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Cancro, linea guida per i trattamenti di precisione. Identificati 600 bersagli

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

Medicina di precisione ancora in fase iniziale, mancano fondi e tecnologie. Un nuovo studio pubblicato su Nature ha portato un grande contributo alla produzione della Cancer Dependency Map, ovvero una linea guida per i trattamenti anticancro di precisione che potrà aiutare i pazienti a ricevere terapie più efficaci.I ricercatori del Wellcome Sanger Institute e di Open Targets, a Cambridge, nel Regno Unito, hanno utilizzato la tecnologia CRISPR per interrompere l’attività di quasi 20.000 geni in oltre 300 modelli provenienti da 30 tipi di cancro, e per scoprire quali di questi fossero essenziali per la sopravvivenza delle varie forme tumorali. In seguito, hanno sviluppato un nuovo sistema per assegnare una priorità e classificare ben 600 bersagli farmacologici promettenti per lo sviluppo di nuovi trattamenti.In questo studio di proporzioni notevoli, il più grande finora effettuato sull’argomento, gli esperti si sono concentrati su tumori comuni, come quello al polmone, al colon e alla mammella, e su tumori che hanno particolari bisogni clinici insoddisfatti, come quello al polmone, all’ovaio e al pancreas, nei quali la necessità di nuovi trattamenti è urgente. «Scienziati e aziende farmaceutiche stanno esplorando nuove terapie mirate che uccidano selettivamente le cellule cancerose, lasciando illeso il tessuto sano» afferma Francesco Iorio, co-primo autore dello studio. «Attualmente produrre nuovi trattamenti efficaci è molto difficile, infatti sviluppare un singolo farmaco può costare uno o due miliardi di dollari, ma circa il 90% dei medicinali viene abbandonato perché non adatto all’uso o inefficace durante lo sviluppo. Pertanto, la selezione di un buon target farmacologico all’inizio del processo può essere considerata la parte più importante della scoperta di nuovi farmaci» prosegue.Un bersaglio tra quelli scoperti che appare particolarmente notevole in diversi tipi di cancro è la elicasi RecQ della sindrome di Werner (WRN). Il gruppo di lavoro ha infatti osservato che le cellule tumorali che presentano un percorso di riparazione del DNA difettoso, e che costituiscono i tumori con instabilità dei microsatelliti, richiedono proprio la presenza di WRN per la loro sopravvivenza. L’instabilità dei microsatelliti è importante per la ricerca, in quanto si verifica in molti diversi tipi di cancro, tra cui il 15% dei casi di cancro del colon e il 28% dei tumori dello stomaco. Questa identificazione offre quindi un’entusiasmante opportunità per sviluppare i primi trattamenti contro il cancro mirati a contrastare la presenza di WRN.«Per la prima volta, e in maniera guidata dai dati, siamo in grado di offrire una guida sui geni che potrebbero costituire obiettivi terapeutici per lo sviluppo di nuovi farmaci anti-cancro» afferma Matthew Garnett, co-autore principale. Come ricorda l’esperto, la Cancer Dependency Map è un enorme sforzo volto a identificare tutte le debolezze che esistono nei diversi tumori, che permetterà di potenziare la prossima generazione di farmaci. «In definitiva, speriamo che tutto questo avrà un impatto sul modo in cui trattiamo i pazienti, e che molti più pazienti possano ottenere terapie efficaci. Ora questo strumento sarà liberamente disponibile per gli scienziati di tutto il mondo per capire in che modo un cancro si caratterizzi come tale, e come sia possibile prendere di mira i diversi tipi di cancro in modo molto più efficace di quanto sia faccia attualmente» conclude. (fonte: doctor33 – Nature. 2019. Doi: 10.1038/s41586-019-1103-9
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30971826)

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La moderna radioterapia

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 maggio 2010

Offre ai pazienti affetti da tumore sempre maggiori opportunità di guarigione e di preservazione degli organi malati e della loro funzione. Questo miglioramento è ottenuto dall’integrazione di saperi diversi. La moderna radioterapia si avvale, infatti, dell’approfondimento delle conoscenze sull’interazione diretta o indiretta tra le radiazioni e i diversi processi metaboli della cellula neoplastica e del microambiente che la circonda, e sul ruolo delle nuove molecole nel potenziare la sua azione sulle cellule neoplastiche come nel prevenirla sui tessuti sani. Nuove modalità di accelerazione di particelle differenti dagli elettroni rendono disponibili radiazioni dalle caratteristiche utili ad ulteriormente perfezionare l’irradiazione di bersagli complessi ed eterogenei nella loro sensibilità. La rappresentazione mediante un imaging non più solo morfologico, ma anche metabolico e funzionale, consente di identificare meglio i volumi a rischio di presenza di malattia, ma anche di identificare tramite la ripetizione degli stessi durante la terapia, se la neoplasia evidenzia sub volumi resistenti al trattamento, consentendo le necessarie ottimizzazioni. La possibilità di realizzare macchine ibride con diagnostiche disponibili nelle apparecchiature di trattamento o di montare unità di terapia in apparecchiature di diagnostica o su robot, favorisce il monitoraggio della corretta geometria del trattamento radiante durante tutta la sua durata e il governo dell’irradiazione di organi in movimento. L’estendersi delle possibilità delle altre terapie oncologiche favorisce la definizione di approcci terapeutici personalizzati in grado di offrire ai pazienti non solo maggiori possibilità di guarigione ma anche una migliore qualità di vita. La percezione da parte del paziente della fondamentale importanza di identificare nell’équipe terapeutica dei sanitari vicini alle complesse dinamiche emotive ed organizzative nelle quali si trova a vivere, richiede l’esercizio di un sapere relazionale attento e competente. Nella moderna radioterapia nuovi profili professionali e nuovi scenari organizzativi interagiscono con grande dinamicità e richiedono quindi di essere coordinati per far beneficiare ai pazienti e gli operatori tutti il vantaggi di questa innovazione. (Prof. Vincenzo Valentini Professore Associato, Cattedra di Radioterapia, Università  Cattolica S. Cuore (Roma) Presidente eletto della European Society of Therapeutic Radiology and Oncology (ESTRO)

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