Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘blocchi’

Blocchi della didattica e degli esami

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2010

“Le nostre fonti in alcuni Atenei italiani riferiscono di blocchi della didattica e delle sessioni di esame, estremi atti di prevaricazione messi in atto da professori senza scrupoli pronti a calpestare i diritti degli studenti nel tentativo di contrastare una riforma che finalmente li inchioda ai loro doveri ed alle loro responsabilità di pubblici dipendenti “ così Andrea Volpi, leader di Azione Universitaria – movimento studentesco vicino al PDL – commenta i blocchi delle attività in alcune università denunciati dagli studenti. “Impedire agli studenti di sostenere un’intera sessione di esami – aggiunge Volpi – significa non solo violare il diritto allo studio sancito nella nostra costituzione, ma soprattutto porre un forte ostacolo nel percorso formativo degli studenti, spesso Fuori Sede e lavoratori, che tra mille sacrifici personali e delle loro famiglie pagano tasse onerose spesso in cambio di servizi insufficienti: per questo invitiamo i Rettori a garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche e laddove i diritti degli studenti non vengano tutelati non esiteremo a sporgere regolare denuncia per interruzione di pubblico servizio “

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Pedaggio sulla Salerno Reggio Calabria

Posted by fidest press agency su domenica, 30 maggio 2010

E’ inserito nella manovra. E’ un’offesa ed un insulto ai cittadini. Mettere a pagamento una mulattiera, ancora in costruzione dopo trent’anni, diventata ormai un affare colossale per le mafie, è il danno oltre che la beffa. Piuttosto, dovrebbero essere lo Stato a risarcire i cittadini che percorrono la Salerno Reggio Calabria per gli evidenti rischi che corrono” lo affermano in una nota congiunta l’on. Ignazio Messina, Responsabile Nazionale IdV enti locali e coordinatore IdV Calabria e l’on. Carlo Monai, capogruppo Idv in commissione Trasporti. Siamo pronti a fare blocchi e manifestazioni contro questa misura e lanciamo una sfida al presidente del Consiglio e al ministro Tremonti: li aspettiamo, a bordo delle loro fiammanti auto blu, all’imbocco dell’autostrada per percorrerla insieme. Solo così, forse, si renderanno conto di cosa intendono mettere a pagamento. Il governo piuttosto, invece di pensare a tassare iniquamente gli automobilisti, rinunci al folle progetto del Ponte sullo Stretto e investa quei soldi per il rilancio dell’economia e per rendere meno dolorosa la manovra” concludono Messina e Monai.

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Traballa il cancellierato della Merkel

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 maggio 2010

La sconfitta elettorale del CDU nel Nordreno Westfalia dove il partito di Angela Merkel ha ottenuto solo il 34,6% dei voti, registrando una perdita del 10,3, per cento e dove si trova il 20% dell’elettorato tedesco sembra essere non solo un campanello d’allarme per la tenuta del governo federale sebbene resti il primo partito nella regione. La Spd ha ottenuto il 34,5 per cento delle preferenze, 6200 voti in meno della Cdu. I Verdi hanno raccolto il 12,1 per cento dei voti (+5,9 per cento), la Fdp il 6,7 per cento (+0,5). Ma si prevedono tempi d’instabilità, come sta accadendo in Gran Bretagna, in quanto i due potenziali blocchi di alleanze CDU/FDP e SPD-Verdi non dispongono della maggioranza necessaria per governare.

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I quaranta giorni inutili delle ronde

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2009

E’ stato troppo comodo. – dice Franco Maccari Segretario Generale del  Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, lasciare i poliziotti a piedi per mancanza di soldi per la  manutenzione delle volanti. Troppo comodo lasciare i poliziotti in caserma per il blocco degli straordinari. La risposta dei cittadini adesso dovrebbe essere “vi rimboccate le maniche e riorganizzate la Polizia di Stato, i Carabinieri e quant’altro esiste, assegnando loro stipendi dignitosi e mezzi adeguati”, facendo in modo che gli Operatori di Polizia facciano il mestiere per i quali sono stati assunti, preparati e delegati dallo Stato, ossia garantire la sicurezza dei cittadini. Cosa ne penserebbe un malato che aspettando di essere operato da un chirurgo finisse sotto i ferri di un farmacista?”  si chiede il leader del Sindacato Indipendente di Polizia, che continua –  “Le ronde, come ha denunciato più volte il Coisp, avranno ben pochi effetti tangibili sull’abilità dello Stato di combattere i comportamenti criminali; però c’è da scommettere che i “pruriti” violenti e forcaioli di gran parte della popolazione saranno ben soddisfatti. Tra l’altro, questi aspiranti miliziani, che ancora parlano, non si sono accorti che il decreto “ronde” è una presa in giro che pian piano sta venendo fuori se è vero come è vero che proprio nel Nord Est a 40 giorni dal decreto Maroni le domande di autorizzazione sono a zero. Dopo 40 giorni possiamo affermare senza tema di smentita – conclude il Segretario Generale del Coisp – che questo è stato  l’ennesimo bel colpo propagandistico e ad effetto di scarsa efficienza. E siamo d’accordo, almeno stavolta, con l’onorevole D’Alema quando afferma, come ha fatto oggi a Venezia, che la sicurezza va garantita fornendo il carburante necessario alle auto delle Forze dell’Ordine. C’e’ un contrasto tra la pretesa di mettere la sicurezza al centro delle politiche pubbliche e scelte che poi penalizzano la sicurezza stessa dei cittadini.”

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L’Europa ed il mondo dopo Yalta

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2009

Di tanto in tanto i media ci propongono interessanti carrellate sul nostro passato  e che vorremmo più seguito dai giovani. Capire le ragioni di un malessere significa anche non trovarsi a ripetere le stesse situazioni di disagio del passato. Pensiamo, ad esempio, ad Yalta.  Quel vertice che si tenne in Crimea nel 1945 consentì, secondo un copione oramai stagionato in altre analoghe conferenze del passato,  al presidente degli U.S.A.  Franklin Delano Roosvelt, al primo ministro britannico Winston Churchill e a Josif Visarionovic Stalin di spartirsi il mondo nella prospettiva oramai certa di una vittoria sul nazismo. Fu la premessa per la divisione del mondo in due blocchi e per la “guerra fredda”. Non si sciolse, in pratica, il nodo tra la visione occidentale del capitalismo come interesse “privato” a quello del capitalismo come interesse dei “pubblici poteri”. Est ed Ovest presentavano due diverse visioni del mondo inconciliabili tra di loro e che nessun accordo poteva in qualche modo sanare se non con un altro conflitto mondiale. Ma questa eventualità si scontrava con una realtà che non avrebbe certo retto tale nuovo scontro dopo gli immani disastri provocati dalla seconda guerra mondiale. Ma va anche chiarito, a questo punto, che non fu proprio l’incontro di Yalta a sancire una vera e propria spartizione del mondo quanto le sorti stesse della guerra di conquista: gli eserciti russi erano semplicemente entrati nel cuore dell’Europa, Balcani compresi e vi rimasero. Restava logicamente impossibile che sistemi dittatoriali e sistemi democratici convivessero in altro modo che in quelli in cui hanno convissuto per buona parte della seconda metà del secolo scorso. Caduta la dittatura sulla “buccia di banana” del muro di Berlino ora resta da capire su quali basi dobbiamo ritrovare questo perenne dualismo tra le opposte visioni del mondo che pure restano immutate poiché stanno semplicemente cambiando destriero. (Riccardo Alfonso)

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