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Nanomechanical Sensors to Study at the Nanoscale Biomedical Challenges

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 dicembre 2017

Roma Martedì 5 Dicembre 2017, ore 11:13 Dipartimento di Scienze, CISDIC Via della Vasca Navale 79 Giovanni Longo, dell’Istituto di Struttura della Materia del CNR, terrà presso il Dipartimento di Scienze un seminario in cui verranno descritte le diverse potenzialità di applicazione di un sensore di “nanomotion” sviluppato per caratterizzare la correlazione tra vita e movimento.
Ad esempio, verrà mostrato come sia possibile studiare con tale sensore la risposta di specie batteriche a farmaci e a stimoli chimici e come monitorare i neuroni esposti alle proteine ​​amiloidi, per dimostrare a livello di singola cellula l’effetto delle diverse forme di aggregazione delle proteine, e ancora come ottenere una rapida caratterizzazione della risposta delle cellule tumorali ai farmaci antitumorali. Tutti questi risultati indicano che esiste una stretta correlazione tra movimento e vita e che un sensore in grado di trasdurre questi movimenti può fornire un nuovo punto di vista nell’analisi dei sistemi viventi e consentire un nuovo modo di caratterizzare l’attività metabolica.

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Il collegamento Università-mondo delle imprese è già realtà all’Università Campus Bio-medico di Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2015

Campus biomedical TrigoriaRoma Spesso evocato, più raramente realizzato, il collegamento Università-mondo delle imprese è già realtà all’Università Campus Bio-medico di Roma. L’Ateneo romano sta in questi giorni facendo da apripista del nuovo “graduate program” portando a termine la fase di avviamento del primo esperimento di “dottorato su misura per l’azienda”. Un nuovo percorso formativo che integra, in un unico ciclo, laurea magistrale e dottorato di ricerca, con il coinvolgimento diretto delle imprese nel disegno del percorso formativo. Primo Ateneo italiano a sperimentare questa formula, l’Ucbm sta ora ultimando il ciclo magistrale del percorso.
Contestualmente è ai blocchi di partenza il “progetto Intese”, finanziato per un milione, il 50% del quale coperto da risorse della Regione Lazio. In due anni équipes di cervelli impegnati nel campo delle bioscienze verranno così incontro ai bisogni d’innovazione delle Pmi laziali, offrendo loro supporto nella progettazione e nello sviluppo di dispositivi d’avanguardia nel settore biomedicale.
Occasione per accendere i riflettori sul ponte “Università-imprese” è stata l’inaugurazione del 23° anno accademico dell’Università Campus Bio-Medico, avvenuta tra gli altri alla presenza di S.Em. Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, che durante l’omelia della S. Messa d’inaugurazione, riprendendo le parole di Papa Francesco, ha invitato a “rendere l’università un luogo in cui elaborare una cultura della prossimità e formare alla solidarietà”. L’Ateneo è da sempre proteso verso l’innovazione, con il suo Centro Integrato di Ricerca (CIR), 40 unità operative, 20 laboratori di ricerca e oltre 100 ricercatori in organico al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.
“Abbiamo proseguito nel rafforzamento del corpo docente e i frutti di tale impegno – ha ricordato il Presidente dell’Università, Felice Barela – sono i risultati lusinghieri dei nostri laureati in Medicina, che nel concorso nazionale per l’accesso alle scuole di specializzazione si sono collocati, secondo valutazioni esterne, tra i primi sei Atenei italiani”. “Una menzione speciale va poi ai nostri 17 docenti che sono rientrati nel novero dei Top italian scientists” I risultati dell’attività di ricerca sono stati sintetizzati dal Rettore, Andrea Onetti Muda. “Per il 2014 abbiamo avuto una crescita dell’11% del numero delle pubblicazioni, con un aumento del 22% dell’Impact factor normalizzato, l’indicatore internazionale della qualità delle stesse pubblicazioni. Oltre 130 sono i progetti di ricerca attivi negli ultimi 12 mesi, con un balzo di quelli presentati su bandi europei del 75% rispetto al 2014.” “Alla nostra selezione del personale docente – ha poi aggiunto il Rettore – abbiamo affiancato con molto coraggio la valutazione esterna del nostro Policlinico con la Joint Commission International, il più grande organismo internazionale di verifica della qualità, autocandidandoci inoltre per la visita dell’Anvur, l’Agenzia nazionale per la valutazione dell’Università e la ricerca”.

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Il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico conquista per l’Italia la stella della Joint Commission International (JCI)

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 settembre 2014

Campus biomedical TrigoriaL’accreditamento internazionale che certifica l’aderenza a ben 368 standard di qualità delle prestazioni sanitarie erogate. Un riconoscimento che avviene dopo aver superato le severe verifiche dei commissari internazionali, giunti da Chicago per scandagliare il Policlinico Universitario in ogni angolo, verificando la sicurezza della struttura e tutti i servizi rivolti ai pazienti.Con questo riconoscimento l’Italia conquista così la 18ma stella della qualità in sanità, consolidando il proprio primato nella classifica europea delle strutture ospedaliere secondo l’organizzazione internazionale che detiene oggi i più severi standard a livello mondiale.“Il Campus Bio-Medico è da sempre impegnato a porre la persona al centro, ma volevamo che questo impegno fosse misurabile con parametri oggettivi, in base ai migliori standard internazionali” – commenta Joaquín Navarro-Valls, Presidente del Comitato del Campus Bio-Medico che ha coordinato le attività per l’accreditamento.La certificazione non riguarda soltanto l’attività sanitaria, ma anche quella didattica e di ricerca. Il Policlinico del Campus Bio-Medico è così il primo ospedale universitario della capitale a ottenere il prestigioso riconoscimento per Academic Medical Center Hospital. In tutta Italia solo altri due Policlinici – quelli di Udine e Trieste – vantano il medesimo certificato di qualità.A Roma e nel Lazio, una sola altra struttura è accreditata JCI: l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Proprio qui, l’estate scorsa, a seguito di un improvviso e violento incendio, l’applicazione degli standard di sicurezza JCI aveva consentito il salvataggio in pochi minuti dei piccoli pazienti, alcuni intubati.Joint Commission International è un’organizzazione internazionale con sede a Chicago, nata 75 anni fa negli Usa per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria. Oggi è il più grande ente di accreditamento in sanità, con ramificazioni in 90 Paesi di ogni continente, dove ispeziona quasi 20mila organizzazioni e servizi sanitari. Negli Stati Uniti le strutture sanitarie accreditate JCI sono oltre 3mila.“Una garanzia assoluta di qualità e sicurezza per i nostri pazienti – commenta il Direttore Generale del Policlinico Campus Bio-Medico, Gianluca Oricchio – Per comprendere la severità dei parametri JCI basta scorrere la check list per la sicurezza del paziente in sala operatoria: ben 21 adempimenti solo per regolare la fase che precede l’anestesia, la fase chirurgica e quindi l’uscita dalla sala”.“L’integrazione di didattica, ricerca e attività clinica, con le loro differenti esigenze, è un compito impegnativo per ogni Policlinico Universitario – spiega il Presidente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, Felice Barela – ma proprio per questo abbiamo scelto di puntare all’accreditamento JCI nella forma più ampia, comprendente non solo l’ambito sanitario”.L’accreditamento JCI è su base volontaria e in costante aggiornamento. Raggiunto il riconoscimento, le strutture sanitarie restano infatti sotto stretta osservazione e basta la mancata aderenza a un solo standard per perdere la prestigiosa “stella”. Controlli possono scattare anche all’insorgere di problemi rilevati a mezzo stampa. Ogni tre anni le strutture accreditate devono sottoporsi a un nuovo esame, condotto in loco dai valutatori della Joint Commission International.Gli standard JCI sono frutto del consenso della comunità scientifica internazionale, vengono elaborati e aggiornati da una vera e propria task force dell’organizzazione, per essere infine approvati da un Board internazionale.A ogni standard corrisponde un livello di qualità richiesta per ottenere l’accreditamento. La verifica di conformità avviene attraverso visite ispettive degli esperti JCI, che a ciascuno standard assegnano un punteggio che concorre a quello complessivo necessario a ottenere l’accreditamento.I 368 standard sono raggruppati in 14 funzioni: 1- Obiettivi internazionali per la sicurezza del paziente; 2- accesso all’assistenza e continuità delle cure; 3- diritti del paziente e dei familiari; 4- valutazione del paziente; 5- cura del paziente; 6- assistenza anestesiologica e chirurgica; 7- gestione e utilizzo dei farmaci; 8- educazione del paziente e dei familiari; 9- miglioramento della qualità e sicurezza del paziente; 10- prevenzione e controllo delle infezioni; 11- governo leadership e direzione; 12- gestione e sicurezza delle infrastrutture; 13- qualifiche e formazione del personale; 14- gestione della comunicazione e delle informazioni.Particolarmente numerosi gli obiettivi indicati per la sicurezza del paziente, che vanno dalla sua corretta identificazione alla riduzione dei rischi di caduta accidentale, che in Italia rappresentano uno dei più frequenti eventi ‘sentinella’ di rischio per i ricoverati. Altri obiettivi riguardano la sicurezza della somministrazione dei farmaci ad alto rischio, le corrette procedure per garantire al meglio l’intervento in sala operatoria, la riduzione del rischio d’infezioni ospedaliere e, non da ultimo, l’efficacia della comunicazione verso il paziente e tra operatori.Una check list ad alto indice di protezione del paziente, da oggi certificata a livello internazionale per gli assistiti del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico.

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