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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘biologica’

Zootecnia biologica

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2021

L’incontro internazionale di pre-Summit promosso dalle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari che si sta svolgendo a Roma in questi giorni, sta coinvolgendo governi, organizzazioni intergovernative, comunità scientifica, organizzazioni di sviluppo ambientale e settore privato in un confronto sui temi dell’agricoltura sostenibile e della sicurezza alimentare. Uno dei maggiori obiettivi è infatti riuscire a trovare soluzioni per creare processi economici circolari che favoriscano una transizione del sistema alimentare, che garantisca equa alimentazione per tutti e benessere del Pianeta. Il WWF partecipa al pre-Summit promuovendo i temi dell’agroecologia, come pratica che contribuisce a regimi alimentari sani, diversificati, stagionali e culturalmente appropriati. Nell’ambito della sua campagna Food4Future, oggi il WWF rinnova il suo impegno nella promozione dell’agroecologia con un nuovo approfondimento incentrato sulla zootecnia biologica e chiede a istituzioni e consumatori rinnovata sensibilità per la promozione di sistemi alimentari più responsabili.L’agroecologia è la scienza che applica i concetti e i principi dell’ecologia per progettare e gestire sistemi agro-alimentari sostenibili. È nel contempo una disciplina scientifica, un movimento, un insieme di pratiche che guarda all’intero sistema alimentare, per raggiungere obiettivi di produttività, stabilità, sostenibilità per costruire nuove relazioni ed equilibri tra risorse naturali disponibili, agricoltura ed esigenze della società. Per il WWF nell’approccio agroecologico per una agricoltura sostenibile è importante il ruolo della zootecnia, all’interno di ogni singola azienda agricola o di un comprensorio territoriale locale, per favorire la vitalità del suolo e la presenza di sostanza organica e incrementare il livello di biodiversità nei sistemi agricoli.Negli ultimi anni è sempre più evidente l’emergere di sensibilità nuove, che tendono a premiare aspetti quali l’origine della materia prima o i metodi di produzione maggiormente rispettosi dell’ambiente e del benessere degli animali, temi sempre più determinanti nelle scelte di acquisto e consumo. Esiste una fascia di consumatori che non vuole rinunciare alla carne ma è consapevole degli impatti ambientali della zootecnia intensiva e attenta al benessere degli animali. La zootecnia biologica è oggi il modello di allevamento più vicino ai principi generali dell’agroecologia e soddisfa anche motivazioni etiche e sociali. É incentrata sulla tracciabilità e trasparenza garantita in tutto il ciclo produttivo, dalla produzione, alla preparazione fino al trasporto e alla commercializzazione, la valorizzazione e conservazione delle tipicità, naturali, storiche e sociali dei territori. Ultimo aspetto da non trascurare è quello della sostenibilità economica: il riconoscimento del giusto prezzo da parte dei consumatori per i prodotti di una zootecnia sostenibile è fondamentale.In quest’ottica sono indispensabili adeguate politiche di incentivo alla produzione a al consumo attraverso un sostegno fiscale ai prodotti biologici. È inoltre necessaria una comunicazione chiara e trasparente in etichetta affinché i consumatori possano conoscere il metodo di allevamento utilizzato e il livello di benessere animale.Il Ministro dell’agricoltura francese, H.E. Julien Denormandie, ha lanciato ieri dal pre Summit la proposta di una grande coalizione per la promozione dell’agroecologia, il WWF Italia auspica che il Ministro dell’agricoltura dell’Italia, Stefano Patuanelli, accolga la proposta francese aderendo subito alla coalizione internazionale ed avvii anche nel nostro Paese un Piano di azione specifico per l’agroecologia che affronti anche il tema della transizione ecologica della zootecnia.

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L’agricoltura biologica è in grado di soddisfare il fabbisogno alimentare europeo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2021

Lo fa abbattendo al tempo stesso le emissioni di gas serra e l’inquinamento idrico – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. La diffusa convinzione che solo l’agricoltura intensiva e il massiccio impiego di pesticidi possano garantire cibo per tutti è messa in seria discussione da uno studio del National Center for Scientific Research (Cnrs), realizzato in collaborazione con tre università europee, il Joint research centre (Jrc) e l’Ispra.Secondi i ricercatori è concretamente possibile rimodellare l’agroalimentare europeo adottando pratiche sostenibili, un obiettivo da molti considerato ancora troppo ambizioso – continua Tiso. Tra i passaggi fondamentali per realizzare questa trasformazione ci sono la riduzione degli allevamenti intensivi, la rotazione delle colture e un ritorno al giusto rapporto tra animali e campi. L’agricoltura biologica potrebbe in questo modo sfamare l’intera Europa nel 2050, che per quella data dovrebbe arrivare a contare 600 milioni di abitanti. Per riconvertire l’agricoltura europea serve insomma una trasformazione radicale, ma si tratta di uno sforzo che verrebbe ripagato con gli interessi.Mentre a livello nazionale non mancano gli interventi positivi, come i cinque milioni stanziati in questi giorni per il settore apistico e del miele, a livello europeo la discussione rimane centrata su traguardi minimi. Il 19 luglio i ministri dell’Agricoltura si riuniranno per approvare le conclusioni del Consiglio sul piano d’azione Ue per l’agricoltura biologica. Si tratta dello strumento che dovrebbe tradurre in realtà l’obiettivo della strategia ‘Farm to fork”: destinare almeno il 25% dei terreni dell’Ue al biologico entro il 2030. Una quota insufficiente a innescare una vera riconversione del settore primario, che un’Europa ancora esitante ha di fatto rinviato a data da definirsi.

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Finalmente approvata dal Senato la Legge italiana sull’agricoltura biologica!

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 Maggio 2021

Dopo anni d’attesa, è stata approvata oggi in via definitiva dal Senato la Legge italiana sull’agricoltura biologica. FederBio esprime grande soddisfazione per la recente approvazione del Disegno di legge n. 988 “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico “ e ringrazia i gruppi politici che hanno espresso con convinzione il loro voto favorevole raggiungendo l’unanimità. Il testo dovrà ora essere sottoposto all’ultimo passaggio definitivo presso la Camera dei Deputati. La legge sul biologico è uno strumento normativo fondamentale per supportare la transizione agroecologica e permettere di allineare l’Italia agli obiettivi ambiziosi del Green Deal europeo e delle strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030, che puntano a triplicare la superficie coltivata a biologico e a ridurre del 50% l’uso di pesticidi e antibiotici e del 20% quello dei fertilizzanti entro il 2030.La legge n. 988 introduce elementi particolarmente significativi a sostegno del biologico. Tra questi, la possibilità di registrare il marchio biologico “Made in Italy”, di istituire distretti biologici che consentano di sviluppare l’agricoltura e l’economia dei territori rurali e di adottare un Piano nazionale per sostenere lo sviluppo del biologico italiano come metodo avanzato dell’approccio agroecologico. FederBio giudica estremamente positiva anche la delega al Governo per la revisione e razionalizzazione della normativa sui controlli, che rafforza il sistema delle verifiche all’insegna di una maggiore trasparenza grazie anche all’impiego di piattaforme digitali e alla semplificazione delle norme. Con una superficie agricola utilizzata del 15,8%, contro una media europea del 7,8%, il biologico è l’elemento di punta del sistema agroalimentare italiano. Negli ultimi 10 anni ha fatto registrare trend di crescita a doppia cifra: le superfici bio in Italia, circa 2 milioni di ettari, sono aumentate del 79%, mentre le aziende bio, che attualmente sono oltre 80.000, del 69%. Inoltre, nel 2020 il mercato del biologico ha raggiunto i 6,9 miliardi di euro, di cui 4,3 miliardi relativi al mercato interno con un incremento del +142% dal 2010. Questi dati confermano una trasformazione del modo di produrre e consumare cibo, che la pandemia ha ulteriormente accentuato mettendo ancora di più in evidenza la stretta connessione tra la salute dell’uomo e quella del pianeta.“Siamo particolarmente soddisfatti per l’approvazione in Senato della legge sull’agricoltura biologica, che stavamo aspettando da oltre 15 anni. Si sblocca finalmente una norma attesissima da tutto il mondo del biologico e dai cittadini, la cui domanda di un cibo sano, prodotto nel rispetto dell’ambiente, è cresciuta sensibilmente negli ultimi anni. Adesso occorre che la Camera approvi in via definitiva il provvedimento in tempi rapidi, per riuscire così a cogliere tutte le opportunità di questa fase di cambiamento strategico per i sistemi agricoli e alimentari nel nostro Paese e in tutta Europa. Infatti, nonostante questa legge sia rimasta ferma così a lungo, arriva proprio nel momento giusto: a distanza di poco tempo dall’adozione del Piano d’azione europeo per il biologico, redatto in attuazione della Strategia Farm to Fork, e all’avvio del percorso di stesura del Piano Strategico Nazionale della PAC. Il Piano Strategico italiano deve puntare su obiettivi ambiziosi di crescita del biologico e attivare tutti gli strumenti necessari per raggiungerli, sia in termini di aumento della produzione agricola che in termini di crescita della domanda di prodotti bio da parte dei cittadini, per favorire l’incremento della produzione e dei consumi. Proprio in una fase decisiva per il biologico come quella attuale, l’approvazione della legge può costituire la spinta giusta affinché il Governo metta a punto un Piano d’azione nazionale per il biologico, come indicato anche dal Piano d’azione europeo, attraverso un percorso partecipato con tutte le associazioni del settore bio, quelle agricole e l’insieme dei portatori di interesse che sono stati indicati anche nel tavolo di lavoro previsto nella legge. Per il nostro Paese il biologico rappresenta un’opportunità strategica per contribuire alla transizione ecologica, alla valorizzazione del territorio rurale e a creare spazi innovativi per giovani e donne che vogliano lavorare in agricoltura”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio. FederBio (feder.bio) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito dei tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio. La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica dell’applicazione degli standard comuni.

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L’agricoltura biologica è fondamentale

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2021

Per permettere al Green Deal di diventare realtà. La ripartizione dei fondi del Recovery Plan sarà quindi una vera cartina di tornasole per capire se il Governo intende puntare su un nuovo sistema di produzione sostenibile – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente di Confeuro. Con la convocazione del Tavolo di Partenariato sul Piano Strategico nazionale (PSN) che definirà il futuro della politica agricola, il confronto è entrato finalmente nel vivo. Ci aspettano settimane decisive.Il biologico è uno dei settori che meglio incarna la capacità di ripresa e resilienza che il Governo ha messo al centro del rilancio del Paese – continua Tiso. Ignorarlo o relegarlo in un angolo, al momento di decidere la destinazione delle risorse europee, sarebbe un grave errore strategico. Da più parti sono state avanzate richieste per realizzare una transizione graduale. Se agevolare la trasformazione, accompagnando le aziende, è certamente una scelta ragionevole, è altrettanto importante non rimandare gli investimenti necessari oggi per produrre effetti nel medio e lungo periodo. I numeri dimostrano che il settore è in salute. Dal 2010, in Italia, il numero degli operatori è cresciuto del 69%, mentre gli ettari di superficie biologica coltivata sono aumentati del 79%, arrivando a sfiorare i 2 milioni nel 2019. Nonostante la congiuntura sfavorevole, insomma, l’agricoltura sostenibile continua a crescere. E’ il momento che la politica riconosca la sua forza e ne faccia uno dei pilastri della ripartenza.

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Anziani tra l’età anagrafica e quella biologica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 dicembre 2020

La popolazione anziana è eterogenea, complessa, affetta da comorbidità e con un declino funzionale dei vari organi (fegato, rene, cuore, riserva midollare). L’età anagrafica di un paziente anziano non rappresenta un corretto indicatore dello stato funzionale, perché è solo attraverso una valutazione dell’età biologica che possiamo definire lo stato generale di salute e ci dobbiamo riferire per percorso terapeutico. Per valutare il migliore approccio terapeutico nei soggetti con tumore al colon retto metastatico diventa fondamentale una Valutazione Geriatrica Multidimensionale (VGM), grazie alla quale, in base ai punteggi rilevati, si può distinguere le tre categorie di pazienti anziani (fit, vulnerabile e frail) molto diverse tra loro. La valutazione avviene attraverso un questionario di 8 domande (G8, Geriatric 8) attraverso le quali è possibile avere dettagli sullo stato funzionale, cognitivo e nutrizionale del paziente, a cui far seguire un’eventuale valutazione geriatrica completa. L’insieme di questi dati permette di comprendere per quale piano terapeutico è eleggibile il paziente anziano senza vincoli legati all’età anagrafica.Prof. Leo, esistono evidenze scientifiche che confermano il livello di efficacia di trattamenti innovativi su pazienti anziani con il tumore con retto metastatico? Recentemente il trattamento del tumore al colon retto nell’anziano è stato argomento di uno studio condotto su 183 pazienti over 70 provenienti da 53 oncologie di tutto il territorio nazionale.Questo studio sottolinea come e quanto sia possibile trattare in modo ottimale il paziente anche se anziano e fragile, purché vi sia una presa in carico dedicata, un’accurata diagnosi molecolare e un corretto adeguamento dei dosaggi. È importante promuovere questo tipo di studi randomizzati prospettici in cui vengano inclusi test che ci aiutano a definire l’età biologica del paziente. Esistono pochi studi condotti sulla popolazione anziana con tumore perché è poco rappresentativa (circa il 20%) e per questo motivo i risultati di efficacia e tollerabilità derivano spesso solo da analisi di sottogruppo.

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Lotta biologica a basso impatto ambientale alla Popillia japonica

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2020

Questi gli obiettivi che il CREA, con il suo centro di Difesa e Certificazione, è chiamato a centrare nell’ambito del progetto “IPM Popillia” per il contrasto del coleottero giapponese, una specie aliena che dal 2014 ha invaso il nord Italia, infestando ad oggi un’area pari a 7500 km2. Ogni anno si stima un avanzamento del fronte di infestazione di diversi km, data la buona capacità di volo dell’insetto, con consistenti danni per l’agricoltura. Nel 2019 è stato, inoltre, inserito dalla Commissione Europea nella lista degli organismi dannosi prioritari. Ed è proprio sulle più efficaci modalità di contrasto che si stanno confrontando in questi giorni esperti nazionali e internazionali, in occasione del primo Kick-off meeting di progetto, in corso dal 14-16 ottobre 2020 a Firenze. La Popillia japonica ha un’alta capacità infestante: può attaccare oltre 300 piante tra erbacee, arbustive ed arboree, spontanee (come alcune essenze forestali) o coltivate (es. alcune pomacee, drupacee, microfrutti, vite), colpendo sia le radici (preferibilmente di graminacee), sia la parte aerea (fiori, foglie e frutti), di cui si nutrono rispettivamente le larve e gli adulti. Le conseguenze sono devastanti con danni nei prati polifiti perenni (prati composti da più specie foraggere coltivate) in termini di perdita di produzione di fieno, nei campi da calcio e nei campi da golf. Inoltre, alla riduzione della fruttificazione e della qualità della frutta, si aggiunge una defogliazione reiterata sulla stessa pianta, in grado di provocare, a lungo andare, il deperimento della stessa pianta colpita, esponendola a rischi di ulteriori attacchi da parte di altri parassiti. Infine, sono stati riscontrati danni legati anche all’azione degli animali predatori delle larve di Popillia japonica, quali la rottura del cotico erboso nei prati polifiti perenni. Si tratta dello strato più in superficie, alimento per animali pascolanti, risorsa in grado di garantire la protezione del suolo e l’accumulo di sostanza organica fondamentale per la fertilità. Ancora oggi non è stato stimato l’ammontare dei danni in Europa, ma per gli Stati Uniti si stimano danni per 450 milioni di dollari all’anno. Nello specifico il CREA, oltre a stilare il vademecum con la profilassi fitosanitaria, si occuperà principalmente di lotta biologica ed a basso impatto ambientale attraverso l’impiego di nematodi (organismi vermiformi microscopici che penetrano all’interno dell’insetto, uccidendolo attraverso dei batteri) e funghi entomopatogeni (funghi che colonizzano e uccidere attraverso la produzione di micotossine) e di reti insetticide. Il progetto, recentemente finanziato dal programma europeo Horizon 2020 (per il bando New and emerging risk to plant health) vede la partecipazione di un consorzio di 13 partner europei, tra cui 4 italiani (CREA, Università di Siena, Settore Fitosanitario della Regione Piemonte, Vignaioli Piemontesi).

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Europa ed agricoltura biologica

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

Con la decisione di stanziare 40 milioni di euro per la promozione all’estero dei prodotti europei, Bruxelles lancia un chiaro segnale a cui i Governi sono chiamati a rispondere – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Positiva è anche la consultazione pubblica avviata dall’Unione europea per raccogliere osservazioni di cittadini, autorità nazionali e operatori sul piano d’azione per l’agricoltura biologica promosso dalla Commissione.Siamo felici che l’Europa investa nuove risorse per creare le condizioni necessarie per realizzare il Green New Deal. Le contraddizioni tuttavia non mancano, come dimostra il caso della normativa Ue sull’agricoltura biologica, rimandata al 2021 per il nodo irrisolto dei residui dei fitofarmaci che rischiano di penalizzare i Paesi più virtuosi come l’Italia. Nel nostro Paese, inoltre, la nuova legge sul bio è ferma da oltre due anni in attesa del voto del Senato. Occorre evitare ulteriori ritardi per dare maggiori certezze agli operatori della filiera – avverte Tiso.Più in generale, vorremmo che non si affermasse una visione riduzionista del biologico, che guardi soltanto ai limiti e ai vincoli necessari. Quello biologico è infatti un metodo di coltivazione che prevede un approccio completamente diverso all’agricoltura e abbraccia il nostro rapporto complessivo con l’ambiente circostante. In quest’ottica, vanno valutati attentamente anche possibili rischi e conseguenze di alcune tecnologie – come per esempio quelle legate agli organismi geneticamente modificati – spesso promosse come soluzioni a basso impatto ambientale, ma che modificano in modo sostanziale gli equilibri dell’ecosistema. I numeri del biologico in Italia aiutano a comprendere le grandi potenzialità del settore. Il nostro Paese ha visto negli ultimi dieci anni quasi raddoppiare le superfici coltivate con metodi sostenibili, con un aumento del 76% dal 2010. Nel complesso i terreni coltivati a biologico sfiorano i 2 milioni di ettari, equivalenti al 15,5% della superficie totale, mentre sono ben 79mila le aziende attive in questo settore che ha un valore stimato di oltre 4 miliardi l’anno. Sono numeri che indicano una chiara tendenza che i Governi hanno il compito di favorire facendo scelte lungimiranti.

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Cimice asiatica: di nuovo possibile anche in Italia interventi di Lotta Biologica Classica

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Dopo il parere favorevole del Ministero delle Politiche agricole e del Ministero della Salute la Conferenza Stato-Regioni-Province autonome ha approvato il Decreto del Ministero dell’Ambiente che finalmente rende di nuovo possibile anche in Italia interventi di Lotta Biologica Classica con antagonisti naturali di Insetti alieni che hanno devastato le colture italiane: un caso per tutti i danni per oltre 600 milioni di euro causati alla frutticoltura del nostro Paese dalla Cimice asiatica con tutte le ricadute ambientali determinate dal massiccio uso di pesticidi utilizzati dagli agricoltori nel disperato tentativo di fronteggiare questa vera e propria “INVASIONE BIOLOGICA”.Tra i nemici della Cimice asiatica assumono infatti particolare importanza nei territori di origine di questo Insetto antagonisti naturali capaci di ucciderne le uova, come la piccolissima “Vespa samurai”, non più grande di 2 millimetri e innocua per l’uomo. Nell’ottica di rendere possibile un vasto programma di Controllo Biologico della Cimice asiatica, il Centro di Ricerca CREA Difesa e Certificazione (CREA-DC) su incarico del Ministero delle Politiche Agricole, ha introdotto in Italia già nel 2018 in condizioni di quarantena proprio una popolazione della Vespa samurai, non solo per verificarne la potenzialità ma anche soprattutto per realizzare il non facile STUDIO di ANALISI DEL RISCHIO, indispensabile per valutarne il possibile impatto ambientale. Questo lavoro condotto con un anticipo di ben due anni permette oggi al settore agricolo del nostro Paese di essere pronto da subito per presentare la documentazione necessaria prevista dal nuovo Decreto senza perdere altro prezioso tempo che l’agricoltura italiana non ha.
Oggi diventa quindi possibile l’attuazione del Programma di Lotta Biologica alla Cimice asiatica preparato dal Tavolo Tecnico costituito dal Servizio Fitosanitario Centrale del Ministero delle Politiche Agricole insieme con il CREA, i Servizi Fitosanitari delle Regioni e Province Autonome e varie Università e Fondazioni scientifiche di eccellenza del nostro Paese.Il Programma di collaborazione Ministero, CREA, Servizi Fitosanitari Regionali, Enti Scientifici, che ci si augura possa a breve essere approvato prevede, senza nessun onere per gli agricoltori, la distribuzione della Vespa samurai su gran parte dei territori colpiti per avviare quel riequilibrio ecologico necessario per ridare fiato alla frutticoltura italiana.Così Pio Federico Roversi direttore del CREA Difesa e Certificazione in merito al provvedimento adottato.

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La svolta in “rosa” per l’ortofrutta biologica di Canova

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

Cesena. Canova la società specializzata in ortofrutta biologica del gruppo Apofruit ha vissuto, nell’ultimo anno, una straordinaria accelerazione raggiungendo i 100 milioni di fatturato. Una crescita dovuta, senza dubbio all’attenzione al biologico dei consumatori italiani ed europei ma anche alla capacità di produrre bio di alta qualità grazie al network di produttori distribuiti sull’intero territorio nazionale.La società, licenziataria esclusiva del marchio Almaverde Bio, interpreta, con la sua gamma, le esigenze dei consumatori, sempre alla ricerca di innovazione di prodotto, di salubrità e freschezza. Ed è in tale contesto che si colloca un’importante scelta dei vertici dell’azienda che ha portato, in un settore finora prettamente maschile, alla presenza, in forte incremento negli ultimi mesi, di tante figure femminili, in ruoli chiave per l’azienda.Sono ben sei le donne di Canova nell’ufficio commerciale dedicate sia al mercato interno sia a quello estero sia all’area programmazione. Sono tre donne su quattro dipendenti totali a lavorare nell’ufficio qualità; sono sei donne su otto dipendenti nell’ufficio amministrativo; sono ben dodici le donne in segreteria commerciale con un rapporto lavorativo a tempo determinato ma considerata area vivaio per i futuri passaggi di ruolo.Dal controllo qualità, all’ufficio commerciale Italia ed estero a tanti altri ruoli determinanti, sono principalmente le figure femminili a gestire le complesse attività di un’azienda che ha registrato incrementi a doppia cifra in termini di fatturato ma anche di volumi di ortofrutta prodotti con 40.000 tonnellate nel 2017 ed una gamma che ha superato le 120 referenze.L’attenzione al consumatore che tanto caratterizza l’offerta di Canova non potrà che crescere ulteriormente grazie ad una presenza femminile così importante.Una scelta decisamente all’avanguardia quella di Canova, se si considera che secondo una recente indagine del CSO Italy realizzata per l’Associazione Nazionale Donne dell’Ortofrutta, emerge che il 69% della forza lavoro nella filiera ortofrutta è femminile con punte del 79% tra i lavoratori stagionali. Le donne però sono principalmente impiegate nei magazzini e nelle fasi di lavorazione (83%) e solo lo 0,6% ha incarichi direzionali.La situazione sta cambiando grazie anche alle scelte di aziende come Canova che mostrano di credere al valore aggiunto femminile nell’ortofrutta di qualità.

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La Puglia biologica compie 20 anni

Posted by fidest press agency su sabato, 24 marzo 2012

Italiano: Puglia, i trulli

Italiano: Puglia, i trulli (Photo credit: Wikipedia)

Bari.“Settimana bio” dal 26 al 30 marzo 2012 Presso le Camere di Commercio pugliesi L’agricoltura biologica in Puglia compie 20 anni. Le prime aziende certificate bio sono state difatti riconosciute nel 1992. Per l’occasione Unioncamere Puglia, partner della rete Enterprise Europe Network nell’ambito delle attività realizzate all’interno del Progetto Bridg€conomies, in collaborazione con il Consorzio Puglia Natura, l’ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale) e con la partecipazione attiva dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura, organizza la 2a edizione della “Settimana BIO in Puglia”. L’iniziativa prevede dal 26 al 30 marzo la realizzazione di un ciclo di 5 seminari che si svolgeranno nelle sedi delle Camere di Commercio di Puglia, con l’obiettivo di trasferire le novità salienti della riforma sul biologico a tutti i soggetti coinvolti in agricoltura. Si parte da Bari il 26 alle 15,30 con l’evento inaugurale. In apertura dei lavori si svolgerà la cerimonia di consegna dei riconoscimenti del XVII Premio Biol, la kermesse internazionale sui migliori oli extravergini biologici
Si prosegue 27 marzo a Foggia; il 28 a Brindisi; il 29 al Centro Congressi Cittadella delle Imprese CCIAA di Taranto. Evento conclusivo il 30 marzo alla Camera di Commercio di Lecce.
Si parlerà, con l’ausilio di tecnici e qualificati relatori di:
· PAC 2014-2020 nuovi scenari;
· Agricoltura biologica evoluzione normative e vino biologico;
· Distribuzione del biologico in Puglia e Marchio “Prodotti di Puglia”
Ciascun seminario sarà composto da due parti: la prima introduttiva in cui parteciperanno esperti e tecnici delle tre aree che relazioneranno sui temi oggetto degli interventi. Al termine delle tre relazioni si terrà una tavola rotonda e dibattito, dando spazio alla seconda parte con intervento specialistico che sarà differente per ogni evento seminariale. L’evento 2012 si realizza dopo il successo in termini di pubblico e di gradimento riscontrato dalla prima.I regolamenti comunitari e il Decreto Ministeriale inerenti l’agricoltura biologica propongono costanti e continui aggiornamenti normativi da diffondere a tutti i soggetti del settore. Con la notevole crescita del settore biologico oggi si ha l’occasione di osservare il contributo che il metodo produttivo ha dato, e può ancora dare nell’ambito agricolo e socialeGli incontri programmati costituiscono inoltre un importante ed imprescindibile occasione per informare e preparare tutti gli attori del settore agricolo ai nuovi scenari della Politica Agricola Comune del futuro. Nel 2013 si conclude il programma della PAC che fa riferimento al periodo 2007/2013, periodo in cui si sono registrate importanti variazioni, passando dalla politica dei mercati alla politica dei redditi. La nuova PAC si riferisce al periodo 2014-2020, in cui si aprono
nuovi scenari futuri, anche in virtù del fatto che entrano nella ripartizione delle risorse europee nuovi stati membri, più arretrati che necessitano di nuove risorse per l’adeguamento delle loro strutture.

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Produzione biologica e calo consumi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2010

Il  calo dei consumi alimentari italiani registrato negli ultimi due anni e confermato dagli analisti economici è una vera anomalia di questa crisi globale perché solitamente, in tempi di crisi i consumi alimentari erano gli unici a mantenersi pressoché costanti  mostrando di non risentire del problema. Nel 2009, invece, secondo Nielsen questo dato di fatto è stato completamente sovvertito mostrando una tendenza  al calo che è confermata anche nelle previsioni da qui al 2012.
In questo contesto i pochi prodotti alimentari in crescita sono quelli ad alto contenuto di servizio  ed in particolare i prodotti biologici . Il consumatore richiede sicurezza, garanzie, qualità e il biologico soddisfa  le richieste con prodotti  certificati ed ottenuti senza l’uso di sostanze chimiche di sintesi,  senza additivi, facendo ricorso a processi di produzione che salvaguardano l’ambiente e l’uomo. Il fatturato del biologico in Europa, oggi, è pari a 18 miliardi di euro (Agramarkt Information) di cui l’Italia rappresenta circa 2 miliardi di euro.  Un consumatore italiano su quattro, secondo l’Osservatorio GPF – Sana dichiara di acquistare, anche se con frequenza diversa, prodotti biologici nell’arco dell’anno e un italiano su due è convinto che una alimentazione fortemente biologica abbia risvolti positivi sulla propria salute.  I vantaggi nutrizionali dell’alimentazione biologica sono messi in luce dalla Dottoressa Alessandra Bordoni, nutrizionista dell’Università di Bologna, che raccomandando una alimentazione equilibrata e variata, ricorda che il biologico è ricco di sostanze utili al nostro organismo. Sul fronte della salute prende voce il Professor Dino Amadori oncologo di fama internazionale e Direttore Scientifico dell’Istituto Tumori della Romagna. “E’ noto “ dichiara Dino Amadori “che l’alimentazione è uno dei fattori chiave per l’insorgenza di malattie gravissime. Mangiare biologico potenzialmente aiuta a proteggere l’organismo”. (4 nuovi soci)

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Tavolo italiano su agricoltura biologica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 settembre 2010

Bologna 8 settembre, alle ore 10.30 conferenza stampa alla Libreria Coop Ambasciatori (via Orefici, 19), alle ore 10.30. Parte da Bologna la mobilitazione dell’agricoltura biologica su i cambiamenti climatici. Per ridurre le emissioni che provocano il riscaldamento del pianeta, ma anche per valutare – dati alla mano – gli effetti che questo produrrà sulle attuali coltivazioni e sull’allevamento, per non farsi cogliere impreparati tra qualche anno.  Sono questi gli obiettivi di fondo del Tavolo italiano su agricoltura biologica e cambiamenti climatici, promosso dalla bolognese Icea (Istituto per la certificazione etica e ambientale). L’iniziativa – alla quale aderiscono tra gli altri Coop Italia e il CNR – sarà presentata domani a  L’idea che sta alla base della costituzione del Tavolo è che su questo tema non ci si può limitare ad attendere le decisioni degli Stati e dei summit internazionali, ma ognuno può e deve iniziare a fare la propria parte. Nello specifico l’agricoltura è sia uno dei settori potenzialmente più colpiti dai cambiamenti climatici, sia uno di quelli che più contribuire a contrastarli, riducendo la produzione dei gas responsabili del riscaldamento globale attraverso l’applicazione di tecniche di coltivazione a ridotto impatto ambientale, ma anche sottraendo quelli esistenti fissandoli mediante la fotosintesi nelle piante e, attraverso il parziale o totale interramento della biomassa, nel suolo. Obiettivo: contenere un riscaldamento già in atto e che nei prossimi anni obbligherà comunque il settore a fare i conti con cambiamenti anche importanti nelle coltivazioni e nell’allevamento.
Nel corso della conferenza stampa, alla quale parteciperà tra gli altri i presidenti di Icea Gaetano Paparella e di Federbio Paolo Carnemolla e alcuni ricercatori del Cnr e che sarà coordinata dal metereologo Luca Lombroso (già a Che tempo che fa), saranno illustrati adesioni, obiettivi e prime azioni del Tavolo e i dati dell’Unione Europea sui mutamenti climatici rilevanti per l’agricoltura che interesseranno la Pianura Padana nei prossimi anni.

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Venezia centro europeo della Medicina riabilitativa

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 Maggio 2010

Venezia 24 maggio, alle ore 12, nel palazzo del Casinò del Lido di Venezia conferenza stampa di presentazione del XVII Congresso della Società Europea di Medicina Fisica e Riabilitativa (ESPRM Society), che si terrà insieme al 38° Congresso Nazionale della SIMFER (Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa). Saranno presenti oltre 1600 medici, esperti di Medicina Fisica e Riabilitativa.  «La compresenza delle due manifestazioni – dice David Antonio Fletzer, presidente SIMFER – sarà motivo di un confronto e di un profondo scambio tra le esperienze della ricerca europea e quella nazionale su tematiche di grande interesse sanitario e sociale, che vanno dagli aspetti della funzionalità biologica, alle indagini di carattere clinico, all’ausilio delle tecnologie in riabilitazione fino agli aspetti sociali della riabilitazione, alla corretta gestione dei programmi di cura ed all’importanza di tutte le figure del team a partire dal Terapista occupazione, a cui è dedicata una sessione specifica. Tematiche, la cui importanza è stata avvertita anche a livello istituzionale, tanto che avremo la presenza, nella sessione mattutina di martedì 25, del Sottosegretario alla Sanità con delega ai problemi riabilitativi, on. Francesca Martini, ed il 26 del Ministro per il Turismo, Michela Vittoria Brambilla. Infatti, si parlerà anche di turismo e accessibilità.  «Non a caso – prosegue Alessandro Giustini, Presidente di ESPRM (European Society of Physical and Rehabilitation Medicine) – il titolo scelto per il Congresso europeo è quello de “La Riabilitazione in ambito europeo: qualità, evidenza, efficacia e risultati” e l’importanza scientifica dell’incontro è provata dalla presenza di specialisti della riabilitazione provenienti non solo dall’Europa, ma anche da Asia, Africa, Usa e Australia».

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L’acquacoltura Biologica

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 Maggio 2010

Bari 7 maggio 2010 ore 9,00,  Sala Convegni Camera Commercio.  L’iniziativa si inserisce nella serie di incontri organizzati da Bridge€conomies sul biologico.  <<Un convegno sull’acquacoltura biologica, con la partecipazione del MIPAAF, dell’Associazione Piscicoltori Italiani (API) e con il supporto di una manifestazione internazionale come BIOLFISH – spiega il presidente di Unioncamere Puglia, Luigi Farace – risponde tempestivamente alle richieste informative degli imprenditori del comparto che in Puglia vanta aziende leader>>. L’acquacoltura può essere considerata come una delle attività di produzione alimentare a più alto tasso di crescita a livello mondiale. Secondo le ultime statistiche pubblicate dalla FAO, la produzione mondiale della pesca, stimata in circa 90 milioni di tonnellate, è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi dieci anni. La produzione dell’acquacoltura, stimata intorno a 65 milioni di tonnellate, non ha invece mai smesso di crescere sin dai primi anni ‘50, ed è ragionevole ipotizzare che raggiungerà i livelli di produzione della pesca nel prossimo decennio. Considerando l’acquacoltura mediterranea, le produzioni più significative sono rappresentate da spigole ed orate, con circa 250 mila tonnellate e ampi margini di crescita. In Italia il “sistema acquacoltura” conta circa 800 allevamenti e 15mila addetti, compreso l’indotto; il consumo pro capite di prodotti della pesca e acquacoltura è pari a 25,5 kg/anno. La produzione di spigole e orate biologiche, nel Mediterraneo, ha ampissimi margini di crescita: dalle attuali 160 tonnellate fino si stima una domanda potenziale di più di 10mila tonnellate nei prossimi 5-6 anni. Tale crescita sarà certamente supportata dal nuovo ed regolamento.

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“Vivere secondo Natura!”

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 Maggio 2010

Roma, da venerdì 3 a domenica 12 settembre 2010 dalle ore 10.00 alle ore 24.00 Galoppatoio di Villa Borghese Ingresso libero  Si celebra la IX Edizione Nazionale di “Vieni in Provincia”, grande manifestazione patrocinata dall’UPI – Unione Province d’Italia e dall’Anci – Associazione Nazionale Comuni Italiani, dedicata al mondo della Provincia Italiana.  L’evento, con oltre 150 espositori, manterrà la veste di una kermesse destinata al vasto pubblico ed imperniata sulle tipicità che fanno di ogni Provincia un mondo unico e variegato, incentrandosi quest’anno sulla riscoperta del “Vivere secondo Natura” ed in modo particolare facendosi promotrice di progetti legati al turismo, all’ambiente,  all’etica dell’alimentazione, alla salvaguardia della biodiversità e all’agricoltura biologica.A breve saranno disponibili tutte le notizie aggiornate sulla manifestazione sul sito Internet http://www.vieniinprovincia.com

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Oro verde

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2010

Dal 2007 al 2008, l’Europa dei 27 registra un +7,4% della superficie coltivata con i metodi dell’agricoltura biologica, secondo i dati pubblicati nell’ultimo ‘Statistics in Focus’ di Eurostat, l’ufficio statistico della Ue. L’Italia spicca per il segno negativo. L’agricoltura biologica in Europa interessa nel 2008 una superficie di 7.8 milioni di ettari, un incremento che vale +21% se rapportato con i dati a disposizione nel 2005. Nel 2008 i cinque Paesi comunitari con una maggior estensione sono Spagna (1.3 milioni di ettari), Italia (1.0) Germania (0.9) Gran Bretagna (0.7) e Francia (0.6). Nel 2007, l’agricoltura biologica rappresenta una quota pari al 4.1% del totale delle coltivazioni agricole. In termini di rapporto, la proporzione maggiore tra bio e convenzionale si registra in Austria (15.7%), Svezia (9.9%) e Italia (8.9%) ¤ L’aumento maggiore tra il 2005 e il 2008, si è registrato in Polonia, Lituania e Spagna. Tra il 2007 e il 2008 la tendenza positiva ha interessato tutti le nazioni ad eccezione dell’Italia (-13%) * Spiccano le performance di Spagna (+33%) Bulgaria (+22%) Slovacchia (+19%) Ungheria (+15%) e Grecia (+14%) * Nell’arco del lungo periodo (2005-2008), l’aumento maggiore è stato in Polonia (+94%) Lituania (+89%) Spagna (+63%) e Belgio (+57%) * Segno negativo solo in Italia (-6%) e Ungheria (-5%) ¤ Per quanto riguarda invece la vocazione agricola delle coltivazione, al primo posto pascoli e verde (44% esclusa la Germania) coltivazioni (37%) e colture permanenti (10%) il resto (9%) è incolto ed inutilizzato. Tra le coltivazioni, nel 2008, il 44% è stato appannaggio dei cereali, foraggi verdi (42%) legumi, patate, barbabietole da zucchero e piantine (7%) verdure fresche e colture industriali (entrambi al 4%). Tra i cereali spicca Lituania (79% delle superfici bio dedicate ai seminativi) Portogallo (75%) Irlanda (73%) mentre tra il foraggio verde ai primi posti Lettonia (67%), Estonia (66%) e la Svezia (58%).(fonte j buon giorno impresa)

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Medicina estetica biologica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2009

Monterotondo (Roma) 15 Novembre 2009 presso il Polo Didattico O-H Corso dal titolo: Approfondimenti di formazione sulla: Medicina estetica biologica. Il corso è organizzato dalla Obtain Health S.r.l., e volto alla divulgazione della conoscenza dell’utilizzo pratico della Medicina Estetica Biologica. Il corso è gratuito ma occorre segnalare la propria partecipazione entro il 5 Novembre 2009.

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Alimentazione biologica

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2009

Roma In occasione della presentazione della Manifestazione “Biodomenica 2009”, promossa dall’Aiab, Associazione italiana agricoltura biologica, in collaborazione con Coldiretti e Legambiente, l’assessorato alle Politiche Educative Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù del Comune di Roma, ha coinvolto gli alunni della scuola elementare e dell’Infanzia “Principe di Piemonte” in una prima lezione-laboratorio interamente dedicata all’alimentazione biologica. “L’Iniziativa ben si coniuga con le azioni adottate dall’Assessorato per quanto riguarda l’alimentazione nelle mense scolastiche romane, dove ben il 70 per cento dei prodotti sono biologici – spiega l’assessore Laura Marsilio –  la maggior parte di questi prodotti provengono da 400 aziende biologiche nazionali, di cui 80 del Lazio; così come  il 26 per cento di prodotti DOP e IGP  sono tipici del Lazio e di produzioni locali a filiera corta”. Il Comune di Roma  offre quotidianamente il servizio di ristorazione scolastica a circa 150 mila bambini e ragazzi delle scuole dell’infanzia, comunali e statali, delle scuole primarie e delle scuole secondarie di primo grado. Di questi 150 mila pasti giornalieri, circa 10 mila sono diete speciali (7 mila per patologia, e 3 mila per motivi religiosi e/o etnici).  Il servizio viene erogato in 740 scuole dotate di cucina, mentre solo l’ 8 per cento dei refettori riceve i pasti trasportati. Le mense scolastiche del Comune di Roma creano quindi un importante indotto per l’economia agro-alimentare  laziale e nazionale. Tra i prodotti biologici obbligatori distribuiti: frutta, verdura, legumi, cereali, pane, prodotti da forno, pasta, riso, pasta all’uovo, gnocchi di patate, pomodori, uova, olio extravergine di oliva, succhi di frutta e cioccolato al latte e/o fondente.  È  stata inoltre prevista la possibilità di offrire, da parte delle Imprese, ulteriori prodotti biologici (mozzarella, parmigiano, burro e altri formaggi) e prodotti a filiera dedicata bio per orto frutta, pane e  olio.  La preparazione dei pasti avviene nella cucina della scuola rispettando il menù, le quantità in grammi e le modalità di preparazione e cottura, fissate dal Comune di Roma. Le pochissime scuole che non sono dotate di cucina interna, ricevono invece i pasti preparati, con identiche modalità, nella scuola più vicina e trasportati in contenitori termici.

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