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Posts Tagged ‘boeri’

No a proroghe a Boeri: l’INPS ha bisogno di voltare pagina

Posted by fidest press agency su martedì, 8 gennaio 2019

La USB Pubblico Impiego INPS scrive al governo manifestando apprezzamento per la scelta di rivedere la governance dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, ma al tempo stesso chiede di scongiurare qualunque proroga, anche di breve durata, del mandato dell’attuale presidente, Tito Boeri.Il sindacato di base dell’INPS ricorda che né Boeri né Cioffi avevano i requisiti per essere nominati nel 2015 rispettivamente presidente e direttore generale dell’INPS, elencando una serie di episodi che hanno caratterizzato negativamente il mandato del professore della Bocconi.La USB chiede al governo di agire in fretta per ripristinare un clima di fiducia verso l’INPS e per fornire nuove motivazioni al personale dell’Istituto, riconoscendo il ruolo centrale dell’INPS nel Welfare nazionale, assicurando un numero di nuove assunzioni necessarie a garantire la continuità dei servizi e un non più rinviabile ricambio generazionale.

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Boeri: il padre padrone dell’Inps?

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

Claudio Durigon, il sottosegretario al Lavoro, a 24Mattino su Radio 24: “Boeri? Vuole sempre apparire” “Boeri non è d’accordo con la nostra riforma pensionistica, ma non è mai stato d’accordo con nessun governo, neanche con quello che lo ha inserito. Ha una sua predisposizione personale ad apparire, vuole sempre stare al centro”. Lo ha detto il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, a 24Mattino di Maria Latella e Oscar Giannino su Radio 24.
Claudio Durigon, il sottosegretario al Lavoro, a 24Mattino su Radio 24: “Inps? Allo studio riforma della governance, basta padre padrone”
“Per quello che riguarda l’Inps stiamo studiano diverse versioni che prevedono una riforma della governance: con l’allargamento a una forma collegiale, invece di avere un soggetto che possa, in qualche modo, essere il padre padrone”. Lo ha detto il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, a 24Mattino di Maria Latella e Oscar Giannino su Radio 24.

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Inps: Boeri si deve dimettere

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

di Francesco D’Uva. Il presidente dell’INPS è venuto in audizione nella Commissione Parlamentare a fare politica. È venuto a dire degli 8 mila posti di lavoro in meno senza spiegare bene come ha fatto questa stima. Sappiamo che già il Ministro dell’Economia ha detto che non è una stima attendibile e se non fosse sufficiente quella del Ministero, c’è anche la stima degli uffici tecnici della Camera. Hanno voluto dire che questi dati non sono assolutamente collegabili al Decreto Dignità, quindi non possiamo fare altro che prendere atto che il presidente Boeri vuole fare politica. Gli auguriamo di farla, ma al di fuori dell’INPS e non dentro un’istituzione che deve essere terza e non deve certo dare tali opinioni su questa tematica, BOERI SI DEVE DIMETTERE!. (fonte: blog delle stelle)

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Nuovo scontro istituzionale all’Inps

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 novembre 2017

tito-boeriLe lavoratrici e i lavoratori dell’INPS il 10 novembre non sciopereranno solo per il rinnovo del contratto e contro lo smantellamento dello stato sociale, ma per chiedere a Governo e Parlamento un intervento sull’Istituto prima dello scioglimento delle Camere.L’Organismo indipendente di valutazione dell’INPS è scaduto da mesi e si sono aperte le procedure per l’assegnazione dei nuovi incarichi. La scelta di Boeri è caduta su tre professori universitari che, a detta del CIV, l’Organo d’indirizzo e vigilanza dell’Istituto previdenziale, non hanno maturato la necessaria esperienza in strutture complesse come l’INPS o in organismi di valutazione della performance, esperienza che invece possono vantare altri candidati non presi in considerazione da Boeri. Da qui l’ennesimo scontro istituzionale esploso all’interno dell’INPS, dopo quello sul nuovo Regolamento d’Organizzazione impugnato dal CIV davanti al TAR del Lazio. L’Organo d’indirizzo e vigilanza ha contestato la scelta del presidente dell’INPS ed ha proposto una rosa di nomi che rispondono ai criteri rappresentati nella propria Deliberazione N. 21 del settembre scorso, che non è stata per nulla presa in considerazione da Boeri.Lo scontro è finito ora sui tavoli dei ministri Poletti e Madia, chiamati a sciogliere questo ennesimo nodo, mentre l’efficienza dell’INPS da quando l’economista della Bocconi è stato eletto presidente continua a precipitare in basso, con tempi di liquidazione delle prestazioni in continuo aumento.USB, che ha contestato Boeri fin dalla nomina, perché designato nonostante non possedesse tutti i requisiti previsti dalle norme, da tempo sostiene la necessità di ripristinare un governo collegiale dell’INPS, procedendo anche alla sostituzione dell’attuale presidente.

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Boeri, l’uomo che si compiace del furto ai migranti

Posted by fidest press agency su domenica, 23 luglio 2017

inpsCuriosa la sortita del presidente INPS Boeri sul contributo economico che i migranti danno al nostro prodotto interno lordo. Boeri ha affermato, in una audizione al Parlamento, quindi nella più alta sede istituzionale, che i contributi dei migranti contribuiscono per l’ 1% al nostro PIL, che questi versano contributi per circa 8 miliardi e che ne ricevono indietro 3. Nessuno dei Parlamentari presenti, e men che meno i giornalisti che alla sortita hanno poi dato ampio spazio, hanno avuto l’ardire di chiedere come mai tale disparità tra versato e ottenuto sotto forma di pensione. Se abbiamo capito bene solo una parte dei migranti rimane nel nostro Paese sufficientemente a lungo per maturare il diritto a pensione, soprattutto probabilmente una quota consistente di chi ha lavorato per anni in Italia torna nel proprio Paese di origine dove i contributi versati in Italia sono carta straccia. Questo ovviamente riguarda in particolare i migranti provenienti da paesi extra Unione Europea. Non esistono infatti, se non in alcuni casi, convenzioni bilaterali internazionali che regolino la materia tra il nostro Paese e i paesi di provenienza dei migranti, perché i contributi versati in Italia siano validi e cumulabili con quelli versati in altri paesi, compreso quello di provenienza. Con la Tunisia questa Convenzione esiste. L’hanno fatta Craxi e Andreotti nel 1987. E’ diventata una Legge dello Stato Italiano e garantisce proprio che i contributi versati dai lavoratori Tunisini in Italia e Italiani in Tunisia non vadano persi. In questo caso non c’è guadagno per le casse dell’INPS e per il nostro PIL, però, se possiamo permetterci di dirlo, c’è maggiore giustizia. Ma cosa osta alla stipula di analoghe convenzioni bilaterali almeno con i maggiori Paesi di provenienza dei nostri lavoratori immigrati? E’ così difficile arrivare ad un accordo tra Stati, oppure c’è l’intenzione di coltivare ancora per molto quella sottrazione di denari dalle tasche dei migranti per aumentare fraudolentemente il nostro PIL e arricchire le casse dell’INPS? Ci sembra che sia più che mai necessario organizzare i migranti e le Comunità e mobilitarsi per costringere l’INPS e il Governo Italiano a prendere seriamente in considerazione il fatto che quello che stanno facendo non è altro che un furto in piena regola ai danni di lavoratrici e lavoratori migranti e che questa pratica deve finire al più presto. A pagare la pensione agli Italiani deve pensarci lo Stato, non i migranti.

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Migranti e i calcoli di Boeri: parziali e omissivi

Posted by fidest press agency su sabato, 8 luglio 2017

inpsDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Il presidente pro-tempore dell’Inps, Tito Boeri, dovrebbe ben conoscere l’importanza dell’orizzonte temporale nei modelli econometrici. E in effetti nel rapporto sugli immigrati che ha fatto tanto clamore lo scrive pure: le proiezioni si fermano al 2040, mentre il pagamento delle pensioni agli immigrati regolari cominceranno nel 2060. Quindi la sua analisi considera solo le entrate per lo Stato dei contributi versati dai lavoratori immigrati regolari e non gli esborsi.
Non solo. La sua analisi non tiene neanche conto di tutte le altre prestazioni assistenziali che lo Stato eroga non solo ai lavoratori, ma anche ai disoccupati, agli anziani e ai bambini immigrati, tanto quelli regolari quanto quelli irregolari. Le proiezioni di Boeri, quindi, fanno acqua da tutte le parti. Al pari della sua gestione discutibile dell’Inps.I calcoli sono presto fatti. In Italia ci sono 3,9 milioni di cittadini non comunitari regolari. Di questi lavorano meno della metà, vale a dire 1,8 milioni, mentre gli altri sono inattivi (900mila), in cerca di lavoro (300mila) o non in età da lavoro (900mila tra bambini e anziani).Questo vuol dire che a fronte di 1,8 milioni di cittadini non comunitari regolari, che hanno un proprio percorso di contribuzione e di finanziamento del welfare, ci sono 2,1 milioni di individui che rappresentano solo un costo. A questi bisogna aggiungere una cifra stimata in circa mezzo milione di cittadini non comunitari irregolari, che non hanno un permesso di soggiorno, dunque non possono lavorare. O meglio, lavorano nel mercato nero. In realtà, anche alcuni di quei 2,1 milioni descritti sopra lavorano in nero, senza quindi contribuire alle casse dello Stato. Se a tutto questo si aggiungono i costi per l’accoglienza, stimato dal governo in 4,6 miliardi, il bilancio del fenomeno migratorio in Italia diventa ampiamente negativo.Il calcolo del professor Boeri, ripetiamo, è parziale in quanto considera solo i benefici derivanti dagli immigrati regolari-regolari, vale a dire con permesso di soggiorno e che lavorano, mentre non considera i costi degli immigrati regolari-irregolari, vale a dire che hanno permesso di soggiorno ma non un lavoro regolare, né quelli degli immigrati irregolari-irregolari, senza permesso di soggiorno e senza lavoro. Ne deriva che l’immigrazione rappresenta per l’Italia più un costo che un beneficio. Oggi e soprattutto, in maniera incrementale, fino al 2040. Altro che ‘buco di bilancio’ se chiudiamo le frontiere. È vero esattamente il contrario”.

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Brunetta: da Boeri gestione Inps approssimativa e discutibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 luglio 2017

inps“L’Inps ha poco più di 28mila dipendenti distribuiti sul territorio nazionale in modo disorganico. Le sedi sono al collasso, le giacenze di produzione aumentano in maniera esponenziale e con conseguenti disservizi. Parte del patrimonio immobiliare non è censito ed è lasciato allo sbando, manca una seria politica di gestione dello stesso. Basti pensare che solo nel Lazio circa 800 immobili sono occupati abusivamente e l’Inps incassa appena il 10% dei costi complessivi di gestione”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“La razionalizzazione immobiliare di tipo strumentale è ancora al palo, la riorganizzazione delle funzioni una bufala. I dirigenti apicali sono sempre gli stessi, i posti vengono assegnati senza criteri meritocratici.Tito Boeri si sta rivelando un cattivo presidente. Ha avviato una sperimentazione territoriale creando megastrutture territoriali in Lazio, Lombardia e Campania, con duplicazioni di funzioni e costi che alla luce dei primi risultati si stanno dimostrando un fallimento.La giustificazione addotta da Boeri è ‘la prossimità al cittadino’. Mentre, allo stesso tempo, parallelamente si sta procedendo, su tutto il territorio nazionale, alla chiusura massiva delle agenzie territoriali.Una gestione quanto meno discutibile dell’istituto nazionale di previdenza sociale che meriterebbe maggior attenzione e una minor dose di approssimazione. Magari il presidente Boeri potrebbe chiarire tutte queste cose al Parlamento. In ogni caso noi chiederemo conto delle sue azioni con un’interpellanza, al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti”, conclude Brunetta.

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Inps: Una rivoluzione trasformata in carosello

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

inpsQuella che era stata annunciata come una rivoluzione, alla prova dei fatti si è rivelata una semplice trovata pubblicitaria. Il presidente dell’INPS aveva annunciato ai quattro venti che avrebbe ridotto gli incarichi dirigenziali generali da 48 a 36. Le testate giornalistiche nazionali avevano dato ampio risalto alla notizia, tessendo le lodi del coraggioso manager planato all’INPS dal mondo accademico della Bocconi, ma Boeri ha tradito le promesse assegnando 41 incarichi dirigenziali generali che, sommati all’incarico di presidente dell’Organismo indipendente di valutazione (OIV), fanno in tutto 42 su 44 dirigenti in servizio. Restano fuori due dei tre dirigenti reclutati dall’esterno in base all’art. 19, comma 6, del Decreto Legislativo 165/2001. Non avendo ridotto l’organico, il presidente dell’INPS può inoltre assegnare ulteriori incarichi fino ad un massimo di 48. All’indomani delle determinazioni con cui Boeri ha affidato gli incarichi dirigenziali di prima fascia, più che ad una rivoluzione bolivariana ci sembra di assistere alla proiezione di el Dindondero, la simpatica pubblicità con la quale negli anni sessanta si reclamizzavano i prodotti di una nota marca dolciaria.La comunicazione ufficiale con cui l’INPS ha dato notizia dell’avvenuta assegnazione degli incarichi induce a pensare che il numero di incarichi dirigenziali generali è stato drasticamente ridotto mentre non è assolutamente così. Siamo di fronte ad una bufala mediatica. Nel comunicato stampa diramato ieri c’è scritto testualmente – “Le direzioni generali passano da 48 a 36”. Due dati non veri. Le direzioni generali non erano 48 prima e non sono 36 adesso. Non si può tollerare che un ente pubblico che rappresenta lo Stato manipoli in questo modo l’informazione.Nel precedente Ordinamento delle funzioni centrali e periferiche del 2014 erano previsti 34 incarichi dirigenziali generali tra centrali e regionali, a cui si aggiungevano l’incarico di presidente dell’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) riservato ad un dirigente generale e 13 progetti a termine di livello dirigenziale generale. Con il nuovo Ordinamento gli incarichi dirigenziali generali salgono a 36 tra centrali e territoriali, quindi due in più del precedente, a cui vanno aggiunti l’incarico di presidente dell’OIV e 5 incarichi a termine di livello dirigenziale generale per consulenza, studi e ricerca. In tutto 42 funzioni di dirigente generale su un totale di 44 dirigenti in servizio. Se per il passato si sommano tutti gli incarichi, per correttezza lo si deve fare anche per il presente, altrimenti si finisce per fare i furbi e per mettere per l’ennesima volta in imbarazzo l’INPS, danneggiandone l’immagine esterna.Dal punto di vista funzionale, ripetiamo ancora una volta che la soppressione di importanti direzioni centrali determinerà problemi d’indirizzo e di collegamento con il territorio. Certamente, non c’era da scomodare una commissione esterna, non sappiamo se retribuita, per arrivare a questo risultato, che non può essere definito una rivoluzione come invece sostengono alcune testate giornalistiche rilanciando fedelmente il comunicato stampa dell’INPS senza approfondire la questione. E che dire di Boeri che prima critica i progetti a termine assegnati dal precedente management dell’Istituto e poi decide di utilizzare anche lui questo strumento? E come mai sul comunicato stampa dell’INPS non si menzionano gli incarichi di studio o il posto funzione dell’OIV?Nessuno poi si interroga sui costi immediati di questa riorganizzazione. In base ad una norma di salvaguardia, il dirigente assegnato ad altro incarico nel corso della valenza contrattuale mantiene il trattamento di maggior favore fino a scadenza del contratto. E’ quello che accadrà all’ex capo del personale assegnato alla direzione regionale Sicilia, mentre il neo capo del personale, che in precedenza guidava la regione Puglia, vedrà aumentare la propria retribuzione dal 1° febbraio a seguito dell’assunzione del nuovo incarico. Manterranno temporaneamente una retribuzione più alta anche quei dirigenti che dalla sede centrale sono stati destinati al territorio e quelli a cui è stato conferito un incarico di studio e ricerca. Insomma, alla prova dei conti, la riorganizzazione di Boeri fatta in questo momento comporta un probabile aumento dei costi per il bilancio dell’Istituto e quindi per la collettività. Non si poteva aspettare la scadenza dei precedenti contratti per avviare eventualmente la riorganizzazione?
Ma c’è dell’altro. Il presidente dell’INPS non ha voluto tenere conto dei rilievi fatti dagli organi di controllo e vigilanza tra cui il Consiglio d’Indirizzo e Vigilanza, che è addirittura ricorso al TAR opponendosi ad alcuni punti della riforma Boeri. Allo stesso tempo il presidente non ha tenuto conto della richiesta del Ministero del Lavoro di armonizzare Ordinamento e Organico, con specifico riferimento alle posizioni dirigenziali. Cos’altro deve accadere per convincere il ministro Poletti ad interrompere il mandato di Boeri, nominando un Commissario straordinario e mettendo finalmente mano alla governance, come chiediamo da tempo, per farla finita con l’uomo solo al comando? Speriamo che le nostre grida d’allarme, lanciate nell’interesse dell’INPS e dei cittadini utenti, non continuino a rimanere inascoltate.

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L’Inps nelle mani di Boeri

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

tito-boeriIeri mattina il direttore generale dell’INPS ha rassegnato le dimissioni nelle mani del Ministro Poletti che le ha accettate. La goccia che ha fatto traboccare il vaso di uno scontro istituzionale al calor bianco tra i vertici dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, dovrebbe essere stata la lettera che nei giorni scorsi Boeri ha indirizzato al Ministro del Lavoro per chiedergli di rimuovere il direttore generale perché indagato sulla vicenda legata all’evasione contributiva di 40 milioni da parte di ENEL, nel periodo in cui l’attuale direttore generale dell’INPS era capo del personale di quell’azienda.“La vicenda ENEL era nota a Boeri almeno dal settembre 2015 – afferma Luigi Romagnoli dell’Esecutivo nazionale USB Pubblico Impiego – quando Cioffi mandò per conoscenza al presidente una mail nella quale lo informava del problema. Strano che la situazione sia precipitata proprio mentre sta emergendo un conflitto d’interessi in capo a Boeri per la vicenda Espresso”.“Tolto di mezzo il direttore generale, l’INPS rimane nelle sole mani del presidente – incalza il dirigente sindacale della USB – nel momento in cui Boeri rimette in discussione tutti gli incarichi della dirigenza apicale e mette mano alla riorganizzazione dell’Istituto”.“Il Governo appare debole e ingessato in attesa del referendum del 4 dicembre – conclude Romagnoli – mentre sarebbe necessario ripristinare immediatamente il Consiglio d’Amministrazione dell’INPS e rimuovere dall’incarico Boeri, per il suo conflitto d’interessi e per le sue idee che mal si coniugano con l’esigenza di rilanciare la previdenza sociale pubblica” (n.r. non ci interessa tanto la questione delle dimissioni quanto la politica previdenziale che Boeri sta portando avanti che con l’appoggio di Renzi e del suo governo intende “tagliare” i costi pensionistici a spese delle pensioni già modeste introducendo in primis l’abolizione della reversibilità della pensione al coniuge superstite e la ricostruzione pensionistica in base ai contributi e non a quello retributivo. Ciò significa che le pensioni saranno ridotte mediamente del 30%. La scusa è quella nota: riequilibrare il monte pensioni per elevare le minime. E’ in pratica una bufala ma che non pochi politici, in specie quelli che appoggiano l’attuale governo dicono di crederci. Perché non cominciamo a recuperare seriamente i 130 miliardi di evasione fiscale, gli 80 miliardi di sprechi e gli svariati miliardi di contributi Inps non versati, tanto per rimanere sulle grandi cifre?)

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Conflitti d’interessi ai vertici dell’Inps

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2016

inpsLa USB Pubblico Impiego INPS ha inviato una lunga nota al Presidente del Consiglio, ai Ministri del Lavoro e dell’Economia che vigilano sull’attività dell’INPS e ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari di Camera e Senato per chiedere la rimozione di Tito Boeri e Massimo Cioffi dall’incarico di presidente e direttore generale dell’INPS, evidenziando l’imbarazzo che si vive all’interno dell’Ente di previdenza per il doppio conflitto d’interessi.Dichiara Luigi Romagnoli dell’Esecutivo nazionale della USB Pubblico Impiego INPS – “Dopo che a febbraio era uscita la notizia dell’indagine della Procura di Nocera sull’evasione di 40 milioni di euro da parte dell’ENEL in occasione di esodi incentivati gestiti da Cioffi, all’epoca capo del personale di quell’azienda, pochi giorni fa si è saputo di una presunta truffa ai danni dell’INPS da parte del Gruppo Editoriale l’Espresso, con il quale Boeri ha una duratura collaborazione professionale sospesa temporaneamente per svolgere l’incarico di presidente dell’Istituto di previdenza”.“Nella nota – prosegue il dirigente sindacale della USB – citiamo anche alcuni episodi che ci portano a sostenere che i ventuno mesi di governo dell’INPS da parte di Boeri sono stati tutt’altro che trasparenti”.“Il presidente dell’INPS – incalza Romagnoli – cerca di far passare scelte organizzative che mortificano il ruolo del direttore generale nel processo di selezione della dirigenza. Boeri e Cioffi sono ai ferri corti e questo contrasto produce uno stallo generale che incide negativamente sul livello dei servizi”.Conclude il delegato nazionale della USB – “Abbiamo chiesto al Governo la nomina di un Commissario straordinario e di un direttore generale che abbiano maturato esperienze professionali in campo previdenziale, in attesa di una governance che restituisca collegialità al governo dell’INPS. Infine abbiamo sottolineato che senza 6.000 nuove assunzioni nei prossimi quattro anni l’INPS non potrà più svolgere le proprie funzioni”.

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Inps: Boeri metta al lavoro l’Inps e faccia risparmiare 430 milioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 settembre 2016

inpsFar lavorare i 30 mila dipendenti dell’Inps e far risparmiare 430 milioni di euro al contribuente. Come si fa’? Semplice: far svolgere le pratiche pensionistiche dal personale dell’Inps e non dai Patronati. Come e’ noto i Patronati ricevono un contributo per il disbrigo delle pratiche pensionistiche che, invece, potrebbero essere svolte dai dipendenti dell’Inps.
Non comprendiamo come al presidente dell’Inps, Tito Boeri, professore di Economia del Lavoro, non sia venuto in mente mentre continua a parlare di contributi di solidarieta’ e di diminuzione delle pensioni “privilegiate” o di vitalizi. Desideriamo informare il presidente Boeri che i contributi di solidarieta’ ci sono gia’, sia per le pensioni “privilegiate” che per i vitalizi, e se vuole discettare di pensioni “privilegiate” dovrebbe riferirsi al sistema pensionistico retributivo (80% degli ultimi stipendi), del quale godono il 90% dei pensionati. Apprendiamo, invece, dal presidente Boeri, che il sistema pensionistico e’ economicamente sostenibile, alla faccia della RAI che, proprio ieri sera, nella trasmissione Presadiretta, ci avvisa dei 7 miliardi di disavanzo e, addirittura, di 58 miliardi di buco patrimoniale entro il 2023, paventando un rischio pensioni per i futuri cittadini collocati in quiescenza. Insomma, la RAI continua ad alimentare l’ansia nei cittadini, cosi’ pensionati e pensionandi non alimenteranno i consumi con relativo contributo alla stagnazione del PIL. Non e’ un problema di sostenibilita’ economica ma di equita’, dichiara Boeri, ma l’equita’ e’ un problema di carattere sociale che riguarda il Governo. Boeri vuole fare il ministro del Lavoro? Si metta in fila, intanto faccia funzionare l’Inps. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Le proposte di Boeri sulle pensioni: ansiogene e deleterie per l’economia

Posted by fidest press agency su martedì, 30 agosto 2016

pensionatiScrivevamo a meta’ agosto che la paura, l’ansia, l’apprensione e l’incertezza hanno effetti sul sistema economico, tanto da indurre una diminuzione dei consumi e, di conseguenza, una diminuzione del Pil e aumento del debito pubblico come si e’ verificato in quest’ultimo trimestre. L’apprensione e’ maggiore in particolari categorie di persone, come i pensionati che sono fuori dal circuito produttivo ma, anche, nei pensionandi, timorosi di non poter far fronte alle future spese di mantenimento.
Proprio ieri, in una intervista pubblicata sul Il Sole24Ore, il presidente dell’Inps, Tito Boeri, e’ ritornato sull’argomento confermando l’idea di un ricalcolo contributivo delle pensioni “privilegiate”. Di qui a passare al ricalcolo contributivo (tanto versi tanto ottieni) del sistema pensionistico generale, a stragrande maggioranza retributivo (mediamente l’80% dello stipendio), il passo non e’ poi cosi’ lungo se si vogliono ottenere cifre importanti di “risparmio”. In percentuale un 30% in meno di pensione. Ad attenuare l’ansia non serve certo il riferimento ai vitalizi, perche’ anche gli allocchi capiscono che da questi si passa alle pensioni “privilegiate” e, poi, a quelle ordinarie, percepite dalla stragrande maggioranza dei pensionati.
Cosa induce la proposta di Boeri? Ansia, quindi minori consumi, diminuzione del Pil e aumento del debito pubblico. Non ci vuole una laurea in economia per capirlo ma, tant’e’, Boeri e’ convinto della propria idea incurante dei danni che, a nostro parere, provoca.
Una domanda al Governo: questo professore (ahinoi i professori!) e’ l’uomo giusto al posto giusto? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Boeri e vitalizi

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2016

tito-boeriUn euro in più al mese. Abbiamo fatto il calcolo di quanto potrebbero aumentare le pensioni sotto i mille euro dal risparmio ottenuto con la riduzione degli attuali vitalizi parlamentari, proposta dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, nel corso della audizione presso la Camera dei Deputati. Il calcolo e’ semplice: sono 6 milioni i pensionati con meno di mille euro al mese e 76 milioni il risparmio ottenuto tagliando del 40% i vitalizi. I pensionati ringraziano Boeri per la grande generosita’. Vediamo altre amenità.
1. Il sistema dei vitalizi parlamentari e’ insostenibile, dichiara Boeri ma dimentica che i vitalizi non fanno parte del bilancio dell’Inps. L’Inps ha un buco di 11,5 miliardi, previsto nel 2016, che nulla ha a che vedere con i vitalizi.
2. I 193 milioni dei vitalizi dei parlamentari incidono per lo 0,02% sulla spesa pubblica italiana, che ammonta a 838 miliardi di euro, mentre i 261 miliardi di spesa previdenziale (anno 2015) ne rappresentano il 31%! Ricordiamo che, alcuni giorni fa, il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps ha bocciato la nota di variazione di bilancio del 2016, per mancanza di informazioni, per l’assenza di criteri di investimento e per mancato controllo della posizione debitoria degli enti pubblici verso l’Inps.
3. Si invoca il calcolo contributivo per i vitalizi dimenticando che questo e’ gia’ attivo fin dal 2012. Se si vuole attuare il principio del calcolo contributivo (tanto versi tanto riceverai) ai passati vitalizi, allora occorre farlo anche per le passate pensioni, che per il 90% sono retributive (calcolate all’80% sugli ultimi stipendi). E’ questo il risultato che Boeri vuole raggiungere? Tagliare le attuali pensioni del 40%? Mah! (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo: Pensioni alla sbarra

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 aprile 2016

pensionatiDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Caos pensioni all’interno del governo. Dapprima sul banco degli imputati era finita la reversibilità, poi la marcia indietro. Poi si è parlato di una sforbiciata alle pensioni d’oro. Sempre vivo il tema della flessibilità in uscita. Adesso, e siamo all’apertura dei giornali di oggi, la possibilità del part-time post 60 anni per gli ultimi tre anni prima di andare in pensione. Nel frattempo l’ineffabile presidente del Consiglio, Matteo Renzi, aveva promesso, poi smentito dalle teste (si fa per dire) economiche del governo, i famigerati 80 euro per le pensioni minime. Insomma, la categoria dei pensionati è continuamente stimolata, il più delle volte in modo negativo, da un esecutivo che appare sempre più in confusione mentale e con idee quanto mai approssimative. Basta creare allarmismo, basta illudere o prendere in giro milioni di cittadini italiani. I lumicini che di tanto in tanto si intravedono non riescono neanche in parte a squarciare il buio pesto nel quale ci si muove. Che sorprese riserva la coppia di separati in casa Boeri-Poletti? Da capogruppo di opposizione chiedo che si apra un confronto serio, in Parlamento, sulle pensioni, sui numeri veri, sulle prospettive per il futuro, sulle soluzioni reali, senza spot e promesse. Il ministro del Lavoro venga nelle Aule parlamentari, i luoghi preposti alla democrazia nel nostro Paese, e si apra un proficuo dibattito. Basta sorprese nascoste dietro il paravento di sorrisi (Poletti), minacce (Boeri) e balle propagandistiche (Renzi). I pensionati meritano ben altro”.

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Boeri su pensioni: tra il dire e il fare

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2015

tito-boeriLe dichiarazioni del presidente dell’Inps, Tito Boeri, – afferma in una nota il Segretario Generale del Sindacato Labor, Danilo Maron – lasciano intravedere qualche segnale di speranza per il futuro. A meritare particolare attenzione sono il proposito dei tagli ai vitalizi della classe politica; l’idea di un reddito minimo per gli over 55 e la volontà di innalzare le pensioni minime (oggi indegne per un Paese civile). Purtroppo però i cittadini italiani sono ampiamente abituati alle promesse e sanno bene che da noi è difficilissimo riuscire ad intaccare i privilegi. Ci sembra poi opportuno ricordare – continua Maron – che lo stesso presidente dell’INPS, che oggi si erge a difensore dell’esigenza di una maggiore equità sociale, ha più volte attaccato o non riconosciuto il valore rappresentato nel nostro Paese dalle strutture di patronato e dai Caf.
La verità è che anche le affermazioni di Boeri vanno inquadrate nel “meccanismo delle slide” e “nell’annuncite” di cui questo governo è vittima. Come cittadini però – conclude Maron – siamo stanchi di dover fare i conti con dei fatti che vanno nella direzione opposta rispetto ai buoni propositi; ed è per questo che invitiamo il presidente Boeri ad effettuare un atto di coraggio e ad imporsi su questo esecutivo affinché anche in Italia si possa intravedere un barlume di giustizia.

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Boeri in confusione mentale?

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 novembre 2015

tito-boeriDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Leggendo le ineffabili, fuorvianti e arroganti dichiarazioni rilasciate da Tito Boeri a ‘Mix24’ di Giovanni Minoli, possiamo affermare senza alcun timore di smentita che il presidente ‘pro tempore’ dell’Inps è in grande difficoltà e palesemente in confusione mentale. Ricordiamo a Boeri che le nostre critiche, espresse nelle scorse settimane, nei suoi confronti hanno sempre riguardato il suo travalicare sistematicamente il ruolo per il quale è stato chiamato a fine 2014 da Matteo Renzi, pare su indicazione di Carlo De Benedetti, suo editore a ‘Repubblica’. Il presidente dell’Inps è solo ed esclusivamente il presidente dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, non è né presidente del Consiglio, né ministro del Lavoro o del Welfare.
Forse questo non è ben chiaro a Boeri che, in più d’una occasione e in modo palese recentemente, ha preso iniziative unilaterali e non concordate, fuori dal suo raggio d’azione (un vero e proprio abuso di potere), mettendo con le sue smanie di protagonismo in forte imbarazzo il governo (che lo ha più volte clamorosamente smentito e messo in un angolo), e gettando nel contempo nel panico i pensionati italiani.
Il presidente dell’Inps continua ancora adesso, con le risibili e populiste dichiarazioni di questa mattina, a travalicare il suo ruolo attaccando immotivatamente parlamentari che hanno tutto il diritto/dovere di criticare, se sbagliati, i comportamenti di un presidente di un ente pubblico. Per quando riguarda l’allusione fatta da Boeri ai vitalizi, beh, con il sottoscritto sbaglia indirizzo. Io faccio parte di quella generazione di parlamentari che, dopo la riforma fatta dall’Ufficio di presidenza della Camera tra il 2011 e il 2012, ha deciso di rinunciare al vecchio vitalizio, a favore di un trattamento pensionistico contributivo (pro rata), in relazione agli anni trascorsi in Parlamento. Piuttosto Boeri, per amor di trasparenza, potrebbe parlarci del suo trattamento (notoriamente privilegiato) salariale, fiscale e pensionistico derivante dal lungo periodo (1987-1996) lavorativo all’Ocse di Parigi. Sarebbe interessante per i pensionati italiani e magari anche formativo (per chi volesse approfondire leggere il documento ‘Staff regulations, rules and instructions applicable to officials of the organisation – november 2015’, e in particolare l’’Annex X – Pension scheme rules’ – revision at 1st December 2002).
Boeri si informi prima di dire baggianate, faccia meno politica, pensi ai traballanti conti dell’Inps, e alle ingenti spese di ristrutturazione e rappresentanza dei suoi uffici, in centro a Roma di fronte a Palazzo Chigi. Con la stima di sempre”.

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