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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘blocco navale’

Migranti dalla Libia e blocco navale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 giugno 2019

“Il blocco navale rappresenta un’opzione non più rinviabile anche perchè è la stessa Europa che lo vuole. Il Consiglio Europeo del giugno 2017 si concluse con l’ipotesi di attuare un blocco navale nelle acque libiche per fermare i flussi migratori sulla rotta del Mediterraneo centrale. L’Italia, allora, non colse questa opportunità e ad oggi il governo Lega-M5S, che si dipinge sovranista, fa molto meno rispetto alla cancelliera Merkel, visto che all’inizio di questo mese il Parlamento tedesco ha approvato il “Migration-paket”. Un provvedimento che prevede la detenzione per un massimo di 18 mesi in centri sorvegliati di chi entra illegalmente in uno Stato membro, per qualsiasi motivo lo faccia, anche se richiedente asilo, e l’immediata espulsione di chi non ha diritto ad essere accolto”. A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, vicepresidente del Copasir nel corso del convegno organizzato da Lettera22 “La guerra civile in Libia, il blocco navale e la difesa dei confini di fronte al pericolo di una ripresa degli sbarchi”.
“In questo senso il decreto Sicurezza bis è stata un’occasione persa visto che su questo non c’è alcun riferimento. Fratelli d’Italia già in occasione del primo decreto criticò il limite dei 180 giorni per trattenere i migranti come un periodo insufficiente. Questo provvedimento poteva essere l’occasione per fare di più e creare quei Centri di sorveglianza che già esistono in Germania e che sono fondamentali per organizzare i rimpatri con i voli charter. Fratelli d’Italia ribadisce, perciò, la sua posizione: chi entra illegalmente va considerato clandestino fino a prova contraria, e va trattenuto come accade in Germania fino a 18 mesi, per avere il tempo necessario per valutare l’ipotesi di riconoscere al migrante lo status di rifugiato, oppure di rimpatriarlo” conclude il senatore Urso.

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Migranti e blocco navale

Posted by fidest press agency su martedì, 4 settembre 2018

“L’Europa deve fare i conti con il continente africano e l’ambizione per oltre il 15% della sua popolazione a emigrare. Numeri che è irragionevole pensare di poter gestire e necessitano dell’immediata attivazione di un ‘blocco navale’ che, ricordo, inaugurò per primo il governo Prodi con l’Albania nel 1997. Dall’altro lato occorre smettere di sfruttare l’Africa, di dominarla fomentando guerre tribali e regionali, vendendo armi, difendendo dittatori e governi fantoccio come fanno buona parte dei paesi predicatori di solidarietà. Peraltro i blocchi vengono costantemente sostenuti dalla Germania e dalla Francia attraverso il respingimento alle frontiere, il rifiuto a ricollocare i clandestini, la solerzia nella restituzione all’Italia dei transitanti irregolari in numero superiore ai profughi assegnati, la difficoltà nella concretizzazione delle quote di profughi. Non si capisce perché le anime belle della sinistra non facciano le loro proteste sotto le ambasciate tedesche e francesi, invece che a piazza San Babila. Del resto o si stabilisce la convenzione erga omnes della libera circolazione (per chi la condivide) oppure, se nessuno vuole accogliere gli immigrati irregolari, non può certo farlo da sola l’Italia, se non con conseguenze pari alla sconfitta di una nuova guerra mondiale.
Se l’Europa – su input della Merkel – dà 6 miliardi alla Turchia per bloccare con l’esercito la frontiera sud, significa che intende contrastare questo esodo e, dunque, deve finanziare l’Italia per la medesima finalità. Nulla cambia, se non logisticamente, tra confine terrestre e confine marittimo. Così come Prodi, senza troppi complimenti, fece accordi bilaterali con l’Albania e respinse i pescherecci carichi di esseri umani, oggi Conte sottoscriva accordi con la Libia e schieri la flotta per scoraggiare gli scafisti e stroncare il mercato di esseri umani. Riportando indietro i clandestini. Va detto che con l’atteggiamento di questo governo gli sbarchi sono diminuiti, se invece si vuole adottare il metodo propinato dalla sinistra con ‘Mare Nostrum’ allora aspettiamoci la moltiplicazione”. E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenuto come ospite a Sky Ttg24.

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Emigrazione: Fratelli d’Italia chiede il blocco navale

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

“Il blocco navale è l’unico provvedimento che agisce all’origine del fenomeno dell’immigrazione clandestina e interrompe la catena della morte incentivata dagli scafisti che trafficano in esseri umani. Non è una presa di posizione ideologica, è la cronaca quotidiana a suggerircelo. Abbiamo di fronte a noi un’occasione formidabile, quella del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno. Per questo Fratelli d’Italia nei prossimi giorni presenterà in Parlamento una risoluzione che impegni il governo Conte a chiedere ufficialmente in quella sede l’istituzione del blocco navale. Vediamo chi ci sta, e chi invece si limita a fare retorica sulla solidarietà europea, salvo poi chiudere le proprie frontiere in faccia agli immigrati”.E’ quanto scrive il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un suo intervento in merito alla proposta di blocco navale sul quotidiano Libero di oggi.”In queste ore – osserva Meloni – sta navigando nel Mediterraneo la nave Lifeline con il suo carico di oltre 200 immigrati, raccolti e trasportati in mare aperto contro qualunque regola, contro le indicazioni della Guardia costiera italiana e di quella libica. Siamo contenti che il ministro Salvini, ascoltando la nostra proposta, abbia annunciato in caso di attracco in un porto italiano il sequestro della nave e l’arresto dell’equipaggio, dal momento che ci troveremmo davanti a un palese caso di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Rimane il dato incontestabile che si tratta di (sacrosanti) palliativi, in attesa che parta il prossimo barcone. L’unica decisione che può affrontare di petto l’emergenza (che si tratti di emergenza ormai non lo negano più neppure la Merkel e Macron) è impedire le partenze stesse. La via è il blocco navale, che non si configurerebbe affatto come una minaccia nei confronti della Libia, anzi a nostro giudizio si può e si deve attuare in accordo con le autorità libiche, mettendo sul tavolo tutta la forza e l’autorevolezza negoziale dell’Unione Europea. In ogni caso, in punta di diritto internazionale, stiamo parlando di una non più procrastinabile reazione difensiva rispetto a un’ondata migratoria (600mila persone in 6 anni) che è in se stessa un atto d’aggressione. Oltre che, ovviamente, di un’azione di giustizia rispetto ai rifugiati autentici: il blocco navale sarebbe chiaramente da accompagnare con la creazione di hot spot funzionanti in Libia, che avrebbero come compito primario quello di individuare chi abbia effettivamente diritto all’asilo”.”Il confine Sud del Mediterraneo – sottolinea Meloni – è il confine di tutta l’Unione, non dell’Italia. Se la moneta è comune, se le regole del commercio sono comuni, anche le frontiere sono comuni, altrimenti non è un’Unione, è una presa in giro. Tra l’altro, è quello a cui ci richiamano il tanto vituperato Orban e tutto il gruppo di Visegrad: come noi difendiamo il confine a Est, ci dicono, non si capisce perché voi non difendiate il confine a Sud”.
“Mi pare il contrario di un approccio estremistico – conclude Meloni – mi pare un’idea di buon senso e soprattutto di buona politica, in difesa dei cittadini italiani che immagino non ne possano più di vedere la propria nazione trasformata nel campo profughi d’Europa”.

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Immigrati e blocco navale

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

“Credo che Conte debba andare in Consiglio europeo il 28 e 29 giugno a chiedere una cosa soltanto: una missione europea che produca un blocco navale a largo delle coste della Libia. Impedire ai barconi della morte di partire, aprire in Africa gli hotspot e ridistribuire coloro che hanno diritto a essere rifugiati nei 27 Stati dell’Ue è da sempre la proposta di FDI ed è l’unica cosa veramente seria da fare per fermare l’immigrazione clandestina. Purtroppo è l’unica cosa che non ho ancora sentito dire al Governo Conte.Ho sentito dire finalmente da Salvini quello che Fratelli d’Italia sostiene da anni e che in questi giorni abbiamo ribadito a gran voce: le navi delle ONG vanno fatte attraccare per essere sequestrate e i loro equipaggi vanno denunciati per tratta di esseri umani e fiancheggiamento dell’immigrazione irregolare. Mi pare dunque che il segnale di cambiamento sull’immigrazione sia stato molto chiaro. Ora però bisogna essere risolutivi”.Lo ha detto nel corso della trasmissione Agorà su Rai Tre il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

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Profughi: politica respingimenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2011

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati – CIR è gravemente preoccupato dalla possibilità che in Italia venga introdotta una politica indiscriminata di respingimenti verso un paese in guerra. “Le prospettive di realizzare un blocco navale dalla Libia per impedire la partenza dei profughi e di riportare i profughi da dove sono partiti, ovvero da un’area in guerra, è semplicemente inaccettabile” dichiara Christopher Hein, direttore del CIR “Si violano le più essenziali leggi internazionali e nazionali che si basano tutte su un unico fondamentale principio: non possono essere respinte persone verso aree in cui la loro vita è messa in pericolo”. Il Consiglio Italiano per i Rifugiati sottolinea inoltre che in nessun modo possono essere realizzati respingimenti di massa. Deve sempre essere verificata la condizione individuale delle persone e data la protezione a quanti chiedono asilo. Dobbiamo ricordare che molte delle persone arrivate in questi mesi dalla Libia sono rifugiati che fuggono dalle persecuzioni e dalle violenze dell’Eritrea, Etiopia, Somalia, Costa d’Avorio. “Anche noi siamo convinti che i mezzi internazionali impegnati nei pattugliamenti non si debbano limitare a guardare passare i barconi come fossero navi da crociera: devono intervenire per soccorrere e salvare i migranti. E per portarli in un porto sicuro, non di certo verso un paese in guerra. “ continua Hein “Dobbiamo preoccuparci della vera emergenza: salvare vite umane. La tragica conta dei morti nel Mediterraneo negli ultimi mesi ci dice che 1 migrante su 10 è morto nel tentativo di raggiungere le nostre coste.” Il CIR chiede che non vengano introdotte in alcun modo misure di respingimenti di massa, che vengano rispettate scrupolosamente le norme vigenti e realizzate operazioni efficaci e tempestive di soccorso in mare.

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