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Posts Tagged ‘biologico’

Molise: Un’olivocoltura tutta all’insegna del biologico e della sostenibilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

Siamo solo all’inizio di una campagna di raccolta delle olive che, in Italia e nel Molise, si preannuncia altamente positiva sia per quanto riguarda la quantità che la qualità.
Previsioni belle che, se confermate, devono servire a vedere (ce n’è bisogno) con ottimismo il futuro di questo comparto fondamentale per la nostra agricoltura e, non solo, anche per quel tesoro unico che è il bene comune territorio. Il futuro ha, come si sa, bisogno di idee e di progetti, di risorse necessarie perché l’ottimismo si trasformi in fatti positivi per tutti, i protagonisti per primi, quali sono gli olivicoltori e i frantoiani, gli stessi consumatori che dall’olio extravergine di oliva ricevono una risposta altamente positiva alla propria salute.
Il Molise è terra d’olio da sempre e, con il suo olio di Venafro, è la terra che, ai tempi della Roma imperiale, ha dato più immagine agli olivi e oli italiani. Riportare alla memoria una fama è importante, ma non sufficiente per far vivere un successo ai territori che esprimono, insieme con questo storico stupendo testimone, ben altri 18 varietà autoctone, tra cui spicca l’olivo autoctono molisano più diffuso, il “Gentile di Larino”.
L’olio extravergine “Molise” Dop, è, delle cinque eccellenze Dop e una Igp, la sola indicazione geografica interamente molisana, con le varietà “Gentile di Larino” e “Aurina” prevalenti sulle rimanenti 17 varietà, l’insieme del patrimonio di biodiversità olivicola molisana. Un tesoro speciale, questo patrimonio di biodiversità, che vede l’Italia, con le sue 592 varietà autoctone, raddoppiare quello del resto del mondo. Un patrimonio fondamentale per il mercato di oggi e, ancor più, di domani, nel momento in cui la diversità sarà sempre più oggetto di desiderio, soprattutto dei ricchi nuovi consumatori.
E’ la “Gentile di Larino”, la regina dell’olivicoltura molisana, visto che la rappresenta per quasi un terzo e, come tale, ha tutto per essere la motrice del treno “olivo e olio del Molise”.
Ciò è possibile se si ha la capacità di:
raccogliere a unità il vasto territorio di origine della varietà “Gentile di Larino”, per renderlo un modello unico all’insegna del biologico e della sostenibilità;
cogliere le opportunità offerte dal mercato, sempre più globale, e dare la giusta risposta alla domanda, in costante e forte crescita, di olio extravergine di oliva biologico, e, non solo, anche Dop, a significare l’origine e la garanzia della qualità. In tal senso la possibilità di dare un grande contributo alle funzioni e ruolo del Distretto BioMolise – Laghi Frentani e del Consorzio “Tump”, nato, quest’ultimo, per la promozione sociale e economica dell’intero territorio molisano. In particolare per lo sviluppo di un turismo sempre più di attualità qual è quello del benessere e della salute, cioè la ricerca di luoghi e strutture capaci – con la sostenibilità, la qualità del cibo e dell’ospitalità – di dare le risposte al bisogno di relax, salute, star bene sotto l’aspetto sia fisico che psicologico;
rendere protagonisti gli olivicoltori e i frantoiani rilanciando l’associazionismo e la cooperazione quali strumenti indispensabili di coinvolgimento e partecipazione alla programmazione del comparto e, anche, dell’agricoltura in generale. Attori, con pari dignità, della filiera olio e non soggetti al servizio dell’industria di trasformazione e del commercio. Sta qui il rilancio del ruolo proprio delle organizzazioni professionali e cooperative, che è quello di rispetto della dignità dei propri associati e di assicurare loro, partecipando alle scelte politiche e programmatiche che le istituzioni mettono in campo, un reddito adeguato. Il primo obiettivo è quello di riportare l’agricoltura al centro di uno sviluppo economico che ha come fine la salvaguardia e tutela dei valori del territori, e, insieme, la valorizzazione delle sue risorse, a partire dalla terra e la sua fertilità.
Definire, con le istituzioni ai vari livelli di programmazione, strategie di marketing necessarie per conquistare i mercati e vincere le forti concorrenze. Una conquista che serve, per dare ai prodotti nuovi sbocchi e ai produttori quel valore aggiunto che non hanno mai avuto, essenziale per avere un reddito equo. Un reddito importante per programmare le attività dell’azienda ed assicurare ad essa il domani. Un’azienda, in pratica, libera dalle offerte di elemosine e dai ricatti, che sono tanta parte delle ragioni dell’invecchiamento nelle campagne, dell’abbandono da parte di bravi produttori e dell’ancora scarsa domanda dei giovani a vivere la campagna e l’agricoltura.
La richiesta, per dare ancora più forza di immagine all’olio della varietà “Gentile di Larino” ed al suo territorio, di due nuove Dop, una proprio “Gentile di Larino” e l’altra “Aurina di Venafro o Venafro”, da affiancare alla Dop “Molise” evo, già riconosciuta. (by Pasquale Di Lena)

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Controllo biologico per la lotta alla cimice asiatica

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

Approvata in Senato la risoluzione che impegna il Governo a dare la massima priorità alle misure legislative per valutare le potenzialità di Controllo biologico ed effettuare una corretta Valutazione dei rischi ambientali per l’introduzione della Vespa samurai (Trissolcus japonicus), allo scopo di contrastare il flagello della esotica Cimice asiatica, che tanti danni sta provocando all’agricoltura italiana.La Vespa samurai è un importante antagonista naturale della Cimice nella sua area di origine. Infatti, negli ecosistemi in cui è presente, la Vespa depone le sue uova in quelle della Cimice, contenendone in tal modo le popolazioni, senza ricorrere ad agenti chimici nocivi come pesticidi ed insetticidi. Il nome comune con cui è indicato l’antagonista naturale “Samurai Wasp” non deve preoccupare, in quanto questo minuscolo Insetto utile, poco più grande di 1 mm, non ha nulla a che vedere con le comuni e temute vere Vespe.Il CREA, il più importante ente di ricerca in Italia sull’agroalimentare, su richiesta del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo, è impegnato con il suo Centro di Ricerca Difesa e Certificazione proprio per lo sviluppo di un programma di Lotta Biologica Classica contro la Cimice asiatica, per testare le potenzialità e fare una valutazione di impatto ambientale sull’uso di antagonisti naturali.
Le Istituzioni hanno compreso e sostenuto la posizione della ricerca di cui il CREA è capofila, in collaborazione con il Servizio Fitosanitario Centrale del MIPAAFT e questo permetterà a breve di completare le ricerche, non solo con riferimento alle indagini sull’efficacia della Vespa samurai, ma anche, come giustamente richiesto da più parti, di terminare una corretta Valutazione di Impatto Ambientale, basata sugli Standard Internazionali definiti dalla FAO e dalla European and Mediterranean Plant Protection Organization, per gli aspetti connessi alla tutela della biodiversità negli interventi di Lotta Biologica.

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Crescita del mercato biologico in Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 febbraio 2019

I dati forniti da FiBL e Ami Roma sulla crescita del mercato biologico in Europa (+ 11% per un fatturato di 37,3 miliardi di euro) – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – confermano l’esigenza di investire in politiche alimentari sane e genuine, nonché l’urgenza di una Politica Agricola Comune in grado di raccogliere le istanze che vengono da una cittadinanza comunitaria evidentemente molto più attenta a ciò di cui si nutre.E’ giunto il momento – conclude Tiso – in cui l’Unione Europea comprenda che è nelle pratiche sostenibili e agroecologiche che va ricercavo il vero progresso del settore agroalimentare, e non, come è invece avvenuto fino ad oggi, nella tutela delle multinazionali e delle produzioni agricole realizzate con metodi intensivi.Come Confeuro – conclude il presidente nazionale – ci auguriamo che la prossima Pac possa essere l’occasione giusta per realizzare quei cambiamenti tanto auspicati; ma che poi, esaurita la retorica, finiscono sepolti sotto gli interessi delle multinazionali.

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Arriva BIGA, la prima birra Italian Grape Ale totalmente biologica

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

Orsogna. Nata dal felice incontro tra la Cantina Orsogna 1964 e il Birrificio artigianale Mezzopasso, la referenza si propone come novità dell’estate 2018.L’eccellenza della birra artigianale sposata alla inconfondibile tipicità di un vitigno autoctono. Si chiama Biga la grande novità di questa estate ed è la prima birra artigianale italiana, in stile Italian Grape Ale (Iga), completamente biologica,frutto dell’esperienza e del guizzo creativo di Cantina Orsogna 1964 e del Birrificio artigianale Mezzopasso.Nata da due emblematici esempi del saper fare abruzzese, Biga è frutto del felice incontro tra la Birra Crevette Blanche Mezzopasso, speziata con coriandolo in semi, fiori di camomilla e scorze di limone, e mosto d’uva Malvasia d’Abruzzo, varietà aromatica dal tipico profumo di muschio e albicocca.Gli ingredienti, tutti rigorosamente biologici, sono malto d’orzo, fiocchi di frumento, malto di frumento, luppolo tedesco SAAZ, coriandolo, fiori di camomilla, scorza di limone, mosto d’uva malvasia; mentre i lieviti scelti sono quelli destinati allo stile blanche.Ne deriva quindi una birra immediatamente riconoscibile, dal colore opalescente, con schiuma bianca, abbastanza persistente, che racchiude una combinazione di sapori freschi e agrumati, conferiti dalle bucce di limone e dal coriandolo; la leggera nota maltata iniziale scivola in fretta verso un dissetante gusto citrico e speziato, con un finale secco e pulito, mitigato dai sentori floreali e di frutta a pasta gialla, regalati dalla Malvasia.Un prodotto innovativo, sul quale Cantina Orsogna 1964 e il Birrificio Artigianale Mezzopasso hanno deciso di scommettere. Quella delle IGA è infatti una tipologia di birre che sta prendendo sempre più piede in Italia. Non a caso, recentemente, il BJCP (Beer Judge Certification Program) – l’organizzazione nata nel 1985 per promuovere la cultura birraria e sviluppare strumenti e metodologie per la valutazione della birra – nello stilare l’aggiornamento dello “Style Guidelines”, ha ufficialmente codificato l’Italian Grape Ale, a testimonianza di come l’Italia, pur non essendo un paese di lunga tradizione brassicola, stia gradualmente affermandosi nel settore a livello internazionale. Secondo quanto previsto dall’organizzazione “le caratteristiche aromatiche delle varie uve devono essere riconoscibili, ma non devono prevaricare gli altri aromi”.Si tratta di un’importante apertura da parte del mondo della birra allo stile di produzione italiano che, impiegando per le IGA mosti derivanti da vitigni autoctoni, lega così a doppio filo la birra che ne deriva con un preciso territorio d’origine.

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Decimo negozio dedicato al mondo del biologico

Posted by fidest press agency su sabato, 2 settembre 2017

thieneThiene. La famiglia Biosapori si allarga. L’11 settembre al via l’apertura al pubblico del decimo negozio specializzato in prodotti biologici e biodinamici a Thiene, in Via delle Arti, 3, in provincia di Vicenza, mentre il taglio del nastro sarà per sabato 23. Uno spazio di circa 1000 mq, con ampio parcheggio, si unisce ai precedenti punti vendita di Vicenza, Bassano del Grappa, San Giuseppe di Cassola, Treviso, Castelfranco Veneto, Villorba, Castagnole di Paese e Noventa Padovana.
Dal 21 al 23 settembre, in occasione dell’inaugurazione, ci sarà uno sconto del 15% sulla spesa.
Il mondo Biosapori soddisfa le esigenze di chi ricerca uno stile di vita sano e naturale ed offre una ricca selezione di oltre 20.000 referenze tra alimenti biologici, biodinamici, rimedi fitoterapici e cosmetici bio. La mission del marchio Biosapori è quella di garantire prezzi di vendita equi, sostenibili per i consumatori e per i produttori, instaurando con questi ultimi relazioni dirette e sinergie di collaborazione. Un impegno quotidiano portato avanti con passione al fine di contribuire alla diffusione di una conoscenza e di una cultura del biologico, che tutela l’ambiente e il naturale ciclo di produzione e promuove la biodiversità e il benessere.
“Il nostro obiettivo è quello di fare cultura nel mondo del biologico attraverso un percorso quotidiano di selezione verso ciascun prodotto che proponiamo, supportando allo stesso tempo i piccoli agricoltori e le economie locali – afferma Adriana Cazzin – Rendiamo i nostri clienti consapevoli del valore dell’agricoltura biologica e biodinamica e del ruolo chiave della sana alimentazione per un corretto stile di vita.”
Il negozio di Thiene offrirà un percorso quotidiano verso un modo di vivere sano, sostenibile ed etico, che si arricchisce di cultura e conoscenza oltre che di ambienti studiati per accompagnare il consumatore in un’esperienza completa.
Grande attenzione viene posta al banco del fresco e al settore Frutta e Verdura, dove la selezione dei prodotti viene fatta direttamente sul campo, rispettandone il ciclo di vita per garantire la migliore qualità, secondo modelli di produzione etici e sostenibili.
Nel settore Erboristeria, la famiglia Biosapori propone una ricca selezione di prodotti biologici per la cosmesi, il benessere e la cura della persona. Qui erboristi, nutrizionisti, naturopati e chinesiologi offrono quotidianamente una consulenza completa che va dall’ascolto di esigenze specifiche, alla scelta di rimedi più adatti, secondo un approccio olistico e naturale.
Anche il Ristorante Biosapori, in un ambiente accogliente, offre quotidianamente modelli alimentari all’insegna della sostenibilità, con un’ampia varietà di ricette in grado di soddisfare i più moderni canoni di alimentazione. Prodotti del territorio e cibi poco conosciuti, ma ottimi dal punto di vista nutrizionale, si arricchiscono di antichi cereali come il teff o grano saraceno, amaranto e miglio per combattere le intolleranze alimentari. Il ristorante diviene così un percorso per conoscere meglio i prodotti e trovare spunti creativi e nuovi stili di alimentazione.
Nella Caffetteria Biosapori proposte di dolci di produzione propria, torte crudiste e vegane, oltre a una selezione di caffè di cultivar biologiche selezionate; a completare l’offerta, la Gastronomia da asporto, che propone una cucina varia e salutistica, disponibile anche al servizio catering.
In programma un ricco calendario di eventi e iniziative speciali, Cene a tema che propongono le cucine del mondo con ricchi buffet e Corsi di cucina per diffondere la cultura di sani stili di vita. Tra i momenti più rilevanti, la Festa di Primavera e la Festa d’Autunno offrono degustazioni specifiche di prodotti e sconti speciali.
Il progetto Biosapori è un’idea di Adriana Cazzin, imprenditrice lungimirante, che ha creduto nel valore del biologico tanto da creare una realtà dalla forte identità e oggi stimata tra le migliori del settore. Un’intuizione che le permise di creare, trentadue anni fa, il piccolo pastificio artigianale L’Origine, cui è seguita, circa dieci anni dopo, una gastronomia specializzata nella proposta di nuove referenze: sofficini di miglio, quinoa e farro, tortelli vegan, torte salate di verdure, seitan, oltre alla produzione di pane e pizze con lievito madre, con sede a Pove del Grappa. Tutti i prodotti sono disponibili nei dieci punti vendita.
Biosapori oggi rappresenta una realtà imprenditoriale di grande valore economico per tutto il territorio. Oltre 130 dipendenti, con una media d’età di soli 28 anni, concorrono a definire il sistema di un’azienda moderna e innovativa. La passione, la costante proiezione verso le nuove esigenze di consumo, unite al valore umano, fanno della famiglia Biosapori il pioniere e il portavoce del mondo del biologico certificato.

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Crea: “Il biologico appaga la nostra voglia di verde”

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

biologicoChe il biologico rivesta una funzione centrale nell’ottica del consumo sostenibile è ormai un fatto ampiamente consolidato, testimoniato sia dal mercato in costante espansione sia dalle politiche di settore. Da fenomeno di moda, quindi, si è sempre più affermato come un oggetto di scelte di acquisto e di consumo consapevoli, attente a salvaguardare sia l’ambiente sia la salute e il benessere individuale. In tal senso il CREA, con il suo centro di Politiche e bioeconomia, partendo da un’analisi delle politiche orientate a favorire la sostenibilità ambientale, sociale ed economica dei consumi alimentari, si è focalizzato sul settore biologico delineando alcune possibili strategie per incrementarne la domanda di prodotti che favoriscano la sostenibilità del sistema agroalimentare (tali riflessioni sono contenute nel volume disponibile on line Il consumo sostenibile dalla teoria alla pratica. Il caso dei prodotti biologici).L’aumento della domanda di prodotti biologici passa sicuramente attraverso la percezione che i consumatori hanno della sostenibilità ambientale ad essi associata. Le preferenze alimentari dei consumatori, infatti, oggi sono sempre più orientate verso prodotti considerati “verdi”, possibilmente comprovati anche dalla presenza di marchi di certificazione che ne sanciscano la maggiore salubrità e i maggiori benefici sull’ambiente. Pertanto le azioni legate alla corretta comunicazione, formazione ed educazione risultano determinanti per le scelte dei consumatori e vanno ad intrecciarsi con misure nate per accrescere la consapevolezza dei consumatori e la trasparenza dei processi produttivi. Tali iniziative rappresentano indubbiamente il primo step del processo in atto per realizzare cambiamenti più radicali e incisivi nelle abitudini di consumo. Ma questo da solo non basta. È necessario un approccio integrato di vari strumenti che promuovano comportamenti di consumo virtuosi, come ad esempio le campagne di educazione alimentare incentrate sulla armonizzazione di una corretta ed equilibrata composizione della dieta e sull’introduzione di prodotti biologici in quanto più sostenibili e amici dell’ambiente.
È senz’altro, inoltre, auspicabile la collaborazione fra i settori pubblico e privato da cui possono scaturire nuovi modelli alimentari e di consumo sostenibile dove confluiscano anche obiettivi di tutela sociale e lotta allo spreco. Questo accade in maniera più evidente in alcune realtà locali, dove le esigenze dei consumatori sono più riconoscibili e gli interventi di governance che coinvolgono tutti gli attori della filiera sono più facilmente gestibili. Qui, infatti, è possibile riscontrare le esperienze più innovative e di sperimentazione, dove il biologico è diventato il modello di produzione e di consumo di riferimento. Questo tipo di esperienze andrebbero sì incentivate, ma soprattutto estese dalla dimensione locale a contesti più ampi fino a raggiungere la dimensione regionale e nazionale.

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E’ boom di biologico nei saloni di bellezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

trattamento bio

Bottles on a wooden surface decorated with fresh green leaves, organic cosmetics concept

È boom di biologico in ogni settore; anche per la bellezza. Secondo un’indagine di Uala.it, sito italiano dedicato al mondo beauty che raccoglie i migliori saloni di hairstyling ed estetica, l’aumento di prenotazioni di trattamenti bio dal 2015 al 2016 è stato pari al 60%.
L’analisi è stata realizzata confrontando le prenotazioni giunte nei primi sei mesi del 2015 con quelle dello stesso periodo dell’anno corrente; a sorpresa si è scoperto che se le richieste crescono, non lievitano i costi, stabili con una media pari a 38 euro, anche se il trend del 2016 è di decrescita dei prezzi che si stanno abbassando di fronte ad una richiesta sempre maggiore.
«Da qualche anno a questa parte sono sempre più i saloni di bellezza che si stanno interrogando su cosa veramente si aspetti chi desidera impattare meno sul Pianeta – ha dichiarato Alessandro Bruzzi, CEO di Uala – Se anni fa le donne che – non riuscendo a trovare una risposta adeguata alla propria domanda – preferivano ricorrere al fai da te erano davvero tantissime, la nostra indagine dimostra che oggi gli sforzi fatti dai saloni in questa direzione stanno portando a risultati ottimali anche in termini di offerta e il tutto senza impatti sostanziali sui prezzi».
Ma quali sono i trattamenti biologici più scelti e desiderati dalle donne italiane? Partendo dalla cura del corpo sono sempre più numerose sia le richieste sia le offerte di manicure o pedicure con prodotti a base di estratti biodinamici e smalti vegani; ma anche trattamenti anti-age ricchi di ingredienti naturali come la mora artica, isoflavoni di soia, ginseng e ginkgo biloba per ritrovare luminosità e splendore e peeling naturali per viso e corpo.
Dal corpo ai capelli, che tutte vogliono setosi e lucenti, mai sciupati e disidratati. A questo scopo per la piega bio in un numero sempre maggiore di saloni si utilizzano dispositivi elettrici eco-friendly, ma soprattutto si offre la possibilità di vivere un vero momento di relax grazie ad essenze e aromi profumati privi di nichel, chrome e cobalt. Anche per il colore si richiedono prodotti naturali al 100%, privi di ammoniaca che hanno il doppio vantaggio di non irritare il cuoio capelluto e rispettare ambiente ed animali. (foto: trattamento bio)

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Regioni contro la riforma UE del biologico

Posted by fidest press agency su martedì, 9 dicembre 2014

commissione europeaI leader locali e regionali avvertono che la riforma del settore biologico dell’UE potrebbe causare un declino di quello che è oggi un mercato fiorente. Il Comitato delle regioni (l’Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell’UE) concorda sulla necessità di rivedere la normativa e varare un nuovo piano a sostegno della crescita sostenibile a lungo termine del settore biologico ma ritiene che le proposte della Commissione europea siano semplicemente controproducenti e manchino di flessibilità e investimenti adeguati. Nel parere elaborato da Hester Maij il Comitato sostiene l’obiettivo della Commissione di favorire la crescita sostenibile del settore biologico dopo il rapido sviluppo di questi anni: 19,7 miliardi di euro di fatturato nel 2011, con una previsione di crescita annua di circa il 9 %. L’UE però, sostiene Maij, deve mostrarsi ambiziosa e investire di più sulla tutela della salute delle future generazioni e sulla protezione dell’ambiente. In particolare il Comitato ritiene che le norme dell’UE debbano adattarsi meglio al mercato e alle condizioni climatiche locali e teme che l’inasprimento delle regole inciderà negativamente sulle imprese agricole. Intervenendo a Bruxelles, Maij, membro del Consiglio provinciale di Overijssel (Paesi Bassi), ha affermato: “vogliamo rafforzare la fiducia dei consumatori nei prodotti biologici, garantendo al tempo stesso condizioni di concorrenza eque, ma ciò non è possibile tramite un semplice inasprimento delle regole”. La flessibilità è necessaria perché la produzione biologica dipende fortemente dal tipo di coltivazione e dalle caratteristiche specifiche della regione.I piani della Commissione di porre fine al modo di produzione duale (che consente agli agricoltori di praticare sia l’agricoltura biologica che quella convenzionale sulle stesse superfici) potrebbero anche rivelarsi dannosi, avverte il Comitato. Il Comitato rileva che circa un quarto delle aziende europee che praticano l’agricoltura biologica ha anche una produzione convenzionale, pertanto “Un divieto di tale modo di produzione duale farebbe sparire una parte dei produttori biologici”.Il Comitato ritiene inoltre che sarebbe necessario individuare fondi specificamente dedicati al biologico all’interno del bilancio europeo e invita l’UE a fissare obiettivi concreti. “Nella sua forma attuale, le proposte rappresentano un’opportunità mancata, poiché non è stato previsto alcuno strumento di bilancio a sostegno del settore. Gli enti locali e regionali sono direttamente coinvolti nello sviluppo dell’agricoltura biologica, nella loro veste di cofinanziatori delle misure adottate nel quadro dei programmi di sviluppo rurale, e affinché la riforma abbia successo, occorre rafforzarla e finanziarla secondo modalità più appropriate”. A tal fine, il Comitato raccomanda anche di creare una piattaforma a livello UE volta a promuovere e valutare il successo dei piani. La piattaforma dovrebbero coinvolgere gli operatori economici, la società civile, gli enti pubblici e il mondo della formazione e della ricerca.

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Sì al danno esistenziale anche in assenza del biologico

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2014

Importantissima sentenza della Corte di Cassazione in materia di risarcibilità di danni ed in particolare del danno alla vita di relazione. Dopo le famose sentenze del 2010 che avevano messo in discussione questa voce di danno, arriva la sentenza n. 531 del 14 gennaio 2014 della Suprema Corte che stabilisce come il pregiudizio esistenziale possa essere liquidato anche in assenza di danno biologico.
Per la corte di legittimità il giudice è quindi tenuto a riconoscere il risarcimento alla famiglia della vittima quando l’incidente, che nella fattispecie era avvenuto sul lavoro, ha alterato profondamente l’assetto dei rapporti personali.
I giudici della terza sezione civile, nel caso di specie hanno rigettato il ricorso di una ditta individuale che era stata condannata a risarcire la famiglia di un giovane operaio che era rimasto gravemente ferito in seguito a una rovinosa caduta da un’impalcatura. Nonostante l’archiviazione in sede penale sia i giudici di merito, che infine quelli di legittimità con la decisione in questione, hanno confermato il risarcimento del danno morale ed esistenziale.
È a dir poco interessante la lunga motivazione, con cui i giudici di Piazza Cavour hanno chiarito, con una sentenza la cui portata, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, segna un a dir poco significativa nuova riapertura circa il dibattito sul danno alla vita di relazione o esistenziale che dir si voglia, che «la mancanza di danno biologico (qual è stato ritenuto, nella specie, per i due genitori) non esclude la configurabilità in astratto di un danno morale soggettivo (da sofferenza interiore) e di un danno dinamicorelazionale, quale conseguenza, autonoma, della lesione medicalmente accertabile, che si colloca e si dipana nella sfera dinamico-relazionale del soggetto». E, nel caso in cui il fatto lesivo abbia profondamente alterato il complessivo assetto dei rapporti personali all’interno della famiglia, provocando, come è stato ritenuto nella fattispecie, una «rimarchevole dilatazione dei bisogni e dei doveri ed una determinante riduzione, se non annullamento, delle positività che dal rapporto parentale derivano, il danno non patrimoniale consistente nello sconvolgimento delle abitudini di vita del genitore in relazione all’esigenza di provvedere perennemente ai (niente affatto ordinari) bisogni del figlio, sopravvissuto a lesioni seriamente invalidanti, deve senz’altro trovare ristoro nell’ambito della tutela ulteriore apprestata dall’art. 2059 cod. civ. in caso di lesione di un interesse della persona costituzionalmente protetto».

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Studio Cnr dimostra superiorità del pomodoro biologico

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2012

In questi ultimi anni il pomodoro ha guadagnato lo status di cibo funzionale, vista l’associazione sempre più frequente stabilita tra il suo consumo e il ridotto rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari e tumori. E nel pomodoro biologico queste virtù sarebbero amplificate: è quanto emerge da uno studio condotto da biologi, microbiologi e medici dell’Istituto di biologia e biotecnologia agraria del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibba-Cnr) e dell’università di Pisa. Secondo i risultati d ello studio i pomodori bio, rispetto a quelli coltivati con altri metodi, contengono concentrazioni più elevate di calcio (15%), potassio (11%), fosforo (60%) e zinco (28%). «Il valore nutrizionale e nutraceutico» si legge in una nota del Cnr «è influenzato dalle condizioni di coltivazione e se la pianta cresce con i suoi simbionti naturali, aumentano le sostanze antiossidanti che contrastano alcuni tipi di cancro». «I pomodori coltivati biologicamente, in particolare» si sottolinea nella ricerca «instaurano insieme ai loro microfunghi una benefica associazione radicale permanente, paragonabile dal punto di vista funzionale al nostro microbioma intestinale» inoltre «i frutti di pomodoro sono una riserva naturale di molecole come acido ascorbico, vitamina E, flavonoidi, composti fenolici e carotenoidi, tra cui il licopene che, oltre a esercitare una forte attività antiossidante, può modulare le vie metaboliche ormonali e del sistema immunitario», conferma Manuela Giovannetti dell’Università di Pisa, che ha coordinato il lavoro. Br J Nutr. 2012 Jan;107(2):242-51 (fonte farmacista33)

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Registro per il testamento biologico

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2011

Palermo Sabato 16 aprile alle ore 16,30 avrà luogo una Conferenza stampa presso la Chiesa valdese, in via dello Spezio, 43 (angolo di via E. Amari, dietro il Teatro Politeama) Interverranno: Marcello Costa, avvocato Antonella Monastra, medico Sonia Spallitta, avvocato Giuseppe Ficara, pastore valdese- La Chiesa valdese di Palermo apre un registro per i testamenti biologici, in cui è possibile depositare le proprie direttive anticipate per i trattamenti sanitari di fine vita. La chiesa valdese, dopo aver affrontato, ormai da diversi anni i temi inerenti la questione dell’eutanasia, ha inaugurato l’apertura di diversi sportelli, già nei mesi scorsi, presso le sedi delle chiese di Milano, Napoli, Torino, Trieste, Pinerolo, ecc… Il registro potrà essere compilato da credenti e non. Nel documento potranno essere indicate le cure alle quali si vuole o non si vuole sottostare e il nome del fiduciario che rappresenterà ai medici le volontà del malato. La Chiesa valdese ritiene, infatti, che il testamento biologico si configuri pienamente all’interno di una cultura d’amore, che sia una risposta evangelica alla dignità della vita e una testimonianza di laicità in una fase della nostra storia in cui le religioni aspirano al controllo totale dell’essere umano. Ritiene che la vita non sia pura funzione biologica e che le terapie, in contrasto con la volontà dei malati terminali, vìolino la loro dignità, ne aggravino le sofferenze ed esaltino la capacità tecnica, per celebrare l’onnipotenza umana, che non ha nulla a che fare con l’amore e la compassione di Dio per le sue creature.

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Biologico: tutti i segreti

Posted by fidest press agency su martedì, 29 marzo 2011

Vanzagello 2 aprile dalle 15,30 alle 19 nella sala consiliare in piazza Pertini. A seguire cena autogestita dai partecipanti. Ingresso libero Sai cosa mangi? A qualcuno fa piacere sapere ciò che mangia. Altri non fanno distinzione tra un alimento e l’altro e non si pongono né la domanda né il problema. A Vanzaghello, la cooperativa AEquos, Acquisti aequo sostenibili e solidali, sta mettendo in atto una campagna per sensibilizzare le persone a prestare attenzione a cosa mettono in tavola. Sabato 2 aprile nella sala consiliare in piazza Pertini dalle 15,30 alle 19, la nutrizionista tecnologia alimentare Michela Stella, terrà un seminario ad ingresso libero per analizzare i prodotti ortofrutticoli nel biologico e spiegherà le differenze fra bio e non bio ed i criteri di conservazione per gustare nel modo migliore e più appropriato quello di cui ci nutriamo. Verrà analizzato il metodo di produzione biologico (cos’è, come è regolamentato, aspetti positivi e negativi, etichettatura prodotti biologici) e confrontato con il metodo di produzione convenzionale. Verranno dati consigli sulla corretta conservazione dei prodotti vegetali e verranno sviscerate le differenze tra la conservazione dei prodotti da agricoltura biologica e quelli da agricoltura intensiva. Pur rimanendo un mercato di dimensioni limitate, si può affermare che il consumo dei prodotti biologici sia uscito dalla nicchia, tanto che la categoria del biologico è entrata nel paniere Istat per valutare l’andamento dei prezzi nei beni consumati dagli italiani e l’andamento dell’inflazione nel Paese.  È una conferma del cambiamento dello stile di vita nazionale proiettato sul vivere bene, ma anche un riconoscimento per l’agricoltura italiana che è leader nella produzione biologica in Europa. Per saperne di più l’appuntamento è a Vanzaghello per il prossimo 2 aprile.

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Il biologico per la sicurezza del cibo e delle colture

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2010

“I semi sono il primo passo per la sicurezza del cibo, e non c’è sicurezza del cibo se i semi sono nelle mani degli industriali e non dei contadini. I semi sono un patrimonio dei contadini, e rappresentano il primo passo verso la sicurezza dell’alimentazione”. Così Vandana Shiva dal palco della conferenza sulle sementi, in programma oggi nell’ambito del Congresso mondiale dell’agricoltura biologica organizzato da Ifoam, Provincia di Modena e Aiab Emilia-Romagna. Un appuntamento, quello di oggi, che ha visto il pensiero bio a confronto con temi attuali quanto ‘scomodi’ come le nanotecnologie e gli ogm, affrontati nel corso di una giornata di lavori coordinata dalla direttrice delle Relazioni strategiche di Ifoam Louise Luttikholt. La messa al bando degli ogm è una delle parole d’ordine dell’incontro: un tema su cui i sostenitori del biologico hanno le idee chiare. “Nell’agricoltura biologica non vogliamo usare gli ogm, e li escludiamo per delle buone ragioni”, dice Lottikholt. Il primo motivo per dire no agli organismi geneticamente modificati è “il principio di precauzione, per cui non vogliamo utilizzare tecniche che possano avere conseguenze imprevedibili. Un’altra ragione è che le tecnologie genetiche sono utilizzate per creare le monocolture”, largamente praticate nell’agricoltura industriale ma estranee a quella biologica. Del resto, le stesse monocolture sono spesso associate all’uso di pesticidi e per finire “l’ingegneria genetica violenta le piante perché va a toccare il più intimo livello della pianta – spiega Lottikholt – e questo non è il livello a cui l’agricoltura biologica lavora”. Per tutti gli agricoltori, un modo per ovviare all’uso degli organismi geneticamente modificati c’è, e si chiama breeding partecipativo: “Non si tratta di una tecnica – spiega Lottikholt -, ma di un metodo che si applica nell’azienda agricola”. Infatti, “c’è un modo per migliorare i semi senza utilizzare gli ogm, e consiste nel vedere come le piante interagiscono con l’ambiente. Gli ogm, al contrario, sono fatti in laboratorio”.  Abbinati ai brevetti detenuti dalle grandi multinazionali, gli ogm si rivelano spesso un problema anche per chi decide di non utilizzarli: le contaminazioni infatti non sono poche e a testimoniarlo con la propria presenza ci sono anche Percy e Louise Schmeiser, i coltivatori canadesi che hanno visto i loro campi contaminati dalla colza ogm della Monsanto. Oltre al danno si è aggiunta la beffa, perché gli Schmeiser sono stati in seguito giudicati colpevoli (ma la vicenda giudiziaria non è ancora conclusa) di avere violato il brevetto sulle sementi commerciate dalla multinazionale. Nel 2007, gli Schmeiser sono stati insigniti del Right Livelihood Award per il loro coraggio nella difesa della biodiversità e dei diritti degli agricoltori. Il bando degli ogm dalle sementi è anche uno dei punti chiave del Manifesto sul futuro dei semi presentato da Vandana Shiva: il documento, redatto dalla Commissione per il futuro del cibo e dell’agricoltura nel 2006, rappresenta una sorta di manuale a uso di tutti gli agricoltori. Tra i principi sostenuti, la preservazione della differenza dei semi (e con essa delle biodiversità) e della libertà per i coltivatori di salvaguardare le sementi, produrre nuove varietà, sottrarsi alla privatizzazione e alla biopirateria e di avere accesso ai semi “open source”. Si auspica inoltre che la conservazione e lo sviluppo del seme siano realizzati “in situ” e all’interno della comunità agricola, perché “i semi – come recita lo stesso Manifesto – sono un dono della natura e delle diverse culture, e non un’invenzione imprenditoriale. Il tramandare di generazione in generazione questo antico patrimonio è un dovere e una responsabilità dell’uomo. I semi sono una risorsa di proprietà comune”.

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Il testamento biologico “all’ombra del Colosseo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 settembre 2010

Roma 2 settembre, ore 19.00 Parco del Celio – via di San Gregorio “All’Ombra del Colosseo”  Alla presentazione del saggio interverranno Mina Welby e Giovanni Maria Flick Un viaggio approfondito ai confini della vita, in un terreno delicato e ricco di implicazioni di carattere etico e legislativo, esaminate con rigore. E’ la carta d’identità del saggio “Il testamento biologico. La terza via” scritto dal Vicepresidente del Senato Domenico Nania che verrà presentato domani al Salotto Letterario della rassegna estiva “All’Ombra del Colosseo”. Alla presentazione interverranno tra gli altri: Giovanni Maria Flick, Presidente emerito della Corte Costituzionale, Mina Welby, vedova di Piergiorgio Welby, Enrico Paoli, giornalista di Libero, Eugenia Maria Roccella, Sottosegretario al Ministero della Salute e il deputato Pdl Renato Farina, firmatario della proposta di legge su “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento” (2124). Il libro, edito da Koiné, Nuove Edizioni, affronta la tematica del fine vita soprattutto sotto il profilo legislativo anche alla luce dei disegni di legge attualmente in discussione nelle sedi istituzionali. Nania cerca di superare il bipolarismo integralista che in tema di testamento biologico contrappone laici e cattolici mettendo al centro una “terza via”, definita in piena sintonia con la Costituzione e che tenga conto delle opinioni a confronto. Il saggio approfondisce l’argomento delle direttive anticipate di trattamento, ancora in discussione alla Camera dei Deputati a seguito dell’approvazione del ddl “Calabrò” al Senato, con l’intenzione di superare le difficoltà sul terreno del confronto ideale e dei contenuti programmatici legate al delicato tema del fine vita.

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Biologico nuove regole per i produttori

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2010

Ci sono nuovi obblighi e opportunità per i produttori biologici pugliesi, più di 5mila operatori che coltivano con questo metodo oltre 130mila  ettari di superficie agricola. Impegnati a competere sui mercati internazionali con prodotti affidabili e di grande qualità devono adeguarsi ai nuovi regolamenti CE 834/07 e 889/08 (recepiti dal DM 18354 del 27 novembre 2009 pubblicato sulla GU due settimane fa) che introducono novità sulle regole di certificazione ed etichettatura. L’adeguamento a norme e convenzioni globali (WTO, ISO 65, CODEX),  riconoscimenti e accreditamenti sui mercati di destinazione (USA Giappone, India e Cina), affidabilità e riconoscibilità dei marchi di certificazione  italiani sono i maggiori problemi del sistema di controllo italiano nel contesto internazionale. La nuova normativa amplia il campo di applicazione dei controlli e della certificazione, ha spiegato Gaetano Paparella, Presidente ICEA (Istituto di certificazione etica-ambientale): si aggiungono i prodotti dell’acquacoltura, le alghe marine, i lieviti utilizzati come alimenti e mangimi e saranno definite le  norme tecniche  per il vino. Agli organismi di controllo, inoltre, è richiesto l’accreditamento EN 45011. Le ispezioni devono essere programmate sulla base di un’analisi dei rischi, garantendo comunque una verifica completa annuale.  Il regolamento comunitario si applica ad ogni operatore che eserciterà l’attività in qualsiasi fase della produzione. Infine sono definite le sanzioni,  dal richiamo scritto  alla diffida, alla soppressione  dell’indicazione  metodo biologico, alla sospensione  sino al ritiro del certificato di conformità.

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Il testamento biologico

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

Roma 23 settembre, ore 11.30, camera dei deputati via della Missione, 4, del Mappamondo conferenza stampa, delle associazioni Luca Coscioni e a buon diritto Marco Cappato, Segretario dell’Ass.ne Luca Coscioni, e Luigi Manconi, Presidente di A buon diritto, Maria Antonietta Farina Coscioni, Deputata radicale PD e Presidente dell’Associazione Luca Coscioni, insieme a Mina Welby, della Direzione Ass.ne Luca Coscioni, l’avvocato Ernesto Ruffini, la giornalista Simonetta Dezi e Rocco Berardo, Tesoriere dell’Ass.ne Luca Coscioni, presentano l’iniziativa sul testamento biologico e i dati emersi dalle migliaia di dichiarazioni anticipate di volontà raccolte dalle due associazioni. Oltre tremila persone hanno compilato e firmato – autorizzando il trattamento dei dati – il proprio biotestamento sulla base di un testo elaborato dalle due associazioni e distribuito online. Nel corso della conferenza stampa saranno illustrati i dati socio-biografici e quelli relativi alle decisioni sul fine-vita di quanti hanno preso parte all’iniziativa. Dai testamenti biologici raccolti emergono risultati importanti e indicazioni significative circa le volontà dei cittadini di essere informati sui trattamenti sanitari e una tendenza prevalente a rifiutare nutrizione e idratazione artificiali.

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Il patrimonio immunologico del bacino del Mediterraneo

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2009

Le forti correnti migratorie che provengono dalla riva Sud del Mediterraneo verso l’Europa ed investono, in prima battuta, l’Italia provocano anche delle ricadute che attraversano problemi di natura sanitaria effettivi, o supposti tali, nell’immaginario collettivo degli autoctoni. Sappiamo bene che talune “epidemie” come quelle della peste e del vaiolo sono state nei secoli passati il grande flagello di queste aree. Il loro ricordo è ancora nel nostro Dna. D’altra parte siamo riusciti a dare una valida risposta immunologia a tali epidemie e tanto da permettere agli occidentali di colonizzare le regioni africane. Per tutto ciò oggi noi possiamo dare una risposta scientificamente valida dato che sappiamo, anche molto bene, quale processo, sia dal punto di vista biologico che patologico ha determinato le differenti condizioni ambientali, cibi eventi storici, organizzazioni sociali, densità delle popolazioni nell’area, oltre alla diversità della scienza medica e delle sue applicazioni e che hanno, nel loro insieme, contribuito all’isolamento di due o più patocenosi abbastanza diverse, favorite anche dalla presenza o dall’assenza di agenti biologici e di vettori delle malattie infettive. Il tutto va certamente ricercato nella recente storia biologica della razza umana caratterizzata tra i 15 e i 40 mila anni da (con la creazione dello stretto di Bering e l’inabissamento dell’arcipelago che collegava l’Australia al continente asiatico), dalla creazione di bacini biologici non comunicanti tra di essi. In proposito è illuminante lo studio condotto da uno dei più prestigiosi epidemiologici, il prof. Mirko D. Grmek. A tale riguardo questo ricercatore ha introdotto il concetto di patocenosi per descrivere l’intero complesso di condizioni patologiche esistenti in una data popolazione in un particolare periodo storico. Un altro storico delle epidemie, William H. McNeill, richiama la nostra attenzione su quanto è avvenuto tra il 500 a. C. e il 1200 d. C. nelle zone civilizzate dell’Eurasia allorché si verificò un’integrazione di serbatoi virali, sviluppando nel continente Americano una patocenosi completamente differente in cui vaiolo, morbillo, influenza, malaria e febbre gialla erano del tutto sconosciute. L’introduzione di queste malattie, conseguenti all’arrivo degli europei e dei “mediterranei” provocò un effetto devastante per le popolazioni non immunizzate.

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Turismo: Ritardi aerei

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2009

Acquistando un pacchetto turistico, puo’ succedere che il volo intermedio parta in ritardo e faccia perdere la coincidenza con il volo successivo e con il gruppo di appartenenza. Due sono le soluzioni: tornare a casa o rincorrere il proprio gruppo. Nel primo caso si puo’ reclamare la restituzione di quanto pagato, nel secondo si puo’ esigere il rimborso delle spese sostenute per l’inseguimento del gruppo (aerei, treni, taxi, ecc.). La richiesta va fatta al tour operator entro 10 giorni dal rientro, allegando la documentazione delle spese sostenute. In aggiunta si puo’ domandare il risarcimento per danno “biologico” e da “vacanza rovinata”, ma in questo caso occorrerà rivolgersi al Giudice di pace. (fonte aduc)

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