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Posts Tagged ‘bianchi’

Bianchi bacchetta l’Italia: ultima in Europa per laureati e alunni che lasciano prima

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2021

Risollevare tutta l’Istruzione scolastica nazionale, che in certi territori fa lasciare gli studi prematuramente al 33% di alunni e che oggi produce il più basso numero di laureati in Europa. È l’obiettivo primario che l’Italia si pone il nostro paese con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Su alcuni punti – ha detto Bianchi – dobbiamo puntare di più. Come il tema dello 0-6 anni: dobbiamo investire di più su questa fascia, che oggi è del tutto ineguale in Italia. È un tema di carattere strutturale. E la fascia di età 3-6 anni, nella nostra impostazione, deve rientrare in un ordinamento scolastico per tutti i bambini di questo paese. Un obiettivo che non si raggiungerà domattina, ma va raggiunto”. “L’Italia – ha ricordato Bianchi – ha anche il più alto tasso di dispersione in Europa, ma soprattutto il tasso più disomogeneo di dispersione. In Veneto abbiamo il 10%, in linea con la media Ue, ma in alcune aree del Sud, in particolare in Calabria, siamo al 33%. Stesso discorso vale per il tempo pieno. In alcune aree del Nord è praticabile per tutte le famiglie. Mentre al Sud non si può, semplicemente perché non vi sono mense e palestre. Se si introduce per decreto legge il tempo pieno al Sud, però in queste condizioni non si fanno. Oltre un miliardo è stanziato per sovvertire questa tendenza”. Bianchi ha quindi ricordato il tema dell’accesso dalla formazione disomogenea. “Quando si vogliono affrontare le diseguaglianze – ha detto – c’è da affrontare la questione del Meridione. C’è anche da affrontare il nodo del personale. La maggior parte della spesa nazionale per la scuola è per il personale, sul bilancio del ministero dell’Istruzione di 55 miliardi, ben 48,5 sono di spesa per il personale ed è giusto così. Sono elementi scontati, che però vanno sottolineati. Vi sono grandi problemi di formazione del personale, ma non riguarda quello della scuola. Oggi siamo in realtà preparati ad affrontare l’obiettivo 4.0? Sulle competenze digitali siamo l’ultimo Paese in Europa. C’è un problema di formazione permanente, che si può ripercuotere sulle nuove generazioni”.

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Scuola: Bianchi avvia gli incontri con i sindacati, presto si parlerà di contratto

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2021

Parte il confronto con il rinnovato ministero dell’Istruzione, ora sotto la guida del Governo Draghi. Si inizia con la bozza di decreto sull’organico dei docenti. Organici sui quali il sindacato chiede non solo una conferma dell’attuale assetto, ma anche l’indispensabile incremento considerando la necessità di salvaguardare la sicurezza (anche alla luce della perdurante pandemia) aumentando gli spazi scolastici e abbattendo il numero di alunni per classi, che quindi avranno bisogno di un maggior numero di insegnanti. A breve, il dialogo amministrazione-sindacati si sposterà sul rinnovo del contratto. Sul tema, che riguarda tutti i dipendenti dello Stato, quindi ci si rifà ancora più direttamente alla Funzione Pubblica, si sono scritte tante cose. Anche che “nella Smorfia della scuola il rinnovo fa 90”. Per il rinnovo del contratto della scuola, il sindacato si aspetta una proposta complessiva, compresa la perequazione da annullare una volta per tutte, pari a 150 euro lordi. Anief ritiene infatti che i 107 euro di aumento medio previsto per i dipendenti pubblici non possano poi tradursi in una cifra inferiore per i lavoratori della scuola. Si raggiungerebbe l’assurdo che chi lavora al servizio dello Stato come docente e Ata già guadagna meno della media della P.A., anche tra il personale docente, fermo a 30 mila euro lordi, andrebbe a percepire gli aumenti stipendiali più bassi di altri comparti pubblici: 1,8 miliardi di euro di aumento assicurati alla scuola, numeri alla mano, rappresentano una somma non molto distante dai 107 euro previsti per gli altri dipendenti pubblici. Per Il Sole 24 Ore, invece, “l’aumento medio che spetterebbe ai circa 850mila docenti italiani (precari inclusi) in virtù del nuovo Ccnl 2019-2021 del comparto Istruzione e ricerca, disegnato dal ministro della Pa, Renato Brunetta”, non andrebbe oltre “50-55 euro netti in busta paga”. Dai circa 107 euro lordi medi a lavoratore mensili previsti per il pubblico impiego, continua il quotidiano economico, andrebbero sottratti “i 575 milioni utilizzati per pagare l’indennità di vacanza contrattuale, l’elemento perequativo (risulta coinvolto circa il 40% del personale, soprattutto della scuola), e i trattamenti accessori del personale militare e di polizia e vigili del fuoco”. Sempre per Il Sole 24 Ore “in totale, all’istruzione dovrebbero andare 1,7-1,8 miliardi, che garantirebbero – al netto di eventuali risorse aggiuntive – circa 87 euro di incremento medio loro mensile, compreso l’elemento perequativo da 11,50 euro medi previsto dal precedente Ccnl 2016-2018 firmato Valeria Fedeli. In quel caso erano stati garantiti ai prof aumenti retributivi medi di 96 euro lordi al mese (da 80,40 euro minimi a 110 massimi, in base ad anzianità e grado di scuola)”.

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Il Nuovo Bianchi e la didattica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2021

Il Nuovo Bianchi è una scuola di apertura culturale e sociale in quanto porta avanti un progetto di bilinguismo con la metodologia CLIL, promuovendo soprattutto l’apprendimento della lingua madre, della lingua inglese e con la possibilità di approcciarsi anche alla lingua francese, diventando così anche trilingue, grazie alla convenzione stipulata con l’Istituto Francese a Napoli “Grenoble”. L’obiettivo è quello di integrare l’alunno all’interno di una società multilingue e fornirgli così le giuste competenze per confrontarsi con un mondo sempre più globalizzato ed interconnesso.
La Scuola Primaria si caratterizza, non solo per progetti formativi in connessione con Istituzioni italiane, europee e internazionali (EDA), ma anche per percorsi di Educazione Ambientale e per la attenzione particolare data alla musica attraverso il Progetto “PianoFlash”.

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Scuola: Il ministro Bianchi apre al recupero mirato degli alunni danneggiati dalla dad

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Sull’ipotesi di prolungamento dell’anno scolastico, il nuovo ministro dell’Istruzione sta valutando la situazione. Lo fa intendere oggi in un’intervista al Corriere della Sera: “Dobbiamo decidere rispettando i diritti e la vita delle persone, valutando situazioni diverse, tra primarie e scuole superiori per esempio: quello che si è perso è soprattutto la socialità, lo stare insieme non la singola disciplina. La scuola non è solo insegnamento, apprendimento ma anche vita comune”. La conclusione, secondo la rivista Orizzonte Scuola, è che quindi “nessuna decisione è stata dunque assunta per il calendario scolastico. Al momento ci si concentra sulle strategie che permettano il rientro al 100% degli studenti in classe, a partire dalla campagna di vaccinazione degli insegnanti.Anief ricorda che certamente la didattica a distanza va sempre interpretata come uno strumento funzionale e integrativo all’attività didattica in presenza. È anche però vero che il sindacato ha sottoscritto da alcuni mesi con l’amministrazione scolastica un contratto integrativo per la didattica integrata, che l’ha regolamentata e resa valutabile anche ai fini degli scrutini finali per la valutazione degli alunni.Secondo Marcello Pacifico, leader dell’Anief, “è impensabile dire che in questi mesi con la didattica a distanza si è ‘scherzato’. Se si pensa dunque di annullare ciò che è stato fatto con la dad, per ripeterlo in presenza attraverso il cambio del calendario scolastico, allora noi riteniamo che sarebbe sbagliato. Ciò che è importante è quindi cercare di far riportare la didattica in presenza, a patto che si tratti di attività in sicurezza”. Anief ricorda che certamente la didattica a distanza va sempre interpretata come uno strumento funzionale e integrativo all’attività didattica in presenza. È anche però vero che il sindacato ha sottoscritto da alcuni mesi con l’amministrazione scolastica un contratto integrativo per la didattica integrata, che l’ha regolamentata e resa valutabile anche ai fini degli scrutini finali per la valutazione degli alunni.

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“Bianchi ministro tecnico?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2021

Ma per favore, è stato organico al Pci, al Pds, ai Ds e infine al Pd. Ricordo bene, infatti, quando nel 1990 si candidó a Ferrara nelle liste del PCI e fu eletto in Consiglio comunale dove io sedevo all’opposizione. E rimase consigliere comunale per due legislature, seguendo disciplinatamente gli ordini del Pci, prima, poi del Pds e infine dei Ds. Poi me lo sono ritrovato nel Consiglio regionale dell’Emilia Romagna nel 2000 in qualità di assessore in quota Pd per dieci anni, e anche in questo lungo periodo di tempo sempre organico al suo partito e disciplinato esecutore degli ordini di Errani e poi di Bonaccini. Ma quale ministro tecnico, è il più politico dei ministri, mascherato da tecnico solo per fare avere al Pd un posto in più. Altroché governo di alto profilo, siamo al Manuale Cencelli della Prima Repubblica e alla peggiore ipocrisia di quei tempi”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni.

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Violenze camici bianchi

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 febbraio 2020

Un dossier con documenti che testimoniano le iniziative dei consiglieri di Fratelli d’Italia in 17 Regioni a difesa dei professionisti della sanità oggetto di aggressioni e violenze è stato presentato questa mattina al Senato, alla presenza del presidente di FdI Giorgia Meloni. Ma anche un disegno di legge presentato in Senato da Fratelli d’Italia che parta dall’equiparazione dei medici e il personale sanitario nell’esercizio delle proprie funzioni ai pubblici ufficiale e che, inoltre, preveda modifiche al codice penale, l’introduzione di misure di protezione e prevenzione insieme alla videosorveglianza nei luoghi di lavoro e l’istituzione di presìdi di sicurezza.
A presentare l’incontro Marta Schifone, responsabile del Dipartimento libere professioni di FdI. Sono intervenuti il dott. Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Silvestro Scotti, segretario generale nazionale della Federazione italiana Medici di Medicina Generale, e Tonino Aceti, portavoce della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche. “Non si possono lasciare in prima fila da soli gli operatori e i professionisti della sanità – ha affermato la Schifone – è un tema di sicurezza che abbiamo portato avanti in tutte le Regioni con i nostri consiglieri in un gioco di squadra molto efficace”.
“Le libere professioni – ha osservato il capogruppo alla Camera di FdI Francesco Lollobrigida – sono oggetto di attacchi da parte dello Stato in tema di tasse perché fanno gettito. Il nostro obiettivo è di ricostruire il tessuto delle professioni a livello nazionale per tornare a dare loro più forza e di colmare quella che è stata l’aspettativa delusa del decentramento regionale sulla sanità, lavorando in parallelo sul piano nazionale e quello territoriale”.”Il nostro ddl presentato al Senato su questa materia – ha sottolineato il vicecapogruppo vicario al Senato di FdI Isabella Rauti – contiene misure di prevenzione e contrasto alla violenza sugli operatori sanitari e, in particolare, prevede il riconoscimento dello status di pubblico ufficiale degli operatori sanitari. Ed è proprio l’assenza di tale equiparazione a rappresentare il Vulnus della proposta della maggioranza. Lo status di pubblico ufficiale che FdI chiede per gli operatori sanitari è la legittimazione formale della funzione sociale svolta e consente l ‘attivazione di misure di prevenzione e deterrenza, nonché la previsione dell’ampliamento della procedibilità d’ufficio. Le violenze sugli operatori sanitari non possono essere derubricate ad una ‘componente del rischio professionale’ e non possiamo lasciare soli e in prima linea chi lavora per offrire un servizio sociale alla comunità”.”La nostra – ha concluso Giorgia Meloni – non è una iniziativa estemporanea ma è il frutto di un lungo lavoro. Sono oltre 3mila l’anno i casi stimati di aggressioni a danno dei medici e degli operatori del nostro sistema sanitario ed è un dilagare di fatti di violenza che incide pesantemente sulla qualità del nostro servizio sanitario. Per questo Fratelli d’Italia lavora da tempo sia a livello nazionale per equiparare i medici ai pubblici ufficiali, sia a livello regionale per iniziative come le telecamere che possano mettere in sicurezza i medici per migliorare le condizioni del nostro servizio sanitario e per rendere più facile la vita a chi dedica la propria esistenza a salvare quella degli altri. Il nostro vuole essere il tentativo di disegnare una società nella quale vi sia rispetto per chi si sacrifica e per chi lavora, nella quale ci sia una educazione culturale a comprendere le tante occasioni in cui in Italia si pensa di alzare la voce e si finisce con farsi male, tutti. Quindi cerchiamo di migliorare le condizioni del nostro sistema sanitario che, è sì considerato uno dei migliori del mondo, ma secondo me può parecchio migliorare”.

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