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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Bartoletti: “Medicina estetica è sempre meno aggressiva”

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

Rome Cavalieri Waldorf Astoria’Oltre 2.500 partecipanti previsti, 460 abstract di relatori provenienti da 20 paesi non solo europei e oltre 100 aziende espositrici. Numeri da congresso ‘monstre’ quelli del 37° congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Estetica (SIME) che si tiene al ‘Rome Cavalieri Waldorf Astoria’ dal 13 al 15 maggio 2016, che quest’anno comprenderà anche l’11° European congress of Aesthetic Medicine e l’11° congresso dell’Accademia Italiana di Medicina Anti Aging (AIMAA). “Uno sforzo organizzativo enorme quanto l’attesa dei risultati che emergeranno dal confronto internazionale – sottolinea il presidente della SIME Emanuele Bartoletti – una soddisfazione grande che gratifica tutti noi medici estetici”. Molti, ovviamente, i temi che verranno affrontati al congresso, e molte anche le novità su cui si confronteranno gli esperti. A partire dai nuovi ‘Boxing ring’ in cui due esperti si confronteranno su temi ‘caldi: uno su ‘Biostimolazione con sostanze esogene (acido ialuronico e PDRN) versus biostimolazione autologa (cellule staminali derivate da grasso e plasma arricchito in piastrine)’ e un altro sulla crescente richiesta di ‘sollevamento’ degli zigomi di questi ultimi anni ‘Filler versus fili: quando usare i primi e quando i secondi?’ Ma vediamo quali sono i temi più interessanti e importanti del congresso, secondo il presidente Emanuele Bartoletti.
I peeling. Sono una metodologia storica sempre più utilizzata in medicina estetica. La ricerca scientifica ha realizzato una serie di prodotti molto interessanti: il vantaggio è quello di riuscire ad ottenere con i nuovi metodi gli stessi risultati che una volta si ottenevano con peeling molto più aggressivi. La minor ‘aggressività’ si basa sull’interazione di diverse sostanze: si abbassa la percentuale dei vari elementi caustici che la compongono – ovviamente stiamo sempre parlando di soft peeling, non di interventi ‘importanti’ – e però l’effetto migliora rispetto al passato. L’acido glicolico ha un’efficacia minore se utilizzato da solo anziché insieme ad altri acidi. Mantenendo sempre la sicurezza. Anche il peeling al fenolo – oggetto di una sessione al congresso – è importante perché fatto in sala operatoria, e le rughe… le cancella bene! E’ sicuramente un impegno fisico importante per il paziente, ma i risultati sono migliori di qualsiasi laser (anche ablativo). I risultati su rughe e macchie sono veramente eccezionali: senza dimenticare che essendo un poco più aggressivo può dare qualche effetto collaterale anche ‘importante’. E per questo è necessario che venga utilizzato solo da persone esperte.
La tossina botulinica non segue più le zone fisse di infiltrazione ma tiene conto del fatto che ogni viso ha ‘esigenze’ diverse: non esistono due pazienti che corrugano la fronte nello stesso modo. Opinion leader internazionali si confrontano su ‘massimo risultato con il minimo utilizzo di materiali’, perché oggi studiando i punti delle iniezioni e le quantità di prodotti si possono ottenere grandi risultati con l’utilizzo di minor quantità di ‘materiali’. Le ultime indicazioni degli esperti estetici dicono che è meglio utilizzare meno tossina e più di frequente (anche se mai ripetere il trattamento prima dei 4 mesi) piuttosto che in grandi quantità per far durare di più il risultato con effetti però paralizzanti e risultati poco naturali. Molto probabilmente dal congresso partirà la richiesta di una vera e propria ‘consensus conference’ per fissare delle linee guida condivise.
Verranno presentati i risultati – a dire il vero ‘ottimi’ – sul miglioramento del tono cutaneo in questi distretti ottenuti con fili di biostimolazione, fili di sospensione e sostanze come l’acido polilattico o l’idrossiapatite di calcio debitamente diluite rispetto a quelle che si usano sul viso, per ottenere una produzione di collagene in grado di riportare un vero ‘ricompattamento’ cutaneo.
La cute delle palpebre è molto delicata e interessa sia la chirurgia che la medicina estetica. Ovviamente in questo campo l’acido ialuronico la fa da padrone, ma oggi ci sono acidi ialuronici specificamente indicati per questa regione. L’area di più difficile trattamento è quella delle occhiaie, e debbo dire che ad oggi i risultati migliori a livello delle occhiaie si ottengono con infiltrazioni di cellule staminali di tessuto adiposo associate a plasma arricchito di piastrine. E’ cosa diversa dal lipofilling che si faceva una volta, troppo ‘grossolano’ per correggere una zona con pelle molto delicata e adesa all’osso sottosante e, qualche volta, pigmentata. Il plasma arricchito riesce addirittura a migliorare la pigmentazione cutanea, e le cellule staminali di tessuto adiposo riescono a migliorare l’ispessimento del tessuto delle occhiaie, senza rischio di effetti collaterali indesiderati. Al massimo il trattamento va ripetuto un’altra volta in tempi più brevi del previsto. Si va avanti in maniera progressiva con le nuove scoperte della medicina rigenerativa.
Sia il prelievo di tessuto adiposo che il suo reinnesto sono sempre meno ‘chirurgici’, perché le metodologie sono studiate per essere sempre meno invasive. Oggi riusciamo a fare il riempimento delle zone identificate di una paziente in maniera talmente poco invasiva che poterebbe quasi andare a cena fuori la sera stessa! Mentre in chirurgia plastica ricostruttiva l’utilizzo delle cellule staminali è rimasto un poco ‘bloccato’ – anche perché non ancora previste dai DRG ospedalieri – in medicina estetica il loro utilizzo è molto più avanzato perché riesce a dare risultati ottimi. E s’intravede un futuro radioso all’orizzonte, soprattutto perché la vera medicina estetica è orientata al ‘mantenere’ più che al ‘modificare’.
Grazie al grande sforzo informativo della stampa e alla nostro capillare aggiornamento ai medici oggi tutti hanno capito che l’utilizzo dei filler permanenti è assolutamente da evitare. Stiamo trattando i casi di complicanze da filler permanenti già utilizzati qualche anno fa, perché ormai di nuovi casi se ne vedono pochi.
L’ambulatorio delle complicanze strutturato all’ospedale Fatebenefratelli dell’isola Tiberina di Roma fornisce al paziente un approccio diagnostico completo: addirittura ora abbiamo un ecografista ultrastrutturale. Un poco sono i medici che di fronte ad una complicanza inviano il paziente a questo ambulatorio, un poco sono i pazienti stessi che vi si rivolgono direttamente. Ormai c’è una media di un nuovo paziente al giorno, e si cominciano a vedere complicanze da filler riassorbibili. L’unica sostanza che ha un antidoto è l’acido ialuronico – la ialuronidasi – che se iniettata in loco lo scioglie istantaneamente. E questo lo rende molto più facile da utilizzare e ‘tranquillo’. Le complicanze non sono solo noduli e granulomi, ma anche iniezione intravascolare con necrosi cutanea: e con l’acido ialuronico posso sempre intervenire, mentre con altri prodotti ho sicuramente più problemi.
Le ultime novità. In testa a tutto ci sono i nuovi filler – l’agarosio, importante alternativa all’acido ialuronico – e il collagene come biostimolazione, pratica che invece fino ad oggi è stata fatta solo con acido ialuronico. Questa trasformazione di un prodotto che si usa in chirurgia plastica per la cura delle ferite trasformato in iniettabile per la biostimolazione è una novità importante, con studi molto ben fatti: un esempio di come dovrebbero presentarsi i nuovi prodotti. La nostra società scientifica chiede sempre che le aziende facciano delle sperimentazioni cliniche importanti prima della messa in commercio dei prodotti.

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Biostimolazione rivisitata

Posted by fidest press agency su domenica, 8 maggio 2011

Celebran a senescente de 103 años

Image by talcahuanofotos via Flickr

La biostimolazione consiste nell’attivazione delle funzioni biologiche della cute al fine di ottimizzarne l’omeostasi con un conseguente miglioramento estetico. Negli ultimi anni, si sostiene sempre più che il ringiovanimento estetico di una pelle senescente, opaca ed asfittica, passa necessariamente attraverso un’intensa attività di biorivitalizzazione mediante un apporto costante di sostanze nutrienti e biostimolanti. La dermovalorizzazione a propulsione, trattamento medico-estetico non invasivo, ha come obiettivo, la veicolazione di ossigeno molecolare ad alta pressione, negli strati cutanei vitali al fine di aumentarne l’idratazione, il tono, la densità cutanea e la luminosità, in maniera dolce, efficace oltre che indolore poiché si è in assenza di iniezioni. Tale propulsione facilita il rapido assorbimento nella pelle degli ingredienti chiave. Attivando il processo osmotico si aiuta così a veicolare negli strati cutanei principi attivi totalmente naturali e privi di conservanti oltre che estratti fitoceutici, atti ad ottimizzare la fisiologia della cute. Tale metodica permette di contrastare e prevenire l’invecchiamento cutaneo attraverso la ricostruzione e la riorganizzazione della struttura della pelle. Tale metodica consiste in una delle tecniche più efficaci ed avanzate per il ringiovanimento cutaneo non invasivo. La prerogativa della dermovalorizzazione a propulsione è di ottimizzare la propulsione di ossigeno proteggendo la sua stabilità molecolare attraverso specifiche molecole “scavenger” di origine vegetale e contemporaneamente amplificare l’effetto delle cellule meristematiche vegetali unendole alla vitalità dell’osssigeno.
La seduta ambulatoriale consiste: dopo aver deterso la cute, prima nell’applicazione di un peeling booster specifico, successivamente nell’erogazione di ossigeno molecolare per 20/40 minuti in relazione alle necessità delle zone da trattare tra viso-collo-decolleté e per ultimo nell’applicazione di una maschera plasmabile a base di alginati marini. In linea di massima, il protocollo si basa su una seduta a settimana per quattro settimane poi due sedute ogni quindici giorni per due volte ed in fine richiami di mantenimento mensili. La seduta ambulatoriale ha una durata complessiva che varia dai 30 ai 60 minuti. E’ un trattamento adatto tanto per una pelle giovane quanto per una cute anziana. I risultati si hanno già dalle prime sedute (migliora la texture, aumenta l’idratazione, il tono, la densità cutanea e la luminosità). La dermovalorizzazione a propulsione può dunque essere considerata una vera e propria terapia medica non invasiva, indicata sia a scopo preventivo che terapeutico. (Dott. M.G. Di Russo, Dott. M. Belmontesi, Dott. U. Borellini, Dott. M. Ruspi)

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Mano, riempimento e biostimolazione

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2009

Roma dal Congresso di medicina estetica.Mani di fata, morbide e bianche come la neve anche superata la soglia degli ‘anta’? Da oggi non è più una mission  impossible grazie ad una serie di tecniche e nuovi prodotti messi a disposizione dei medici estetici e delle loro pazienti. “Il dorso delle mani ha due problemi – spiega Emanuele Bartoletti, segretario generale della SIME – tende a scheletrizzarsi, andando avanti con l’età e si macchia. Per le macchie ormai il gold standard dei trattamenti è la luce pulsata che riesce a risolvere bene il problema, associata semmai a qualche peeling.  In alternativa o in associazione a questi trattamenti ‘riempitivi’ si può biostimolare la pelle delle mani, per dargli più turgore, con acido ialuronico di ultima generazione che richiama acqua e quindi idrata in profondità il derma”.  “Le mani sono state un po’ trascurate finora dalla medicina estetica – aggiunge Magda Belmontesi, dermatologa, docente Scuola Internazionale di Medicina Estetica della FIF – che oltre che rimuovere le macchie e i segni del photoaging altro non faceva. “Grazie all’arrivo dell’injector di Hydro-reserve le possibilità di correzione sono nettamente aumentate.” La tecnica consiste nel fare una serie di ‘punturine’ di acido ialuronico ‘a tappeto’ su tutto il dorso delle mani, che nel corso delle sedute si va progressivamente riempiendo e rimpolpando, correggendo il processo di scheletrizzazione.   Anche in questo caso si può alternare il trattamento con acido ialuronico al peeling con la tecnologia Enerpeel specifica per le mani (Enerpeel Hand).  Il pacchetto di trattamento completo (sedute di peeling alternate a sedute di injector) può essere ripetuto un paio di volte l’anno. Ci sono però pazienti che hanno un tale beneficio che poi magari ripetono un injector ogni 50-60 giorni, soprattutto persone avanti con l’età. in questo modo mantengono più a lungo l’efficacia, per cui non è più necessario ripetere tutto il ciclo. I costi per la seduta di peeling si aggirano sui 180 €, per quella di injector di Hydro-reserve sui 300 €.

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