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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

Posts Tagged ‘bilancio’

Scuola: Legge di Bilancio 2023, Istruzione ancora all’angolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2023

La Legge di Bilancio 2023 doveva essere ben diversa da quella che è stata approvata a fine 2023 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre scorso: lo denuncia il sindacato Anief evidenziando che il Governo con la Manovra, per due terzi dedicata a coprire il caro-energia, ha mancato l’importante appuntamento legislativo lasciando ancora una volta all’angolo l’Istruzione nazionale ed ora deve assolutamente riparare inserendo le disposizioni più importanti all’interno del decreto Milleproroghe. Oltre al danno, tra l’altro, abbiamo assistito anche alla beffa, rappresentata dall’ennesima spending review applicata all’Istruzione, con centinaia di istituti accorpati e posti da dirigente scolastico e Dsga che svaniranno nel nulla Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “l’indifferenza del nuovo Governo rispetto alle esigenze della scuola sta mettendo in serio dubbio la funzionalità del sistema scolastico, a partire dall’organizzazione e attuazione dei progetti del PNRR finanziati dall’Unione europea. Anief lo ha fatto presente a chiare lettere ai parlamentari, come all’Ufficio di Gabinetto del ministero dell’Istruzione e del Merito. Come Anief abbiamo presentato 40 emendamenti al ddl sulla Legge di Bilancio 2023, su svariati punti, ma sono stati ignorati, pur avendo al nostro fianco tantissimi parlamentari di maggioranza e opposizione”. Pacifico sostiene che “il Governo Meloni doveva assolutamente fare di necessità virtù, trasformando la denatalità in un aspetto positivo per le nostre scuole e per chi vi opera ogni giorno: dovevamo utilizzare i finanziamenti del Pnrr per ridurre il numero di alunni per classe, invece di continuare l’operazione di riduzione di spesa per l’Istruzione pubblica iniziata nel 2008 con la Legge 133, voluta dagli allora ministri Tremonti e Gelmini, che nel tempo ha portato via oltre 3mila istituti autonomi, con tutte le conseguenze negative che conosciamo, a partire dalla netta flessione di competenze dei nostri alunni e studenti. Come non sono state cancellate le norme che bloccano i trasferimenti del personale, la loro uscita alle soglie dei 70 anni, il reclutamento macchinoso, la supplentite eterna e l’accumulo di precari, gli organici ridotti all’osso. Noi comunque – conclude il leader dell’Anief – non ci rassegniamo e riproporremo tutto in ogni occasione utile”.

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Legge di Bilancio 20/23: accolto dal Governo o.d.g. che intende valorizzare la professione di Ostetrica/o

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2023

Nella notte del 24 dicembre mentre la Camera dei Deputati era al lavoro per esaminare la Legge di Bilancio è stato accolto un Ordine del Giorno presentato dalla responsabile del Dipartimento Professioni di Fratelli d’Italia, Onorevole Marta Schifone, che impegna il Governo a valutare l’opportunità di disporre interventi normativi per garantire l’adeguato riconoscimento e la puntuale valorizzazione delle competenze e delle specifiche attività svolte dalle Ostetriche. La Presidente della FNOPO – Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica, Dott.ssa Silvia Vaccari e tutto il comitato Centrale, esprime al riguardo grande soddisfazione sottolineando come, “dopo anni di continue disattenzioni, il nuovo Governo abbia mostrato la giusta considerazione verso una professione che ha la grande responsabilità di assistere, supportare e consigliare la donna nel periodo della gravidanza, durante il parto e nel puerperio. E’ significativo che in una fase storica molto delicata per il nostro Paese, dove il tasso di natalità ha raggiunto preoccupanti livelli negativi, il Governo abbia deciso di impegnarsi per disporre interventi normativi atti a garantire l’adeguato riconoscimento e la puntuale valorizzazione delle competenze e delle specifiche attività svolte dalla nostra professione”. Nel ringraziare l’On. Schifone, i membri del Governo ed il Sottosegretario alla Salute On. Gemmato che hanno ritenuto opportuno prendere a cuore questa problematica – prosegue la Presidente Vaccari – auspico che l’Ordine del Giorno possa rappresentare un primo passo che consenta di avviare una proficua interlocuzione che abbia come unico obiettivo il superamento delle attuali criticità che impattano negativamente sulla salute femminile e sulla natalità.

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Calandrini (FDI): questo bilancio cambia la vita degli Italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 31 dicembre 2022

“Abbiamo messo in sicurezza la nazione evitando l’esercizio provvisorio e introducendo mutamenti che avranno un impatto concreto sulla vita vera degli italiani. Abbiamo calmierato i prezzi delle bollette, diminuito il cuneo fiscale, aumentato le pensioni minime e dato sostegno alle famiglie, soprattutto quelle che decidono di avere figli. Abbiamo rispettato i parametri europei facendo ricredere i nostri avversari che ci dipingevano come incapaci. Oggi l’Italia manda un messaggio forte agli italiani, che sentono uno Stato vicino e ai mercati internazionali, che saranno costretti a considerarci un interlocutore affidabile e serio. Il presidente Giorgia Meloni ha mostrato saggezza, competenza e senso di responsabilità. Noi abbiamo fatto scelte di cui ci assumiamo oneri e onori davanti agli italiani. Abbiamo aperto una strada nuova di crescita della Nazione”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, presidente della V Commissione

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Legge di Bilancio: Inac-Cia, su welfare misure non incisive

Posted by fidest press agency su sabato, 31 dicembre 2022

Il patronato della Cia-Agricoltori italiani commenta la Manovra varata che contiene poche novità per i diritti sociali e rimanda ancora una riforma complessiva del sistema pensionistico e previdenziale. Pessimo l’aiuto economico a società private di calcio con i soldi pubblici, risorse che andavano destinate agli italiani in difficoltà che sono molti. “La Manovra appena varata non contiene quelle misure auspicate a sostegno del welfare e rimanda nuovamente il tema della riforma strutturale delle pensioni. Certamente ha pesato la poca disponibilità di risorse dopo gli aiuti necessari per fronteggiare i rincari energetici”. Questo il primo commento a caldo del presidente del Patronato Inac-Cia, Alessandro Mastrocinque sulla Legge di Bilancio per il 2023, appena varata. La quota 103 -spiega il presidente di Inac-Cia- con 41 anni di contribuiti e 62 anni di età interesserà pochi connazionali, anche in considerazione di un’entrata nel mondo del lavoro che già dagli anni novanta è slittata fortemente in avanti. Oggi, ammesso che i giovani trovino un’occupazione, difficilmente entrano nel mondo del lavoro retribuito prima dei 25/30 anni, quindi con il requisito di 41 anni di versamenti questi soggetti avranno un’età anagrafica ben superiore ai 62 anni, richiesti dalla nuova misura. Per essere realisti, le persone che hanno 41 anni di contributi versati sono, oggi, in maggioranza, settantenni. Altra nota negativa è il restyling di “Opzione Donna” anche peggiorativa della versione precedente, che già aveva poco appeal per le lavoratrici. Adesso con l’introduzione di requisiti ancora più vincolanti (74% di invalidità o la condizione di caregiver della richiedente) la platea delle potenziali fruitrici si ridurrà a poche centinaia di unità. La misura “Ape Social”, prorogata, mantiene purtroppo –rileva Alessandro Mastrocinque- il vizio originario e non include i lavoratori autonomi tra i possibili beneficiari. Bene, invece, il ritocco delle pensioni minime e la rivalutazioni delle pensioni, anche se alcuni meccanismi applicativi andavano meglio congeniati, visto che alcuni connazionali si vedranno decurtati gli assegni invece che incrementati. L’aspetto più negativo della manovra è la misura “salva calcio” che stride con le difficoltà di tantissime persone che sopravvivono sotto la soglia di povertà, con una disponibilità di circa 600 euro al mese. Sarebbe stato preferibile investire i 900 milioni di euro di fondi pubblici per le fasce di popolazione più bisognose, che stanno ingrossando le sacche di povertà, anziché destinarli ad aziende private che pagano stipendi plurimilionari.

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Roma Capitale: Approvato lo schema di bilancio

Posted by fidest press agency su sabato, 24 dicembre 2022

Il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il Vicesindaco e Assessore al Bilancio Silvia Scozzese hanno presentato lo schema di bilancio previsionale di Roma Capitale approvato dalla Giunta nella seduta di ieri, che ora proseguirà l’iter istituzionale in Assemblea Capitolina.Lo schema di bilancio è stato approvato in un quadro di grave diminuzione delle risorse disponibili e di forte aumento dei costi delle materie prime e dell’energia. In particolare, pesano i 200 milioni in meno di imposte sugli immobili a causa della sentenza della Corte Costituzionale che ha esteso l’estensione per la prima casa; i circa 60 milioni di entrate Irpef in meno a causa dei perduranti effetti della crisi economica successiva al Covid; gli 80 milioni ancora da recuperare rispetto agli anni pre Covid di imposte legate al turismo. Sul fronte dell’aumento delle spese, invece, il bilancio sconta gli effetti dell’aumento, pari a circa 50 milioni di euro, dei costi energetici. A fronte di tutto questo, i contributi addizionali statali ammontano a soli 25 milioni di euro per Roma Capitale.Per il 2023 il bilancio sconta uno scenario di minori entrate complessive pari a 337 milioni di euro. In questo grave quadro, il raggiungimento dell’equilibrio di bilancio per il 2023 è quindi possibile solo grazie a entrate straordinarie, tra cui un emendamento alla Legge di Bilancio 2023 che consente a Roma Capitale di posticipare al triennio 2024-2026 il versamento di metà del contributo che il Comune è tenuto a versare per il solo 2023 alla Gestione Commissariale (100 milioni su 200). Nel corso del 2023, inoltre, potranno essere raccolti i primi frutti dell’imponente sforzo di efficientamento e riorganizzazione del settore delle entrate già messo in atto dall’Amministrazione, attraverso interventi sulla digitalizzazione della riscossione, la riforma della riscossione della TARI, la sottoscrizione del protocollo di intesa con la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate, le iniziative di tax compliance, la riorganizzazione di Aequa Roma.Lo schema di bilancio consente, così, di garantire per il 2023 i servizi essenziali per cittadine e cittadini e conferma, in particolare, la grande attenzione al settore sociale e quella ai servizi di prossimità garantiti dai Municipi, ribadendo così l’impegno che sin dal suo insediamento l’Amministrazione ha dedicato ai bisogni dei cittadini, a partire da quelli più in difficoltà. Questo bilancio, che consente all’Amministrazione di proseguire la sua azione pur in un quadro di risparmi, è per la Giunta Gualtieri un punto di partenza per aprire uno stretto dialogo con il Governo, che affronti la cronica situazione di sottofinanziamento di Roma Capitale

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Scuola: Legge di Bilancio 2023, per la Commissione Cultura va bene così

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2022

Nessun rilievo: secondo la VII Commissione della Camera dei Deputati, il disegno di legge della Legge di Bilancio 2023 va bene così come è stato approvato dal Governo, almeno per quanto riguarda l’Istruzione. Tanto da negare le canoniche audizioni dei rappresentanti del mondo della Scuola, dell’Università, della Ricerca e dell’Afam su temi rilevanti come il dimensionamento, introdotto con un colpo a sorpresa dell’Esecutivo Meloni per risparmiare sulla scuola tagliando nel corso degli anni centinaia di posti da preside e Dsga.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “la decisione della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione di esprimere parere favorevole al disegno di legge di Bilancio senza alcune osservazioni per il comparto Istruzione e ricerca è un’occasione mancata per segnalare al Governo le urgenze che sono tante e i rischi a cui ora si andrà incontro per la funzionalità del sistema scolastico, persino per i fondi del PNRR e sulla loro progettazione, organizzazione, attuazione. Lo abbiamo detto, martedì scorso, anche all’Ufficio di Gabinetto del ministero dell’Istruzione e del Merito”. Anief ricorda di avere presentato 40 emendamenti al ddl sulla Legge di Bilancio 2023: tra questi ricordiamo il reclutamento dei precari, l’organico aggiuntivo Pnrr, la mobilità del personale bloccata da vincoli e quote, gli organici di sostegno precarizzati, i nodi sui titoli esteri, l’allargamento delle graduatorie di merito e del concorso straordinario bis, la valorizzazione dei Dsga e degli Ata, anche con buoni pasto e carta per la formazione annuale, il riscatto dei contributi gratuiti, la formazione, l’indennità di vacanza contrattuale, i lavori gravosi, la definizione in contrattazione del merito, l’insegnamento dell’educazione fisica.

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“Nella legge di bilancio sulla sanità pubblica non troviamo assolutamente nulla”

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2022

Non è stata presa in considerazione – spiega Marco Furfaro, Membro Commissione Affari Sociali della Camera intervenuto oggi all’evento “pensiero n° 1, evitare il sottofinanziamento del servizio sanitario nazionale. La nuova legge di bilancio” promosso dall’Osservatorio Innovazione di Motore Sanità – dopo grandi promesse anche molto importanti ci ritroviamo schiacciati a parlare del tetto al contante, del limite al pos e dell’abolizione del reddito di cittadinanza. Non vedo in tutto questo nessuna visione a lungo termine in un paese in cui stanno aumentando problematiche sostanziali come disuguaglianza, povertà oltre allo strascico dagli anni del covid che hanno messo a dura prova la sanità pubblica. Tutto il comparto sanitario è in difficoltà e nella legge di bilancio, nonostante i nostri sforzi ci siamo trovati di fronte ad un muro, sul finanziamento del fabbisogno sanitario non ci sono fondi a disposizione. Il bilancio di alcune regioni, e di conseguenza i servizi ai cittadini, sono messi a dura prova, non si parla di personale medico o rinnovo dei contratti. Non so se la destra ha scelto ideologicamente di colpire la sanità pubblica andato contro ciò che realmente servirebbe. Siamo sotto la media europea di 12 miliardi. Noi faremo una battaglia nelle aule parlamentari per sostenere il comparto sanitario, perché così com’è rischia di venire meno al diritto alla cura delle persone. ÉE necessario che sia sancito il valore universale della sanità pubblica. http://www.ufficiostampa.milano.mi.it

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Dirigenti scolastici: Legge di bilancio, nuovi tagli

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 dicembre 2022

Marcello Pacifico, Presidente Udir, ha nuovamente detto no ai tagli della legge di bilancio: il leader del giovane sindacato che tutela i dirigenti scolastici, ai microfoni dell’agenzia Italia stampa, ha detto che “la norma non aiuta la scuola dell’autonomia”. Infatti, la nuova bozza della manovra 2023, predisposta dal Governo Meloni, all’articolo 99 del testo provvisorio sacrifica centinaia di presidenze e di posti da direttore amministrativo per aumentare il Fondo unico nazionale e pagare le reggenze. Udir, il giovane sindacato dei dirigenti scolastici, reputa ciò inaccettabile. Secondo Pacifico, “per valorizzare dirigenti e direttori servono risorse aggiuntive e non riduzione del personale. Pensare che reggere 4 o 20 sedi o plessi scolastici sia la stessa cosa, con plessi spesso a decine di chilometri di distanza, significa non conoscere il lavoro svolto con dignità e difficoltà da chi dirige le nostre scuole, né la complessità della gestione amministrativa, al tempo del PNRR”.

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Legge Bilancio: Riparte la politica dei tagli a partire da Presidi e Dsga

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2022

Altro che investimenti nella scuola, la nuova bozza della manovra 2023, predisposta dal Governo Meloni, all’articolo 99 del testo provvisorio sacrifica centinaia di presidenze e di posti da direttore amministrativo per aumentare il Fondo unico nazionale e pagare le reggenze. Udir, il giovane sindacato dei dirigenti scolastici, e Anief, sindacato rappresentativo del personale scolastico, reputano tutto questo inaccettabile. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir e Anief, “per valorizzare dirigenti e direttori servono risorse aggiuntive e non riduzione del personale. Pensare che reggere 4 o 20 sedi o plessi scolastici sia la stessa cosa, con plessi spesso a decine di chilometri di distanza, significa non conoscere il lavoro svolto con dignità e difficoltà da chi dirige le nostre scuole, né la complessità della gestione amministrativa, al tempo del PNRR”. Le sedi di presidenza oggi sono circa 8 mila: “Erano ben 12 mila nel 2008 prima dell’emanazione del regolamento sul dimensionamento scolastico Tremonti-Gelmini (DPR 81/09), attuativo della Legge 133/2008 e degli ulteriori tagli disposti dalla Legge 111/11 – ricorda il presidente Pacifico – , in questi anni sono stati chiusi già ben 10 mila plessi nel territorio con grave negazione del diritto allo studio e a dispetto di Comuni lasciati aperti. Nel frattempo, il carico di lavoro delle scuole dell’autonomia è notevolmente accresciuto, non in ultimo con la progettualità legata al PNRR”. Anief e Udir chiedono lo stralcio e la conferma dei 400 dirigenti scolastici e Dsga nelle scuole normo-dimensionate. Nel frattempo, nel prossimo mese di marzo si svolgerà l’udienza pubblica al Tar Lazio sul ricorso presentato dai presidi iscritti a Udir sul recupero del FUN decurtato dal 2016 ad oggi. “Si tratta di recuperare 5mila euro annui in media a dirigente scolastico: lo stesso Ragioniere generale dello Stato è stato convocato dal tribunale amministrativo per spiegare il motivo del mancato ripristino delle risorse tagliate dopo l’intervento cautelare del Consiglio di Stato”, conclude Pacifico.

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Manovra di bilancio: ci risiamo

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2022

By Enrico Cisnetto. È cambiato il governo e gli equilibri dentro la maggioranza che lo sostiene, ma l’approccio sia nel formulare le misure che nel criticarle è rimasto lo stesso. E vale tanto per chi è momentaneamente al governo, che ha solo il vincolo – per via dell’occhiuta vigilanza europea – di non eccedere nel creare deficit e aumentare il debito, e a maggior ragione per chi sta all’opposizione, che considera quello dei conti pubblici un problema non suo. Nessuno, o quasi, che ragioni sulla quantità e qualità delle entrate e delle uscite pubbliche, dello Stato come degli enti locali, salvo usare la foglia di fico della “spending review”, che naturalmente resta sulla carta (ed è pure uno strumento sbagliato, perché parte dal presupposto che la spesa pubblica sia un fatto tecnico, mentre è solo politico e richiede scelte politiche). Tantomeno, nessuno, o quasi, che ragioni sulla crescita, tema che al massimo viene declinato in termini di conservazione dell’esistente, mai di sviluppo e innovazione. Con il risultato che la spesa pubblica è arrivata a superare i mille miliardi, per l’esattezza 1.049 pari al 54% del pil, e le entrate inseguono a 940 miliardi.Il sottostante di questo atteggiamento è duplice. Da un lato c’è l’idea – del tutto sbagliata – che il Paese viva in una devastante povertà, con la sola eccezione di chi non paga le tasse, e che dunque il compito di un partito e di chi lo guida sia quello di fare tutto il possibile per “rimediare”, lenendo i “sacrifici” – vocabolo fondamentale in questa narrazione – sostenuti dagli italiani. Ovviamente non sostengo che non esistano sacche di arretratezza e anche di povertà, relativa e assoluta, ma è fuorviante la lettura di una società profondamente e largamente segnata da questi fenomeni. C’è poi la riduzione della politica – non solo quella italiana, ma ciò non consola, anzi – allo sventolio di bandierine identitarie (culto della personalità compreso) e alla mera elencazione dei bisogni, veri e presunti, con relativo sforzo di fantasia di come soddisfarli. Il tutto senza la cornice di un’idea di società e di un bagaglio programmatico discendente da quel progetto, necessariamente di lungo periodo e dunque stridente rispetto all’imperante “momentismo” di cui è affetta la politica priva di solidi ancoraggi culturali e legata più ai leader che alle idee. Che poi tutto questo avvenga per fragilità culturale, massimalismo politico o pura speculazione in chiave di più una facile raccolta del consenso, non cambia. È dunque in questo contesto che va letta la prima legge di bilancio del governo Meloni. Ed è un giudizio che hanno dato anche i mercati, a giudicare dall’andamento dello spread, in calo fino a scendere sotto i 190 punti. E che è sperabile, e forse pure probabile, che sia quello che finiranno per dare Bruxelles e le principali cancellerie d’Europa. Ma, detto questo, non si può non rilevare come ancora una volta il terreno su cui poggia il principale atto di politica economica sia quello della spesa corrente. Di investimenti in conto capitale, e quindi di sviluppo, non c’è neppure l’ombra. Infatti, dei quasi 35 miliardi complessivi, ben 21, cioè il 60%, andranno a calmierare il cosiddetto “caro bollette”. Il resto delle risorse va a tante altre misure, che giocoforza sono tutte minimali, compreso la maggiore di esse, i 5 miliardi usati per la diminuzione del cuneo fiscale, per la quale sia i sindacati che la Confindustria richiedevano ben altro impegno. Così chi voleva issare i propri vessilli si ritrova a poter piazzare solo qualche piccola bandierina: per esempio, addio a quota 100 e 101 sulle pensioni, visto che si va verso quota 103, e le minime non saranno alzate a mille euro, ma rivalutate parzialmente; la pace fiscale ci sarà solo per le cartelle sotto i mille euro; la flat tax non sarà per tutti, ma per una platea ristretta; la stretta sul reddito di cittadinanza c’è, ma è graduale. Salta perfino il tanto sbandierato taglio dell’Iva a pane, pasta e latte, che sarebbe stato assurdo perché favoriva in egual misura abbienti e poveri, con 14 euro di risparmio annuo a famiglia a fronte di un costo di mezzo miliardo. Qui va fatto un ragionamento, sereno ma senza aver paura di rompere dei tabù, sulla politica di intervento a fronte dell’aumento dei costi dell’energia, iniziata dal governo Draghi e proseguita da quello Meloni. E che, a pensarci bene, incrocia la questione del reddito di cittadinanza così come altre forme di sostentamento e aiuto. So perfettamente che sia per gli individui e le famiglie, sia per le imprese, l’onere delle bollette si è moltiplicato. E sono conscio delle conseguenze. Che però non sono eguali per tutti. Ora, considerata la dimensione complessiva del fenomeno – centinaia di miliardi – e l’incertezza relativa alla sua durata, non è pensabile un intervento, tanto più se prolungato, per tutti. Occorre rovesciare il punto di partenza: non importa se la colpa sia delle bollette, dell’inflazione o di qualunque altra causa, importa sapere che di fronte a determinate situazioni di difficoltà economica – il cui grado va stabilito a seconda delle risorse che si possono mettere in campo senza stravolgere i conti pubblici – lo Stato interviene. Ma per farlo deve dotarsi di efficaci strumenti di accertamento della reale condizione di persone e famiglie, cosa che è tanto più facile fare quanto più si è sul territorio (quindi sono i Comuni l’istituzione da incaricare per individuare le vere condizioni di bisogno). Ovvio che tra i diversi parametri ci deve essere anche quello della possibilità/disponibilità a lavorare. Ma la stessa cosa vale anche sul fronte degli aiuti alle imprese. Tralascio qui le malversazioni che vengono segnalate (un esempio lo ha fatto Chicco Testa nella War Room di giovedì 24 novembre rivedi la puntata qui), considerandole un fatto fisiologico. Ciò che conta è essere consapevoli che non possiamo (in termini di carico sul bilancio) né dobbiamo (in termini di opportunità per il migliore sviluppo del sistema economico) sostenere indistintamente tutti. Essere un’impresa energivora è condizione necessaria ma non sufficiente, perché se quell’azienda era comunque “alla canna del gas”, metaforicamente parlando, intervenire a ridurgli il carico delle bollette servirà a tenerla in vita solo per qualche momento in più, ma certo non le darà quella competitività che le mancava a prescindere dai costi dell’energia. Insomma, anche qui s’impone la necessità di avere una capacità selettiva, se si vuole che gli aiuti siano virtuosi. Ma questo presuppone che il governo abbia una linea di politica industriale, e quindi sappia rendere da un lato strategica e dall’altro trasparente la discrezionalità che deve necessariamente usare. In entrambi i casi, famiglie e imprese, bisogna partire dal presupposto che i 21 miliardi usati per il caro bollette (che si aggiungono a quelli precedenti spesi sempre per l’energia e prima per il Covid) sono finanziati a deficit, e quindi andando ad incrementare il debito che già ammonta alla cifra record di 2700 miliardi. E occorre avere bene a mente che andiamo verso una fase in cui, a fronte di una frenata dell’economia (vedremo se fino al punto di portarci in recessione o meno), di un picco inflazionistico che dobbiamo ancora toccare e del perdurare delle pesanti incertezze generate dalla guerra scatenata da Putin e dalla crisi degli equilibri geo-politici mondiali, la Bce aumenterà i tassi e chiuderà l’ombrello protettivo che avevamo sulla testa e la Ue ridefinirà i termini del patto di stabilità con cui l’Europa misura le politiche di bilancio degli Stati membri. In questo quadro, ben venga la prudenza “minimalista” mostrata da Giorgia Meloni, non fosse altro per la sua convenienza politica a tagliare le unghie dei suoi inaffidabili alleati. Prudenza, a fronte della quale, le litanie di tre delle quattro opposizioni, che attaccano la manovra su tutto meno che su quello per cui merita di essere criticata, fanno cascare le braccia. Perché la Meloni con questa manovra avrà pure comprato tempo, ma così sinistra, Pd e 5stelle il tempo lo buttano dalla finestra. (abstract) By Enrico Cisnetto direttore di http://www.terzarepubblica.it

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Legge Bilancio. Fossi (Pd): i 3000 euro di benefit non andranno a nessuno, Meloni inganna i lavoratori

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2022

“I 3000 euro di benefit annunciati dalla Meloni in Legge di Bilancio rappresentano al meglio le politiche della destra. Non ci sono risorse per i lavoratori ma solo una tredicesima facoltativa, riservata a pochi eventuali beneficiari, che le imprese non potranno comunque erogare perché i bilanci delle aziende sono chiusi.Si sta toccando il fondo: le famiglie sono in crisi per inflazione e caro bolletta ed il governo continua ad ingannare i cittadini pensando di essere ancora in campagna elettorale”: è quanto dichiara Emiliano Fossi, deputato Pd in Commissione Lavoro di Montecitorio.

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Nice presenta il primo Bilancio di Sostenibilità

Posted by fidest press agency su domenica, 30 ottobre 2022

Oderzo, Treviso. Non solo i principali impatti economici, sociali e ambientali dell’azienda, ma anche le caratteristiche del modello imprenditoriale globale, che punta sempre di più sullo sviluppo sostenibile: tutto questo è il primo Bilancio di Sostenibilità in cui Nice, leader globale nei settori dell’Home & Building Management e Security, illustra il suo impegno concreto in un anno importante della sua storia, il 2021, e delinea la strategia fino al 2025.Lo scorso anno, infatti, l’azienda ha allargato i propri confini acquisendo la società americana Nortek Security & Control, oggi Nice, innescando così un processo che sta contribuendo a rimodellare non solo le dimensioni e il perimetro del Gruppo, ma anche la natura delle attività aziendali. Nel 2021 è stato infatti lanciato il programma dedicato alla transizione sostenibile secondo i pilastri Environmental, Social e Governance (ESG), riconosciuti a livello internazionale come aspetti chiave dello sviluppo sostenibile. Questi, uniti al pillar Product, corrispondono alle quattro macro aree di analisi del Bilancio di Sostenibilità.

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Si avvicina la Festa dei Nonni ma con un triste bilancio

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2022

Il 2 ottobre infatti è la ricorrenza ufficiale per questa celebrazione che negli anni è diventata sempre più importante. Ma quest’anno sarà sicuramente una Festa meno gioiosa degli anni passati. Sono 46.116 i nonni morti di Covid. Non possiamo dimenticare quello che sta accadendo nelle case delle famiglie italiane in questi ultimi 2 anni e mezzo. Purtroppo, come nel 2020 e nel 2021, non sarà possibile celebrare, come negli anni precedenti, una Festa dei Nonni piena di gioia e di sorrisi. Ma la pandemia va fermata: bisogna intervenire con urgenza per arginarla e fermare questa mattanza fra gli anziani. E’ necessario ed urgente incentivare le nuove vaccinazioni, in special modo per gli over 60, al fine di far fronte a quest’emergenza che, ancora, con la prossima stagione autunno-inverno, rischia di diventare inarrestabile. Fondamentale incentivare quindi le nuove vaccinazioni, ma anche la profilassi anti Covid per quei quasi 150.000 pazienti in Italia, che per le loro patologie onco-ematologiche, di artrite reumatoide, o per aver subito trapianti d’organo, a causa dei farmaci immunosoppressori che assumono giornalmente, non potranno mai essere protetti da nessun vaccino; per tutte queste persone l’unica possibilità di avere un’ottima copertura sono i farmaci di profilassi anti Covid. E’ tempo di intervenire fattivamente, valutando tutte le modifiche necessarie nella lotta al Covid per proteggere tutti e ancora di più i più fragili.Ma la Festa dei Nonni, che purtroppo già negli ultimi due anni è stata funestata dallo spettro del Covid, quest’anno è ancora più amara: la crisi economica legata alla guerra in Ucraina che trascina le utenze a continue impennate, l’instabilità, gli aumenti incontrollati dei costi si stanno abbattendo sui più fragili e anziani in modo drammatico. E il risultato di questo impatto economico è stimabile nella cifra di ben due mensilità di pensione, che si sono letteralmente polverizzate dalle tasche dei nostri nonni. E’ infatti di 12.471 euro l’importo netto medio annuale delle pensioni in Italia in base all’elaborazione del Centro Studi di Senior Italia FederAnziani sui dati Istat. Cifra che comprende anche la tredicesima e che suddivisa per 12 mensilità corrisponde a 1.039 euro. In base ai dati ARERA – Autorità di Regolazione per Energia Reti Ambiente per una famiglia media italiana (ovvero consumo annuale gas 1.400 m³, energia elettrica 2.700 kWh), si prevede per il 2022 (sulla base dell’andamento attuale) un aumento della spesa annuale della bolletta per il gas di 888 euro e per l’energia elettrica di 672 euro, per un totale di 1.560 euro. Ora, se a questa cifra aggiungiamo il complessivo aumento dei prezzi di prodotti e servizi nel nostro Paese, ci rendiamo conto come di fatto vengano a polverizzarsi almeno due mensilità di una pensione media. Ci chiediamo: come faranno ad andare avanti i nostri nonni? Non solo. Se sono proprio loro, i nonni, da sempre colonne portanti delle famiglie italiane, ad essere colpiti così gravemente dalla crisi economica, come andranno avanti le famiglie? Durante gli anni di pandemia i nonni in Italia hanno contribuito con oltre 38,2 miliardi ai bilanci delle famiglie. Senza tralasciare l’importanza del tempo trascorso con i propri nipoti, oltre che il sostegno economico fornito nell’acquisto di beni di ogni tipo. Basti pensare che durante gli anni di pandemia il 92,8% dei senior ha aiutato economicamente figli e nipoti, facendolo spesso (48%), qualche volta (34,7%) o raramente (10,1%), mentre solo il 7,2% non lo ha mai fatto. Tra coloro che hanno aiutato la famiglia dei figli, il 41,8% ha trasferito mensilmente una cifra compresa tra i 100 e i 500 euro, l’8,2% una cifra compresa tra i 500 e i 1.000 euro, e il 7,3% addirittura ha contribuito mensilmente con oltre 1000 euro. Cifre che proiettate sulla popolazione dei senior conducono a un totale di circa 38,2 miliardi. E ora cosa succederà? Chi aiuterà le famiglie? Come resisterà il nostro tessuto sociale? Senior Italia FederAnziani fa appello a tutte le forze politiche perché trovino le soluzioni per intervenire su questa situazione, arginare il Covid e le conseguenze della pandemia sul Sistema Sanitario e insieme contrastare la crisi economica per salvare i nonni e, con loro, le famiglie italiane. Perché si restituisca alla Festa dei Nonni, almeno per il prossimo anno, il suo carattere di Festa gioiosa che è doveroso e giusto che abbia.

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“Sul no allo scostamento di bilancio Mario Draghi ha ragione”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2022

Come ha detto il responsabile Economia di FDI Maurizio Leo. “Evocherebbe gli appetiti da parte dei fondi speculativi, la misura di maggiore debito è ultima ratio della nostra visione di politica economica. Bisogna prolungare e incrementare il credito d’imposta per le imprese che hanno subito consistenti rincari e introdurre un immediato tetto europea al prezzo dell’energia frenando la speculazione e alleggerendo le bollette. Va sbloccato il PITESAI per aumentare la produzione nazionale di gas. Soffrono famiglie e imprese. Penso a teatri, cinema, scuole di danza, piscine e centri sportivi, come denunciato anche dalle associazioni di categoria come l’AGIS, che sono stati penalizzati durante la crisi pandemica per via delle chiusure e restrizioni e il costo della luce e del gas potrebbe essere un colpo definitivo. Vanno eliminate IVA e accise sulle bollette. Una delle filiere che più è colpita dal caroenergia è quella editoriale, insieme a quella cartiera – ha dichiarato il deputato responsabile Cultura e Innovazione di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, a Rainews24 – Dal PNRR si possono trovare risorse per contenere i costi delle imprese e delle famiglie. Per questo riteniamo che il nuovo governo debba rinegoziare il PNRR. La sicurezza energetica è quanto di più affine a un piano di resilienza come è il PNRR. Nel PNRR possiamo trovare le risorse per sgravare direttamente le bollette, non producendo un extra debito come nel caso del Price Cap nazionale ma attingendo a risorse che fortunatamente abbiamo a disposizione. Ci sono soluzioni strutturali che hanno bisogno di un medio-lungo periodo ed altre che sono di pura emergenza. Sul medio lungo periodo è chiaro che va aumentata la produzione interna. Dall’altra, bisogna incentivare interventi ancora più radicali per sburocratizzare le procedure attualmente previste per gli impianti delle rinnovabili, come da nostri emendamenti in questa legislatura, nel rispetto dei vincoli ambientali. Siamo convinti si debba scindere il prezzo dell’energia elettrica dal prezzo del gas perché questo è qualcosa che chiaramente sta condizionando anche in termini inflattivi l’intero sistema energetico ed economico – ha continuato Mollicone rispondendo nel corso del dibattito al vicepresidente del M5S Michele Gubitosa – Se il PNRR è a rischio dipende soprattutto dal governo dei sedicenti “migliori”. Vi dico alcuni numeri dei ministri del M5S.Il ministero delle Politiche Agricole di Patuanelli non ha mai raggiunto i target per il PNRR per la pubblicazione dei decreti attuativi, con il 30% ancora mancante, la Transizione Ecologica il 65%. Quando Conte ha lasciato l’incarico ha lasciato al governo Draghi lo smaltimento di circa il 60% dei decreti attuativi, quelli stessi decreti che servivano per sbloccare le risorse per sostenere famiglie e imprese dalla crisi economica. Il M5S è causa principale del blocco del PNRR.”

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Oltre 4 milioni di utili nel primo bilancio della Metro Holding

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2022

Oltre quattro milioni di euro è l’utile ottenuto da Metro Holding Torino nel corso del suo primo anno di attività: è quanto risulta dal bilancio approvato lo scorso 29 giugno dalla Città metropolitana di Torino in qualità di socio unico. La società è stata costituita a fine 2020 per gestire in modo efficiente ed unitario le partecipazioni societarie dell’Ente.L’utile 2021 ammonta esattamente a 4.104.241 euro, di cui 3.700.000 euro saranno distribuiti alla Città metropolitana come dividendo e la parte restante sarà destinata alla riserva legale e a quella straordinaria. Il patrimonio netto della società al 31 dicembre ammonta a 107.174.753 euro, la liquidità a 3.837.766 euro.“Un risultato significativo per il primo anno di esercizio” ha commentato il vicesindaco Jacopo Suppo che ha partecipato all’Assemblea ordinaria della Società “anche considerando che il 2021 è stato un anno caratterizzato da un quadro economico molto incerto, influenzato dagli effetti della pandemia”.Nel corso del 2021 Metro Holding Torino si è dedicata a completare il proprio assetto realizzando i trasferimenti previsti delle partecipazioni societarie dell’Ente e l’importante investimento che ha portato la Città metropolitana a detenere attraverso Metro Holding Torino circa il 2,5% del capitale sociale della multiutility Iren S.p.A..Dal punto di vista organizzativo nel novembre 2021 Stefano Marzari è stato nominato amministratore unico in sostituzione di Gabriella Nardelli, dimissionaria in quanto chiamata a ricoprire l’incarico di assessore presso la Città di Torino, mentre ha proseguito nel suo ruolo di sindaco e revisore Roberto Bianco.

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Il Parlamento europeo rinvia la certificazione del bilancio dell’agenzia Frontex

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 Maggio 2022

Bruxelles. Il Parlamento ha rinviato il discarico (ossia la procedura di verifica delle spese effettuate) del bilancio 2020 dell’agenzia UE per il controllo delle frontiere e delle coste, Frontex.La decisione, come spiegano i deputati nella risoluzione che accompagna il provvedimento (approvata con 492 voti favorevoli, 145 contrari e 8 astensioni), si fonda sul mancato rispetto delle condizioni stabilite nella precedente relazione di discarico del Parlamento, nonché sulle indagini in corso dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) in merito a eventi riguardanti il rispetto dei diritti fondamentali, tra cui i respingimenti dei migranti. I deputati dichiarano di non aver potuto leggere la relazione completa dell’indagine e che quindi non sono in grado, attualmente, di prendere una decisione informata.Prima del voto, il relatore Tomáš Zdechovský (PPE, CZ) ha dichiarato: “Frontex opera in circostanze difficili e, in seguito al rafforzamento del suo ruolo, c’è bisogno di una gestione efficace e di una maggiore responsabilità. Anche se Frontex ha compiuto dei passi in avanti nell’ultimo anno, attualmente non abbiamo abbastanza informazioni per prendere una decisione informata sulla concessione del discarico. Rinviamo quindi tale decisione all’autunno 2022.”Il Parlamento ha certificato anche le spese per il 2020 della Corte dei conti, con 333 voti favorevoli, 291 contrari e 8 astensioni. Tuttavia, nella risoluzione di accompagnamento adottata con 361 favorevoli, 240 contrari e 46 astensioni, i deputati chiedono alla Corte di risolvere una serie di questioni etiche e di gestione finanziaria che coinvolgono i suoi membri e il presidente e che hanno causato danni alla reputazione della Corte e sollevato dubbi sulla sua imparzialità. La procedura di discarico è lo strumento più importante attraverso cui il Parlamento europeo verifica come sono stati spesi i fondi pubblici e come sono stati gestiti i progetti dell’UE. Il Parlamento ha il diritto esclusivo di approvare l’esecuzione del bilancio delle istituzioni e agenzie europee. Ogni anno il Parlamento deve adottare la decisione di discarico entro il 15 maggio.

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Comune di Roma: “Bilancio inadeguato, priorità ignorate e scarsa programmazione”

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 gennaio 2022

“Siamo delusi da un bilancio per Roma Capitale – dichiara l’On. Fabrizio Santori – nel quale leggiamo un aumento delle spese centralizzate modello Unione Sovietica che solo per il gabinetto del Sindaco Gualtieri salgono da 3.600.000 a 5.070.000 euro, con un aumento del 38%, rispetto al 2021, cui si aggiungono 500.000 euro ( +634%) per manifestazioni ed eventi, e si vogliono spendere oltre 33 milioni in cinque anni per lo staff del Primo cittadino. Idem per la Direzione Generale: un aumento spropositato rispetto al 2021 dove compaiono ulteriori 20 milioni di euro per professionisti esterni. Abbiamo tra le mani un documento che tralascia le raccomandazioni dell’Oref sui necessari obiettivi di servizio e di gestione delle aziende partecipate, sulla pianificazione della spesa per il personale. Un bilancio nel quale non si pensa alla gestione del grande patrimonio immobiliare della città, e se è vero che le spese per le politiche sociali salgono del 36%, e cioè di 276 milioni, salta però agli occhi la diminuzione del 7% per le case di riposo, mentre si destinano 5 milioni di euro ad associazioni private e aumentano del 60% i fondi per rom, sinti e camminanti e immigrati”. Lo dichiara in una nota il consigliere della Lega e segretario d’Aula Fabrizio Santori, a margine del suo intervento in Assemblea Capitolina dove è iniziata la discussione sul bilancio di previsione della città. “A Roma la Tari è la più alta d’Italia, ma si sbandierano 40 milioni per la pulizia di strade e piazze che continuano ad essere sporche. Aumenta di 70 euro il prezzo della concessione dei loculi, i cimiteri romani sono alla rovina, onta ai nostri defunti e a chi li ricorda, nello spregio totale di una cultura che fonda le sue radici nella storia. Lo stanziamento per questo settore è fermo a 4 milioni, non solo non aumenta, ma è impossibile non chiedersi dove siano finiti i soldi destinati a questo scopo in precedenza. Per fare ancora qualche esempio”, prosegue Santori, “ci sono solo 3 milioni per la sicurezza, per la Polizia Locale c’è un taglio del 9%, e per il turismo un aumento pari solo all’8%. Male la sforbiciata del 40% per il Dipartimento entrate, e molto discutibile è la ripartizione dei 16 milioni destinati ai Municipi. Non c’è abbastanza impegno per le grandi sfide che attendono la città, oltre al Pnnr, il Giubileo 2025 e l’Expo 2030”, aggiunge il segretario d’Aula. “Abbiamo presentato un fiume di ordini del giorno ed emendamenti per migliorare la proposta. Siamo disposti a collaborare, ma quanto è stato scritto non è all’altezza della capitale d’Italia”, conclude Fabrizio Santori.

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Le novità pensionistiche della Legge di Bilancio 2022

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 gennaio 2022

Molte modifiche, nessuna riforma organica alla materia pensionistica che, in questo modo, mantiene l’impianto della riforma Fornero. Potrebbero riassumersi così gli innesti della Legge di Bilancio per il 2022 alla normativa che regola le pensioni, analizzati dalla circolare della Fondazione Studi 4 gennaio 2022 n. 1. Il documento, con la prefazione a cura di Rosario De Luca, Presidente Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, indaga nel dettaglio la proroga dell’Ape Sociale per un nuovo anno, con l’ampliamento della platea dei beneficiari e una nuova categorizzazione dei lavoratori addetti a mansioni gravose, ma anche l’estensione della data ultima di maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi per Opzione Donna apportata dalla legge n. 234/2021. Quota 100, poi, pur se non prorogata ulteriormente, per il solo 2022 viene affiancata dalla Quota 102, che prevede un requisito anagrafico più severo di 64 anni di età. La circolare di Fondazione Studi prende in esame due ulteriori novità: – la proroga di un biennio, fino al 2024, della sperimentazione del contratto di espansione, con un ulteriore abbassamento del requisito dell’organico dei datori di lavoro ammessi al suo utilizzo (ora pari ad almeno 50 unità lavorative, anche considerando l’organico complessivo di eventuali gruppi di imprese); – la previsione di cui ai commi 89 e seguenti, articolo 1, della Manovra, con la quale si dovrebbe istituire un Fondo per il prepensionamento dei lavoratori nelle piccole e medie imprese per cui è necessario attendere il decreto attuativo.

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Legge bilancio rilancia comparto primario

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2022

“Con l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio, agricoltura e pesca beneficiano di oltre 2 miliardi di euro, risorse mai stanziate in precedenza in maniera così ingente. Il comparto primario, del resto, ha dimostrato tutta la sua rilevanza durante la pandemia e continua a trainare l’export del made in Italy. Il consistente impegno era, dunque, doveroso ed è stato supportato da ulteriori novità normative, durante la conversione in legge in Senato. Ulteriori fondi sono stati stanziati per il comparto brassicolo, apistico, della frutta a guscio e del sughero nonché è stata preservata la qualifica di imprenditore agricolo per coloro che subiscono calamità naturali o fitopatie che mettano a repentaglio il criterio di prevalenza agricola delle proprie attività”. Lo dichiara la deputata Chiara Gagnarli, capogruppo M5S in commissione Agricoltura.“È proprio sul fronte della gestione del rischio climatico che la Manovra prevede le maggiori novità con la creazione del Fondo mutualistico nazionale (690 milioni di euro) e con 250 milioni di euro per le assicurazioni agevolate – aggiunge – Proseguono gli sgravi fiscali con l’esenzione Irpef dei redditi agricoli (237 mln) e la proroga della decontribuzione per gli under40 (8,3 mln). Per il rilancio del comparto primario vengono poi stanziati 160 milioni per il Fondo per lo sviluppo delle filiere, 10 milioni per la competitività, 10 per la filiera grano-pasta, 120 milioni per i distretti del cibo, ulteriori 74,5 milioni per le compensazioni IVA in zootecnia nonché 80,5 milioni per le misure di credito e finanziamento di Ismea”. “La pesca potrà contare su 16 milioni di euro per il piano triennale e il fondo di solidarietà nazionale – prosegue Gagnarli -. Viene, inoltre, rinnovato il fermo pesca ed estesa la Cassa Integrazione Salariale Operai Agricoli (CISOA) ai pescatori che potranno finalmente godere di un ammortizzatore sociale strutturale mentre con 4 milioni di euro vengono rafforzate le Capitanerie di Porto. Esteso, poi, il Bonus Verde per i prossimi tre anni al 36%, stanziati 30 milioni di euro per la Strategia Forestale e, infine, 50 milioni di euro alle Regioni per coprire gli anticipi a valere sul credito di soccorso”.“Rimangono aperte le questioni relative al potenziamento degli organici dell’Ispettorato Repressione Frodi per il contrasto alle Pratiche commerciali sleali, la stabilizzazione degli operai agricoli del Crea su cui abbiamo comunque previsto il relativo stanziamento economico nonché il potenziamento del Servizio Fitosanitario Nazionale così da dare concretezza alla riforma approvata per meglio fronteggiare le fitopatie. L’auspicio – conclude – è che si raggiungano presto questi obiettivi in prossimi provvedimenti”.

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Bilancio Lazio: Non garantisce sviluppo economia e politiche sociali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2021

“Voto contrario di Fdi ad un Bilancio preoccupante per l’enorme passivo delle casse regionali e per lo scenario di previsione relativo al 2022, che indica un ulteriore aumento del debito, come preannunciato dal severo Giudizio di Parifica della Corte dei Conti che ha smentito l’annuncio di Zingaretti sull’assenza di debiti del Lazio. Da biasimare la condotta della Giunta che ha presentato in forte ritardo, DEFR, Legge di Stabilità e Legge di Bilancio, tutti insieme a ridosso delle festività, imponendo la discussione in Consiglio senza il necessario approfondimento in Commissione, di fatto ostacolando e limitando l’attività emendativa. Per l’ennesima volta ci troviamo a commentare una manovra di Bilancio che non presenta alcuna novità di rilievo, ne alcuna inversione di tendenza rispetto al passato. Di contro paradossalmente, nel collegato sono contenute norme che apportano modifiche a precedenti disposizioni volute dalla Maggioranza, che essendo state osservate dagli organi competenti andavano quindi corrette. Ciò significa che per diminuire il debito c’è ancora molto da fare. La pressione fiscale, nonostante una serie di emendamenti presentati da FDI, rimane ancora molto alta e una ipotetica riduzione resta soggetta all’esito del ricorso contro il giudizio di parifica della Corte dei Conti e alle decisioni del Governo sulla compartecipazione della Regione al Fondo di Coesione Sociale. In definitiva questa manovra palesa le tante difficoltà dell’Amministrazione Zingaretti che stenta fortemente a far ripartire il Lazio e che appare non in grado di migliorare la capacità di spesa della Regione in vista, soprattutto, delle risorse del PNRR, che speriamo arrivino in tempi brevi. Non condividiamo inoltre la trasformazione di fatto del Consorzio Unico Industriale in un organismo attuatore di investimenti europei e soprattutto gestore dei finanziamenti del PNRR.>> Così in un comunicato i consiglieri regionali del Lazio di Fdi. Crédit Agricole Italia e Università Bocconi insieme per sostenere la ricerca nel settore agricolo e agroalimentare Crédit Agricole Italia ha sottoscritto un innovativo accordo triennale con l’Università Bocconi di Milano attraverso il quale il Gruppo Bancario metterà a disposizione dell’Ateneo avanzati strumenti analitici e radicate competenze specialistiche in materia agri-agro, al fine di sostenere la ricerca nel settore agricolo e agroalimentare. L’intesa è stata formalizzata alla presenza di Vittorio Ratto, Vice Direttore Generale Retail, Private e Digital di Crédit Agricole Italia, del Professor Gianmario Verona, Rettore dell’Università Bocconi, del Professor Bruno Busacca, Prorettore per il Fund raising e le Relazioni con gli Alumni, e del Professor Vitaliano Fiorillo, Direttore AgriLab. L’accordo rafforza la già solida collaborazione tra Crédit Agricole Italia e l’Università Bocconi in termini di elaborazione di analisi ed approfondimenti tematici relativi alle filiere agroalimentari, unendo, attraverso l’AgriLab, laboratorio di ricerca di SDA Bocconi diretto dal professor Vitaliano Fiorillo, dedicato al settore e fondato nel 2019 insieme alla Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi, le competenze di docenti e ricercatori con quelle del Gruppo Bancario. Non solo, sono previsti la stesura di un Libro Bianco inerente allo status del mercato agriagro italiano e seminari formativi sul territorio, con l’ambizione di individuare futuri trend di sviluppo, analizzare le potenzialità del settore, prevedendo l’andamento del mercato, ed elaborare progetti di ricerca su argomenti attuali come sostenibilità e circolarità. Crédit Agricole Italia conferma, ancora una volta, la grande attenzione verso l’agribusiness italiano che, con l’efficienza delle filiere, la spinta all’innovazione pur preservando la tradizione e l’elevata qualità delle produzioni certificate, è tra i migliori al mondo. Il Gruppo è così deciso a giocare un ruolo di prim’ordine nel supportare la crescita di questo settore, strategico per l’intera economia nazionale.

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