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Blitz di Azione Studentesca Roma alla Stazione Termini: “Atac nun te reggo più!”

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2016

azione-studentescaRoma Questo pomeriggio i militanti di Azione Studentesca Roma hanno fatto irruzione nelle stazione Termini lanciando alcuni volantini che recitano lo slogan ‘’ATAC NUN TE REGGO PIÙ’’. «La nostra azione simbolica – rivendicano gli organizzatori – è mirata a contestare l’inefficienza del servizio di trasporto pubblico romano, tutti i giorni abbiamo a che fare con gli stessi problemi: autobus strapieni, mezzi di trasporto sporchi e vecchi e il continuo guasto e ritardo della metropolitana. Inoltre – concludono – è inaccettabile lo sproporzionato prezzo degli abbonamenti, in un’epoca di crisi economica chiediamo che l’abbonamento per noi studenti abbia un prezzo modico».

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Rai, blitz agostano per garantire governo in vista del referendum

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 agosto 2016

“Siamo alla vigilia di importanti appuntamenti istituzionali-politici come il referendum. Ho il fondato sospetto che questa accelerazione sia stata il frutto della volontà di avere tre tg con tre direttori tutti e tre rispondenti ad un’area governativa”. Così Michele Gotor, senatore della minoranza pd, che si è dimesso dalla commissione di vigilanza Rai ai microfoni di Radio 24 durante la trasmissione “Ma cos’è questa estate”. “Le nomine sono di competenza del direttore generale della Rai – prosegue Gotor – a me non è piaciuta un’altra cosa. Sulle nomine non ho nulla da eccepire, non mi permetterei di farlo rispetto alla professionalità dei nomi scelti. Ci siamo dimessi perché abbiamo ritenuto molto grave che la commissione di vigilanza Rai (che ha competenza per indicare una missione del servizio pubblico) si sia trovata di fronte ad un mezzo piano editoriale delle linee di indirizzo, dal mio punto di vista estremamente superficiali. E’ stato il combinato disposto tra un piano appena abbozzato e il blitz agostano di queste nomine a far capire che abbiamo rovesciato l’ordine dei fattori. Il piano editoriale diventa il pretesto per procedere a delle nomine che, secondo la mia valutazione e dell’altro collega dimessosi Fornaro, costituiscono un tentativo di normalizzare un servizio pubblico che per costituzione deve garantire il pluralismo politico-culturale”.

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“Oggi come Cento anni fa, in trincea per l’Italia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2015

blitzBlitz dei ragazzi di Gioventù Nazionale Roma, ieri mattina, per celebrare il 4 Novembre, anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale e giorno in cui veniva celebrata la festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, una ricorrenza ormai finita nel dimenticatoio dopo essere stata abrogata dal Parlamento nel 1977.
“Le nuove generazioni non sanno nemmeno che cosa sia il 4 Novembre e quale sia il suo significato e, al giorno d’oggi, sembra che nessuno sia intenzionato a spiegarglielo, forse perché non gli conviene, o peggio, non lo ritiene importante.
Cento anni fa migliaia di Italiani, hanno combattuto nelle trincee, e molti, soprattutto ragazzi, sono morti, per amore dell’Italia, per difenderla dalle invasione straniere.
Oggi che la Nostra Identità Nazionale viene messa a rischio ogni giorno, vogliamo dimostrare che c’é chi ancora non si arrende, chi non scorda il sacrificio di coloro che hanno dato la vita affinchè non perdessimo la nostra libertà e il nostro essere Italiani, ragazzi che sono stufi di vedere la propria Patria svenduta ed usata da finti buonisti, che hanno a cuore solo il loro tornaconto personale”.
È quanto dichiara Francesco Todde, Dirigente Romano di Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d’Italia. (foto:blitz)

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Blitz al salone del libro

Posted by fidest press agency su domenica, 13 Mag 2012

Torino Greenpeace occupa gli stand di Giunti e Rizzoli al Salone del Libro di Torino. Dopo il lancio del rapporto “Favole ammazza foreste!”, che inchioda i due giganti dell’editoria italiana, ancora nessun impegno da parte dei diretti interessati. Per questo i protagonisti delle favole “ammazza foreste”, scoperte da Greenpeace, sono andati ai loro stand per chiedere un incontro e trovare una soluzione.L’attrice e testimonial di Greenpeace Barbara Tabita nei panni di “Alice nel paese delle meraviglie” e un attivista vestito da Cappellaio matto hanno fatto visita a Rizzoli con il messaggio “Vietato distruggere le foreste nella mia favola”. La stessa richiesta è stata portata allo stand di Giunti dagli attivisti vestiti da “ I tre porcellini”. I protagonisti delle due favole erano scortati dalle tigri di Greenpeace con i messaggi “Rizzoli distrugge la mia casa” e “Giunti distrugge la mia casa”.«È dal 2010 che chiediamo a Rizzoli e Giunti di adottare delle politiche della carta a Deforestazione Zero senza avere risposte – afferma Chiara Campione, responsabile campagna Foreste di Greenpeace Italia. – Se siamo qui oggi è perché i lettori devono sapere che i libri di questi editori sono contaminati dalla deforestazione e dall’estinzione di specie protette».A marzo 2012 Greenpeace ha fatto analizzare presso l’Istituto Tedesco della Scienza e Tecnologia della Carta undici libri per bambini, stampati in Cina nel 2011, di Giunti Editore (Giunti Kids e Dami) e del Gruppo RCS (Rizzoli e Fabbri). Quattro degli undici libri analizzati contenevano fibre di legno duro tropicale (MTH) provenienti dalla distruzione delle ultime foreste indonesiane. Questi i titoli delle favole “ammazza foreste” stampate in Cina: “Alice nel paese delle meraviglie” e “Le Mamme” (Rizzoli) – “I tre porcellini” e “Le Macchine” (Dami).La Cina è il primo mercato per la vendita della carta delle multinazionali indonesiane APP e APRIL. Le due aziende, APP in particolare, per produrre la carta distruggono le foreste e condannano all’estinzione le ultime tigri di Sumatra e specie arboree protette dal CITES come il ramino. Nonostante il dato allarmante, aumentano i libri di editori italiani, specialmente quelli per bambini, stampati in Cina.
Greenpeace, al Salone Internazionale del Libro di Torino, ha lanciato l’edizione aggiornata della classifica “Salvaforeste”. Cresce il numero delle case editrici che raggiungono la fascia “verde”, passate da 15 a 76 in soli due anni. Dal 2010, infatti, un numero sempre maggiore di piccoli e grandi editori ha adottato delle politiche di acquisto della carta a Deforestazione Zero. Tra questi Feltrinelli, De Agostini, Mondadori e il Gruppo GEMS. «Cosa aspettano Rizzoli e Giunti a fare lo stesso?» – conclude Campione. Scarica il rapporto “Favole ammazza foreste!” e leggi la classifica “Salvaforeste” su: http://www.deforestazionezero.it

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Per le vie di Roma sul nucleare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

NO al Nucleare

Image by uomoplanetario.org via Flickr

Roma i volontari di Legambiente Lazio questa mattina hanno colorato le strade della capitale, dalla stazione Anagnina lungo la Via Tuscolana e la Via Appia, per attirare l’attenzione e sensibilizzare i passanti sui referendum. Da Giulio Agricola a Numidio Quadrato, da Colli Albani a Furio Camillo i cittadini hanno accolto con interesse i volontari, chiedendo materiale informativo e volantini sui tre quesiti referendari per acqua e nucleare. Un blitz con maschere antigas, tute no-nuke, stendardi e bandiere per la vittoria dei SÌ ai referendum per l’acqua pubblica e per fermare il nucleare dei prossimi 12 e 13 giugno: così
“La risposta della gente è entusiasmante, il nucleare si può fermare e l’acqua può restare un bene di tutti, se il 12 e 13 giugno saranno tanti i voti delle persone ai referendum – ha commentato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. – Visto il silenzio che c’è sui grandi mezzi di informazione, su diverse reti RAI e MEDIASET soprattutto, nelle prossime ore moltiplicheremo le iniziative, fondamentali per coinvolgere le persone.”
“Dopo la sentenza della Corte di Cassazione sul referendum nucleare, tutti i dubbi sono stati spazzati via: se vogliamo un futuro senza nucleare e senza privatizzazioni dei beni comuni la strada da percorrere è quella del voto ai referendum – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. – È il momento di chiarire le proprie posizioni, chiediamo ancora una volta alla Presidente Polverini e al Sindaco Alemanno di esprimere la loro posizione, con fatti concreti piuttosto che a parole, dichiarando la contrarietà al nucleare e alla privatizzazione dei beni comuni.”

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Blitz Nas nei centri estetici

Posted by fidest press agency su domenica, 22 Mag 2011

Il blitz compiuto dai Nas in alcuni centri estetici tra Venezia e Treviso, e che ha portato al sequestro amministrativo di due esercizi di Mestre gestiti da cinesi, riacutizza l’allarme sull’imprenditoria fuorilegge dagli “occhi a mandorla”. Il dilagare del fenomeno, più volte segnalato da Confartigianato Provinciale di Venezia, viene stigmatizzato da Dante Simionato, presidente della categoria acconciatura ed estetica aderente all’associazione. “Innanzitutto voglio complimentarmi con le forze dell’ordine per l’efficacia dell’operazione e per il lavoro che svolgono costantemente sul territorio – dichiara Simionato – Questo dimostra come vada sempre tenuta alta l’attenzione sulla concorrenza sleale e l’abusivismo, vera e propria piaga nel nostro settore e che più volte come associazione abbiamo denunciato. I controlli devono essere particolarmente attenti proprio nei confronti di quelle nuove attività di acconciatura ed estetica, avviate nella maggior parte da cittadini cinesi, ormai presenti in molti comuni. In particolare, come dimostrano le irregolarità riscontrate nei due esercizi di Mestre posti sotto sequestro, va sempre monitorata la presenza dei requisiti di qualificazione professionale del titolare, la presenza del responsabile tecnico, le prescrizioni igienico-ambientali dei locali e degli strumenti di lavoro e, soprattutto, la conformità dei prodotti usati in queste aziende secondo quanto prevede la legge 713/1986 sulla sicurezza dei prodotti cosmetici”. Perché allora molti cittadini continuano ad affidare la cura del proprio corpo a centri estetici e a saloni di bellezza gestiti da cittadini cinesi? “Perché questi esercizi propongono prezzi ultracompetitivi – chiarisceSimionato -: ad esempio, da un acconciatore cinese, uno shampoo + taglio capelli costa 8 euro a fronte dei 16-20 euro applicati dai negozi ‘regolari’. Prezzi così bassi da essere improponibili per una salone che rispetta le regole, sia dal punto di vista fiscale sia da quello contributivo e retributivo, nonché in rispetto alle norme sulla salubrità e sicurezza dei prodotti. Tutto ciò fa pensare, e anche gli ultimi fatti ci danno ragione, che in molti esercizi gestiti da extracomunitari vi possano essere situazioni di irregolarità non trascurabili e soprattutto pericolose per la clientela che si affida a questi operatori. Nessuna contrarietà ovviamente a nuovi saloni da chiunque gestiti, ma sempre e comunque nel rispetto della legge per una leale concorrenza”.

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Respinto il blitz di caccia selvaggia

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2010

“Ha prevalso il senso di responsabilità nel Parlamento e nel Governo che ha evitato di estendere la stagione venatoria senza limiti certi e respinto una vera e propria deregulation venatoria.” Lo dichiarano le associazioni Altura, Amici della Terra, Animalisti italiani, Cts, Enpa, Fare Verde, Greenpeace, Memento Naturae, No alla caccia, Lav, Legambiente, Lida, Lipu, Mountain Wilderness, Oipa, UNA, Vas, WWF Italia dopo il voto dell’articolo 43 della legge Comunitaria approvato dall’Aula della Camera dei Deputati. L’articolo recepisce correttamente molte delle richieste avanzate dalla Commissione Europea con la procedura d’infrazione 2006/2131 e consente all’Italia di attrezzarsi meglio per gli imminenti giudizi della Corte di Giustizia Europea. “Dal punto di vista sostanziale, – osservano i rappresentanti delel associazioni che davanti a Montecitorio hanno manifestato a lungo in questi giorni – l’articolo introduce importanti novità sotto il profilo della tutela della natura e degli animali selvatici, come una maggiore protezione degli habitat naturali e il divieto di caccia durante i periodi di riproduzione e migrazione degli uccelli. Resta il rammarico per l’indebita concessione alle doppiette rappresentata dalla possibilità di deroga regionale al calendario venatorio, seppure contenuta alla sola prima decade di febbraio e sottoposta al parere dell’ISPRA”. “Con il voto odierno, – soggiunge – la Camera dei Deputati ha tuttavia ribadito il suo chiaro no a “caccia selvaggia” e messo la parola fine ai tentativi di stravolgimento della legge sulla tutela della fauna.  Ringraziamo tutti i Deputati di maggioranza e di opposizione che, con un impegno straordinario, si sono fatti interpreti, in questi giorni, delle nostre istanze e di quelle della natura.”

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Greenpeace e il reattore che si vuole in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 30 marzo 2010

Olkiluoto (Finlandia) Tre attivisti di Greenpeace hanno scalato una delle gru nel cantiere del reattore nucleare di Olkiluoto 3, in Finlandia, srotolando uno striscione con la scritta “Più rifiuti nucleari per i nostri figli”. Gli attivisti chiedono lo stop della costruzione del terzo reattore di Olkiluoto a causa dei rischi per la salute e per l’ambiente dovuti alle scorie radioattive. Il terzo reattore di Olkiluoto, un EPR della stessa tipologia di quelli che si intende costruire in Italia, è infatti progettato per bruciare uranio più intensamente e, di conseguenza, produrrebbe rifiuti molto più radioattivi di quelli prodotti dai reattori di seconda generazione già esistenti. Tre attivisti che hanno partecipato al blitz sono stati arrestati. Il piano finlandese è quello di seppellire i rifiuti nucleari a elevata radioattività nella stessa isola di Olkiluoto, sulle coste del mar Baltico e in parte direttamente sotto il mare. Se il contenimento non riuscisse, i rifiuti radioattivi contaminerebbero il Mar Baltico in 50-100 anni. La prevista discarica di scorie nucleari a Olkiluoto sarebbe un crimine ambientale e non una soluzione per i rifiuti nucleari. In Italia, invece, il Governo non ha ancora comunicato come e dove intenderebbe smaltire le scorie nucleari. «Non esiste un modo per smaltire le scorie radioattive in sicurezza in nessuna parte del mondo: questo deve essere molto chiaro a chi pensa di riportare il nucleare in Italia» conclude Lepore.

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