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Migranti climatici: l’esodo biblico che sta per travolgere l’Europa di cui nessuno parla

Posted by fidest press agency su martedì, 19 novembre 2019

E’ in libreria per Rubbettino “Profughi del clima. Chi sono, da dove vengono, dove vanno” di Francesca Santoli I migranti climatici, i profughi del clima, sono le vittime della nuova migrazione forzata che rischia di trasformarsi nella più grave crisi dei rifugiati dalla seconda guerra mondiale. I flussi migratori che già coinvolgono anche il nostro Paese potrebbero avere dimensioni senza precedenti. Ma è un fenomeno esplosivo in corso di cui nessuno parla avendo un’idea chiara di cosa accadrà. Al momento il dibattito sembra arenato sulle emergenze del Mediterraneo che alimentano i dibattiti politici interni ai paesi europei. Francesca Santolini, giornalista esperta di temi ambientali, con il suo ultimo libro “Profughi del clima. Chi sono, da dove vengono, dove andranno”, con prefazione di Marco Impagliazzo, che Rubbettino lancia in libreria domani 14 novembre, compie una necessaria operazione verità. E la verità fa molto male. Il libro arriva al momento giusto e riproduce la migliore fotografia del dramma di milioni di profughi “fantasmi” per i quali nessun Paese ancora prevede uno status e il diritto d’asilo. Quanti sono? Chi sono? Da dove partono? Dove andranno? Santolini offre dati e cifre impressionanti con analisi inedite dell’esodo climatico di osservatori internazionali come il Norwegian Refugee Council che ha registrato nel corso degli ultimi otto anni un totale di 203,4 milioni di spostamenti collegati agli eco-disastri; o la Banca Mondiale che inquadra come prima causa dell’esodo gli effetti del clima nelle regioni più povere e densamente popolate del mondo indicando 143 milioni di migranti pronti ad abbandonarle per siccità, fame, carestia, epidemie, piene devastanti su aree urbane e agricole. L’autrice analizza tutte le incoerenze che hanno reso finora impossibile un accordo internazionale su una definizione condivisa e ufficialmente riconosciuta di “migrante ambientale”. L’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni ha fornito una “working definition” ancorché generica: “I migranti ambientali sono quelle persone o gruppi di persone che, a causa di improvvisi o graduali cambiamenti nell’ambiente che influenzano negativamente le loro condizioni di vita, sono obbligati o scelgono di lasciare le proprie case temporaneamente o permanentemente, muovendosi all’interno del proprio paese o oltrepassando i confini nazionali”. Tuttavia, la categoria del “migrante ambientale” o, più opportunamente, di “rifugiato ambientale”, ancora non esiste nel diritto internazionale e questo, argomenta Santolini, è anche un alibi a non occuparsene. Ciò significa che le persone che migrano per ragioni ambientali o fuggono da eventi climatici oggi sono fantasmi, non sono tutelate dal diritto internazionale e non possono beneficiare dello status di rifugiato che la Convenzione di Ginevra del 1951 concede solo a chi è perseguitato per razza, religione, cittadinanza, appartenenza a un gruppo sociale o per le proprie opinioni politiche. Dell’ambiente e delle conseguenze del clima, e del diritto alla loro protezione, incredibilmente non vi è ancora traccia. Come di piani seri con politiche e investimenti nelle aree in via di sviluppo per l’adattamento e la mitigazione del rischio clima su scala globale e locale, nonostante le speranze suscitate dall’accordo di Parigi.
E in Italia? Già oggi la prima causa di gran parte del flusso migratorio verso l’Italia è causato da fenomeni meteo-climatici che rappresentano uno dei vettori principali degli spostamenti di massa. Se analizziamo le ondate migratorie verso l’Italia nel periodo 1995-2009 provenienti dai dieci Paesi della fascia del Sahel, quelli da cui attualmente arriva il 90% dei migranti lungo la rotta mediterranea, modelli scientifici sviluppati mostrano chiaramente che quasi l’80% della variabilità nei flussi annuali dei migranti è spiegato dal disastro climatico in corso. È un anticipo di ciò che di sconvolgente contiene questo libro scritto da chi ha partecipato a tutti gli ultimi summit dell’Onu sul clima e alla storica firma di Parigi su impegni solenni ma ancora non mantenuti. È la prima seria e documentata inchiesta sui profughi del clima contro ogni retorica e semplificazione dell’emergenza migranti. È una mappa dalla forte impronta solidale per chiunque voglia studiare, comprendere e affrontare al meglio e con lo spirito accogliente che produce ricchezza anche in Italia, l’esodo forzato.
Francesca Santolini è giornalista, esperta di temi ambientali. Attualmente collabora con il quotidiano «La Stampa», dove scrive principalmente di ambiente e clima e lavora nella trasmissione «Unomattina» di Rai Uno. Per Marsilio ha scritto “Passione Verde. La sfida ecologista alla politica” (2010) e per Rubbettino “Un nuovo clima. Come l’Italia affronta la sfida climatica” (2015).

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Patriarcato biblico

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2010

Lettera al direttore. Nella Genesi la creazione dell’uomo è descritta due volte. La prima narrazione appartiene alla tradizione sacerdotale: “Dio creò gli uomini a norma della sua immagine; a norma della immagine di Dio li creò; maschio e femmina li creò”. Qui, l’unico indizio che potrebbe rivelare l’appartenenza del racconto ad una società patriarcale, è il fatto che sia menzionato prima il maschio e poi la femmina. L’altra descrizione è da attribuire alla tradizione Jahvista, caratterizzata da un linguaggio immaginoso: “Il Signore modellò l’uomo con la polvere del terreno…Poi il Signore Dio disse:  «Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto a lui corrispondente »…Allora Dio fece cadere un sonno profondo sull’uomo…poi gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio costruì la costola…formandone una donna”. Qui l’appartenenza dell’autore ad una società patriarcale è evidentissima. Tutti gli studiosi cattolici e protestanti sono d’accordo nel ritenere che i racconti della Genesi non possono essere considerati una cronaca. Difficile però, se non impossibile, trovare una Bibbia commentata nella quale si spieghi al profano, che è assurdo immaginare Dio che plasma l’uomo col fango, così come ancora più assurdo è immaginare, che prima abbia creato il maschio, e poi, dopo averci pensato un po’ su, abbia creato la femmina con una costola dell’uomo. Ma se davvero la creazione dell’uomo fosse avvenuta in due tempi, sarebbe forse più logico immaginare che il Signore ricavasse il maschio dalla femmina, magari col concorso dello Spirito Santo. (Miriam Della Croce)

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Lo scandalo biblico e la fede

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2010

Lettera al direttore. Caro direttore, ogni tanto qualcuno riguardo agli episodi di abusi sui minori da parte dei preti, cita a sproposito il seguente versetto 18, 6 di Matteo: “Ma se uno sarà di scandalo a uno di questi piccoli che credono in me, è meglio per lui che gli sia legata al collo una mola asinaria…”.Per rendersi conto dell’errore è sufficiente dare uno sguardo a qualsiasi vangelo commentato. Ne riporto alcuni. Angelo Lancellotti (Nuovissima versione della Bibbia – ed. Paoline): “Questi piccoli: sono, anche qui, gli autentici seguaci di Cristo”. Alleanza Biblica Universale (Elle Di Ci) traduce: “Ma se qualcuno farà perdere la fede a una di queste persone semplici che credono in me…”.F. Pasquero (La Bibbia – Ed. Paoline): “I piccoli sono i seguaci di Cristo”. Su internet invece troviamo il commento dell’Ordine Carmelitano: “Scandalizzare i piccoli significa: essere per loro motivo della perdita di fede in Dio e dell’abbandono della comunità. L’eccessiva insistenza nelle norme e nelle osservanze, come facevano alcuni farisei, allontanava i piccoli, perché non incontravano più la libertà che Gesù aveva portato”. Ricordo che il Vangelo di Matteo in greco dovrebbe risalire al 70 – 80, quando già si era formata una comunità cristiana. E, sempre su internet, Don Antonio Schena: “Nel linguaggio biblico lo scandalo si colloca sul piano della fede e non tanto sul piano della morale. Scandalo è tutto ciò che disorienta la fede…Piccoli non sono più i bambini di cui abbiamo parlato prima, ma i fedeli semplici”.  (Renato Pierri Scrittore ed ex docente di religione cattolica)

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«Il canone biblico delle Chiese orientali»

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2010

Roma 23 marzo – ore 14:45 P. zza S. Maria Maggiore, 7 Pontificio Istituto Orientale Aula Magna del Pontificio Istituto Orientale simposio «Il canone biblico delle Chiese orientali» dove sarà presentata l’opera monumentale Codex Pauli Acta – Epistolae – Apochrypha Interverranno P. Edmund Power osb Abate di San Paolo Fuori le Mura Prof. Michelangelo Tábet Pontificia Università della Santa Croce Prof. Paolo Ricca Facoltà Teologica Valdese di Roma Dr. Primo Gironi Direttore di Paulus magazine (dr. Paolo Pegoraro)

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Riconoscimento a Mons. Gianfranco Ravasi

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2010

Brera 16 marzo 2010 alle ore 11, Accademia di Belle Arti  nell’Aula 10 dell’Accademia di Belle Arti saranno consegnati a Mons. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, Presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra il Titolo di Socio Onorario dell’Accademia di Brera e Honoris Causa il Diploma di Secondo Livello in Comunicazione e Didattica dell’Arte. Le due onorificenze saranno consegnate da Gastone Mariani, direttore dell’Accademia, Francesca Alfano Miglietti e Raffaella Pulejo A seguire la lectio magistralis di Mons. Gianfranco Ravasi:”Parola e immagine. Il paradosso del “grande codice” biblico” Esperto biblista ed ebraista, Mons. Gianfranco Ravasi è stato prefetto della Biblioteca-Pinacoteca Ambrosiana di Milano (fondata dal cardinale Federico Borromeo nel 1607) e docente di Esegesi dell’Antico Testamento alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale. Ora è Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, delle Pontificie Commissioni per i Beni Culturali della Chiesa e di Archeologia Sacra. La sua vasta opera letteraria ammonta a circa centocinquanta volumi, riguardanti soprattutto argomenti biblici e scientifici, con eccezionali interpretazioni della Parola e della valenza poetica dei Testi. Traqueste vanno ricordate le edizioni curate e commentate dei Salmi, del Libro di Giobbe, del Cantico dei Cantici e di Qohelet.

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