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Un sorso di “Tintilia del Molise”

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 novembre 2019

È sempre un piacere parlare di un testimone principe del territorio molisano, il vino Tintilia, ed è stato bello farlo nel Molise, a Bojano, capitale riconosciuta dell’antico Sannio.Un vino rosso (tinto) che racconta la Spagna, quale terra di origine, e, anche, la Francia per averlo adottato e, poi, portato nella capitale, nel periodo in cui, prima metà dell’800, nel Regno di Napoli c’erano i francesi. Da lì il trasferimento facile nella Provincia più vitata del Regno qual era il Molise. Terra di vini bianchi, soprattutto nelle aree interne, intorno a Campobasso e intorno a Isernia, dove appagava la gran parte dei viticoltori e dei consumatori, che, parlando del vino, lo hanno sempre inteso rosso.
Tant’è che nelle cantine di Campobasso e d’intorno chiedere un bicchiere o una bottiglia di vino rosso si diceva semplicemente, “dammi una tintilia (damme na tenteje). Tutto questo fino a quando le cantine erano diffuse e svolgevano un ruolo sociale importante. E, anche, fino a quando le minute vigne di Tintilia hanno resistito all’attacco ricevuto da una programmazione che ha scelto, agli inizi degli anni ’60, le colline che guardano da vicino l’Adriatico per lo sviluppo della nuova vitivinicoltura molisana e privilegiato fondamentalmente due vitigni, il “Trebbiano” ed il “Montepulciano”, che scendevano direttamente dall’Abruzzo.
Alla fine degli anni ’80 già non si parlava più di Tintilia, fino a quando istituzioni come Università e Ente di sviluppo, imprenditori illuminati, tecnici e comunicatori esperti di enologia – chi intorno a un banco di laboratorio, chi sulla cattedra, chi alla sua ricerca nei campi e chi intorno a una tavola imbandita – non cominciarono a riparlare, con tanta passione, dei suoi acini spargoli, della poco produzione e della grande bontà.Michele Tanno, l’agronomo, era il più appassionato di tutti, in giro a ricercare le vigne o i tralci rimasti, insieme con il disegnatore della farfalla di “Piacere Molise”, Ro Marcenaro, che lo raccontava a tutti.Un momento importante quello che stava succedendo nella prima metà degli anni ’90 con la riscoperta del vino Tintilia.
La nuova considerazione ricevuta l’ha portato a essere, nel 1966, una delle 17 tipologie della nuova Doc “Molise o del Molise” ed a fare il salto definitivo nel 2011 con il riconoscimento di una Doc tutta sua, “Tintilia del Molise”, prodotta nei vigneti coltivati, sopra i 200 s. l. m., in 60 comuni della Provincia di Campobasso e 15 della Provincia di Isernia.Il limite dei 200 metri minimi di altitudine si era reso necessario già con l’inserimento nelle Doc “Molise o del Molise” per far riconquistare a questo vitigno il suo territorio naturale e non ritrovarlo confuso tra i vitigni delle colline basse. Quelle che guardano il mare Adriatico da vicino, che tanto rappresentano la rinascita della vitivinicoltura nella seconda più piccola regione d’Italia.Una ripresa lenta ma significativa dopo l’uscita, 1999, della prima bottiglia “Tintilia del Molise” dell’azienda Di Majo Norante di Campomarino, a me cara per la riproduzione in etichetta di un angolo del mosaico più bello, quello del leone, ritrovato nella mia Larino, già capitale dei Frentani. Poi altri produttori a segnare la storia bella che vive oggi il vino “Tintilia” con le medaglie e gli applausi ricevuti in occasione delle premiazioni nei più importanti concorsi, nazionali e internazionali. Il suo sapersi accompagnare, con la delicatezza propria dell’essere molisano, ai vini italiani più noti e più blasonati.E’ così che è diventato il testimone principe del territorio molisano e dell’immagine di un Molise che c’è e vuole dire la sua, anche con le sei indicazioni geografiche riconosciute, con l’olio “Molise” Dop extravergine a fare da traino, e i suoi 150 e più prodotti tradizionali, tra i quali spiccano, bontà come la “Pampanelle di San Martino in Pensilis”, la “Stracciata”, il “Fagiolo di Acquaviva di Isernia”, la “Ventricina della Valle del Trigno”, l’”Ostia d Agnone”, la “Pezzata di Capracotta” e altro ancora.Per essere ancor più testimone e immagine del Molise, la motrice possente del treno delle bontà e delle bellezze del Molise, il “Piacere del Molise”, serve l’unità di tutti i suoi produttori dentro il consorzio di tutela; il dialogo costante produttori e istituzioni, in primo luogo i Comuni; una programmazione dello sviluppo con l’agricoltura, la zootecnia e la forestazione perni dello stesso; una reale strategia di comunicazione che guarda lontano, e, ciò è possibile se poggia su strutture, strumenti e, ancor più, professionalità capaci di tessere il racconto del Molise, delle sue risorse e dei suoi valori.L’invidia, un male tipico del mondo contadino, non solo molisano, non produce, ma fa perdere solo tempo e occasioni. E’ un freno possente, la forbice che da sempre taglia le ali al Molise, e, nel caso da me qui considerato, le ali di rosso colorate di un vino al femminile, come la “Barbera” la “Tintilia” o semplicemente “Tintilia” (by Pasquale Di Lena)

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Columbus Day: dal Molise il sostegno alla Comunità Italo-Americana d’oltreoceano

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 ottobre 2017

Mina-Cappussi-prof.-giulio-de-jorio-frisari-prof-Patrizi (1)Bojano (Campobasso) Il Columbus Day UMDI si svolgerà ritualmente giovedì 12 ottobre 2017 a Bojano con la partecipazione attiva dei giovani di Bojano. Alle 10.00, presso gli Istituti Scolastici Superiori, nelle classi quinte, si terrà la lectio del prof. Giulio de Jorio Frisari (Istituto Italiano Studi Filosofici, visiting professor Università di Tessalonica), dal titolo “Leopardi: dalla vita quotidiana alla sua visione della Terra; dal Dialogo con Colombo a quello con Copernico”. Il poeta dell’Infinito immagina nelle Operette Morali un incontro serale nel bel mezzo della navigazione alla ricerca del Nuovo Mondo. Seguirà il Cruci-Colombo, un mega cruciverba, realizzato dai ragazzi della redazione giornalistica e dai volontari in Servizio Civile, tutto incentrato sulla storia del navigatore genovese che compì quella che si sarebbe rivelata come una delle più importanti spedizioni della storia umana, finanziata con due milioni di maravedí, corrispondenti ad una somma tra gli attuali 20mila e 60mila euro. Grazie all’Instagram Frame gli studenti poseranno per il fotografo in una serie di scatti che saranno inviati alla Farnesina, agli Istituti Italiani di Cultura americani e alle nostre ambasciate negli Usa. Alle 11.00, presso la sede Umdi Un Mondo d’Italiani in Piazza Giovanni Paolo II, rassegna cinematografica, dibattito, giochi a tema, Instagram memo, collegamento con le comunità italiane in Usa e con il senatore Amato Berardi, che ha partecipato alla parata del Columbus Day a UMDI redazione e serv civileNew York.“Le polemiche innescate negli ultimi tempi sul ruolo del conquistatore italiano – spiega il direttore UMDI, Mina Cappussi – dovrebbero indurci a riflettere su ciò che sta accadendo. Questo “dagli all’untore” di manzoniana memoria ci ricorda l’immagine spregiativa costruita attorno agli ebrei, che poi legittimò la soluzione finale, con l’avallo degli stati, della gente comune. Si vuole mettere in cattiva luce l’impresa geniale dei navigatori italiani per sminuire l’Europa e la civiltà che il vecchio continente ha portato avanti come riferimento per l’Occidente.” ”Quando si cominciano a decapitare e a rimuovere le statue – ha spiegato il filosofo Diego Fusaro – è il primo segno della barbarie che avanza, si cancellano la storia e il ricordo: abbiamo visto nella Russia post 1989 quando sono stati rimossi i busti di Lenin e lo vediamo ora negli Stati Uniti d’America, dove assistiamo a un analogo processo di cancellazione delle vestigia storiche, come quando i Talebani abbattevano i Buddha o l’Isis distruggeva le vestigia mesopotamiche. Stiamo andando verso una società neo-orwelliana, sempre più polarizzata fra una ristretta cupola di apolidi UMDI redaz frameUNMONDODITALIANI-logosignori della finanza mondiale e una massa multicolore di individui privati di ogni coscienza, identità, spirito antagonistico e critico”.
Il 12 ottobre negli Usa è festa nazionale. Uffici pubblici chiusi e un milione di persone in attesa, lungo le vie dello shopping del centro di Manhattan, per la mega parata celebrativa a New York, che vale la pena vivere da turisti della grande mela, e che percorre la Fifth Avenue verso nord, parte all’incrocio tra la 5th Avenue e la 44 street, e risale Manhattan fino all’altezza della 72th street, mentre l’Empire State Building si accende dei colori della bandiera italiana. L’evento, che inizia alle 11-11.30 per finire alle 15:00 circa, si celebra ogni anno in Ottobre, e richiama oltre un milione di spettatori a Manhattan e almeno altrettanti che seguono la parata in TV, celebrando Cristoforo Colombo, l’esploratore italiano che fu il primo a mettere piede sul suolo americano, il 12 Ottobre 1492, di fatto “scoprendo l’America”.

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