Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘biomedica’

Riduzione dell’Iva sulla ricerca biomedica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2020

La risoluzione alla Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza NADEF 2020 approvata in Senato, impegna il Governo anche a provvedere, con la prossima legge di bilancio, ad adottare misure di detassazione che prevedano la riduzione dell’Iva su reagenti e apparecchiature a favore di enti pubblici di ricerca, IRCCS, università ed enti di ricerca senza scopo di lucro. Lo ha comunicato il Presidente di Alleanza Contro il Cancro, Ruggero De Maria, alla giornata conclusiva del 5° meeting della Rete. Lo scorso anno il Governo aveva fatto proprio un Odg, a prima firma Magi, presentato insieme ai deputati Lorenzin, Trizzino e Di Giorgi, con cui si impegnava a valutare la possibilità di introdurre in legge di Bilancio la restituzione e la riduzione dell’Iva. Una iniziativa parlamentare promossa da ACC e sostenuta da Crui, Airc, Telethon, Fondazione Veronesi, la Rete cardiologica degli Irccs e l’Associazione Luca Coscioni. «La senatrice a vita Elena Cattaneo – ha aggiunto De Maria – che è riuscita ad ottenere dopo l’ordine del giorno presentato in senato l’aggiornamento al DEF, si sta ora adoperando affinché il Governo inserisca definitivamente la riduzione dell’Iva tra le prossime iniziative per il rilancio del Paese. ACC sosterrà il lavoro dei parlamentari che si stanno impegnando perché questa proposta diventi legge».

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A Roma l’Agenzia Europea per la Ricerca Biomedica

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

“Ben venga l’idea di ospitare nel Forlanini la sede della futura Agenzia Europea per la Ricerca Biomedica,- scrive la sindaca Raggi – ma l’ex ospedale va riattivato anche per restituire ai cittadini una struttura sanitaria importantissima. Questa iniziativa potrebbe essere l’occasione per lanciare un segnale forte di investimento sulla sanità pubblica, per chiudere la stagione dei tagli e delle chiusure di presidi sul territorio. Il sistema sanitario pubblico si è dimostrato fondamentale per rispondere in modo tempestivo e con professionalità alle emergenze, come quella determinata dal coronavirus.”

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Innovazione, scienza e comunicazione nella ricerca biomedica di frontiera

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 novembre 2019

Milano, 26 novembre, presso IFOM, Via Adamello 16. Come comunicare le frontiere della ricerca oncologica, capaci di aprire prospettive importanti, sia per decifrare il male dai mille volti, sia per le nuove possibilità di terapia negli ospedali con adeguati strumenti di diagnosi e cura? A questo fine risponde il seminario che riunisce i protagonisti della ricerca e nel quale si trovano uniti il medico, lo scienziato biologo, l’ingegnere capace di inventare i nuovi strumenti per l’indagine oncologica, ma anche giornalisti scientifici. Scienza e giornalismo dunque insieme per capire e raccontare come l’integrazione delle competenze renda oggi più complessa e al tempo stesso più stimolante la comunicazione al pubblico delle sfide e dei risultati della ricerca.

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Programma di Fondazione Amgen nella ricerca biomedica e biotecnologica

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

C’è tempo fino al 1° febbraio 2019 per candidarsi ad Amgen Scholars (www.AmgenScholars.com), iniziativa che consente agli studenti italiani delle facoltà medico-scientifiche di trascorrere, a partire dal prossimo agosto, due mesi presso i più prestigiosi istituti di ricerca europei, lavorando su progetti in campo biomedico e biotecnologico.Amgen Scholars è parte di un ampio programma che la Fondazione Amgen sostiene, a livello globale, per promuovere l’educazione scientifica tra le nuove generazioni, e che comprende Amgen Teach e Amgen Biotech Experience (ABE), riservati rispettivamente a insegnanti e studenti delle scuole superiori; per questi tre programmi solo nell’ultimo triennio sono stati stanziati in Italia circa 500mila euro.A fronte di un impegno globale fino ad oggi della Fondazione Amgen di oltre 150 milioni di dollari per questi tre programmi rivolti all’educazione scientifica.
Le richieste di partecipazione ad Amgen Scholars da parte degli studenti italiani sono particolarmente numerose: nell’ultimo biennio sono state circa 100 e il nostro Paese si è posizionato tra i primi cinque in Europa per numero di candidature. Dal 2009 sono oltre 30 i giovani talenti italiani che hanno potuto prendere parte ad Amgen Scholars nelle università europee, ai quali se ne aggiungono due che hanno partecipato al programma in Istituti giapponesi. In Europa i nostri ragazzi possono essere protagonisti di questa esperienza unica presso l’Università di Cambridge, la ETH di Zurigo, l’Istituto Pasteur di Parigi, il Karolinska Institutet di Solna (nei pressi di Stoccolma) e la Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco di Baviera.
Amgen Scholars ha le sue radici nella mission della Fondazione Amgen, quella cioè di ispirare la prossima generazione di innovatori promuovendo l’eccellenza nella formazione scientifica. Nel corso di 16 anni sono stati destinati al programma Amgen Scholars ben 74 milioni di dollari sviluppando la collaborazione con 24 tra le Istituzioni educative più importanti del mondo tra Stati Uniti, Europa, Asia, Australia e Canada, tra le quali la Harvard University di Cambridge (Massachusetts), il National Institutes of Health di Bethesda (Maryland), l’Università di Cambridge e la Stanford University di Stanford (California). Nell’immediato futuro, inoltre, entreranno a far parte del già prestigioso gruppo otto nuovi partner: Duke University di Durham (North Carolina), Johns Hopkins University di Baltimora (Maryland), National University di Singapore, Tsinghua University di Pechino, University di Melbourne, University di Toronto, University of Texas Southwestern Medical Center di Dallas e Yale University di New Haven (Connecticut).Fin dal suo lancio il programma Amgen Scholars ha permesso a quasi 4.000 universitari – provenienti da 700 college e Università – di approfondire le proprie conoscenze e competenze. Quasi 900 di coloro che hanno completato gli studi accademici stanno attualmente perseguendo un diploma post-laurea e altri 280 hanno ottenuto un dottorato (Ph.D. o M.D.-Ph.D). Oltre 500 partecipanti hanno intrapreso una carriera in campo scientifico in ben 33 Paesi. Il 99% degli studenti, inoltre, ha affermato che il programma ha avuto influenza sul proprio orientamento accademico e/o professionale. Alcuni dei partecipanti al programma hanno iniziato ad assumere un peso crescente nel panorama accademico, industriale e governativo in tutto il mondo, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti, come la Rhodes Scholarship, il NIH Director’s New Innovator Award e una presenza nell’elenco di Forbes dei 30 Under 30 in Healthcare.Per ulteriori informazioni sul programma, o per inoltrare una domanda, visitare il sito http://www.AmgenScholars.com

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Ricerca biomedica

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2016

nino-cartabellottaNel gennaio 2014 la rivista The Lancet con la serie di articoli Research: Increasing Value, Reducing Waste ha lanciato un allarme alla comunità scientifica: oltre l’85% degli investimenti nella ricerca biomedica non produce adeguate evidenze per l’assistenza sanitaria e, di conseguenza, non fornisce alcun contributo nel migliorare la salute delle persone, generando ingenti sprechi.
«L’interesse per la ricerca biomedica nel nostro Paese – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – è oggi documentato da varie iniziative: il rilancio della ricerca indipendente AIFA, l’Human Technopole, la call per un’Agenzia Nazionale per la Ricerca. Tuttavia, l’inderogabile necessità di ottenere il massimo “valore” dal denaro investito impone un’attenta valutazione degli indicatori utilizzati per misurare il ritorno degli investimenti: produttività scientifica, pubblicazione di evidenze di elevata qualità, impatto della ricerca sui servizi sanitari e sugli esiti di salute, oltre ovviamente a brevetti e profitti, prioritari per chi produce farmaci e tecnologie sanitarie».Dalla serie di Lancet è nata la campagna Lancet-REWARD (REduce research Waste And Reward Diligence), che ha formulato 17 raccomandazioni su cinque aree di potenziali sprechi: rilevanza delle priorità di ricerca; adeguatezza del disegno dello studio, dei metodi e delle analisi statistiche; efficienza dei processi di regolamentazione e gestione della ricerca; completa accessibilità ai dati; usabilità dei report della ricerca.«La Fondazione GIMBE – continua il Presidente – prima e unica organizzazione italiana ad avere ufficialmente aderito alla campagna, ha realizzato la versione italiana delle raccomandazioni per diffondere la consapevolezza scientifica e sociale di quanto sia indispensabile ottenere il massimo ritorno in termini di salute dalle risorse investite nella ricerca biomedica».
Le raccomandazioni REWARD saranno inizialmente diffuse e condivise con gli stakeholders della ricerca in Italia (finanziatori pubblici e privati, ricercatori, enti regolatori, istituzioni di ricerca, comitati etici, editori e associazioni di pazienti). Successivamente, la Fondazione GIMBE avvierà un monitoraggio indipendente utilizzando gli indicatori definiti dalla campagna Lancet-REWARD.«Con questa iniziativa – conclude Cartabellotta– vogliamo ribadire l’indifferibile esigenza di restituire vigore alla ricerca biomedica con nuove modalità di supervisione e regolamentazione, per promuovere il rigore metodologico, proteggere l’integrità del processo scientifico e allontanare i ricercatori da indebite influenze. Infatti, solo garantendo il rigore in tutte le fasi del processo di ricerca la comunità scientifica potrà proteggere sé stessa dai sofismi della politica, separare le conflittuali logiche capitalistiche da quelle della scienza e dare reale valore al denaro di finanziatori e contribuenti». (foto: Nino Cartabellotta)

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Ricerca biomedica

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 gennaio 2011

Pavia 27 gennaio alle ore 17 presso l’aula Volta dell’Università si terrà il secondo appuntamento dedicato alla ricerca biomedica e alle cellule staminali. La Commissione Nazionale per la Ricerca Sanitaria, presieduta dal Ministro della Salute Prof. Ferruccio Fazio, ha recentemente approvato la graduatoria dei progetti vincitori del Bando Giovani Ricercatori per l’anno 2008, riservato ai ricercatori di età inferiore ai 40 anni. Dopo un processo di analisi di 997 progetti da parte di revisori stranieri, sono stati finanziati 57 progetti. Tra questi un progetto sulle cellule staminali derivate da placenta umana presentato da un giovane ricercatore di Pavia, Massimiliano Gnecchi, del dipartimento di Scienze Ematologiche, Pneumologiche, Cardiovascolari Mediche e Chirurgiche – sezione di Cardiologia – dell’Università di Pavia e Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo.  L’intervento di Massimiliano Gnecchi, il 27 gennaio alle ore 17 presso l’aula Volta dell’Università, avrà per titolo “E pur si muove! Dialogo sopra la ricerca “giovane” in Italia.”. Il titolo originale del progetto finanziato è “Paracrine effects and cardiac regenerative potential of fetal mesenchymal stem cells derived from human placenta”. Il terzo incontro del ciclo “Ricerca a Pavia: Successi recenti” si terrà il 3 marzo e sarà dedicato alla missione archeologica in Cappadocia.

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Convention ICT e Biomedica

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2009

Con gli interventi dell’Assessore all’Industria Andreina Farris, si sono aperti e conclusi i lavori della Convention ICT e Biomedica, organizzata dalla Regione Sardegna e dall’Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE), con il supporto di Sardegna Ricerche, l’agenzia regionale che ha realizzato e gestisce Polaris. L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di attirare l’attenzione in Sardegna di investitori esteri e favorire partnership scientifiche e tecnologiche tra imprese e centri di ricerca locali ed operatori esteri. Il forum si è svolto presso il Parco scientifico Polaris, hanno partecipato una folta delegazione di rappresentanti di aziende, enti e centri di ricerca provenienti da 14 paesi esteri, quali Canada, Cina, Emirati Uniti, Francia, Germania, Giappone, India, Israele, Regno Unito, Russia, Spagna, Svezia, Svizzera e Usa, per un totale di 61 imprese. Nella mattina di giovedì sono intervenuti, tra gli altri, Amin Al Miri, Sottosegretario al Ministero della Salute degli Emirati Arabi, Antonio Tilocca, presidente della Sfirs, e l’Assessore all’Igiene e Sanità Antonio Angelo Liori. Nel suo intervento quest’ultimo ha sottolineato il fatto che le biotecnologie non vengono più applicate esclusivamente all’agricoltura e al settore veterinario, come accadeva in passato, ma trovano finalmente delle straordinarie applicazioni nel campo della medicina. “Oggi in medicina ci sono quattro importanti campi di applicazione: i vaccini, gli anticorpi monoclonali, la terapia genica e le cellule staminali per i trapianti e la riparazione dei tessuti. E’ giusto che la Regione Sardegna si impegni strategicamente per valorizzare i nostri cervelli.” Il tema delle applicazioni delle biotecnologie nella medicina e una concreta possibilità di cooperazione tra l’Italia e gli Emirati Arabi è stato il tema dell’incontro, svolto al margine dei lavori, tra l’Assessore all’Industria Farris, l’assessore alla Sanità Liori, il Sottosegretario al Ministero della Salute degli Emirati Arabi, Amin, Al Miri, il direttore del Parco scientifico di Dubai, Dubiotech, Marco Braccanti, e il direttore dell’Ice di Dubai Francesco Alfonsi. Nel corso dell’incontro il Sottosegretario al Ministero della Salute degli Emirati Arabi, Al Miri ha invitato la Sardegna a partecipare alla Fiera Internazionale della Salute, in programma a Dubai nel gennaio 2010.

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