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Boehringer Ingelheim riceve parere positivo del CHMP per nintedanib

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

E’ una terapia per adulti affetti da malattia interstiziale polmonare associata a sclerosi sistemica. Boehringer Ingelheim rende noto che il CHMP, Comitato che valuta i Farmaci per Uso Umano dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA), ha espresso parere positivo, raccomandando la concessione dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC), per nintedanib come terapia per adulti affetti da malattia interstiziale polmonare associata a sclerosi sistemica. Lo scorso settembre, l’FDA ha già approvato nintedanib negli Stati Uniti come prima e unica terapia per rallentare il declino della funzionalità polmonare in soggetti adulti con malattia interstiziale polmonare associata a sclerosi sistemica. La sclerosi sistemica, o sclerodermia, è una patologia autoimmune rara deturpante, invalidante e potenzialmente fatale. La malattia causa formazione di tessuto cicatriziale (fibrosi), che può interessare vari organi tra cui i polmoni, il cuore, l’apparato digerente e i reni, e comportare complicanze che mettono a rischio la vita dei pazienti. Quando la malattia colpisce i polmoni può comportare malattia interstiziale polmonare,che è la principale causa di mortalità in chi è affetto da sclerosi sistemica, essendo, infatti, responsabile del 35% della mortalità correlata a sclerodermia.
Il parere positivo si è basato sui risultati di SENSCIS®, Studio Clinico di Fase III, in doppio cieco, con gruppo di controllo a placebo, condotto per valutare efficacia e sicurezza di nintedanib in pazienti con malattia polmonare interstiziale associata a sclerosi sistemica (SSc-ILD).2 L’endpoint primario dello Studio era il tasso annuale di declino della capacità vitale forzata (FVC), valutato su un periodo di 52 settimane. I pazienti hanno continuato la terapia dello studio per almeno 52 settimane o per un massimo di 100 settimane di trattamento. I risultati dimostrano che nintedanib ha rallentato la perdita di funzionalità polmonare, misurata dalla FVC per 52 settimane, del 44% (41mL/anno) rispetto a placebo.2 Il profilo di eventi avversi riscontrato con nintedanib è stato simile a quello osservato nei pazienti con Fibrosi Polmonare Idiopatica, e l’evento avverso più comune è stata la diarrea.

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Boehringer Ingelheim Italia è Top Employer Europe e Top Employer Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 febbraio 2020

Boehringer Ingelheim Italia, per il secondo anno consecutivo, è stata ufficialmente certificata da Top Employers Institute “Top Employer Europe 2020” e “Top Employer Italia 2020”, per le proprie eccellenze nelle condizioni di lavoro.Le aziende certificate Top Employer si distinguono per l’impegno a fornire le migliori condizioni di lavoro ai propri collaboratori e per l’attuazione di Best Practice focalizzate sullo sviluppo e sul benessere delle persone. Top Employers Institute esamina l’implementazione di queste Best Practice HR e come vengono supportate attraverso strumenti di Strategy, Ownership, Practices, Measurement and Technology.Il fattore comune delle aziende Top Employer è quello di essere impegnate a creare e sviluppare le proprie strategie, con esperienze d’eccellenza, mirate a creare un ambiente e condizioni di lavoro in grado di favorire la crescita e lo sviluppo dei propri collaboratori.
“Siamo un’azienda che opera nel campo della salute e per noi il paziente è la figura centrale delle nostre attività. Nei valori fondamentali della cultura aziendale di Boehringer Ingelheim c’è lo stesso approccio per il benessere dei collaboratori, che si devono sentire elementi “centrali” per l’azienda – dichiara Antonio Barge, Direttore HR di Boehringer Ingelheim Italia – Per conciliare le responsabilità professionali con la vita oltre il lavoro, abbiamo scelto una gamma diversificata di servizi e abbiamo voluto dare segnali significativi: ad esempio, siamo stati pionieri nel lavoro da casa introducendolo già molti anni fa e, da due anni, in termini di smart working, ogni collaboratore con attività di ufficio, con qualsiasi inquadramento organizzativo, è libero di lavorare da casa senza alcun limite massimo di giorni lavorativi/anno. Ovviamente questo è possibile solo con uno stretto rapporto di fiducia tra i collaboratori ed i propri capi, ma è altrettanto vero che un collaboratore che si sente responsabilizzato esprime performance migliori”.Per quanto riguarda il 2019, in Boehringer Ingelheim Italia la percentuale di coloro che hanno usufruito dello smart working, sul totale dei potenziali utilizzatori, è stata del 60% circa ed il trend è in continua crescita.“Certa che la partecipazione a iniziative di genere formativo e ricreativo possano aiutare ad incrementare il benessere della persona, con riflessi positivi ed innovativi sull’approccio all’attività lavorativa, l’azienda ha, poi, definito un programma chiamato LiberaMente – continua Antonio Barge – attraverso il quale il collaboratore può usufruire di voucher per l’acquisto di biglietti per concerti, cinema, spettacoli teatrali ed altro ancora.””Per continuare ad essere un’azienda innovativa abbiamo bisogno di persone che guardino avanti, che portino nuove idee in azienda, per questo puntiamo anche ad una leadership sempre più partecipativa, in quest’ottica abbiamo realizzato nel 2019 un hackathon aperto a tutti i collaboratori che hanno voluto cimentarsi nel portare proposte, progetti e soluzioni innovative nella nostra quotidianità.” – conclude Antonio Barge.

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Crescita e investimenti per Boehringer Ingelheim

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

L’azienda farmaceutica Boehringer Ingelheim, guidata dalla ricerca, chiude il 2018 con un fatturato di 17,5 miliardi di euro. Al netto degli effetti di cambio e dell’effetto “una tantum” derivante dallo scambio di asset con Sanofi, nel 2017, le vendite nette sono cresciute del 4%. Gli investimenti in Ricerca e Sviluppo sono stati di 3,2 miliardi (+2,8%) di euro, passando al 18,1% del fatturato annuale. L’azienda si focalizza in ambiti terapeutici specifici.“Vogliamo che il nostro sia un contributo significativo per migliorare ulteriormente la cura del cancro – dichiara Hubertus von Baumbach, Presidente del Board of Managing Directors – La nostra ricerca si estende anche alle malattie fibrotiche, metaboliche e immunologiche e la nostra pipeline di ricerca è ben strutturata.”
Gli investimenti in impianti e strumentazioni, quasi 1 miliardo di euro (+9%), non sono mai stati così cospicui. Il risultato operativo è nuovamente di 3,5 miliardi di euro (- 0,4%) e l’utile del Gruppo, dopo le imposte, è salito a 2,1 miliardi di euro.“Nel 2018 la redditività sulle vendite nette è passata dal 19,3% al 19,8%, la nostra quota di capitale proprio è salita dal 38% circa al 40%. Siamo un’azienda molto sana, anche dal punto di vista finanziario” commenta Michael Schmelmer, Membro del Board of Managing Directors, Responsabile dell’area Finanza. Il numero medio dei collaboratori è aumentato leggermente in tutte le region, raggiungendo un totale di 50.370 unità (+2%).

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Boehringer Ingelheim lancia l’iniziativa In Reach Africa

Posted by fidest press agency su martedì, 7 agosto 2018

Boehringer Ingelheim, una delle maggiori aziende farmaceutiche a livello mondiale ha annunciato di recente il lancio del programma ‘In Reach Africa’, un’iniziativa volta a facilitare l’accesso ad una sanità innovativa e di qualità per la salute umana e animale nel continente africano.
È previsto che il programma prenda avvio in Kenya per poi essere esteso ad altri importanti paesi dell’Africa tra cui Nigeria, Ghana, Etiopia, Uganda, Mozambico, Tanzania, Zambia, Zimbabwe e Ruanda. Prevede una serie di elementi centrali che puntano ad accrescere il valore dei sistemi sanitari di quei Paesi nel loro complesso per migliorare l’accesso alle cure, sostenere lo sviluppo di soluzioni sanitarie innovative, creare partnership locali, oltre a sensibilizzare su importanti patologie e meccanismi di prevenzione.Nel mese di luglio sono già partite una sere di iniziative e workshop che sono i pilastri del programma appena lanciato, tra cui ad esempio il programma Making More Health (MMH) Accelerator. Questo programma aiuta imprenditori sociali in ambito sanitario a rafforzare e sviluppare le dimensioni delle loro attività, offrendo alcune delle migliori esperienze d’innovazione in ambito sociale e sanitario oltre che di salute mondiale per migliorare l’accesso alle cure nell’Africa Sub-Sahariana. L’empowerment delle persone è parte centrale della strategia su cui poggia questa iniziativa e l’elemento fondamentale del programma ‘In Reach Africa’.
Making More Health è un’iniziativa mondiale di lungo termine promossa da Boehringer Ingelheim in collaborazione con Ashoka, organizzazione non governativa di scala mondiale. Attraverso Making More Health in Kenya, Boehringer Ingelheim e Askoka hanno sostenuto iSikCure, un’applicazione sviluppata per migliorare l’accesso a cure di qualità e a una medicina sicura. Nel 2017, Boehringer Ingelheim, in collaborazione con Access Afya e PharmAccess, ha lanciato Akiba Ya Roho, un programma di micro-risparmio volto a sensibilizzare sulla salute e a migliorare la comprensione e la gestione delle malattie non-trasmissibili in alcune aree rurali del Kenya.
La vision condivisa di “‘In Reach Africa’ promuove l’accesso, la sostenibilità e l’innovazione attraverso il potenziamento dei sistemi sanitari in Africa offrendo una serie di farmaci e soluzioni sanitarie accessibili, aumentando la consapevolezza sulle patologie prioritarie, attraverso il coinvolgimento e iniziative che arricchiscono le conoscenze e la formazione. In questo modo, promuove la crescita di valore delle strutture socio-economiche collaborando e sostenendo su più fronti le famiglie a basso reddito” ha dichiarato Yew Looi Liew, Responsabile della Corporate Division Prescription Medicine per i Paesi Emergenti di Boehringer Ingelheim.
Ridurre il fardello, che può essere evitato, delle Malattie Non Trasmissibili è centrale nell’iniziativa in questione. Le Malattie Non Trasmissibili sono un’epidemia silente nei Paesi a medio e basso reddito, responsabile del 75 percento della mortalità mondiale per malattie non trasmissibili. La mortalità annua correlata alle malattie non trasmissibili è prevista salire a 3,9 milioni di persone in Africa entro il 2020, in crescita di oltre il 20 percento.[1] “Conseguentemente, noi come azienda dobbiamo impegnarci e lavorare assieme a tutti gli altri soggetti che operano in ambito sanitario per sviluppare un’infrastruttura che sia sostenibile e possa garantire la disponibilità delle terapie di cui c’è bisogno anche nelle zone più remote. Noi di Boehringer Ingelheim crediamo che tutti debbano avere accesso alla buona salute, indipendentemente da dove vivono” ha commentato Enrique Manzoni, Regional Managing Director per Medio Oriente, Turchia e Africa di Boehringer Ingelheim.

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Esercizio 2017: un anno eccellente per Boehringer Ingelheim

Posted by fidest press agency su martedì, 1 Maggio 2018

Ingelheim. L’azienda farmaceutica Boehringer Ingelheim, operante nel settore della ricerca, offre una panoramica dei successi dell’anno d’esercizio 2017. Tutti i settori operativi hanno contribuito a far crescere il fatturato. Gli investimenti nella Ricerca&Sviluppo hanno superato la cifra di 3 miliardi di euro, di cui quasi 2,7 miliardi assegnati al solo segmento Human Pharma. “In medicina, la quantità di domande supera sempre quella delle risposte” – ha dichiarato Hubertus von Baumbach, Presidente del Consiglio di Amministrazione – “È nostra intenzione continuare a raccogliere le sfide nella ricerca, utilizzando tutte le risorse a nostra disposizione. Gli ingenti investimenti nella Ricerca&Sviluppo rispondono pertanto alla nostra consapevolezza imprenditoriale”.
Lo scorso anno, Boehringer Ingelheim ha realizzato un fatturato di circa 18,1 miliardi di euro, equivalente a un incremento del 15,7%, al netto degli effetti di cambio (su base euro: +13,9%). Decurtati gli effetti “una tantum” derivati dallo scambio di attività attuato con Sanofi, l’azienda ha registrato una crescita, al netto degli effetti di cambio, pari al 6,1% (su base euro: +4,4%). Con un risultato operativo di circa 3,5 miliardi di euro, è stata registrata una redditività delle vendite del 19,3%.Nel 2017, l’azienda contava una media di circa 50.000 dipendenti a livello internazionale.
Lo scorso anno, Boehringer Ingelheim ha messo a segno una crescita organica in tutti i comparti. “Il settore Human Pharma, in particolare, ha superato nettamente le nostre aspettative” – ha sottolineato Michael Schmelmer, Membro della Direzione aziendale e Responsabile Finanza – “In questo caso sono state trainanti soprattutto le attività sul mercato statunitense e nei paesi emergenti”.
Lo scorso anno, nel settore della farmaceutica per uso umano Boehringer Ingelheim, con 6 prodotti, è riuscita a realizzare, per ciascuno di essi, un fatturato di oltre un miliardo di dollari statunitensi. I prodotti interessati sono SPIRIVA®, farmaco per le vie respiratorie, PRADAXA®, un anticoagulante, TRAJENTA® e JARDIANCE®[1] farmaci per il diabete, OFEV® per il trattamento della fibrosi polmonare idiopatica (IPF) e MICARDIS® per il trattamento dell’ipertensione. Complessivamente, il fatturato dei prodotti farmaceutici per uso umano è cresciuto del 6,9%, al netto degli effetti di cambio, attestandosi ad un valore superiore a 12,6 miliardi di euro (su base euro: + 5,0%). Ciò corrisponde ad una crescita oltre i valori di mercato. Il settore della farmaceutica per uso umano ha, così, contribuito per circa il 70% al fatturato complessivo.
Grazie alla transazione con Sanofi, il fatturato nell’industria farmaceutica veterinaria è più che raddoppiato, raggiungendo 3,9 miliardi di euro. La quota di fatturato più elevata è stata prodotta da due antiparassitari: il più venduto è stato NEXGARD®, con 546 milioni di euro, seguito da FRONTLINE® con 381 milioni di euro.
Lo scorso anno, il settore della produzione biofarmaceutica per conto terzi, al netto degli effetti di cambio, è cresciuta del 10,7%, raggiungendo 678 milioni di euro e contribuendo per il 4% al fatturato complessivo.
Un obiettivo strategico fondamentale di Boehringer Ingelheim è sviluppare approcci unitari a favore del paziente, sia nella salute umana, che animale. Ne è un esempio la promozione di progetti digitali che pongono il paziente al centro dell’attenzione. Recentemente, Boehringer Ingelheim ha, infatti, dato vita al Digital Lab BI X e ha accresciuto il Boehringer Ingelheim Venture Fund da 100 a 250 milioni di euro, di cui ben 50 milioni destinati a innovazioni digitali. “Al centro di tutta la nostra attività c’è sempre l’impegno a migliorare la vita dei pazienti e dei loro familiari, nonché a promuovere le opzioni di trattamento disponibili per i medici” – ha dichiarato Schmelmer.
Per l’anno di esercizio in corso, Boehringer Ingelheim prevede una leggera crescita dei ricavi su basi confrontabili.

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Boehringer Ingelheim: Advancing anticoagulation care with new data at ESC Congress 2017

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 agosto 2017

Boehringer IngelheimBoehringer Ingelheim today announced that it will present important new data on the treatment of patients with atrial fibrillation (AF) at the ESC Congress in Barcelona, Spain, 26-30 August 2017. In total, four abstracts have been accepted, investigating different aspects of AF patient treatment. The results of the RE-DUAL PCI™ trial have been selected for one of the Late Breaking Science sessions of the congress.The RE-DUAL PCI™ trial compared dual therapy with triple therapy after percutaneous coronary intervention (PCI) with stent placement in approximately 2,500 adults with atrial fibrillation. Patients were either treated with dabigatran etexilate (Pradaxa®) and a single antiplatelet agent or with the vitamin K antagonist (VKA) warfarin and two antiplatelets. The dabigatran doses investigated in this trial are the same doses which have already demonstrated effective stroke prevention in atrial fibrillation and are therefore approved around the world in this indication. “The presentation of the results of our RE-DUAL PCI™ trial at ESC is particularly timely as the focus of the 2017 congress is ‘40 years of PCI’”, commented Professor Jörg Kreuzer, Vice President Medicine, Therapeutic Area Cardiovascular, Boehringer Ingelheim. “We are honoured that the results will be included in the congress Spotlight Session and hope that the findings from the trial will provide a valuable contribution to patient management in the PCI setting.” (photo: Boehringer Ingelheim)

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Sabine Greulich è il nuovo Presidente di Boehringer Ingelheim Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

Sabine GreulichMilano. A partire dal 15 giugno, Sabine Greulich è il nuovo Presidente di Boehringer Ingelheim Italia, multinazionale tra le prime 20 aziende farmaceutiche al mondo, mantenendo anche la carica di Head of Business Unit Human Pharma. Succede a Anna Maria Porrini, alla guida dell’azienda dal 1° gennaio 2014.
Nata a Heidelberg, in Germania, e laureatasi in medicina con una tesi in oncologia presso la storica Università Ruprecht Karl, Sabine Greulich ha iniziato la sua carriera svolgendo attività ospedaliera e ambulatoriale. Anni che definisce fondamentali per la sua crescita e formazione personale.Dopo un periodo di esercizio della professione, lascia l’attività di medico per entrare nel Sistema Sanitario Nazionale tedesco, occupandosi di contenuti scientifici e temi assicurativi. Grazie a questa esperienza, entra successivamente in Eli Lilly and Company. Presso la sede tedesca della multinazionale ha modo di rapportarsi con diversi settori tra cui il marketing, le vendite e il market access, occupandosi di prodotti e patologie in ambito oncologico, diabete e Sistema Nervoso Centrale (CNS). Dopo dieci anni, diventa Responsabile Commerciale Europa di un’azienda Biotech, per occuparsi principalmente del lancio di un nuovo anticorpo monoclonale sul mercato Europeo; un’esperienza che le ha permesso di entrare in contatto anche con l’Italia e la sua realtà. Nel 2010 viene chiamata in Boehringer Ingelheim, in Germania, con il delicato compito di guidare la Business Unit Specialty Care, seguendo il lancio di tre farmaci oncologici e per le malattie rare.Nel maggio 2015 Sabine Greulich arriva a Milano per assumere il ruolo di Head of Business Unit Human Pharma di Boehringer Ingelheim Italia e ora anche la carica di Presidente dell’azienda.
Boehringer Ingelheim produce farmaci innovativi per l’uomo e gli animali: per questo è conosciuta, da oltre 130 anni Boehringer Ingelheim, azienda fortemente guidata dalla ricerca. Boehringer Ingelheim, di proprietà familiare, è tra le 20 aziende leader nel settore a livello mondiale. Ogni giorno, circa 50.000 collaboratori creano valore attraverso l’innovazione nelle tre aree di business: farmaci per uso umano, settore veterinario e nella produzione biofarmaceutica conto terzi. Nel 2016, i ricavi delle vendite del gruppo Boehringer Ingelheim ammontavano a circa 15,9 miliardi di euro. L’azienda ha investito più di tre miliardi di euro, pari al 19,6% dell’intero fatturato, in Ricerca e nello Sviluppo.La responsabilità sociale è un elemento innato per Boehringer Ingelheim. A questo proposito, l’azienda è impegnata nel sociale, con progetti come l’iniziativa “Making More Health”. Inoltre, il gruppo Boehringer Ingelheim promuove attivamente il tema della Diversity in azienda, traendo beneficio dalle esperienze e dalle differenti competenze di ciascun collaboratore. La tutela e la sostenibilità ambientale sono al centro di ogni attività aziendale. (foto: Sabine Greulich)

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Boehringer Ingelheim registra un brillante 2016

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 aprile 2017

Ingelheim. Nel 2016, Boehringer Ingelheim ha realizzato un fatturato di circa 15,9 miliardi di euro, che, al netto degliBoehringer Ingelheim effetti di cambio, corrisponde a un incremento del 7,3% (su base euro: +7,1 %). Con un risultato operativo cresciuto del 27 %, pari a circa 2,9 miliardi di euro, si è registrata una redditività delle vendite del 18,1%. Nel 2016, Boehringer Ingelheim contava, in media, quasi 45.700 collaboratori a livello mondiale. L’acquisizione di Merial, la divisione specializzata nel settore veterinario di Sanofi, avvenuta il 1° gennaio 2017, nel quadro di uno scambio di business, ha portato a circa 50.000 il numero dei collaboratori.
In futuro l’azienda continuerà a lavorare per sviluppare ulteriori innovazioni nelle aree terapeutiche in ambito respiratorio, cardiometabolico, oncologico, del sistema nervoso centrale e immunologico. Nel medio termine, Boehringer Ingelheim verificherà, per esempio, la possibilità di utilizzare empagliflozin, commercializzato da Boehringer Ingelheim in collaborazione con Eli Lilly and Company per la cura del diabete, anche per il trattamento dello scompenso cardiaco, con o senza diabete. Sono già in corso nuovi studi. Nel campo delle cure oncologiche, l’azienda sta valutando l’efficacia del farmaco nintedanib sul mesotelioma, l’ aggressivo tumore della pleura, causato dall’esposizione all’amianto. Nel lungo termine, Boehringer Ingelheim vuole puntare con maggiore enfasi a partnership con università, istituti di ricerca e aziende operanti nel settore delle biotecnologie. “Il settore della Ricerca e dello Sviluppo rappresenta un pilastro importante della nostra strategia”, sottolinea von Baumbach. Nel 2016, l’azienda ha incrementato di un ulteriore 4 % gli investimenti nella Ricerca e nello Sviluppo, per un valore complessivo di circa 3,1 miliardi di euro.
Lo scorso anno, Boehringer Ingelheim ha registrato una crescita in tutti i comparti. “La crescita del fatturato nel 2016 ha superato le nostre aspettative”, ha affermato Simone Menne, Membro Board of Managing Directors, Responsabile dell’area Finance. “Questo è il risultato dell’ottimo posizionamento dei nostri prodotti innovativi e del buon andamento di quelli già affermati”. Questo andamento positivo è stato determinato anche dalla ricezione del pagamento concordato nel quadro di una cooperazione con AbbVie nel campo delle malattie autoimmuni.
Il fatturato complessivo derivante dalle vendite di farmaci soggetti a prescrizione medica, che rappresenta l’attività principale di Boehringer Ingelheim, è aumentato del 7,4%, al netto degli effetti di cambio, raggiungendo i 12 miliardi di euro (su base euro: +7,5%). Con un fatturato di quasi tre miliardi di euro, tiotropio, impiegato in ambito respiratorio, si è nuovamente attestato al primo posto nelle vendite. Il fatturato complessivo di Boehringer Ingelheim per il 2016 non include le vendite derivanti dall’integrazione del business veterinario di Sanofi, avvenuta il 1° gennaio 2017. Solo con l’ offerta di prodotti del proprio portfolio, nell’ambito della medicina veterinaria, nel 2016, Boehringer Ingelheim ha realizzato un fatturato di circa 1,5 miliardi di euro, pari al 9 % dell’intero fatturato. Il prodotto più venduto è stato ancora una volta il vaccino per suini INGELVAC CIRCOFLEX®. Nel 2016 il segmento della produzione biofarmaceutica conto terzi ha raggiunto un fatturato di 613 milioni di euro, con un tasso di crescita del 6,4 %. Nel 2016 il comparto dell’automedicazione ha contribuito per l’ultima volta al fatturato aziendale, poiché dal 1° gennaio 2017 appartiene a Sanofi. In questo segmento, Boehringer Ingelheim ha realizzato nel 2016 un fatturato di circa 1,6 miliardi di euro, che corrispondono quasi al 10 % del fatturato complessivo.
Per l’anno d’esercizio in corso, Boehringer Ingelheim prevede una netta crescita del fatturato, al netto degli effetti di cambio, rispetto all’anno precedente. Il fattore determinante è l’integrazione del nuovo business veterinario.

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Boehringer Ingelheim annuncia nuovi importanti risultati nei trattamenti del tumore del polmone

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2015

Vienna. Boehringer Ingelheim ha annunciato oggi in occasione del Congresso Europeo di Oncologia (European Cancer Congress – ECC) in corso a Vienna, nuovi risultati dello studio clinico di Fase III LUX-Lung 8 che viennaevidenziano ulteriormente i benefici di afatinibBoehringer Ingelheim nel confronto con erlotinib nel trattamento del carcinoma polmonare avanzato a cellule squamose (SCC) in pazienti precedentemente trattati.2 I risultati dimostrano la superiorità del trattamento con afatinib rispetto ad erlotinib, in questa popolazione di pazienti in termini di sopravvivenza libera da progressione della malattia (PFS) e di sopravvivenza (OS). 2 Il miglioramento di questi outcome di sopravvivenza, secondo una nuova analisi presentata a ECC, non sono correlati alla presenza di mutazioni EGFR.2 Inoltre, nello studio LUX-Lung 8, un maggior numero di pazienti trattati con afatinib rispetto a erlotinib ha riferito un miglioramento complessivo delle proprie condizioni di salute e della qualità di vita.3Uno degli sperimentatori dello studio di LUX-Lung 8, il Dr Glen D. Goss, M.D., Director of Clinical and Translational Research, Ottawa Hospital Cancer Center, University of Ottawa, Canada, ha così commentato: “Questi ultimi risultati non solo dimostrano il beneficio di afatinib rispetto a erlotinib in pazienti con carcinoma polmonare a cellule squamose, ma indicano anche che afatinib è un’opzione terapeutica efficace per un gruppo più ampio di pazienti, non solo quelli con tumore positivo per le mutazioni di EGFR. Sappiamo che l’alterazione del segnale dei recettori ErbB svolge un ruolo nei meccanismi alla base del carcinoma polmonare a cellule squamose e il fatto che afatinib abbia come bersaglio questa famiglia di recettori anziché solo il recettore EGFR può spiegare il motivo degli ulteriori benefici in questa popolazione di pazienti”.
Afatinib è una terapia-target orale in monosomministrazione giornaliera che agisce bloccando in maniera irreversibile i recettori della famiglia ErbB. A differenza di altre terapie target, come erlotinib, la cui azione di inibizione è reversibile ed è mirata su EGFR (ErbB1), afatinib determina un blocco selettivo, che si mantiene nel tempo, sull’intera famiglia di recettori ErbB. Lo studio clinico di Fase III LUX-Lung 8 ha valutato afatinib, in confronto diretto con erlotinib, in pazienti con carcinoma polmonare avanzato a cellule squamose (SCC) in progressione dopo chemioterapia di prima linea a base di platino. I risultati di questo studio clinico hanno dimostrato la superiorità del trattamento con afatinib rispetto ad erlotinib, in questa popolazione di pazienti in termini di sopravvivenza libera da progressione della malattia (PFS) con una riduzione del rischio di progressione del tumore del 19% e in termini di sopravvivenza complessiva (OS) con una riduzione del rischio di mortalità del 19%.1,2 Il beneficio in termini di PFS e OS osservato con afatinib rispetto a Boehringer Ingelheim1erlotinib è stato indipendente dallo stato mutazionale di EGFR.2
Ulteriori risultati presentati al congresso ECC confermano che l’efficacia di afatinib, osservata nello studio LUX-Lung 8, è stata associata a un miglioramento della qualità di vita complessiva e un maggior controllo della malattia.3
Un maggior numero di pazienti trattati con afatinib, rispetto ad erlotinib, (36% verso 28%, p=0,041) ha avuto un miglioramento complessivo della qualità di vita correlato alle condizioni di salute (36% contro 28%, p=0,041), un miglioramento della tosse (43% verso 35%, p=0,029) e della dispnea (51% contro 44%, p=0,061).3 Nello studio LUX-Lung 8, l’incidenza degli eventi avversi gravi è stata simile nei due bracci di trattamento, con alcune differenze nell’incidenza di alcuni effetti collaterali.1 Si è osservata una maggiore incidenza di grado severo di diarrea e stomatite (afte) con afatinib, rispetto a erlotinib (diarrea di grado 3: 10% verso 2%; stomatite di grado 3: 4% contro 0%), mentre si è registrata una maggiore incidenza di rash/acne di grado severo con erlotinib rispetto a afatinib (rash/acne di grado 3: 10% contro 6%).1 La diarrea verificatasi nei pazienti trattati con afatinib è stata gestibile.3
Il Dottor Mehdi Shahidi, Medical Head, Solid Tumour Oncology, di Boehringer Ingelheim ha così commentato: “siamo lieti di presentare a ECC 2015 questi risultati che confermano che i vantaggi di afatinib rispetto a erlotinib non sono limitati ai pazienti con carcinoma polmonare a cellule squamose che presentano mutazioni di EGFR, che sono rare in questa malattia. I risultati dello studio LUX-Lung 8 dimostrano che il trattamento con afatinib, rispetto a erlotinib, determina non solo un miglioramento degli outcome di sopravvivenza, ma anche un miglioramento della qualità di vita dei pazienti.
L’efficacia e la sicurezza di afatinib come terapia del carcinoma polmonare avanzato a cellule squamose è attualmente in valutazione sia presso l’FDA che l’EMA, e speriamo di poterlo rendere disponibile ai pazienti come nuova opzione terapeutica”.
Afatinib è attualmente approvato in oltre 60 Paesi come terapia di prima linea, per pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), positivo per le mutazioni dei recettori del fattore di crescita epidermico (EGFR).
Sulla base dei risultati positivi di sopravvivenza libera da progressione della malattia e di sopravvivenza complessiva ottenuti dal farmaco nello studio clinico LUX-Lung 8, sia la Food and Drug Administration (FDA) statunitense che l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) hanno recentemente accolto il dossier per la richiesta di registrazione di afatinib come terapia per pazienti con carcinoma polmonare avanzato a cellule squamose, in progressione dopo chemioterapia di prima linea. La FDA ha anche riconosciuto ad afatinib lo status di farmaco orfano, concesso generalmente a terapie per malattie rare.
Afatinib è approvato in Europa e in diversi altri Paesi tra cui Giappone, Taiwan e Canada per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per le mutazioni del fattore di crescita epidermico (EGFR) ed è in corso di registrazione in altri Paesi. Afatinib non è approvato per altre indicazioni.
Il Gruppo Boehringer Ingelheim è una delle prime 20 aziende farmaceutiche del mondo. Il gruppo ha sede a Ingelheim, Germania, e opera a livello globale con 146 affiliate e più di 47.700 dipendenti. Fondata nel 1885, l’azienda a proprietà familiare si dedica a ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti innovativi dall’elevato valore terapeutico nel campo della medicina e della veterinaria.
Operare in maniera socialmente responsabile è un punto centrale della cultura e dell’impegno di Boehringer Ingelheim. La partecipazione a progetti sociali in tutto il mondo, quali ad esempio l’iniziativa “Making more Health”, e l’attenzione per i propri dipendenti sono parte di questo impegno di responsabilità sociale, così come lo sono il rispetto, le pari opportunità e la conciliazione dei tempi di lavoro e della famiglia che costituiscono le fondamenta della mutua collaborazione fra l’azienda e i suoi dipendenti, e l’attenzione all’ambiente, alla sua tutela e sostenibilità, che sono sottese in ogni attività che Boehringer Ingelheim intraprende.
Nel 2014, Boehringer Ingelheim ha registrato un fatturato netto di circa 13,3 miliardi di euro e investimenti in ricerca e sviluppo pari al 19,9 percento del suo fatturato netto.

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Fibrillazione atriale

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2015

boehringer-ingelheim_0Ingelheim, Germania Boehringer Ingelheim ha annunciato i risultati di due analisi del Registro GLORIA®-AF, che hanno esaminato l’uso delle terapie anticoagulanti per la prevenzione dell’ictus in pazienti con Fibrillazione Atriale (FA).1,2 Queste nuove analisi hanno evidenziato che, benché l’uso di anticoagulanti orali sia in aumento negli Stati Uniti, circa un quinto dei pazienti nordamericani con Fibrillazione Atriale (FA) inclusi nel Registro GLORIA®-AF è stato trattato in maniera inadeguata con antiaggregante piastrinico acido acetilsalicilico (ASA) o non ha ricevuto alcuna terapia.1,2 Questo, nonostante le raccomandazioni delle attuali Linee Guida statunitensi che indicano che i pazienti con Fibrillazione Atriale con punteggio CHA2DS2-VASc, pari o superiore a 2, sono ad alto rischio di ictus e necessitino di terapia anticoagulante.3 Questi nuovi dati sono stati presentati in sessioni poster al 64° Congresso dell’American College of Cardiology il 16 marzo 2015 a San Diego.“Queste analisi di dati real life evidenziano come la classe medica abbia diversi fattori da considerare per la scelta della terapia antitrombotica per i pazienti con FA, ma resta il fatto che gli anticoagulanti orali, che sono lo standard terapeutico per ridurre significativamente il rischio di ictus ed embolia sistemica in questi pazienti, sono sottoutilizzati” – ha dichiarato Jonathan L. Halperin, M.D., Professore di Medicina della Facoltà di Medicina del Mount Sinai, principale autore dello studio e membro del comitato direttivo di GLORIA®-AF “Dobbiamo continuare a comprendere perché sia così, e cosa possiamo fare per colmare questa mancata aderenza alle linee guida”.Questi sono i primi dati disponibili sulle modalità prescrittive raccolti nella Fase II del Registro GLORIA®-AF, avviato a novembre 2011, dopo l’approvazione negli Stati Uniti di dabigatran etexilato, primo Nuovo Anticoagulante Orale (NAO). I dati sono basati sui trend di trattamento di 3.415 pazienti con FA, inclusi nel registro GLORIA®-FA , da novembre 2011 a febbraio 2014.1,2 Tutti i pazienti avevano una diagnosi recente di FA e l’86% aveva punteggio CHA2DS2-VASc, pari o superiore a 2, quindi ad alto rischio di ictus.1,2 I dati mostrano che dabigatran etexilato è stato il NAO più ampiamente prescritto per la prevenzione dell’ictus fra i pazienti inclusi nello studio.1,2“Abbiamo ancora numerose sfide da vincere per garantire che i pazienti con Fibrillazione Atriale ricevano il trattamento anticoagulante più efficace per ridurre il rischio di ictus, che può essere invalidante o addirittura mortale” – ha dichiarato il Professor Jörg Kreuzer, Vice President Medicine Therapeutic Area Cardiovascular di Boehringer Ingelheim – “Questi ultimi dati derivati da GLORIA®-AF, oltre alle ulteriori future analisi dal registro, faranno luce sulle strategie necessarie per eliminare le discrepanze di trattamento e garantire la protezione ottimale contro l’ictus a tutti i pazienti”.

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Tumore al polmone

Posted by fidest press agency su martedì, 3 giugno 2014

carcinoma al polmone fonte wikipendiaChicago. Una nuova arma per affrontare il tumore del polmone, uno dei più frequenti e aggressivi. Un’analisi, che ha combinato i dati di due studi di Fase III (LUX-Lung 3 e LUX-Lung 6), dimostra che il trattamento con afatinib in prima linea riduce il rischio di mortalità del 19% in pazienti colpiti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), con mutazioni comuni di EGFR (recettore del fattore di crescita epidermico). I dati sono presentati al Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) a Chicago. Nel 2013 nel nostro Paese si sono registrate 38.000 nuove diagnosi, di cui circa il 30% nelle donne, e il fumo resta il principale fattore di rischio per questa neoplasia. “Si tratta di uno studio rivoluzionario – sottolinea il prof. Lucio Crinò dell’Oncologia dell’Ospedale di Perugia – che conferma i progressi nel trattamento di questa neoplasia. Solo fino a 15 anni fa avevamo a disposizione pochissime armi, mentre oggi siamo in grado di offrire opzioni terapeutiche sempre più importanti e innovative. Afatinib, in particolare, come evidenziano i dati presentati al congresso ASCO, conferma di essere una molecola fondamentale, che può garantire una svolta reale nel trattamento di questo tumore. Ci auguriamo che, quanto prima, possa essere messa a disposizione dei pazienti del nostro Paese”. I risultati dell’analisi combinata dei dati di due dei più ampi studi condotti su questa popolazione di pazienti indicano che afatinib, sviluppato da Boehringer Ingelheim, ha prolungato di 3 mesi (valore mediano) la sopravvivenza globale delle persone con carcinoma polmonare con mutazioni comuni di EGFR rispetto alla chemioterapia standard (sopravvivenza globale mediana rispettivamente di 27,3 mesi vs 24,3 mesi), riducendo in modo significativo il rischio di mortalità del 19%. Una diminuzione più marcata del rischio di mortalità, pari al 41%, è stata rilevata nei pazienti con la mutazione più comune di EGFR (delezione dell’esone 19). I dati di questa analisi hanno evidenziato con afatinib un prolungamento della sopravvivenza dei pazienti con tumore polmonare con la mutazione più comune dell’EGFR (del 19) in confronto a chemioterapia standard, con una mediana di più di 12 mesi in entrambi gli studi (LUX-Lung 3: 33.3 mesi verso 21.1 mesi. Lux-Lung 6: 31.4 mesi verso 18.4 mesi). Le conclusioni di questa analisi confermano ulteriormente i risultati resi noti in precedenza, sul ritardo della progressione del tumore (sopravvivenza libera da progressione), sul miglior controllo dei sintomi del carcinoma polmonare e sugli eventi avversi associati ad afatinib rispetto alla chemioterapia standard. Commentando i risultati di sopravvivenza globale, il principal investigator Professor James Chih-Hsin Yang, M.D., Ph.D., della Clinica Universitaria Nazionale di Taiwan, ha dichiarato che “i risultati dei due studi su afatinib mostrano singolarmente per la prima volta che, nonostante il cross-over nelle terapie successive, l’uso di un farmaco target come terapia di prima linea può aumentare la sopravvivenza globale, rispetto alla chemioterapia, nei pazienti con tumore polmonare con delezione dell’esone 19 di EGFR. Questi risultati si aggiungono all’elenco di benefici già dimostrati in questi studi, tra cui maggior riduzione della massa tumorale, controllo prolungato della malattia e dei sintomi invalidanti ad essa associati quali tosse, dolore e dispnea”.(immagine: carcinoma al polmone fonte wikipendia)

 

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Epatite C: Boehringer Ingelheim rafforza il proprio impegno nello sviluppo dei trattamenti “senza interferone”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2013

Ingelheim.Boehringer Ingelheim ha oggi annunciato il completamento degli arruolamenti dello studio di fase II, che sta valutando un regime di trattamento orale con farmaci ad azione antivirale diretta (DAA) in pazienti con infezione da HCV di genotipo 1a.Lo studio, condotto in collaborazione con Presidio Pharmaceuticals, sta valutando la combinazione dei farmaci, attualmente in fase sperimentale di Boehringer Ingelheim, Faldaprevir, inibitore della proteasi, e Deleobuvir, un inibitore non nucleosidico della polimerasi, insieme al farmaco di Presidio Pharmaceuticals, PPI-668, un inibitore pangenotipico NS5A, con o senza ribavirina. Lo studio ha arruolato 36 pazienti infetti con virus HCV di genotipo 1a, naïve al trattamento, che hanno assunto questa nuova combinazione di farmaci orali ad azione antivirale diretta per 12 settimane. L’endpoint dello studio è la SVR121, ovvero la risposta virologica sostenuta 12 settimane dopo il completamento della terapia.Questo trial di fase IIa, con la nuova terapia di combinazione, è la testimonianza dell’impegno di Boehringer Ingelheim nello sviluppo di nuove terapie contro l’Epatite C prive di interferone, che possano essere disponibili per tipologie di pazienti sempre più ampie.A marzo 2013 Boehringer Ingelheim e Presidio hano siglato un accordo di collaborazione non esclusivo, per valutare un regime di combinazione con tre farmaci antivirali ad azione diretta. Entrambe le aziende manterranno i diritti delle rispettive molecole. Presidio ha la responsabilità operativa di questo studio ed i risultati finali sono attesi nel secondo trimestre del 20141.Boehringer Ingelheim ha già in corso un ampio programma di studi clinici attualmente in Fase III (HCVerso) per sviluppare un regime di trattamento privo di interferone; gli studi HCVerso hanno arruolato circa 1100 pazienti con infezione da HCV di genotipo 1b, naïve al trattamento, inclusi pazienti con cirrosi epatica compensata, provenienti anche da diversi centri di ricerca italiani.

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Boehringer Ingelheim: trend in crescita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 aprile 2012

Boehringer Ingelheim ha solide basi per il futuro: nell’esercizio 2011 il fatturato – al netto degli effetti di cambio – segna un incremento del 6,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 13,2 miliardi di euro. L’utile operativo sale a 2,3 miliardi di euro e la redditività netta delle vendite al 17,3%. Come già annunciato negli anni precedenti, in questo modo l’azienda ha realizzato con successo i propri piani, fra cui una crescita intorno al 5%. “I risultati del 2011 sono una conferma della nostra strategia di crescita organica” ha dichiarato il Professor Andreas Barner, Presidente del Consiglio di Amministrazione e Responsabile Ricerca e Sviluppo e Medicina, in occasione della conferenza stampa annuale, tenutasi oggi a Ingelheim nella sede dell’azienda. Secondo Barner, grazie al proprio spirito altamente competitivo, l’azienda di famiglia Boehringer Ingelheim garantirà efficacemente e a lungo termine la propria indipendenza. “Grazie ai continui investimenti nella nostra attività di R&D ci troviamo all’inizio di una nuova fase di sviluppo” sostiene Barner. La maggior parte del fatturato di Boehringer Ingelheim, il 77% del fatturato netto, è da ricondurre ai farmaci da prescrizione. “Sia PRADAXA®, di recente introduzione, sia farmaci affermati come SPIRIVA®, MICARDIS® e COMBIVENT® hanno registrato una crescita molto soddisfacente” ha affermato Hubertus von Baumbach, Membro del Consiglio di Amministrazione e responsabile di Amministrazione e Finanza e della Divisione Veterinaria. Soprattutto l’introduzione sul mercato dell’anticoagulante orale PRADAXA®, che nel 2011 ha prodotto un fatturato di 629 milioni di euro, ha contribuito in misura decisiva alla crescita di Boehringer Ingelheim nell’anno trascorso. “L’introduzione sul mercato di PRADAXA® è uno dei lanci più riusciti nel settore farmaceutico degli ultimi anni.” La Divisione dei Farmaci da Prescrizione nel 2011 ha registrato un incremento dell’8,2%, superiore, quindi, alla crescita media del mercato farmaceutico mondiale che si attesta, secondo gli analisti di IMS, al 4,6%. L’organico è stato positivamente influenzato da questo andamento: il numero di dipendenti nel 2011 è cresciuto, infatti, in tutto il mondo di 1.800 unità rispetto al 2010, raggiungendo un totale di 44.000 (pari ad un incremento del 4%).

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Biosimilars Market Entry Strategies

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2011

A pano of the Bayer main factories in Leverkus...

Image via Wikipedia

Dallas ReportsnReports adds new market research report ‘Biosimilars : Market Entry Strategies’ to its store. This report provides an analysis of strategies employed by the top 50 pharma companies that are active or plan to enter the biosimilars sector in the future, together with an analysis of biosimilar deal trends among the top 50 pharma companies.
Of the companies analyzed, each of the eight generics companies ranked among the top 50 pharma companies have an active interest in biosimilars, reflecting the fact that such products have the opportunity to increase the profit margin of generics companies.Many innovative pharma companies have also entered the biosimilars arena with further companies such as Boehringer Ingelheim showing signs of interest.However, a number of companies such as AstraZeneca, Bayer, and Roche have stated that they have no plans to enter the biosimilars market, instead maintaining their innovative focus.
Study Comprehensive Table of Contents and Request a Sample for the report @ http://www.reportsnreports.com/ reports/144201-biosimilars-market-entry-strategies.html With sales for the top 50 pharma companies forecast to decline by 1.6% during 2010-16, many leading drugmakers are looking to expand into markets which offer long-term growth, limited competition, and are relatively low risk. Biosimilars is one such area, which has attracted both innovative biologics players and generics players alike.

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Nuove strategie anticoagulanti

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2011

Abbasanta (OR), 15 aprile 2011, presso l’Hotel Su Bajone di Abbasanta convegno “Governo clinico delle nuove terapie anticoagulanti”, rivolto a medici, farmacisti e dirigenti delle direzioni sanitarie, organizzato dall’Associazione dei Medici delle Direzioni Ospedaliere (ANMDO) con il patrocinio dell’Assessorato alla Sanità, in collaborazione con Boehringer Ingelheim Italia. Si tratta di un appuntamento scientifico estremamente importante per gli operatori della Sanità, oltre che un’occasione unica per un dibattito su un tema di grande attualità, cui parteciperanno, tra gli altri, l’Assessore alla Sanità della Regione Autonoma della Sardegna Antonello Liori e il Direttore Generale dell’Assessorato Massimo Temussi.La fibrillazione atriale è il più comune disturbo del ritmo cardiaco: colpisce circa una persona su quattro dopo i 40 anni e l’1% della popolazione totale, ma fino al 10% degli individui dopo gli 80 anni. I soggetti con Fibrillazione Atriale presentano un aumento del rischio di trombi, il quale a sua volta innalza di cinque volte il rischio di ictus. Nel mondo ogni anno fino a tre milioni di persone vengono colpite da un ictus collegato a questa patologia, spesso si tratta di eventi gravi ed invalidanti e la metà dei pazienti muore entro un anno. Gli ictus dovuti alla Fibrillazione Atriale tendono ad essere gravi, con un’aumentata probabilità di morte (20%) e invalidità (60%), ma numerosi casi possono essere prevenuti, adottando un’adeguata terapia antitrombotica.Recentemente, la ricerca farmacologica ha compiuto, per quanto riguarda i farmaci anticoagulanti, enormi progressi, dando vita allo studio e allo sviluppo di nuove molecole in grado di modificare radicalmente lo scenario della prevenzione dell’ictus in pazienti con fibrillazione. E’ di futura commercializzazione, infatti, in Italia (lo è già negli Stati Uniti, Canada e Giappone e Nuova Zelanda) un nuovo anticoagulante orale che oltre ad aver dimostrato una maggiore efficacia rispetto alla terapia standard nella prevenzione dell’ictus, è in grado di migliorare la qualità di vita dei pazienti. Gli attuali trattamenti antitrombotici, come ad esempio gli antagonisti della vitamina K, sono stati per anni (e lo sono tutt’ora) il fondamento del trattamento anticoagulante, sebbene presentino svantaggi significativi, soprattutto nell’impiego a lungo termine. Questi aspetti hanno, infatti, evidenziato la necessità di sviluppare nuovi farmaci che siano efficaci, ben tollerati e che aiutino, al contempo, a migliorare la compliance del paziente, liberandolo da periodici controlli di laboratorio per il monitoraggio del profilo coagulativo (INR). Da qui l’esigenza, alla luce delle recenti acquisizioni scientifiche e della prossima approvazione in Italia dei nuovi farmaci anticoagulanti, di un confronto tra “addetti ai lavori” per migliorare l’organizzazione e la valorizzazione delle risorse. In Sardegna, considerate le caratteristiche geografiche, demografiche e sociali, i pazienti con patologie o problemi della coagulazione vivono spesso una condizione di rischio clinico. I residenti in piccoli Comuni, spesso si trovano lontani dai Centri di Terapia Anticoagulante (TAO) e, pur essendo candidati a tale trattamento, non possono aver accesso alla miglior terapia possibile per difficoltà legate ai trasporti ed all’assistenza. L’innovazione scientifica impone oggi una modifica dei livelli organizzativi delle strutture sanitarie, che sarannosempre più chiamate a garantire livelli di assistenza ottimali nel rispetto dell’appropriatezza e del contenimento della spesa gestionale. Il Convegno si propone di affrontare gli aspetti più attuali delle tematiche di governance e di considerare ipossibili scenari futuri per i centri di diagnosi e cura: dall’inquadramento epidemiologico, contestualizzato in ambito regionale, si passerà ad affrontare gli aspetti attuali della gestione dei pazienti che afferiscono ai Centri TAO (dagli aspetti propriamente clinici legati ai risultati di efficacia e tollerabilità, ad una disamina delle implicazioni farmaco-economiche legate all’utilizzo dei nuovi farmaci anticoagulanti). Verranno, quindi, illustrati i principi di valutazione con Healt Tecnology Assessment (HTA) per delineare gli strumenti a supporto delle scelte di governo clinico al fine di ricercare il miglior compromesso tra livelli essenziali di assistenza (LEA) e sostenibilità per il sistema sanitario.

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Nuovo presidente Boehringer Ingelheim Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Dal 1° gennaio 2011 Enrique Manzoni è il nuovo Presidente di Boehringer Ingelheim Italia. Nato a Buenos Aires da genitori italiani, 54 anni, una laurea in economia e commercio, Manzoni dopo una prima esperienza professionale nel settore servizi informatici dell’attuale Gruppo Novartis, svolge la propria carriera manageriale all’interno del Gruppo Boehringer Ingelheim. Nel 1988 è responsabile dei servizi informatici in Argentina e nel 1992 si trasferisce presso la sede di Ingelheim in Germania. Tre anni dopo, sempre presso l’headquarter, è responsabile del Controlling per la produzione farmaceutica e, dopo aver ricoperto per sette anni l’incarico di Chief Financial Officier in Grecia, nel 2005 ritorna in Germania come Head of Corporate Department Controlling Operations. In Italia arriva nel 2007 come Direttore Amministrazione e Finanza.Enrique Manzoni subentra a Sergio Daniotti che per 10 anni ha diretto la Country italiana che, con un fatturato nel 2009 di 496 milioni di euro, si colloca, a livello nazionale, tra le prime venti aziende farmaceutiche, a testimonianza del valore strategico dell’Italia nella politica industriale del Gruppo, soprattutto per la ricerca, sia di base che clinica, e la produzione dei principi attivi.“E’ un onore e un importante impegno ricevere il testimone da un personaggio di indiscusso valore come Sergio Daniotti – dichiara Enrique Manzoni – Un impegno che si traduce nella continuità dei nostri valori tra i quali, in primo luogo, la cultura dell’evoluzione e del miglioramento e la spinta all’innovazione, accompagnati dal rispetto della persona, che non può mancare nel DNA di chi opera per il miglioramento della salute”.“Importanti prove attendono il nostro Gruppo, che nel 2010 ha festeggiato 125 anni di storia – prosegue Manzoni – I prossimi anni saranno, infatti, cruciali: è in previsione il lancio di nuovi prodotti attualmente in fase di sviluppo che riteniamo possano cambiare il quadro terapeutico nelle rispettive aree, dall’ictus, all’oncologia, al diabete. L’innovazione – conclude Manzoni – sarà, dunque, l’elemento centrale su cui puntare per vincere le sfide poste dai nuovi scenari internazionali e per rendere sempre più competitivo il comparto in Italia”.
Il gruppo Boehringer Ingelheim è una delle prime 20 aziende farmaceutiche del mondo. Il gruppo ha sede a Ingelheim, Germania, e opera a livello globale con 142 affiliate in 50 paesi e più di 41.500 dipendenti. Sin dalla sua fondazione nel 1885, l’azienda indipendente a proprietà familiare si dedica a ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti innovativi dall’elevato valore terapeutico nel campo della medicina e della veterinaria. Nel 2009 Boehringer Ingelheim ha registrato un fatturato netto di 12,7 miliardi di euro, investendo il 21% del fatturato netto della sua maggiore divisione “Farmaci da Prescrizione” in ricerca e sviluppo.

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Crescita di Boehringer Ingelheim

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2010

Con un fatturato netto di 12,7 miliardi di euro, anche nel 2009 Boehringer Ingelheim ha continuato a crescere, registrando un incremento del 9,7% rispetto al 2008. L’annuncio è stato dato  dall’azienda in occasione della Conferenza Stampa Annuale tenutasi ad Ingelheim. Anche escludendo gli effetti positivi del cambio, l’azienda segna una crescita del 6,7% e supera, ancora una volta, la media del mercato farmaceutico mondiale. E’ il decimo anno consecutivo che ciò si verifica ed è significativo evidenziare che Boehringer Ingelheim è stata l’azienda che ha riportato il più alto tasso di crescita tra tutti i 15 maggiori colossi farmaceutici. L’utile operativo, assimilabile all’EBIT (margine operativo lordo), è salito a 2,2 miliardi di euro, nonostante l’aumento previsto degli investimenti in ricerca e sviluppo. Il Professor Andreas Barner, Presidente del Board of Managing Directors e Responsabile delle aree Ricerca, Sviluppo e Medica, ha espresso la propria soddisfazione per l’andamento dell’anno 2009: “Alla luce del difficile contesto economico, riteniamo che il successo ottenuto nel 2009 confermi la correttezza del nostro approccio imprenditoriale. Il successo tra i pazienti dei nostri farmaci innovativi e la promettente pipeline di ricerca ci fanno essere ottimisti sul futuro”.

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