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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘bilancio’

Oscar di Bilancio 2019

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 settembre 2019

Milano martedì 12 novembre presso Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana in Piazza Affari a Milano si terrà la 55esima edizione dello storico appuntamento organizzato da FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana). Fin dal 1954 l’Oscar di Bilancio ha premiato le aziende più virtuose nell’attività di reporting e nella cura dei rapporti con gli stakeholders, con l’obiettivo di promuovere e divulgare una cultura d’impresa capace di legare strategia e performance finanziaria con il contesto sociale e ambientale in cui l’azienda opera. Il bilancio non è più solo uno strumento per rendicontare il passato, ma anche un mezzo per raccontare la missione, il progetto e il futuro dell’impresa: quindi, per contribuire a costruire la reputazione del brand. “Oggi il bilancio non è più solo materia di professionisti finanziari, ma coinvolge anche esperti delle pubbliche relazioni e della comunicazione. Partecipare all’Oscar di Bilancio significa, per un’impresa grande o piccola, quotata o non, saper cogliere un’occasione di confronto con altre realtà in uno scenario sempre più complesso e dinamico, di condivisione di know how e best practice e di spinta verso l’eccellenza” dice Rossella Sobrero, Presidente di FERPI. Categorie:
§ Grandi imprese nei segmenti FTSE MIB (escluse le imprese finanziarie): lo scenario attuale è complesso, in continua evoluzione e spesso internazionale. Una maggiore trasparenza nella comunicazione, anche degli aspetti non strettamente finanziari, può tradursi in una maggiore fiducia verso il brand e, dunque, in una più forte competitività sul mercato.
§ Medie e piccole imprese quotate (escluse le imprese finanziarie): il tessuto economico italiano è costituito soprattutto da pmi. Tra le loro sfide di oggi, quella di comunicare dati e informazioni strettamente tecniche a stakeholders non sempre specializzati ricorrendo ad uno storytelling che sappia raccontare i numeri e spiegare il valore aggiunto che l’azienda è in grado di fornire alla società.
§ Imprese finanziarie quotate: le modalità e le qualità della comunicazione, a maggior ragione se obbligatoria per legge, possono fare la differenza nella costruzione di un rapporto di fiducia e di fidelizzazione degli investitori.
§ Imprese ed enti finanziari non quotati: la chiarezza e l’efficacia della comunicazione sono alla base della costruzione di un rapporto forte e duraturo con i diversi stakeholders.
§ Imprese sociali e associazioni non-profit: la credibilità delle associazioni passa soprattutto attraverso l’immagine di sé che trasmettono, per questo la comunicazione acquista un’importanza strategica.
§ Fondazioni erogatrici: la promozione degli scopi delle fondazioni riguarda, innanzitutto, la comunicazione dei valori che trasmettono.
Premi Speciali:
§ Oscar di Bilancio per la comunicazione: raccontare i numeri e i dati, spiegare il valore aggiunto generato dalla propria attività e far passare in maniera efficace i propri messaggi in coerenza con la propria immagine è la nuova sfida delle aziende.
§ Oscar per l’integrated reporting: si può innovare in campi diversi, dalle tempistiche della narrazione aziendale, alla presentazione visuale e concettuale, all’approccio e all’utilizzo dei canali.
§ Oscar di Bilancio per la Dichiarazione non Finanziaria: comunicare non solo i dati finanziari, ma anche relativi alla sostenibilità in tutte le sue declinazioni, non rappresenta solo un obbligo per le aziende, ma una vera e propria opportunità per puntare all’eccellenza.
La partecipazione all’Oscar di Bilancio è semplice e gratuita: è necessario compilare il modulo scaricabile al link https://www.ferpi.it/oscar-di-bilancio/ e inviarlo via e-mail entro il 14 ottobre 2019.

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Scuola:Assestamento bilancio dello Stato, 100 milioni di tagli all’istruzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 agosto 2019

Non sono cifre altissime, però anche il Governo del Cambiamento non ha saputo sottrarsi alla politica inflazionata dei tagli alla scuola: nel decreto di assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2019, approvato in Senato e adesso al vaglio della Camera, si conferma la “voce” sull’accantonamento e l’indisponibilità di 100 milioni di euro da sottrarre alla formazione e alla Conoscenza. Tra i settori che subiranno riduzioni di spesa figura soprattutto il primo ciclo, con riduzioni di spesa anche per le supplenze brevi della scuola materna. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “comunque la si giri, si continua a parlare di tagli e non investimenti, proseguendo la linea orientata al risparmio già contenuta nel Def che anticipa la legge di Bilancio di fine 2019, nella quale si prospettava la riduzione nel prossimo ventennio di investimenti rispetto al Pil, con il fondo che si toccherà nel 2040, quando si scenderà dal 3,9% al 3,1%. Tutto questo è particolarmente grave, perché gli investimenti medi nell’istruzione pubblica da parte dei Paesi dell’Ocse si aggira al 5%. La tendenza al ribasso, quindi, non si arresta. E diventa ancora più intollerabile quando si va ad indebolire un settore importantissimo come quello dell’infanzia, dove le supplenze anche solo per un giorno sono prioritarie”. Sono diverse le voci che vedranno una riduzione delle risorse nel settore dell’Istruzione: secondo la rivista specializzata Orizzonte Scuola, si tratta dell’istruzione del primo ciclo (-12 milioni di euro), dell’istruzione del secondo ciclo (-4 milioni di euro), del reclutamento e aggiornamento dei dirigenti scolastici e del personale scolastico per l’istruzione (-13 milioni di euro); del diritto allo studio e sviluppo della formazione superiore (-31 milioni di euro). Riduzioni in arrivo anche per il sistema universitario e formazione post-universitaria (- 40 milioni di euro).

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Surgital: Bilancio in crescita e nuovi mercati

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Surgital SpA, prima azienda italiana produttrice di pasta fresca surgelata, piatti pronti surgelati e sughi in pepite surgelati per la ristorazione, catering e canale bar, chiude il bilancio 2018 e presenta il piano industriale del prossimo triennio. Il fatturato di Surgital è passato da 72.200 mio nel 2017 a 76.700 mio nel 2018 – dei quali il 60% proviene dal mercato italiano. L’incremento è del 6%.L’Horeca e il Food Service rappresentano l’87% del fatturato totale; il restante 13% si riferisce alla gestione direzionale nei canali GDO, door to door e PL industriale.
Surgital SpA è la capogruppo del Gruppo Surgital, di cui fanno parte anche Surgital France sarl, Surgital America Inc., Ca’ Pelletti Retail srl. Il fatturato consolidato di Gruppo 2018 è di 81 mio di euro, +8% rispetto all’esercizio 2017.Recentemente il Consiglio di Amministrazione ha approvato un piano industriale di sviluppo triennale che punta a superare nel 2021 i 100 milioni di fatturato per tutto il Gruppo Surgital. Il focus sarà quello di ampliare il presidio in Europa, ma guardando da vicino i mercati target più interessanti come USA, Canada, alcune aeree del Far East (Singapore, Hong Kong, Giappone) e potenziando inoltre gli investimenti nella penisola araba (Arabia Saudita e Paesi Arabi).Previsto anche un ampliamento dello stabilimento di Lavezzola di circa 4mila metri quadri, tutti destinati all’area produttiva, dove saranno inserite nuove linee, per un investimento totale che supererà i 10 milioni di euro. Nel piano ci sarà anche l’introduzione di nuovo organico, dalle 20 alle 30 persone in tre anni. (segue completo in allegato)

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Bilancio e prospettive delle risorse idriche nelle politiche comunitarie

Posted by fidest press agency su martedì, 28 Mag 2019

Roma venerdì 31 Maggio p.v. alle ore 10.30,nella sede ANBI, (via Santa Teresa 23) all’indomani delle elezioni per il Parlamento Europeo, ANBI organizzerà una conferenza stampa su bilancio e prospettive delle risorse idriche nelle politiche comunitarie. Il significativo appuntamento, cui saranno invitati i neoeletti parlamentari europei nella circoscrizione centrale, si terrà e presenterà il bilancio delle attività del progetto PAC 2014/2020.
Nell’occasione sarà anche presentato il libro “Consorzi di bonifica italiani ed Irrigants d’Europe rilanciano le sfide sulle risorse idriche”.Oltre ai vertici di ANBI, l’incontro vedrà, come relatori, ricercatori e docenti universitari.

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La proroga della Brexit non deve rallentare l’accordo sul futuro bilancio UE

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Le regioni e le città chiedono un accordo in tempi brevi sul bilancio dell’UE per il 2021-2027 e garanzie contro l’interruzione dei finanziamenti degli attuali piani d’investimento.
In risposta alle conclusioni del Consiglio europeo straordinario sulla Brexit, il Comitato europeo delle regioni (CdR) – l’assemblea dei governi locali e regionali dell’UE – ha ribadito la necessità che gli Stati membri adottino con urgenza il bilancio a lungo termine dell’UE per il 2021-2027 per garantire che le regioni e le città siano in grado di preparare adeguatamente nuovi piani e mitigare l’impatto del recesso del Regno Unito.
Tale invito è stato rivolto durante un dibattito tra i 350 leader locali e regionali europei che compongono il Comitato e Jean Arthuis , presidente della commissione Bilanci del Parlamento europeo. Entrambe le assemblee politiche dell’UE sono profondamente preoccupate per l’impatto finanziario delle decisioni adottate dagli Stati membri in sede di Consiglio europeo straordinario.Affinché si possa far fronte alle sfide del prossimo decennio, il CdR e il Parlamento europeo hanno chiesto e continuano a chiedere con forza e senza mezzi termini ai 27 Stati membri di aumentare il loro contributo al bilancio dell’UE, portandolo dall’1 % all’1,3 % del reddito nazionale lordo. Il Comitato si è detto contrario a tutte le riduzioni proposte per i fondi regionali dell’UE , ossia ai tagli del bilancio della politica di coesione, che dovrà garantire il sostegno dell’Unione alle regioni le cui economie saranno più colpite alla Brexit. Per quanto riguarda i piani d’investimento in corso, il Comitato ritiene che gli impegni finanziari assunti dall’UE debbano essere rispettati fino all’ultimo anno disponibile per i pagamenti (il 2023), evitando qualsiasi riduzione o dilazione (al nuovo ciclo finanziario) di tali impegni.Il Comitato ha valutato l’impatto potenziale della Brexit in una serie di studi e di dibattiti politici svolti negli ultimi due anni, tra cui tre dibattiti aperti con il capo negoziatore dell’UE Michel Barnier . I diritti dei cittadini, nonché i potenziali costi per i porti, l’industria della pesca, il turismo, l’agricoltura, la ricerca e l’istruzione, sono emersi come le preoccupazioni fondamentali dei leader locali dell’UE e del Regno Unito. Il Comitato ha adottato in materia due risoluzioni politiche (nel marzo 2017 e nel maggio 2018 ) e ha di recente iniziato a lavorare all’individuazione degli strumenti migliori per la cooperazione regionale transfrontaliera dopo la Brexit.

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Bilancio Dussmann: raggiunti i 522 milioni di euro

Posted by fidest press agency su domenica, 14 aprile 2019

Capriate San Gervasio (BG) Bilancio consolidato di 522 milioni nel 2018, oltre il 60% di crescita negli ultimi 5 anni, con una previsione che punta a 800 milioni entro i prossimi 5. Cifre eloquenti, che rendono l’idea di una dimensione di ottimismo per il futuro, supportato da un solido presente.Nell’anno del 50° anniversario dalla sua fondazione in Italia, gli impressionanti numeri generati da Dussmann Service non si fermano però al fatturato: 8 filiali sul territorio nazionale, con 17.000 dipendenti, in costante crescita in concomitanza con il volume dei lavori e degli appalti, 34 milioni di pasti serviti l’anno, 907 plessi coperti dai servizi di ristorazione, 578 strutture da quelli di sanificazione, 31.000 tonnellate di derrate movimentate, 3.8 miliardi di metri quadri annuali sanificati.A seguito dell’acquisizione di Steritalia nel 2011, per il servizio di sterilizzazione di ferri chirurgici, e di Securducale Vigilanza nel 2014, per quelli di security, nel 2018 sono arrivate anche quelle di Alessio Ristorazione e Gaetano Paolin Spa, che sono andate ad arricchire la già valida offerta aziendale nei campi della ristorazione collettiva e del facility management.Per la seconda volta, dopo il 2015, nel 2018 Dussmann Service si è inoltre aggiudicata il prestigioso riconoscimento Company to Watch da parte di Cerved, ulteriore testimonianza del successo del suo operato.Questo trend positivo è stato accompagnato dalla decisione da parte del Gruppo Dussmann di procedere ad un incremento del capitale sociale da 10 a 20 milioni di Euro, fattore che assicura un’ancora maggiore stabilità patrimoniale e crea le premesse per sostenere la futura espansione sia tramite crescita organica che attraverso acquisizioni.
Il Gruppo Dussmann impiega oltre 70.000 persone in 17 paesi. Dussmann Service fornisce l’intera gamma di servizi di facility: Pulizia, Catering, Sicurezza e Reception, Servizi Tecnici ed Energy Management. Nel 2018, il gruppo Dussmann a livello globale ha realizzato un fatturato oltre 2 miliardi di euro, di cui circa 522 Milioni a livello nazionale, che lo rende uno dei più grandi provider di multi-servizi privati di tutto il mondo.

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Approvato il progetto di bilancio di esercizio di SACE al 31 dicembre 2018

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 aprile 2019

Il Consiglio di Amministrazione di SACE (Gruppo CDP), presieduto da Beniamino Quintieri, ha approvato il progetto di bilancio di esercizio al 31 dicembre 2018.
SACE SIMEST, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP ha chiuso il 2018 registrando un livello di risorse mobilitate a sostegno delle imprese italiane pari a 28,6 miliardi di euro, in crescita del 13% rispetto al 2017, il dato più alto raggiunto nel supporto all’export.Un traguardo rilevante alla luce del quadro economico sottostante, in cui l’export italiano, nonostante il quadro globale in peggioramento, si è confermato un motore per il Paese, contribuendo per oltre il 30% del Pil e mettendo a segno una performance di crescita (+3,5%).Il risultato 2018, aggiungendosi alle performance degli ultimi anni, porta a 72 miliardi di euro il valore complessivo delle risorse mobilitate da SACE SIMEST a sostegno delle aziende italiane nell’arco dell’ultimo triennio, 11 punti percentuali sopra l’obiettivo stabilito dal Piano Industriale approvato nel 2016 e in crescita del 60% dal 2016. Le risorse mobilitate a supporto di Mid Cap e PMI sono state pari a 20 miliardi, con un incremento del 20%, dal 2016.Questo risultato è stato raggiunto rispettando e superando i target di sostenibilità economica previsti dal Piano Industriale, come confermato da tutti gli indicatori di reddittività 2018 (ROE al 3,9%), solidità (Solvency Ratio al 174%) ed efficienza (Cost/Income al 12%) con un utile cumulato superiore del 19% al target di Piano.“Chiudiamo un 2018 da record e un triennio di soddisfazioni, avendo superato tutti gli obiettivi di un piano di crescita molto ambizioso – ha dichiarato l’amministratore delegato di SACE, Alessandro Decio -. In questi anni SACE, da sempre considerata un’eccellenza nel panorama delle agenzie di credito all’esportazione, insieme a SIMEST ha costituito, in linea con le indicazioni strategiche della Capogruppo, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione diventando uno dei motori di sviluppo dell’export italiano, nonché un driver di crescita del Gruppo CDP a cui apparteniamo. Risultati raggiunti in piena coerenza con gli obiettivi di sostenibilità economica. Siamo peraltro già esclusivamente concentrati nella realizzazione del nuovo Piano 2019-21 approvato a febbraio”.

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Bilancio Fondazione CRT

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Torino Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione CRT, che si è riunito a Torino sotto la Presidenza del Professor Giovanni Quaglia, ha approvato il progetto di Bilancio 2018. Il documento sarà sottoposto ora all’esame del Consiglio di Indirizzo, che si riunirà il prossimo 30 aprile.Il bilancio consuntivo 2018 si chiude con un avanzo d’esercizio pari a 92 milioni di euro (in crescita del 7,6% rispetto all’avanzo 2018). Un risultato certamente positivo, realizzato grazie a un’efficiente ed equilibrata gestione operativa e del patrimonio, cui hanno contribuito il ritorno alla distribuzione dei dividendi da parte di UniCredit, con il conseguente pagamento degli interessi sui c.d. titoli Cashes e l’apporto dell’attività di negoziazione.In un anno in cui, a livello mondiale, la maggior parte delle classi di attività ha fatto registrare performance negative, la redditività della gestione del patrimonio della Fondazione è stata conseguita grazie a una mirata attività di negoziazione. Pertanto, pur in presenza di alcune rettifiche di valore delle attività in portafoglio, è stata mantenuta e incrementata la capacità di supportare finanziariamente i progetti dell’attività istituzionale. L’attenzione prestata all’efficienza gestionale ha determinato oneri di gestione sostanzialmente in linea con il 2017, mentre l’onere per imposte IRES, con un valore complessivo dei dividendi incassati invariato, è aumentato di oltre 2 milioni di euro a 16 milioni di euro, portando il carico fiscale complessivo sostenuto dalla Fondazione nel 2018 a 21,3 milioni di euro. Ampiamente positiva la posizione finanziaria netta, salita da 232 milioni di euro nel 2017 a 254 milioni di euro nel 2018.L’avanzo 2018 ha permesso di riservare all’attività istituzionale futura circa 60 milioni di euro, e di incrementare il patrimonio di oltre 32 milioni di euro. Nel 2018 la Fondazione CRT ha attivato risorse per oltre 72 milioni di euro (erano 64 milioni nel 2017): interventi focalizzati su welfare e salute pubblica, ricerca e istruzione, arte e beni culturali. A queste tradizionali modalità di intervento, la Fondazione ha continuato ad affiancare ulteriori iniziative nella logica dei mission related investments.Con l’attività istituzionale svolta nel 2018, la Fondazione CRT ha messo a disposizione del territorio circa 80 milioni di euro.Il fondo di stabilizzazione delle erogazioni, con lungimiranza reso forte già negli scorsi anni, con una disponibilità di 174 milioni di euro è ancora oggi in grado di garantire continuità nell’attività istituzionale futura della Fondazione.
La Fondazione CRT – Cassa di Risparmio di Torino è un ente privato non profit nato nel 1991. Da 27 anni è uno dei “motori” dello sviluppo e della crescita del Piemonte e della Valle d’Aosta in tre macro-aree – Arte e Cultura, Ricerca e Istruzione, Welfare e Territorio – con un’attenzione particolare per l’internazionalizzazione.Inoltre, con un investimento superiore ai 100 milioni di euro, la Fondazione CRT ha interamente riqualificato le OGR-Officine Grandi Riparazioni di Torino, trasformando l’antica fabbrica dei treni in un luogo aperto al mondo dove si integrano diverse anime: cultura contemporanea e arte, ricerca e start-up, food. Nei prossimi mesi le OGR si caratterizzeranno ancora di più come centro d’innovazione internazionale, con spazi per acceleratori di imprese, laboratori di ricerca e un centro sui Big Data. Diventeranno inoltre la “casa” italiana di BEST, il programma bilaterale Italia-USA per promuovere la cultura imprenditoriale high-tech nel nostro Paese, con l’obiettivo di costruire un ponte tra la Silicon Valley e Torino.

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Lombardia: Bilancio 1 anno legislatura

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

“Ci sembra eccessivo l’entusiasmo di Fontana nel giudicare il suo operato a un anno dalle elezioni.In Lombardia non c’è da sorridere in Sanità, con lunghe liste d’attesa identiche a quelle di un anno fa e il fallimento su tutta la linea certificato dai numeri della presa in carico dei pazienti cronici. L’offerta sanitaria è ancora quella di Formigoni, tutta squilibrata sul privato, mentre le risorse devono tornare nel pubblico.Anche il trasporto arranca, tanto che è stato avviato da Trenord un piano d’emergenza che ha creato extra disagi a pendolari e viaggiatori con il taglio di numerose corse periferiche. Sulle politiche sull’ambiente è tutto fermo, mentre sulla qualità dell’aria, solo la settimana scorsa, abbiamo visto franare su se stessa la maggioranza di Fontana e affossare una risoluzione per prevenire i danni del cambiamento climatico. Va male anche l’edilizia pubblica popolare, con Aler Milano che non da segni di vita.Sicuramente è il Governo che sta investendo risorse in Lombardia.Sono arrivati i primi treni per far fronte all’emergenza trasporti, fondi ai piccoli Comuni, 400 milioni, per le opere urgenti, fondi alle province per strade e scuole e ne arriveranno altri per la prevenzione del dissesto idrogeologico.Insomma, i lombardi meritano qualcosa di più delle lodi che Fontana fa a se stesso, noi ci stiamo mettendo tutto il nostro impegno e in Consiglio regionale siamo riusciti a fare approvare importanti proposte come il taglio dei vitalizi degli ex consiglieri con un risparmio di 3 milioni, 750 mila euro per i centri l’impiego e un milione in più per l’ambiente”, così Andrea Fiasconaro, capogruppo del M5S Lombardia, commenta le parole del Presidente della Lombardia Attilio Fontana che ha proposto un bilancio del suo primo anno di legislatura regionale.

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Manovra di Bilancio: discriminazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

Nella manovra di bilancio oltre ai danni generali che il governo gialloverde sta arrecando al Paese vi sono norme gravemente discriminatorie e punitive per Sicilia e Sardegna. Per le province italiane, infatti, vengono stanziate all’art.64 somme aggiuntive annuali per i prossimi 15 anni per la manutenzione di strade e per l’edilizia scolastica, escludendo inspiegabilmente Sicilia e Sardegna. Ricordo al governo che la finanza locale, nonostante gli statuti speciali delle due regioni, è ancora competenza statale e quindi la norma che dovrebbe sempre avere carattere generale, opera una odiosa discriminazione per milioni di italiani siciliani e sardi.Inoltre alla Sicilia vengono sottratti 277 milioni di euro all’anno, oltre un miliardo negli ultimi quattro anni, attraverso il prelievo forzoso alle province, già dichiarato incostituzionale. I cittadini siciliani e sardi non sono di serie B e devono sapere come il governo intende attuare l’articolo 3 della Costituzione secondo il quale tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, inclusa la legge di bilancio.Non vorremmo che questo atteggiamento ostile fosse la ritorsione di Salvini per alcune posizioni del nostro partito regionale nei confronti della Lega. ‘Non rilevati’, invece, i deputati siciliani e sardi del M5s che hanno fatto il pieno dei seggi, ma totalmente silenti e ammaestrati nel chinare la testa”. Lo affermano in una nota congiunta i deputati siciliani di Forza Italia Stefania Prestigiacomo, Giusi Bartolozzi, Matilde Siracusano, Nino Germana, Nino Minardo, Francesco Scoma.

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Una manovra di bilancio del governo in stato confusionale

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

“Quel che sta accadendo alla Camera non ha precedenti nella storia repubblicana: Commissione e Aula stanno emendando, discutendo ed approvando la Manovra senza avere contezza di quali saranno i saldi definitivi con il Presidente del Consiglio che candidamente dichiara di non poterli anticipare perché oggetto di trattativa e con il Presidente della camera che accetta supinamente piuttosto che denunciare l’esproprio delle prerogative dei deputati. Si continuano a votare micro-emendamenti, mance elettorali e misure da pochissimi milioni di euro, né potrebbe essere diversamente in assenza dei saldi che sono il ‘pace maker’ della manovra. Si continua quindi a costruire e votare un provvedimento su basi provvisorie e non veritiere, né si sa quanto arriveranno i saldi definitivi. Ciò significa che anche il Senato potrebbe essere costretto a lavorare alla stessa maniera e che, comunque, quando la manovra con i saldi definitivi tornerà alla Camera, in terza lettura, non potrà subire alcuna modifica.Un vilipendio delle prerogative dei Deputati che, peraltro, costituisce un precedente sconvolgente dal punto di vista della finanza pubblica perché si procede alla cieca sostanzialmente senza avere certezza che ciò che viene approvato abbia copertura. I componenti della Commissione Bilancio della Camera e tutti i Deputati con in testa il Presidente, dovrebbero impedire questa forzatura costituzionale e questa ennesima presa in giro del Parlamento e dei cittadini da parte del Governo”. E’ quanto afferma Rocco Palese, già Deputato di Forza Italia.

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Scuola: Nella legge di bilancio vanno avanti solo Ddl spot

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

Nella nuova maggioranza si fa a gara per pubblicizzare gli interventi in arrivo con la manovra economica, come la miseria di 135 insegnanti specializzati nell’apprendimento digitale, intesi come “assaggio” della scuola futuribile, mentre quelli centrali rimangono solo buoni auspici per motivi finanziari. Così, se Anief nella legge europea suggerisce di stabilizzare i precari come nel Ddl Pittoni, la commissione bilancio si oppone per i presunti danni alla finanza pubblica. Marcello Pacifico: Quando si tratta d’esaminare questo genere di nuove norme, la commissione bilancio si oppone per presunti danni alla finanza pubblica: a cadere come birilli sono stati tutti i provvedimenti che prevedono spese aggiuntive. E non importa se siano necessari. L’importante è risparmiare ad oltranza. In linea con gli esecutivi passati, altro che governo del Cambiamento.

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Ddl Bilancio: Scholz vede Tria e Di Maio

Posted by fidest press agency su martedì, 27 novembre 2018

(Fonte: Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) Roma. ‘La Commissione europea sta compiendola sua missione, sta facendo quello che e’ previsto. E’ giusto e suscita un dibattito costruttivo. Questo e’ positivo’. E’ il messaggio, riferisce un portavoce del Ministero delle finanze della Germania contattato da Radiocor, che il vicecancelliere e ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, ha espresso, parlando della Legge di bilancio italiana, nel corso degli incontri che ha avuto oggi a Roma con i suoi omologhi italiani: il ministro dell’Economia, Giovanni Tria e il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio. Nel corso degli incontri, riferisce il portavoce del Ministero, sono stati affrontati diversi temi bilaterali. Inoltre, ‘in vista dell’Ecofin della settimana prossima il vicecancelliere
Scholz ha ribadito l’importanza della riforma delle istituzioni europee, che devono essere forti e attrezzate’ per affrontare un’eventuale prossima crisi.

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Ue: tante parole ma poca solidarietà

Posted by fidest press agency su domenica, 25 novembre 2018

Bruxelles. Da parecchio tempo, e non solo per le recenti defaticanti e destabilizzanti diatribe tra Roma e Bruxelles, rappresentanti ed economisti di molti paesi europei, in primis della Germania, manifestano grande attenzione nei confronti dell’economia italiana. Cosa legittima che, se fatta con spirito di collaborazione, potrebbe essere utile.
L’ultimo intervento viene dal noto settimanale tedesco Die Zeit che, pur manifestando preoccupazione per l’alto livello del suo debito pubblico, riconosce che il surplus della bilancia commerciale riflette un’evidente capacità competitiva dei settori industriali e tecnologici italiani, evitando così il fardello del debito estero. Ciò rende l’Italia molto differente dalla Grecia.
Per Die Zeit, quindi, le preoccupazioni dei mercati internazionali non verrebbero principalmente dalla politica fiscale e dal bilancio nazionale annunciato dal governo ma dalle motivazioni politiche che li sostengono. Di conseguenza, si teme una esasperazione dello scontro anziché perseguire la necessaria moderazione.
Per superare questo dilemma, il settimanale tedesco presenta una proposta dell’Hans Boeckler Stiftung, un istituto sindacale di studi macroeconomici e congiunturali di Dusseldorf. Si sostiene che i ministri delle finanze dell’Unione europea potrebbero autorizzare la Bce ad acquistare titoli di stato dei paesi con lo spread più alto. Ciò dovrebbe essere subordinato, però, a una bilancia commerciale in attivo. Solo l’annuncio di tale intenzione eviterebbe l’applicazione di alti tassi d’interesse che stanno mettendo a repentaglio l’unione monetaria. L’indebitamento dell’Italia sarebbe così sottratto alle pressioni dei mercati finanziari. Per via del suo surplus commerciale, esso sarebbe sopportato in gran parte dagli italiani. Die Zeit ammette che è un passo che richiede coraggio politico ed economico da parte dell’Europa.
Riteniamo che, rispetto all’attuale profonda divisione all’interno dell’Unione, tale scelta potrebbe essere un’iniziativa unificante.
Altrimenti di tanto in tanto rifà capolino la proposta di risanare i nostri conti pubblici con una tassa del 15% sul patrimonio finanziario dei cittadini italiani. In tal modo si porterebbe il debito pubblico sotto la soglia del 100% del pil. Tale idea, si ricorderà, fu proposta per la prima volta dal management della Kommerzbank, la seconda banca tedesca. E’ la stessa banca, in verità, che nel 2008 fu salvata dalla bancarotta con i soldi pubblici. Sarebbe naturalmente una misura iniqua che colpirebbe anzitutto il risparmio.
Come si può vedere, le varie proposte sono figlie di contrapporti approcci e di differenti analisi economiche. Mettono, però, in risalto il vero problema dell’Europa: la mancanza di solidarietà. Per solidarietà non s’intende far pagare agli altri le debolezze e gli errori di alcuni, ma affrontare con giustizia e intelligenza le difficoltà, che da un singolo paese possono propagarsi agli altri.
Per esempio, il quantitative easing, il meccanismo di acquisto di titoli di stato da parte della Bce, non è stato e non è fatto con l’intenzione di aiutare i paesi più in difficoltà. Esso si applica in proporzione al pil di ciascun paese, per cui la Bce acquista, proporzionalmente, più Bund tedeschi di tutti gli altri titoli. Ciò va indubbiamente a beneficio della Germania, la cui economia è già la più forte, e aiuta meno chi ne avrebbe più bisogno. Anche la politica dei tassi bassi ha giovato a chi ha già un interesse basso, e meno a chi deve colmare lo spread pagando di più.
Non si tratta di colpevolizzare chi sa far funzionare meglio la sua economia e la sua burocrazia. Certo è che se si vuole equilibrare l’intera economia europea, un’attenzione particolare dovrebbe essere posta alle realtà più deboli. Altrimenti è inevitabile che i forti diventino più forti e i deboli sempre più deboli.
E che dire di un euro, che complessivamente è, quindi, meno forte nei confronti del dollaro e perciò favorisce anche le esportazioni dei paesi più competitivi? E del conseguente enorme surplus commerciale, per esempio della Germania, che così aumenta, anche senza volerlo, gli squilibri economici interni all’Unione europea?
D’altra parte il ruolo della locomotiva non è quello di marciare da sola, ma quello di trascinare il resto del treno. Perdere questa prospettiva, e con essa la pacatezza di fare valutazioni giuste e di prendere decisioni lungimiranti, rischia di danneggiare l’intero sistema, comprese le economie più forti.
Troppo spesso si dimentica che per tutti i paesi europei, e quindi anche per la Germania, il mercato principale non è quello cinese o americano, ma è quello europeo. Perciò se si lasciano indietro i paesi più deboli, a un certo punto sarà l’intero sistema e l’intero mercato europeo a farne le spese.
In questo quadro, i recenti dati forniti dai vari organismi europei e internazionali, che evidenziano un generale e significativo abbassamento delle aspettative di crescita di tutti i paesi dell’Unione, rafforzano l’esigenza di rivedere profondamente le politiche economiche dell’Unione. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Scuola: Udir chiede emendamenti in Bilancio

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Si è svolto in Aran il settimo incontro dedicato alle trattative per il rinnovo di un contratto prossimo alla scadenza. Ancora lontana la parte economica, è stata illustrata una bozza di contratto che amplia le deleghe del DS in caso di sua assenza e maggiori tutele nei procedimenti disciplinari come richiesto dallo Snals.Il sindacato autonomo in linea con Udir ha anche chiesto di riportare alla contrattazione integrativa nazionale alcune materie che l’Aran ha posto tra le materie di confronto: i criteri per la mobilità interregionale dei dirigenti scolastici; i criteri per la definizione e l’aggiornamento delle funzioni dirigenziali e le corrispondenti posizioni; i criteri per la mobilità interregionale; i criteri di individuazione delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro e quelle relative allo stress lavoro correlato; i criteri e le modalità dei procedimenti di valutazione dei dirigenti scolastici. La discussione si è concentrata sulle norme disciplinari e, in particolare, sulla recidiva e sulle sanzioni che essa comporta: è stato unanimemente richiesto di evitare qualsiasi automatismo nell’irrogazione di sanzioni più gravi. L’Aran ha posto una serie di veti sul trasferimento alla contrattazione di diverse materie riconducibili alle posizioni dirigenziali e alla valutazione. Per Udir tali veti sono irricevibili in un momento in cui il giovane sindacato ha chiesto al Parlamento con un emendamento specifico di: ripristinare il versamento della Ria dei presidi andati in quiescenza tra il 2012 e il 2015, provvedere alla completa perequazione della parte fissa della retribuzione di posizione già nell’attuale CCNL e sospendere gli effetti della valutazione nella determinazione della retribuzione di risultato.In sintonia con le nostre proposte quelle dello Snals, che ha preannunciato una posizione forte sul fronte economico, chiedendo di utilizzare, in analogia con il contratto di Comparto, parte dei fondi per la retribuzione premiale, così da alimentare la retribuzione di posizione. Il prossimo incontro avrà luogo il 28 novembre: nel frattempo l’amministrazione verrà sollecitata, affinché individui risorse utili a realizzare l’equiparazione della parte fissa della retribuzione di posizione a quella delle altre dirigenze.Gli emendamenti di Udir sono all’attenzione della V Commissione Bilancio della Camera per ripristinare il versamento della RIA dei presidi cessati dal servizio nel FUN per tutti i dirigenti scolastici in servizio e anticipare la perequazione esterna della parte fissa della retribuzione di posizione a partire dell’a.s. 2015/2016.

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Campidoglio: ok Giunta a Bilancio di previsione 2019-2021

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

La Giunta Capitolina ha approvato il progetto di Bilancio di previsione 2019-2021 di Roma Capitale, e le delibere collegate, che ora verranno sottoposti alla discussione dell’Assemblea Capitolina per l’approvazione entro i termini previsti dalla normativa.
Il documento prevede una spesa corrente per l’anno 2019, di circa 4,8 miliardi di euro, in aumento di oltre 170 milioni rispetto al previsionale del 2018. La spesa per investimenti e opere pubbliche nei prossimi tre anni si attesta invece a 1 miliardo e 120 milioni di euro, raddoppiando rispetto al precedente piano triennale (557 milioni). Il progetto di Bilancio verrà ora sottoposto al parere dei Municipi e poi agli organi dell’Assemblea Capitolina, a partire dalla commissione competente: durante l’iter d’aula potranno essere proposte eventuali emendamenti dalla stessa Giunta e dai consiglieri comunali.
Tra le voci più rilevanti, gli stanziamenti per i servizi sociali nei Municipi passa da 193 a 202 milioni di euro, rispondendo alle esigenze manifestate dalle strutture territoriali durante l’anno scorso. I nuovi finanziamenti per la manutenzione ordinaria delle strade si attesta a 55 milioni di euro, mentre alla manutenzione del verde sono destinati 16 milioni di euro per l’anno prossimo e circa 29 milioni nel biennio successivo.
Il Piano degli investimenti 2019-2021 ammonta a 1.120.378.309 euro. Lo stanziamento più rilevante riguarda la mobilità e i trasporti, a cui vengono assegnati circa 490 milioni di euro in tre anni: tra gli interventi principali da realizzare si segnalano l’avanzamento dei lavori della Metro C (150 milioni) l’acquisto di autobus per 129 milioni di euro nel prossimo biennio, l’acquisto di 15 treni per la Metro B (12,6 milioni), i corridoi Eur-Tor de’ Cenci ed Eur-Tor Pagnotta (9 milioni), i nuovi impianti semaforici e per la priorità semaforica ai mezzi pubblici (8,5 milioni), il Grab (6,9 milioni), la sotituzione di 22 scale e 22 ascensori della Metro B (3,5 milioni), le nuove piste ciclabili (2,6 milioni), il nuovo tram dai Fori a piazza Vittorio (2,3 milioni) gli attraversamenti pedonali luminosi (1,3 milioni).
Ai lavori pubblici e alla manutenzione urbana vengono destinati oltre 313 milioni di euro nel triennio. Tra le voci più importanti si segnalano la realizzazione del Ponte dei Congressi (144 milioni), la manutenzione straordinaria delle strade e ponti (84 milioni), l’ammodernamento degli impianti di illuminazione pubblica (6 milioni), la manutenzione di edifici scolastici (5 milioni), gli interventi contro il dissesto idrogeologico a Prima Porta (5 milioni).Nell’ottica di potenziare le funzioni decentrate delle strutture territoriali, per i Municipi vengono previsti 60 milioni di euro in tre anni per investimenti e opere pubbliche di loro competenza. Una cifra doppia rispetto a quello stanziata nel previsionale dell’anno scorso (30 milioni).

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Bilancio pluriennale dell’UE: il PE fissa le priorità post 2020

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Bruxelles. I deputati hanno approvato la loro posizione sul prossimo bilancio UE a lungo termine, inclusi gli importi esatti destinati per ogni programma europeo.Il Parlamento sottolinea la sua “unità e disponibilità” per i prossimi negoziati con i ministri dell’UE sul quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2021-2027 e si rammarica che gli Stati membri non abbiano “compiuto progressi significativi” nella ricerca di una posizione comune.
I deputati ritengono che la proposta di QFP presentata dalla Commissione europea sia un punto di partenza, ma il livello proposto “non consentirà all’UE di mantenere i suoi impegni politici e rispondere alle importanti sfide future”. Il Parlamento ha quindi confermato le seguenti priorità (elenco non esaustivo):
· Fissare la dotazione finanziaria del programma di ricerca Horizon Europe a 120 miliardi di euro in costi 2018 (Commissione: €83,5 miliardi);
· Rafforzare il piano strategico europeo di investimenti (“Piano Juncker”);
· Incrementare i finanziamenti per le infrastrutture di trasporto e le PMI;
· Mantenere il finanziamento delle politiche agricole e di coesione a lungo termine;
· Raddoppiare le risorse per affrontare la disoccupazione giovanile, triplicare le risorse per Erasmus+;
· Fissare il contributo dell’UE per gli obiettivi climatici a un minimo del 25% della spesa del QFP, per portarla al 30% il prima possibile, al più tardi entro il 2027.
Per quanto riguarda la riforma delle entrate finanziarie dell’UE (“risorse proprie”), i deputati sottolineano che il sistema attuale è “molto complesso, ingiusto, non trasparente e del tutto incomprensibile per i cittadini dell’UE”.Un nuovo sistema semplificato dovrebbe ridurre sostanzialmente i contributi diretti degli Stati membri basati sul PIL e garantire un adeguato finanziamento delle spese dell’UE nell’ambito del nuovo QFP. Il Parlamento vuole inoltre l’abolizione di tutte i meccanismi di riduzione e di correzione accumulati nel tempo.
I deputati chiedono l’introduzione di nuove risorse proprie, basate, ad esempio, su un nuovo regime di tassazione delle imprese (compresa la tassazione delle grandi imprese del settore digitale), sui proventi del sistema di scambio delle quote di emissione e su una tassa sulla plastica.Infine, sottolineano che le entrate e le spese dovrebbero essere trattate come un unico pacchetto. Pertanto, tutti gli elementi del pacchetto QFP/risorse proprie e, in particolare, gli importi del QFP, dovrebbero rimanere sul tavolo dei negoziati fino al raggiungimento di un accordo definitivo.La relazione intermedia sul QFP 2021-2027 – posizione del Parlamento in vista di un accordo – presentata dai correlatori Jan Olbrycht (PPE, PL), Isabelle Thomas (S&D, FR), Gérard Deprez (ALDE, BE) e Janusz Lewandowski (PPE, PL) è stata approvata con 429 voti in favore, 207 voti contrari e 40 astensioni.
Dallo scorso marzo 2018 con l’approvazione della risoluzione sul QFP adottata lo scorso marzo il Parlamento è pronto ad avviare i negoziati e le trattative potranno avere inizio non appena il Consiglio avrà raggiunto un accordo su una posizione comune. L’approvazione di un nuovo regolamento QFP richiede l’approvazione del Parlamento.I deputati si aspettano “che si raggiunga un buon accordo prima delle elezioni europee del 2019, al fine di evitare gravi battute d’arresto all’avvio dei nuovi programmi a causa dell’adozione tardiva del quadro finanziario, come avvenuto in passato”.

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Atac. Campidoglio, 11 milioni Bilancio 2018-2020 per manutenzione e sostituzione scale mobili in metro

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 ottobre 2018

In merito a notizie di stampa sulla richiesta del 2015 di intervento manutentivo da parte di Atac a Roma Capitale, l’Amministrazione precisa di aver messo a Bilancio 2018-2020 circa 11 milioni di euro per manutenzione e sostituzione di scale mobili e ascensori delle metropolitane per rispondere alle esigenze e necessità primarie dell’azienda dei trasporti. Inoltre 18 milioni di euro per la sostituzione di ruote e deviatoi della Metro A, così come 425 milioni di euro destinati alle infrastrutture delle metro e all’acquisto di nuovi treni. Queste le risorse impiegate a servizio della sicurezza delle metropolitane di Roma.
La sicurezza del trasporto pubblico della Capitale è nostra priorità. Per rispondere alle esigenze dell’azienda ad agosto 2016 abbiamo impiegato 18 milioni per la sostituzione delle ruote dei treni e dei deviatoi sulla Metro A, indicati da Atac come urgenza primaria.
A maggio 2017 l’amministrazione ha poi lavorato per compilare e redigere schede e progetti per il restyling delle metro e il rinnovo dei binari, documentazione presentata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per un importo di 425 milioni di euro.
Nel frattempo abbiamo messo a Bilancio 2018-2020 risorse per un importo di 11 milioni di euro per la sostituzione e manutenzione di 22 scale mobili, 4 marciapiedi mobili e 22 ascensori delle metro. Interventi per cui Atac sta predisponendo gli atti di gara. Lavori che saranno effettuati nel 2019.Così in una nota l’Assessore alla Città in Movimento di Roma Capitale, Linda Meleo.

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Governo alle prese con la manovra di Bilancio 2019

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 settembre 2018

“Prima di tutto più innovazione, siamo indietro dal punto di vista dell’innovazione e degli investimenti. Guardando a quello che fa la Francia, dovremo arrivare a un piano da 3 miliardi di euro.” Il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, lo ha dichiarato qualche giorno fa alla tv cinese CGTN (con specifico riferimento agli investimenti dei VC nelle startup). L’accento forte messo sulla necessità di accelerare le nuove tecnologie ci fa ben sperare che ci sia un commitment anche a favore del FinTech nella discussione della prossima legge di Bilancio 2019, che entrerà nel vivo tra poche ore.
Entro oggi sarà pubblicata la nota di aggiornamento al DEF, mentre per il 15 ottobre l’UE attende i dettagli della manovra. Tra una manciata di giorni sapremo che peso darà il Governo del cambiamento all’unico – per noi – vero cambiamento possibile, quello che passa attraverso le tecnologie abilitanti e l’innovazione.Al momento, e dall’insediamento dell’esecutivo gialloverde, il dibattito pubblico è stato incentrato su temi diversi, dalle gestioni degli sbarchi allo spread, dalla turbolenza sui mercati al welfare, mentre l’innovazione è apparsa come la grande assente. Anche adesso che si è aperta la discussione sulla legge di bilancio, l’attenzione è catalizzata intorno al reddito di cittadinanza, la flat tax, la pace fiscale e la quota 100 in tema di pensioni. Eppure innovazione e FinTech sono presenti nel contratto di governo. Si riporta, nel documento, per 11 volte la parola “innovazione”, legandola di volta in volta a temi quali green economy, enti pubblici di ricerca, capitale umano, start-up, politica industriale. Al punto 5, intitolato “Banca per gli investimenti e il risparmio”, nel paragrafo “Tutela del risparmio”, si cita il Fintech nella conclusione: “occorre investire per sviluppare l’innovazione tecnologica nella fornitura di servizi e prodotti finanziari (blockchain e FinTech), anche al fine di garantire una maggiore trasparenza nelle transazioni finanziarie.” E nello stesso capitolo, il contratto prevede la necessità di una “Banca per gli investimenti, lo sviluppo dell’economia e delle imprese italiane”, che dovrebbe svolgere, tra l’altro, “attività di secondo livello per le piccole e medie imprese agendo in cofinanziamento con il sistema bancario.” Dunque esiste la consapevolezza della necessità di offrire alle PMI canali alternativi di finanziamento.
Ricordiamo che il M5S aveva introdotto nel suo programma un capitolo dedicato alle Telecomunicazioni scrivendo “che non solo non si debba avere un atteggiamento pregiudiziale verso l’irrompere delle nuove tecnologie in settori tradizionali come il mondo bancario e finanziario, ma anzi occorra favorire lo sviluppo di tali fenomeni nel momento in cui consentono di democratizzare il mondo del credito e favorire, sotto questo profilo, l’inclusione finanziaria. Favorire tali fenomeni non significa lasciare campo libero agli operatori. La via maestra da seguire passa dapprima da una conoscenza e da un’analisi approfondita del mondo finanziario che sta cambiando, per poi approntare una regolamentazione, anche minima, del Fintech a tutela […] primariamente degli interessi dei consumatori, come peraltro sottolineato dalla stessa Commissione UE. Occorre, a nostro avviso, partire anche in Italia con l’acquisizione di una maggiore consapevolezza sul fenomeno a tutti i livelli”.
Anche nel programma della Lega c’era un capitolo dedicato all’innovazione digitale: non si citava il FinTech ma la necessità di svincolare le imprese dalla dipendenza dal credito bancario, facendo “fluire più capitale privato al settore dell’imprenditoria giovanile mediante obblighi di legge che prevedano un investimento minimo (in uno spettro compreso tra il 3% e il 5%) in questo settore per i Piani Individuali di Risparmio (PIR) e per i fondi pensione italiani”. Nel 2018 la legge di bilancio aveva introdotto un’importante novità per il Fintech, ovvero la tassazione delle rendite al 26%, equiparandole alle altre forme di investimento (fondi, azioni, obbligazioni corporate). Si è trattato di un’importante pietra miliare per il mondo del P2P lending, prima ingiustamente sottoposto a tassazione ad aliquota marginale Irpef (dal 23% al 43% a seconda dello scaglione di reddito).
Per il 2019 auspichiamo – ponendoci obiettivi plausibili e non utopici – che in Finanziaria siano introdotte almeno altre due misure a beneficio del P2P lending (e dunque a beneficio dell’economia reale):
L’inclusione nei PIR. Parliamo dei panieri composti per almeno il 70% di investimenti in titoli quotati o non di aziende italiane o con stabile organizzazione in Italia e per almeno il 30% in titoli fuori dal Ftse/Mib: su di essi il Governo ha stabilito che ci fosse esenzione fiscale totale a patto di detenere il paniere per 5 anni e su un importo di 30mila euro all’anno. La ratio è chiara: incentivare l’investimento in asset italiani e in particolare nelle PMI che costituiscono il 90% del nostro tessuto imprenditoriale.
La seconda richiesta riguarda l’estensione del fondo di garanzia anche alle piattaforme di peer to peer lending, gestite, per esempio, da Istituti di Pagamento (qual è BorsadelCredito.it). Il Fondo di Garanzia per le PMI è uno strumento istituito con la Legge n. 662/96 (art. 2, comma 100, lettera a) e operativo dal 2000.

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Bilancio imprese italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 8 settembre 2018

Nel 2017 è proseguito il miglioramento dei bilanci delle imprese italiane, sul fronte sia dei conti economici che della sostenibilità finanziaria. I ricavi delle imprese, infatti, hanno registrato il segno più per il quinto anno consecutivo, con una crescita del 4,3% che è risultata quasi doppia rispetto ai valori dell’anno precedente (+2,3%). Hanno trainato la crescita le società che operano nell’industria (+5,9%), mentre le imprese attive nelle costruzioni e nel terziario hanno fatto registrare un aumento più contenuto, pari al 3,4%. La crescita dei fatturati è stata accompagnata da una discesa di oneri e debiti finanziari: l’ammontare dei debiti finanziari a bilancio, lo scorso anno, è stata un multiplo pari a 4,3 volte il MOL (margine operativo lordo), una cifra in calo rispetto al 4,7 del 2016 e lontana dal 5 del 2007, mentre il costo medio del debito per le società analizzate si è ridotto dal 3,1% del 2016 al 2,8% del 2017.Sono alcuni dei risultati che emergono dall’Osservatorio sui Bilanci 2017 di Cerved, primario operatore in Italia nell’analisi e nella gestione del rischio di credito e nella fornitura di soluzioni commerciali e marketing per le aziende, che ha analizzato e riclassificato i primi 150mila bilanci depositati dalle società italiane a giugno 2018.
“L’andamento favorevole degli oneri finanziari, in discesa grazie soprattutto alla politica espansiva della BCE, ha permesso alla redditività netta di proseguire il suo recupero, ritornando su livelli precedenti allo scoppio della crisi – commenta Marco Nespolo, Amministratore delegato di Cerved -. Il ROE, l’indice che sintetizza il ritorno sul capitale investito, nel 2017 si è attestato al di sopra dei livelli del 2007 (9,9% contro 9,4%): l’aumento è stato particolarmente marcato per le micro imprese e per le PMI, mentre le grandi avevano già raggiunto lo scorso anno livelli superiori a quelli pre-crisi”.
Questa accelerazione dei ricavi è stata però accompagnata da un rialzo dei costi esterni, soprattutto delle materie prime (+5,7% tra 2016 e 2017), con il risultato di un lieve rallentamento del valore aggiunto (+4,2%, contro il 4,8% dell’anno precedente). La redditività lorda è cresciuta, ma meno dei ricavi e con risultati più polarizzati tra società con margini negativi e aziende con performance positive.Il processo di rafforzamento finanziario delle imprese ha acquisito ulteriore slancio, con oneri e debiti finanziari più sostenibili. Tra 2016 e 2017 è aumentato l’ammontare dei debiti finanziari nei bilanci delle imprese analizzate (+1,7%), ma questa tendenza ha riguardato esclusivamente le imprese medio-grandi ed è coincisa con una selezione ancora più attenta nella concessione del credito, con un numero ristretto di società che hanno aumentato il proprio indebitamento. Anche i dati di bilancio confermano, dunque, che la fase maggiormente espansiva del credito non ha riguardato tutti, ma anzi che il credit crunch è proseguito per le imprese più piccole.Il maggior rigore nel concedere credito ha reso i debiti più sostenibili per tutte le imprese. Nel 2017 l’ammontare dei debiti finanziari a bilancio è un multiplo pari a 4,3 volte il MOL, una cifra in calo rispetto al 4,7 del 2016 e lontana dal 5 del 2007. I conti delle imprese sono più solidi non solo perché le banche sono state più attente nel concedere credito, ma, come indicano i bilanci, hanno giocato un ruolo importante anche i bassi tassi di interesse e gli sforzi degli imprenditori nel ricapitalizzare le proprie imprese.
Secondo i dati, infatti, il costo medio del debito per le società analizzate si è ridotto dal 3,1% del 2016 al 2,8% del 2017, ai minimi nel corso del decennio, con riduzioni che hanno riguardato tutte le fasce dimensionali. La combinazione di margini in recupero e bassi tassi di interesse ha ulteriormente ridotto l’impatto degli oneri finanziari sul MOL, un indicatore frequentemente utilizzato dagli analisti per valutare la sostenibilità delle aziende: nel 2017, il rapporto si è attestato al 17,5%, contro il 21,7% del 2016. Il capitale netto, invece, è aumentato del 7,1%, accelerando rispetto al +5,6% dell’anno precedente: il rapporto tra debiti finanziari e capitale netto è così sceso nel 2017 al 51%, tre punti in meno del 2016 (54%) e molto lontano dai valori del 2007 (90%).

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