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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘bilancio europeo’

Stati Uniti d’Europa. Bilancio europeo e Recovery Plan

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2020

Il premier ungherese Viktor Orban, si oppone alla approvazione del bilancio europeo e del collegato Recovery Plan (Next Generation EU), perché legato al rispetto della condizionalità dello Stato di diritto. Nuova è, invece, l’ultima dichiarazione di Orban: l’Ungheria non avrà perdite finanziarie se non ci sarà Recovery Plan. Questo riguarda gli stati membri con un debito pubblico sopra il 100 per cento. Chi ha, tra i vari stati membri europei, un debito pubblico superiore al 100%? L’Italia. Dunque ad Orban non interessa che l’Italia perda i 209 miliardi del Recovery Plan, dei quali 81 senza obbligo di restituzione. Questi fondi servono al nostro Paese come la manna per uscire dalla crisi economica nella quale è precipitato. Dunque, Orban l’antitaliano. Chi sostiene le posizioni di Orban? Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia. Dunque, facciano pensiero quegli italiani che vedono nelle posizioni espresse dalla Meloni, l’idea che essa difenda gli interessi dei connazionali. Insomma, Meloni pro Orban è una Meloni antitaliana. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Coronavirus, Radicali: Eurogruppo, la partita si gioca sul bilancio europeo

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

“L’accordo raggiunto dall’Eurogruppo non suscita entusiasmo, ma neanche deprime. Per questo facciamo fatica a capire sia l’euforia di alcuni europeisti, sia le grida indignate dei sovranisti. La verità è che la partita è ancora tutta da giocare e saranno le decisioni del Consiglio europeo a determinare una risposta adeguata o meno. Tra le scelte dell’Eurogruppo, infatti, riteniamo che quella dirimente sarà l’attivazione o meno del fondo per la ricostruzione legato al bilancio pluriennale europeo. Qualora i capi di stato e di governo aumentassero il bilancio comunitario finanziandolo con dei titoli in comune, allora sì che avremmo fatto un passo deciso nella direzione giusta. Il sì al Mes non elettrizza, parliamo pur sempre di un prestito” dichiara Massimiliano Iervolino, Segretario di Radicali Italiani.

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Consiglio europeo sul quadro finanziario pluriennale

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 febbraio 2020

In vista della riunione del Consiglio europeo del 20 febbraio, questa mattina la Presidente von der Leyen ha tenuto un discorso al Parlamento europeo riunito in seduta plenaria sulle ambizioni della Commissione in merito all’adozione del prossimo bilancio europeo 2021-2017.Il presidente ha dichiarato: “Abbiamo obiettivi politici comuni molto chiari: dobbiamo essere il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050, vogliamo essere pronti per l’era digitale e assicurarci che i cittadini e le regioni traggano il massimo vantaggio da queste grandi trasformazioni tramite investimenti nell’istruzione e nella formazione, per prepararli alle professioni del futuro. Ma il tempo stringe e lo ripeto, se non si giunge a una decisione in tempi rapidi sul prossimo bilancio, l’anno prossimo non potremo iniziare a investire in queste priorità. Lo sappiamo tutti che questi negoziati non saranno facili, ma sappiamo anche che i cittadini non capiranno se i decisori non riusciranno ad accordarsi sui finanziamenti necessari per realizzare queste priorità. Abbiamo la responsabilità condivisa, con il Consiglio e il Parlamento europeo, di far progredire i negoziati per l’Europa”.

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Dibattito di alto livello sui negoziati per il bilancio europeo 2021-27

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 febbraio 2020

Roma – Venerdì 7 febbraio dalle 9:00 alle 19:30 Tempio di Adriano di Piazza di Pietra, il Presidente Sassoli ed il Premier Conte intervengono al dibattito di alto livello sui negoziati per il bilancio europeo 2021-27. Il convegno, organizzato dal Parlamento europeo in collaborazione con la Commissione europea e la Regione Lazio, si confronteranno rappresentanti delle istituzioni comunitarie, nazionali e locali, con esponenti delle categorie economiche e sociali e del mondo dell’educazione e della ricerca.Il dibattito sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale Ue 2021-2027 entra nel vivo nelle prossime settimane a Bruxelles. L’evento di Roma vuole stimolare un confronto tra chi deve rappresentare la posizione italiana in Consiglio e Parlamento Ue e tutti gli attori interessati a questi negoziati che rappresentano un appuntamento cruciale per promuovere gli interessi di cittadini, imprese e territori.Sulla base della proposta della Commissione europea, il Parlamento Ue ha chiesto un livello di risorse adeguate alle sfide che dobbiamo affrontare, con uno stanziamento di 1.3% del PIL comunitario.Dal futuro bilancio Ue dipendono, infatti, gli strumenti e le politiche per promuovere occupazione, investimenti ed innovazione, per rafforzare la coesione sociale e territoriale, per rispondere alla crisi climatica ed affrontare la transizione energetica, per formare e dare opportunità ai giovani, per facilitare l’accesso al credito per le PMI, per migliorare le infrastrutture, modernizzare l’industria e l’agricoltura e potenziare cultura e turismo. L’evento sarà aperto dal Presidente del Parlamento europeo David Sassoli e dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Chiuderanno i lavori Sassoli e il Primo ministro Giuseppe Conte. Tra gli oratori anche il Vice Presidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo e gli eurodeputati competenti per i dossier di bilancio, i ministri Roberto Gualtieri, Vincenzo Amendola, Gaetano Manfredi, Paola De Micheli e Giuseppe Provenzano, oltre ai rappresentati delle categorie economiche e sociali e del mondo dell’educazione e della ricerca. https://europarl.europa.eu/italy/resource/static/files/Programmi/bozza_di_programma_upd2701.pdf

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Bilancio europeo e la barzelletta del veto

Posted by fidest press agency su domenica, 30 ottobre 2016

commissione europeaDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, continua imperterrito a raccontare la barzelletta del veto dell’Italia sul bilancio europeo se Bruxelles non aiuterà l’Italia sui migranti. Ma il premier conosce i Trattati Ue e le norme dell’ordinamento comunitario? Sembra proprio di no.L’unanimità, Renzi dovrebbe saperlo bene, quindi il conseguente potere di veto, si ha solo sul bilancio pluriennale, di cui però non si parlerà prima della scadenza di quello attualmente in vigore, vale a dire nel 2020. Dunque non sembra essere questo il punto. Ma il presidente del Consiglio non crediamo si riferisca neanche ai bilanci annuali all’interno del quadro pluriennale, perché si votano a maggioranza semplice, quindi il voto contrario dell’Italia non ne bloccherebbe l’approvazione. E quindi? Quindi, come al solito, Renzi parla per spot non conoscendo il merito di ciò che sta dietro le sue estemporanee affermazioni. La butta in caciara sperando che nessuno si accorga delle sue palesi lacune. Gozi, invece di girare il mondo a far propaganda per il Sì al referendum, dovrebbe organizzare a Palazzo Chigi un bel corso di aggiornamento su Trattati e legislazione Ue. Renzi e il giglio tragico ne avrebbero davvero bisogno…”.

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Bilancio europeo

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 settembre 2011

Parlamento Europeo

Image by Naroh via Flickr

“Il bilancio dell’Unione Europea è fatto per il 95% di investimenti per lo sviluppo e per la coesione territoriale e non è gravato da debiti fuori controllo, invocare pesanti tagli in nome dell’austerità a cui sono costretti gli Stati Membri significa oggi colpire una delle pochissime leve rimaste per sostenere la crescita e l’innovazione nelle diverse realtà locali europee”. Così la Presidente del Comitato delle Regioni Mercedes Bresso, nel corso della riunione della commisione ad hoc sulle prospettive finanziarie, ha commentato la richiesta sottoscritta dal governo italiano insieme ad altri sette, di ridurre il budget dell’Unione Europea per il periodo 2014-2020 di una cifra tra i 50 e i 100 miliardi di euro. Secondo la Presidente del CoR “colpisce che Paesi tradizionalmente europeisti come Italia e Francia, si schierino accanto ai governi più euroscettici nell’invocare tagli agli investimenti sul futuro in nome di vantaggi immediati e marginali. Nel caso dell’Italia è evidente che tali presunti vantaggi non hanno nulla a che vedere con gli sforzi richiesti per rispettare l’impegno del pareggio di bilancio entro il 2013, visto che in discussione ci sono le risorse per il periodo 2014-2020.  Se la priorità, accanto alla crescita, è razionalizzare le spese, invece di togliere fondi alle politiche di sviluppo dei territori si proceda con determinazione nella revisione del sistema di finanziamento dell’Unione, puntando su strumenti come i project bond, la tassa sulle transazioni finanziarie, appoggiata anche da Francia e Germania, o quella sulle emissioni di anidride carbonica. Se proprio manca la capacità politica per fare questi fondamentali passi avanti, per risparmiare si affrontino nodi irrisolti come il rapporto tra la diplomazia europea e quelle dei Paesi membri, l’integrazione delle politiche di difesa e la cooperazione fiscale”. “Sarebbe gravissimo rivedere al ribasso – ha concluso Bresso –un bilancio che rappresenta la dotazione minima per non mortificare l’impegno dell’Europa al fianco di 500 milioni di cittadini colpiti dalla crisi”.www.cor.europa.eu

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