anche a partnership attive con istituti di formazione”. Decisivi per Bracchi sono i temi ESG (Environmental, social and governance, ndr) e il mondo del lavoro: l’etica contrattuale, la sicurezza, la sostenibilità ambientale e il modello di governance con l’organismo di vigilanza. Le sfide connesse alla progressiva crescita aziendale sono molte, per questo in Bracchi è stata implementata la governance aziendale, ora garantita da un modello di organizzazione, gestione e controllo (ODV), che vigila sul rispetto di etica contrattuale, sicurezza e politiche ambientali. Il “modello” è stato predisposto sulla base delle prescrizioni del decreto e delle linee guida elaborate da Confindustria per sensibilizzare sia dipendenti che collaboratori di Bracchi, affinché seguano, nell’espletamento delle proprie attività, comportamenti corretti e lineari al fine di prevenire il rischio di commissione dei reati che possono esser commessi in azienda.

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Il robot dell’Ospedale di Bergamo

Posted by fidest press agency su domenica, 12 dicembre 2021

E’ ora in uso anche per il trattamento del tumore al colon. La sala operatoria che ospita la piattaforma chirurgica robotica ha ospitato nelle scorse settimane sette interventi per la rimozione di tumori al colon sinistro. La chirurgia robotica garantisce una minore invasività rispetto alla chirurgia tradizionale ‘a cielo aperto’. L’accesso al campo operatorio avviene attraverso piccoli fori, senza dover fare ricorso ad incisioni chirurgiche estese. Ciò si traduce per il paziente in minore dolore post-operatorio e in tempi di recupero più rapidi. Le ferite, più piccole, presentano minori rischi di complicanze, come infezioni o sanguinamenti. Più rapida è infine la ripresa della ordinaria attività quotidiana e delle funzioni dell’organo, nello specifico di quelle intestinali. Il mancato taglio ha infine un riflesso positivo dal punto di vista estetico. Per il chirurgo, i sistemi per la chirurgia robotica garantiscono un’estrema precisione nei movimenti. Anche la visione del campo operatorio è favorita dall’enorme ingrandimento ottico e dalle possibilità di dettaglio offerte dal monitor con visione tridimensionale. La chirurgia dei tumori addominali, che al Papa Giovanni è eseguita dalla Chirurgia 1 diretta da Alessandro Lucianetti con una casistica di elevata complessità, è tra le attività più promettenti in tema di chirurgia laparoscopica robot-assistita. Le potenzialità del robot, oltre che nei tumori del colon, possono in prospettiva essere sfruttate per la rimozione chirurgica delle neoplasie del tratto gastroenterico al retto e allo stomaco. Fondamentale per l’individuazione tempestiva di questi tumori è l’attività diagnostica che al Papa Giovanni XXIII viene realizzata dalla Gastroenterologia 2 – endoscopia digestiva, diretta da Salvatore Greco. Grazie a questa e ad altre collaborazioni multidisciplinari, il team di chirurghi toraco-addominali si occupa tra l’altro di tumori dell’esofago, dell’intestino tenue, del trattamento dei melanomi e sarcomi e di interventi chirurgici dell’area pneumo-mediastinica, per la cura delle più importanti malattie polmonari e pleuriche, sia oncologiche che funzionali. Come parte del Trauma Center di riferimento di Regione Lombardia, la Chirurgia 1 è infine attiva per gli interventi in urgenza di problematiche acute del distretto toraco-addominale, sia traumatiche sia derivanti da patologie organiche, come pneumotorace, occlusione e perforazione viscerale, colecistite acuta, appendicite. Anche le procedure in urgenza vengono eseguite, dove indicato, con tecnica mini-invasiva.

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La curia di Bergamo con il gruppo Mascio per costruire il futuro dei giovani

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2021

Un progetto in sinergia con la Curia di Bergamo per dare un’occasione ai giovani senza lavoro del territorio, attraverso un percorso di formazione specializzata. È questo il progetto del Gruppo Mascio (www.mascio.it): corsi di formazione gratuiti, finalizzati al conseguimento della Patente CE e della Patente Professionale CQC per la guida di autoarticolati, e la conseguente partecipazione ad uno stage formativo di almeno 6 mesi in azienda. Sarà proprio la Curia di Bergamo ad individuare, tra le tante realtà in cui opera, i tre giovani da coinvolgere nel progetto. Un investimento sulla formazione, sulla crescita sociale ed umana del proprio personale, che conferma ancora una volta il ruolo centrale riservato dal Gruppo Mascio alla persona, come individuo e come risorsa. La Curia, rappresentata dal Segretario Generale Curia diocesana, Mons. Giulio Dellavite e dal Direttore dell’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro Diocesi di Bergamo, Don Cristiano Re, accompagnati dal Sindaco di Mornico al Serio, Eugenio Cerea, hanno accolto l’invito di Stefano Mascio ed hanno partecipato ad un primo incontro istituzionale presso la sede del Gruppo, per gettare le basi per quello che sarà il primo di una serie di step che porterà alla realizzazione di un progetto dall’alto valore sociale.

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Il Papa Giovanni XXIII di Bergamo tra i migliori ospedali del mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 marzo 2021

Per il secondo anno consecutivo c’è anche l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo tra i World’s Best Hospitals, il ranking stilato da Newsweek e Statista Inc. che identifica i 200 migliori ospedali del mondo. Sono stati considerati gli ospedali di 25 Paesi (USA, Germania, Giappone, Corea del Sud, Francia, Italia, Regno Unito, Spagna, Brasile, Canada, India, Australia, Messico, Paesi Bassi, Polonia, Austria, Tailandia, Svizzera, Svezia, Belgio, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Israele e Singapore), selezionati principalmente in base al tenore e aspettativa di vita, alle dimensioni della popolazione, al numero di ospedali e alla disponibilità di dati. La classifica è stilata in base a 3 fattori: il parere di esperti (medici, direttori di ospedali, professionisti sanitari che hanno partecipato ad un sondaggio online internazionale che ha coinvolto oltre 70.000 operatori), i risultati delle indagini di soddisfazione sui pazienti e i KPI sanitari (Key Performance Indicators) da database internazionali cioè gli indicatori che misurano le performance sanitarie (come sicurezza del paziente, misure igieniche e qualità dei trattamenti). “Lo scorso anno questo riconoscimento era arrivato nei giorni più difficili dell’emergenza Covid-19 a Bergamo – ha commentato Maria Beatrice Stasi, direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII -. Un anno dopo è giunta la conferma dell’inserimento in classifica, nonostante i mesi difficili che abbiamo passato e il periodo tuttora di grande incertezza e di super lavoro per i nostri operatori. A loro va un grande ringraziamento per lo sforzo che ancora stanno facendo nella lotta alla pandemia e nella cura di tante altre patologie per cui il Papa Giovanni continua ad essere punto di riferimento in Italia e non solo”.

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A casa, come in ospedale: ASST Bergamo ovest attiva il telemonitoraggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2020

La lezione della prima ondata, in cui il paziente Covid tornava al domicilio con difficoltà nella gestione del proprio stato di salute, ha fatto tendere fortemente verso l’attivazione, quanto prima, di un sistema di tele-controllo e telemonitoraggio dei pazienti dimessi. Dopo le prime esperienze di marzo e aprile, oggi l’ASST Bergamo Ovest ha strutturato, grazie a Regione Lombardia, un sistema di telemonitoraggio che permette la dimissione del paziente, terminata la fase acuta, mantenendo per 15 giorni il controllo da remoto dei principali parametri vitali. Oltre all’Ambulatorio di follow up per pazienti affetti da covid già attivato nello scorso mese di ottobre, l’Azienda intende così ampliare il proprio ventaglio di servizi per questi pazienti, ed offrire un supporto valido alla popolazione per fronteggiare i disagi causati dall’emergenza COVID, mediante l’attivazione del telemonitoraggio. Il sistema prevede l’utilizzo di un semplice smartphone a cui sono collegati una serie di dispositivi scelti, in fase di dimissione, dal medico: dal semplice termometro, al saturimetro, al misuratore della pressione fino all’apparecchio per effettuare l’ECG (elettrocardiogramma). Prima di lasciare il reparto il paziente viene istruito all’uso degli strumenti, istruzioni molto semplici anche perché il sistema ricorda automaticamente le attività da svolgere in successione. Inoltre è disponibile una centrale di controllo che verifica costantemente lo stato di salute e contatta direttamente il paziente per conoscerne l’evoluzione. La piattaforma è condivisa con il proprio medico di medicina generale che, volendo, può così seguire contestualmente ai colleghi ospedalieri il percorso del paziente.Ad oggi, a seguito della nuova recrudescenza pandemica, sono già stati dimessi dieci pazienti dotati di questo nuovo dispositivo; la gestione è in carico al Centro Servizi dell’ASST. Il telemonitoraggio si colloca all’interno dei nuovi servizi attivati nell’ambito del “Progetto infermieri di comunità e di famiglia”. La soddisfazione dei primi utilizzatori è molto alta e perciò l’ASST continua nella dimissione “protetta” dei pazienti al fine di garantirne un monitoraggio attento e permanente al proprio domicilio.

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Al via la campagna vaccinale per i soggetti fragili

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2020

Bergamo. Prenderanno il via mercoledì 4 novembre le vaccinazioni antinfluenzali gratuite per le categorie a rischio negli ambulatori allestiti dall’ASST Papa Giovanni XXIII ma la prenotazione è già possibile sul sito web dell’azienda raggiungibile all’indirizzo http://www.asst-pg23.it (in caso di problemi di visualizzazione, è necessario svuotare la cache del browser andando su Impostazioni/Cancella dati di navigazione. Si sconsiglia l’utilizzo del browser Internet Explorer). Soggetti dai 6 mesi ai 65 anni con patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza: malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO) malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con indice di massa corporea BMI >30) insufficienza renale/surrenale cronica, malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie, tumori e in corso di trattamento chemioterapico, malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV, malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali, patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici, patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari), epatopatie croniche, Donne in gravidanza e nel “postpartum”. Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale. Familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fatto che il soggetto a rischio sia stato o meno vaccinato).

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La Cardiologia del Papa Giovanni tra le 200 migliori al mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Bergamo. Tra i 200 migliori reparti al mondo, c’è la Cardiologia del Papa Giovanni XXIII di Bergamo. A stabilirlo è la prima edizione della classifica World’s Best Specialized Hospitals 2021 (migliori ospedali specializzati del mondo) a cura dalla prestigiosa rivista statunitense Newsweek in collaborazione con Statista, elaboratore leader di dati sul mercato e sui consumatori. Un nuovo riconoscimento per l’ASST Papa Giovanni XXIII che arriva a poche settimane dal traguardo storico dei 1000 trapianti di cuore in 35 anni. L’indagine, condotta tra maggio e luglio 2020, mira a classificare le migliori strutture in sei campi medici in tutto il mondo, presentando i primi 200 ospedali in Cardiologia e in Oncologia e la top 100 in Endocrinologia, Neurologia, Gastroenterologia e Ortopedia. Il campione è composto da oltre 40.000 medici esperti – tra cui medici, dirigenti ospedalieri e operatori sanitari – che hanno espresso una valutazione su tutti gli ospedali del mondo. I risultati dell’indagine sono stati poi convalidati da un comitato di rinomati esperti medici. All’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo il paziente preso in carico per problemi cardiovascolari viene realmente messo al centro. Il singolo caso viene valutato congiuntamente grazie alle varie competenze di tutto il Dipartimento: il cardiologo, il cardiologo interventista, il cardiochirurgo, l’elettrofisiologo, il chirurgo vascolare e l’anestesista. E’ un modello organizzativo che caratterizza da sempre il lavoro dei professionisti bergamaschi. Il modello ispiratore è quello dell’Heart Team: una “squadra del cuore” che stabilisce per ciascun paziente il più idoneo trattamento terapeutico, chirurgico o interventistico, in misura altamente personalizzata.

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Super-ecografo per le gravidanze a rischio

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2020

Bergamo. Anziché ricevere un regalo, sceglie di donare uno strumento ecografico all’avanguardia, completo di sonde, all’Ospedale della sua città. E’ questo il modo con cui un benefattore, che ha chiesto di restare anonimo, ha deciso di celebrare il giorno del compleanno. Il super-ecografo è entrato in funzione a febbraio nel reparto di Ostetricia e Ginecologia del Papa Giovanni XXIII e sono già decine le donne con gravidanza a rischio elevato che hanno beneficiato del dono. Il nuovo ecografo di ultima generazione, del valore di oltre 100.000 Euro, restituisce immagini ad altissima risoluzione, con sistema 3D/4D e la possibilità di elaborazione rapida ed accurata dei dati e delle immagini. Uno strumento che è stato fin da subito utilizzato per le ecografie ostetriche più complesse e negli ambulatori congiunti con i cardiologi e i chirurghi pediatrici. Sono esami che aiutano nella diagnosi, fin dallo stadio fetale, di patologie congenite e nella definizione delle cure specialistiche necessarie, inclusi gli interventi chirurgici post-natali o in fase perinatale, cioè sul feto in utero. Il Papa Giovanni XXIII è uno degli Ospedali con maggior numero di parti in Italia. Sono circa 4.000 ogni anno e durante il periodo dell’emergenza Covid, dal 23 febbraio ad oggi, sono state registrate più di 1.300 nascite. Grazie a un team multidisciplinare di ginecologi, neonatologi, chirurghi pediatrici, cardiologi, cardiochirurghi, genetisti e psicologi il Papa Giovanni è anche un centro per la diagnosi prenatale di terzo livello, in grado cioè di seguire gravidanze con fattori di rischio per feti affetti da una cardiopatia congenita o da una patologia malformativa. Grazie ad ambulatori dedicati, offre un inquadramento multidisciplinare per la definizione della prognosi per il feto, per la gestione di eventuali terapie in utero, per una corretta impostazione del percorso nascita e il supporto psicologico ai genitori. In casi selezionatissimi, e solo quando il beneficio ha reso preferibile affrontare il rischio, sono stati anche effettuati interventi cardiovascolari intrauterini. Queste competenze sono state anche riconosciute ufficialmente da Regione Lombardia, che ha inserito il Papa Giovanni XXIII tra gli 11 centri hub lombardi di Medicina materno-fetale.

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Bergamo: Arriva personale per rafforzare ospedale e territorio

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

Bergamo. Grazie ai fondi assegnati ad ASST Bergamo Ovest da Regione Lombardia (attraverso la DGR 3377 del 14/07/20 “Determinazioni in ordine al reclutamento di personale per i servizi sanitari territoriali” e la DGR 3325 del 30/06/20 “Ricognizione dei costi del personale per l’attività di sorveglianza dell’epidemia covid – 19. determinazioni in merito alla DGR n. XI/3114 del 07/05/2020 “Determinazioni in merito alle attività di sorveglianza in funzione dell’epidemia Covid-19”), nella giornata di ieri sono state firmate le delibere per le procedere di assunzione di nuove figure professionali, energie fresche utili al rafforzamento sia dell’Ospedale sia del Territorio, nell’ottica di una completa presa in carico dei pazienti, non solo Covid, con un’attenzione particolare alle fragilità e cronicità. Il reclutamento prevede l’assunzione di 76 infermieri di comunità e di famiglia (link http://www.asst-bgovest.it/455.asp ), 2 tecnici sanitari di laboratorio biomedico che aumenteranno la capacità del nostro laboratorio de seguire test diagnostici (sierologici, tamponi), 13 infermieri e 2 amministrativi dedicati al contact tracing (http://www.asst-bgovest.it/456.asp).Tutte le assunzioni serviranno per implementare l’azione capillare di monitoraggio, sorveglianza e presa in carico dei pazienti sia Covid19 che fragili/cronici, quale risposta migliore in termini di prevenzione e personalizzazione della cura.Specificatamente per il Covid19 sarà potenziata l’azione di contact tracing (tracciamento dei contatti) in funzione dell’epidemia Covid19 al fine di ricostruire le catene di contatti di persone positive al virus. Un tracciamento che può avvenire non solo in via informatica, ma anche in maniera “tradizionale”, intervistando le persone positive e risalendo alle situazioni nelle quali hanno potuto mettere a rischio la salute di persone vicine e provvedendo ad avvisarle.

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ASST Bergamo Ovest: in arrivo altri 9 Primari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2020

Bergamo. Regione Lombardia ha dato avvio alle procedure di pubblicazione di nove procedure concorsuali per il reclutamento di altrettanti Direttori di Struttura Complessa.Dopo le cinque Strutture coperte negli scorsi mesi (Direzione Medica dei Presidi, Radioterapia, Oncologia, Servizio Farmaceutico e Urologia) e la sesta in fase di espletamento (Servizio territoriale delle Dipendenze), nei prossimi mesi l’ASST Bergamo Ovest bandirà altri 9 concorsi per altrettante Strutture Complesse, in particolare per:
– Diagnostica per Immagini 1;
– Anatomia e Istologia patologica;
– Medicina Nucleare;
– Medicina Generale 1;
– Chirurgia Generale 2;
– Oculistica;
– Controllo e produzione sanitaria;
– Prevention Process Owner;
– Sviluppo Strategico ed Innovazione Organizzativa.
“Ringrazio la Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia – afferma Peter Assembergs, Direttore Generale dell’ASST Bergamo Ovest -. Con questo provvedimento possiamo ora coprire le Strutture complesse ancora vacanti o coperte da un Facente Funzione: entro fine anno avremo così completato la squadra che determinerà i prossimi 10-15 anni della nostra Azienda. Cercheremo i migliori Professionisti, per servire al meglio il bisogno di salute del nostro vasto territorio.”

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Il grande flagello: Covid-19 a Bergamo e Brescia

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

Arriva in libreria un’ampia inchiesta del giornalista Massimo Tedeschi: tra interviste, testimonianze esclusive e un diario completo della pandemia. Bergamo e Brescia sono i territori che, in Italia, hanno pagato al Covid-19 il prezzo più alto. Due delle province più dinamiche economicamente e più avanzate per la qualità degli ospedali, tra la fine di febbraio e il maggio del 2020 hanno retto l’urto spaventoso di un virus che in quest’area e in poche settimane ha visto più vittime dell’intera Seconda Guerra mondiale e scene strazianti inimmaginabili. Sin dall’inizio Massimo Tedeschi si è fatto cronista e interprete di questo drammatico periodo. Giornalista e saggista, già caporedattore del “Corriere della Sera” e responsabile del dorso bresciano del quotidiano, ha raccolto il suo lavoro nelle pagine de “Il grande flagello. Covid-19 a Bergamo e Brescia” edito da Scholé (pp. 327, euro 19,90) ricostruendo le vicende dell’epidemia con testimonianze dirette, sopralluoghi, interviste, ma pure attingendo al lavoro di colleghi della carta stampata, delle radio, della tv, visitando siti, passando in rassegna social network, ecc. per offrire un percorso, una chiave di lettura e un racconto che è già storia.
Dalla pluralità di voci e dalla vasta messe di dati emerge una catena di sottovalutazioni iniziali, errori, sottostime, lacune organizzative e sviste strategiche che hanno dilatato gli effetti dell’epidemia. Dalla ricostruzione offerta da Il grande flagello emerge al tempo stesso la capacità tecnico-scientifica degli ospedali locali, la dedizione del personale sanitario, la generosità diffusa e la capacità di riorganizzazione sociale con cui Bergamo e Brescia hanno risposto alla tragedia. L’allarme iniziale ampiamente sottovalutato, l’inefficacia del piano epidemico regionale, la diversità dei modelli di risposta della Lombardia e del Veneto, ma anche la “chiusura” di questa seconda regione a pazienti provenienti da altre, la mobilitazione degli ospedali di Brescia e Bergamo e la débacle della medicina di territorio, la sottostima delle vittime e la “strage silenziosa” nelle Rsa, la mancata creazione di una “zona rossa” in Bassa Valseriana e l’allestimento dell’ospedale da campo alla Fiera di Bergamo, le scelte delle amministrazioni locali e i gesti dei due vescovi, sono solo alcuni dei temi affrontati dal libro e riuniti in un racconto incalzante e che spinge a riflettere, oltre la narrazione.
Il libro è costruito in tre parti. La prima, di carattere introduttivo, offre una storia sintetica della pandemia nella Lombardia orientale e indica i temi di discussione di oggi futuri; la seconda è costituita da interviste che consentono di ascoltare le voci e le analisi di alcuni dei protagonisti: i due sindaci Giorgio Gori ed Emilio Del Bono; il direttore del Dipartimento emergenza urgenza area critica dell’ospedale Papa Giovanni, Luca Lorini, e il direttore dell’Unità operativa Malattie infettive presso gli Spedali Civili, Francesco Castelli; il presidente dell’Ordine dei medici di Brescia Ottavio Di Stefano e la presidente dell’Ordine degli infermieri Stefania Pace; i vescovi alla guida delle due diocesi, Pierantonio Tremolada e Francesco Beschi; la terza è di fatto un diario di bordo che con ritmo tambureggiante consente di rivivere l’accavallarsi degli eventi, dei lutti, degli appelli, dei segnali di speranza a Bergamo e Brescia. Il Grande flagello consegna alla memoria collettiva il ricordo di una enorme tragedia, ma anche le chiavi interpretative per capire cos’è accaduto e perché. Un esempio di come il giornalismo di qualità possa offrire, in presa diretta, pagine di cronaca storica e di passione civile.

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Brescia e Bergamo si candidano a Capitali italiane della cultura 2023

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 Maggio 2020

Brescia e Bergamo lanciano un’alleanza strategica, che parte dalla cultura. In uno dei momenti più cupi della loro storia, le due città, che hanno pagato un tremendo tributo all’epidemia Covid-19, hanno deciso simbolicamente di candidarsi insieme a Capitale italiana della Cultura nel 2023.Due territori affini, una sofferenza comune, una volontà unica di risollevarsi dal dolore e progettare un domani sereno, in un percorso che veda cittadini, istituzioni e imprese accomunati dalla consapevolezza che la cultura sintetizza e simboleggia valori fondamentali per qualunque società.I tragici fatti degli ultimi mesi hanno comportato la sospensione di quasi tutte le attività culturali, imponendo una riflessione epocale e sistemica su perché, per chi, come e che cosa significherà “fare cultura” nei prossimi anni, posto che non è pronosticabile il momento del ritorno a una situazione di normalità per come la si intendeva solo pochi mesi fa.La sfida, oggi, è creare qualcosa di nuovo, andare avanti con una consapevolezza differente e stimoli inediti.Le due città e i loro territori intendono cogliere l’occasione per ripensare il proprio sistema di produzione e offerta culturale, a tutti i livelli, cooperando con il tessuto associativo e imprenditoriale, conservando e incrementare il patrimonio, attirando turisti, creando nuove opportunità di sviluppo e formazione.Questi obiettivi implicano un cambiamento di ciò che tradizionalmente è stata la politica culturale e suggeriscono un ripensamento dei compiti e delle strutture delle istituzioni culturali, senza determinare una distrazione rispetto alle missioni originarie. Si tratta di un lavoro che non può essere svolto individualmente ma deve essere, necessariamente, il risultato di un’attivazione complessiva delle energie del territorio. Servono quindi adeguati livelli di integrazione gestionale e politica e la piena collaborazione del tessuto imprenditoriale, non inteso come mero erogatore di risorse economiche, ma come detentore di una cultura del lavoro che unisce competenza, innovazione, creatività e cosmopolitismo.Dal 2016 ad oggi il progetto “Capitale Italiana della Cultura”, nato dalla riproduzione dell’omologo formato europeo nato nel 1985, ha conosciuto una forte evoluzione, trasformandosi da generico incentivo all’incremento della notorietà mediatica e dell’attrattività turistica a strumento strategico per condividere la riprogettazione di svariati asset territoriali per lo sviluppo socio-economico locale.Un’occasione rara per ascoltare le voci delle comunità residenti e degli operatori culturali e raccogliere le idee, le energie e gli stimoli che il processo di candidatura innesca, a prescindere dagli esiti della virtuosa competizione con le altre città tricolori.Brescia e Bergamo si candidano quindi a Capitale Italiana della cultura nel 2023, decise a creare una nuova strada per la fruizione della cultura nel nostro Paese. Il progetto ha già incassato il primo sì: è quello di UBI Banca, istituto bancario che a Bergamo e Brescia affonda le proprie radici storiche e che sarà partner dell’iniziativa sostenendo concretamente le istituzioni culturali delle due città.

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Nasce Agaflex, il nuovo studio legale di Bergamo

Posted by fidest press agency su domenica, 10 Maggio 2020

E’ stato creato dall’unione di Antonio Granelli, Federico Almini ed Enrico Felli che hanno inteso condividere le esperienze maturate in anni di professione nel contenzioso e nella consulenza. Fanno parte dell’associazione in qualità di partner anche i legali Sara Colli, Laura Gandolfi e Gloria Ghilardi. Complessivamente lo studio conta 12 professionisti.Grazie all’esperienza e competenza dei soci, lo studio è in grado di prestare assistenza per operazioni straordinarie a favore di clienti italiani e stranieri, oltre che per la gestione di contenziosi civili, societari e tributari, anche arbitrali.“Lo studio – spiegano i partner fondatori – adotta un metodo di lavoro basato sull’integrazione del professionista con l’impresa in tutti i suoi ambiti, dalla contrattualistica alle relazioni bancarie, dagli assetti organizzativi alle regole di governance, con un approccio efficiente e collaudato nella gestione del contenzioso”.Lo studio fornisce assistenza specifica anche in operazioni straordinarie e di ristrutturazione del debito in ambito concorsuale, focalizzandosi sui vincoli e sulle opportunità che si dispiegano con l’avvento del nuovo Codice della crisi d’impresa, forte di un’esperienza maturata, stanti le cariche assunte, per nomina del Tribunale, di Commissario Giudiziale, Liquidatore Giudiziale e Curatore in procedure concorsuali anche di rilievo.Prima di fondare Agaflex Antonio Granelli ha collaborato per un decennio con l’avv. Alberto Airoldi per poi divenire socio dello studio Zonca Briolini Felli, Federico Almini proviene dalla scuola del Prof. Fenghi, Ordinario di diritto commerciale all’Università di Bergamo, divenendo socio dello studio milanese “Fenghi Janni”, mentre Enrico Felli, già socio di Zonca Briolini Felli, arriva da R&P Legal.

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Dagli Stati Uniti appello a Bergamo: spiegateci il vostro modello contro il Covid-19

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

La Comunità scientifica internazionale guarda con attenzione a come l’Italia stia affrontando l’emergenza Covid-19. Così alcuni colleghi statunitensi dell’Harvard Surgical Leadership Class del 2019, attraverso il professor Angelo Nascimbene dell’Università di Houston, hanno chiesto e ottenuto di organizzare per questa sera un webinar per capire come prepararsi, attraverso l’esperienza del Papa Giovanni, che ha da sempre numerose e positive relazioni internazionali. A fare da portavoce sul modello organizzativo dell’ospedale bergamasco Stefano Fagiuoli, a casa con qualche linea di febbre ma sempre collegato con i colleghi impegnati sul campo, e l’urologo Richard Naspro, membro della Masterclass di Harvard.
Prosegue intanto senza sosta l’attività dell’ASST Papa Giovanni XXIII per fronteggiare l’emergenza coronavirus, come spiega il direttore generale Maria Beatrice Stasi. “Oggi ho autorizzato, dopo la riunione giornaliera on l’Unità di crisi a cui partecipo in conferenza, il cambio di destinazione di altri numerosi posti letto. Il meccanismo che consente di riservare aree di ricovero ai pazienti con il Coronavirus ormai è ben collaudato, tuttavia anche il Papa Giovanni deve confrontarsi con la criticità dei posti in Terapia Intensiva e subintensiva. Voglio ringraziare tutti gli operatori che con grande impegno e rapidità stanno cercando di dare le risposte più adeguate possibili ai pazienti. Il direttore sanitario Fabio Pezzoli, la direzione strategica, la direzione medica e delle professioni sanitarie e sociali stanno svolgendo da giorni un lavoro straordinario: siamo arrivati a formare oltre 600 operatori sull’impiego di dispositivi che abitualmente non utilizzano. Medici e infermieri, tecnici, chi si occupa del personale o del centralino, tutti stanno dando il massimo”.
Uno sforzo che ha suscitato la grande vicinanza dei bergamaschi: “Per rispondere a tutte le sollecitazioni abbiamo aperto un IBAN per le donazioni (IT75Z0569611100000008001X73 – Codice Swift: PosoIT22, ndr) dove è possibile indicare come causale Donazione Covid-19, che useremo come integrazione per far fronte alle spese legate all’emergenza”. Privati e ristoratori hanno consegnato dolci e pizze per il Personale del Pronto Soccorso, ma per motivi di sicurezza invitiamo a non consegnare generi di alcun tipo in ospedale. “Arrivano tante offerte d’aiuto dal territorio, siamo commossi da tanta vicinanza ma non dobbiamo dimenticare che il miglior aiuto che potete darci, per non vanificare gli enormi sforzi che stiamo facendo, è attenervi responsabilmente alle regole di comportamento che vengono richiamate da tutti gli infettivologi e gli esperti: stare a casa il più possibile, proteggere gli anziani, ridurre i contatti il più possibile, lavarsi spesso le mani per rallentare il contagio e fermare il virus insieme”.
Lo stesso direttore generale del Papa Giovanni è in isolamento a casa da domenica scorsa, il tampone positivo ha confermato in settimana che le precauzioni adottate erano necessarie, ma sta bene e anche lei resta sempre “connessa” con l’ospedale e la Regione.

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20 anni dal primo trapianto di fegato

Posted by fidest press agency su martedì, 12 novembre 2019

Bergamo. Verranno celebrati venerdì 15 novembre a partire dalle 17.30 all’Auditorium “Lucio Parenzan” dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII i 20 anni dal primo paziente adulto trapiantato di fegato all’Ospedale di Bergamo e il 15esimo anniversario dalla fondazione dell’Associazione Amici del Trapianto di Fegato, promotore della serata di festa. L’ingresso è libero e gratuito. Nel corso della serata verrà conferito il titolo di Primario emerito dell’Ospedale di Bergamo a Giuseppe Remuzzi, attuale Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, e già direttore del Dipartimento di Immunologia e Clinica dei Trapianti di Organo dal 1996 al 2013 e per quasi 20 anni Direttore del reparto di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale di Bergamo. E’ anche grazie alla sua intuizione e alla lungimiranza degli amministratori dell’epoca che nel 1997 è stato avviato il programma di trapianto di fegato all’Ospedale di Bergamo, prima sui bambini e poi sugli adulti.Tra gli ospiti della serata anche Massimo Cardillo, direttore del Centro Nazionale Trapianti, che ricostruirà lo scenario attuale della donazione e dei trapianti in Italia, contesto in cui Bergamo gioca da anni un ruolo di primo piano. Questa storia, scandita da interventi pionieristici e primati nazionali, verrà ripercorsa dal Direttore sanitario del Papa Giovanni XXIII, Fabio Pezzoli. Spazio verrà dato anche alle testimonianze dei pazienti trapiantati, che grazie al dono di chi non ce l’ha fatta, hanno avuto la possibilità di riprendere in mano la propria vita, ritornando al lavoro, diventando mamma, facendo sport a livello agonistico e impegnandosi nel sociale. Alcuni di loro festeggeranno anche il quinto, decimo o 15esimo anniversario dal trapianto. A conclusione della serata verrà dedicato un momento di ricordo e di ringraziamento per Paolo Ravelli, direttore dell’Unità di Gastroenterologia 2 – Endoscopia digestiva del Papa Giovanni XXIII, recentemente e prematuramente scomparso.

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Letture bergamasche: Presenta Gabriele Morelli

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Bergamo 3 novembre alle ore 11 Gypsotheca “Museo Cividini nella Antica Zecca” – via Donizetti 18/a ritorna all’atelier di Pierantonio Volpini, nell’ambito delle Letture Bergamasche, il professore Gabriele Morelli per presentare l’ultima sua gioiosa fatica: la monografia di Neruda pubblicata per la Salerno editrice. Nell’antica zecca l’abbiamo sentito parlare con passione di Garcia Lorca e Miguel Hernandez ora è la volta di Neruda.Sarà un piacere ascoltare il racconto di Gabriele Morelli, introdotto da Mimma Forlani, la recita dei versi di Neruda in spagnolo di Lella Buzzacchi e in italiano di Diego Bonifaccio, e sicuramente gli appassionati presenti non potranno che concordare con il grande poeta cileno, allorché scelse come titolo del suo memoriale Confieso che he vivido.
Al termine della presentazione aperitivo offerto dalla “Associazione Per Voi” L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti.

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Bergamo 1° ateneo lombardo per la crescita della popolazione universitaria

Posted by fidest press agency su martedì, 24 settembre 2019

Negli ultimi 5 anni nell’ambito del sistema universitario lombardo, che comprende 14 sedi universitarie, l’Ateneo di Bergamo, ha registrato il più alto tasso di crescita, con 9 mila immatricolati e oltre 23 mila iscritti, registrando una crescita di oltre il 50%.Gli studenti iscritti sono passati dai 15761 del 2014 – 2015 agli oltre 23.000 del 6 settembre 2019. E per il nuovo anno accademico, gli ultimi dati indicano oltre 6.000 immatricolati alle triennali (a fronte dei 5.200 dello scorso anno) e oltre 2.500 pre-iscritti alle magistrali (a fronte degli oltre 1.700 iscritti del 2018) con un rapporto di studente-abitante di 1:5. «In soli 50 anni sono stati costruiti percorsi d’avanguardia, con un’offerta formativa prestigiosa, per la capacità di essere al passo sempre con i tempi, come dimostrato anche dall’attivazione dei nuovi percorsi accademici, e per un ottimo placement pari all’81,5% di occupabilità a un anno dal conseguimento del titolo di studio.» sottolinea il Rettore Remo Morzenti Pellegrini.Per rispondere alla crescita straordinaria, entro la fine dell’anno prenderanno il via i lavori di ristrutturazione del chiostro minore di Sant’Agostino a Bergamo Alta dove saranno create sale lettura per la biblioteca, un punto ristoro per studenti, uffici, spazi per i docenti e aree dedicate alla Scuola di Dottorato. Da 2 settimane è entrato nel pieno dell’attività il cantiere presso la sede di Dalmine che in 18 mesi porterà al completamento del Campus di ingegneria con nuove aule, laboratori, spazi per i docenti e gli studenti e un’apertura ulteriore di uno spazio da condividere con la città. 8 sedi, 7 dipartimenti, 41 corsi di laurea (15 corsi di Laurea triennale, 23 corsi di Laurea magistrale, 4 corsi di Laurea a ciclo unico), 15 master di primo livello, 6 master di secondo livello, 7 corsi di dottorato, 9 corsi di laurea magistrali in inglese. Tra i corsi di laurea più richiesti figurano: Scienze umane e sociali, Economia e Lingue, ma anche Scienze psicologiche e Scienze della formazione primaria.

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Presentazione libro Corea del Nord a Bergamo

Posted by fidest press agency su martedì, 3 settembre 2019

Bergamo Venerdì 6 settembre 2019, ore 17.30 Sala F. Galmozzi, via T. Tasso, 4 Il libro descrive una nazione a molti ancora sconosciuta, ma che dal 2011, quando Kim Jong Un salì al potere, sta cambiando molto rapidamente. Accanto a capitoli storici e analitici (come quelli inerenti alla situazione religiosa o ai rapporti con il Giappone, Corea del Sud, Cina) sono state inserite anche sezioni più leggere, come un capitolo dedicato alle numerose bufale che circolano sulla Corea del Nord e sul suo leader e accurati approfondimenti scientifici sui programmi nucleare e missilistico, basati sulle visite effettuate nei centri di ricerca nucleari di Pyongyang, Punggye-ri e Yongbyon.Un libro frutto di anni di visite scritto prevalentemente in Corea del Nord.L’incontro ha il patrocinio del Comune di Bergamo e della Provincia di Bergamo.

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A Bergamo il più giovane paziente italiano con mini-pacemaker senza fili

Posted by fidest press agency su sabato, 31 agosto 2019

Bastava un po’ di agitazione, un’emozione più forte del solito e il cuore di Marco (il nome è di fantasia) smetteva di battere. Un dolore improvviso al petto e il buio, uno svenimento, fin dai 7 anni. Interminabili secondi per i genitori, imprevisti e imprevedibili, capaci anche di non manifestarsi per mesi, anni e poi all’improvviso ricomparire. Un disturbo che la scienza definisce asistolia: il cuore di colpo smette di battere. Si tratta di un particolare tipo di bradiaritmia, un’alterazione del ritmo cardiaco per cui, per un periodo più o meno lungo, manca l’impulso che dovrebbe generarsi automaticamente nel nodo del seno e far battere il cuore. Così, senza sintomi premonitori, il battito cardiaco si ferma, provocando l’improvvisa perdita di coscienza e spesso brusche cadute a terra. Questa condizione risulta pericolosa sia per i possibili traumi, sia perché il cuore potrebbe non ripartire in modo corretto, ma con quella particolare aritmia ventricolare maligna che porta alla morte.L’equipe di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione cardiaca del Papa Giovanni XXIII segue il bambino fin dal 2013 e, vista l’età e la frequenza irregolare dei disturbi, hanno fatto ricorso a un loop recorder. Con una specie di siringa, i medici posizionano sotto la cute, vicino al cuore, una sorta di minuscolo “registratore automatico”, grande solo un terzo di una pila ministilo AAA, in grado di registrare l’elettrocardiogramma, giorno e notte continuativamente, distinguendo e memorizzando sia le pause del battito che le aritmie pericolose. I curanti possono valutare il tracciato sul computer dell’ospedale, a cui viene inviato durante la notte. Registrare le aritmie al momento giusto aiuta i medici a diagnosticare con precisione l’irregolarità del battito cardiaco e a prendere una decisione tempestiva. Nel 2016 il cuore di Marco si ferma ancora, poco prima si era agitato per un piccolo incidente. La sincope dura 9 secondi. Già si inizia a parlare della possibilità di dover impiantare un pace maker endocavitario convenzionale, con un catetere, una sorta di filo che arriva al cuore. Un dispositivo che lo avrebbe sì protetto dalle asistolie, togliendogli però la possibilità di vivere come tutti i suoi coetanei, di fare sport, di giocare a pallone, di sciare e molto altro ancora. I genitori e i medici discutono a lungo e si concorda di aspettare: è un rischio, ma Marco non vuole smettere di giocare a pallone, né essere diverso dagli amici.
“Per arrivare al cuore non apriamo il torace – commenta la dottoressa Paola Ferrari -. La sonda passa attraverso la vena femorale. In questo caso però l’incognita maggiore riguardava il diametro della vena. Trattandosi di un ragazzino, lo strumento che ci permette di arrivare al cuore poteva avere dimensioni maggiori del vaso sanguigno di Marco, perciò abbiamo dovuto agire con estrema delicatezza. Siamo risaliti dall’inguine con il dispositivo che libera il pacemaker, lo abbiamo posizionato all’interno del cuore, nel ventricolo destro, e rilasciato nel sito d’ancoraggio, dove rimane grazie a piccoli ganci”.
“La scelta del dispositivo non è stata compiuta a cuor leggero. E’ una conquista tecnologica che ha ancora un grosso limite – prosegue la dottoressa Ferrari -. Quando la pila di un pace maker classico si esaurisce, noi riapriamo la ferita e lo sostituiamo. In questo caso, almeno per il momento, l’unica soluzione è lasciarlo nel cuore e metterne un altro simile, oppure posizionare un pace maker tradizionale”.
“In tutti i campi della medicina – conclude la dottoressa Ferrari – le nuove tecnologie stanno aiutando i medici e i pazienti, in particolare nell’aritmologia. Se poi parliamo di cuori piccoli come il pugno di un bimbo, tutto ciò che è “mini” può essere un “grandissimo” passo avanti”.
Il loop recorder fornisce un perfetto monitoraggio del battito cardiaco, ma i tracciati vanno interpretati. Al Papa Giovanni questo compito spetta a una nuova figura professionale, laureata in tecnica di fisiopatologia e perfusione cardiaca che ha seguito un training ad hoc durante la formazione universitaria, seguita dall’équipe del Papa Giovanni. Cristina Leidi, entrata a far parte della squadra di elettrofisiologia, è la persona che ogni giorno visiona i tracciati inviati da casa all’ospedale, da tutti i pazienti seguiti al Papa Giovanni, 750 fra adulti e pediatrici. Se qualcosa non va, il caso viene discusso collegialmente e nel caso sia necessario intervenire o modificare la terapia, il paziente viene contattato tempestivamente. Una soluzione che permette di seguire scrupolosamente anche i pazienti che abitano lontano, fuori provincia o regione. (foto: equipe elettrofisiologia copyright ASST Papa Giovanni XXIII)

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