Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘bocciatura’

“Bocciatura Oref mostra Città allo sbando come in reportage NYT”

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 dicembre 2018

“Un’altra sonora bocciatura per Virginia Raggi e la sua giunta. Il parere negativo dell’Oref (Organo di revisione economico – finanziaria) sul bilancio consolidato allegato ai pareri della proposta in discussione oggi in Assemblea capitolina è una pessima notizia soprattutto per i romani che ancora una volta sono costretti a prendere atto di una Capitale abbandonata a sé stessa e senza governo”. Così in una nota Giulio Pelonzi , capogruppo Pd in Campidoglio. “Il bilancio presentato dalla giunta,- secondo i revisori- ‘non rappresenta in modo veritiero e corretto la reale consistenza economico, patrimoniale e finanziaria dell’intero Gruppo Amministrazione pubblica di Roma Capitale’. “Sono rilievi pesantissimi – sottolinea Pelonzi – che mettono in guardia dal violare i principi contabili e che gettano un’ombra sull’operato del responsabile dei conti capitolini. L’Oref sollecita a rideterminare il perimetro di consolidamento finanziario ricomprendendo le società escluse e tra queste: Roma Metropolitane, Farmacap, Ama, Risorse per Roma e Atac, in procedura di concordato. La fotografia desolante di Roma descritta dal New York Times si rispecchia correttamente nei conti pasticciati, frutto di artifici creativi dell’amministrazione Raggi. Questo ennesimo parere negativo, il terzo, è la dimostrazione di un’incapacità manifesta. La Sindaca e la sua Giunta non meritano la pazienza dei Romani che ogni giorno – conclude l’esponente dem – assistono allo spettacolo indegno di una Capitale ridotta ad una discarica a cielo aperto”.

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Legge bilancio: bocciatura senza appello

Posted by fidest press agency su martedì, 8 novembre 2016

camera deputati2L’Ufficio parlamentare di bilancio demolisce la legge di bilancio di Renzi e Padoan. Nessun appello per premier e ministro dell’Economia, la bocciatura è netta, durissima, senza precedenti. L’Upb parla di una manovra ‘rischiosa’ per i conti pubblici, costituita da misure ‘frammentarie’, difficilmente riferibili ‘a un disegno organico di politica economica’, una legge di bilancio piena di ‘criticità’”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“L’Authority dei conti pubblici, guidata da Giuseppe Pisauro, mette nel mirino le misure una tantum che costituiscono ‘circa metà delle maggiori entrate nette’ (6,3 miliardi): dalla rottamazione delle cartelle all’accelerazione dei pagamenti Iva, dalla riapertura della voluntary disclosure, dall’asta per i diritti delle frequenze. In particolare, la quantificazione della voluntary secondo l’Upb ‘rischia di essere sovrastimata’, visto che i nuovi criteri sono uguali ai vecchi. La comunicazione trimestrale dell’Iva ‘va nella giusta direzione’, ma per rafforzare le finalità antievasione ‘sarebbe auspicabile l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica’. La rottamazione delle cartelle ‘finisce per premiare i contribuenti meno meritevoli e può indebolire il senso di obbedienza fiscale della platea di contribuenti’.Anche dal Pil non possiamo aspettarci miracoli nel 2017. La ripresa procede ‘su ritmi irregolari, ma modesti’: +0,2% nel terzo trimestre e +0,1% nel quarto. Con una chiusura dell’anno in frenata che rende difficile il raggiungimento dell’obiettivo dell’1% stimato dal governo per il 2017 (servirebbe ‘un profilo di ripresa trimestrale mediamente più intenso e continuo’, ha detto Pisauro. Il pacchetto pensioni, con l’Ape e l’estensione della quattordicesima, infine, ‘affrontano in modo specifico alcune situazioni di emergenza (lavoratori precoci, attività usuranti, esodati), ma al di fuori di un disegno organico’”.

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Bocciatura rincari energia

Posted by fidest press agency su sabato, 30 luglio 2016

energia-elettricaNuova vittoria del Codacons al Tar della Lombardia. La seconda sezione del Tar, infatti, ha respinto le richieste dell’Autorità per l’energia e ha confermato la bocciatura degli aumenti delle tariffe elettriche scattati lo scorso 1 luglio. Il Tar non solo ha accolto pienamente le istanze del Codacons, promotore del ricorso contro i rincari tariffari e intervenuto anche stavolta in giudizio, ma ha contestato interamente le tesi sostenute dell’Autorità dall’energia che aveva chiesto la revoca della sospensione degli aumenti per le bollette della luce, aumenti come noto scattati a seguito delle speculazioni dei grossisti.
Scrive il presidente della II sezione del Tar Lombardia, Mario Mosconi, nel nuovo decreto emesso oggi: “Rilevato che l’Autorità convenuta nella delibera 342 del 24/06/2016 – di cui si chiede di integrare in via istruttoria le allegazioni alla medesima – ha espressamente riconosciuto che “le strategie di programmazione non coerenti adottate dagli utenti del dispacciamento in immissione ed in prelievo nonché le strategie di offerta degli utenti del dispacciamento titolari di unità produttive abilitate hanno compromesso l’interazione equa e concorrenziale tra domanda ed offerta nei mercati concorrenziali e costituiscono una minaccia al buon funzionamento dei mercati stessi” (v. pagina 5 delibera; cfr. XIII considerando REMIT) […] Osservato che, a tale ultimo riguardo, le iniziative intraprese dalla citata Autorità per contenere i rilevati fenomeni distorsivi non hanno ancora ottenuto alcun effetto utile soprattutto atto a tutelare, quantomeno provvisoriamente, una vastissima platea di utenti vulnerabili quali possono essere quei consumatori che, sottoscrittori di contratto tipo per adesione, si vedono – uti singoli – imposto dall’esterno un aumento del prezzo della c.d. bolletta in relazione ad un mercato complesso più che rilevante in cui è palese che si agitino ancora posizioni dominanti tendenzialmente monopolistiche e/o cartelli dinamici finalizzati a trasferire ogni rischio di impresa su altri soggetti destinatari, per lo più, di prezzi amministrati; […]
Annotato che, rispetto a tale quadro di insieme e nel considerare parimenti insiemistici alcuni settori relativi di detto mercato complesso, l’Autorità – per declinare la mancanza di un danno grave ed irreparabile per l’utenza debole in discorso – si riferisce ad una misura individuale di un possibile risparmio medio di prezzo nell’arco di un anno ipotetico di consumi, così parcellizzando la vicenda e contradditoriamente mettendo a confronto con masse unitarie mercantili solo singolarità di utenza; […]
Considerato che le affermazioni dell’Autorità sono ripetitive nel declinare la carenza di un danno per il singolo utente debole e che, nella sostanza, per nessuno degli attori più “forti” può declinarsi un’utile comparazione sotto il profilo del danno, atteso infine che non viene enunciato alcun pericolo per la sostenibilità del sistema nella sua interezza”.Tutto ciò considerato il Tar “Dichiara inammissibile la sedicente domanda subordinata sopra descritta e Conferma i presupposti e i disposti tutti di cui al decreto monocratico 911 del 19/07/2016”.”Si tratta di una decisione importantissima che avrà effetti positivi per la totalità delle famiglie italiane – spiega il presidente Marco Maria Donzelli – Le prossime bollette della luce, infatti, non potranno in nessun caso tenere conto dei rincari decisi dall’Autorita’ scattati lo scorso 1 luglio, con vantaggi economici evidenti per gli utenti.

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Dagli Usa l’ultima bocciatura a Berlusconi

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2011

Veronica Lario, born on 19 July 1956 as Miriam...

Image via Wikipedia

Edward Luttwak a La zanzara di Radio 24 dice: “Veronica Lario una vera patriota, nella lettera a Repubblica aveva già detto tutto”. “Berlusconi si sarebbe dovuto dimettere già col primo scandalo che gli italiani hanno già dimenticato. Quando la Signora Berlusconi (Veronica Lario, ndr) ha lasciato il marito pubblicamente e da vera patriota, e non per rancore, ha informato il pubblico del perché lo lasciava. In qualsiasi altro paese un premier si sarebbe già dimesso solo per quello”. Lo dice alla Zanzara di Radio 24 il politologo statunitense Edward Luttwak. “Berlusconi è bollito, già da tempo, e difeso solo da servitori, come Alfano”, aggiunge Luttwak alla Zanzara su Radio 24 . “E’ una cosa scandalosa. La continuazione del suo governo è un gravissimo costo per l’Italia, un governo che è fatto da persone impronunciabili e provinciali. Serve una leadership ma lui è impegnato in altre cose”. Luttwak aggiunge che è “ridicolo” prendersela con le agenzie di rating e bacchetta anche il presidente della Repubblica: “Napolitano ha sbagliato a pronunciarsi sul downgrading, pensi a risparmiare, il Quirinale costa più della corona di Spagna e di Inghilterra”. Dice ancora Luttwak che “la manovra appena approvata è una manovrina che non serve a nulla, si sa da tempo dove bisogna tagliare senza toccare la sanità, la scuola e la sicurezza: troppi parlamentari, troppo pagati; giudici pagatissimi; abolire le province; le auto blu, a Washington ce ne sono solo 24; abolire le caste (i notai, i farmacisti, i taxisti) e promuovere le liberalizzazioni, Qui in America non ci siamo dimenticati del tentativo di Bersani. Di tutto questo non c’è traccia nella manovrina. Dall’Italia dipende l’intera economia europea, e da quella europea l’economia mondiale. L’economia globale è in pericolo perché le famose 32 grandi banche europee hanno i titoli italiani in pancia ” Conclude il politologo americano alla Zanzara su Radio 24

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Federalismo: è già sperpero di denaro

Posted by fidest press agency su sabato, 26 febbraio 2011

I tagli alle università non sono un mistero, così come non lo è il fatto che la maggior parte dei ricercatori del nostro paese rimane al verde. Nella riforma Gelmini, però, quei soldi che non si sono trovati per finanziare la ricerca, spuntano miracolosamente fuori per coprire una spesa assai particolare: l’insegnamento del federalismo ai dirigenti degli enti locali. Sì sì, avete capito bene. Quella riforma che fa acqua da tutte le parti, quel testo irricevibile per far passare il quale il governo ha scavalcato Parlamento e bocciatura del Colle, sarà insegnato ai dirigenti per la modica cifra di dieci milioni di euro. Due milioni l’anno per cinque anni, è scritto nero su bianco, nel testo dell’altra riforma scandalo frutto di questo governo, la riforma Gelmini. All’articolo 28 della stessa si legge che questi soldi servono “per concedere contributi per il finanziamento di iniziative di studio, ricerca e formazione sviluppate da università” in collaborazione “con le regioni e gli enti locali”, in vista “delle nuove responsabilità connesse all’applicazione del federalismo fiscale”. Università, pubbliche e private, si intende. Quel che è più curioso è che la riforma Gelmini non prevede un concorso pubblico per accedere a quei fondi. No, sarà deciso tutto dal ministro dell’istruzione. E dire che all’Italia dei Valori questa…chiamiamola anomalia non era sfuggita. Ci eravamo chiaramente espressi in Aula dicendo che “in un momento in cui non si trova la copertura dei soldi previsti per i ricercatori, si trovano per fare corsi sul federalismo”. E dire, inoltre, che esistono già le strutture appositamente create ed anche già finanziate dallo Stato, per formare gli amministratori. Dieci milioni di euro, insomma, che sembrerebbero buttati al vento, se non fosse per il forte sospetto che si tratti di lottizzazione politica dei finanziamenti. Già, un’altra vergognosa norma emessa quasi in sordina dalla maggioranza, grazie anche al voto del Partito Democratico. (Massimo Donadi parlamentare Idv) (gelmini)

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Parziale bocciatura legittimo impedimento

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 gennaio 2011

Dopo la parziale bocciatura del legittimo impedimento, la poltrona di primo ministro di Berlusconi traballa ancora. I bookmaker d’oltremanica confermano: la possibilità che il premier lasci l’incarico entro la fine del 2011, informa Agipronews, sono a 3,75, ed è quello più a rischio dopo il “collega” irlandese Brian Cowen. Per Zapatero il fattore rischio è a 6,00, si sale a 11,00 per Putin, a 13,00 per David Cameron e a 15,00 per Sarkozy. Molto più salde le poltrone di Obama e Angela Merkel: un eventuale rinuncia alle loro cariche vale rispettivamente 21,00 e 34,00.

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Bookmaker su legittimo impedimento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2011

Per i bookmaker inglesi non vi sono dubbi: la legge sul legittimo impedimento – che blocca i processi a Berlusconi fino a ottobre 2011 – non sarà ritenuta ammissibile. Il bookie anglo-svedese Unibet, come si legge su Agipronews, dà la bocciatura a 1,03. Le possibilità della sua conferma, viceversa, schizzano in alto e si piazzano a 10,00.

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Tar Lazio: bocciatura e Consiglio di classe

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 agosto 2010

Una sentenza del Tar del Lazio che sicuramente farà discutere secondo Giovanni D’AGATA, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori.
Il Tar con la sentenza 31634 del 25 agosto ha decretato che la bocciatura di uno studente è illegittima e può essere annullata se uno o più professori non hanno partecipato agli scrutini. Il Giudice di merito, ha accolto il ricorso del padre di un alunno del liceo classico, non ammesso al quinto ginnasio. Il genitore dello studente impugnava la decisione dei professori, in quanto risultava che, durante gli scrutini di fine anno, il professore di spagnolo e quello di informatica non avevano partecipato al Consiglio di classe. I giudici romani gli hanno dato ragione e hanno annullato la bocciatura del ragazzo, dal momento che “il Consiglio di classe, nell’attività valutativa degli alunni opera come un Collegio perfetto e come tale deve operare con la partecipazione di tutti i suoi componenti, essendo richiesto il quorum integrale nei collegi con funzioni giudicatrici, nel caso in cui un docente sia impedito a partecipare per motivi giustificati il Dirigente scolastico deve affidare l’incarico di sostituirlo ad un altro docente della stessa materia in servizio presso la stessa scuola”.

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Degrado alla terrazza romana del Pincio

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2009

“Anche in uno dei punti più belli di Roma si osserva quello che si trova nelle periferie: strade come colabrodo, panchine rotte, spazi pubblici inagibili e degrado”. Queste le parole del vicepresidente dell’Italia dei Diritti Roberto Soldà sulle pessime condizioni dell’allora splendida piazza del Pincio, la terrazza di Roma progettata da Giuseppe Valadier, oggi impraticabile a causa del cantiere per i lavori sul parcheggio, fermi da tre anni nonostante la bocciatura del progetto, con la piazza sventrata e mai restituita ai cittadini.  Su questo ignobile scempio ad uno dei gioielli della Capitale, l’affondo di Soldà che così conclude: “Ormai occorre valutare le cose fatte e non fatte fino ad oggi e dare risposte immediate e concrete: non si può più attendere un momento. Le bellezze che nel mondo ci invidiano vanno tutelate con la massima attenzione, il danno all’immagine della città, perpetrato in tutti questi anni, è incalcolabile”.

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Aumento tassa rifiuti a Napoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2009

“E’ alquanto strana se non vergognosa la dichiarazione del sindaco Iervolino quando in Consiglio dichiara che quella non è la sede per discutere sulla Tarsu: forse perché, per far quadrare i conti, l’aumento di tale tassa deve essere fatto solo tra le quattro mura della Giunta? E quindi fare in modo che gli altri non sappiano il perché e dove vadano queste cifre?” Questa l’indignata reazione del responsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti Antonio D’Auria alla notizia della bocciatura dell’ordine del giorno che chiedeva tagli sulla tassa dei rifiuti per i meno abbienti e l’aumento dello stanziamento, già previsto a titolo di ristoro, per gli abitanti del quartiere di Chiaiano sede della discarica. “Ma di sicuro ciò che è deplorevole – prosegue sdegnato D’Auria – è il coraggio, che gli amministratori della città e della maggior parte delle province, hanno avuto nel pensare e mettere in atto l’aumento di questa tassa. Un incremento ingiustificato visto che non sappiamo neanche dove vadano a finire i soldi che già paghiamo e abbiamo pagato in passato dato che questa città e parte delle province sembrano delle discariche a cielo aperto per gran parte dell’anno”. Continua con un accorato attacco l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Di sicuro l’aumento è immotivato, la bocciatura dei fondi da destinare come ristoro per chi è costretto a subire il deposito dei rifiuti sotto casa è assurda, ma forse è stata respinta perché si sono resi conto che ormai la maggior parte del territorio è una discarica. Ciò che è inaudito e vergognoso è il fatto che non ci sia la volontà, una volta per tutte, di mettere un punto a questa gestione sbagliata e portare questa città e le province allo stato che meritano, cioè pulite e apprezzate in tutto il mondo. Spero – conclude D’Auria – che questa sia la volta buona e di non ritrovarmi più a parlare di questa vergogna che ormai ci affligge da anni portando alle cronache questa città per una realtà che non merita”.

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