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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘biologia’

Come funziona il nostro cervello

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 ottobre 2017

cervelloNon è più un mistero grazie alle nuove metodologie di imaging molecolare. È una delle nuove frontiere della biochimica clinica di cui si parla nel corso dei lavori del 49° Congresso Nazionale della SIBioC (Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica) in corso al Palazzo dei Congressi a Firenze, che parte dalla possibilità di vedere il nostro cervello mentre ‘lavora’. “Attraverso sofisticate tecniche siamo ormai in grado di analizzare il funzionamento di ogni organo del corpo umano nella sua interezza – spiega il Presidente della Società Scientifica prof. Marcello Ciaccio – non più basandoci solo su singole matrici biologiche come sangue, urina, tessuti, cellule. La Medicina di Laboratorio si è enormemente evoluta e può contare su strumentazioni di imaging molecolare che rendono possibile monitorare l’organismo nella sua interezza per consentire diagnosi sempre più mirate e verificare l’efficacia delle molecole utilizzate per la terapia. Si tratta di una vera rivoluzione perché il medico di laboratorio è ora in condizioni di studiare l’intero organismo umano e non solo parti di esso, non in vitro ma in vivo”.
“Questo è molto importante specialmente nello studio del sistema nervoso centrale – continua il prof. Ciaccio – siamo in grado di osservare il metabolismo cerebrale in condizioni di normalità e patologia, permettendo di fare una corretta diagnosi differenziale, impossibile con gli strumenti della sola clinica. Ad esempio, si sono fatti enormi passi in avanti nella possibilità di eseguire diagnosi differenziali di forme patologiche come le demenze, la malattia di Parkinson e altri disturbi neurodegenerativi. Oggi con le tecniche di imaging molecolare possiamo distinguere se un paziente è affetto da demenza vascolare o altre forme di deficit cognitivi. Così come è possibile diagnosticare se un paziente è affetto da malattia di Parkinson o da una sindrome parkinsoniana perché, pur provocando sintomi similari, hanno però cause diverse. “Per capire l’origine della malattia utilizziamo oggi la Spettroscopia in risonanza magnetica, metodologia atraumatica, atossica, che non prevede radiazioni, che ci consente di fare una diagnosi e successivamente di monitorare le molecole e di vedere se e come funzionano, eventualmente modificando le dosi o il tipo di farmaco per ottenere la migliore risposta terapeutica possibile. Il nostro paese è all’avanguardia con la biochimica in vivo e non su matrici biologiche e questo approccio si applica per studiare patologie dei muscoli, della prostata, del fegato. Analogo discorso vale per la Farmacogenomica che permette di realizzare la Medicina di Precisione: in una sessione moderata dal genetista prof. Dallapiccola e dal biochimico clinico prof. Salvatore vengono presentate al congresso evidenze e prospettive in oncologia, psichiatria, cardiologia. Con le nuove tecniche di biochimica clinica possiamo oggi prevedere se un ciclo di chemioterapia funzionerà o no in quel particolare paziente, evitando trattamenti inutili”.

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La caccia all’Alzheimer riparte dai batteri dell’intestino

Posted by fidest press agency su sabato, 30 settembre 2017

alzheimer-cervelloAnche la recente Giornata Mondiale ha confermato che le nostre armi contro l’Alzheimer sono limitate, ma la “caccia” non si arresta e recentemente Annamaria Cattaneo, responsabile del Laboratorio di Psichiatria Biologica dell’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, ha ricevuto un finanziamento dall’americana Alzheimer Association, che è la più grande associazione no-profit in questo campo, per studiare il ruolo dei batteri dell’intestino. Il progetto dalla durata di 2 anni vedrà il coinvolgimento di diversi ricercatori del laboratorio e di clinici dell’Istituto.
La microflora presente nel nostro intestino, più propriamente detta “microbiota intestinale”, influenza le funzioni del nostro cervello secondo un complesso insieme di meccanismi e coinvolgendo diversi organi: «Nel progetto vogliamo capire se la presenza e l’abbondanza di certi batteri nell’intestino possa influenzare anche il sistema immunitario nei pazienti affetti da malattia di Alzheimer e possa anche contribuire allo sviluppo della malattia. Vogliamo anche capire se certi batteri o alcune loro componenti possano arrivare nel cervello e scatenare la malattia – spiega Cattaneo -. Se confermata, la nostra ipotesi permetterebbe di aprire nuove strade per la diagnosi e la terapia. Infatti sarebbe possibile monitorare l’equilibrio della flora intestinale per diagnosticare l’insorgenza della malattia sin dai primi stadi e pensare di somministrare trattamenti probiotici per correggere il disequilibrio intestinale e rallentare o fermare la progressione dell’Alzheimer».

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«La biologia e l’invenzione delle ‘razze’», lecture di Guido Barbujani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 giugno 2017

parma universitàParma Mercoledì 14 giugno alle ore 16.30, nell’Aula dei Filosofi del Palazzo Centrale dell’Ateneo (Via Università 12), la lecture sarà tenuta da Guido Barbujani, ordinario di Genetica e di Scienze della Vita e Biotecnologie all’Università di Ferrara. S’intitola La biologia e l’invenzione delle “razze” l’ultimo incontro del ciclo “Bioetica/Scenari”, la serie di Letture Magistrali curate e organizzate dal Centro Universitario di Bioetica dell’Università di Parma diretto dal prof. Antonio D’Aloia.
Dopo i saluti del Pro Rettore vicario Giovanni Franceschini, la lecture di Guido Barbujani sarà introdotta dal prof. Antonio D’Aloia, Direttore del Centro Universitario di Bioetica, e dal prof. Francesco Nonnis Marzano, docente di Biologia animale al Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Ateneo.
Il prof. Barbujani è uno dei massimi esperti di Genetica a livello mondiale. Già presidente dell’Associazione Genetica Italiana, vanta la partecipazione ad alcune tra le più prestigiose associazioni e organizzazioni del settore (Society for the Study of Evolution; European Society of Evolutionary Biology, American Association of Anthropological Genetics, Society for Molecular Biology and Evolution, Human Genome Organisation). Oltre a essere l’autore di quasi 200 pubblicazioni scientifiche, Guido Barbujani è anche un brillantissimo divulgatore. Gli africani siamo noi: alle origini dell’uomo (Laterza, 2016), Il gene riluttante: diamo troppe responsabilità al DNA? (con Lisa Vozza, Zanichelli, 2016), Sono razzista, ma sto cercando di smettere (con Pietro Cheli, Laterza, 2008), Europei senza se e senza ma. Storie di neandertaliani e di immigrati (Bompiani, 2008), L’invenzione delle razze. Capire la biodiversità umana (Bompiani, 2006) sono solo alcune delle opere nelle quali ha messo in chiaro, tra l’altro, la radicale infondatezza scientifica del concetto di “razza”, con le conseguenti ricadute che a livello di discussione pubblica (politica e culturale, ma non solo) bisognerebbe trarne. Il ciclo di letture magistrali “Bioetica/ Scenari”, articolato in 5 incontri, ha affrontato alcune tematiche di frontiera nell’ambito dell’attuale riflessione bioetica: in alcuni casi scenari ancora incompiuti, ma per i quali, tuttavia, non è nemmeno più corretto parlare solo di futuro. Tra gli ospiti alcuni dei massimi esperti a livello scientifico nelle rispettive materie o figure che ricoprono ruoli di elevata responsabilità sul piano sociale ed economico, con attività di forte impatto sui temi dello sviluppo scientifico e tecnologico e dei suoi effetti sulle comunità e sullo sviluppo sociale.

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Laurea honoris causa in Biologia al professore Maurizio Brunori

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

Maurizio BrunoriMaurizio Brunori2Roma Ieri nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università Roma Tre, si è svolta la cerimonia per il conferimento della laurea honoris causa in Biologia per la ricerca molecolare, cellulare e fisiopatologica al professore Maurizio Brunori. Il professor Brunori ha svolto ricerche fondamentali di rilevanza mondiale relative alla struttura, alla funzione e all’evoluzione delle proteine, con particolare riguardo alle metalloproteine coinvolte nel trasporto e nell’attivazione dell’ossigeno molecolare, nel trasferimento di elettroni e nella trasduzione dell’energia. Inoltre, ha rappresentato un riconosciuto riferimento internazionale per lo studio della dinamica strutturale di proteine. Particolarmente rilevante è stato anche il suo contributo al chiarimento delle basi molecolari della patogenesi delle malattie neurodegenerative. Infine, di particolare pregio è stato anche il suo apporto nello sviluppo delle metodologie di cinetica rapida e di spettroscopia delle macromolecole.«L’impegno e la ricerca del prof. Brunori si è svolta in un campo molto ampio e di grande rilievo è stata la sua produzione scientifica in un ambito estremamente importante, quello che si potrebbe chiamare “Scienze della Salute”», ha dichiarato il rettore, Mario Panizza, nella sua allocuzione.Il professor Brunori ha quindi tenuto la sua lectio magistralis dal titolo “Malattie neurodegenerative ed invecchiamento della popolazione”, preceduta dalla laudatio di Giovanni Antonini, professore ordinario di Biologia Molecolare del Dipartimento di Scienze di Roma Tre. A seguire, si è svolto il simposio Proteins, the Molecular Machines of Life al quale hanno partecipato relatori di fama internazionale. (foto: Maurizio Brunori)

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La biologia al servizio della pelle

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2011

Milano, 15 febbraio 2011, ore 11.30 – Palazzo Giureconsulti (sala Donzelli) Quali sono le nuove frontiere nella lotta all’invecchiamento cutaneo? Cosa possiamo aspettarci dalla ricerca scientifica per contrastarlo? I prodotti anti-age saranno ancora all’altezza delle aspettative di donne, e sempre più uomini? Ne parleremo insieme agli esperti, in occasione della presentazione di una vera innovazione messa a punto dai Laboratori Dermatologici BIODERMA in collaborazione con i ricercatori dell’INSERM (Institut National de la Santé et de la Recherche Médicale) francese.
Un siero approvato in Europa come dispositivo medico – non un semplice cosmetico – in grado di riattivare i processi di rigenerazione delle cellule del derma.
Saranno presenti:
•    Isa Cecchini, Direttore Dipartimento Ricerche Salute, GFK Eurisko
•    Antonino Di Pietro, Dermatologo e Presidente dell’ISPLAD
•    Luigi Rigano, Cosmetologo e Docente presso le Facoltà di Farmacia delle Università di Milano e Ferrara
•    Eric Jourdan, Direttore Scientifico e della Ricerca Bioderma
Modererà l’incontro Alessandro Cecchi Paone.

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A Genova il Congresso MNE 2010

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2010

Genova Centro Congressi del Porto Antico dal 19 al 22 settembre 700 esperti da tutto il mondo si riuniscono per parlare di nanotecnologia e nanoingegneria.  Tra relazioni di elevatissimo livello, un premio alla più fantasiosa ‘immagine nano’ catturata con il microscopio.
Un programma che tratterà argomenti di frontiera quali la micro e nano litografia (ovvero le tecniche di fabbricazione di strutture su scala nanometrica e nanodispositivi da integrare in circuiti semiconduttori), l’utilizzo delle nanotecnologie nell’ambito della biologia e delle life science, e i più recenti traguardi nella fabbricazione di MEMS e NEMS, cioè sistemi miniaturizzati che integrano funzionalità elettriche e meccaniche su scala ‘micro’ e ‘nano’.
La Conferenza è  organizzata con il supporto scientifico di IIT – Istituto Italiano di Tecnologia, dell’Istituto Nanoscienze del CNR (National Nanotechnology Laboratory – Lecce) e dell’Università del Salento. La  segreteria scientifica è stata interamente curata dalla squadra genovese del CNR Ufficio PSC (Promozione e Sviluppo di Collaborazioni), mentre tra i partner figurano soggetti nazionali quali FAST – Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche, Monte dei Paschi di Siena, Nanotec IT, TTSeed e Veneto Nanotech.
L’ultima edizione di MNE organizzata in Italia ebbe luogo nel 1999 a Roma; se l’organizzazione dell’evento viene assegnata al nostro Paese mediamente ogni dieci anni, relativamente a questa  ultima edizione non è casuale la scelta del capoluogo ligure: oltre all’indiscutibile bellezza e funzionalità del Centro Congressi dei Magazzini del Cotone –che spesso ospita  eventi di rilievo internazionale- qui hanno sede l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), numerosi Istituti del CNR e l’Ufficio Promozione Sviluppo e Collaborazioni del CNR, una struttura che opera a supporto della rete scientifica  per l’outreach, la diffusione e la valorizzazione delle conoscenze e dei risultati della ricerca (che tra l’altro supporta annualmente l’organizzazione del Festival della Scienza), con particolari e qualificate competenze nell’organizzazione di congressi ed eventi:  per MNE 2010 ha curato l’intero processo di organizzazione logistica e accomodations, registrazioni e accoglienza.

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Premio internazionale a Rita Levi Montalcini

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2009

rita levi montalciniPavia 30 settembre-1 ottobre 2009 Palazzo Botta-Università di Pavia La premiazione il 30 settembre,  in occasione del Simposio internazionale di Pavia “Camillo Golgi and Modern Neuroscience”, alla presenza dei maggiori neuro scienziati del mondo. Camillo Golgi e Santiago Ramón y Cajal, entrambi vincitori nel 1906 del Nobel per la Medicina, sono  stati protagonisti, tra fine 1800 e inizi 1900, della rivoluzione anatomica che ha dato origine alle neuroscienze contemporanee. Golgi fu autore di un’invenzione fondamentale, la “reazione nera”, che diventò lo strumento principale per chiarire la struttura del sistema nervoso centrale, Cajal fu colui che fece assumere agli studi neurobiologici di fine Ottocento la fisionomia più moderna.  Questi due giganti della biologia furono anche a lungo impegnati in un’accesa polemica sul funzionamento del cervello che li vide contrapposti su posizioni opposte.  Nel 1889 Cajal venne a Pavia per rendere omaggio a Camillo Golgi, ma non lo trovò: a quell’incontro mancato si ricollega oggi il Cajal Club – organizzazione internazionale di Neuroscienziati nata nel 1947– che riunisce all’Università di Pavia, dal 29 settembre al 1 ottobre il simposio internazionale sul tema “Camillo Golgi and Modern Neuroscience”. Un omaggio postumo e un riconoscimento dell’importanza delle scoperte di Golgi, ma anche un’occasione per riflettere sulle prospettive delle neuroscienze del XXI secolo. Sede del Convegno è palazzo Botta, dove si trovavano i laboratori, l’aula storica e lo studio di Camillo Golgi.Organizzato da Gordon Shepherd, Marina Bentivoglio e Paolo Mazzarello, il convegno del Cajal Club fa seguito alle celebrazioni internazionali per i cento anni del Nobel a Golgi e Cajal: oltre a rendere omaggio alle fondamentali scoperte del metodo e dell’apparato di Golgi, intende far emergere il pieno contributo dei due scienziati alla nascita e allo sviluppo delle moderne Neuroscienze. Un contributo che sarà celebrato il 30 settembre (ore 14,30) con la consegna al Nobel Rita Levi Montalcini del Wendell Krieg Lifetime Achievement Award e con la presenza dei maggiori scienziati provenienti dai laboratori di neuroscienze di tutto il mondo. Cinque i temi del simposio internazionale che proseguirà anche il 1 ottobre: Neuron types (sessione presieduta da E.G. Jones and J. Meldolesi),  Mental disorders and neuronal networks (presieduta da G. Berlucchi, laurea h.c. dell’Università di Pavia), Cellular methods and physiological correlations (presieduta da T. Pozzan), Neuron-glia interactions (presieduta da G. Shepherd, laurea h.c. dell’Università di Pavia) e Unity of function (presieduta da M. Piccolino). Tra gli scienziati presenti: Huda Akil, Michael Bennett, Marina Bentivoglio, Michael Brecht, Barry Connors, Egidio D’Angelo, Javier DeFelipe, Winfried Denk, Tamas Freund, Fritjof Helmchen, Takao Hensch, Tomas Hokfelt, Harvey Karten, Michela Matteoli, Paolo Mazzarello, Enrico Mugnaini, Elio Raviola, Marco Sassoe-Pognetto, Alex Thomson, Alexej Verkhratsky. www.ritalevimontalcini.org

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