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Posts Tagged ‘biocarburanti’

Amazzonia: fermiamo il trattato Eu-Mercosur

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Il trattato Ue-Mercosur ha l’intento di creare la più grande area di libero commercio del mondo, che riguarderà 800 milioni di persone. Una deregolamentazione degli scambi fra i due blocchi per promuovere un aumento delle importazioni europee di carne bovina, soia e biocarburanti, in cambio di maggiori esportazioni di automobili nei Paesi sudamericani. Uno scambio fra agroindustria e automotive le cui pesanti esternalità ricadranno sulle condizioni della foresta amazzonica, già gravemente colpita da incendi e deforestazione guidata dai grandi allevatori e agricoltori con l’appoggio del governo brasiliano, in prima linea nella cancellazione dei vincoli ambientali. In un momento in cui la crisi climatica e sociale è più grave che mai, è del tutto inaccettabile che si propongano ricette economiche e commerciali improntate all’abbattimento di regole e controlli su prodotti e metodi di produzione devastanti per gli ecosistemi e le comunità. Ad oggi, infatti, è virtualmente impossibile tracciare le importazioni provenienti dall’area del Mercosur, e in particolare dal Brasile. Il sistema di controlli europeo non pone sanzioni sostanziali sulle importazioni di materie prime collegate alla deforestazione, mentre la scarsa trasparenza delle imprese che operano nella zona rende difficile anche solo individuarle. Le stime dicono che l’80% della distruzione dell’Amazzonia è collegato al settore della carne bovina. L’Unione europea è il primo partner commerciale in questa filiera, e l’Italia il primo mercato di sbocco: stringendo un accordo che indebolisce ulteriormente ispezioni e controlli, l’UE e i paesi membri rischiano di rendersi complici della definitiva distruzione di un bioma fondamentale per la vita sul pianeta, una foresta in grado di assorbire il 9% del carbonio globale. Inoltre, accanto al disastro ambientale e climatico, ci sono le crescenti violazioni dei diritti umani: violenze e minacce nei confronti delle comunità native abitano la foresta stanno aumentando, con persone espulse e famiglie decimate da paramilitari al soldo delle imprese.
In un momento in cui la crisi climatica e sociale è più grave che mai, per noi è del tutto inaccettabile che si propongano ricette economiche e commerciali improntate all’abbattimento di regole e controlli su prodotti e metodi di produzione devastanti per gli ecosistemi e le comunità. L’Italia, che opera nell’area con oltre 500 aziende (la lista nel report “Colpevoli di ecocidio”), deve scegliere se stare dalla parte della distruzione o della cooperazione e della costruzione di un futuro migliore per tutti. Come Paese ospite del G20 dobbiamo dimostrare con i fatti di essere coerenti con gli impegni confermati anche dal nuovo Governo verso la transizione ecologica, la protezione sociale e evitare che le imprese che lavorano in qualità e nel rispetto degli standard ambientali e sociali in Europa come nel Mercosur vengano ulteriormente danneggiate da una liberalizzazione non accompagnata da adeguate valutazioni e analisi, anche alla luce del nuovo quadro determinato dalla pandemia. Chiediamo la riapertura di un tavolo sul trattato con i dicasteri competenti per un dialogo costruttivo con la società civile che ascolti anche le voci e le richieste di indigeni e associazioni dell’area Amazzonica”.

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Biocarburanti a base di olio di palma: La posizione dell’U.E.

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 gennaio 2018

olio di palma“La decisione del Parlamento europeo di escludere i biocarburanti a base di olio di palma dal futuro delle energie rinnovabili dell’UE è un attacco del tutto ingiustificato nei confronti di agricoltori, famiglie e comunità malesi. Il Governo malese ha intenzione di proteggere i diritti di 650.000 piccoli coltivatori ed è suo compito assicurare un futuro ad un settore, come quello dell’olio di palma, che ha tolto dalla povertà milioni di malesi. La discriminazione protezionistica contro le esportazioni di olio di pama malese non sarà tollerata”. Così in una nota il ministro dell’Industria delle Piantagioni e delle Materie Prime, Mah Siew Keong, a seguito della decisione di oggi del Parlamento Europeo a Strasburgo che ha votato il divieto di utilizzare l’olio di palma nella produzione di biocarburanti, come parte della Direttiva UE sulle energie rinnovabili (RED).
“L’olio di palma verrà bandito creando un caso di discriminazione verso i paesi produttori di olio di palma e così facendo l’UE dimostra di portare avanti un’apartheid delle colture, una barriera commerciale inaccettabile e protezionistica, e nondimeno, una violazione degli impegni dell’UE in sede OMS. Il nostro Governo – puntualizza il ministro – non esiterà a prendere le opportune misure correttive. La decisione del Parlamento Europeo di discriminare i biocarburanti dell’olio di palma avrà un impatto negativo, non solo sul commercio e sulla cooperazione tra Unione Europea e Malesia, ma anche verso i più importanti paesi del Sud Est asiatico”.
“Esortiamo i governi europei a respingere la posizione del Parlamento sui biocarburanti da olio di palma. Il blocco imposto dal Parlamento Europeo metterà anche a rischio l’impegno del Consiglio Europeo e relativamente alla creazione di posti di lavoro e alla crescita e sviluppo di rapporti commerciali con il Sud-Est asiatico. Le affermazioni del Parlamento, circa l’impatto ambientale dell’olio di palma prodotto in Malesia, sono palesemente false. La Malesia – continua la nota – ha uno dei regimi di protezione delle foreste più avanzati al mondo, come riconosciuto dalle Nazioni Unite e dalla Banca Mondiale. La capacità della Malesia di proteggere le proprie foreste è di gran lunga superiore a quella di molti paesi europei”.
“L’olio di palma proveniente dalla Malesia è in grado di soddisfare i rigorosi standard di sostenibilità richiesti ed è certificato come sostenibile dai principali schemi europei, tra cui l’ISCC tedesco (Certificazione Internazionale di Sostenibilità e Carbonio), esattamente come riconosciuto dalla Commissione Europea. Il tentativo di denigrazione da parte Parlamento europeo – conclude il ministro – è offensivo e senza presupposti”.

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KLM con volo commerciale a biokerosene

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2011

Il volo KL 1233, un Boeing 737-800, è decollato dall’aeroporto di Amsterdam Schiphol alla volta di Parigi Charles de Gaulle con 171 passeggeri a bordo. Il volo ha utilizzato biokerosene derivato da oli da cucina esausti, così come tutti quelli che, dal prossimo mese di settembre, voleranno tra Amsterdam e Parigi. Il carburante è prodotto da Dynamic Fuels con il supporto di SkyNRG, il consorzio fondato nel 2009 da KLM, North Sea Group e Spring Associates con lo scopo di sviluppare la produzione di biocarburanti. KLM è disposta ad usare diversi tipi di materie prime purchè soddisfino criteri strettamente legati allo sviluppo sostenibile quali, ad esempio, riduzione delle emissioni di CO2 e minimo impatto sulla biodiversità e la catena alimentare. Tutti i biocarburanti usati da KLM devono avere le stesse caratteristiche del carburante tradizionale e non devono richiedere modifiche ai motori degli aerei o alle infrastrutture. KLM è impegnata nello sviluppo di biocarburanti dal 2007. Il Gruppo Air France KLM è leader in materia di riduzione del consumo di carburante ed è stata nominata per sei anni consecutivi leader nell’indice Dow Jones Sustainability.

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La Domanda di Biocarburanti in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 Maggio 2011

La domanda di biodiesel e bioetanolo in Italia sara’pari a 6 milioni di tonnellate nel 2020, il 12% del fabbisogno totale stimato per i 27 Paesi dell’UE. Si prevede inoltre che il grado di attrattività del mercato domestico aumentera’ ulteriormente se si osserva la riduzione dei consumi di benzina e di diesel, rispettivamente -5.9% e -0.6% nel 2010. Frost & Sullivan ha analizzato nel recente studio Next Generation Biofuels: Strategic Portfolio Management il mercato dei biocarburanti in Europa. E si scopre che a livello europeo si assistera’ a una crescita della domanda pari al 250% rispetto al 2010 attestandosi a 40.8 milioni di tonnellate. Accanto alle sfide su tecnologia ed innovazione per le aziende, per la ricerca e per i Governi, bisogna anche considerare il ventaglio di opportunità multisettore che sara’alimentato dall’evoluzione nei biocarburanti: tutto il settore trasporti (si pensi al mercato dei veicoli ibridi), energia ed ambiente, infrastrutture ed edilizia.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, lavora in stretta collaborazione con i propri clienti per aiutarli ad accelerare la loro crescita e a raggiungere risultati di rilievo in termini di crescita, innovazione e leadership di mercato. Il Growth Partnership Service di Frost & Sullivan offre ai manager e ai loro team una serie di strumenti quali ricerche e modelli di best practice che permettono l’identificazione, la valutazione e l’implementazione di significative strategie di crescita. Frost & Sullivan ha oltre 50 anni di esperienza maturata lavorando per conto e in collaborazione con importanti societa’ a livello globale fra cui le prime 1000, aziende emergenti e investitori e vanta una rete di piu’ di 40 uffici in cinque continenti. Per far parte della nostra Growth Partnership, si prega di visitare il sito http://www.frost.com

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Biocarburanti e prospettive future

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2011

Roma 14 aprile, ore 10.30, Sala Nassirya, Senato della Repubblica Nella lotta all’inquinamento del settore dei trasporti l’Italia è in grande ritardo avendo, a differenza di molti paesi Europei, disatteso gli obiettivi indicati dalla Commissione Europea  nel 2003 per il periodo 2005-2010. Quale è lo scenario attuale del settore della produzione dei Biocarburanti? Livelli bassissimi di produzione, impianti fermi e rischio cassa integrazione per gli addetti del settore. Perché tutto questo? Se ne parlerà giovedì 14 Aprile alle ore 10.30 presso Sala Nassirya del Senato della Repubblica nel confronto”Industria dei Biocarburanti…quali prospettive per il futuro?”. L’iniziativa è diretta tra istituzioni e rappresentanti del settore affinché venga assicurato un quadro normativo certo ed un mercato concorrenziale. Interverranno il sen. Cesare Cursi, presidente X Commissione Industria del Senato, ilsen. Filippo Bubbico, membro della 10ª Commissione permanente Industria del Senato, l’on. Stefano Saglia, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico.

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Biocarburanti: pericolo per la salute

Posted by fidest press agency su martedì, 6 aprile 2010

Lo sviluppo del mercato dei biocarburanti, spesso presentati come un’ottima arma nella lotta all’inquinamento, ha un impatto diretto sulla sicurezza alimentare e l’ambiente ed è una delle principali cause della crisi alimentare. Questa la denuncia del nuovo rapporto di ActionAid “Chi paga il prezzo dei biocarburanti” che getta una nuova e inquietante luce sui risvolti negativi che l’impiego dei biocarburanti ha sulle popolazioni del Sud del mondo. Lo sviluppo del mercato dei biocarburanti – spiega ActionAid – è ritenuto una delle principali cause dell’aggravarsi del problema della fame nel mondo: secondo le stime della Banca Mondiale, infatti, la produzione di biocarburanti sarebbe responsabile per il 75% dell’aumento dei prezzi che ha portato alla crisi alimentare. La corsa a soddisfare le attuali necessità di approvvigionamento attraverso biocarburanti da parte di Stati Uniti, Canada ed Europa ha alterato in modo persistente i mercati dei prodotti alimentari. L’incremento della produzione di biocarburanti non è privo di rischi per le popolazioni locali: spesso, infatti, le multinazionali del settore operano in paesi caratterizzati dalla presenza di regimi non democratici, che per fare spazio alle piantagioni procedono ad espropri di terreni senza consultare le parti in causa e in assenza di adeguati indennizzi. Le imprese che si approvvigionano di prodotti agricoli per fini non alimentari rischiano di causare con i loro investimenti effetti disastrosi sulla sicurezza alimentare delle popolazioni locali, quando i prodotti agricoli destinati al mercato dei biocarburanti entrano in diretta competizione con quelli destinati al consumo alimentare. L’Italia è uno dei principali produttori di biocarburanti con circa il 3% del totale dei combustibili per autotrazione, percentuale destinata ad aumentare. Per raggiungere gli obiettivi europei, nel solo settore trasporti, l’Italia necessiterebbe di 2,2 milioni di ettari di superficie agricola (pressappoco equivalente alla Toscana), contro un potenziale di soli 0,6 milioni di ettari. Ciò significa che difficilmente si potranno produrre biocarburanti senza un massiccio ricorso alle importazioni, il che minaccia di annullare qualsiasi vantaggio ambientale, anche a causa delle emissioni connesse al trasporto dei prodotti agricoli dai luoghi di produzione a quelli di trasformazione. Questo vale anche per il resto d’Europa, dove – nella migliore delle ipotesi – si può stimare una copertura al 2010 del 50-55% (9 milioni di ettari sui 17 milioni necessari). Per far fronte alle problematiche derivanti dalla produzione di biocarburanti, ActionAid raccomanda:  *   alle Nazioni Unite di istituire una Commissione di controllo per esaminare l’impatto degli investimenti nel settore dei biocarburanti sulla sicurezza alimentare; all’Italia – come a tutti i paesi industrializzati – chiede di adottare una moratoria sull’ulteriore espansione della produzione di biocarburanti e la cessazione di qualsiasi sovvenzione pubblica volta a favorirne la produzione e, in ultimo, una politica che preveda la riduzione della domanda di energia interna, impegnandosi a diversificare le proprie fonti di approvvigionamento energetico. http://www.actionaid.it/

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Biocarburanti ed emissioni Co2

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2010

I biocarburanti non rappresentano una reale alternativa ai carburanti fossili. Il loro reale impatto in termini di emissioni è infatti complesso e vi sono forti rischi di sottostimare il loro reale effetto sull’ambiente”, questo il commento di Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid, al decreto firmato dal Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola e altri ministri, per aumentare fin da quest’anno la quota minima di biocarburanti da miscelare nei carburanti utilizzati nel settore dei trasporti.  Nel corso del 2009 – spiega ActionAid – le aziende italiane hanno prodotto e immesso sul mercato circa 1400mila tonnellate di biodiesel, prodotto prevalentemente con materia prima di importazione poiché il nostro paese possiede limitate superfici da destinare a questa coltivazione. Ciò significa che difficilmente si potranno produrre biocarburanti senza un massiccio ricorso alle importazioni, il che minaccia di annullare qualsiasi vantaggio ambientale se si pensa alle sole emissioni connesse al trasporto dei prodotti agricoli dai luoghi di produzione a quelli di trasformazione. Queste circostanze rischiano di esacerbare uno degli aspetti maggiormente negativi della produzione di biocarburanti ovvero il fatto che essa, comportando un massiccio utilizzo della terra per consumi non alimentari, entra in diretta competizione con la produzione di cibo, il che a sua volta ha forti ripercussioni sui prezzi degli alimenti stessi, sull’accesso alla terra, all’acqua e al credito per le comunità locali dei paesi di produzione.

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Actionaid su G8 energia e bassa emissione

Posted by fidest press agency su martedì, 26 Maggio 2009

“Accogliamo con favore l’impegno dei Ministri dell’Energia del G8 per migliorare l’efficienza energetica e porre le basi per una piattaforma globale di tecnologie a bassa emissione, ma è necessaria una maggiore chiarezza su quali saranno queste tecnologie da utilizzare. Soluzioni energetiche come i biocarburanti di prima generazione infatti, non possono rappresentare la vera strada nella lotta contro i cambiamenti climatici e l’accesso all’energia nei Paesi in Via di Sviluppo”, dichiara Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid, a conclusione del G8 dei Ministri dell’Energia svoltosi a Roma. L’industria dei biocarburanti – spiega ActionAid – è ormai considerata la principale causa della crisi dei prezzi che si è recentemente abbattuta sui mercati dei prodotti agricoli su scala globale. La corsa al soddisfacimento di target di consumo sempre più ambiziosi sui biocarburanti, negli USA e in Europa, ha sostanzialmente e persistentemente alterato i mercati globali dei prodotti agricoli. I paesi membri del G8, ad eccezione di Russia e Giappone, hanno attualmente la maggiore capacità produttiva in questo settore. Per questo motivo Actionaid chiede a questi paesi un’immediata moratoria su un’eventuale ulteriore espansione dell’utilizzo di biocarburanti provenienti da produzioni agroindustriali monoculturali. “L’impegno dei paesi del G8 a finanziare i paesi in via di sviluppo per attuare politiche di adattamento ai cambiamenti climatici e risparmio energetico, deve essere addizionale rispetto agli impegni pregressi. Ricordiamo ad esempio che dei 182 miliardi di dollari complessivi che le istituzioni internazionali hanno stimato come necessari annualmente ai paesi in via di sviluppo per combattere efficacemente contro i cambiamenti climatici, solo 26 milioni di dollari sono stati ad oggi spesi nell’ambito i programmi di aiuto multilaterale”, conclude De Ponte.

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I piccoli agricoltori del Sud e del Nord del mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2009

“Apprezziamo il fatto che le dichiarazioni del ministro Zaia prendano in considerazione i risvolti critici che la produzione delle bioenergie ha sulla sicurezza alimentare mondiale, ma siamo preoccupati nel percepire da parte dei Ministri riuniti ancora poca chiarezza sull’indirizzo che dovrà prendere la “rivoluzione energetica che partirà dai campi”, questa la dichiarazione di Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid nel secondo giorno di meeting dei Ministri dell’Agricoltura del G8. Molti paesi sviluppati – spiega ActionAid – hanno posto obiettivi ambiziosi per il consumo di biocarburanti, ma tali obiettivi non sono stati accompagnati dalla dovuta cautela sulle possibili conseguenze di questa nuova domanda di beni agricoli sui prezzi degli alimenti, sull’ambiente e le economie locali. La conseguenza del boom dei biocarburanti è che ad oggi 1,7 miliardi di persone che non hanno accesso sicuro al cibo si trovano oggi a competere con 650 milioni di automobili. “E’ giunto il momento”, prosegue De Ponte, “di porre fine alla corsa alla produzione di biocarburanti, di valutare bene le conseguenze e di ascoltare la voce di agricoltori e consumatori che vogliono comunicare le proprie esigenze in termini di alimenti e produzione di carburanti. Ci auguriamo”, conclude De Ponte, “che tutte queste istanze trovino la giusta definizione nel documento finale che i Ministri dell’Agricoltura del G8 produrranno domani”.

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Nucleare e fonti rinnovabili, un convegno alla Sapienza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2009

Roma 2 aprile, ore 9.30, presso la Saletta del Chiostro della Facoltà di Ingegneria in Via Eudossiana, si terrà un convegno sull’energia nucleare e le fonti rinnovabili con:On.Fabio RAMPELLI (Pdl), Maurizio CUMO (SOGIN), Vincenzo NASO (La Sapienza), Vito PIGNATELLI (ENEA). Il convegno vedrà la partecipazione di esponenti del mondo accademico, della politica e di esperti del settore energetico: Maurizio CUMO, ordinario di Impianti nucleari presso l’Università La Sapienza e presidente della SOGIN; Vincenzo NASO, ordinario di Sistemi energetici presso l’Università La Sapienza, direttore del CIRPS e presidente nazionale ISES; Vito PIGNATELLI, responsabile del Dipartimento biocarburanti ENEA; On. Fabio RAMPELLI, deputato Pdl e membro della Commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera. Il dibattito sarà introdotto da Salvatore TRIPODI, rappresentante degli studenti. Il moderatore del dibattito sarà invece Filippo D?AMBROSIO, rappresentante degli studenti.

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Convegno su energia e sostenibilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2009

Camerino (Mc) 18 marzo ore 9,30 Palazzo ducale – Piazza Cavour 62032 La giornata, che si terrà a Camerino presso la Sala degli Stemmi si aprirà con i saluti delle autorità e proseguirà con gli interventi del prof. Vincenzo Balzani dell’Università di Bologna sul tema “Energia per l’astronave Terra”, dell’ing. Mirco Anconetani di Tours in Francia su “Energia nucleare: situazione attuale e prospettive”, dell’ing. Dario Giordano della M&G Finanziaria di Tortona che parlerà di “biocarburanti: una opportunità sostenibile per l’agricoltura e l’industria italiana”.  A seguire si terrà poi una tavola rotonda coordinata dal prof. Roberto Marassi del Dipartimento di Scienze Chimiche di Unicam, alla quale parteciperanno Rosaria Ercoli della Eurosuole di Civitanova Marche, Stefano Leoperdi della Renergies Italia di Urbisaglia e Federico Vitali della FAAM di Monterubbiano, importanti aziende del territorio che collaborano strettamente con Unicam.  A conclusione della giornata alle ore 15.00 si terrà la cerimonia di consegna degli attestati ai docenti che hanno frequentato il corso “Energie”.

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