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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘berlusconite’

Gli italiani con la berlusconite cronica

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 settembre 2013

Berlusconi è arrivato al capolinea ma non sembra avvedersene. Convengo con Rosario Amico Roxas quando scrivendomi afferma: “Ci sono elementi piuttosto “strani” in questa tragicommedia che vede Berlusconi prim’attore, regista, suggeritore e capo claque.” Nasce il legittimo sospetto che non tutto si limiti a un processo, ai suoi tre gradi di giudizio e alla condanna passata in giudicato anche se il cavaliere ha fornito prova di non digerirla scagliandosi con veemenza contro i giudici e accusandoli di persecuzione giudiziaria e di complotto “comunista-stalinista”. C’è, indubbiamente, qualcosa d’altro.
Rosario nell’intento di capire quest’atteggiamento così inquietante pensa che “debba essere accaduto qualcosa che non doveva accadere e cioè la personalizzazione di interessi che dovevano rimanere globali o societari; ed invece è emerso un circuito di denaro che non confluiva nella “comune amministrazione, ma finiva nelle tasche di un solo personaggio o, al massimo, di alcuni soci/complici.”
Sta di fatto che questo “panorama” spiega più di tutte le altre possibili ragioni, la volontà di Berlusconi di dimostrare l’infondatezza della condanna pur giunta al suo epilogo naturale. E lo fa non per l’orecchio degli italiani, anche perché per anni hanno dimostrato una sordità patologica, ma per chi, al contrario, ci sente molto bene.
E chi, come ha fatto negli anni andati, è in grado di dargli una mano? Non certo gli uomini e le donne del suo partito, ma una certa classe dirigente del Pd che in passato ha chiuso un occhio e anche due sull’ineleggibilità di Berlusconi, sui suoi conflitti d’interesse, sulle leggine ad personam per favorire le sue televisioni, ecc. ecc.
E le grandi manovre sono già iniziate. Se vi sono dei parlamentari Pd con le mani pulite e credo che siano in tanti non facciano come la classica scimmietta sottraendosi all’ascolto, alla vista e alla parola e dimostrino al proprio elettorato che gli inciuci non sono più di moda. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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La “berlusconite” virale

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2013

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi (Photo credit: Wikipedia)

In questi giorni è manifesta, anche se non è la prima volta, l’incapacità del Parlamento italiano di fare delle scelte giuste. Dopo alcuni mesi dalle ultime elezioni ci troviamo impantanati con un governo dalle cosiddette “larghe intese” sotto la minaccia quotidiana di una crisi da parte del Pdl. Di riflesso il Parlamento continua a legiferare su “commissione” da parte di un esecutivo incapace, a sua volta, d’essere determinato nelle sue scelte di fondo. Nemmeno il “manrovescio” inferto dal Capo dello stato nel suo discorso alle camere in occasione della sua rielezione, e il suo invito esplicito a porre mano alle riforme incominciando da quella elettorale, riesce a scuotere un parlamento sempre più ingessato.Il tutto ruota intorno alla figura di un uomo che con i suoi intrighi ha reso sempre più ingovernabile il paese. La sua presenza non permette una riforma della giustizia che non sia di parte. Non consente una riforma fiscale perché potrebbe reintrodurre la sanzione penale del falso in bilancio. Ha fatto man bassa di audience elettorale e ora ber bocca del suo attaché rigira la pizza e accusa Rai tre di aver dato più ascolto al Pd.Quest’ultimo è l’ombra di se stesso. Dopo aver giurato e spergiurato in campagna elettorale affermando che era l’unico partito che poteva opporsi a Berlusconi non solo è riuscito a fargli recuperare i suoi dieci punti percentuali, che dividevano i due partiti, ma ha rischiato di farsi superare al foto finish. Perché non diamo una dimostrazione di orgoglio recuperato e di coerenza mandando, tanto per cominciare, fuori dalle aule parlamentari chi avrebbe dovuto mai esserci? (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Berlusconite cronica

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

Si pensava che fosse una “malattia rara” ma invece è diventata cronica e persino infettiva e capace di diffondersi come una pandemia. Di certo tra 30-40 anni e forse più si potrà discutere con più serenità ed obiettività su questo quasi ventennio, che come l’altro ventennio, ci perseguita mettendo a nudo i lati meno esaltanti del nostro essere cittadini del mondo, votati alla solidarietà e al rispetto delle altrui opinioni. Sembrano a questo punto diventate un delirio di fantasticherie le parole pronunciate da Francois-Marie Arouet, più noto col nome di Voltaire, che scrisse (“Trattato sulla tolleranza”) sull’argomento: “Io non approvo quel che tu dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di poterlo dire”. Emergono, invece, i lati più oscuri della nostra natura esaltando il mentire con il cinismo di chi afferma: quando la verità è brutta solo la menzogna par bella”. Esaltando l’edonismo con il compiacersi del proprio e altrui erotismo come pratica di vita. Esaltando la spregiudicatezza negli affari che si prendono beffa delle leggi. Esaltando le debolezze umane per soggiogare i più deboli di carattere, i più venali, i più inclini alla sudditanza e al servilismo. Esaltando il consumismo per il quale il benessere e ancor meglio la ricchezza sono le sole chiavi d’accesso al paradiso in terra ed è una realtà che si tocca a differenza di quello celeste. E se poi tutto questo si trasforma in un genocidio di popoli, nella morte per fame di milioni di bambini, nell’avvelenamento sistematico dell’ambiente, nella distruzione dei valori, nell’accentramento delle ricchezze e delle risorse vitali, poca importa: mors tua vita mea. Ci sfugge l’idea che chi ci guida debba esserci, in primis, d’esempio per uscire dalle nebbie delle nostre debolezze e consentirci di guardare lontano con serenità e fiducia. Ci sfugge l’idea che non ci è consentito di chiuderci a riccio entro le quattro mura di una casa, di tapparci le orecchie per non sentire, di coprirci gli occhi per non vedere perché in una società composita come la nostra il bene come il male, il progresso come il regresso non si evitano tacendo ma operando perché emergano le buone intenzioni che come l’aria ci attraversano e ci consentono di vivere. Se tutto ciò ci sfugge i nostri figli non avranno un futuro. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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