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Posts Tagged ‘bilancio’

Bilancio, Melilli “Voto all’unanimità è passo in avanti per stagione di dialogo”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2020

Roma. “Il voto unanime dell’assemblea fa registrare un significativo passo avanti nella costruzione di una stagione di dialogo tra maggioranza e opposizione che spero possa proseguire anche in sede di esame della legge di Bilancio.” E’ quanto dichiarato da Fabio Melilli, presidente della Commissione Bilancio alla Camera che commenta così l’approvazione oggi alla Camera dell’autorizzazione al Governo ad un nuovo scostamento a valere sul 2020 di 8 miliardi di euro in termini di indebitamento netto e di fabbisogno.“Una scelta che ci consentirà di impegnare ulteriori risorse nel 2020, per estendere gli interventi di sostegno alle imprese ed ai cittadini danneggiati dalla recrudescenza della pandemia, anche attraverso l’utilizzo della leva fiscale.” Conclude Melilli.

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Oscar di Bilancio 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Una premiazione davvero “speciale” quella dell’Oscar di Bilancio 2020 che si è svolta in diretta streaming. L’evento, coordinato da Luca Testoni, Direttore di ETicaNews, oltre a premiare i vincitori della 56esima edizione, è stato anche l’occasione per una visione di scenario globale, grazie ai contributi di due personaggi di rilievo: Jesus López Zaballos, presidente EFFAS – European Federation of Financial Analysts Societies e Chiara Del Prete, presidente EFRAG – European Financial Reporting Advisory Group. L’Oscar di Bilancio – Contribuire alla diffusione della cultura della buona comunicazione e della trasparenza è forse il più importante degli obiettivi che FERPI si pone con l’OSCAR DI BILANCIO, che annualmente premia le aziende più virtuose nell’attività di reporting e nella cura dei rapporti con gli stakeholders. Il Comitato promotore vede, accanto a FERPI, Borsa Italiana e Università Bocconi, mentre altre realtà hanno collaborato alla realizzazione dell’edizione 2020 dell’evento, quest’anno giocoforza previsto online, a diverso titolo. Dalle associazioni partner – AIIA, ANCI, ANDAF, ANIMA PER IL SOCIALE NEI VALORI D’IMPRESA, CSR MANAGER NETWORK, GBS, FONDAZIONE OIBR, FONDAZIONE SODALITAS, NEDCOMMUNITY e ODCEC (Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili Milano) –, ai Corporate Partner – L’Eco della Stampa, Secursat e Arti Grafiche Boccia –, fino al Gift Partner, Genuina. Trend – Assodato che il bilancio ha un valore sempre maggiore per tutte le organizzazioni, testimoniato dal numero crescente delle imprese candidate al Premio – quest’anno 287 – in molte rendicontazioni è evidenziata la mappatura degli stakeholder e segnalato il loro coinvolgimento nell’ascolto, nel dialogo e nella definizione delle strategie dell’organizzazione. Si registra un impegno a migliorare ulteriormente la disclosure e la qualità delle informazioni fornite. Crescono, nei bilanci, i riferimenti all’Agenda 2030 come chiave di lettura dell’attività dell’organizzazione, a dimostrazione di come è aumentato l’impegno delle imprese in ambito sociale e ambientale. Valori premiati, e che a loro volta premiano, anche economicamente, le aziende che li mettono in atto.La Cerimonia – In apertura gli interventi del Comitato Promotore, con Giammario Verona, Rettore Università Bocconi e Presidente Giuria dell’Oscar, Andrea Sironi, Presidente Borsa Italiana, Rossella Sobrero, Presidente FERPI. Le Istituzioni erano presenti con Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, Fabrizio Sala, Vicepresidente Regione Lombardia. “In questa edizione – ha commentato Rossella Sobrero – abbiamo notato un’attenzione ancora maggiore, rispetto alla precedente, alla comunicazione: in molti bilanci è stato utilizzato un linguaggio semplice e chiaro, infografiche e immagini hanno supportano i numeri e, in generale, si è registrato un maggior utilizzo della comunicazione digitale con un equilibrio tra la necessaria di essere analitici e l’importanza di proporre informazioni di sintesi”.I Vincitori – Come sempre però, il momento più atteso è quello della consegna dei Premi, che gratifica anche lo sforzo compito dalle commissioni di valutazione visto l’alto numero di candidature. In questa edizione sono assegnati Premi in 7 Categorie – tra cui, novità di quest’anno, quella riservata ai bilanci presentati dagli Enti Locali – e 3 Premi Speciali. Questi i Vincitori: randi imprese FTSE MIB: POSTE ITALIANE Medie e piccole imprese quotate: FINCANTIERI Imprese finanziarie quotate: ASSICURAZIONI GENERALI Imprese ed enti finanziari non quotati: BANCA ETICA Fondazioni erogatrici: FONDAZIONE CARIPARO Imprese sociali e associazioni non profit: SAVE THE CHILDREN ITALIA Enti locali: COMUNE DI PESCHIERA BORROMEO Oscar per la comunicazione: CIRFOOD Oscar per l’Integrated Reporting: COMUNE DI SASSO MARCONI Oscar per la DNF, Dichiarazione Non Finanziaria: GRUPPO ENI

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La manovra del governo e l’Ufficio parlamentare di bilancio

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2020

“L’ufficio parlamentare di bilancio, con la neutralità che gli compete, dice ciò che dall’opposizione abbiamo sempre sostenuto. Non si può affrontare questa crisi e uscirne con provvedimenti ’tampone’ ed emergenziali. Vi sono contenute risposte parziali, appena utili ad arginare la crisi del momento e sostenere chi ha perso il lavoro. Ma l’obiettivo di trasformare questa terribile tragedia in opportunità per rifondare l’Italia e lanciare un nuovo miracolo economico è tanto necessario quanto fuori dalla portata del governo Conte. Una coalizione inventata dal nulla non si dimostra all’altezza del compito. Per questo, c’è bisogno di un governo politico eletto dal popolo su un preciso mandato e un chiaro programma elettorale. Basta improvvisatori”. E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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ANCoDiS: legge di bilancio e rinnovo contrattuale per la scuola del futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

E’ in dirittura d’arrivo l’esame della legge di bilancio per il 2021 in Commissione Bilancio della Camera e da parte di Ancodis è prestata ovvia attenzione agli articoli che interessano la scuola italiana.“Tra le misure previste – fa rilevare il Presidente di Ancodis Rosolino Cicero – troviamo il piano pluriennale per l’assunzione in organico di diritto di 25000 docenti di sostegno che si accompagna al piano per la formazione sui temi dell’inclusione unitamente all’acquisto di ausili didattici, l’assunzione di 1000 docenti di potenziamento per rispondere alle carenze di organico nella scuola dell’infanzia, la stabilizzazione degli Assistenti tecnici nella scuola del primo ciclo e dei collaboratori scolastici ex LSU. Dal punto di vista infrastrutturale è posta l’attenzione per l’ammodernamento degli edifici, per il potenziamento della digitalizzazione delle scuole (implementata l’attività degli animatori digitali e dei team digitali), per il sistema dei trasporti urbani ed extraurbani che – in questa emergenza pandemica – si è rivelato uno degli anelli deboli. Viene, infine, incrementato il fondo per la formazione e l’apprendistato e “riesumata” e speriamo semplificata la 440, una legge che dà meritata attenzione all’arricchimento ed ampliamento dell’offerta formativa”. Per Cicero “sembra andare avanti quella nuova visione che, a partire da quanto fatto per rispondere all’emergenza sanitaria, mette in campo un significativo investimento in risorse umane e in beni materiali di cui la scuola ha certamente un gran bisogno a partire dall’attenzione al sistema di istruzione 0-6.”ANCODIS apprezza l’inversione di rotta del governo e del Ministero e condivide l’importanza di INVESTIRE in istruzione e cultura dopo un ventennio di tagli lineari di risorse che hanno profondamente inciso sulla qualità del sistema scolastico italiano.“Occorre riconoscere – continua Rosolino Cicero – che siamo entrati nella strada giusta ed auspichiamo l’inizio di un processo davvero irreversibile. Suscita ovvio interesse anche l’attenzione alle risorse per il rinnovo contrattuale con la previsione di incrementarne gli attuali stipendi.” Il Presidente Cicero pone alle forze politiche, alle OO.SS., alle Associazioni di categoria una domanda: “con queste scelte politiche siamo prossimi alla scuola moderna e più europea o se – nonostante questi importanti investimenti – vogliamo restare ancorati alla visione della scuola della fine 900? “Investire – continua – in risorse umane e materiali non è sufficiente se poi si lascia invariato il modello scolastico. Occorre anche dare la meritata attenzione al suo funzionamento organizzativo e didattico dal quale deriva la qualità dell’offerta formativa e l’azione che quotidianamente si mette in campo nelle autonome istituzioni scolastiche”. Per i Collaboratori dei DS e le figure di sistema di Ancodis, autonomia, offerta formativa e governance scolastica devono integrarsi in una visione unitaria nella quale tra il Dirigente scolastico ed il corpo docente si riconosca l’esistenza insostituibile delle figure intermedie (Middle management scolastico) che devono finalmente godere di una identità giuridica e contrattuale incardinata in una vera carriera professionale. “Nessuno – afferma Rosolino Cicero – oggi più che mai può disconoscere che la moderna governance scolastica è la conditio sine qua non per la qualità dell’offerta formativa e per l’efficienza nelle attività didattiche e nei servizi ad alunni e famiglie”.Ancodis non finirà mai di affermarlo: l’organizzazione gestionale e didattica sta alla base del buon funzionamento ed i DS – senza l’apporto e la professionalità dei loro Collaboratori e delle figure di sistema oggi “strutturate” in tutte le comunità scolastiche – non possono guidare e gestire un sistema che in questi ultimi anni è divenuto sempre più complesso e gravato di numerose incombenze che vanno dalla didattica alla sicurezza, compresa quella covidiana.“Riteniamo – sottolinea ancora Cicero – ormai ineludibile il tema del riconoscimento delle nostre professionalità quotidianamente al servizio – ma giuridicamente e contrattualmente non vale – delle comunità scolastiche. Se si guarda alla scuola italiana dei prossimi anni, non si può più escludere dagli obiettivi una innovazione legislativa che porti al riconoscimento giuridico dei Collaboratori dei DS e delle figure di sistema e ad un nuovo modello contrattuale nel quale trovi spazio l’area del middle management scolastico.” La seconda proposta di Ancodis riguarda la sostituzione del Dirigente Scolastico: in caso di assenza e/o impedimento del Dirigente Scolastico non è prevista dall’ordinamento scolastico una figura istituzionale che eserciti le funzioni! “Le ragioni di una innovazione legislativa che copra questo vulnus nella gestione delle I.S. autonome – dichiara il Presidente Cicero – ci sembra ormai giunta: il riconoscimento di diritto di chi può sostituire – entro certi limiti – il DS (per esempio l’Assistant principal anglosassone) ed il distaccamento ex lege dalle attività didattiche è ormai una necessità in tutte le scuole a partire in particolare da quelle in reggenza.” Ed il tema della modalità di accesso, della permanenza nel nuovo status, della valorizzazione nella carriera professionale, del riconoscimento nelle prove concorsuali compreso quello per l’area dirigenziale, per Ancodis deve essere aperto senza posizioni ideologiche o pregiudizi di categoria. “La terza proposta – conclude Cicero – riguarda un tema più generale: è il tempo di un patto generazionale e professionale tra tutte le componenti impegnate alla costruzione di un sistema scolastico che, fondato sulla storica ed indiscussa tradizione, si apra a quelle innovazioni culturali e contrattuali capaci di integrare nuovi modelli didattici e moderne azioni organizzative mettendo sempre al centro i bisogni formativi delle nuove generazioni ma andando oltre le arcaiche norme giuridiche e superati schemi contrattuali.” Infine, il Presidente di Ancodis lancia un appello: “Chi oggi guida il Paese, chi ha la responsabilità di indicare una direzione, chi deve sedere al tavolo del confronto, chi deve rinunciare magari ad antichi privilegi, chi ha a cuore la scuola dei nostri figli, assuma la necessaria responsabilità e faccia un passo avanti.” I Collaboratori dei Dirigenti scolastici e le figure di sistema di Ancodis sono pronti a dare un contributo fondato sulla forza dell’esperienza e della professionalità acquisita sul campo.Per Ancodis Ins. Kelia Modica Responsabile Comunicazione Ancodis

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Legge di bilancio: Record precari, emendamenti Anief per assumere tutti i supplenti che hanno svolto 36 mesi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

Nel Disegno di Legge di Bilancio 2021 che ha avuto il via libera dal Governo ed è ora all’esame della Camera ci sono disposizioni specifiche sulla scuola. Ad fare il punto della situazione è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, durante una video-intervista rilasciata all’agenzia Teleborsa, nella quale il sindacalista si sofferma su “assunzioni e contratti a termine” in un comparto, quello della scuola, dove imperversa il precariato, avendo raggiunto una percentuale doppia (sopra il 20%) rispetto agli altri comparti che si traduce nelle 250 mila supplenze annuali sottoscritte quest’anno e oltre la metà delle immissioni in ruolo saltate. Per superare il problema crescente, Anief ha fatto presentare “degli emendamenti che riguardano tutto il personale scolastico: in linea di principio abbiamo chiesto che venga stabilizzato chiunque abbia svolto 36 mesi di supplenze” anche non continuative “all’interno della scuola con qualsiasi ruolo: quindi come personale docente, educativo, insegnanti di religione”. Questi lavoratori vanno assunti così come avviene già “nel settore privato”. La lotta al precariato passa per i banchi parlamentari. Tra le varie richieste di modifica alla Legge di Stabilità, formulate del giovane sindacato Anief, dice il suo presidente nazionale, “vi sono delle istanze che in passato il Parlamento ha già adottato, come “la riapertura delle GaE”, autorizzata nel 2008 e nel 2012, “e l’avvio di corsi abilitanti aperti a tutto il personale che ha maturato 36 mesi di servizio. Questo è molto importante perché il doppio canale di reclutamento” va necessariamente avviato: “ce lo dice la Cassazione, la Corte Costituzionale italiana e l’Europa. Tra l’altro l’Anief su questo punto ha presentato all’UE dei reclami collettivi e a gennaio si avrà la risposta. Ecco perché vogliamo che ci sia il doppio canale di reclutamento: è l’unico strumento dello Stato compatibile con i contratti a termine”.Secondo il professore Marcello Pacifico l’attuale modello di reclutamento si è dimostrato fallimentare: “quest’anno ci sono state addirittura 60 mila immissioni in ruolo non assegnate. C’è poi il concorso straordinario della scuola secondaria: a questo punto, visto che è bloccato chiediamo che venga cambiato, trasformandolo da selettivo in una delle procedure che possano permettere a tutti i precari che hanno presentato domanda, anche l’anno scorso e lo faranno nei successivi, di essere stabilizzati in modo graduale. Quello che serve è un sistema che porti i precari italiani a essere assunti in ruolo laddove le GaE sono esaurite”.“Il pacchetto di richieste del sindacato autonomo – continua Pacifico – non può tralasciare i diritti dei docenti precari assunti nei ruoli con riserva o di chi ha avuto la rescissione del contratto perché c’è stata una sentenza negativa quando però in realtà aveva già superato proprio l’anno di prova. In questo periodo difficile di contagi da Covid19, comunque rimane importante valorizzare il personale e confermare” ed ampliare “gli organici: ecco perché continuiamo a insistere presso il Parlamento e tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, perché vengano fatte delle scelte chiare. La scuola italiana – conclude il leader dell’Aneif – non si può ancora più precarizzare al tempo del Covid”.

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Disegno di legge di bilancio e rinnovo dei contratti nel pubblico impiego

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

Se si firmasse il CCNL si registrerebbero aumenti del 4% degli stipendi a fronte di un’inflazione dell’1,5% tra il 2019 e il 2021, con aumenti medi di cento euro mensili pro capite da gennaio 2021, arretrati fino a mille euro per il biennio precedente e il possibile recupero dell’elemento perequativo. Marcello Pacifico (Anief): È un segnale positivo in un momento di crisi economica, che riduce, però, soltanto in parte il gap del 10% tra l’aumento dell’inflazione registrata negli ultimi dieci anni e i livelli stipendiali maturati dai dipendenti pubblici e della scuola. Le risorse complessive stanziate dal Governo Conte II, durante la pandemia, sono, comunque un terzo superiori a quelli per il rinnovo del contratto precedente, quando si veniva da un blocco contrattuale durato dieci anni: 6,625 miliardi per 2019-2021 rispetto a 4,050 miliardi per il 2016-2018. Nello scorso triennio, infatti, gli attuali sindacati firmatari di contratto in tutti i comparti del pubblico impiego ad eccezione della presidenza del Consiglio hanno accolto con favore le risorse stanziate dal Governo Gentiloni per aumenti dell’0,36% (300 milioni) per il 2016, dell’1,09% (900 milioni) per il 2017 e del 3,48% (2.850 milioni) per il 2018 che hanno portato a regime aumenti di 80 euro lordi cui sommare per i redditi più bassi l’elemento perequativo. Il Governo Conte II con questa ultima legge di bilancio (articolo 164) aggiunge 400 milioni ai 3.375 milioni già stanziati per il 2021, ai 1.750 milioni per il 2020 e ai 1.100 milioni per il 2019 (leggi 145/2018, 160/2019), con aumenti medi di 100 euro, se si firmasse il nuovo contratto, cui poter aggiungere anche l’elemento perequativo per i redditi più bassi ancora oggi prorogato, quantificato in 245 milioni dall’ARAN nei mesi scorsi per il settore statale.

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Legge di bilancio: Per la scuola pochi fondi, nulla per il rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2020

Prende corpo la Legge di Bilancio 2021: i contenuti della manovra da 38 miliardi di euro sono stati appena approvati dal Consiglio dei ministri e già da domani il testo sarà all’esame del Parlamento. Nella legge, che dovrà essere approvata da entrambe le Camere entro le fine dell’anno corrente, sono previsti impegni anche per il sostegno alla scuola: in particolare 117,8 milioni di euro serviranno per ampliare l’offerta formativa. Uno stanziamento che servirà, si legge nel testo approvato, a “ridurre le diseguaglianze” e a “favorire l’ottimale fruizione del diritto all’istruzione, anche per i privi di mezzi”. Anief ritiene gli investimenti prodotti dal Governo per il settore scolastico non affatto sufficienti. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ben comprendendo lo stato di emergenza e anche il fatto che circa la metà dei fondi stanziati riguarderà il cosiddetto ‘scostamento’ finanziario, andando quindi ad incrementare il deficit pubblico, ritiene che “l’istruzione pubblica debba essere collocata tra le priorità da sostenere: operare a favore della scuola e dell’università significa rilanciare, sul lungo termine, anche l’intera economia. Perché, ad esempio, non si parla più di rinnovo del contratto e aumenti a tre cifre per il personale della scuola? Perché si continuano a lasciare fuori i precari dalla card annuale che permette di svolgere anche didattica a distanza e smart workig? Dove sono i fondi per cancellare le classi pollaio, assumere i precari e aumentare gli organici? Siamo pronti, come sempre, a farci da tramite per presentare emendamenti al testo che si esaminerà nei prossimi giorni nelle commissioni parlamentari di competenza”.Dalla Legge di Bilancio arrivano davvero pochi soldi per la scuola. Il finanziamento che potenzia l’offerta formativa si rifà all’articolo 1 della legge 18 dicembre 1997. n. 440, ed è incrementato “di 106,9 milioni di euro nell’anno 2023, di 7,3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025 e di 3,4 milioni per l’anno 2026. Le risorse del Fondo – si legge nel testo approvato dal Consiglio dei ministri – vanno per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa e per gli interventi perequativi anche al fine di ridurre le diseguaglianze e di favorire l’ottimale fruizione del diritto all’istruzione, anche per i privi di mezzi”, si legge nel testo della manovra”.

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Legge di bilancio scelga l’educazione fra le priorità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2020

La situazione pandemica si presenta con tutta la sua virulenza e mette in discussione quelle sicurezze che avevamo acquisito qualche mese fa. Le responsabilità, a qualunque livello istituzionale, diventano sempre più rilevanti ed esigono chiarezza e lungimiranza perché non si generi uno stato sociale inquieto, un diritto alla salute che rischia di dover scegliere chi garantire, un diritto all’istruzione che penalizza gli ultimi e i più disagiati. La realtà del nostro Paese è ancora una volta poco chiara ma, come cittadini di uno Stato di diritto, esigiamo risposte certe, almeno su lavoro, istruzione e salute. Quest’anno, rispetto al precedente c’è –secondo il seppur parziale Rapporto annuale del Centro Studi Scuola Cattolica- una perdita di ben 143 scuole pubbliche paritarie, che hanno finora pagato il prezzo più elevato per il Paese, con la sottrazione di più di 2.000 posti di lavoro e di iscritti (-27.896). I portoni di tutte scuole italiane che hanno riaperto, lo scorso settembre 2020 sono stati spalancati in sicurezza e con efficienza, sono state attuate scrupolosamente strategie di ridistribuzione degli spazi, protocolli, investimenti, piani di ripartenza, scaglionamenti ma, purtroppo, in alcune Regioni, dinanzi ad una inadeguatezza sanitaria che richiama responsabilità soggettive, si sceglie di chiudere nuovamente le scuole e di mettere gli allievi al riparo con la didattica a distanza. L’impatto del COVID19 sull’istruzione ha confermato che lo scenario del sistema scolastico europeo è differente rispetto a quello italiano; la differenza si gioca soprattutto sull’integrazione e la collaborazione tra Scuole Pubbliche Statali e Scuole Pubbliche Paritarie, sulla mobilitazione dell’intera società nell’assicurare il servizio scolastico ai minori, sulla visione globale della “casa comune” come bene di tutti, come bene da tutelare.Chiediamo: 1. l’intervento congiunto del Governo e del Parlamento perché approvino, con voto trasversale agli schieramenti politici, una mozione che abbia questi orientamenti: 2 a) la priorità assoluta al dovere costituzionale di assicurare sempre e in ogni luogo i diritti alla salute, al lavoro e all’istruzione, mobilitando tutte le “componenti della Repubblica” atte allo scopo; b) la stipula di convenzioni tra enti pubblici e privati per far viaggiare ragazzi e cittadini in sicurezza; c) l’opzione di patti educativi di Comunità che coinvolgano Ministero, Regioni e Comuni generando un’alleanza tra fra le 40 mila scuole statali e le 12 mila paritarie, al fine di reperire locali e trasporti che permettano a tutti gli allievi di frequentare in pari condizioni una scuola statale o una scuola paritaria prescelta, con particolare attenzione alle famiglie che vivono una difficoltà a causa della pandemia Covid19 o che condividono l’esperienza della disabilità. 2. La legge di BILANCIO sta per approdare alle Camere: il Parlamento intervenga: a) sulla qualità e continuità del servizio scolastico ed educativo offerto dalle scuole paritarie, di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62, incrementando le risorse per il pluralismo scolastico e prevedendo, a partire dell’esercizio fiscale 2021, la deducibilità della retta versata per alunno o per studente alle scuole pubbliche paritarie dei cicli primario e secondario, per un importo non superiore a 5.500,00 euro ad alunno; b) eliminando, comunque, ogni inaccettabile discriminazione fra la scuola pubblica statale e le scuole pubbliche paritarie che non vogliono incrementare le rette, pena un grave peggioramento di una già impari accessibilità, in tema di erogazione di fondi, dotazioni e risorse specie se legate alle criticità e agli oneri determinati dalla pandemia, per garantire la migliore funzionalità dell’apprendimento e la sicurezza sanitaria negli edifici; c) incrementando il fondo, di cui all’art. 1 comma 616 della legge 232/2016, destinato alle scuole paritarie che accolgono alunni con disabilità allo scopo di riconoscere a ciascuno allievo disabile la copertura del docente di sostegno. E’ una grave discriminazione, infatti, negare il docente di sostegno ad allievi svantaggiati imponendo il costo alla famiglia o alle scuole paritarie che, chiaramente, non possono sostenerlo. Le scuole pubbliche paritarie, inoltre, ricordano la più assoluta disponibilità alla rendicontazione dei contributi; d) accogliendo gli annunciati finanziamenti europei (attraverso Sure, Bei, Mes, e Recovery Fund), che possono diventare la risorsa preziosa per realizzare e qualificare anche il sistema scolastico integrato: “Autonomia, Parità scolastica e Libertà di scelta educativa”; e) rivedendo le linee di finanziamento del sistema scolastico italiano attraverso l’introduzione dei costi standard di sostenibilità da declinare in convenzioni, voucher, buono scuola, deduzione. La fase 2 del Covid19 ha reso evidente che la scuola statale, che costa 8.500,00 euro, non è riuscita a ripartire per tutti, mentre le scuole paritarie sopravvissute alla pandemia, con rette da 3.800 per l’infanzia ai 5.000 per il liceo, sono ripartite. Tutto questo a conferma che una sana collaborazione fra scuole pubbliche statali e paritaria innalza il livello di qualità, rende il sistema scolastico più equo e, a fronte di un servizio migliore, si risparmiano tanti danari pubblici. Ci appelliamo al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla seconda carica dello Stato, la Sen. Maria Elisabetta Alberti Casellati e al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte affinché si rendano registi della più ampia trasversalità politica e porti a compimento questa riforma ventennale della scuola. La Nazione può uscire da questa tragedia se non vanifichiamo il lavoro eroico dei medici e degli infermieri, se non deprezziamo il lavoro degli insegnanti, di tutti quei docenti che sono disponibili a fare gli straordinari per recuperare una situazione culturale che rischia di divenire la prima fonte della povertà del nostro Paese.

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“La Legge di Bilancio sia presentata al Parlamento il prima possibile”

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2020

“Nella riunione convocata dal Presidente della Camera con tutti i Presidenti di commissione ho manifestato, credo a ragione, le mie preoccupazioni sul ritardo della presentazione al parlamento della legge di Bilancio. Tutto può essere immaginato meno che la limitazione del confronto tra le forze parlamentari, il dibattito e le decisioni del Parlamento sulle questioni fondamentali di cui certamente si occuperà la legge di Bilancio. Comprendo naturalmente la particolarità e la straordinarietà del momento che stiamo vivendo, ma ritengo necessario che la legge di Bilancio sia presentata il prima possibile in una forma asciutta ed essenziale. Per questo penso che il Governo e soprattutto i Ministri, debbano rapidamente chiudere il confronto e concentrarsi sulle questioni fondamentali, evitando il proliferare di disposizioni di ogni tipo. Non mancherà, nel dibattito parlamentare, l’occasione di approfondire tematiche particolari e dare risposte alle molte esigenze.” E’ quanto dichiarato dal presidente della commissione Bilancio alla Camera dei Deputati Fabio Melilli.

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Compromesso sul bilancio a lungo termine UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2020

PE ottiene 16 miliardi in più per programmi chiave. Dopo 10 settimane di intense negoziazioni, martedì pomeriggio i deputati che negoziano in nome del Parlamento hanno concordato con la Presidenza del Consiglio le linee guida per un accordo sul prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP 2021-2027 – MFF in inglese) e sulle nuove risorse proprie. Il compromesso deve essere ancora approvato da entrambe le istituzioni. Il Parlamento ha ottenuto, nel compromesso, 16 miliardi di euro in aggiunta al pacchetto concordato dai capi di Stato e di governo al Vertice di luglio. Di questi, 15 miliardi di euro rafforzeranno i programmi faro dell’UE per proteggere i cittadini dall’attuale pandemia Covid-19, fornire opportunità alla prossima generazione e preservare i valori europei, mentre il restante miliardo di euro andrà ad aumentare la flessibilità di bilancio per far fronte a possibili esigenze e a crisi future. La massima priorità del Parlamento è stata quella di garantire aumenti per i programmi faro che rischiano di essere sottofinanziati, secondo l’accordo del Consiglio europeo del luglio 2020, e di mettere a repentaglio gli impegni e le priorità dell’UE, in particolare il Green Deal e l’Agenda digitale.I fondi aggiuntivi saranno attinti principalmente da importi provenienti da multe per la violazione della concorrenza leale (che le aziende devono pagare quando non rispettano le regole dell’UE), in linea con la richiesta originale del Parlamento che i fondi generati dall’Unione rimangano nel bilancio dell’UE.Grazie a questo compromesso, in termini reali, il Parlamento europeo, tra l’altro, triplica la dotazione per EU4Health, garantisce l’equivalente di un anno supplementare di finanziamento per Erasmus+ e assicura che i finanziamenti per la ricerca continuino ad aumentare. Per quanto riguarda la spesa dei fondi UE, il Parlamento ha assicurato che le tre istituzioni si riuniranno regolarmente per valutare l’attuazione dei fondi messi a disposizione. La spesa sarà effettuata in modo trasparente e il Parlamento, insieme al Consiglio, controllerà eventuali scostamenti dai piani nazionali precedentemente concordati. Lo strumento UE di ripresa (Next Generation EU) si basa su un articolo del Trattato UE (art. 122 del TFUE) che non prevede alcun ruolo per il Parlamento europeo. I negoziatori del PE hanno ottenuto una nuova procedura, che istituisce un “dialogo costruttivo” col Consiglio, sulla base di una valutazione della Commissione, al fine di concordare le implicazioni di bilancio di qualsiasi nuovo atto proposto sulla base dell’articolo 122.

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Legge di Bilancio: Anp-Cia incontra Serracchiani

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Serve una “mini riforma” per le pensioni agricole. Lo chiede Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, che oggi ha incontrato in webinar Debora Serracchiani, presidente della Commissione Lavoro della Camera. L’incontro, che rientra nelle attività dell’Anp in vista della nuova legge di Bilancio, è stata l’occasione per sottolineare criticità e avanzare proposte sul tema. “Una revisione del trattamento pensionistico per gli agricoltori è imprescindibile -ha dichiarato Alessandro Del Carlo, presidente nazionale dell’Associazione- per garantire giustizia ed equità sociale e per favorire il ricambio generazionale. Gli agricoltori con pensioni minime, che sono ancora le più basse, ferme a 515 euro, sono costretti a rimanere a lavoro nei campi fino a tarda età”.Per questo, tra le priorità che sono state discusse con Serracchiani, è entrato in prima battura l’innalzamento delle pensioni minime, che devono raggiungere almeno il 40% del reddito medio nazionale, come indicato dalla Carta Sociale Europea (650 euro). Inoltre, Anp ha indicato, come interventi fondamentali a sostegno della categoria, la stabilizzazione e l’aumento fino a 3 volte il minimo (1.520 euro mensili) della 14ª mensilità; l’alleggerimento della tassazione sulle pensioni; la modifica del meccanismo di indicizzazione con un paniere pensato sui reali consumi degli anziani, cioè beni alimentari, trasporti, spese sanitarie e servizi; la previsione dell’APE sociale per gli agricoltori, in modo da poter usufruire dell’anticipo pensionistico senza penalizzazioni.Grande attenzione a misure e questioni sollevate dall’Anp da parte della presidente della Commissione Lavoro alla Camera, che si è detta pronta a lavorare per una strategia di politica sociale, attraverso interventi di sistema che vadano a migliorare i meccanismi vigenti, ad esempio per la 14ª mensilità e, nel futuro prossimo, per una revisione di “opzione donna” più favorevole alle lavoratrici. All’incontro con Serracchiani, oltre al presidente nazionale dell’Anp Del Carlo, hanno partecipato i vicepresidenti Franco Fiori (Marche), Giovanna Gazzetta (Veneto), Anna Graglia (Piemonte), Franco Tinelli (Puglia).

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Il bilancio del turismo in Italia nel 2020

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

Il DPCM del 24 ottobre scorso, l’ultimo in ordine di tempo che ha introdotto ulteriori restrizioni per cercare di contenere i contagi da coronavirus, inciderà di nuovo pesantemente sul settore turistico, già fortemente colpito dalla pandemia. Il Centro Studi del Touring Club Italiano ha analizzato flussi e dati per ipotizzare come chiuderà questo annus horribilis e per elaborare una strategia che guardi al futuro.“È chiaramente essenziale dare ristoro a tutti quei settori che sono stati chiusi per garantire a professionisti e aziende la sopravvivenza nelle prossime settimane – afferma Franco Iseppi, Presidente del Touring Club Italiano – ma occorre parallelamente guardare oltre e costruire già oggi la nuova normalità che ci attenderà nel medio periodo. Gli sforzi e le energie che si stanno impiegando nell’affrontare il quotidiano non possono distoglierci dall’attenzione che dobbiamo porre a ricostruire il nostro Paese. Pensare al futuro vuol dire prima di tutto avere chiara la visione da assegnare al Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, occupandosi non soltanto delle singole tessere del mosaico, ovvero dei progetti, ma dell’immagine complessiva che da quel mosaico potrà uscire. Dal nostro punto di vista, anche sulla base delle rilevazioni condotte dal nostro Centro Studi su quanto accaduto nell’estate da poco conclusa, crediamo che la strategia di rilancio del settore debba far leva su alcuni aspetti principali. In primo luogo, una più spinta digitalizzazione dell’offerta perché sia più attrattiva e nota a livello internazionale, un approccio sempre più sostenibile e responsabile per rispondere in modo contemporaneo alle sfide dello sviluppo puntando sui valori dell’accoglienza, che connota ancora il viaggio in Italia, e una maggiore centralità delle aree interne che possono diventare attrattori fondamentali per il nuovo corso del turismo”.Provando a ipotizzare una stima di chiusura del turismo incoming a fine anno, se le misure di contenimento non dovessero essere sufficienti a rallentare il contagio e fosse necessario un nuovo lockdown generalizzato, è probabile che si possa arrivare per fine anno a una riduzione di circa il 70%, pari a una perdita di oltre 40 milioni di viaggiatori e di 30 miliardi di euro per la spesa turistica nel 2020.Per quanto riguarda, infine, i flussi domestici – quelli su cui si è basata la timida ripresa estiva –, è probabile che, se dovesse bloccarsi la macchina del turismo invernale, l’andamento di fine anno sarebbe ugualmente drammatico. I dati provvisori gennaio-giugno segnalano già -58% e la chiusura 2020 potrebbe segnare una perdita complessiva di 125 milioni di presenze cui parallelamente potrebbe corrispondere un calo della spesa domestica stimata in circa 40 miliardi di euro rispetto al 2019.

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Dimore Storiche patrimonio da valorizzare, presenteremo atti in legge di bilancio”

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2020

“Le dimore storiche, nel più ampio spettro del patrimonio culturale privato, rappresentano un moltiplicatore di attrazione turistica e un volano per l’economia territoriale, soprattutto per i borghi e i piccoli comuni. Difatti, più del 50% di questi immobili si trova in Comuni con meno di 20.000 abitanti e, in un terzo dei casi, addirittura sotto i 5.000 residenti. Esiste una connessione diretta che intercorre tra l’efficiente gestione degli immobili storici e lo sviluppo economico delle loro aree di riferimento. Da sempre nella nostra attività parlamentare, soprattutto nel corso dell’emergenza Covid-19, abbiamo presentato atti ed emendamenti per valorizzare il ruolo sociale e culturale delle dimore storiche. La rete delle dimore storiche può aiutare la rivitalizzazione di tante città. In legge di bilancio presenteremo proposte ed emendamenti per tutelare e sostenere i proprietari di questo genere di immobili.” Così il capogruppo di FDI in commissione Cultura, responsabile Cultura del partito, deputato Federico Mollicone, a margine della presentazione del Rapporto dell’Osservatorio Patrimonio Culturale Privato.

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Accordo su bilancio UE a lungo termine deve essere migliorato per essere approvato

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2020

Secondo i deputati, il Fondo per la ripresa rappresenta un “passo storico”, ma le priorità a lungo termine dell’UE, come Green Deal e Agenda digitale, sono a rischio.In una risoluzione sulle conclusioni del Consiglio europeo straordinario del 17-21 luglio 2020 approvata con 465 voti a favore, 150 contrari e 67 astensioni, i deputati esprimono cordoglio per le vittime del coronavirus e rendono omaggio a tutti i lavoratori che hanno lottato contro la pandemia, sottolineando come “i cittadini dell’UE abbiano un dovere collettivo di solidarietà”.Nel testo approvato, che servirà da mandato per i prossimi negoziati sul futuro finanziamento e sulla ripresa dell’UE, il Parlamento accoglie con favore l’approvazione, da parte dei leader UE, del Fondo di ripresa proposto dal Parlamento a maggio scorso, definendolo una “mossa storica per l’UE”. Tuttavia, i deputati si rammaricano “dei consistenti tagli apportati alla componente delle sovvenzioni” e chiedono il pieno coinvolgimento democratico del Parlamento nello strumento per la ripresa che al momento “non attribuisce un ruolo formale ai deputati eletti al Parlamento europeo”.Sul bilancio a lungo termine dell’UE (Quadro finanziario pluriennale – QFP), i deputati criticano i tagli apportati ai programmi orientati al futuro poiché “mineranno le basi di una ripresa sostenibile e resiliente”. I programmi faro dell’UE relativi a clima, transizione digitale, salute, gioventù, cultura, infrastrutture, ricerca, gestione delle frontiere e solidarietà sono a rischio di “un calo immediato dei finanziamenti dal 2020 al 2021”. Inoltre, dal 2024, “il bilancio dell’UE nel suo complesso sarà al di sotto dei livelli del 2020, mettendo a rischio gli impegni e le priorità dell’UE”.Il Parlamento non accetta l’accordo politico del Consiglio europeo sul QFP 2021-2027 nella sua forma attuale e “non è disposto ad avallare formalmente una decisione già presa”. I deputati sono pronti “a non concedere l’approvazione” per il bilancio a lungo termine dell’UE, fino a quando non sarà raggiunto un accordo soddisfacente nei prossimi negoziati tra il Parlamento e la Presidenza tedesca del Consiglio, con l’obiettivo di ottenerlo entro la fine di ottobre, per non compromettere un avvio agevole dei nuovi programmi dal 1° gennaio 2021.Tuttavia, nel caso in cui il nuovo QFP non fosse adottato per tempo, l’articolo 312, paragrafo 4, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea prevede la proroga temporanea del massimale dell’ultimo anno dell’attuale QFP (2020), e ciò sarebbe pienamente compatibile con il piano di ripresa e l’adozione dei nuovi programmi del QFP.Il Parlamento “deplora fortemente” il fatto che il Consiglio europeo abbia significativamente indebolito gli sforzi della Commissione e del Parlamento volti a difendere lo Stato di diritto, i diritti fondamentali e la democrazia nel quadro del QFP e del piano di ripresa. Sottolinea inoltre che il regolamento relativo allo Stato di diritto sarà adottato secondo la procedura di co-decisione, quindi con un accordo fra ministri e deputati.I deputati ribadiscono che il Parlamento non darà la sua approvazione al QFP senza un accordo sulla riforma del sistema delle risorse proprie dell’UE, che includa l’introduzione di un paniere di nuove risorse entro la fine del QFP 2021-2027, necessarie a coprire almeno i costi relativi al rimborso di Next Generation EU.Il Parlamento chiede infine una revisione intermedia del QFP entro la fine del 2024. Tale revisione deve riguardare i massimali per il periodo 2025-2027, l’introduzione di risorse proprie aggiuntive e l’attuazione degli obiettivi in materia di clima e biodiversità.

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Assestamento bilancio Lombardia

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2020

Obiettivo combattere il così detto “digital divide”. Sono le intenzioni di Marco Degli Angeli, consigliere M5S di regione Lombardia, che ha depositato due ordini del giorno al PDL n. 125 “Assestamento al Bilancio 2020 – 2022”. Il consigliere regionale si concentra sulle proposte di investimento, ricerca, innovazione, formazione e digitalizzazione con l’obiettivo della nascita dei Sad, Soggetti Aggregatori Digitali, nell’ambito dello sviluppo dell’Agenda Digitale Lombarda.“L’attuale emergenza sanitaria ha messo in luce l’importanza e la necessità della digitalizzazione e dell’innovazione informatica. Questa esigenza – precisa Degli Angeli – sarà ancora più evidente soprattutto nel momento in cui, questi processi, avranno una loro grande rilevanza nella fase post Covid che andrà a dipanarsi”.Numeri alla mano, secondo i dati forniti dal MID (Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione), nel nostro Paese esiste ancora un 26% della popolazione (10 mila cittadini circa) che non usa internet, mentre il 24% del restante 74% della popolazione, invece non lo usa con consapevolezza. Numeri che non lasciano certo indifferenti, soprattutto se sono poi valorizzati dal “Digital economy and society index (Desi). Secondo tale indice, infatti, solo il 13% della popolazione ha accesso alla Banda Larga. La media europea è invece del 26%.“In una logica di modernizzazione”, aggiunge Degli Angeli, “e rispetto a quello che potrebbe essere un sviluppo più solido e omogeneo di regione Lombardia nonché dell’intero Paese, il così detto “digital divide”, ad oggi, costituisce un fenomeno ancora troppo diffuso e che va combattuto. Per questo motivo – puntualizza il consigliere pentastellato – sul modello del Veneto ho proposto a regione Lombardia di istituire i Sad, ossia dei soggetti in grado di assecondare le esigenze di digitalizzazione della Pubblica amministrazione, che ad ogni fatica ancora troppo nel stare al passo con i tempi”.Intraprendere l’autostrada del digitale: oltre un consiglio auspicabile, quella di Degli Angeli è una vera e propria dichiarazioni di intenti. “Per la Lombardia, il 4° motore dell’Europa, serve una cura shock, che sia innovativa, etica e soprattutto digitale. Solo così facendo si potranno costruire e trasferire conoscenze e competenze nuove, entrambe necessarie allo sviluppo del nostro sistema economico-produttivo. La ripresa del mercato del lavoro della Lombardia nonché il sostegno ai cittadini e alle famiglie lombarde parte da qui”, conclude il Consigliere regionale.

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I deputati europei discutono il Fondo di ripresa e criticano i tagli al bilancio UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2020

Bruxelles. In una sessione plenaria straordinaria, il PE ha valutato l’accordo del Consiglio del 17-21 luglio su finanziamento UE e Piano di ripresa per affrontare le conseguenze della pandemia.Nel dibattito con i Presidenti del Consiglio e della Commissione, Charles Michel e Ursula von der Leyen, l’accordo raggiunto sul Fondo di ripresa nel recente Consiglio europeo è stato qualificato come “storico” da molti deputati, poiché per la prima volta i Paesi UE hanno accettato di emettere un debito congiunto di 750 miliardi di euro. Tuttavia, la maggior parte dei deputati non è “soddisfatta” dei tagli apportati al bilancio a lungo termine (Quadro finanziario pluriennale, QFP).”Non siamo pronti ad inghiottire il boccone del QFP”, ha affermato Manfred Weber (PPE). Inoltre, secondo il leader del gruppo S&D Iratxe García Pérez non si dovrebbero accettare i tagli, “non in un momento in cui dobbiamo rafforzare la nostra autonomia strategica e ridurre le disparità tra gli Stati membri”.Molti deputati hanno sottolineato come la questione del rimborso del debito non sia stata risolta e hanno insistito sul fatto che l’onere non deve ricadere sui cittadini e che deve essere garantito un solido sistema di nuove risorse proprie che includa una tassa digitale o prelievi sul carbonio, e chiedono un calendario vincolante per la loro introduzione.Inoltre, molti deputati hanno sottolineato che “l’UE non è un bancomat per i bilanci nazionali”, deplorando che i Paesi “frugali” non vogliano pagare il prezzo per beneficiare del mercato unico, insistendo sul fatto che nessun fondo debba andare a governi “pseudo-democratici” che non rispettano lo Stato di diritto e i valori dell’UE.Altri deputati si sono detti più scettici nei confronti di nuove risorse proprie capaci di generare abbastanza per ripagare tutto il debito e hanno avvertito che la crisi non dovrebbe essere usata come pretesto per un’ulteriore integrazione dell’UE. La maggior parte ha comunque sottolineato che il Parlamento è pronto a negoziati rapidi per apportare i necessari miglioramenti alla posizione del Consiglio.I deputati votano ora una risoluzione per concludere il dibattito, che servirà come mandato per i prossimi negoziati con la Presidenza tedesca del Consiglio dell’UE.

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Il governo Conte pensa di rilanciare l’Italia a ‘colpi di scostamenti di bilancio’

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

Lo fa con una confusione degna della più scalcinata giostra di parse. Senza che sia ancora maturata una visione organica degli interventi fiscali, dopo il caos sul pagamento della cassa integrazione ora Conte propone di dare incentivi alle imprese per non utilizzare la cassa integrazione. Esattamente ciò che ha proposto, inascoltata, Giorgia Meloni fin dall’origine e proprio mentre la maggioranza respinge l’emendamento a mia firma che impedisce alle aziende pubbliche di accedere alla Cig per evitare che vengano sottratte risorse a quelle imprese costrette alla chiusura. Per loro e per i relativi lavoratori sì che tale strumento è questione di vita o di morte.Il terzo scostamento di bilancio annunciato dal ministro Gualtieri, la cui presenza in commissione ieri è stata imbarazzante, inizia a incutere paura.Fino a quando si continuerà a tirare la corda aggiungendo debiti senza renderli funzionali all’individuazione di leve economiche capaci di generare sviluppo e occupazione? Per fa ripartire i consumi servono investimenti e non provvedimenti improduttivi – solo ieri la Corte dei Conti ha certificato il fallimento del reddito di cittadinanza, strumento con il quale solo il 2% dei beneficiari ha trovato lavoro. Il DL Rilancio, gestito a oggi a colpi di maggioranza, come fosse la più banale manovra di assestamento, non offre alcuna garanzia di equilibrio e serietà. Interventi a macchia di leopardo si alternano a operazioni di squallido clientelismo e ad altrettanti deplorevoli marchette, mentre il mondo della produzione invoca da tre mesi aiuti incisivi e tempestivi. A nulla servirà fare nuovo debito”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Bilancio UE 2021: un bilancio annuale con al centro la ripresa europea

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2020

La Commissione ha proposto oggi un bilancio UE di 166,7 miliardi di € per il 2021, cui si aggiungono 211 miliardi di € in sovvenzioni e fino a 133 miliardi di € in prestiti nel quadro di Next Generation EU, lo strumento temporaneo per la ripresa il cui obiettivo è mobilitare gli investimenti e far ripartire l’economia europea.
Insieme il bilancio annuale e Next Generation EU mobiliteranno nel 2021 massicci investimenti per far fronte alle ripercussioni economiche e sociali immediate della pandemia di Covid-19, avviare una ripresa sostenibile, proteggere l’occupazione e creare posti di lavoro. Il bilancio è inoltre pienamente in linea con l’impegno di investire nel futuro per realizzare un’Europa più verde, più digitale e resiliente.Questo bilancio, una volta adottato, sarà il primo del nuovo quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e il primo bilancio annuale proposto dalla Commissione della Presidente von der Leyen.Il Commissario europeo per il Bilancio Johannes Hahn ha dichiarato: “Di fronte a questa situazione senza precedenti la proposta della Commissione europea mobilita un sostegno mai visto prima. Il bilancio annuale 2021 aiuterà centinaia di migliaia di persone, imprese e regioni a superare la crisi e a uscirne più forti di prima. Perché questo accada, occorre un accordo sul bilancio a lungo termine e su Next Generation EU in grado di trasmettere un segnale di fiducia a tutta l’Europa.”Il progetto di bilancio 2021, integrato da Next Generation EU, indirizza i fondi là dove possono fare maggiormente la differenza, in linea con le esigenze di ripresa più importanti degli Stati membri dell’UE e dei nostri partner nel mondo.I finanziamenti contribuiranno alla ricostruzione e alla modernizzazione dell’Unione promuovendo la duplice transizione verde e digitale, creando posti di lavoro e rafforzando il ruolo dell’Europa nel mondo.Il bilancio riflette le priorità dell’Europa che garantiscono una ripresa sostenibile. La Commissione propone per questo di stanziare:
– 1,34 miliardi di € per il programma Europa digitale allo scopo di potenziare le ciberdifese dell’Unione e favorire la transizione digitale;
– 3 miliardi di € a favore del meccanismo per collegare l’Europa allo scopo di investire in un’infrastruttura di trasporto aggiornata ad elevata efficienza per facilitare le connessioni transfrontaliere;
– 575 milioni di € a favore del programma per il mercato unico, e ancora 36,2 milioni di € e 127 milioni di € rispettivamente per i programmi che promuovono la cooperazione nei settori della fiscalità e delle dogane;
– 2,89 miliardi di € per Erasmus+ allo scopo di investire nei giovani e 306 milioni di € per i settori culturali e creativi attraverso Europa creativa;
– 1,1 miliardi di € per il Fondo asilo e migrazione e 1 miliardo di € per il Fondo per la gestione integrata delle frontiere, allo scopo di rafforzare la cooperazione per la protezione delle frontiere esterne e la politica di migrazione e asilo;
– 55,2 miliardi di € per la politica agricola comune e 813 milioni di € per il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, a beneficio degli agricoltori e dei pescatori europei, ma anche per rafforzare la resilienza del settore agroalimentare e di quello della pesca e dotarli dei mezzi necessari per gestire la crisi;
– 228 milioni di € per il Fondo sicurezza interna e 1,05 milioni di € per il Fondo europeo per la difesa a sostegno dell’autonomia strategica e della sicurezza dell’Europa;
– 1,9 miliardi di € per l’assistenza preadesione, a sostegno dei nostri partner, anche nei Balcani occidentali.
Una gran parte dei fondi sarà inoltre destinata alle azioni prioritarie individuate in relazione a Next Generation EU, in particolare:
– 131,5 miliardi di € di prestiti e fino a 133 miliardi di € di sovvenzioni potranno essere forniti agli Stati membri nel quadro del dispositivo per la ripresa e la resilienza, che rientra in Next Generation EU;
– 17,3 miliardi di €, 5 dei quali nel quadro di Next Generation EU, andranno a Orizzonte Europa per rafforzare il sostegno europeo alle attività di ricerca e innovazione nei settori della salute e del clima;
– 10,13 miliardi di € saranno destinati a InvestEU per investimenti in infrastrutture sostenibili, innovazione e digitalizzazione. Una parte dei fondi andrà al dispositivo per gli investimenti strategici per sviluppare l’autonomia strategica delle catene di approvvigionamento essenziali a livello europeo;
– 8,28 miliardi di € andranno allo strumento di sostegno alla solvibilità, secondo la proposta per Next Generation EU, per affrontare i problemi di solvibilità delle imprese economicamente sostenibili di tutti i settori economici;
– 47,15 miliardi di € saranno destinati alla politica di coesione e saranno integrati da altri 42,45 miliardi di € nel quadro di REACT-EU, secondo la proposta per Next Generation EU. I fondi saranno impiegati per sussidi all’occupazione, regimi di riduzione dell’orario di lavoro e misure a favore dell’occupazione giovanile, e della liquidità e solvibilità delle PMI;
– 9,47 miliardi di €, 7,96 dei quali nel quadro di Next Generation EU, saranno assegnati al Fondo per una transizione giusta in modo che la transizione verso la neutralità climatica non lasci indietro nessuno;
– 619 milioni di € saranno destinati a rescEU, il meccanismo di protezione civile dell’Unione europea, in modo che l’Unione sia in grado di rispondere a emergenze su vasta scala;
– 1,19 miliardi di €, 1,17 dei quali nel quadro di Next Generation EU, andranno al nuovo programma per la salute EU4Health per attrezzare l’Unione contro future minacce sanitarie;
– 15,36 miliardi di €, 3,29 dei quali nel quadro di Next Generation EU, saranno destinati ai nostri partner esterni attraverso lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI);
– 2,8 miliardi di €, 1,3 dei quali nel quadro di Next Generation EU, andranno agli aiuti umanitari, per far fronte al crescente fabbisogno umanitario nelle zone più vulnerabili del mondo.
Il progetto di bilancio per il 2021 si basa sulla proposta della Commissione per il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE presentata il 27 maggio 2020. Una volta che il Parlamento europeo e il Consiglio avranno trovato l’accordo sul QFP 2021-2027, compreso il piano per la ripresa, la Commissione adeguerà di conseguenza la sua proposta di bilancio per il 2021 con una lettera rettificativa. L’adozione rapida del progetto di bilancio è essenziale per consentire a centinaia di migliaia di imprenditori, ricercatori, agricoltori e comuni in tutta Europa di beneficiare dei fondi, in modo da investire in un futuro migliore per le prossime generazioni.

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Il Presidente Tzitzikostas: il bilancio dell’UE e il piano di rilancio dell’economia proteggono le regioni

Posted by fidest press agency su domenica, 31 maggio 2020

Commentando il QFP dell’UE e il piano di rilancio proposti dalla Commissione europea, il Presidente del Comitato europeo delle regioni, Apostolos Tzitzikostas, ha dichiarato: “Il nuovo bilancio dell’UE del valore di 1 100 miliardi di EUR e il piano di rilancio dell’economia da 750 miliardi di EUR sono incentrati sulla sicurezza, sul rilancio dell’economia e sulla resilienza delle regioni, delle città e dei piccoli comuni di tutta Europa e comprendono gli elementi chiave richiesti dal Comitato europeo delle regioni. Essi forniscono inoltre una chiara risposta ai populisti e agli euroscettici, dimostrando il valore aggiunto dell’Unione europea in un momento difficile come quello attuale. Esorto gli Stati membri dell’UE e il Parlamento europeo a esaminare e adottare in tempi rapidi le proposte presentate oggi dalla Presidente Ursula von der Leyen”.”Come chiesto dal Comitato europeo delle regioni, il nuovo progetto di bilancio dell’UE comprende un fondo europeo per la ripresa di almeno 500 miliardi di EUR sotto forma di finanziamenti a fondo perduto. Istituisce un nuovo programma in materia di sanità pubblica che riunisce tutti i livelli di governo – UE, nazionale e regionale – per migliorare i servizi e le strutture sanitarie in tutto il continente. La proposta rinvigorisce la politica di coesione dell’UE, con uno stanziamento di oltre 373 miliardi di EUR, rafforza lo sviluppo rurale investendo 90 miliardi di EUR e dà impulso alla transizione giusta con un fondo da 40 miliardi di EUR. In linea con le nostre richieste, i piani della Commissione forniscono anche risposte importanti per settori vitali come il turismo, la cultura e le PMI “, ha aggiunto il Presidente Tzitzikostas.

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Il peso che sta avendo la pandemia sui bilanci degli italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 26 maggio 2020

Il Covid-19 ha costretto l’intera popolazione ad un lock-down durato per più di due mesi e, di conseguenza, al blocco di numerose attività. Oltre alle perdite liquide legate alla cancellazione di eventi culturali (subite dal 21% delle famiglie), sportivi (18%), familiari (17%) e di viaggi (34%), quasi la metà delle famiglie italiane (46%) ha accusato ingenti perdite legate alla propria professione, in media 1.875€. Infatti, il 32% dei lavoratori dichiara di aver subito una riduzione dei propri introiti da lavoro, il 25% di essere momentaneamente inattivo (ad esempio in cassa integrazione o in seguito alla chiusura temporanea della propria attività commerciale) e l’8% di aver perso il lavoro. Il termine della quarantena non è un fatto rasserenante poiché le conseguenze di questa crisi, a livello sia economico che professionale, continueranno a farsi sentire a lungo. Si prospetta un futuro incerto anche per i lavoratori dipendenti che hanno mantenuto la propria occupazione durante l’emergenza: 1 su 3 infatti teme di perdere il posto di lavoro nei prossimi 12 mesi. In molti prevedono una riduzione delle proprie prospettive di carriera all’interno della propria azienda (59%) e una riduzione delle proprie opportunità sul mercato del lavoro (65%).
La perdita o sospensione del lavoro e la riduzione degli stipendi stanno causando gravi difficoltà anche nel far fronte alle spese più basilari. Basti pensare che tra le famiglie che possono contare su dei risparmi, due su tre li hanno dovuti utilizzare (35%) o pensano di doverlo fare nel prossimo futuro (32%) per coprire le spese correnti, molto difficili da affrontare in questo periodo di crisi per il 12% delle famiglie. Parliamo di grosse difficoltà a sostenere spese come bollette (per il 17% delle famiglie) o generi alimentari (per il 9%). Preoccupano anche le spese legate alla salute, difficili da coprire per il 21% delle famiglie italiane. In questo periodo in molti hanno gravi difficoltà a pagare le rate di mutui (11%) e prestiti (17%). Solo l’8% delle famiglie italiane ha fatto richiesta di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa e di queste soltanto il 26% è riuscito ad ottenerla. Per quanto riguarda gli altri prestiti personali e i finanziamenti, la situazione è ancora più critica in quanto solo il 15% di chi ne ha richiesto il congelamento alla banca o alla finanziaria, è riuscito ad ottenerlo, mentre quasi il 30% ha ricevuto un rifiuto, in attesa di risposta il 57% dei richiedenti.
L’inchiesta è stata svolta tra il 14 e il 15 maggio su un campione di 1.015 soggetti di età compresa fra i 18 e i 74 anni, distribuiti come la popolazione generale per caratteristiche demografiche e area geografica.

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