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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘biellorussia’

Libertà di informazione: Russia e Bielorussia pari sono

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 maggio 2021

Non è solo per il nome simile, la Bielorussia è anche detta Russia Bianca ma, anche, per i comportamenti dei due presidenti, Vladimir Putin e Alijaksandr Lukashenka, che imprigionano gli oppositori: Aleksej Navalny è detenuto nelle carceri russe e Roman Protasevich in quelle bielorusse.Ultima azione è quella del presidente Lukashenka che ha obbligato all’atterragio un aereo europeo, partito da una capitale europea (Atene) con destinazione una altra capitale europea, Vilnius (Lituania). L’aereo aveva a bordo il giornalista Protasevich, inviso al regime bielorusso, così Lukashenka ha colto l’occasione del sorvolo sul territorio bielorusso per costringere militarmente il velivolo ad atterrare. In risposta, l’Ue ha chiesto ai vettori europei di evitare il sorvolo sul territorio bielorusso e impedisce agli aerei delle compagnie bielorusse di fare altrettanto sul territorio comunitario.In soccorso di Lukashenca è arrivato Putin che ha deciso (ufficialmente per motivi tecnici) di proibire alle compagnie aeree europee di sorvolare il territorio russo, se scelgono di non volare su quello bielorusso. In Bielorussia, come in Russia, l’informazione è strettamente controllata dai rispettivi governi e il fatto che un giornalista, in questo caso Protasevich, faccia informazione diversa da quella decisa dal regime bielorusso, provoca reazioni illegittime e violente. L’Ue ha imposto misure restrittive nei confronti della Bielorussia, anche in relazione alle elezioni presidenziali, definite fraudolente, che hanno riconfermato Lukashenka, al potere dal 1994 (ben 27 anni!). L’Ue non riconosce i risultati delle elezioni, in quanto né libere né regolari.Ulteriori sanzioni sono state definite in questi giorni e riguardano l’export, il settore petrolifero e quello finanziario.La libertà di informazione è uno dei cardini della democrazia. Negarla, arrestando chi informa, definisce un regime dittatoriale. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Premio Sakharov: la rivoluzione gentile in Bielorussia

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2021

premio sakharovDomenica 17 gennaio ore 18, Internazionale e Parlamento europeo – Ufficio di Milano presentano l’evento La rivoluzione gentile in Bielorussia. Le proteste contro il regime di Aleksandr Lukašenko sono cominciate ad agosto e non si fermano nonostante gli arresti, la repressione e le violenze della polizia. Quali sono le richieste delle persone che manifestano e cosa alimenta la loro determinazione? A confrontarsi su “opposizione democratica contro il regime Lukashenko” vincitrice del Premio Sacharov 2020 per la libertà di pensiero, saranno la presidente della sottocommissione per i diritti dell’uomo al Parlamento europeo Maria Arena, la giornalista bielorussa Hanna Liubakova e l’attivista politica bielorussa Veronika Tsepkalo. Il dialogo sarà moderato dal giornalista di Internazionale Andrea Pipino e sarà disponibile in diretta sulla pagina Facebook di Internazionale e su quella del Parlamento europeo in Italia. L’opposizione democratica in Bielorussia è rappresentata dal Consiglio di coordinamento, nato su iniziativa di donne coraggiose (principale candidata all’opposizione Sviatlana Tsikhanouskaya, Premio Nobel Svetlana Alexievich, musicista e attivista politica Maryia Kalesnikava, e attiviste politiche Volha Kavalkova e Veranika Tsapkala), nonché di personalità della società civile (il video blogger e prigioniero politico Siarhei Tsikhanouski, Ales Bialiatski, fondatore dell’organizzazione bielorussa per i diritti umani Viasna, Siarhei Dyleuski, Stsiapan Putsila, fondatore del canale Telegram NEXTA e Mikola Statkevich, prigioniero politico e candidato alla presidenza alle elezioni del 2010). I finalisti del Premio Sakharov 2020:
Gli attivisti ambientali di Guapinol e Berta Cáceres dall’Honduras
Monsignor Najeeb Michaeel, Arcivescovo di Mosul
Il Premio Sakharov per la libertà di pensiero, chiamato in onore del fisico e dissidente politico sovietico Andrei Sakharov, è stato assegnato dal Parlamento europeo ogni anno dal 1988 a individui o organizzazioni che hanno dato un contributo importante alla lotta per i diritti umani o la democrazia. La rete del Premio Sakharov, composta da ex vincitori, è stata lanciata nel 2008 per collegare i vincitori del passato, consentendo così al PE di sostenere le campagne condotte dai vincitori, che avrebbero svolto il ruolo di ambasciatori per i diritti umani e la libertà di pensiero.

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L’UE deve rivedere le sue relazioni con la Bielorussia

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

Parlamento Europeo. Il PE sostiene che i negoziati sulle priorità del partenariato con la Bielorussia vadano sospesi fino all’organizzazione di nuove elezioni libere ed eque. Il PE ha adottato mercoledì una serie di raccomandazioni su come l’UE dovrebbe rivalutare i suoi rapporti con la Bielorussia. Nella risoluzione, si fa il punto sugli avvenimenti prima e dopo le elezioni presidenziali fraudolente del 9 agosto, che hanno portato all’esplosione di una rivolta popolare contro l’attuale regime. Il testo è stato approvato con 602 voti favorevoli, 44 contrari e 44 astensioni. Nel testo vengono ribaditi molti aspetti dell’ultima risoluzione del PE sulla Bielorussia, adottata il 17 settembre e inoltre: • si sostiene la decisione dell’UE e dei suoi Stati membri di non riconoscere i risultati elettorali fraudolenti annunciati dalla Commissione elettorale centrale bielorussa; • si sottolinea che Aliaksandr Lukashenka non sarà riconosciuto come legittimo presidente del Paese alla scadenza del suo attuale mandato, il 5 novembre 2020; • si sostiene in modo inequivocabile il popolo bielorusso nelle sue legittime richieste di nuove elezioni libere ed eque sotto la supervisione internazionale; • si osserva che secondo i sondaggi sociologici indipendenti Sviatlana Tsikhanouskaya ha ricevuto oltre la metà dei voti alle elezioni presidenziali del 2020 ed è agli occhi del popolo bielorusso il loro presidente eletto; • si riconosce il Consiglio di coordinamento (CC) istituito da Sviatlana Tsikhanouskaya quale rappresentante legittimo del popolo che chiede un cambiamento democratico e la libertà in Bielorussia; • si chiede l’immediata cessazione immediata della violenza, della repressione crudele, della tortura e della stretta nei confronti di manifestanti pacifici, e che tutti i prigionieri politici, i membri della società civile e i giornalisti vengano rilasciati immediatamente e senza condizioni; • si invita l’UE ad attuare quanto prima le sanzioni concordate dai ministri degli affari esteri dei Paesi UE e dal Consiglio europeo, rivolte ad un ampio gruppo di persone attraverso il congelamento dei beni e il divieto di ingresso in UE, oltre ad allargare il gruppo di persone per includervi Aliaksandr Lukashenka; • si sostiene l’iniziativa di istituire una missione ad alto livello in Bielorussia, composta da ex capi di Stato o di governo con il compito di contribuire a porre fine alla violenza, assistere nella liberazione di prigionieri e detenuti politici e promuovere un ambiente favorevole a un dialogo politico nel Paese; • si afferma che i negoziati sulle priorità del partenariato UE-Bielorussia devono essere sospesi fino a quando non si svolgeranno elezioni presidenziali libere ed eque. Oltre alla situazione politica in Bielorussia, la lista completa delle raccomandazioni include, tra le altre cose, tematiche relative alla cooperazione economica e settoriale, ai contatti interpersonali e all’energia nucleare.

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AIE a sostegno della campagna degli editori europei e internazionali per la libertà di espressione in Bielorussia

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

“Alexander Lukashenko fermi la repressione in Bielorussia nei confronti degli oppositori e del premio Nobel Svetlana Aleksievič in particolare”. L’Associazione Italiana Editori (AIE), nell’ambito di un’azione coordinata della Federazione degli editori europei (FEP) e dell’Associazione degli editori internazionali (IPA) a sostegno della libertà di espressione, ha chiesto al governo di attivarsi perché “sia messa fine alla campagna di violenza e intimidazione contro ogni forma pacifica di dissenso messa in atto dal Presidente bielorusso Alexander Lukashenko”.Gli editori in particolare intervengono a sostegno della scrittrice Svetlana Aleksievič: nel comunicato (in allegato) pubblicato il giorno del suo interrogatorio lo scorso 26 agosto da parte delle autorità bielorusse – e che AIE ha trasmesso al governo italiano con una lettera al Ministro degli Affari Esteri e a quello per i Beni e per le Attività culturali e per il Turismo – FEP e IPA chiedono di far cadere ogni accusa nei confronti del premio Nobel come primo passo verso un processo di democratizzazione. La scrittrice è stata sottoposta a interrogatorio in quanto membro del Consiglio di coordinamento dell’opposizione, accusato dal regime di “minaccia alla sicurezza nazionale”.

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Sassoli: Il futuro della Bielorussia può essere deciso solo dai suoi cittadini

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

“Il futuro della Bielorussia può essere deciso solo ed esclusivamente dai suoi cittadini nel quadro della normale dinamica democratica e nel rispetto delle libertà, non sarebbero tollerabili interventi esterni nella crisi che attraversa il paese”.“I timori di una escalation di attività repressive e militari sono molto forti e a quanti credono di poterci dividerci voglio dire subito che non vi sono europei tranquilli: tutti gli europei sono preoccupati, allarmati e i nostri sentimenti saranno confermati anche nelle conclusioni di questo Consiglio”.“Penso siate tutti d’accordo che sia nostro compito fare il possibile per fermare questa violenza, e consentire che i responsabili rispondano delle loro azioni davanti alla giustizia”. A Minsk e nelle altre città, cittadine e cittadini si battono per valori che conosciamo bene, perché sono a fondamento della nostra Unione: dignità della persona, rispetto dei diritti umani, libertà, democrazia”. “Ritengo che sia nostro dovere, non solo come vicini e amici, ma soprattutto come rappresentanti di istituzioni democratiche aiutare i cittadini bielorussi nel loro cammino verso la loro autodeterminazione e decidere con fermezza le conseguenze per coloro che commettono violenza”. “Dobbiamo farlo, non solo perché le nostre opinioni dell’est e dell’ovest dell’UE, si aspettano questo da noi, ma anche perché non sarebbe tollerabile restare spettatori inermi o distratti su quanto accade ad un popolo amico al di là della nostra frontiera”. “Abbiamo un compito: sostenere la richiesta dei cittadini di poter svolgere al più presto nuove elezioni e garantire che gli atti di violenza e tortura siano accertati e puniti”.“Dobbiamo insistere attraverso tutti i canali affinché i prigionieri arrestati dopo il 9 agosto vengano rilasciati, riabilitati e risarciti”.“L’adozione di misure sanzionatorie è un importante strumento a disposizione dell’Unione Europea e il Parlamento invita il Consiglio a farvi ricorso al più presto per accertare e punire le gravi violazioni dei diritti umani, considerando anche l’opportunità di intervenire congelando il patrimonio di coloro che stanno abusando del loro potere e violando le libertà fondamentali dei cittadini”.“Siamo profondamente preoccupati per la violazione dei diritti umani e crediamo che l’unica via da seguire sia quella del dialogo con tutti gli attori nazionali e internazionali per trovare una soluzione pacifica”.

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Solidarietà al popolo Biellorusso vittima di una dittatura

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2020

On. Stefania Mammì (M5S): “Sono sconvolta da quanto sta accadendo in questi giorni a Minsk, in Bielorussia, nel centro geografico del continente europeo, a poche migliaia di km dall’Italia dove, dopo la contestata rielezione di Alexander Lukashenko alle recenti elezioni presidenziali, sono seguite delle pacifiche manifestazioni di protesta, ferocemente represse con inaudita violenza dalle forze di polizia. Sono state brutalmente violentate donne, aggrediti e torturati uomini, giovani ragazzi e perfino gli stessi medici impegnati nelle operazioni di soccorso. Tutta questa violenza deve essere fermata, auspico pertanto in una rapida mobilitazione dell’Unione Europea a sostegno delle democratiche rivendicazioni delle centinaia di migliaia di cittadini bielorussi che da giorni coraggiosamente e pacificamente sfidano il regime totalitario ,”armati” solo di fiori bianchi stretti tra le mani,per chiedere che vengano rispettati i propri diritti democratici e la loro libertà, piena solidarietà a questo popolo”, conclude la pentastellata Mammì.

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Bielorussia: la repressione elettorale dell’ultimo dittatore d’Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

Roma. È iniziata la battaglia elettorale per la presidenza della Bielorussia, che già denuncia tutta la debolezza morale del leader e attuale candidato alla più alta carica del paese, Alexander Lukashenko.Il rinnovo di Governo, ancora una volta, mostra come Lukashenko si rivolga all’occidente provando a giocare secondo le regole democratiche europee, ma questo non convince i politici di Bruxelles.Lukashenko ha lasciato Ministro del Governo per gli Affari Esteri Vladimir Makeii, nella speranza che, il suo legame con i gay, possa aiutarlo ad ottenere il consenso di Washington e Bruxelles alla sua rielezione.Nel frattempo nuove nomine hanno mostrato, che Lukashenko sta ancora mantenendo il controllo dello Stato, ma non nel senso di riforma nazionale economica e democratica.Lukashenko persevera con l’installazione, nel suo governo, di nuove figure chiave dell’apparato, ma in realtà non ha cambiato l’equilibrio dei pesi e contrappesi fra le fazioni rivali all’interno del suo cerchio magico.Lo scontro tra Vladimir Makeii e Viktor Sheimanom nonostante quest’ultimo sia uscito dalla gestione manageriale del Presidente, di fatto rimane nel suo ruolo.Nel nuovo governo di Roman Golovchenko restano anche persone legate a Viktor Sheimanom, da sempre sostenitore di Lukashenko e ufficioso curatore degli organi del potere del paese.Gli eperti della Bielorussia suggeriscono che fuori dall’apparato del Presidente, Sheimanom sarà più facilitato a controllare i candidati di opposizione al Presidente.Un aiuto a Sheiman lo darà il nuovo Ministro dell’Informazione Igor Lyzkovo il quale, in una precedente dichiarazione, affermava che la missione del Ministro, sarebbe stata quella di correggere l’azione della stampa (SMI) per rendere più chiara la politica statale, filtrando tutte le informazioni potenzialmente dannose alla popolazione. Ancora un passo del “padrino“, per indebolire la coesione all’interno dell’opposizione, e in particolare nelle tensioni per i servizi della politica sociale, blocco forte della Bielorussia.Ma la repressione fra gli oppositori serve solo a coalizzare gli ultimi rimasti, che stringendo i ranghi contro l’ultimo dittatore d’Europa, causano azioni di protesta e abbassano il già malconcio rating di Alexander Lukashenko.L’arresto di Serghei Tikanoscovo e Svetlana Kuprianova, membri dei gruppi d’iniziativa a sostegno della candidata a presidente Viktora Babarika, le perquisizioni e l’arresto dell’ex impiegato e collaboratore di «Belgazaprombanka», figlia della russa «Gazprom», mostrano quanto sia forte la macchina della repressione, e come Lukashenko non voglia in nessun modo «mollare la poltrona».Lukashenko sospetta che la campagna elettorale del Babarika sia finanziata dal Kremlino.Un tale candidato diventa un serio rivale al posto di Presidente del paese e in più il rating di Viktora Babarika cresce e le azioni in suo aiuto si stanno espandendo in tutta la Bielorussia.Nel frattempo, gli esperti del blocco dell’est sostengono che Mosca, nella scelta dei candidati per la Bielorussia, si comporti in modo estremamente attento.Iorg Forbig, esperto occidentale di Eurozona e della fondazione tedesca Marsha, sostiene che un aiuto aperto, a un qualsiasi candidato nelle elezioni del paese, potrebbe essere controproducente e potrebbe portare alla mobilitazione della parte avversa.La tenace volontà di Alexander Lukashenko a «non mollare la poltrona», lo sta portando solo ad atteggiamenti repressivi verso oppositori e candidati indipendenti alla più alta carica dello Stato, che, insieme alla sua voglia di giocare alla democrazia con Bruxelles, potrà portare «il padrino» a stringersi tra due mostri: Silla e Cariddi ma lui, non essendo Ulisse, dovrà scegliere a chi sacrificarsi. (fonte: Comitato per Libere Elezioni)

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Biellorussia: violazioni libertà individuali

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 gennaio 2011

Nella seduta odierna la Camera dei Deputati ha approvato la mozione unitaria del Terzo Polo Bocchino, Galletti, Vernetti. La mozione sottolinea le violazioni avvenute durante le recenti elezioni presidenziali in Bielorussia, contestate dall’OCSE, e la violenta repressione successiva che ha portato all’arresto di oltre 600 attivisti dell’opposizione, tra i quali anche sei candidati alla presidenza che si erano opposti a Lukashenko. La mozione approvata dalla Camera sottolinea, inoltre, che gli episodi avvenuti nelle scorse settimane sono l’ennesimo episodio di violazione delle libertà individuali e dei diritti politici da parte del Governo guidato da Lukashenko: dal 1994 ad oggi si ripetono con frequenza arresti e detenzioni arbitrarie di esponenti dell’opposizione e della società civile; tra l’altro, ricorda ancora la mozione del Terzo Polo, il 3 settembre 2010 è stato trovato morto Aleh Byabenin, giornalista e fondatore del più autorevole sito di contro-informazione Charter 97, in circostanze considerate poco coerenti con la versione ufficiale, che parla di suicidio. La mozione approvata dalla Camera, impegna il governo italiano a chiedere all’omologo bielorusso l’immediata scarcerazione di quanti siano stati arrestati a seguito delle manifestazioni politiche del 19 dicembre 2010 e dei giorni successivi, ad agire in sede Ue affinché, fino a quando il Governo bielorusso non abbia intrapreso atti concreti nella direzione della democratizzazione del Paese, siano ripristinate le sanzioni nei confronti della Bielorussia al momento sospese, in particolare il divieto d’ingresso nel territorio dei Paesi dell’Unione europea per 36 alte cariche bielorusse, incluso il Presidente Lukashenko, oltre ad adottare tutte le iniziative necessarie per sostenere le attività delle organizzazioni bielorusse ed internazionali impegnate per l’affermazione delle libertà e dei diritti umani in Bielorussia.

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