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Bocconi e AXA: un lab per frenare la She-cession

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2021

Dalla collaborazione tra Bocconi e AXA, insieme all’AXA Research Fund, nasce l’AXA research lab on Gender equality diretto da Paola Profeta. Obiettivo: promuovere studi in grado di incidere sulle policy indispensabili per eliminare il gender gap e centrare così il traguardo fissato nell’Agenda per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite Secondo il World Economic Forum, prima della crisi pandemica, il 31,4% del divario medio di genere nel mondo nel 2020 deve ancora essere colmato. Per eliminare questo gap e raggiungere gli obiettivi dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite del 2030, l’evidenza empirica indica che le politiche pubbliche e l’aumento della leadership femminile sono fondamentali. Senza cambiamenti sostanziali delle attuali politiche, l’uguaglianza di genere non sarà raggiunta per altri 99,5 anni. In tempo di Covid-19, inoltre, a pagare gli effetti della crisi economica sono soprattutto le donne che hanno visto ulteriormente aggravarsi la loro posizione rispetto a quella degli uomini. Le dimensioni più critiche sono le opportunità economiche e l’empowerment politico, in cui solo il 58% e il 23% del divario è stato rispettivamente colmato. È questo il contesto che ha spinto l’Università Bocconi, il Gruppo assicurativo AXA Italia e l’AXA Research Fund (fondo internazionale di AXA per la ricerca) a rafforzare ulteriormente la loro partnership per dar vita all’AXA research lab on Gender equality e affidarne la direzione a Paola Profeta, studiosa di Gender and public policy in Bocconi. «La gender equality, oltre a un problema morale, incide profondamente sulle possibilità di ripresa economica post pandemica», commenta Gianmario Verona, rettore dell’Università Bocconi. Diversi studi hanno dimostrato quanto siano state soprattutto le donne a essere penalizzate durante la pandemia per il loro ruolo fondamentale nelle varie istituzioni sociali, tra cui in particolare la famiglia. Promuovere l’uguaglianza di genere avrà effetti benefici sull’economia e sulla società nel suo complesso. Per questo l’impegno comune con Axa a mettere in campo le migliori risorse per studiare il tema con metodo scientifico, l’unico in grado di generare un impatto positivo e incidere sulle policy e a lungo termine anche sulla cultura della nostra società». «Il Lab nasce dalla Ragion d’Essere di AXA, “Agire per il progresso dell’umanità, proteggendo ciò che conta” – sottolinea Patrick Cohen, CEO del Gruppo assicurativo AXA Italia. Non esiste infatti progresso senza parità di genere. In AXA da anni ci impegniamo ad aiutare le donne nel superamento di ostacoli professionali e sociali, con politiche che puntano a ridurre il divario di salario e di ruolo e servizi a sostegno della famiglia. Abbiamo ad esempio raggiunto la parità in assunzioni e promozioni e la quasi parità sugli executive, con l’obiettivo di raggiungere l’equal pay gap a livello di Gruppo entro il 2023. Ora, grazie a questo progetto puntiamo ad innescare, attraverso la ricerca scientifica, un cambiamento culturale più ampio, che crei quella consapevolezza necessaria a favorire l’uguaglianza. Sono fiducioso che i risultati del Lab potranno essere decisivi per incidere sui processi decisionali, che favoriscano una società più inclusiva e sostenibile». Obiettivo dell’AXA research lab on Gender equality è indagare il ruolo delle politiche pubbliche nella promozione dell’uguaglianza di genere, nonché l’empowerment e la leadership femminile. «L’approccio della nostra ricerca si basa su una rigorosa base quantitativa e un orizzonte europeo», spiega Paola Profeta. «L’AXA research lab on Gender equality promuove studi utili alla crescita sociale ed economica, attraverso risultati capaci di tradursi in raccomandazioni di policy in grado di generare una reazione che permetta il raggiungimento del quinto obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, ovvero la parità di genere».Presenza delle donne nelle discipline STEM, gli stereotipi correlati e il peso delle donne nelle posizioni con potere decisionale in politica e nell’impresa sono i primi progetti avviati dall’Axa research lab on Gender equality, un laboratorio fortemente interdisciplinare, che si avvale di tutte le competenze scientifiche presenti in Bocconi nel campo delle scienze sociali. «Anche se il Covid-19 non è il fulcro del nostro interesse», conclude Profeta, «sarà importante osservare come sta influenzando la divisione dei ruoli in famiglia, l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro e l’efficacia stessa dello smart-working come strumento di empowerment».

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Covid19: la ricerca Bocconi su impatto economico, sociale, legale e sistema sanitario

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2020

Online l’ultimo numero della rivista viaSarfatti25, il mensile dell’Università, interamente dedicato agli studi del Covid Crisis Lab, il neonato laboratorio che indaga gli impatti del virus. 50 i professori coinvolti. Un numero speciale interamente dedicato alla ricerca e agli studi sul Covid19 prodotti dalla Bocconi: è l’ultimo numero del mensile dell’Università, viaSarfatti25, online da oggi. L’edizione speciale del magazine raccoglie infatti tutta la prima produzione del nuovo Covid Crisis Lab, il Laboratorio di ricerca nato durante la pandemia per studiare gli impatti del virus sulla Sanità, sulla società, sull’economia, la finanza e le imprese e sul sistema legale. Oltre 50 i ricercatori della Bocconi coinvolti nelle 74 pagine del numero, tra economisti, demografi, scienziati politici, studiosi di computer science, esperti di economia della sanità e di salute globale, storici, studiosi di finanza, di economia di genere, di diritto, di strategia aziendale, di economia del lavoro e di marketing.Tra le ricerche raccontate in questa edizione speciale, si va dalle analisi del caso Lombardia (Alessia Melegaro) e del reale tasso di mortalità nelle regioni italiane (Elio Borgonovi e Ilaria Capua), a quelle sull’impatto delle relazioni sociali e dei contatti intergenerazionali nella diffusione della malattia (Nicoletta Balbo); dalla reazione dei mercati finanziari alle notizie sulla pandemia su Twitter (Mariano Max Croce), all’impatto sull’aspettativa di vita (Simone Ghislandi). O ancora, dall’analisi statistica dell’efficacia delle misure di distanziamento (Emanuele Borgonovo), alle attitudini della popolazione verso il governo durante il lockdown (Arnstein Aassve); dall’impatto dello smart working sulle dinamiche familiari (Paola Profeta), a quello del lockdown sull’inquinamento (Marco Percoco). E poi ancora le analisi degli impatti sul mercato del lavoro (Tito Boeri, Vincenzo Galasso e Thomas Le Barbanchon), i costi del distanziamento sociale (Basile Grassi e Julien Sauvagnat), gli studi sulla reazione della legislazione alla novità della pandemia (Pietro Sirena, Arianna Vedaschi e Oreste Pollicino), fino all’analisi della propensione del pubblico verso le visite virtuali dei musei (Anastasia Nanni) e l’analisi delle reazioni della popolazione nel rapporto tra misure restrittive e norme liberali (Catherine De Vries).

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SDA Bocconi lancia la sfida allo sviluppo sostenibile: a che punto è l’Italia?

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 luglio 2018

SDA Bocconi School of Management, in collaborazione con J.P. Morgan Private Bank, PwC, Thomson Reuters e Gruppo 24 Ore, ha presentato in primavera la seconda edizione del Best Performance Award 2018, il premio annuale rivolto all’eccellenza dell’impresa italiana.Dopo il successo della prima edizione 2017, che ha lasciato emergere il fiore all’occhiello della nostra imprenditoria, quest’anno il BPA conferma l’ambizione di voler guardare al futuro del business del Paese, scegliendo e premiando ancora una volta le aziende italiane che si distinguono per la capacità di essere competitive creando valore. Non solo economico, ma anche tecnologico, umano, ambientale e sociale, eccellendo nello sviluppo sostenibile inteso come effettiva capacità di fare impresa. E proponendo un modello virtuoso, che funzioni da motore e spinta per tutto il sistema.Per farlo non si può prescindere da un’analisi del contesto in cui si muovono e operano le aziende che concorrono al premio stesso e, più in generale, alla situazione delle aziende italiane e al loro approccio al futuro del business: quanto valore generano, dal punto di vista di alcuni fattori/parametri chiave per lo sviluppo sostenibile? Esiste realmente un’etica del business che spinge a una produzione responsabile? Qual è, in ultima analisi, la situazione della nostra impresa sotto il profilo dell’innovazione e della spinta alla globalizzazione? Quale la propensione agli investimenti e alla valorizzazione dei talenti? Secondo alcuni dati di confronto internazionali1 recentemente raccolti, l’Italia figura sotto quasi tutti i profili come fanalino di coda, soprattutto se si guardano i principali indicatori di efficienza economica e di contesto ambientale e normativo: sulla scala della competitività che conduce a uno sviluppo sostenibile, il nostro paese risulta agli ultimissimi posti quanto all’internazionalizzazione, agli investimenti in R&D e alla capacità di ritenzione dei talenti.“Per quanto riguarda i confronti operati a livello internazionale, i dati sopra riportati esprimono la percezione che gli executives (soprattutto stranieri) hanno del nostro sistema, rispetto ad una serie di paesi comparabili – dichiara Leonardo Etro, co-direttore scientifico del progetto. Sono dati allarmanti. Ma esiste una sostanziale differenza fra percezione e realtà. In Italia esistono imprese dalla performance assoluta. Quelle del Best Performance Award sono solo una piccola parte di questo universo. L’obiettivo di SDA Bocconi, JP Morgan Private Bank, Pwc, Thomson Reuters e Gruppo24 ORE è quello di cambiare la percezione esistente e riportare l’Italia nel posto che le appartiene: l’eccellenza.” Lo status reale di questa eccellenza è emersa attraverso la prima edizione del Best Performance Award, che nel 2017 ha acceso una luce sulle realtà italiane che si distinguono e rappresentano un modello di valore: Illy Caffè, Objectway, Vimar, FAAC e Zapi, hanno di fatto dimostrato di possedere le caratteristiche per avviare un cambiamento sostenibile ed essere in grado di gestirlo a lungo termine. Quale scenario emergerà in questa seconda edizione, e grazie a quali aziende?

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Vivi un’impresa: Grünenthal Italia apre le porte alla Bocconi

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2018

Milano. Un giorno in azienda per sperimentare e conoscere la realtà lavorativa di importanti gruppi industriali e per creare un vero e proprio ponte con l’università: ieri, mercoledì 7 marzo, gli studenti del corso di Laurea in Economia Aziendale e Management dell’Università Bocconi di Milano hanno incontrato i manager di Grünenthal Italia, azienda farmaceutica leader nel dolore, nella gotta e nell’infiammazione. L’iniziativa si inserisce nel programma “Vivi un’impresa”, promosso dal corso di Laurea dell’Università Bocconi con l’obiettivo concreto di mettere fin da subito gli studenti in contatto con il mondo delle aziende.
Grünenthal Italia, da sempre attenta e impegnata nella formazione, ha deciso di aprire le porte alla Bocconi e ai promettenti studenti per mettere ancora una volta a disposizione dei giovani competenza e professionalità. Attraverso la visita negli uffici e il confronto diretto con i dirigenti e i professionisti che operano in Grünenthal Italia, gli studenti infatti hanno avuto modo di immaginare il proprio futuro lavorativo e quali potrebbero essere le sfide, le soddisfazioni e le difficoltà che potranno incontrare dopo il loro percorso di studi.“Fare cultura sul mondo del farmaceutico, lasciare un insegnamento ai giovani che rappresentano il vero futuro e che domani siederanno alle nostre scrivanie, è una responsabilità prima che una enorme soddisfazione – afferma il Dr. Thilo Stadler, GM Grünenthal Italia -. Siamo continuamente alla ricerca di giovani talenti che possano mettere le loro potenzialità e competenze a servizio della nostra mission: offrire, attraverso i nostri prodotti, maggiori cure e migliori benefici ai pazienti e ai nostri stakeholder. Occasioni come queste rappresentano un’opportunità imperdibile per conoscere e farci conoscere”.
A dimostrazione dell’ottima qualità dell’ambiente lavorativo e per le iniziative promosse sia all’interno sia all’esterno dell’azienda, proprio nei giorni scorsi Grünenthal è stata designata al sesto posto nella classifica del “Best Place to Work Italy” per la categoria “Medium” (aziende con un numero di collaboratori tra 50 e 499), nel nostro Paese.

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Statistica e probabilità avanzata

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 luglio 2017

villa del grumelloComo 10 – 22 luglio Villa del Grumello. La prima edizione sarà dedicata a Statistical Causal Learning. Le dipendenze statistiche sorgono a causa di una connessione più fondamentale tra variabili: la causalità. Durante la scuola si studierà quindi come la conoscenza causale possa aiutare la previsione nell’apprendimento automatico e le diverse implicazioni che i modelli causali hanno in questo approccio. Direttori della scuola sono Pietro Muliere e Sonia Petrone, dell’Università Bocconi.
L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Alessandro Volta di Como che realizza attività di formazione post universitaria rivolte a giovani ricercatori. Ospiterà la Bocconi Summer School in statistica e probabilità avanzata. Lo scopo della Summer School è stabilire un percorso di corsi di alto livello su argomenti all’avanguardia in Statistica e Probabilità, continuando così la tradizione delle scuole estive in statistica e probabilità organizzate dall’ateneo milanese sin dai primi anni ’90.

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Gubitosi incontra i giovani della Bocconi per il futuro di Giffoni

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2015

università bocconi“Giffoni è territorio, cinema, televisione, turismo, scuola e nel futuro anche produzione, museo e incubatore. E’ quindi il frutto di un’intersezione di più mondi che si intrecciano magicamente in un paese del sud Italia. E’ anche oggetto di studio perché Giffoni può essere molto di più di ciò che è adesso”. A dirlo Dino Ruta, professore di Leadership e Team working al Master in Arts Management and Administration, SDA Bocconi School of Management, in occasione dell’incontro che il direttore del Giffoni Experience Claudio Gubitosi ha avuto, questa mattina, alla Bocconi di Milano con gli studenti del Master in Arts Management and Administration (MAMA). Si tratta di un programma internazionale rivolto a laureati in discipline umanistiche e a professionisti che lavorano per organizzazioni operanti in ambito artistico e culturale (es. musei, teatri, festival). Il Master si pone come obiettivo quello di sviluppare doti manageriali e di leadership per chi ambisce a ricoprire posizioni di maggiore responsabilità o a lavorare come consulente o imprenditore nel settore delle arti e della cultura.“Nel corso delle lezioni, gli studenti hanno incontrato – spiega il professor Ruta – un Direttore di orchestra, Ruben Jais de laVerdi di Milano e oggi si sono confrontati con Claudio Gubitosi. E’ importante dare evidenza di stili diversi di leadership, ognuno efficace, ognuno unico per definizione”.Il Giffoni è presente all’Università Bocconi dal 2005, quando è stato organizzato il primo incontro con gli studenti del corso di laurea magistrale in Economics and Management in Arts, Culture, Media and Entertainment. Sul futuro del Gff, Ruta spiega: “Vedo che Giffoni non si ferma, continua a cambiare e a non cullarsi mai dei successi ottenuti. Vorrei che si raggiungesse una maggiore tranquillità economica. Ma soprattutto una maggiore indipendenza. Io spingo Giffoni verso il mercato, libero dalla politica, con una mentalità internazionale”. L’esperienza Giffoni suscita curiosità da parte degli studenti perché, secondo Ruta, “l’idea alla base di tutto è rendere i ragazzi protagonisti e costruire un’organizzazione che ruota attorno ai ragazzi, al tempo stesso destinatari dei film e giurati esperti. Come se i clienti – rimarca il docente universitario -diventassero parte dell’organizzazione in modo strutturato. Se questa idea, apparentemente folle, fosse applicata da altre organizzazioni culturali si vedrebbero molte rivoluzioni”.
In questi 45 anni il Gff è cambiato, aprendosi a nuovi linguaggi e nuove prospettive. “Giffoni – aggiunge ancora il prof. Ruta – cambierà pelle per seguire la progettualità oltre il mondo del cinema che Claudio Gubitosi vuole fortemente. E’ un salto importante che può fare inevitabilmente solo in logica manageriale. Oggi vedo Giffoni come una boutique delle idee, in un incubatore chiamato Regione Campania. Domani la vedo più come un grande luogo che sarà in grado di attrarre menti da tutto il mondo. Occorrono, però, due cose: non separarsi dalla logica principale di rendere i ragazzi protagonisti, attirare le migliori menti al mondo che possono sviluppare questo tema. Diventerà un luogo fatto di persone uniche, dove il contesto aiuta a creare e a produrre”.

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Convegno Bocconi, dai tagli di spesa al taglio degli sprechi

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

A causa dei tagli alla spesa, non tutte le Asl sono oggi in grado di rispettare i Lea e nel prossimo futuro il loro numero sarà destinato ad aumentare. È l’allarme che arriva dal convegno organizzato ieri a Milano da Sda Bocconi e Novartis sul ruolo dei sistemi di valutazione nelle scelte strategiche delle aziende sanitarie pubbliche. A lanciarlo il presidente della Fiaso Giovanni Monchiero, tra gli ospiti della tavola rotonda che ha chiuso i lavori mettendo a confronto tecnici e politici sulla sostenibilità del Ssn. Secondo Monchiero, in sostanza, i tagli orizzontali alla spesa impartiti in molte Regioni esprimono di fatto una “non scelta”: «Piuttosto che decidere dove indirizzare i risparmi» ha detto «preferiscono non decidere e scaricare quindi sulle Asl la responsabilità della scelta. Ma le aziende sanitarie sono società gestionali, non dovrebbero competere loro decisioni di natura politica». Ha rincarato la dose Angelo Rossi, consulente dell’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari: «L’impressione è che oggi manchi una vera governance tra Stato e Regioni sottoposte a piani di rientro. Non c’è una mano che guidi e le amministrazioni regionali si arrangiano come possono, cioè non governano». Pesa su questo lo stesso meccanismo del commissariamento: «La Regione in deficit viene posta sotto la guida di un commissario che è lo stesso presidente della giunta regionale, che a sua volta nomina dei sub-commissari la cui permanenza in carica è brevissima perché tutti cercano di scavalcarli. Il sistema non funziona ed è evidente». Ma forse c’è da ripensare anche l’intera filosofia dei piani di rientro: «I piani» ha infatti osservato Vincenzo Pomo, direttore dell’area politiche della salute della Regione Puglia «vengono sempre considerati un vincolo piuttosto che un’opportunità di investimento e riqualificazione delle carriere. Il travaso di competenze dall’ospedale al territorio, per esempio, non si può fare a costo zero ma ha bisogno di investimenti, non solo strutturali ma anche nella formazione del personale».
Di certo, in ogni caso, c’è il fatto che in questa difficile contingenza le aziende sanitarie non affrontano da sole la sfida della sostenibilità. «Industria e strutture del Ssn» ha ricordato direttore Market access di Novartis «hanno interessi convergenti e a entrambi serve innanzitutto stabilità. E per noi come per loro l’appropriatezza prescrittiva è un valore, perché tagliare gli sprechi significa non tagliare la spesa».

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